domenica 2 ottobre 2022

SARDEGNA TRAFFICO DI CANI DA CACCIA RUBATI

 Nuova stagione vecchi problemi per i 36mila cacciatori sardi. Ormai è diventata una vera e propria piaga, soprattutto per i cinofili: il furto di cani governato da un vortice di denaro inimmaginabile. Una barbarie che non conosce tregua. I cani preferiti? Tutti, nessuno escluso: dai soggetti con pedigree ai meticci, l’importante è che abbiano buon fiuto.

La fetta di mercato più consistente è quella dei cani da caccia grossa: un campione di caccia al cinghiale raggiunge anche la quotazione di 5mila euro, con una media che si attesta intorno ai 1500.

Una piaga che colpisce la Sardegna dal Sulcis alla Gallura, dall’Ogliastra all’Iglesiente, dall’Arburese alla Nurra, dal Sarrabus alla Barbagia. I cacciatori sono disperati: si registrano furti su commissione con la precisa scelta dei cani buoni. Di recente in un canile con nove esemplari di segugio ne sono stati rubati 5, i migliori della muta, gli altri 4 sono stati lasciati nei loro stalli.

Ma dove vanno a finire questi cani? I canali di smistamento sarebbero almeno tre: il primo porta in Corsica, il secondo verso Toscana, Umbria e alto Lazio, il terzo è il mercato locale, quello più povero, sicuramente più rischioso, ma comunque remunerativo. Generalmente i furti avvengono, come detto su commissione.

Furti che spesso non vengono denunciati per timore, ma tanti invece denunciano e in alcuni casi si riesce a ritrovare gli animali.

In questi ultimi anni il mercato dei cani da ferma su cinghiale è letteralmente esploso. Le vittime sono i setter, i pointer, i breton, i bracchi, cani che riescono a scovare il selvatico e a tenere la ‘ferma’ consentendo così al cacciatore di avvicinarsi al cinghiale.

“Per stroncare questo traffico invito i cacciatori a verificare la provenienza degli ausiliari che si intende acquistare ed è bene – afferma Marco Efisio Pisanu, presidente regionale di Caccia, Pesca Tradizioni Sardegna - segnalare eventuali frodi alle autorità”.



SETTEMBRE. E' ALLARME NAZIONALE SULL'ABBANDONO DEI GATTINI

E' stato un settembre nero su scala nazionale quello appena trascorso per quanto riguarda l'abbandono delle cucciolate di gattini. Non si possono fare calcoli esatti sul numero degli abbandoni ma sicuramente si tratta di parecchie migliaia di cuccioli. "Purtroppo- scrive in una nota l'associazione animalista AIDAA- mentre si presta giustamente sempre molta attenzione al fenomeno dell'abbandono dei cani, sono sempre sottostimati invece i dati sullo stesso fenomeno riguardante i gatti. Purtroppo il fenomeno a detta di tutti i responsabili di rifugi e delle decine di volontarie che seguono le colonie feline con cui siamo in contatto è in costate aumento, ma nel mese di settembre appena trascorso il fenomeno è esploso su tutto il territorio nazionale. Solo una piccola parte di questi gatti abbandonati sopravvive e si tratta di quelli recuperati dalle volontarie, o che vengono lasciati fuori dai rifugi, alcuni si uniscono alle colonie, ma sono moltissimi invece quelli che muoiono di stenti, se non in maniera atroce magari abbandonati nei cassonetti dei rifiuti o gettati nei corsi d'acqua. La soluzione- concludono gli animalisti di AIDAA- è una sola: sterilizzare e poi sterilizzare".



sabato 1 ottobre 2022

CASERTA. GLI HA UCCISO I CANI PER ESTORCERE DENARO.

 Bombe molotov contro la porta di casa, cani uccisi, minacce di morte. Con questa strategia un 52enne avrebbe tentato di convincere un 65enne a consegnargli 15mila euro per "stare tranquillo". L'uomo è stato arrestato dai carabinieri a Sessa Aurunca, nel Casertano. L'indagato ha precedenti ed è ritenuto legato al clan dei Muzzoni, ora deve rispondere di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. 

Le indagini sono state avviate nel mese di ottobre dello scorso anno e si sono basate su intercettazioni telefoniche, telematiche e videoriprese. L'arrestato è accusato di avere contattato la vittima con telefonate e messaggi WhatsApp per minacciarla di morte. Avrebbe poi danneggiato la sua abitazione e ucciso i suoi cani, collocando inoltre bottiglie incendiarie all'esterno dell'immobile. 



FALCO PELLEGRINO IMPALLINATO IN VOLO

 «Una mattanza. Falco pellegrino ritrovato a Leverano, impallinato e ucciso subito dopo aver predato. Lui è morto con la sua ambita preda tra le zampe. Era un esemplare davvero notevole, sia per la forma fisica sia per le dimensioni». Così la pagina Sos Fauna Calimera sui suoi canali social. «I comuni pagano per tenere sotto controllo il numero di colombi e piccioni in città. I Pellegrini predano questi animali e hanno un ruolo molto importante in natura, ma qualcuno ha pensato bene di arrogarsi il diritto di troncare la sua vita con una fucilata. Ben quattordici pallini lo hanno trafitto e stroncato. Chissà se ha capito cosa stava succedendo mentre precipitava al suolo. Per quel che conta, la sua vita per noi vale, e varrà sempre, mille volte di più di quella del vile omuncolo che ha premuto il grilletto».



CACCIATORI SPRADONEGGIANO A QUARTU IN ZONA DI DIVIETO DI CACCIA

 I cacciatori spadroneggiano nella zona di Terra Mala, a Quartu, e dopo le segnalazioni dei cittadini impauriti, che si sono ritrovati anche pallini nei cortili delle loro villette, il sindaco Graziano Milia corre ai ripari e, confermando un’ordinanza di dicembre 2021, ha fatto piazzare trentacinque cartelli dove c’è scritto “divieto di caccia” in tutta la zona costiera, anche a Salmagi. Sono stati individuati i punti maggiormente esposti nel territorio al rischio di incidenti e posizionati 35 cartelli di divieto assoluto di caccia, “a tutela della cittadinanza e delle abitazioni”. In seguito alle ripetute segnalazioni di pericolo, è stato infatti verificato dalle planimetrie delle zone interessate che in nessun punto è possibile esercitare la caccia rispettando le distanze di sicurezza previste dalla normativa vigente e che le distanze in linea d’aria si riducono notevolmente, visto che si tratta di una zona di colline.

