giovedì 21 giugno 2018

MAFIA NEI CANILI IN CALABRIA. LA DENUNCIA AIDAA DEL 2007


questo era quanto scrivevamo nel 2007 la prima denuncia contro la mafia della locride dei cani. di acqua ne è passata sotto i ponti ma la situazione ora appare per fortuna piu chiara

COMUNICATO STAMPA 

NEL CANILE DELLA LOCRIDE I CUCCIOLI DI CANE VENGONO TRASFORMATI IN CIBO PER MAIALI. 

Milano (21 settembre 2007) Con un esposto inviato questa mattina alla procura della repubblica di Locri il presidente nazionale dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente Lorenzo Croce torna sulla vicenda delle cucciolate di cani presenti nel canile provinciale di Sant’Ilario nella Locride dove secondo ulteriori agghiaccianti testimonianze raccolte dai vertici dell’associazione aninalista i cani presenti non sono non sarebbero stati sterilizzati (nonostante i fondi ricevuti dagli oltre 50 comuni convenzionati con il canile) ma verrebbero fatti accoppiare e le cucciolate sarebbero svezzate e poi uccise per essere tritate con farine fino a diventare cibo destinato a maiali di allevamenti che si trovano nella zona del canile. 

Ma il fatto più grave contenuto nell’esposto presentato dal presidente dell’AIDAA riguarda la catena alimentare infatti i maiali una volta ingrassati a farine a base di carne trita di cuccioli di cane verrebbero poi macellati e rivenduti al pubblico sia in macelleria della zona che in strutture del nord Italia. 

Chiediamo che su questa vicenda che si trascina da oltre un’anno si faccia chiarezza una volta per tutte- ci dice Lorenzo Croce presidente AIDAA- abbiamo già presentato diverse testimonianze in merito alla vicenda ora crediamo sia venuto il momento di informare l’opinione pubblica di questi fatti anche alla luce di nuove testimonianze di cui siamo venuti a conoscenza, per questo chiediamo una verifica diretta e precisa da parte delle forze dell’ordine e io stesso ho chiesto di essere nuovamente sentito attraverso la polizia locale del comune di Pregnana Milanese dove ha la sua sede nazionale l’associazione che presiedo” 




per info 3926552051—3478883546 
di seguito l’esposto inviato oggi da AIDAA alla procura di Locri 
ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA 
www.aidaa.net 
direttivo.aidaa@libero.it – presidenza.aidaa@libero.it 
SEDE LEGALE VIA ROMA 62 20010 PREGNANA MILANESE (MI) 
Telefoni 3478883546-3926552051 





Alla procura della repubblica 
Presso il tribunale di Locri 
Piazza Nuovo Tribunale 
89044 LOCRI (RC) 
Indirizzo mail procura.locri@giustizia.it 



ESPOSTO RELATIVO AL CANILE DI SANT’ILARIO. 

Io sottoscritto Lorenzo Croce nato a rho il 23 aprile 1964 presidente pro-tempore dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente domiciliato presso la sede della medesima associazione situata in via Roma 62 a Pregnana Milanese mi rivolgo a codesta procura per segnalare che alla nostra associazione sono arrivate da tempo diverse segnalazioni in merito ad attività a sfondo criminale che si svolgerebbero nel canile provinciale di sant’ilario. 

In particolare queste attività sarebbero rivolte alla produzione di cucciolate canine attraverso l’accoppiamento di cani presenti nel sudetto canile che in realtà risulterebbero sterilizzati ( e per i quali i gestori del canile provinciale avrebbero ricevuto i fondi previsti per la sterilizzazione). 

Questi cuccioli di cane una volta svezzati sarebbero uccisi in maniera crudele e poi tritati in appositi macchinari e mischiati a farine per essere trasformati in cibo destinato ad alcuni allevamenti di maiali della zona, maiali poi ingrassati e macellati (in alcuni casi all’interno dello stesso perimetro del canile provinciale) per poi essere venduti in esercizi commerciali sia della zona che del nord Italia. 

In merito a questa vicenda chiedo di essere ulteriormente sentito dalla polizia municipale di Pregnana Milanese competente per territorio in merito alla sede nazionale dell’associazione che presiedo. 

Chiedo di essere informato qualora questa inchiesta venga archiviata. 

Cordiali saluti 


Lorenzo Croce 
Presidente nazionale 
AIDAA 
Sede Nazionale AIDAA 21 Settembre 2007

MAFIA NEI CANILI. 11 ARRESTI IN CALABRIA. AIDAA: GIUSTIZIA E' FATTA!!

Reggio Calabria (21 giugno 2018) - "E' con viva soddisfazione che apprendiamo la notizia dell'arresto di 11 persone tra cui il direttore del servizio veterinario della ASP di Reggio Calabria Antonino Ammendola in relazione alle infiltrazioni della cosca Zagari-Fazzalari-Viola della N'drangheta nel business dei canili anche perchè primi tra tutti noi di AIDAA abbiamo consegnato nel 2010 un dossier sulla gestione di 84 canili e rifugi privati gestiti direttamente dalle organizzazioni malavistose attraverso prestanomi tra i quali i canili di cui si parla in questa inchiesta della direzione distrettuale antimafia calabrese" Questa la dichiarazione del presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce firmatario del primo dossier sulla gestione malavitosa di diversi canili del centro sud Italia inviata nel 2010 a diverse procure della repubblica del sud Italia. In quel dossier AIDAA metteva in evidenza sia i vari business legati alla gestione dei canili da parte della malavita organizzata e stimava in 22 milioni di euro l'anno il giro di affari che ruota intorno a queste attività malavitose sulle pelle dei cani. Ora dopo 8 anni arrivano i primi riscontri con l'arresto di undici persone tra cui il direttore dei veterinari pubblici di Reggio Calabria. 


IL COMUNICATO DEL 2010 PUBBLICATO DA DIVERSI GIORNALI 

Non solo traffici illeciti e pizzo, tra le forme di business della malavita organizzata adesso rientrano anche i canili. Lo rivela una ricerca di Aidaa, durata tre anni, che si è conclusa con una denuncia a diverse procure del sud Italia e delle Isole sugli 82 canili privati gestiti direttamente o attraverso fiduciari dalla malavita. 

