mercoledì 17 ottobre 2018

MESSO IN SICUREZZA IL GELSO DI MAGENTA GRAZIE ALL'INTERVENTO DI AIDAA

MAGENTA (17 ottobre 2017) - Questa volta il protagonista del salvataggio del grande Gelso che si trova nella piazza principale di Magenta non è il presidente di AIDAA ma bensi il fratello maggiore del presidente Roberto Croce, che nei giorni scorsi aveva notato le condizioni non ideali del gelso di piazza Liberazione a Magenta, infatti l'albero a causa del grosso carico di foglie e in assenza di potatura si stava divaricando in maniera pericolosa, e considerato che sotto l'albero era stata istallata una giostra per bambini c'erano grossi rischi sia per la vita dell'albero che doveva essere in qualche modo imbrigliato ma anche per l'incolumità dei bambini che sulla giostrina giocano. Da qui la decisione dell'uomo di recarsi in comune a Magenta facendo presente agli esperti del settore verde la problematica, dopo una serie di sollecitazioni il grande Gelso è stato potato e messo in sicurezza grazie all'imbrigliatura di due tiranti salvando cosi sia l'albero che l'incolumità dei bimbi.
ROBERTO CROCE FRATELLO DEL PRESIDENTE AIDAA

LE OPERAZIONI DI MESSA IN SICUREZZA DEL GELSO A MAGENTA

QUESTE MERAVIGLIE CERCANO CASA

AIUTATECI A TROVARNE UNA. LORO SONO A BERGAMO






NOVATE. INCENDIO VICINO AGLI ORTI IN BONIFICA. AIDAA IN PROCURA

NOVATE MILANESE (17 OTTOBRE 2018) - Sono iniziati i lavori di bonifica dalla presenza di amianto degli orti di Novate Milanese, ma proprio alla vigilia dell'inizio dei lavori di bonifica un incendio è scoppiato in un azienda che si trova a meno di cinque metri in linea d'aria dal cantiere di bonifica. Oggi come era stato preannunciato la scorsa settimana il presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce e la consigliera del municipio otto di Milano Maria Aurora De Muzio (interessata in quanto il cantiere e l'azienda incendiata si trovano di fatto sul confine tra Novate e il territorio del municipio 8 di Milano) si sono recati nella zona per verificare la situazione e capire quali sono le problematiche ambientali ancora aperte. "Appare strano che ogni volta che si parla di bonificare gli orti abusivi scoppia un incendio nella zona come gia avvenuto due anni orsono- ci dicono Lorenzo Croce e Maria Aurora De Muzio- ma sicuramente la questione merita approfondimento a vari livelli e per questo AIDAA ha inviato proprio martedi un esposto alla procura di Milano per accertare come si sono sviluppati i fatti e se tra le due vicende posssano in qualche modo esservi delle situazioni convergenti".


martedì 16 ottobre 2018

SI FERMA O NO IL TAP?

Contraddittoria posizione del M5S che rinuncia a bloccare il gasdotto TAP. Potì: ‘Bisogna far emergere le (decine) di violazioni di legge di tap. Tap si bloccherebbe da sola, per propria responsabilità, senza il terrore di penali o risarcimenti’. No TAP: ‘Traditi dal M5S, sospeso lo stato di diritto’.


Volontà politica o alti costi di abbandono? Qual è la reale motivazione per la quale il Movimento 5 Stelle ha gettato la spugna sul gasdotto TAP, accettando che i lavori si portino a compimento?
Ieri, in occasione dell’incontro istituzionale tra Governo e rappresentanti delle istituzioni pugliesiBarbara Lezzi ha dichiarato che questo Governo ha le mani legate per il ‘costo troppo alto che dovremmo far pagare al Paese per fermare l’opera, un costo che per senso di responsabilità non possiamo permetterci’.
Ma pochi giorni fa la Lezzi aveva dichiarato in un’intervista che la Lega vuole il gasdotto, altrimenti avrebbero già agito. Proprio ieri Salvini, ospite al convegno di Confimi Industria, aveva lanciato il suo diktat: ‘Il gasdotto TAP si deve fare’.
D’altro canto il calcolo dei costi presentato ieri dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Andrea Cioffi (M5S), non sembra supportato da alcun dato, dal momento che ben 5 Ministeri, tra cui il MISE, hanno dichiarato per iscritto di non avere informazioni in merito a costi di abbandono dell’opera e potenziali beneficiconnessi alla realizzazione del gasdotto TAP.
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CANI MORTI A TRANI. NON E' VELENO LA CAUSA