Inoltre, nelle strade primarie e secondarie della zona passano anche ciclisti e pedoni per escursioni e passeggiate, oltre a non residenti che vogliono visitare le bellezze naturali della zona. Divieto assoluto di imbracciare doppiette e sparare, quindi, anche “nelle aie e nelle corti, o in altre pertinenze di fabbricati rurali, nelle zone comprese nel raggio di cento metri da immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro e a distanza inferiore a cinquanta metri da vie di comunicazione ferroviaria e da strade, a parte le strade poderali ed interpoderali”. Vietato, inoltre, “sparare da distanza inferiore a centocinquanta metri con uso di fucile da caccia con canna ad anima liscia, o da distanza corrispondente a meno di una volta e mezza la gittata massima in caso di uso di altre armi verso immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro”.


venerdì 30 settembre 2022

GATTI COLPITI A BASTONATE O CON I CALCI. A CARPI CRESCE LA PAURA PER GLI ANIMALI

CARPI – Almeno quattro casi di gatti che hanno riportato fratture o traumi anomali, non riconducibili a cadute o ferite “naturali”: tutti nella stessa zona. E’ quanto avvenuto a Carpi, in particolare in zona “Due Ponti” e nelle vie Amendola e San Bernardino. A far emergere il caso, spiega la “Gazzetta di Modena”, il racconto di due ragazze, che, incontrandosi sotto casa, si sono raccontate due episodi molto simili tra loro: i gatti di entrambe, infatti, improvvisamente avevano preso a comportarsi in modo strano, manifestando dolore, come se avessero riportato traumi di qualche tipo. Una volta portati gli animali dal veterinario, è stato confermato quello che le due ragazze avevano immaginato: dalle lastre sono, infatti, emerse fratture riconducibili a calci oppure addirittura a bastonate subiti dagli animali. Oltre agli episodi di cui sono stati vittima i gatti delle due ragazze, che fortunatamente non hanno subito traumi interni, sono emerse altre due situazioni molto simili, nella stessa zona. Il sospetto, quindi, è che qualcuno in zona abbia volontariamente compiuto gesti di questo tipo nei confronti dei quattro gatti in questione: in zona c’è, dunque, preoccupazione tra i proprietari di animali domestici.



CICOGNA IMPALLINATA NEL SALENTO. SALVA MA CON UN ALA AMPUTATA NON POTRA' PIU VOLARE

L’unico modo per salvarle la vita è stato quello di amputarle l’ala, impallinata da qualche sprovveduto cacciatore. La sfortunata protagonista è una cicogna femmina, specie rara e protetta da norme nazionali e comunitarie, ferita gravemente a colpi d’arma da fuoco nelle campagne di Presicce-Acquarica. A soccorrerla, il 21 settembre, sono state le guardie zoofile e l’assessore comunale Andrea Monsellato, che l’hanno poi affidata alle cure dei veterinari del “centro recupero fauna selvatica” di Calimera, che sono riusciti a salvarle la vita ma non ad evitare che quelle ferite gliela compromettessero per sempre.

 Come confermato dalle radiografie, la cicogna era stata attinta da 12 pallini da caccia e schegge di piombo, sparsi in tutto il corpo, che avevano causato la frattura dell’impero in più punti reciso un vaso sanguigno che irrorava l’ala. Per il direttore sanitario e veterinario del centro, Gianluca Nocco, e la sua collega, Elisabetta Mansullo, non c’è stato altro da fare che procedere all’amputazione dell’ala. I giorni successivi non sono stati facili. La cicogna, infatti, perdeva sangue dal becco, era abbattuta e non aveva la forza di mettersi in piedi. Domenica 25 settembre, dopo quattro giorni dall’intervento e dopo le amorevoli cure degli operatori del Centro, le sue condizioni sono migliorate e la cicogna è riuscita ad alzarsi e camminare. Ma ovviamente non potrà mai più volare.

«Qualcuno ha deciso per lei. Non ci importa chi sia stato - scrivono dal centro specializzato in un post di condanna sui social - ma il gesto è davvero spregevole. La cicogna è il simbolo della vita. Nell’immaginario comune è colei che porta un figlio ai suoi genitori. È un animale raro e protetto. Ha un compagno per tutta la vita e migra per nidificare per poi ritornare a svernare in genere in Africa o Spagna meridionale. Con questa stagione per lei è terminato tutto. Non rivedrà il suo compagno, non potrà più riprodursi e la migrazione sarà solo un ricordo». Il post continua poi con un invito alle autorità ad incrementare i controlli per evitare il ripetersi di episodi simili: «Bisognerebbe aumentate i controlli e fermare i folli che, in barba a ogni legge e al buon senso, non si fanno alcuno scrupolo a sparare contro meravigliose creature indifese. Non lasciamo che quel po’ che è rimasto del patrimonio faunistico sia lasciato nelle mani di pochi barbari ignoranti». Alcuni giorni prima, nel primo giorno di apertura della stagione venatoria (iniziata il 18 settembre) era stato soccorso un falco, che presentava ferite d’arma da fuoco e un omero frantumato.