I rifugi per i fedeli amici dell'uomo sono concentrati soprattutto in Campania, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia, ma non mancano casi nel centro-nord Italia.Spesso i caili in questione sono già stati riconosciuti come "lager" dove gli animali sono tenuti in condizioni pessime sotto il profilo igienico-sanitario. In questi contesti la popolazione canina è in forte sovrannumero e non è possibile a pubblico ed associazioni animaliste entrare per controllare lo stato di benessere degli animali né adottare i cani che rappresentano per i gestori una fonte di reddito non indifferente. 
egli 82 canili lager sono presenti 35.000 cani rispetto ad una capienza massima consentita di poco inferiore ai 20.000 animali. 

Fonti di guadagno - La malavita oltre a gestire il flusso di denaro pubblico per il mantenimento dei cani (molti dei quali morti ma presenti sui registri  che si aggira complessivamente sui 22 milioni di euro in entrata rispetto a meno di un terzo spesi per il reale mantenimento dei cani, gestisce anche altre attività illegali assolutamente redditizie quali la vendita dei cani a paesi esteri destinati alla vivisezione o in caso di cuccioli ad essere venduti in Germania (per ogni cucciolo si guadagnano fino a 200 euro) o in altri paesi del Nord Europa. Tra le altre attività criminose vi sono i combattimenti clandestini con giri di affari per decine di milioni di euro l’anno. 

Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa, ha spiegato che la malavita usa i canili come "centro di business clandestino, infatti oltre ad introitare soldi puliti dai comuni per il mantenimento dei cani, business che permette guadagni a sette cifre, il vero giro di affari loschi sta nella vendita dei cani verso i paesi del nord Europa e nei cani ospitati nei canili usati spesso anche nei combattimenti clandestini, fenomeni questi ultimi che fanno lievitare i guadagni della malavita organizzata a cifre superiori ai 100 milioni di euro l’anno”.

N'DRANGHETA E BUSINNES DEI CANILI. IN CALABRIA 11 IN MANETTE


   Una vasta operazione di polizia coordinata dalla Diresione Distrettuale Antimafia della procura di Reggio Calabria ha portato a 11 provvedimenti di custodia cautelare. L'inchiesta, denominata Happy Dog, ha consentito di accertare l'infiltrazione nel settore canino degli interessi di persone ritenute vicine alla cosca Zagari-Fazzalari-Viola della 'ndrangheta, con conseguente condizionamento degli appalti indetti dal Comune di Taurianova per l'assegnazione dei servizi di custodia e assistenza nei canili privati. Dall'inchiesta sono emerse anche le presunte condotte intimidatorie ed estorsive ai danni di un imprenditore del settore della custodia canina, vessato anche da persone vicine alle cosche di Platì e Sant'Ilario sullo Ionio.
    Tra le persone per le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari c'è il direttore del servizio veterinario dell'Asp di Reggio Calabria, Antonino Ammendola.

mercoledì 20 giugno 2018

A GORIZIA SEQUESTRATI 34 CUCCIOLI DI CANE



GORIZIA e VILLESSE - Viaggiavano nei bagagliai di due utilitarie, dopo numerose ore di viaggio, ammassati in un cassone di legno e in scatole di cartone, in evidente stato di maltrattamento e paura, senza luce, aerazione, senza acqua né cibo; erano senza di microchip per l'identificazione, senza le certificazioni sanitarie e il passaporto individuale.

Al valico e al casello della A4
Sono stati trovati in queste condizioni i 34 cuccioli di cane, tutti di età inferiore alle otto settimane, che nelle scorse settimane, sono stati sequestrati dei militari della Compagnia della Guardia di finanza di Gorizia nel corso di due distinte operazioni di polizia giudiziaria che hanno permesso di individuare due autovetture sospette entrambe provenienti dall’Ungheria.


Li ha trovati una l'unità cinofila Caboto
Nel primo caso il veicolo, con a bordo un uomo di 38 anni e una donna di 52 anni, di nazionalità ungherese e domiciliati in provincia di Rovigo, è stato fermato vicino al casello autostradale di Villesse, dove l’unità cinofila Caboto, addestrata al rinvenimento di stupefacenti e di denaro contante, ha segnalato la presenza di cuccioli di cane: erano sette bouldogue francesi, tre maschi e quattro femmine, tutti dal mantello fulvo.

Nel secondo caso, invece, il fermo è avvenuto a Gorizia, nei pressi del valico confinario di Sant’Andrea, dove è stata controllaata una autovettura guidata da un uomo di 33 anni, trovato in compagnia di una donna di 42 anni, entrambi di nazionalità italiana, residenti a Napoli ma domiciliati in provincia di Frosinone, con al seguito ventisette cuccioli: anche in questo caso sette bouledogue francesi, tre jack russel terrier, tredici chihuahua e infine quattro pincher.

Quattro denunce
I veterinari dell’Azienda sanitaria 2 Bassa Friulana Isontina hanno accertato la tenera età degli animali. Le quattro persone coinvolte nel traffico internazionale di animali da compagnia sono state denunciate alla Procura di Gorizia per maltrattamenti e introduzione illegale nel territorio nazionale di cuccioli di cane. Pagati poche decine di euro sarebbero stati commercializzati a scopo di lucro a un prezzo di alcune centinaia di euro ciascuno, fino a cinquecento euro in alcuni casi.
 
Due sono morti 
Grazie alla tempestiva assistenza fornita dai medici veterinari del Polo Zooantropologico dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, con sede a Prosecco, dove sono stati affidati i sette cuccioli sequestrati, e del personale del canile di Udine, cui sono stati invece consegnati i ventisette cuccioli, gli animali sono ora in buone condizioni, a eccezione di due chihuahua che non hanno resistito al precoce distacco dalla madre.