Se alcuni cani sono morti a fine agosto, con decessi a distanza ravvicinata l’uno dall’altro, le cause non sarebbero riconducibili alle polpette avvelenate poste sotto accusa da numerosi cittadini e, a detta di più di uno, disseminate qua e là, a mo’ di esche, da un presunto serial killer degli animali. Ad escluderlo sono i rapporti rilasciati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Puglia e Basilicata, di Foggia, sulla base di due polpette prelevate da suoli oggetto di interesse, nei pressi di luoghi in cui si sarebbero verificate decessi di animali. I campioni furono consegnati al laboratorio da agenti della Polizia locale. 
Il primo prelievo è del 2 settembre, il secondo del 13. Ebbene, in entrambi si rilevano assenze di metaldeide, diserbanti, pesticidi, arseniuri e fosfuri, mentre risultano non rilevabili le tracce di altri componenti chimici che avrebbero costituito una polpetta da definirsi «avvelenata». 
A firmare i rapporti il responsabile di laboratorio, Marilena Muscarella. I vigili, unitamente ai volontari appartenenti all’associazione Oipa (convenzionata con il Comune di Trani), avevano svolto una serie di attività di accertamento e controllo.
Durante tali controlli, avevano prelevato le presumibili “esche”, ritenute da molti denuncianti “bocconi avvelenati”, una in via delle Tufare, l’altra in piazza Cezza.
Proprio nella zona di quest’ultima si erano verificati episodi di ritrovamento di polpette e morti di cani che, peraltro, non sono state mai accertate con riferimento alla causa: infatti, nessuno dei proprietari ha mai sottoposto i propri animali ad autopsia.
Ma tanto era bastato per indignare un quartiere e sollevare un’autentica insurrezione popolare sui social network, contro un non meglio precisato serial killer degli animali. Si avviarono petizioni ed emersero figure carismatiche di veri e propri capipopolo, che all’occorrenza sarebbero entrati in azione. 
Detto, fatto, il 28 agosto, in tarda serata si scatenò un’autentica caccia all’uomo dopo che qualcuno aveva avvistato una sagoma, vestita di nero, lanciare delle polpette proprio nella già citata aiuola di piazza Cezza: da lì a poco molta gente scendeva in strada per un’autentica ronda improvvisata.
Così, dopo avere chiamato sul posto la Polizia, gli agenti del Commissariato fermarono, in piazza Martiri di via Fani, un uomo vestito sì di nero, ma indossava i pantaloni corti e portava con sé non polpette, ma una focaccia: fu immediatamente rilasciato, nonostante fosse stato oggetto di pesanti insulti da parte degli astanti. Da allora il caso s’era progressivamente ridimensionato e le luci dei riflettori dell’opinione pubblica attenuate. Ieri, però, appena la pagina Facebook Città di Trani ha rilasciato il rapporto per fare cessare ufficialmente l’allarme, gli animalisti si sono tutti riaffacciati sulla scena. E la domanda più frequente, adesso, è per cosa quei cani siano morti. Infatti, se è un dato di fatto che le polpette non contenessero veleno, appare altrettanto indiscutibile che alcuni cani, in quei giorni, abbiamo smesso di vivere. 
Potrebbe anche non essere stata una fortuita coincidenza, ma è pur vero che, se nessuno ha sottoposto ad autopsia il proprio animale - e nessuno lo ha fatto - si può affermare tutto e il contrario di tutto: fino a prova contraria, i rapporti dei medici esprimono dati ufficiali, il resto alimenta ben altro.

UCCELLO PROTETTO ABBATTUTO A LECCO.DENUNCIATO UN BRACCONIERE

Agenti della Polizia provinciale di Monza e carabinieri della Forestale di Carate Brianza hanno denunciato un bracconiere di 52 anni di Ello. Con lui è stato fermato anche un cacciatore di frodo di 32 anni di Terno d'Isola. Le due doppiette sono state sorprese all'interno di un capanno per l'attività venatoria in località Naresso di Besana Brianza, a poca distanza tra l'altro da un'oasi naturale protetta, mentre sparavano contro gli uccelli migratori. Dentro il capanno è stato trovato un esemplare di storno appena abbattuto, nonostante di questa specie non sia consentita la caccia, oltre a numerosi altri uccelli, soprattutto tordi bottacci, non registrati. L
a doppietta trovata in possesso della specie di cui è vietata la caccia è stata denunciato per violazione della legge sulla attività venatoria, ma a entrambi sono state sequestrate le armi, cioè Falco calibro 24 ed un Beretta calibro 12. Agenti e carabinieri hanno anche sequestrato tutti gli animali abbattuta irregolarmente. I due cacciatori dovranno poi pagare una multa di quasi 1.100 euro ciascuno. 

IL VERDE NEL MUNICIPIO 8. INCONTRO GIOVEDI 18 OTTOBRE

Ne parliamo in diretta facebook all'edicola 2.0 al centro CITY LIFE DI MILANO insieme a Maria De Muzio consigliera municipio otto di Forza Italia, Alberto Arosio capogruppo M5S Municipio otto e a Paolo Romano capogruppo PD al Municipio otto. Saremo anche in diretta facebook. INGRESSO LIBERO.

CARABINIERI DENUNCIANO SEI BRACCONIERI A CASTELVOLTURNO

CASTEL VOLTURNO – Militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di Castel Volturno, nell’ambito di un servizio straordinario di contrasto al bracconaggio, in comune di Castel Volturno, nei pressi della località “Ditellandia”, nelle prime ore dell’alba, avvertendo a distanza l’utilizzo di richiami acustici elettromagnetici vietati riproducenti i versi di avifauna acquatica migratoria, hanno rinvenuto dapprima due bracconieri in un appostamento fisso, armati di fucile, sorpresi in atteggiamento di caccia e che si avvalevano illegalmente di richiami acustici elettromagnetici in funzione, riproducenti il verso degli anatidi da abbattere, al fine di attirarli sullo specchio d’acqua “vasca”, proprio nella zona antistante l’appostamento, laddove erano stati riposti anche degli stampi in plastica galleggianti aventi le fattezze simili agli uccelli da attrarre e, quindi, da abbattere.

