domenica 23 settembre 2018

BRESCIA. CACCIATORE MUORE DI INFARTO

Si è accasciato davanti ai propri compagni di doppietta. Un improvviso dolore al petto lo ha colpito mentre di buon mattino si stava preparando alla sua battuta di caccia tra i boschi di Bovegno. È morto così Fausto Angelo Taboni, 68enne originario di Bovegno ma residente con la famiglia a Sarezzo. DOVEVA ESSERE una mattinata di svago e in compagnia, si è trasformata in tragedia. Non erano nemmeno le 7 a Fassole, frazione di Bovegno. Taboni ha prima accusato il malore, poi si è accasciato a terra. A chiamare i soccorsi è stato un amico della vittima, che in un primo momento avrebbe anche cercato di eseguire la rianimazione del 68enne. Nulla da fare. All'arrivo dell'elisoccorso i medici non hanno tentato il possibile, ma alla fine si sono dovuti arrendere. Taboni è morto per un arresto cardiaco. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco e i carabinieri di Collio per le formalità di rito. La salma del 68enne è stata restituita ai familiari per i funerali. 

TAMPONAMENTO SULLA 106. MORTI I QUATTRO CANI

Non è morto solo il cacciatore nell'incidente avvenuto all'alba di oggi sulla statale 106 nel territorio comunale di Belcastro in provincia di Catanzaro. Nell'incidente hanno perso la vita anche i quattro cani che si trovavano nei trasportini e che sono morti sul colpo nell'impatto tra Citroex Saxo su cui viaggiava il cacciatore, un cacciatore di Catanzaro ed una Audi 4 station vagon. Purtroppo anche i quattro cani che stavano accompagnando l'uomo nella battuta di caccia sono morti e vanno a incrementare il numero di vittime innocenti di questa barbarie chiamata caccia. Che i quattro martiri pelosi della follia umana possano trovare pace eterna sul ponte dell'arcobaleno.

CACCIATORE PRESO A FUCILATE NEL BRESCIANO

(ANSA) - BRESCIA, 23 SET - Un uomo di 58 anni è rimasto ferito da un colpo di fucile durante una battuta di caccia a Leno, nel Bresciano. Il colpo sarebbe partito accidentalmente e ha raggiunto il cacciatore mentre era in compagnia di altri amici. Trasportato con l'elisoccorso agli Spedali civili di Brescia, le sue condizioni sono ritenute non gravi. Sarebbe rimasto ferito solo in modo superficiale a gambe e torace.

TAMPONAMENTO SULLA 106. MUORE UN CACCIATORE

BELCASTRO (CATANZARO) - Un uomo è morto, insieme ai suoi quattro cani, in un incidente stradale avvenuto all’alba di oggi sulla strada statale 106, nel territorio di località Fieri di Belcastro, nel Catanzarese, subito dopo l'abitato di Botricello, in direzione Crotone. La vittima è Giuseppe Ponessa, 69 anni, di Catanzaro, noto allevatore di cani.
incidente mortale fieri di belcastro
L’auto sulla quale viaggiava, una Citroen Saxo, è stata violentemente tamponata da un’Audi A4 Station Wagon su cui viaggiavano due giovani di 34 anni, residenti a Petilia Policastro, nel Crotonese, rimasti feriti e trasportati nell’ospedale di Catanzaro.
La dinamica dell’incidente non è chiara, ma i primi rilievi svolti dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina evidenzierebbero che l’Audi abbia violentemente tamponato la Citroen. La vittima era un cacciatore che, insieme ai suoi cani che viaggiavano negli appositi trasportini, si stava recando ad una battuta di caccia. Disagi per la circolazione stradale, con il transito limitato ad un unico senso di marcia alternato.
Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco per la messa in sicurezza delle autovetture e l'estrazione del cadavere rimasto incastrato nelle lamiere, oltre al personale Anas. 