FIOCCANO LE MULTE PER CANI IN SPIAGGIA A RAVENNA

Ravenna (20 giugno 2018) - Sono oltre una decina le segnalazioni arrivate nella sola mattinata di oggi al telefono amico di AIDAA in relazione alle multe comminate domenica scorsa per i cani in spiagga nei lidi ravennati, multe salate mediamente di 200 euro  per aver portato il cane in una spiaggia libera dove non era segnalato il divieto di accesso coi cani, segnaletica obbligatoria e che deve obbligatoriamente richiamare i divieti previsti  dall'ordinanza regionale riportandone numero e data di emissione. Ma non solo infatti facendo una ricerca nell'albo pretorio del  sito internet del comune di Ravenna si scopre che l'ordinanza TL 665/2018 del 11 maggio 2018 NON E' RINTRACCIABILE SE RICERCATA CON IL NUMERO DI ORDINANZA MEDISIMO. (VEDI FOTO ALLEGATA) pertanto appare ancora più evidente che tale ordinanza che individua le due spiagge accessibili ai cani doveva essere espressamente pubblicizzata sia sull'albo pretorio che nelle spiagge dove invece è vietato, cosa che al momento non ci risulta. "C'è pressapochismo istituzionale in queste decisioni del comune di Ravenna- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- che da una parte non emette i cartelli di divieto di accesso ai bagnanti con i cani e con altri animali domestici cosi come imposto dall'ordinanza regionale, e dall'altra di fatto rende difficile il reperimento dell'ordinanza TL 665 dello scorso 11 maggio di cui non c'è traccia attraverso la ricerca diretta sull'albo pretorio del comune essendo di fatto tale ordinanza una modifica di precedenti atti amministrativi, resta infine da capire come sia possibile emettere un ordinanza a firma di un'assessore senza la controfirma obbligatoria del responsabile tecnico di settore".
LA RICERCA DELL'ORDINANZA SU ALBO PRETORIO COMUNE



l'ordinanza che istituisce le aree cani in spiagga a ravenna 

SALVATA CICOGNA FINITA IN UN CANALE

(ANSA) - SIBARI (COSENZA), 18 GIU - Una cicogna investita da un'automobile a Sibari, ferita ad un'ala e finita in un canale, è stata recuperata e messa in salvo dai vigili del fuoco del distaccamento di Trebisacce. La strada in cui l'animale é stato investito è quella che costeggia il villaggio turistico della frazione Marina.
    L'allarme é stato lanciato da alcuni testimoni. Sul posto, in breve tempo, sono arrivati i vigili del fuoco insieme ad alcune guardie zoofile. Con loro anche il referente della Lipu per la zona della Sibaritide, Salvatore Golia, ed un veterinario. I vigili del fuoco hanno provveduto a recuperare la cicogna, che è stata recuperata e portata nello studio del veterinario, dove le è stata riscontrata la lesione di un tendine dell'ala destra.
    Secondo quanto é stato stabilito, prima di essere affidata al centro Cras di Rende, la cicogna sarà sottoposta ad intervento chirurgico.

martedì 19 giugno 2018

PREGNANA UN PAESE A MISURA DI UOMO E CANE

Pregnana Milanese (19 giugno 2018) Tra i comuni analizzati in queste settimane in merito al rapporto uomo/cane Pregnana Milanese è sicuramente uno dei migliori a livello lombardo, sicuramente il migliore sia per quanto riguarda il numero di aree cani, per la correttezza dei proprietari dei cani (tranne i soliti idioti che non raccolgono la cacca, ma sono diminuiti) nella gestione, compresa quella condominiale dei propri cani, sia per il numero rapportato di cani rispetto ai residenti umani, e infine per il rapporto dei metri quadrati a disposizione per il movimento di ciascun cane a livello privato. Insomma un mix che fa ben sperare per ulteriori miglioramenti, ma andiamo con ordine innanzitutto le liti condominiali per i cani, si certo ci sono stati degli screzi, alcuni dei quali riportati anche all'associazione AIDAA ma in line a di massima la convivenza è generalmente tranquilla grazie sia alla intelligenza dei padroni che spesso portano fuori i cani a fare il giretto e a sgambare nelle molte aree cani presenti sul territorio comunale, sia per la tolleranza dei vicini che non sbraitano al primo abbaio del cane ma cercano di trovare il giusto modo di rapportarsi con i proprietari a volte un po troppo esuberanti come i loro amici a quattro zampe. Pochissime anzi quasi nulle le segnalazioni la scorsa estate di cani abbandonati sui balconi, sono state infatti solamente 3 nel corso di 4 mesi, poche anche le diatribe legate alle presenze di tanti cani in appartamento, dal monitoraggio di questi mesi sono cinque le situazioni che riteniamo debbano essere migliorate ma dai proprietari dei cani all'interno dei condomini e di queste tre riguardano l'accesso e l'uso di spazi condominiali. Moltissimi in realtà sono i cani anche di media e grossa taglia che vivono all'interno dei giardini privati, creando di fatto una situazione di generale tranquillità. L'ultimo dato riguarda le aree cani, a Pregnana ce ne sono diverse e tutte ben frequentate, cosi come tra in un paio di casi nel corso dell'anno non risultano segnalazioni in merito alla presenza di bocconi avvelenati. "Certo non siamo alla situazione idilliaca- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- specialmente per la presenza degli escrementi sulle strade e sui marciapiedi che non vengono raccolte, ma dobbiamo dare atto, specialmente negli anni delle amministrazioni Mauri e delle due ultime amministrazioni guidate da Sergio Maestroni che particolare attenzione è stata data alla realizzazione ed al mantenimento in ottimo stato delle aree cani che sorgono nei parchi cittadini, ora ci auguriamo che anche questa amministrazione presti la giusta attenzione anche ai nostri amici a quattro zampe".

BRACCONIERE BECCATO IN SARDEGNA. RISCHIA LA GALERA.

Rischia sino a un anno di reclusione e un’ammenda fino a mille euro per esercizio di caccia in periodo non consentito e porto illegale di arma il bracconiere residente a Escalaplano che, ieri notte, è stato sorpreso dal Corpo forestale e vigilanza ambientale nel territorio del paese.
Il personale della forestale di Escalaplano, supportato dai colleghi della stazione di San Nicolò Gerrei, ha sorpreso un uomo nei pressi di una ‘pappadroxia’, l’esca di mandorle utilizzata per attirare i cinghiali. All’uomo, 56 anni, che non ha opposto resistenza al fermo, è stato sequestrato un fucile calibro 12 caricato con munizioni a pallettoni e dotato di una potente torcia utilizzata per abbagliare la preda.
Scattata la denuncia anche per porto illegale di arma, in quanto la licenza di caccia ne legittima il porto soltanto nel periodo consentito. Oltre alle pene previste, saranno inoltre applicate le misure della confisca dell’arma, nonché della revoca della licenza di porto di fucile e dell’autorizzazione regionale alla caccia.