NEL NAPOLETANO OPERAZIONE ANTI BRACCONAGGIO. 1 DENUNCIATO

SOMMA VESUVIANA – Splendida azione antibracconaggio da parte dei Militari appartenenti alla Stazione Carabinieri di Somma Vesuviana, i quali, congiuntamente alle instabili Guardie della LIPU, nell’ambito di un servizio straordinario di contrasto al bracconaggio, hanno denunciato un bracconiere di 67 anni che è stato sorpreso mentre sparava con l’ausilio di richiamo acustico proibito. I Carabinieri della locale Stazione, a seguito degli accertamenti presso l’abitazione dell’uomo, a cui hanno ritirato il porto d’armi, hanno sequestrato: due fucili, 124 cartucce ed il richiamo elettroacustico. “Ogni violazione delle leggi penali, in tutte le materie dove è consentito l’uso delle armi, contempla il controllo, d’ufficio, delle armi e delle munizioni nel luogo di detenzione e relativo sequestro e ritiro del porto d’armi” – dichiara l’Avv. Fabio Procaccini, Delegato LIPU di Napoli , che conclude – “ringrazio vivamente i Militari della Stazione dei Carabinieri di Somma Vesuviana per l’assistenza e le attività condotte con le nostre Guardie ed auspico che tutte le forze di polizia operino alla stessa maniera. È doveroso togliere armi, munizioni e porto d’armi a chi viola le norme che autorizzano l’uso delle stesse”. Il 67enne è stato denunciato in stato di libertà per esercizio di caccia con mezzi vietati oltre al sequestro del fucile da caccia e del richiamo acustico elettromagnetico. Le Guardie della L.I.P.U. nella persona del responsabile del nucleo guardie di Napoli SALZANO Giuseppe, fanno notare che non ancora è iniziata la vera migrazione della fauna selvatica e già si è intrapresa una vera a propria corsa contro il tempo per far “Cantare le doppiette a suon di richiamo”, così che i bracconieri possano attirare in massa fauna selvatica per poi abbatterli e catturarli un gran quantità creando un grave danno al patrimonio dello Stato e ai cacciatori che rispettano le leggi e la natura stessa”.

lunedì 15 ottobre 2018

CACCIA. ENNESIMO FINE SETTIMANA DI SANGUE (1 morto e 3 feriti)

Roma (15 ottobre 2018) - Ennesimo fine settimana  di caccia segnato dal sangue di morti e feriti quello appena trascorso dove un cacciatore veneto è morto cadendo in un dirupo, 3 invece i feriti da arma da fuoco, il più grave un trentottenne raggiunto al volto ed al collo da una fucilate sparata dallo zio durante una battuta di caccia nei boschi di Castiglione Olona nel Varesotto che si trova ancora in rianimazione all'ospedale di Como dove è stato trasportato ieri mattina in elisoccorso, sempre in Lombardia questa volta nel boschi della provincia di Bergamo qui un ventiquattrenne è stato colpito con una fucilata di un cacciatore ad una gamba mentre stava partecipando a un gioco di gruppo nei boschi della zona compresa tra le provincie di Bergamo e Lecco denominata "i comuni dell'Isola". Terzo ferito in Veneto a Mareno del Piave, qui un uomo è stato raggiunto da alcuni pallini all'occhio e dovrà essere operato, anche in questo caso il cacciatore se l'è data a gambe. Tragedia sfiorata invece a Gerre nel cremonese dove alcuni escursionisti venerdi pomeriggio sono stati sfiorati dai pallini sparati anche in questo caso a casaccio da un cacciatore. Insomma continua il massacro, i morti sono tra uccisi per colpi di arma da fuoco e per motivi vari legati alla caccia sono da inizio stagione (un mese) 7 mentre sale a 17 il numero dei feriti. "Sono dati spaventosi-ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- e in quasi tutti i casi decessi e ferimenti avvengono nel fine settimana,non vorrei passare da beccamorto, ma andando avanti cosi ora della fine della stagione i numeri saranno maggiori di quelli dello scorso anno e tutto questo avviene nell'indifferenza delle istituzioni locali e nazionali che fanno finta di niente, forse si smuoveranno davanti alla morte di un bambino o di una donna incinta, forse solo allora prenderanno l'unica decisione che doveva gia essere presa da tempo e vale a dire la sospensione della caccia".

CACCIATORI AMMAZZANO ANCHE UN CAVALLO A MORICONE ROMANO

Nella notte di venerdì 12 ottobre due spari hanno colpito Summer, un dolcissimo puledro baio che viveva vicino alla casa dei suoi proprietari.

Summer aveva solo 4 anni e mezzo. Summer aveva una lunga vita davanti. Summer aveva una lunga vita davanti piena di erba, pascolo, coccole, giochi, campagna e amore. Perché Summer è stato e sarà amato dal primo momento in cui lo ho visto.” si legge sul profilo della proprietaria.

Il fatto è accaduto nella notte di venerdì 12 ottobre. E’ periodo di caccia al cinghiale e, di conseguenza, alle volte capita di sentire degli spari in lontananza. Eppure, quella sera i rumori sono più vicini alle case ed ai loro abitanti.

CACCIATORE FERISCE VENTICINQUENNE NEI BOSCHI DELLA BERGAMASCA

E’ stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Verdellino il 25enne che ieri è stato colpito da un cacciatore mentre giocava a soft air. Il grave incidente è avvenuto poco prima delle 17 di ieri, domenica, a Carvico, in una zona boscosa nei pressi dell’area industriale del paese, poco lontano da via Brugari.