CACCIATORE FERITO. LO SPARATORE: "MIRAVO AL FAGIANO"

FILOTTRANO – Aveva sentito un fruscio, un rumore che ha scambiato per un animale da cacciare, invece era il suo compagno di caccia raggiunto in pieno da una scarica di pallini. La corsa in ospedale è stata immediata. L’uomo, 57enne di Filottrano, ne avrà per 40 giorni di prognosi. Poteva tramutarsi in tragedia quello che è accaduto stamattina alle 10 nelle campagne di Montoro di Filottrano al confine con Osimo. A salvare il 57enne il fatto che i pallini fossero stati esplosi a debita distanza dalla sua persona: sarebbe stata la ricaduta di quei proiettili a colpirlo, a velocità più che dimezzata.
Sul posto è intervenuto il 118 con l’eliambulanza e l’ambulanza infermieristica di Filottrano. A ricostruire l’accaduto anche i carabinieri della stazione locale che hanno da subito escluso ogni intento da parte del cacciatore che ha colpito l’altro, di fargli del male di proposito. Il quadro però non è buono nemmeno per il cacciatore “in salute” che adesso rischia la denuncia per lesioni colpose.


BOCCONI AVVELENATI A VICENZA. MORTO UN CANE. DUE SALVI PER MIRACOLO

VICENZA - Mani ignote e criminali in settimana hanno gettato nella stassa mattinata in via della Rotonda delle esche avvelenate nei giardini di due abitazioni allo scopo di uccidere i cani di casa. Dissidi tra vicini? Il mistero è fitto. Il bilancio è pesante: in un’abitazione un meticcio di 9 anni è morto tra gli spasmi e un altro meticcio, pure di 9 anni, trasportato dai padroni dal veterinario è stato salvato in extremis. In una seconda abitazione un Jack Russel di 10 anni in preda agli spasmi si è salvato perché la proprietaria l’ha fatto vomitare mettendogli una mano in bocca per portarlo dal veterinario privo di conoscenza: si è ripreso dopo una lavanda gastrica. I proprietari hanno presentato ai carabinieri denuncia contro ignoti, senza formulare sospetti.

PESCA ABUSIVA. BECCATA RETE CON 70 PESCI MORTI A PIONA

Bracconieri in azione: beccata una rete abusiva con oltre 70 pesci morti. A denunciare pubblicamente l’accaduto è il consigliere provinciale Stefano Simonetti che è anche  guardia pesca provinciale.  Il ritrovamento è stato fatto a Colico e precisamente nel laghetto di Piona.

Lotta aperta contro i bracconieri

“Recuperata una rete da pesca professionale, senza gavitello di segnalazione, nel Lago di Piona, nelle acque convenzionate della FIPSAS Lecco con 73 pesci” spiega Simonetti. “Intensificheremo la vigilanza contro il bracconaggio ittico nel nostro Lago. Nelle acque di proprietà della FIPSAS nel Lago di Como, ramo di Lecco, la pesca professionale é severamente vietata.  I bracconieri “professionali” sono avvisati”.

sabato 22 settembre 2018

LASCIA IL FUCILE IN AUTO. DENUNCIATO CACCIATORE

BIBBIANO. Lascia incustodito il fucile in auto. Un cacciatore finisce denunciato dai carabinieri. L’accusa è omessa custodia di armi. A finire nei guai è un 50enne, abitante nella provincia di Parma. I carabinieri di Quattro Castella gli hanno sequestrato l’arma.
 
A notare il fuoristrada fermo, con il finestrino aperto e con all’interno, posato sui sedili posteriori, un fucile calibro 12, è stato un passante che subito ha dato allarme al 112. L’operatore in servizio alla centrale operativa del comando provinciale di Reggio Emilia ha inviato sul posto una pattuglia dei carabinieri della stazione di Quattro Castella per gli accertamenti di competenza. 
 