ANCORA ALLARME BOCCONI AVVELENATI IN MEZZA ITALIA

Non passa giorno che non porta una serie di allarmi per la presenza delle polpette avvelenate in mezza Italia, Oggi l'allarme riguarda diverse realtà locali, a partire da Monza dove a Triuggio un cane è rimasto intossicato per fortuna pare il maniera non grave, in provincia di Ravenna invece pare siano state postate delle trappole fotografiche, vere e proprie macchine fotografiche che hanno lo scopo di immortalare i bastardi che buttano le esche velenose. Altri bocconi avvelenati sono stati ritrovati a Pisa e in Veneto, quindi una concentrazione nel nord Italia, ma per fortuna pare siano state almeno questa volta scoperte in tempo.
LA POLIZIA LOCALE DI TRUGGIO AVVISA LA POPOLAZIONE DEL RITROVAMENTO DEI BOCCONI

CANI IN SPIAGGIA: 200 EURO DI MULTA AL BASSOTTO

RAVENNA (19 Giugno 2018) - Anche quest'anno i primi a distinguersi nel multare un cane in spiaggia sono i vigili di Ravenna che hanno comminato 200 euro di multa ai proprietari di un bassotto che si trovavano con il loro cagnolino sulla spiaggia libera tra i bagni Oasi ed Alessandria sui lidi ravennati. Secondo la ricostruzione della padrona del cane che si è rivolta per una consulenza al telefono amico AIDAA riservato ai cani in spiaggia in funzione proprio da ieri e che risponde dal numero 3479269949 il bassotto si trovava seduto su una sdraio in spiaggia libera ed era legato alla sdraio stessa con il guinzaglio. Ma i due solerti vigili secondo quanto ricostruito erano proprio "in caccia" dei cani da multare e una volta individuato il bassotto hanno trasformato quella che doveva essere una domenica pomeriggio di relax per la coppia di Vignola in una domenica da incubo elevando loro una multa da 200 Euro. Duro il commento del presidente di AIDAA Lorenzo Croce : "Bene anche quest'anno inizia la ricerca dei cani in spiaggia per multarli, noi segnaleremo giorno dopo giorno i lidi dove si fanno le multe ai bagnanti con i cani invitandovi a boicottare quelle località dove i vigili vengono spediti in spiaggia per rovinare le domeniche e le vacanze alla gente al solo scopo di far cassa, i primi anche quest'anno sono stati i vigili di Ravenna, invitiamo pertanto tutti i bagnanti con i cani al seguito a stare lontano da quelle spiagge dove la tolleranza è zero a partire appunto dalle spiagge libere dei lidi ravennati".

la spiaggia dove il bassotto ha preso 2oo euro di multa.. 

SPIAGGE PER I CANI. NESSUN ALIBI PER I COMUNI SICILIANI

Palermo (19 giugno 2018) - Quest'anno i comuni costieri siciliani non hanno alibi e non potranno sottrarsi al dovere previsto dalla legge regionale che gli impone di destinare una porzione delle spiagge libere a spiaggia da destinare ai bagnanti con i cani al seguito.  Infatti la responsabile siciliana dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente dottoressa Cetty Tripoli ha inviato una lettera a nome dell'associazione a tutti i comuni costieri dell'isola informandoli in via preventiva degli obblighi previsti dalla legge in materia di spiagge per cani. "Abbiamo scritto a tutti i 122 comuni costieri dell'isola- ci dicono Cetty Tripoli responsabile AIDAA Sicilia e Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA- informandoli in maniera chiara di quelle che sono le loro responsabilità, quindi non hanno più alibi facciano le spiagge, perchè se non ottemperano a questo obbligo chiederemo alla regione sanzioni per i singoli comuni e valuteremo caso per caso l'eventuale dolo erariale e l'eventuale risvolto penale dell'omessa applicazione della legge regionale".
la spiaggia di mondello a palermo

VOGLIAMO LA GALERA PER IL "BOIA DEGLI ANIMALI" DI BOLZANO


(ANSA) - BOLZANO, 18 GIU - La prima sezione centrale d'appello della Corte dei conti ha condannato l'ex presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, e l'ex direttore dell'ufficio caccia e pesca della Provincia, Heinrich Erhard, al pagamento di oltre un milione di euro quale risarcimento del danno erariale provocato dai decreti emessi fra il 2010 ed il 2014, con i quali veniva autorizzata la caccia di speci faunistiche protette.

    La sentenza accoglie il ricorso della procura regionale della Corte dei conti contro la sentenza di primo grado, che aveva condannato Durnwalder ed Erhard al pagamento di 6.192 euro ciascuno. "L'abbattimento degli animali - affermano i giudici - veniva sistematicamente disposto senza che ne ricorressero i presupposti".
    La sentenza accoglie quindi la quantificazione del danno operata dalla Procura regionale pari a 1.136.250 euro.
    Durnwalder e Erhard sono stati condannati a pagare 568 mila euro ciascuno. 
HA FATTO AMMAZZARE 2.655 animali protetti . ora paghi per noi serviva la galera per questo farabutto

COMUNICATO STAMPA AIDAA
Bolzano (19 giugno 2018) - La sentenza della corte di Appello della corte dei conti ha confermato la condanna all'ex presidente della provincia di Bolzano Luis Durnwalder che dovrà pagare insieme all'ex responsabile del settore caccia e pesca oltre un milone di euro quale risarcimento per il danno erariale causato alla provincia stessa avendo fatto abbattere 2.655 capi di animali selvatici e protetti. Su questa vicenda il presidente di AIDAA Lorenzo Croce ha rilasciato questa breve dichiarazione: "Bene il risarcimento, ma non basta, per il danno causato questo pagliaccio e il suo degno compagno di merende dovrebbero essere immediatamente carcerati con il massimo della pena perchè se è vero che saranno costretti a pagare soldini ma nessuno potrà restituire la vita alle migliaia di animali innocenti fatti ammazzare da questo vero e proprio boia di vite animali"

lunedì 18 giugno 2018

CANE CHIUSO IN AUTO PER ORE. PROPRIETARIA DENUNCIATA

(ANSA) - JESOLO (VENEZIA), 18 GIU - E' stata denunciata per abbandono di animali una donna di 54 anni che ieri ha lasciato il proprio cane per ore all'interno dell'auto in parcheggio, a Jesolo. L'animale era stato notato da un ragazzo che si recava in spiaggia, verso mezzogiorno, ma quando lo stesso è rientrato, verso le 18, ha visto che il cane ancora dentro l'auto, ed ha deciso ad avvisare il 113. I poliziotti sono risaliti al numero di telefono della proprietaria del veicolo, una donna italiana, ma i tentativi di rintracciarla sono stati vani. Così hanno forzato il finestrino, lasciato un po' aperto per favorire il ricircolo d'aria, e senza rompere il vetro sono riusciti ad aprire la macchina. Il cane, un cocker in età avanzata, era fortemente provato dal caldo e dalla mancanza di cibo ed acqua; all'interno c'erano due ciotole, entrambe vuote. E' stato rifocillato di acqua e cibo, e si è presto ripreso. La proprietaria è giunta in commissariato a sera inoltrata, ed è stata denunciata. (ANSA).