Colpito da un cacciatore

Il ragazzo residente a Rogno si trovava nella boscaglia insieme ad un gruppo composto da una decina di giovani. Tutti erano intenti a giocare alla “guerra simulata”. Peccato che nella zona ci fosse anche chi cacciava non con armi giocattolo,  ma con veri e propri fucili. Se ne è accorto amaramente il 25enne che è stato colpito alle gambe  dai pallini sparati da un cacciatore di 61 anni residente a Sotto il Monte. L’uomo era convinto di aver mirato a un fagiano. Sul posto, inizialmente in codice rosso, sono intervenuti i volontari sull’ambulanza e i medici del 118 a bordo dell’auto medica. Fortunatamente dopo le prime cure prestate sul posto il quadro clinico del ragazzo è apparso meno grave. Come detto è stato trasportato in codice giallo, quini in condizioni serie ma non in pericolo di vita, all’ospedale di Verdellino.

domenica 14 ottobre 2018

OTTO BRACCONIERI A GIUDIZIO A REGGIO CALABRIA

Celebrata venerdi a Reggio Calabria la prima udienza del processo a carico di otto bracconieri rinviati a giudizio per aver costituito un'associazione a delinquere finalizzata al prelievo ed alla vendita in Italia e internazionale di migliaia di esemplari di uccelli protetti sia vivi (da utilizzare per il richiamo) che morti per alimentare il mercato illegale.La sentenza contro gli otto bracconieri imputati è prevista per il 30 novembre.

AIDAA. CONTRO LA CACCIA SI LEVI LA PAROLA DI PAPA FRANCESCO

In relazione al grave fatto di sangue che ha coinvolto due cacciatori questa mattina dove nei boschi di Castiglione Olona in provincia di Varese un anziano cacciatori (66 anni) ha mandato in ospedale il nipote di 38 anni a causa di una fucilata che lo ha colpito alla faccia ed al collo. Il presidente di AIDAA Lorenzo Croce chiede da subito il blocco della caccia domenicale, e si appella alle autorità politiche locali e nazionali perchè venga fermato questo massacro di animali e uomini che dal 19 settembre ad oggi ha gia fatto oltre una decina tra morti e feriti da colpi di arma da fuoco. "Siamo pronti ad andare fin sotto il balcone del papa a Roma- ci dice Lorenzo Croce- perchè qui non solo siamo di fronte ad un'azione di sterminio di animali che si ripete ogni anno, ma anche ad una vera e propria violazione della sacralità e dignità della vita umana, per questo chiediamo un intervento del papa che condanni la caccia che non è sport ma animalicidio ed umanicidio, una parola- conclude Croce- che farebbe breccia nel silenzio assordante e vergognoso delle nostre autorità politiche regionali e nazionali".

CACCIA. SPARA AL NIPOTE NEI BOSCHI DEL VARESOTTO

E' ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Como il trentottenne colpito questa mattina poco dopo le otto dalle fucilate dello zio cacciatore durante una battuta di caccia a Castiglione Olona in provincia di Varese. Il trentottenne stava partecipando anche lui in compagnia dello zio e di un'altra persona alla battuta dei caccia nei boschi del varesino quando è stato colpito da una fucilata sparata dallo zio che lo ha ferito al volto ed al collo. Apparse subito gravi le condizioni dell'uomo trasportato in elisoccorso all'ospedale di Como dove versa in gravissi condizioni. "Adesso basta davvero- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- non passa fine settimana che non si contano morti e feriti tra i cacciatori e anche tra coloro che vengono colpiti dai pallini dei cacciatori solo perchè sono a spasso nei boschi o come accaduto a Cesena dove i pallini tre settimane fa hanno colpito un bambino che giocava in cortile. Questo non è sport- conclude Croce- ma una vera mattanza di uomini ed animali, che il governo intervenga e anche la regione sospenda la caccia o aspettiamo che ci scappi un altro morto?". Ora lo zio, che ha 66 anni sarà denunciato per lesioni gravi.

sabato 13 ottobre 2018

UCCISIONE CERVI? SULLO STELVIO UN REGALO AI CACCIATORI

UCCISIONE CERVI SULLO STELVIO UN REGALO AI CACCIATORI
Bolzano (12 ottobre 2018) - La decisione della provincia di Bolzano di aprire la caccia ai cervi nel comprensorio dello Stelvio è una delle tante decisioni inutili e dannose per l'ecosistema presa solo per fare un regalo ai cacciatori del Sud Tirolo italiano. "La decisione dei vertici della provincia di Bolzano- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- di aprire la caccia ai cervi nel comprensorio Martello-Media Venosta è incomprensibile se non la si legge come l'ennesimo regalo ai cacciatori, infatti con questa decisione di avrà un effetto secondario da non trascurare, in quanto i lupi predatori naturali dei cervi, saranno costretti a rivolgersi ad altre prede facendo cosi aumentare il rischio di attacco alle greggi? Non escludo che questa idea di uccidere i cervi- conclude Croce- sia stata studiata a tavolino proprio con l'obbiettivo di lasciare senza prede i lupi per fare in modo di avere l'alibi degli attacchi alle greggi per poter sparare anche sugli stessi lupi oltre che sui cervi"