GLI ANIMALISTI DENUNCIANO PER ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA L'INFLUENCER DEI CACCIATORI

ASCOLI (30 SETTEMBRE 2022) Gli animalisti denunciano la cacciatrice ed influencer dei cacciatori F. V. Le due denunce parte dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA per alcuni video e pubblicazioni apparse sui social dove la influencer appare armata di fucile di precisione con fare assolutamente violento ed aggressivo per queste immagini e per questi video la donna è stata denunciata alla procura della repubblica di Ascoli in base all'articolo 295 del codice penale per il reato di istigazione a un crimine ed alla violenza, mentre un esposto è stato presentato alla procura del tribunale dei minori di Ancona per verificare l'idoneità di alcuni comportamenti della donna che : "sui social e con chiara evidenza di usare le immagini contenenti in diverse occasioni anche soggetti minorenni allo scopo di aumentare la propria visibilità sugli stessi social ed in particolare sui canali Istagram e Facebook , in un contesto generale dove il soggetto in questione pubblica fotografie chiaramente violente, mostrando animali morti, ed altre immagini in cui si mostra armata di fucile spesso puntato e portato a spalla non a norma di legge". L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente non ha rilasciato ulteriori commenti se non una brevissima nota in cui afferma di aver denunciato la donna per :"La violenza delle immagini pubblicate sui suoi social dove oltre a promuovere una cultura di morte nei confronti degli animali coinvolge anche in maniera strumentale anche la figlia minorenne e queste sono azioni inaccettabile legalmente ed eticamente".



giovedì 29 settembre 2022

CANE PRESO A BASTONATE A SERRAVALLE L'APPELLO DEI PADRONI

 E’ la storia di Fiocco, un cane di piccola taglia, un chihuahua, che venerdì 23 settembre è stato trovato in fin di vita dai padroni Luca e Alina, abitanti della Castellina, frazione di Serravalle.

Un venerdì di prima mattina, Fiocco, abituato a girottolare fuori casa, è stato visto tornare dai padroni con gli occhi fuori dalle orbite. E’ stato portato dal veterinario che è riuscito a far recuperare al cane l’uso di un occhio. Il medico ha ricostruito i segni evidenti di una bastonata oppure un calcio violentissimo sul cranio del piccolo cane.

“Un reato efferato, una vera e propria barbarie, avvenuta in pieno giorno. Confidando che l’autorità giudiziaria alla quale ci siamo rivolti inizi a indagare e individui presto il responsabile di questo crimine, ci rivolgiamo ai residenti del piccolo paese,se qualcuno ha visto qualcosa si rivolga alle autorità per riportare serenità a Castellina” chiedono Luca e Alina



ROVIGO. USAVA COLLARI ELETTRICI SUI SUOI CANI. DENUNCIATO CACCIATORE

 ROVIGO –  La Polizia Provinciale, nel corso di un operazione di controllo dell’attività venatoria nelle campagne alto polesane, ha svelato un vergognoso episodio di maltrattamento ai danni di animali da affezione. In questa occasione, due cani segugio utilizzati per la caccia portavano stretto al collo il collare elettrico del tipo utilizzato per l’addestramento dei cani da difesa in cui una radiotrasmittente manda impulsi a due punte metalliche che toccano la cute del cane, infliggendo una scossa capace di provocare uno shock tale da farlo obbedire al comando impartito dal padrone. In questo caso, i collari servivano a fare in modo che gli animali non si allontanassero troppo dalla zona di caccia, visto che una volta colpiti dalla scarica elettrica, con una naturale reazione al dolore, oltre che di paura, si bloccavano immediatamente sul posto. 

Ed è stato proprio questo comportamento anomalo dei segugi che ha insospettito gli agenti del Reparto Operativo di Rovigo intervenuti; l’ispezione ha verificato la presenza di collari elettronici dotati di punzone per permettere il passaggio dell’impulso elettrico e fornire la scossa ai danni dell’animale, oltre che del relativo telecomando in possesso del cacciatore per l’attivazione della scarica. 

Al momento del controllo, gli agenti hanno verificato che entrambi i collari erano in modalità “On” ed era attiva la modalità di passaggio della corrente elettrica. Gli Agenti hanno immediatamente sequestrato il materiale e hanno provveduto a denunciare il cacciatore per il comportamento considerato penalmente rilevante a seguito delle indicazioni operative osservanti la recente giurisprudenza, poiché viene stabilito che l’utilizzo di collare elettronico, che produce scosse o altri impulsi elettrici trasmessi al cane tramite comando a distanza, concretizza una forma di addestramento fondata esclusivamente su uno stimolo doloroso tale da incidere sull’integrità psicofisica dell’animale. Nel corso delle operazioni, per valutare lo stato di salute dei cani da caccia è stato richiesto l’intervento del veterinario dell’Ulss, che, fortunatamente, ha escluso lesioni a carico degli animali.



LIGURIA. DELIRIO COLDIRETTI. VOGLIONO L'ESERCITO PER ABBATTERE I CINGHIALI

 GENOVA (28 Settembre 2022) Delirio della Coldiretti che chiede di usare l'esercito per abbattere i cinghiali liguri. A formulare questa folle proposta il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il direttore della medesima associazione di agricoltori ed allevatoridella Liguria .La richiesta arriva dopo che 36 squadre di cacciatori si sono rifiutati di sparare sui cinghiali,non certo per amore degli animali ma in quanto le direttive del ministero della Salute in materia di  peste suina le carcasse dei  cinghiali e dei maiali selvaticiì uccisi devono essere consegnate all'azienda sanitaria per le analisi e il successivo smaltimento I cacciatori pensavano  invece di portarsele a casa per mangiarsele. Scoperto che cosi non era si sono quindi rifiutati di partecipare alla battura di caccia selettiva. Da qui "l'ideona" dei vertici della Coldiretti di chiamare "se necessario anche l'esercito". Dura e sarcastica la replica degli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente  AIDAA che parla di delirio di questi signori. "Innanzitutto serve rispetto per il ruolo delle forze armate i cui compiti sono stabiliti dalla legge e non rientra tra essi l'abattimento dei cinghiali. Inoltre non esistono i presupposti per parlare di pericolo imminente per la popolazione - conclude la nota degli animalisti-  ma eventualmente solo per gli interessi di questi signori che sono assicurati.  La questione cinghiali non si affronta uccidendoli ma con una seria campagna di sterilizzazione.  Ma quest'ordine di idee non entra nella zucca di questi signori che dovrebbero farsi rifondere i danni semmai dai cacciatori responsabili, loro si, dell'introduzione di migliaia di ungulati selvatici al solo scopo di poterli ammazzare".



mercoledì 28 settembre 2022

IL RITORNO DELLA FAUNA SELVATICA IN EUROPA

 AGI - Lupi, orsi bruni e aquile dalla coda bianca sono tra i principali predatori “di ritorno” in Europa, secondo un importante rapporto che esamina come alcuni animali selvatici stanno tornando sui propri passi, dopo che erano quasi spariti dal Vecchio Continente.