LIBERO CANE IN LIBERA SPIAGGIA 2018

Roma (18 giugno 2018) - Torna anche quest'anno l'operazione "LIBERO CANE IN LIBERA SPIAGGIA" l'iniziativa di consulenza per tutelare i proprietari dei cani che decidono di portare fido in spiaggia durante il periodo delle vacanze, quest'anno a differenza del passato il servizio di consulenza si limita alla gestione delle situazioni a rischio e prevede due diversi tipi di consulenza, la prima telefonica attraverso il telefono amico al numero 3479269949 al quale è possibile rivolgersi da oggi fino al 30 settembre tutti i giorni sabato e domeniche compresi dalle 9 alle 20. (il costo della telefonata dipende dal proprio piano tariffario) inoltre è possibile avvalersi anche del servizio online che però è riservato ai soci ed ai nuovi soci dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (il costo della tessera è di 20 euro) e permette di avere una consulenza diretta online fino alla presentazione dell'eventuale ricorso. Non saranno invece date informazioni sulle spiagge che accettano o meno i cani in quanto la mappatura delle medesime è di fatto impossibile a fronte dell'esistenza di oltre 6.000 ordinanze comunali, regionali e delle capitanerie di porto, che regolano accessi e divieti. 
IL CASO SICILIA
Nella regione Sicilia Aidaa ha quest'anno per la prima volta sperimentato il progetto prevenzione a favore dei cani in spiaggia, infatti la responsabile regionale dell'associazione dottoressa Cetty Tripoli nei giorni scorsi ha inviato una mail a tutti gli oltre 200 comuni costieri dell'isola specificando ai sindaci quelli che sono i dettami della legge regionale in merito ai diritti di avere spazi predisposti ion ogni comune per i bagnanti con i cani al seguito, questo permetterà in caso di multa o di allontanamento di avere una base su cui far ricorso qualora il comune non adempia agli obblighi di legge per la costituzione delle apposite spiagge.
LA PRIMA MULTA
La prima multa di cui si ha notizia in questa estate 2018 riguarda un cane bassotto che stava beatamente al guinzaglio e sullo sdraio in una spiaggia libera di Lido Adriano, la malcapitata proprietaria del cane è stata multata dalla polizia locale con un verbale di 200 euro, nonostante non vi siano le segnaletiche regolari. La donna si è rivolta al servizio AIDAA che la seguirà in questa prima disavventura estiva. 

LIBERATO IL TASSO CATTURATO DAI BRACCONIERI

E’ stato rimesso in libertà sulle colline di Pellaro l’esemplare di Tasso che era stato ritrovato un mese addietro imprigionato nel laccio di un bracconiere. L’animale è stato curato perfettamente presso il Centro di Recupero Fauna Selvatica “Stretto di Messina” ed è completamente guarito dalle gravi ferite causate dal laccio metallico che lo stringeva all’addome.
Alla liberazione, effettuata dai volontari del CABS e del CRAS di Messina, hanno presenziato i Carabinieri Forestali del Comando Stazione di Reggio Calabria, presenti anche al momento del ritrovamento, avvenuto ai primi di maggio.
Il laccio era stato posizionato in una proprietà privata nei pressi di un’abitazione rurale. Era stato fissato con un grosso morsetto metallico ad una recinzione posta proprio di fronte all’abitazione, dunque era visibilissimo.
Il Tasso è una specie protetta dalla legge 157/92 che ne vieta l’uccisione o la cattura, così come vieta l’uso di strumenti particolarmente efferati e non selettivi come i lacci e le trappole.
La zona dov’è avvenuta la cattura sarà costantemente monitorata per evitare che si ripetano attività dannose per la fauna selvatica. I controlli saranno poi intensificati con l’inizio della stagione venatoria, quanto l’area è solitamente interessata da attività di bracconaggio ai danni di uccelli in migrazione autunnale, in particolare quaglie, attirate con l’uso di richiami elettroacustici vietati.