I militari giunti sul posto hanno effettivamente rinvenuto l’arma all’interno di un auto risultata essere di proprietà di un cacciatore che si era allontanato per far fare una sgambata al cane. Una condotta contraria alle norme che regolano le disposizioni in materia di custodia delle armi. Il cacciatore, un 50enne residente in provincia di Parma, è stato dunque denunciato con l’accusa di omessa custodia di armi. 
 
Il fucile lasciato incustodito, è stato sequestrato dai carabinieri che al riguardo segnaleranno l’accaduto anche alla Prefettura di Reggio Emilia, per l’eventuale adozione di un provvedimento di divieto di armi e munizioni secondo quanto prevede la norma (art. 39 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).
 
È accaduto l’altra mattina, poco dopo le 9, lungo la strada che dalla frazione Ghiardo porta a Bibbiano in località Barco. Un passante ha notato il fuoristrada con
all’interno, sui sedili posteriori, un fucile e il finestrino abbassato. Prima che l’arma potesse finire in mani sbagliate l’uomo ha subito chiamato i carabinieri che, per prima cosa, hanno preso in carico l’arma, poi sequestrata. Poi l’epilogo con la denuncia nei confronti del cacciatore.

CACCIA. SPARA ALLA LEPRE. MA FERISCE TRE BRACCIANTI

Faenza, 22 settembre 2018 - Ha sparato a un animale che ha intravisto nella fitta vegetazione, probabilmente una lepre. I pallini hanno però finito per colpire tre braccianti in quel momento al lavoro. Un incidente di caccia quello accaduto giovedì mattina nelle campagne faentine che da una parte è costato la denuncia a piede libero a un cacciatore ultrasessantenne residente nella Repubblica di San Marino. E dall’altra un passaggio in pronto soccorso a tre braccianti impiegati nella raccolta del kiwi. Si tratta di un 40enne di Castel San Pietro Terme, di una 44enne di Fontanelice e di un 49enne di Imola. Tra di loro c’è chi si è ritrovato i pallini conficcati nelle gambe (poi estratti dai medici) e chi con ferite alle braccia o alla testa per prognosi iniziali che vanno da un paio di giorni a una settimana.
L’incidente si è verificato a metà mattinata quando, durante una battuta venatoria, il cacciatore sospettato, avrebbe esploso un paio di colpi all’indirizzo dell’animale, investendo però i tre lavoratori indaffarati a poca distanza tra gli alberi. L’uomo probabilmente non si è accorto del tiro maldestro: tanto che quando i tre gli sono andati incontro per lamentarsi, sono seguiti momenti di tensione tanto più che l’ultrasessantenne reggeva in mano ancora la doppietta. In seguito i carabinieri della Stazione di Borgo Urbecco hanno identificato tutti i presenti avviando le necessarie verifiche.

venerdì 21 settembre 2018

DOPO DUE ANNI TORNA A CASA LA CHIHUAHUA CHERRY

DOPO DUE ANNI TORNA A CASA LA CHIHUAHUA CHERRY
Monza (21 settembre 2018) Era stata rubata il 17 dicembre del 2016 durante un furto nella casa della sua proprietaria Laura C. in un paese della brianza a pochi chilometri da Monza. Cherry una chihuahua anziana è stata ritrovata oggi dopo 21 mesi abbandonata nelle vicinanze di un canile della zona del RHODENSE-GROANE (non possiamo essere più precisi per ragioni di indagini sul suo rapimento a pochi giorni (e pochi chilometri)  dall'irruzione della polizia nel campo nomadi di via Bisbino a Baranzate dove era stato ritrovato anche un'altro chihuahua rapito in provincia di Bergamo tre anni fa. Laura in questi mesi non aveva mai smesso di cercare e di sperare di ritrovare la sua cagnolina, era arrivata ad offrire una ricompensa di 2000 euro a chiunque l'avesse aiutata a ritrovare Cherry, ad Aprile aveva girato un video insieme al presidente di AIDAA Lorenzo Croce che aveva ricevuto decine di migliaia di visualizzazioni e di condivisioni e dopo 21 mesi si è avverato il miracolo. "In questi giorni ci siamo sentiti spesso con Laura dopo il ritrovamento dell'altro cagnolino nel campo nomadi- ci dice Lorenzo Croce presidente AIDAA- e oggi quando ho ricevuto la chiamata di Laura non ho potuto far altro che lanciare un urlo liberatorio, in questi mesi siamo stati in costante contatto, ma il merito vero va a lei che non ha mai disperato di ritrovare la sua Cherry e ora tutta la rete gioisce con lei che ha riportato a casa la sua amata cagnolina".