Secondo il Guardian, i ricercatori del rapporto European Wildlife Comeback, commissionato da Rewilding Europe, hanno analizzato i dati di 50 specie selvatiche la cui dimensione e distribuzione geografica si è espansa negli ultimi 40 anni “per dimostrare come l'efficace protezione legale, il ripristino dell'habitat e la reintroduzione possano guidare il recupero delle specie”.

“La stragrande maggioranza si è ripresa grazie agli sforzi umani", ha affermato Louise McRae della Zoological Society of London (ZSL), una delle autrici del rapporto. I risultati della ricerca “sono davvero eccitanti, incoraggiano e ispirano persone come me a continuare a fare quello che stiamo facendo”. Aiutare il ripopolamento.

Osserva il quotidiano: “Il lupo grigio è stato il più veloce a tornare tra i carnivori. Per secoli questa specie è stata presa di mira dall’uomo, soprattutto durante gli anni '70, quando c'erano solo poche specie in alcune zone dell'Europa meridionale e nord-orientale. Dall'introduzione della legislazione per proteggerli e dalla maggiore tolleranza delle persone a viverci accanto, i numeri sono aumentati del 1.800%”. Poi ci sono “12.500 coppie di aquile dalla coda bianca che volano su gran parte dell'Europa, con individui in crescita sulla costa occidentale della Scozia e sull'isola di Wight” mentre “in tutta Europa, tra il 1970 e il 2018, c'è stato un aumento del loro numero del 445%, principalmente grazie alla protezione legale e al divieto di pesticidi dannosi” mentre dal 1960, anche “le popolazioni di orsi bruni sono aumentate del 44%, spinte da una migliore protezione legale, sebbene la persecuzione sia ancora un grosso rischio e i conflitti uomo-orso continuino”. 

Nel frattempo, la convivenza con specie come i carnivori rimane ancora una sfida, “ma gli atteggiamenti stanno cambiando: stiamo ancora imparando come vivere insieme a queste specie", afferma Louise McRae della Zoological Society of London (Zsl), una delle autrici dal rapporto European Wildlife Comeback.

In conclusione, nonostante i risultati positivi, la fauna selvatica viene ancora persa a una velocità record in tutto il pianeta, con 1 milione di specie a rischio di estinzione e la stragrande maggioranza dei paesaggi protetti in Europa in cattive o pessime condizioni. E “sebbene molte di queste specie abbiano mostrato un recupero negli ultimi 40 anni circa, seguono secoli di declino, quindi nessuna di loro ha raggiunto i numeri che avrebbe avuto in precedenza”.

In ogni caso, si osserva, il castoro eurasiatico ha avuto uno dei ritorni più significativi tra gli erbivori, aumentando dell'835% dal 1955, con un aumento degli esemplari del 16.000% dal 1960. Nel XX secolo ne erano rimasti solo 1.200 per via della caccia alla pelliccia, alla carne e alle secrezioni utilizzate per alimenti e profumi. Secondo i ricercatori, la nuova proposta di legge Ue sul ripristino della natura, se adottata, rafforzerebbe gli sforzi per affrontare la perdita di biodiversità e il degrado climatico.

FONTE

https://www.agi.it/scienza/news/2022-09-28/ritorno-fauna-selvatica-europa-18232196/



IN VIGORE TRE NUOVE LEGGI SULLA TUTELA ANIMALI SELVATICI E CANI E GATTI

 iù tutela degli animali e della salute pubblica e prevenzione di epidemie e pandemie. Stop all'importazione di pipistrelli, detenzione di ragni velenosi e riproduzione di tigri e leoni e altri animali esotici in Italia. In attesa del nuovo Governo, il ministro della Salute Speranza emana la ''lista positiva'' che darà il secondo ''giro di vite'' necessario contro maltrattamenti e diffusione delle zoonosi. Il 27 settembre entrano in vigore le tre leggi che riguardano gli animali, esotici e selvatici, i decreti legislativi 134, 135 e 136 del 5 agosto 2022 pubblicati il 12 settembre sulla Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi. Ecco i principali contenuti.

La lista positiva e la lista negativa. Il decreto legislativo n.135 prevede agli articoli 4 e 5 l'emanazione di due decreti ministeriali attuativi: il decreto ministeriale previsto dall'articolo 5 è in capo al ministro della Salute che entro il 27 ottobre dovrà redigere la cosiddetta 'lista positiva', come già adottata o in via d'adozione in altri sei Paesi Ue, che deve stilata in base al rischio sanitario, per la biodiversità o alla compatibilità con la detenzione in cattività per ragioni comportamentali, fisiche, biologiche, etologiche. La lista positiva, contrariamente all'attuale situazione, includerà solo le poche specie animali che potranno ancora essere commerciate e detenute in Italia. L'altro decreto ministeriale, disposto con l'articolo 4, dovrà invece vedere la luce entro il 27 marzo 2023 a firma del ministro della Transizione Ecologica, e stilerà la cosiddetta 'lista negativa' che amplierà il numero di specie già vietate, dai primati ai grandi felini come tigri e leoni, ad altri grandi mammiferi come elefanti, e poi insetti, rettili e anfibi velenosi, urticanti, tossici, ''tutte specie che costituiscano pericolo per la salute e per l'incolumità pubblica o per la biodiversità nonché gli ibridi tra esemplari delle predette specie e di altre specie selvatiche o forme domestiche e le loro successive generazioni».

Le nuove norme prevedono inoltre che chi detiene uno degli animali delle specie vietate, non potrà farlo riprodurre ma potrà tenerlo fino alla fine della sua vita naturale. I possessori dovranno denunciarne la presenza in Prefettura entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto del ministro della Transizione ecologica che conterrà la cosiddetta 'lista negativa'. I negozi hanno tempo fino al 27 settembre 2023 per la messa in regola, gli animali dovranno essere identificati e gli operatori formati. I circhi e le mostre faunistiche viaggianti non potranno far riprodurre gli animali delle specie vietate dalla lista negativa e non potranno acquisirne altri. È prevista l'applicazione di queste norme di protezione degli animali anche agli ibridi, a prescindere dalle generazioni di incrocio. Saranno quindi vietate le 'chimere' come i ligre (incrocio tra leone e tigre), i savannah (incroci tra gatti domestici e gattopardi-serval), o tra diverse sottospecie di tigri, oggi i più presenti nei circhi italiani.