domenica 17 giugno 2018

COME SOCCORRERE UN CANE ABBANDONATO

LINEE GUIDA PER SOCCORRERE UN CANE ABBANDONATO
1 – Cercate sempre un approccio con animale usando un tono gentile; se il cane non è troppo spaventato munirsi di piccoli premietti (biscottini x cani, o pezzettini di wurstel al pollo, etc.) e buttarli per terra in modo da far avvicinare l´animale. Cercate di conquistarvi la sua fiducia, e se ha un collare prendetelo a guinzaglio sempre in modo gentile ed invitatelo a seguirvi (utilizzate se potete dei premetti per invogliarlo). Cercate di non tirarlo per il collare, usate sempre un guinzaglio lungo e tenetelo morbido. Non costringete un cane a fare una cosa che non vuol fare ma cercate di convincerlo con la voce gentile, con il cibo, con un gioco …. Se non doveste riuscirci subito abbiate un po´ di pazienza ma insistete senza precipitarvi addosso.
2 – Non approcciate il cane in modo frontale ma tendenzialmente andate verso di lui facendo una semicurva. Poi accucciatevi per attirarlo verso di voi (la postura di accucciamento è una postura di amicizia) ma cercate di non guardare mai fisso il cane negli occhi. Tenete la testa leggermente girata e non frontale al cane (per il cane questo è un segnale di pacificazione). Se non dovesse avere un collare cercate di mettergliene uno fisso e sempre tramite guinzaglio invogliatelo a seguirvi (con i premetti possibilmente).
3 – Cercare sempre di fare movimenti lenti e non frettolosi, non alzare mai le braccia e le mani per prenderlo ma cercare di partire dal basso e soprattutto non andate sulla testa del cane.
4 – Se il cane ha un principio di colpo di calore cioè è affannato, accaldato, respiro ansimante e tachicardia cercate di soccorrerlo bagnandogli con acqua fresca (non ghiacciata) le zampe, il ventre, le ascelle o la testa; poi portatelo in luogo fresco possibilmente con leggera aria condizionata e successivamente portatelo immediatamente dal veterinario.
5 – Controllate che non abbia ferite, se ce ne sono di lievi potete pulirle bene e lavarle con acqua tiepida e disinfettarle con “betadine”, poi mettere una pomata che aiuta la cicatrizzazione e la guarigione (tipo “gentalin” e/o “iruxol” pomate); portatelo comunque dal veterinario per verificare l´entità del problema, nel caso ci volesse anche una terapia antibiotica di sostegno.
6 – Qualora un cane mostri aggressività, questa potrebbe essere causata da paura e quindi cercate di contattare qualcuno di più competente – eventualmente un istruttore cinofilo – in grado di aiutarvi al fine di non esporvi a rischi.
7 – Ricordatevi sempre che un cane abbandonato è un cane che ha perso il suo Punto di Riferimento, cioè i suoi proprietari, per cui si sentirà spaesato, confuso, indifeso, impaurito; cercate di non chiuderlo mai in un angolo, se potete somministrategli un buon pasto (qualora riesca a mangiare … a volte i cani possono non mangiare per i primi giorni perché sono stressati) dategli un luogo preciso dove stare con una copertina di riferimento e abbiate molta pazienza. Se il cane dovesse continuare a non mangiare rivolgetevi ad un veterinario.
8 – Cercate sempre di essere gentili: non serve coercizione, non servono strattonate, non servono collari a strozzo. Questi cani hanno già subito lo shock dell’abbandono, armatevi di MOLTA pazienza e buona volontà. Molti cani sono in grado di capire la buona fede ma hanno perso la fiducia nell’essere umano e quindi hanno necessità di riconquistarla.

RIQUALIFICHIAMO PIAZZA FIRENZE: RACCOLTA FIRME


ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA


RIQUALIFICHIAMO PIAZZA FIRENZE


SABATO 23 GIUGNO DALLE ORE 9 ALLE ORE 20 PRESIDIO AIDAA IN PIAZZA FIRENZE ( ADIACENZE BAR BLACK ONE) RACCOLTA FIRME ORGANIZZATA DALL'AIDAA PER CHIEDERE LA SISTEMAZIONE DELLE AIUOLE E LA POTATURA REGOLARE DEGLI ALBERI DELLA PIAZZA E CONTRO IL DEGRADO CIVICO NOTTURNO.

Portare con se il proprio documento di identità.

CONTINUA IL CENSIMENTO DEI NIDI DI RONDINE

Continua il censimento dei nidi di Rondine, sono oramai molte centinaia le segnalazioni che stanno giungendo all'indirizzo di posta elettronica presidenza.aidaa@gmail.com a fine estate metteremo in rete la mappa dei nidi ancora utilizzati dalle rondini in tutta Italia in base ovviamente alle vostre segnalazioni. 
RONDINE IN COVA IN PROVINCIA DI BERGAMO

sabato 16 giugno 2018

UN LUPO IN GIRO PER BOLZANO? NO E' SOLO UN CANE


(ANSA) - BOLZANO, 16 GIU - La Provincia di Bolzano invita i possessori di cani lupo cecoslovacchi di usare per loro un collare colorato per evitare gli allarmismi. "Non solo a noi, ma anche sui social media, giungono molte segnalazioni della presenza di lupi: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta solamente di cani lupo molto simili, ma ciò basta per creare inutili allarmismi", afferma il direttore dell'Ufficio caccia e pesca della Provincia, Luigi Spagnolli.
    Spagnolli si riferisce a episodi accaduti venerdì, quando due persone hanno contattato gli uffici provinciali raccontando di aver avvistato un lupo nel Comune di Bolzano. In realtà, come spesso accade, si tratta semplicemente di un cane lupo cecoslovacco, razza che trae origine dall'incrocio tra lupo dei carpazi e pastore tedesco. Proprio per evitare segnalazioni errate e il diffondersi di allarmismi ingiustificati, l'appello dell'Ufficio caccia e pesca ai possessori di cani lupo cecoslovacchi è quello di usare un collare colorato e ben visibile.

CANI AVVELENATI. PUGNO DI FERRO DEL SINDACO DI SAN LAZZARO IN SAVENA

A San Lazzaro sono stati avvelenati due cani mentre riposavano tranquilli nel proprio giardino: l’allarme è stato lanciato da alcuni cittadini e grazie ai social è rimbalzato da una parte all’altra della città.
I cani colpiti da questo vile gesto sono una femmina di Cocker, che è deceduta, mentre un secondo cane versa in gravissime condizioni.
La proprietaria di Lilly ha voluto spiegare quanto accaduto: “La mia Lilly tutto ad un tratto ha cominciato a stare male, non camminava e aveva il respiro in affanno.Il veterinario dopo una serie di esami mi ha detto che era stata avvelenata  con veleno per topi. Per questo motivo abbiamo portato anche l’altro cane Duca, e anche lui è risultato essere stato avvelenato.   La mia famiglia pensa che abbiano mangiato il veleno nel giardino di casa , anche perché non li usciamo quasi mai. L’ultima passeggiata risale a fine a maggio“.
Anche il Sindaco del Paese, Isabella Conti,  è voluta intervenire: “Sono eventi intollerabili, di una crudeltà inaudita. Recupereremo tutte le immagini possibili delle telecamere, questa cattiveria non può passarla liscia. Mi stringo con tutto l’affetto ed infinito dispiacere a chi ha perso il proprio cagnolino, e teme anche per le sorti dell’altro piccolo amico”.

Nel frattempo, tramite i social è scattato l’allarme per tutti i padroni che sono soliti passeggiare nelle zone dell’avvelenamento con i loro quattrozampe.