MOLISE. BOCCONI AVVELENATI METTONO A RISCHIO ANCHE GLI ORSI

C’è un fenomeno tristemente diffuso, soprattutto durante il periodo della raccolta dei tartufi: è quello delle esche avvelenate. Sul tema questa mattina a Isernia c’è stata una conferenza stampa.
La pratica dei bocconi avvelenati, infatti, sembra non riguardare più esclusivamente aree prettamente rurali ma comincia ad interessare anche zone abitate. Un uso illecito che sembrerebbe legato alla lotta al randagismo e alla odiosa competizione tra cercatori di tartufo tesa ad eliminare il cane maggiormente competitivo dell’avversario.Diverse sono le modalità per avvelenare il povero animale che incappa in queste esche: c’è chi utilizza il metaldeide, un lumachicida facilmente reperibile in commercio o altri pesticidi che fungono da veleno. E poi c’è la classica polpetta coi vetri che causa emorragie interne allo sfortunato animale che la ingerisce.
I carabinieri forestali combattono il fenomeno con l’impiego di unità cinofile antiveleno (inserite nell’ambito della Stazione Carabinieri di Frosolone) che esprimono circa 70 specifici servizi preventivi all’anno.
Tra le vittime non solo cani o gatti ma anche l’orso marsicano di cui in Molise ci sono appena una settantina di esemplari per altro consanguinei e dunque più vulnerabili.

LA PROVINCIA DI BOLZANO APRE LA CACCIA AL CERVO SULLO STELVIO


ROMA - "La popolazione di cervi nel Parco dello Stelvio è eccessivamente numerosa e deve essere regolata". Lo riferisce la Provincia di Bolzano, annunciando che "il periodo di prelievo dei cervi nel parco 2018/19 prenderà il via lunedì prossimo 15 ottobre e si concluderà il 16 dicembre". Il programma di abbattimenti riguarda le unità di gestione Media Venosta-Martello e Gomagoi-Tubre ed è stato stabilito in base alle indicazioni dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) che lo approva ogni anno. L'obiettivo, spiega ancora la nota, "è ridurre la densità della popolazione dei cervi, per ricomporre gli equilibri ecologici e prevenire l'impatto sull'attività agricola e sulla rinnovazione del bosco".


SARDEGNA. DROGA NEL TRASPORTINO DEL CANE

Avevano nascosto la droga in un trasportino per animali, ma il loro stratagemma si è rivelato inutile. I carabinieri della Compagnia di Quartu hanno arrestato due operai sassaresi, Giovanni Luiu, 32 anni, e Umberto Depalmas, di 23, per detenzione e spaccio di stupefacenti: in macchina nascondevano un chilo di cocaina. I due sono stati bloccati dai militari in un'area di servizio sulla statale 131, a Sestu. Perquisendo la loro Renault Clio, è stato notato il trasportino con all'interno una coperta: serviva per 'tenere in caldo' un chilo di cocaina. Da qui l'arresto. Le indagini proseguono per individuare provenienza e destinazione della droga.

venerdì 12 ottobre 2018

UCCIDONO IL CANE. CONDANNATI VETERINARIO E CACCIATORE


ROVIGO, 12
OTT - Il proprietario di un cane da caccia, un pensionato 92enne, e un veterinario padovano sono stati condannati dal Tribunale di Rovigo per aver ucciso l'animale.
E' una decisione rilevante  perchè sancisce un principio importantissimo. Un veterinario non può accettare passivamente le richieste di una persona di uccidere un cane senza prima aver svolto tutti gli accertamenti di legge sullo stato di salute dell'animale, altrimenti non solo tradisce il suo lavoro ma commette un reato. La vicenda di Rocki, un incrocio Drahthaar (cane da ferma) di colore nero e di tre anni, inizia nel 2015, nove mesi dopo l'acquisto da parte del padrone. L'uomo, stanco di averlo con se', lo fa salire sulla sua auto e lo getta dal finestrino in corsa, allontanandosi per non essere visto. Rocki viene raccolto zoppicante da una donna che lo porta al canile dove, grazie al microchip, si risale al padrone a cui l'animale viene riconsegnato. L'anziano non desiste e dopo pochi giorni riesce a farlo sopprimere dal veterinario. Proprio la donna che lo aveva salvato, racconta ai Carabinieri la fine del cane, facendo scattare le denunce

L'EUROPA BOCCIA L'UCCISIONE DEI LUPI

ROMA - Il Commissario Europeo all'ambiente, Karmenu Vella, ha ufficialmente comunicato che la direttiva Habitat non si tocca e i lupi continueranno ad essere animali super protetti.Un definitivo stop a tutti coloro che ancora si ostinano a voler uccidere i lupi, e che non comprendono che solo l'attivazione delle opere di prevenzione non cruenta rappresenta la soluzione a tutte le problematiche legate alla presenza delle attività umane sui territori frequentati dai lupi. Dopo l'intervento del Ministro Costa, che aveva preso una posizione netta in tal senso  arriva anche lo stop di Bruxelles, con la risposta del Commissario Vella all'interrogazione della capogruppo leghista al Parlamento Europeo, Mara Bizzotto, che chiedeva la modifica della Direttiva per poter così aprire la caccia ai lupi, tentando di aggirare proprio la linea del Governo italiano espressa dal Ministro dell'Ambiente.Né sono serviti a nulla i pellegrinaggi a Bruxelles, delle Province Autonome di Trento e Bolzano e delle Regioni Veneto e Toscana, che puntavano a ottenere la libertà di sparare ai lupi  ora prendano atto della sconfitta e si mettano a lavorare seriamente sui mezzi di prevenzione e sull'approvazione del piano lupo, che non preveda alcuna possibilità di uccidere i lupi.In Veneto  le predazioni dei lupi nei primi nove mesi del 2018 rappresentano meno dello 0,01% del totale degli animali allevati in alpeggio, un numero irrisorio che dimostra quanto sia economicamente irrilevante l'impatto del lupo sulle attività di allevamento.