In caso di violazioni è sempre disposta la confisca degli animali, e quindi potranno essere sempre salvati, ''anche se non è pronunciata condanna penale o non è stata applicata una sanzione amministrativa pecuniaria'', nonché è previsto l'arresto fino a sei mesi o ammenda da 20mila a 150mila euro. Chi commercerà illegalmente specie protette sarà sanzionato «salvo che il fatto costituisca più grave reato» grazie all'integrazione dell'articolo 727-bis del Codice penale con «l'arresto da due a otto mesi e con l'ammenda fino a 10mila euro». Viene realizzata un'unica anagrafe nazionale di cani e gatti nonché delle strutture e degli operatori che li detengono a qualsiasi titolo e tutti gli altri animali - anche quelli ex «da reddito» - dovranno essere identificati e registrati nella Banca Dati Nazionale anche per realizzare maggiori e più efficaci controlli sulle loro condizioni e le strutture che li ospitano. Prevista identificazione obbligatoria e certificazione veterinaria degli animali in vendita anche via internet. Queste tre leggi rappresentano, per la Lav, un importante primo cambiamento per gli animali, per gli esotici e selvatici.

«Parliamo di quasi 5 milioni di vite che ogni anno secondo i dati ufficiali, vengono attualmente commerciati e detenuti in cattività in gabbie, teche, vaschette, garage e sgabuzzini delle case degli italiani - fa sapere la Lav - È un risultato importante, un grande traguardo raggiunto con la campagna #acasaloro e che potrà essere ancora migliore con il decreto attuativo del ministro della Salute da emanare entro un mese da oggi».



martedì 27 settembre 2022

C'E' LA STESSA MANO DIETRO I GATTI DECAPITATI ED UCCISI A LIVORNO, GENOVA E LUCCA?

Potrebbe esserci la stessa regia dietro l'uccisione dei gatti avvenuta nei giorni scorsi a Lucca ed in provincia, dove tre sono stati trovati decapitati, la strage di gatti avvenuta nei mesi scorsi a Livorno e quei gatti trovati morti ammazzati nel quartiere Sant'Ilario e nella zona  dell'Annunziata a Genova. E si tratterebbe di una regia che trova le sue origini nei riti satanici o esoterici? E' una pista che non è da escludere se si pensa che sono oltre venti gatti attualmente scomparsi a Lucca e  tre sono stati decapitati e riportavano sul corpo ferite che possono richiamare  almeno in parte alla stessa mano assassina che un mese fa ha colpito a Genova dove i gatti ritrovati morti sono stati anche qui diversi, e a Livorno dove la mano assassina si è fermata (o trasferita) dopo che la notizia era diventata di dominio pubblico. Oltre cento gatti trucidati in pochi mesi nel triangolo Genova- Lucca- Livorno hanno creato e stanno creando sia paura tra i proprietari dei gatti, ma sopratutto la voglia di mettere le mani su questi criminali assassini di poveri gatti da assicurare alla giustizia e di porre fine a questa mattanza. L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente questa mattina invierà un esposto alle tre procure di Genova, Lucca e Livorno perchè si facciano indagini anche nel torbido mondo delle sette sataaniche ed esoteriche. "Crediamo fortemente che dietro queste vicende ci possa essere una regia unica- scrivono in una nota gli animalisti di AIDAA- non vogliamo creare allarmismi eccessivi, ma crediamo e negli esposti che inviamo alle procure lo spieghiamo che ci si possa riferire anche ad una o piu mani assassine che traggono origine dallo stesso gruppo. Non andiamo oltre nell'esposizione pubblica delle motivazioni perchè vogliamo a tutti i costi evitare le emulazioni che sono sempre dietro l'angolo ad opera di squilibrati vari"


ALLENAMENTO DEI CANI DA CACCIA. L'ALTRA FACCIA DELL'ORRORE

L'altra orribile faccia della caccia: gli allenamenti. Pochi sanno che prima e durante la stagione di caccia, molti cani, specialmente i più giovani vengono allenati a fare pratica. In particolare questa preparazione riguarda i cani da tana e quelli da riporto, ed ultimamente anche i cani che sono impegnati nella caccia agli ungulati ed in particolare ai cinghiali. Purtroppo come avviene nella caccia, quella vera si tratta di una pratica cruenta. Infatti secondo le stime delle stesse associazioni dei cacciatori ogni anno vengono "usati" che vuole dire uccisi, migliaia di animali le cui stime vanno da 3.000 a 7.000 animali sacrificati in questa pratica, si tratta prevalentemente di conigli, o di mini lepri, ma non mancano nemmeno i cuccioli maiale e di cinghiale che spesso muoiono tra le grinfie dei cani che i cacciatori considerano in allenamento ma qualora rimangano feriti si provvede immediatamente alla loro sopressione senza alcun intervento veterinario. "E' una pratica folle ed assurda- scrive in una nota l'AIDAA- che si svolge di fatto senza alcuna regolamentazione reale anche se i controlli sono previsti sulla carta. Quello che i cacciatori chiamano allenamento è di fatto un massacro di animali che avviene spesso, troppo spesso- continuano gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- in campi di allenamento preposti ma anche in strutture private o improvvisate e a volte anche in maniera clandestina, con animali allevati dagli stessi cacciatori che poi vengono mandati al massacro senza possibilità di salvezza".




VERDERIO. DUE CANI SCAPPANO E MORSICANO UN UOMO E UN RAGAZZO

 Verderio , 27 settembre 2022 -  Due cani hanno aggredito e morsicato un giovane di 34 anni e un uomo di 66. È successo ieri mattina a Verderio. Per soccorrere le due persone azzannate sono intervenuti i sanitari di Areu con i soccorritori dell’associazione Volontari di pronto soccorso e pubblica assistenza di Vimercate, mentre i due cani sono stati catturati dagli accalappiacani provinciali.