BASTA USARE TESTE DI ANIMALI PER INTIMIDAZIONI MAFIOSE O RELIGIOSE

Milano (16 giugno 2018) L'ultimo caso risale alla giornata di ieri quando a Sacile in provincia di Pordenone mani ignote hanno fatto trovare una testa di maiale mozzato davanti alla casa di richiedenti asilo di religione musulmana che si stavano radunando per la festa di fine ramadan, ma da inizio anno sono oltre una decina le provocazioni e le intimidazioni che hanno avuto come oggetto delle stesse il ritrovamento di teste mozzate di animali: teste di cavallo  e capre per intimidazioni mafiose, di maiali per intimidazioni religiose fino agli agnelli macellati fatti ritrovare nei giorni scorsi a Bolzano da parte di quale allevatore sconsiderato che ce l'ha con i lupi. Insomma un crescendo a cui guardare con attenzione e preoccupazione. L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA  interviene per bocca del suo presidente Lorenzo Croce sulla vicenda dell'uso di pezzi di cadavere di animali per intimidire: "Noi condanniamo tutte le intimidazioni a qualsiasi titolo vengono fatte si tratta di reati che vanno comunque puniti - sostiene Croce- ma interveniamo per denunciare il fatto che sono in forte aumento le intimidazioni a base di pezzi di animali morti, siano le teste di cavallo per le intimidazioni mafiose che le teste di maiale per le questioni religiose, solo i mezzi uomini che non hanno il coraggio di affrontare il prossimo possono nascondersi dietro cadaveri di animali per intimidire i propri avversari in quest'ultimo caso religiosi, nel caso di Bolzano si tratta invece di un gesto tutto italiano compiuto da allevatori per chiedere l'abbattimento dei lupi, ovviamente allevatori vigliacchi che non hanno il coraggio di farsi vedere e si nascondono dietro innocenti animali ammazzati".

VENDE BULLDOG INGLESE SU INTERNET: DENUNCIATO


I carabinieri di Cingoli hanno denunciato per truffa 43enne di origini pugliesi, con precedenti. Le indagini sono parte dalla denuncia da parte di una donna di Cingoli: dopo avere visto un annuncio su un sito dedicato per l'acquisto, a circa 200 euro, di un cane razza bulldog inglese, aveva contatto il titolare e concluso la trattativa, versando la cifra su un conto "on shop" transitato poi su un conto corrente intestato al potenziale venditore.
    L'accordo era di ricevere l'animale presso un aeroporto del Centro Italia. Ma il cane non è mai arrivato a destinazione.
    I carabinieri, ricevuta la denuncia, navigando su internet, hanno rintracciato l'annuncio, seguito le tracce dei versamenti, e sono giunti dopo l'analisi di documenti bancari all'individuazione e identificazione del truffatore.

venerdì 15 giugno 2018

PRETI CACCIATORI? DOPPIAMENTE ASSASSINI DI ANIMALI

Roma (15 giugno 2018) - In Italia esistono ancora una cinquantina di preti e sacerdoti che ogni domenica dopo aver confessato e comunicato i fedeli imbracciano il fucile e vanno a sparare nei boschi uccidendo creature indifese. Sono quasi tutti per la verità sacerdoti molto anziani, e complice l'età avanzata e in alcuni casi la dipartita per l'altro mondo il numero ogni anno va restringendosi sempre più, si è infatti passati dai circa 200 preti cacciatori che avevano la licenza una decina di anni fa agli attuali 40/45 preti cattolici che imbracciano il fucile. Ci sono alcune macchiette vestite da prete che arrivano anche a celebrare messa, commettendo un vero e proprio sacrilegio, perchè la stagione di caccia sia favorevole, anche se molti di loro negli ultimi anni sono impegnati a dire messe in suffragio dei cacciatori morti visto che ogni anno se ne ammazzano a decine e quasi sempre tra loro. Altri sono preti militari che hanno la passione e dimestichezza più con il moschetto che con il crocifisso. Ma tant'è anche quest'anno si riaprirà la stagione venatoria e da quanto abbiamo appreso il numero dei preti cacciatori fatta la tara di quelli che nel frattempo sono passati a miglior vita dovrebbe aggirarsi per il prossimo anno attorno alle 38/40 unità forse con l'arrivo anche di qualche nuova leva. L'associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA per bocca del suo presidente stigmatizza ancora una volta questa pratica omicida ed invita i vescovi a far recedere i loro sacerdoti cacciatori da questa insana passione e lo fa con parole di fuoco. "Io ho rispetto per l'abito talare- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- ma quando questo si macchia del sangue di animali innocenti o di altre vittime umane innocenti come le pratiche di pedofilia che purtroppo non sono cosi rare nell'ecclesia allora questo rispetto viene a mancare, e seppure con le dovute differenze io credo che chi abusa di innocenti e chi ammazza altri innocenti non umani sia indegno di vestire i sacri paramenti e predicare in nome di Dio che è amore e non certo un dio di violenza e omicidio siano queste rivolte a uomini o animali poco cambia almeno per noi".
UNA CELEBRAZIONE DEL PRETE CACCIATORE DON SITTONI

CANI AVVELENATI A SAN LAZZARO IN SAVENA

Cani avvelenti a San Lazzaro, cittadini lanciano l’allarme

L’allarme è stato lanciato da alcuni cittadini, e la notizia si è diffusa a tamburo battente . A San Lazzaro, in una giardino privato a ridosso di via Pertini, sono stati avvelenati due cani. In particolare , a morire improvvisamente è stata una cagnolina di  razza cocker , mentre l’altro animale riversa in gravi condizioni.
A spiegare quanto accaduto l’altro giorno è direttamente la proprietaria : “La mia Lilly tutto ad un tratto ha cominciato a stare male, non camminava e aveva il respiro in affanno.Il veterinario dopo una serie di esami mi ha detto che era stata avvelenata  con veleno per topi. Per questo motivo abbiamo portato anche l’altro cane Duca,  e anche lui è risultato essere stato avvelenato.   La mia famiglia pensa che abbiano mangiato il veleno nel giardino di casa , anche perché non li usciamo quasi mai. L’ultima passeggiata risale a fine a maggio”.  Qualcuno quindi, deve aver gettato il veleno nel giardino della donna.