PARMA. PRESE A FUCILATE LE AUTO DEI CACCIATORI

Terenzo: le auto dei cacciatori prese a fucilate

Sono tornati alla fine di una battuta di caccia al cinghiale ed hanno ritrovato le loro auto danneggiate da alcune pallottole, che sono rimaste conficcate nelel portiere. Alcuni cacciatori del gruppo 'Le tre Valli di Vianino' non sono rimasti sorpresi dall'azione poichè non è la prima volta che episodi di questo tipo avvengono nelle zone frequentate dai cacciatori. Questa volta è avvenuto nella zona di Marzano di Terenzo: i carabinieri di Calestano si sono portati sul posto per i rilievi ed hanno sequestrato i proiettili, che verranno poi analizzati. Si tratta probabilmente di colpi esplosi da fucili ad aria compressa, molto potenti. Le indagini sono in corso per risalire ai responsabili del gesto. 



ANIMALI MORTI ANNEGATI NELL'ALLUVIONE DELLA SARDEGNA

La Sardegna meridionale è stata nuovamente interessata da un'ondata di maltempo, che ha creato problemi agli uomini, alle colture e alla viabilità. Campagne, vigneti e agrumeti allagati, ovili isolati. Nei campi allagati è impossibile la semina dei cereali. Sono andate distrutte le coltivazioni di ortaggi prossimi alla raccolta. L’intera costa sud occidentale della Sardegna risulta isolata per l’interruzione delle strade sommerse o allagate.Nel Sarrabus la situazione è desolante. Da ieri mattina non piove e si sta cominciando a fare una prima ricognizione dei danni. I vigili del fuoco sono dovuti intervenire anche per salvare dei vitelli. Molti campi già coltivati sono stati dilavati, alcuni agriturismo, vigneti e agrumeti sono ugualmente allagati con rischio, per quest'ultimi, di perdere la frutta. Si contano anche degli animali morti e qualcuno è disperso.
Stessa situazione nella bassa Ogliastra. Si attende lo sgombero delle strade per raggiungere gli ovili e capire l'entità dei danni. Nel Campidano, e in particolare nel territorio di Capoterra, Uta, Decimomannu e Assemini ad essere danneggiata è soprattutto l'agricoltura. Sono molti i campi e le serre allagate che in alcuni casi comprometterà i raccolti. Mentre in altri casi i campi pronti ad essere coltivati dovranno essere posticipati causando non pochi problemi e perdite.

giovedì 11 ottobre 2018

AGGRESSIONE A STEFANIA PETIX. STA BENE IL BASSOTTO

Palermo (11 ottobre 2018) Da ieri sono giunte da tutta Italia all'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA oltre centoventi mail e richieste di informazioni via social per conoscere le condizioni di salute del bassotto dopo l'aggressione subita ieri dall'inviata di Striscia la Notizia Stefania Petix mentre si trovava in compagnia del bassotto e della troupe televisiva davanti allo stabile pericolante dell'ex ospedale civico di Palermo occupato abusivamente da 4 famiglie. Stefania Petix è stata aggredita con lancio di uova e anche con un bastone ed è stata immeditatamente soccorsa e portata in ospedale per le cure del caso. Nel corso della giornata molti amanti degli animali si sono rivolti ad AIDAA per avere informazioni sulle condizioni di salute del bassotto che per fortuna sta bene e non ha subito violenze. "La massima solidarietà alla signora Stefania Petix e ai suoi collaboratori vittime di una grave aggressione mentre stavano facendo il proprio lavoro- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- posso assicurare tutti coloro che ci hanno scritto che il cane sta bene e la stessa Petix oggi dopo le cure in ospedale si trova a casa proprio in compagnia del suo bassotto che la sta coccolando. Rassicurati sulle condizioni del cane- continua Croce- riteniamo però come associazione di dover chiedere a tutti una riflessione sull'utilizzo e sulla presenza degli animali in servizi giornalistici e televisivi pericolosi e che potrebbero mettere a repentaglio la salute degli stessi amici pelosi, senza polemiche- conclude Croce- ci auguriamo che fatti come quelli accaduti ieri dove degli sconsiderati hanno preso a bastonate l'inviata di Striscia non si ripetano mai più, ma una riflessione seria e pacata sull'uso degli animali nelle trasmissioni televisive specialmente in servizi rischiosi in esterna andrebbe davvero fatta da tutti quanti, alla signora Stefania Petix e ai suoi collaboratori-conclude Croce- i migliori auguri per un pronta guarigione e al bassotto una mega coccola per lo spavento che si è sicuramente preso".
stefania petix si coccola il bassotto dopo l'aggressione di ieri

BOCCONI AVVELENATI. 18 GIORNI DI PRIGIONE AL PENSIONATO

SOSSANO. Un pensionato di 74 anni, residente in città ma con domicilio a Sossano, ha patteggiato 18 giorni di reclusione per un’accusa singolare: doveva rispondere infatti di tentato maltrattamento di animali. Era accaduto che, qualche anno fa, nel corso di una disputa con il proprietario di un appezzamento di terra vicino al suo, vi fossero dei dispetti reciprochi, con dei danni da una parte e dell’altra. Il pensionato aveva però anche gettato nel campo dei vicino dei bocconi avvelenati con il topicida, con l’intento di uccidere i due cani del rivale. Non ci era riuscito, ma era finito a processo.