IN ITALIA UN CANE RAPITO OGNI 15 MINUTI. SERVE LA POLIZIA DEGLI ANIMALI

Milano (21 settembre 2018) Non è vero che i cani rapiti non vengono ritrovati, l'altro ieri è stata ritrovata in un campo nomadi alle porte di Milano una Chihuahua rapita a Bergamo tre anni fà, oggi è stata ritrovata Cherry una Chihuahua di quasi dieci anni di cui ci eravamo occupati anche noi, anche lei rapita durante un furto in casa di Laura la sua padrona e ora ritrovata in un canile del milanese (non molto lontano dal  campo nomadi dove è stata ritrovata la prima). Ma sono altri i casi di cani rapiti e ritrovati a distanza di mesi, anzi di anni dalla loro scomparsa. In Italia sono circa 25.000 i cani di razza rubati in particolari cani di piccola razza di questi meno del 10% ritrovano la strada di casa entro un'anno e vi sono poi i casi come quelli di questi giorni quando da un campo nomadi saltano fuori cani rapiti da due o tre anni ritrovati grazie alla lettura del microchip dopo le irruzioni della polizia. Da qui la proposta di AIDAA al ministro dell'interno SALVINI di istituire la polizia degli animali che affiancando le forze di polizia faccia irruzione in tutti i campi nomadi riconosciuti o abusivi con lo scopo di controllare tutti i cani che vi sono presenti e poter cosi restituire ai legittimi proprietari quelli eventualmente detenuti abusivamente. "Il mercato dei cani di razza in particolare di piccola taglia rapiti è fiorente, ma allo stesso tempo poco conosciuto- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- in quanto spesso le denunce vengono accantonate, ci sono poi casi come questi dove i cani vengono trovati nei campi nomadi o riappaiono come per miracolo dopo anni e per questo noi crediamo che sia necessario istituire un corpo specifico della polizia di stato che si occupi della tutela degli animali, sono certo e senza tema di smentita che almeno la metà degli animali di razza presenti in questi campi sono di origine furtiva, e con questo serve anche aumentare notevolmente le pene e avere la certezza che vengano scontate fino all'ultimo minuto,non solo per i maltrattamenti di animali, ma anche per i furti degli stessi".
cherry la cagnolina rapita due anni fa e ora ritrovata abbandonata nelle vicinanze di un canile

CACCIATORE SI FERISCE IN RISERVA

Stava riponendo in auto l'attrezzatura, a seguito di una battuta di caccia a Montecarotto, in una riserva, quando è stato sfiorato da un pallino sparato da un altro cacciatore.

A rimanere ferito un 60enne di Ostra Vetere. L'incidente è avvenuto mercoledì intorno alle 19. Le grida di dolore del ferito hanno richiamato l'attenzione dell'uomo che ha sparato, un 48enne di Serra San Quirico che si è avvicinato per assicurarsi delle condizioni del 60enne.
L'uomo è poi rientrato verso casa, ma considerato il persistere del dolore all'occhio si è recato al pronto soccorso dal quale, dopo gli accertamenti, è stato dimesso con una prognosi di 5 giorni. Nessuna denuncia, ma i carabinieri hanno informato la Questura dell’accaduto.