RISCHIO MACELLAZIONE CANI: CONTROLLI IN ZONA SARPI

Da alcuni giorni ci sono giunte segnalazioni di strani movimenti nella zona delle macellerie cinesi di Via Paolo Sarpi in merito alla possibile (ma non provata) macellazione dei cani. E' pur vero che si avvicina il periodo di Yulin e qualche personaggio potrebbe essere tentato anche in Italia di fare altrettanto. Ma al momento non abbiamo alcuna situazione di allarme conclamato anche se comunque facciamo i controlli in questi giorni. 
Vi tengo informati

RECUPERATO UN CAPRIOLO IN VAL SUSA


(ANSA) - TORINO, 14 GIU - Un cucciolo di capriolo è stato recuperato dagli esperti del Servizio di Tutela Fauna e Flora della Città Metropolitana di Torino, che ha così rilanciato lo slogan 'Se vuoi aiutarlo non toccarlo!'.
    L'animale, ritrovato nel Comune di San Didero, in Valle di Susa, è stato avvinato, tranquillizzato e restituito alla mamma.
    In un primo momento, i veterinari e gli addetti al servizio lo hanno portato e accovacciato in un prato limitrofo attendendo il ritorno della madre, arrivata dopo poco tempo.
    "Il capriolo - ha spiegato Marco Marocco, vicesindaco metropolitano con delega alla tutela - era semplicemente troppo giovane per farcela da solo. Dall'inizio di quest'anno sono già 15 i caprioli sottratti dai genitori naturali a seguito di un presunto abbandono, evento praticamente impossibile. Chi li trova lo segnali al Servizio Tutela!".

giovedì 14 giugno 2018

ZOORESTIA. IL SOTTOSEGRETARIO SIBILIA (m5s) CHIARISCA IL SUO PENSIERO

ZOORESTIA. IL SOTTOSEGRETARIO SIBILIA (m5s) CHIARISCA IL SUO PENSIERO
Roma (14 GIUGNO 2018) - Era l'11 dicembre del 2012 quando le agenzie stampa battevano una notizia destinata a lasciarci a bocca aperta: Il  futuro deputato del movimento 5 stelle (divenne parlamentare tre mesi dopo) Carlo Sibilia  lanciava la seguente proposta :"Discutere una legge che dia la possiblità agli omosessuali di contrarre matrimonio (o unioni civili), a sposarsi in più di due persone e la possibilità a contrarre matrimonio anche tra specie diverse purchè consensienti". Questa notizia era poi rimasta nei cassetti fino a questi giorni quando Carlo Sibilia è stato nominato sottosegretario al ministero degli interni e la sua strana proposta riesumata da diversi giornali e francamente ha creato non poco disagio anche tra gli amanti degli animali che da anni si battono per combattere la zoorestia ovvero l'unione sessuale tra uomini e diverse specie di animali, che invece a quanto appare dalla dichiarazione del neo sottosegretario risalente al 2013 dovrebbe non solo essere tollerata ma essere coronata nientemeno che da una legge che ne preveda addirittura il matrimonio da qui la richiesta urgente del presidente AIDAA Lorenzo Croce che il neosottosegretario chiarisca la sua posizione in merito a questa proposta: "Vorremmo capire se questo signore è per caso favorevole alla zoorestia- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- perchè leggendo anche a distanza di anni questo post si rimane scioccati e non poco che al governo possa esserci una persona che voglia far sposare uomini ed animali seppure consenzienti quindi a scanso di equivoci presenti e futuri- conclude Croce- il sottosegretario Sibilia chiarisca la sua posizione ed il suo pensiero sulla unione tra uomini o donne ed animali, e se intendeva altro lo specifichi perchè a noi questa dichiarazione appare quantomeno orribile e contro natura".

IL LINK DEL GIORNALE CON LA PROPOSTA DELL'ATTUALE SOTTOSEGRETARIO CINQUE STELLE SIBILIA

SBAGLIA VALIGIA TROVA GLI UCCELLINI MORTI

Sesto San Giovanni: sbaglia valigia e dentro trova uccelli

E' bastata una semplice distrazione, una valigia scambiata per la propria e una sconcertante scoperta. Nel bagaglio anzichè vestiti o oggetti personali c'erano una settantina di volatili rari, provenienti dal Brasile, destinati a essere venduti per trecento euro ciascuno sul mercato nero, molti dei quali ormai già morti.
E' stato questo lo spettacolo che lo scorso 2 giugno si è presentato agli occhi di un cittadino brasiliano che ha rinvenuto i 69 “passeriformi” rari  dentro un bagaglio ritirato all'aeroporto di Milano Malprnsa al termine di un volo e scambiato, per errore, per il proprio.
L'uomo, una volta giunto in hotel, si è accorto di non riuscire ad aprire il bagaglio e ha subito capito che non si trattava della sua valigia. Secondo quanto riferito dal cittadino, che dopo la scoperta si è subito presentato presso il commissariato di Sesto San Giovanni, erroneamente si era impossessato della valigia a Madrid, durante un scalo.
Una volta tranciato il lucchetto, dentro il bagaglio aveva trovato varie scatole di cartone che contenevano alcuni uccellini, molti dei quali ormai privi di vita, chiusi dentro alcuni bigodini.




mercoledì 13 giugno 2018

BOCCONI AVVELENATI A VENARIA - CANE SALVO

A Venaria c’è qualcuno che si diverte ad avvelenare i cani. Questa volta, per fortuna, la storia ha avuto un lieto fine, anche se i proprietari, Alessandro Di Leva e Sara Ciocatto, la scorsa settimana hanno dovuto passare ore interminabili di paura e tensione.
Tutto per colpa di un “qualcosa” che il loro cane, uno Staffordshire bull terrier, ha ingerito nella zona verde prospicente la chiesa di San Francesco, tra corso Papa Giovanni XXIII, via Leonardo da Vinci e piazza De Gasperi.
Appena l’abbiamo visto stramazzare al suolo, iniziando a vomitare, l’abbiamo portata d’urgenza dal veterinario. Per fortuna le ha salvato la vita, proprio perchè non abbiamo perso tempo. Ma abbiamo avuto grande paura. Anche perché lo stesso veterinario ci ha spiegato che quello era un principio di avvelenamento”.
La coppia è poi tornata indietro, per controllare se per terra nel giardino fosse rimasto un pezzo di quel “qualcosa”, utile per fare una analisi di laboratorio ed avere le idee più chiare su che cosa avesse mangiato quel cane. “Ma purtroppo non abbiamo trovato nulla. Quei giardini, complice l’erba che era alta, diventano un vero pericolo per qualsiasi tipologia di cane”.
Intanto in città torna la paura. Un anno fa, sono stati diversi i casi di avvelenamento o di bocconi avvelenati. Come nel giardinetto di piazza Montelungo, dove alcuni residenti avevano trovato dei pezzi di carne piuttosto sospetti, tant’è che avevano immediatamente allertato i carabinieri della stazione di Venaria.