Il 34enne e 64enne si sono ritrovati i due cani addosso nel piazzale della ditta dove lavorano. I due cani, che a quanto pare sono scappati da un giardino della zona, prima hanno assalito uno dei due e poi l’altro collega intervenuto per difendere il primo. Il più giovane ha rimediato un morso a una mano, l’altro a un braccio. Dopo essere stati assistiti, sono stati trasferiti in ambulanza al Pronto soccorso dell’ospedale Mandic di Merate. I medici di guardia li hanno medicati, hanno suturato le ferite con diversi punti di sutura e hanno somministrato a entrambi per sicurezza l’antirabbica, prima di essere dimessi con una prognosi di 10 giorni ciascuno. I due cani invece sono stati trasferiti in un canile in attesa di rintracciare i proprietari, che eventualmente dovranno risarcire i danni. Non è la prima volta che a Verderio si verificano episodi analoghi, ad una coppia di anziani sono stati sequestrati due cani di razza corso che continuavano a scappare e aggredire e spaventare i passanti. 



lunedì 26 settembre 2022

MAXI RICOMPENSA DI 20.000 EURO SULL'ASSASSINO DEI CANI DI VERCELLI

VERCELLI (26 settembre 2022) La mattanza continua, altri dieci cani sono stati trovati morti in un furgone parcheggiato in una piazza centrale di Vercelli. Nelle scorse settimane erano già stati dissotterrati nel giardino degli orrori decine di cani e molti altri trovati avvolti in sacchi di plastica vicino a un torrente. Le indagini si erano concentrate su un uomo di 47 anni ma pare che lo stesso non sia il diretto responsabile di quelle uccisioni che a quanto pare continuano senza sosta.  Su questa vicenda interviene l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA che chiede indagini a tutto campo non escludendo nessuna pista, da quella del sadico maniaco a quella dei riti esoterici o satanici. L'AIDAA inoltre ha annunciato l'istituzione di una maxi ricompensa di 20.000 euro che sarà pagata a chi con la sua denuncia formale alle autorità sarà decisivo nell'individuazione e poi con la sua testimonianza porterà il crimale o i criminali alla condanna definitiva.


LA NOTIZIA

https://tgvercelli.it/allucinante-furgone-dieci-cani-morti-scoperto-ieri-piazza-battisti/

ALTRI DIECI CANI MORTI TROVATI IN UN FURGONE A VERCELLI

 Di nuovo cani morti, una decina, sono stati ritrovati ieri in un furgone posteggiato in piazza Cesare Battisti. Sono stati alcuni passanti a dare l’allarme, a causa dell’odore intollerabile. Sono intervenuti carabinieri e vigili urbani e la scoperta è stata scioccante.

Sembra che il fatto, su cui ovviamente stanno indagando gli inquirenti, possa essere strettamente legato a quello scoperto poco tempi fa in viale Aeronautica, quando nel cortile di una casa privata, proprio fronte alla Santa Rita, erano stati ritrovati i corpi di altri animali, ed era stato denunciato un uomo di 47 anni: non sarebbe lui a uccidere i cani, ma l’uomo, a quanto pare, provvederebbe a smaltire i corpi di animali già morti. Ed evidentemente la denuncia precedente non ha fermato la macabra attività.



SCIACCA. NEL 2022 ADOTTATI OLTRE 200 CANI

 I dati riguardanti il randagismo adesso riferiscono di una situazione nettamente migliorata rispetto al passato con un minor numero di animali rispetto presenti nelle due strutture convenzionate con il Comune di Sciacca. Complessivamente, circa 180 i cani che si trovano in queste strutture «e si tratta in larga parte di cani adulti – dice il direttore dell’ambulatorio veterinario di Sciacca, Gino Raso – parte dei quali ormai non possono essere immessi sul territorio e per i quali si spera sempre in un’adozione». Sono aumentate rispetto allo scorso anno anche le sterilizzazioni, una cinquantina nei primi nove mesi dell’anno. Resta il problema dei cani vaganti sul territorio che sono almeno 300 secondo gli ultimi dati forniti dal servizio veterinario.

L’assessore comunale Agnese Sinagra, che si occupa anche di randagismo, lavora a un progetto che conta di perfezionare già nel prossimo mese di ottobre durante un incontro con gli uffici del Comune, l’Asp e la Polizia municipale. «L’incontro con tutte le componenti – dice l’assessore – punta avviare un’organizzazione interna che in questo momento ha probabilmente anche dei problemi di comunicazione. Bisogna potenziare i controlli sul territorio e questo anche alla luce della nuova legge regionale sul randagismo. C’è una scelta di fondo del legislatore che individua nel comune un attore principale. Bisogna effettuare un maggiore controllo del territorio, ma anche una maggiore azione sanzionatoria per gli abbandoni. Ci sono anche difficoltà da parte del comune che riguardano il personale e le attrezzature. Bisogna riorganizzare il servizio. In una seconda fase, dopo avere riorganizzato, vogliamo coinvolgere anche le associazioni animaliste che sono molto solerti».

Nelle scorse settimane l’associazione Balzoo ha lanciato #TurismoRandagio che ha portato a Sciacca a tre adozioni di cani randagi adulti in pochi giorni da parte di altrettanti turisti. I cani erano ospitati nelle strutture convenzionate con il Comune di Sciacca e l’ultima adozione è stata quella di Jennifer, una cane di 13 mesi che è stato scelto da Alberto Corazza ed Elisabetta De Feo e che ha trovato una nuova casa a Belluno. Adriana Montalbano, a capo dell’associaizone Balzoo, è pienamente soddisfatta di come sta procedendo con le adozioni e snocciola numeri davvero interessanti per una realtà come Sciacca e per l’interno territorio nel quale opera.