COME PASSEGGIARE CON CANE IN SICUREZZA IN 7 PUNTI

Roma (11 ottobre 2018)  Portare a spasso il cane per le vie della città a volte appare una cosa naturale, ma anche per passeggiare con il nostro amico peloso ci sono delle regole che vanno rispettate, e queste sono in parte dettate dall'articolo 190 del codice della strada per quanto concerne il comportamento dei pedoni, ma altre sono dettate sopratutto dal buonsenso e dalla consuetudine, ecco di seguito alcuni consigli  degli esperti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente su come portare a spasso il cane sul marciapiedi senza alcun rischio. 
1 - Il cane deve essere sempre tenuto al guinzaglio la cui lunghezza massima è prevista in metri 1,50, è fatto divieto di lasciare il cane libero sui marciapiedi.
2 - Il cane deve avere sempre la museruola al seguito, che deve essere indossata dall'animale solo in casi particolari quali il rischio di aggressione verso altri cani.
3 - Si deve sempre raccogliere le deiezioni dei cani sui marciapiedi e pulire se possibile con dell'acqua la pipi degli stessi.
4 -  I pedoni  con i cani al seguito devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione.
5 - I pedoni con i cani al seguito per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrapassaggi. Quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, tenendo presente i fattori di rischio per gli altri, per se e sopratutto per il cane o i cani.
6 -  È vietato ai pedoni con i cani al seguito effettuare l'attraversamento stradale passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate. 
7 - La circolazione in biciclette o su pattini con cani al traino o al seguito è vietata.


CANI AVVELENATI AD ARITZO. AIDAA METTE TAGLIA DI 6.000 EURO SU RESPONSABILI

CANI AVVELENATI AD ARITZO. AIDAA METTE TAGLIA DI 6.000 EURO SU RESPONSABILI
Nuoro (11 ottobre 2018) Sono oramai alcuni giorni che sono state denunciate le morti per avvelenamento di diversi cani e gatti uccisi con il diserbante ad Aritzo la località del turismo montano della provincia di Nuoro, per aiutare a individuare il responsabile o i responsabili della strage interviene l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA CHE HA POSTO UNA TAGLIA DI 6.000 sulla testa dei responsabili della strage, taglia che verrà pagata a chi aiuterà a individuare, denunciare far condannare il via definitiva con la propria testimonianza i responsabili di questa strage. PER SEGNALAZIONI 3479269949
metaldeide e diserbante i veleni usati per avvelenare cani e gatti in sardegna e non solo

TIVOLI. SCOMPARSI ALTRI CANI DALLE CAVE. AIDAA SCRIVE AI NAS DEL MINISTERO DELLA SALUTE

TIVOLI. SCOMPARSI ALTRI CANI DALLE CAVE. AIDAA SCRIVE AI NAS DEL MINISTERO DELLA SALUTE
TIVOLI (11ottobre 2018) Ancora cani adulti scomparsi dalle cave di Tivoli, cani rubati che vengono poi mandati in Germania da organizzazioni pseudo animaliste che lucrano sulla pelle di questi poveri animali, gli ultimi cani sono scomparsi nella serata di domenica 9 ottobre, quando il volontario dell'AIDAA che si occupa di dare cibo ai cani delle cave è stato anche fatto oggetto di uno strano inseguimento in auto da parte di sconosciuti. Ora il presidente AIDAA Lorenzo Croce ha inviato un'informativa ai NAS del Ministero della Salute indicando sia le date del fenomeno dei furti dei cani ma indicando anche i canili dove questi verrebbero portati in sosta in attesa di essere poi spediti in Germania. "Sono spariti oltre 100 cani in due anni e questo non è accettabile- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- un conto sono quelli portati a sterilizzare un altro conto sono quelli sottratti nottetempo e poi spediti nel nord europa e fatti adottare a pagamento, è  ora che si metta la parola fine a questa vicenda una volta per tutte"

SPARANO VICINI ALLA CASE. 13 CACCIATORI MULTATI IN ROMAGNA


RIMINI. È una faccenda che tende a preoccupare i cittadini ogni giorno di più. Sono tanti, infatti, i riminesi spaventati dalla possibilità di incappare nella traiettoria del tiro di fucile di uno dei cacciatori che “sparano” nelle aree fluviali del Marecchia, dove passa anche la ciclabile. Un timore giustificato non solo dai recenti fatti di cronaca, come quello che ha visto un ciclista impallinato e un cavallo imbizzarrirsi e poi ferire la padrona, agitato dalla pallottola giunta nei pressi dell’abitazione, ma anche dall’effettiva assenza di una chiara regolamentazione in materia. I controlli di polizia provinciale e carabinieri forestali, però, non si fanno attendere: già 13 le multe comminate e avviati gli accertamenti per l’individuazione dell’area interessata dal divieto di caccia.
«Da quando ha riaperto la stagione dell’attività venatoria - spiega il comandante della polizia provinciale, Maurizio Guidi - abbiamo già effettuato 10 sanzioni, tutti verbali amministrativi, relativi alla mancata annotazione dell’animale abbattuto nel tesserino venatorio o al mancato rispetto dei limiti di distanza da osservare in prossimità di abitazioni o vie di comunicazione». Le multe stilate invece dai carabinieri forestali sono state 3, anche queste legate alla violazione delle distanze imposte dalla legge, o a causa dell’impiego dei radiotrasmettitori, vietati dalle norme in materia. Un numero di multe che può apparire esiguo, ma che in realtà, tenendo conto delle condizioni con cui operano le forze dell’ordine in ambito venatorio, appare decisamente più rilevante. «Non possiamo fare controlli in borghese - riferisce infatti il comandante dei carabinieri forestali, Aldo Terzi - le esigenze di sicurezza ci impongono di presentarci in divisa, così nella maggior parte dei casi i cacciatori che non sono “in regola” si adoperano per apparire conformi alle prescrizioni. Ultimamente, però, stiamo effettuando i controlli muovendoci a bordo delle biciclette, e questo ci conferisce maggior efficacia e incisività. Riuscire a portare a termine un controllo - puntualizza il comandante Terzi - non è affatto semplice».