ECCO COSA ABBIAMO TROVATO IN PIAZZA FIRENZE

Abbiamo parlato spesso dell'immondizia che si nascondeva nei ccespugli di piazza Firenze, ora dopo la loro potatura l'immondizia è venuta a galla. Ora si passa alla pulizia completa.


FA' RUMORE (E TERRORE) IL NOSTRO ESPOSTO SUL PRESUNTO ATTACCO DEI LUPI A SIENA

Siena (21 settembre 2018) "Non riusciamo a capire perchè il nostro semplice esposto abbia scatenato tutto questo pandemonio, alla fine chiediamo che la procura verifichi come sono andate le cose in un caso specifico denunciato come attacco dei lupi a un allevamento- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- abbiamo solo chiesto che vengano mostrati i referti dei morsi sulle pecore per verificare che siano stati davvero i lupi e che mostrino i certificati di smaltimento delle carcasse delle settanta pecore se tutto questo ha scomodato addirittura il capogruppo di Forza Italia in regione Toscana ci chiediamo quale sia la reale questione posta da Marchetti. Noi-continua Croce- abbiamo solo messo in evidenza una questione che va chiarita sono stati i lupi o no a uccidere le pecore dell'azienda? L'azienda era in regola con la legge? Le pecore sono state smaltite secondo legge? Queste domande vengono eluse da un fiume di parole anche se cogliamo positivamente da parte del capogruppo dei berlusconiani un atteggiamento molto interessante in merito alla cattura e sterlizzazione dei cani ibridi, e ora ci auguriamo che in sede di bilancio il suo partito presenti una proposta concreta per trovare i soldi ed i mezzi per sterlizzare queste miglaia di cani, che non dimentichiamolo sono incroci tra i maremmani abbandonati proprio dagli allevatori ed i lupi". Il presidente AIDAA infine ricorda: "Se presentiamo denunce è perchè ci sono dei reati, ci sarebbe piaciuto sentire le parole di condanna di Marchetti anche contro chi ha impiccato ad esempio i due lupi a Radicofani ma in quel caso mi pare ci sia stato da parte di questo illustre signore il silenzio assordante".

l'esposto aidaa
http://aidaa-animaliambiente.blogspot.com/2018/09/siena-troppi-dubbi-sullattacco-lupi.html

giovedì 20 settembre 2018

DUE BRACCONIERI BECCATI DAI FORESTALI IN SARDEGNA

Due bracconieri sono stati sorpresi dalla forestale del Sulcis, nel Parco regionale di Gutturu Mannu (Cagliari, zona Tintioni), armati di fucile a pallettoni durante la notte, in un periodo in cui la caccia è proibita. Si tratta di un 52enne di Teulada e di un 58enne: entrambi sono stati denunciati dagli agenti. Nell'operazione la Forestale ha sequestrato un fucile calibro 12 appartenente al 52enne. Il 58enne, invece, aveva il compito di controllare il traffico di cinghiali e cervi che popolano la zona, avvisando l'amico. Rischiano fino a un anno di reclusione e un'ammenda di 1500 euro.

AVVISTATA L'ORSA PEPPA CON I CUCCIOLI A ROCCAPIA


(ANSA) - ROCCAPIA (L'AQUILA), 19 SET - L'orsa Peppina con i suoi tre cuccioli al seguito continua a visitare le strade della Valle Peligna e dell'Alto Sangro. Dopo aver fatto irruzione nei pollai alle porte di Sulmona e di Pettorano sul Gizio, ieri il plantigrado con tanto di prole al seguito è stato filmato e avvistato a Rocca Pia. Nell'era 2.0 nel giro di pochi minuti il video è finito su Facebook scatenando una valanga di commenti.
    Per l'autore del filmato, che ha avvistato l'orso, non è stata una serata del tutto tranquilla a giudicare dal suo respiro affannoso come si evince dall'audio di fondo del video, ma per gli altri residenti è stata sicuramente una novità. Non si ha la piena certezza che si tratti di Peppina con i suoi tre cuccioli, ma la scena è la stessa che si è presentata davanti agli occhi degli automobilisti nelle scorse settimane. Nel territorio comunale di Rocca Pia non si sono registrati danni a pollai. La scorsa settimana i quattro plantigradi sono stati avvistati ad Ateleta.