Adriana Montalbano adesso guarda avanti: «Gli adottanti svolgono un ruolo importante – dice - perché vedono come lavoriamo e quello che facciamo. Si può alzare notevolmente il numero delle adozioni». Aumentare il numero delle adozioni, ridurre quello dei cani che si trovano nelle strutture convenzionate può ridurre notevolmente anche i costi a carico del Comune di Sciacca che superano le 300 mila euro all’anno. «Bisogna fare in modo che tutti proprietari di animali – dice il veterinario Mariagrazia Costa - che non sono destinati alla riproduzione vengano sterilizzati. Altra cosa fondamentale – aggiunge - è microcippare l’animale».



ASCOLI. TROVATI DECINE DI CANI DA TARTUFO INTESTATI AI MORTI

 ASCOLI - Cani da tartufo intestati a persone decedute da anni, catene non regolamentari, strutture irregolari e non idonee al benessere degli animali, ma anche cani senza microchip. Si è conclusa in queste ore l'operazione “Diana”  iniziata a settembre in seguito ad una segnalazione pervenuta al numero verde di emergenza ambientale 1515. Le attività investigative condotte dai militari della stazione Carabinieri forestale di Comunanza in provincia di Ascoli hanno portato alla luce numerose violazioni di legge che hanno comportato la contestazione e la notifica di ben 15 sanzioni amministrative per un ammontare totale di svariate migliaia di euro.

Operazione Diana, nei guai 8 persone

In totale sono state identificate e sanzionate 8 persone. I militari hanno accertato diverse violazioni di legge che hanno riguardato diversi settori della normativa: si va dalla detenzione di cani privi di microchip al mancato trasferimento di proprietà degli animali (procedura che è obbligatoria) fino alla detenzione dei cani in luoghi non idonei al loro stato di benessere, in violazione al Regolamento Regionale del 13 novembre 2001.



fonte corriere adriatico

sabato 24 settembre 2022

IL PAPA AD ASSISI. GLI ANIMALISTI PREGANO PERCHE' IMPARI AMORE PER ANIMALI

ASSISI (24 SETTEMBRE 2022) Papa Francesco è giunto questa mattina ad Assisi patria del santo che parlava con il lupo e con gli animali del bosco, in questa occasione la visita del papa nella città di San Francesco parlerà ai giovani di economia e in particolare di economia di pace, ma l'occasione non è sfuggita agli animalisti che chiedono al Papa un cambio di posizione in merito al suo rapporto con gli animali e che una volta per tutte venga messa la parola fine alla questione più volte sollevata da Papa Francesco in merito alla contrapposizione tra le famiglie che hanno cani e gatti e la riduzione delle nascite, che smetta di benedire i circhi e una volta per tutte riconosca che anche gli animali hanno un anima e non sono oggetti a disposizione dell'uomo ma vite sacre, come quella dell'uomo da tutelare sempre e comunque. Gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA hanno rilasciato una nota  stampa molto breve ed altrettanto esplicita "Preghiamo perchè la visita del papa nella terra di Francesco, il santo, possa essere un occasione di riflessione del rapporto della chiesa con gli animali. Insomma- concludono gli animalisti- preghiamo perchè Papa Framcesco impari ad amare anche gli animali".



IL CONIGLIO. ANIMALE DI AFFEZIONE MA ANCHE DA REDDITO...

Oggi è la giornata mondiale del coniglio, animale presente molto spesso nelle nostre case come compagno di vita, animale di affezione al pari di cani e gatti, ma praticamente per lui non è previsto lo status di animali di affezione ed infatti la maggioranza dei conigli è allevata a scopo alimentare e le condizioni dei loro allevamenti in batteria non sono molto diversi dagli allevamenti intesivi dei polli e di altri animali. Del coniglio però si parla molto meno, cosa a cui cercheremo di rimediare gia dai prossimi giorni. Come AIDAA ci battiamo perchè anche per questo animale oramai entrato nelle case degli italiani si possa arrivare un giorno non molto lontano allo status di animale di affezione con tutti i diritti che ne conseguono.




IN LOMBARDIA VIA LIBERA ALLA MATTANZA DEI CINGHIALI

 MILANO (24 SETTEMBRE 2022) - la prima mazzata è arrivata dalla Lombardia, che ha ricevuto il via libera da parte del ministero della Salute alla richiesta di un allargamento della caccia ai cinghiali “con l’utilizzo di cani da seguita nel periodo dal primo ottobre 2022 al 31 gennaio 2023 in attuazione di quanto previsto dall’art. 18 comma 2 della legge 157/1992”. Una scelta che apre a un maggior numero di capi abbattuti.  Dura la reazione degli animalisti di AIDAA. "Non è questa la strada è oramai dimostrato che gli abbattimenti selettivi non riducono il numero dei cinghiali , unica soluzione la sterilizzazione di massa".



ROMPE I DENTI A MOGLIE E CANE. CONDANNATO A TRE ANNI DI GALERA

 Ennesima vicenda di maltrattamenti trattata dal tribunale di Rimini. Ennesimo Codice rosso concluso con la condanna dell’ex compagno a 3 anni di reclusione, 20mila euro di risarcimento danni e pagamento delle spese processuali. Condanna decisa dal giudice Angelo Falaschetti che ha trovato puntualmente rispondenti ai fatti le prove consegnate in aula dalla Vpo Alessandra Bagnaresi. Una vicenda che però è ancora lontana dal vedere la parola fine. Oltre al presumibile ricorso in appello, infatti, il condannato ha intentato diverse cause per avere l’affidamento esclusivo del figlio. Un bambino costretto a vivere con la mamma per due anni in una casa protetta dove i due si erano potuti rifugiare dopo aver chiesto aiuto all’associazione “Rompi il silenzio”. Una casa sicura fino a quando un provvedimento del tribunale dei Minorenni di Bologna non ha concesso al padre di poter incontrare il ragazzino. Svelato il nascondiglio, il bambino, come riferito dalla mamma, ha cercato più e più volte, inutilmente, di sottrarsi alla sua forzata compagnia.