LUCCA. CROLLA IL NUMERO DEI CACCIATORI

Viareggio, 11 ottobre 2018 -  Poco più di una quindicina di anni fa i cacciatori in provincia di Lucca erano quasi dodicimila; oggi il loro numero non arriva nemmeno a ottomila unità. Una fotografia impietosa della crisi «di vocazioni» che sta attraversando il settore venatorio, attanagliato da un difficile e lento ricambio generazionale, da spese sempre più difficili da sostenere specie per i cacciatori anziani, da regole che riducono spazi e selvaggina. Il calo qui è però meno marcato che nel resto d’Italia, dove a livello globale l’emorragia di appassionati dell’«ars venandi» ha sfondato il muro del 50% nel nuovo millennio.
Nel territorio il crollo non è comunque generalizzato e dai dati forniti dalla Regione Toscana, che tengono conto dei tesserini di caccia effettivamente ritirati per esercitare l’attività nel corso della stagione, nei sette comuni della Versilia la situazione appare fluida. Il dato che per primo balza agli occhi è quello di Camaiore, che una volta poteva essere considerata una delle roccaforti della passione venatoria dall’alto dei suoi 1.247 praticanti censiti nel 2001-2002; quel numero oggi si è quasi dimezzato, precipitando a quota 755. In picchiata anche i tesserini venatori rilasciati a Viareggio e Forte dei Marmi, dove si è passati rispettivamente dai 756 e 190 di inizio millennio agli attuali 441 e 99. A Massarosa il calo è stato di quasi 300 unità raffrontando i 458 attuali cacciatori con i 741 del 2001. Decisamente più contenuta l’erosione a Pietrasanta, con i 672 tesserini rilasciati sedici anni fa e che ora si sono ridotti a 488. Un centinaio invece le unità perse a Seravezza nello stesso periodo: erano 298, sono 204. Persi per strada circa un terzo dei cacciatori anche a Stazzema (da 156 a 115). «Le leggi via via introdotte – sottolinea il presidente di Federcaccia Lucca, Pasquino Luchini – hanno ridotto spazi e tempi in cui esercitare l’attività venatoria. Non va poi sottovalutata la questione economica: i cacciatori hanno un’età media sui 70 anni, sono quindi pensionati, e con quello che prendono non riescono più a sostenere la loro passione.

ORTI VIALBA. IL SINDACO DI NOVATE RISPONDE AL PRESIDENTE AIDAA

In relazione al sopralluogo che abbiamo effettuato con la vice presidente nazionale di AIDAA Salvina Inzana e con la consigliera di municipio otto di Milano Maria Aurora De Muzio del gruppo di Forza Italia agli orti di via Alba a cavallo tra i comuni di Milano e Novate Milanese ieri avevamo scritto una lettera al sindaco di Novate precisando che la nostra preoccupazione era rivolta sia alla questione dell'amianto che alla vicenda della presenza dei cani da caccia negli orti (abusivi) in abbattimento. Ecco di seguito la risposta ricevuta a stretto giro posta dal sindaco di Novate.

P. Mella - Segreteria del Sindaco sindaco@comune.novate-milanese.mi.it

09:08 (34 minuti fa)
me
Egr. Sig. Lorenzo Croce,

colgo dalla Sua cortese nota, la possibilità di chiarirLe la situazione  la quale avrebbe potuto essere illustrata in loco se  avesse avuto la possibilità di parlare con i Soggetti preposti del Comune presenti in cantiere .

Ebbene l’area di cantiere è circoscritta secondo le direttive già impartire dal Direttore dei lavori ; il cartello di segnalazione di cantiere è affisso, e ben visibile, nella carrabile d’ingresso sita a nord vicino all’ingresso della Ditta Fisicompost.

E’ cura di questa Amministrazione assicurare la massima attenzione durante le operazioni di sgombero e gestione del cantiere sulla base di un protocollo da tempo condiviso con la Prefettura e, per quanto concerne la presenza di amianto ed eventuali animali randagi o abbandonati, con  gli uffici competenti  di ATS , settore veterinaria ed ambiente.

Distinti saluti

Il Sindaco
Lorenzo Guzzeloni

Ovviamente dal canto nostro abbiamo sottolineato che sarà nostra cura verificare giorno per giorno l'andamento dei lavori.

mercoledì 10 ottobre 2018

CANI TRASFERITI DA PALERMO. AIDAA SCRIVE ALLA MINISTRA GRILLO

Una segnalazione al ministro della salute Grillo ed al comando generale dei Nas dei carabinieri è stata inviata dal presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce per spiegare come sia illegale il trasferimento dei cani dal canile di Palermo al canile di Caserta in quanto la Campania è di per se una regione ad alto tasso di randagismo e che i posti nei canili di quella stessa regione sono pochi rispetto alle necessità, AIDAA CHIEDE UN CONTROLLO IMMEDIATO SU QUANTO STA SUCCEDENDO ED IL BLOCCO IMMEDIATO DEI TRASFERIMENTI DEI CANI DI PALERMO.