SIENA. TROPPI DUBBI SULL'ATTACCO LUPI. AIDAA IN PROCURA

Siena (20 SETTEMBRE 2018) - Inviato alla procura della repubblica di Siena l'esposto firmato dal presidente AIDAA Lorenzo Croce in relazione al presunto attacco dei lupi denunciato da Coldiretti presso l'azienda Agricola di Monteroni d'Arbia. Nell'esposto (allegato al presente comunicato) AIDAA dopo aver ricostruito quanto dichiarato da COLDIRETTI chiede alla procura di verificare "se sia provato che ad attaccare siano stati i lupi"ma anche di verificare se nell'azienda esiste un servizio di sorveglianza o video sorveglianza delle greggi, se vi sono le recinzioni e i cani pastore cosi come previsto dal vigente piano nazionale lupi, ma nell'esposto si chiede anche di verificare la presenza di tutti certificati di smaltimento dei singoli capi di pecora sbranati e feriti di cui è stato poi disposto l'abbattimento e di verificare se non vi sia stata qualche macellazione a scopo vendita della carne delle pecore "aggredite dai lupi" e dichiarate tra quelle da smaltire.  AIDAA annuncia anche la presentazione in seconda battuta di una relazione di esperti che evidenziano la quasi impossibilità di attacco dei lupi in branco in stagione estiva."E' il primo esposto in questo senso a livello nazionale- ci dice Lorenzo Croce- ma crediamo sia doveroso per verificare come siano andate le cose, non dimentichiamo che in Toscana è una delle regioni che ha chiesto l'abbattimento preventivo di un certo numero di lupi, e casi come questi anche se non provati possono scatenare una guerra al lupo senza precedenti, per questo chiediamo chiarezza". Sulle accuse di sciacallaggio di Coldiretti nei confronti di AIDAA Croce replica secco: "Noi non siamo fantomatici ne sciacalli, non commento le dichiarazioni volgari di Coldiretti che farebbe bene a guardare in casa proprio prima di accusare altri di sciacallaggio e mi fermo qui per evitare  di alimentare inutili polemiche". 


GENOVA. CACCIATORE FERITO. SALE A 8 IL NUMERO DEI FERITI 3 I MORTI

Serra Riccò (Genova) – Incidente di caccia questa mattina tra i boschi di Serra Riccò, nell’entroterra genovese.
Qui un cacciatore è rimasto ferito colpito sparato da un fucile. Non è ancora chiara la dinamica del ferimento che sarà ricostruita nelle prossime ore.
Il ferito, immediatamente soccorso, è stato trasferito al pronto soccorso dell’ospedale San Martino in codice rosso.

IL TAR SOSPENDE LA CACCIA IN SICILIA

Sospesa la caccia in Sicilia. Il TAR Palermo ha accolto  il ricorso presentato dalle associazioni animaliste contro il calendario venatorio 2018/2019 emanato ad agosto dall’Assessore all’Agricoltura Eddy Bandiera in contrasto con il parere dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Questi punti più importanti sono: l’illegittimità della preapertura del 1 settembre con conseguente chiusura della caccia sino al 1 ottobre per gli uccelli e la piccola selvaggina; l’illegittimità della prosecuzione dell’attività venatoria nel mese di febbraio 2019; la chiusura della caccia la coniglio per l’intera stagione; il valore del parere dell’ISPRA, disatteso immotivatamente dalla Regione.
Il TAR Palermo, nel richiamare la giurisprudenza del Consiglio di Stato sul rispetto del parere dell’ISPRA e per la prima volta anche quella della Corte dei Conti sul danno erariale conseguente all’illegittimo prelievo venatorio di fauna selvatica (patrimonio indisponibile dello Stato), ha inoltre evidenziato la mancanza di dati scientifici aggiornati in base ai quali la Regione avrebbe dovuto disciplinare la caccia in Sicilia.