L’ennesimo calvario dell’ennesima donna vittima della brutalità dell’uomo che diceva di amarla, è venuto alla luce nel dicembre del 2017 quando fu costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso: il 48enne originario della Puglia, di professione albergatore, con un pugno le aveva fratturato la nona, la decima costola e la quinta falange della mano destra. A pugni le aveva rotto altre due costole già 10 anni prima. I sanitari, capita l’origine delle ferite, hanno subito avvertito la polizia. La donna ha così raccolto le forze e si è decisa a raccontava la vita d’inferno vissuta da ben 11 anni. Una vita fatta di insulti e minacce di morte pressoché quotidiane, cui più volte sono state fatte seguito violentissime aggressioni fisiche. La prima datata luglio 2006, quando fu ricoperta di calci e pugni anche alla testa. Il suo aggressore voleva prenderle il telefono cellulare e controllare con chi aveva parlato. Da sempre, infatti, l’uomo ha manifestato una gelosia ossessiva. A fare le spese della sua violenza anche il cane di famiglia cui in diverse occasioni ha rotto a bastonate i denti. A lei, invece, l’apparecchio in bocca l’ha spaccato stringendole con forza a mo’ di tenaglia le guance. Un padre padrone che in almeno un paio di occasioni, ha raccontato la signora che nell’avvocato Morena Ripa ha trovato una delle sue ancore di salvezza, è stata costretta a soddisfare nonostante i rifiuti i suoi desideri sessuali. Una vita d’inferno vista in presa diretta fino al compimento dell’ottavo compleanno davanti dal figlio. Poi la ribellione contro cui oltre al padre si sono uniti anche i nonni materni. L’albergatore è difeso di fiducia dall’avvocato Gianmaria Gasperoni.



venerdì 23 settembre 2022

5 LUPI TROVATI MORTI SULLA FERROVIA IN VAL BORMIDA

 SAVONA (23 SETTEMBRE) Nella mattinata di ieri 5 Lupi sono stati trovati morti sui binari della ferrovia nelle vicinanze della stazione di Altare in Val Bormida in provincia di Savona, sul posto sono intervenuti i veterinari ed i tecnici dell'ASL Savonese che hanno recuperato le carcasse per poi affidarle ai tecnici dell'Istituto di Zooprofilassi per le autopsie e le analisi che chiariranno le cause del decesso. Nel frattempo l'AIDAA Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente ha annunciato che per la giornata di lunedi invierà un esposto alla procura di Savona per chiedere di fare luce su questo atroce episodio.



IL CUCCIOLO DI CINGHIALE ALLA MAGGIOLINA E' MORTO PER COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO. ANIMALISTI AIDAA IN PROCURA

 LA SPEZIA (23 Settembre 2022) - L'ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA ha deciso di presentare un esposto alla procura della repubblica di La Spezia per chiedere che venga fatta chiarezza sulle responsabilità della morte del cucciolo di cinghiale avvenuta nei giorni scorsi durante il trasferimento dei cinghiali presenti nel parco della Maggiolina a La Spezia, durante quelle operazioni infatti un cucciolo perse la vita. "In queste ore sono arrivati i referti dell'autopsia sul corpo del cucciolo di cinghiale morto durante le operazioni di trasferimento dal parco pubblico nel quartiere di Mazzetta a La Spezia ad un area di Riccò del Golfo. E il risultato dell'autopsia dice che il cucciolo è morto per collasso cardiocircolatorio. Per questo - scrivono gli animalisti di AIDAA- riteniamo doverose le indagini che mettano nero su bianco le eventuali responsabilità senza guardare in faccia a nessuno, chi ha sbagliato deve rispondere del proprio errore davanti alla legge, errore che è costato la vita al cucciolo. Per quanto attiene alle polemiche ed ai rimpalli di responsabilità su quanto è avvenuto ripetiamo- conclude il comunicato animalista- che anche a noi alcune scelte non ci avevano convinto fin dall'inizio sui metodi di trasferimento, ma lasciamo che siano le indagini a stabilirne le responsabilità".



CAGLIARI. ORE DI APPRENSIONE PER DUE CANI INTRAPPOLATI NEI RUDERI DI SANTA CHIARA

 Due cani abbandonati sono intrappolati dentro i ruderi della chiesa di Santa Chiara a Cagliari. La segnalazione arriva da un lettore di Cagliaripad. I due animali non possono uscire e stanno morendo di fame e sete.

Stamattina ho parlato con il direttore del giornale CAGLIARI PAD che ha ricevuto la segnalazione e mi ha detto che sta aspettando gli aggiornamenti dei pompieri che in giornata dovrebbero scendere per recuperare i cani e scoprire da dove sono entrati per evitare che in futuro possa succedere ancora. vi aggiorno man mano.



ANCHE I LUPI POSSONO AFFEZIONARSI AGLI UMANI

 Anche i lupi, proprio come i cani, possono affezionarsi agli esseri umani: questa abilità, quindi, non sarebbe emersa dopo il processo di domesticazione avvenuto oltre 15mila anni fa, come ipotizzato, ma era già presente prima di quel momento.

Lo afferma uno studio dell’Università svedese di Stoccolma pubblicato sulla rivista Ecology and Evolution: anche i lupi che hanno preso parte al test hanno manifestato attaccamento verso le persone che gli erano più familiari, mostrando inoltre un livello maggiore di stress quando si trovavano in compagnia di estranei.

I ricercatori, guidati da Christina Hansen Wheat, hanno allevato 10 cuccioli di lupo e 12 di cane dall'età di 10 giorni, sottoponendoli poi a vari test comportamentali, specificamente progettati per valutare i comportamenti di attaccamento affettivo nei canidi (la famiglia che comprende lupi e cani). Durante queste prove, i lupi di 23 settimane hanno spontaneamente mostrato di preferire le persone familiari agli estranei, proprio come hanno fatto i cani, mettendo in atto anche comportamenti che dimostravano il loro affetto.

Inoltre, la presenza di esseri umani a loro familiari fungeva anche da ‘moderatore’ dello stress per i lupi, che durante i test hanno mostrato di essere molto più inquieti rispetto ai loro parenti.

“Grazie anche a studi precedenti che hanno fornito importanti contributi alla questione, penso che ora sia giusto sostenere l'idea che nei lupi esiste un comportamento di attaccamento diretto verso l'uomo”, commenta Hansen Wheat, “e che variazioni in questo comportamento potrebbero essere state un potenziale bersaglio per le prime pressioni selettive esercitate durante l'addomesticamento del cane”.