Le associazioni chiedono all’Assessore Bandiera l’immediata esecuzione della decisione del TAR per evitare ulteriori e irreparabili danni al patrimonio faunistico e l’emanazione di immediate disposizioni ai corpi di polizia e vigilanza per il rispetto dei nuovi divieti. Da domani, infatti, chiunque venisse sorpreso nell’esercizio di attività venatoria ovvero di porto di fucili da caccia sarebbe punibile per il reato di esercizio venatorio in periodo di divieto ai sensi dell’art. 30 della legge n. 157/1992, punito con l'arresto da tre mesi ad un anno o l'ammenda fino a euro 2.582,00 ed il sequestro delle armi e della fauna eventualmente abbattuta.

 

mercoledì 19 settembre 2018

COLDIRETTI SIENA SI INCAZZA PER IL NOSTRO ESPOSTO. SIAMO SULLA STRADA GIUSTA

Coldiretti Siena ha emesso un comunicato dove ci attacca per aver fatto un esposto alla procura di Siena per chiedere chiarezza sulla dinamica dell'attacco dei lupi all'allevamento di pecore. Di cosa hanno paura? Perchè attaccare cosi violentemente? Forse perchè prima degli altri sanno che gli allevatori non sono in regola, noi si va avanti, non abbiamo paura di coldiretti, nella mia veste di consigliere di amministrazione di un consorzio di tutela delle acque della lombardia li ho conosciuti bene questi signori vestiti a festa che vivono uccidendo migliaia di animali e sfruttandoli fino all'osso. Ora ci vedremo in tribunale. Sciacalli sono coloro che sfruttano le situazioni per far soldi alle spalle degli animali e dello stato non certo noi che abbiamo solo espresso un dubbio. 
Lorenzo Croce presidente AIDAA

BAMBINI FERITI E CACCIATORI ULTRANOVANTENNI. COSTA FERMI IL MASSACRO

Roma (19 settembre 2018) Dopo il ferimento di un bambino di otto anni di Cesena colpito alla schiena dai pallini sparati da un cacciatore mentre giocava domenica mattina nel cortile di casa sua, e dopo che un neonato ha a sua volta rischiato di essere preso a fucilate mentre stava a tavola con i genitori in un ristorante l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente chiede al ministro Costa l'immediata sospensione della caccia e l'apertura di un'inchiesta non solo sui fatti avvenuti, ma sulle decine di ragazzini portati dai genitori cacciatori durante le battute di caccia ai quali viene fatto imbracciare il fucile e per verificare con quali criteri siano dati i permessi di caccia a persone sopra gli ottanta e i novantanni, permessi di caccia e porto d'armi che hanno gia causato la morte diretta o indiretta di tre persone una delle quali per un colpo partito mentre puliva il suo fucile pronto a uscire per una battuta di caccia a 92 anni. "Sono diverse le cose sulle quali occorre indagare- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- e chiediamo questo governo lo faccia subito prima che magari che succeda una tragedia con la morte di qualche minorenne".

LUPI ATTACCANO GREGGE NEL SENESE. AIDAA: "POSSIBILE TRUFFA?"

SIENA (19 Settembre 2018) - Il presidente AIDAA Lorenzo Croce ha firmato questa mattina un'esposto diretto alla procura della repubblica di Siena con il quale chiede di verificare come siano andate veramente le cose nell'attacco del branco di lupi all'azienda agricola del podere sant'Anna a Radi frazione del comune di Monteroni dì'Arbia in provincia di Siena. Qui secondo la ricostruzione diffusa dalla Coldiretti locale un branco di lupi avrebbe ucciso o ferito oltre settanta pecore L'ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA nell'esposto chiede di: "verificare attraverso anche la presenza di esperti di fauna selvatica la reale portata e consistenza del presunto attacco di lupi, e di verificare inoltre se questo allevamento rispetta tutti i crismi previsti dalla normativa di tutela delle greggi previste ed imposte dal piano lupi vigente e di verificare se non vi siano gli estremi per il reato di truffa ai danni dello stato per la richiesta di risarcimenti gonfiando ad arte il numero di animali coinvolti per averne un beneficio diretto".

CACCIATORI. SALE A 3 IL NUMERO DEI MORTI

Tragedia all'apertura della stagione venatoria: va a caccia col figlio, si accascia e muore

Era andato a caccia insieme agli amici, si è accasciato al suolo ed è morto. Tragedia per un appassionato della Bassa, che nel primo giorno di apertura della stagione venatoria, ha avuto un malore e non si è più risvegliato. Angelo Berton, 80enne residente a Masi è morto sotto gli occhi impotenti del figlio e di un amico.

L’episodio

Tutto è accaduto verso le 8, quando l’anziano residente in via Carrediana stava setacciando il fondo agricolo di sua proprietà cercando fagiani o lepri. Improvvisamente l’uomo è caduto a terra, gli altri compagni si sono avvicinati per vedere cosa fosse successo e hanno allertato i soccorsi. L’arrivo tempestivo del Suem non è servito: i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Sul posto anche i carabinieri delle stazioni di Castelbaldo e di Casale di Scodosia. La stagione della caccia è iniziata proprio domenica e continuerà fino al 10 febbraio, le doppiette venete sono poco più di 46mila, ci cui quasi 5.800 attivi a Padova.



LUPI ATTACCANO UN GREGGE DI PECORE. MA GLI AGRICOLTORI CI MARCIANO

SIENA - 'Attacco' di un branco di lupi in un'azienda agricola del Senese: 70 gli ovini colpiti, tra quelli uccisi dagli animali e quelli feriti gravemente per i quali i veterinari hanno disposto l'abbattimento. E' accaduto la notte scorsa a Radi, frazione del comune di Monteroni d'Arbia, al Podere Sant'Anna, impresa con circa 500 pecore e un caseificio con filiera biologica. Ovviamente subito è partito il tam tam degli allevatori che ritengono si debbano abbattere i lupi, ovviamente nessuno ha messo in evidenza le carenze nella cura delle greggi da parte di questo "imprenditore" e nessuno ha dato evidenza al fatto che per uccidere o ferire settanta pecore i lupi in azione dovrebbero essere un numero superiore rispetto a quelli che sono censtiti in tutta la Toscana. 

martedì 18 settembre 2018

VERDE: PIAZZA FIRENZE SI RIFA' IL LOOK

MILANO (18 settembre 2018) - Sono iniziati ieri e stanno continuando nella giornata di oggi i lavori di potatura e pulizia dei giardini di piazza Firenze a Milano, dove da alcune settimane i residenti insieme all'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA avevano raccolto firme per chiedere la potatura dei giardinetti e la loro pulizia specialmente nelle aiuole dove anche a causa dei bivacchi notturni le essenze erano diventate di fatto dei ricettacoli di sporcizia ma sopratutto a causa dell'altezza dei rovi che rendeva di fatto impossibile verificare cosa accadeva nella parte centrale delle aiuole si erano verificati anche dei tentativi di aggressione. La richiesta di sistemazione avanzata nei giorni scorsi dal presidente nazionale AIDAA Lorenzo Croce e dai cittadini residenti oltre che dai commercianti della piazza in collaborazione con la consigliera del municipio otto Maria Aurora De Muzio (FI) è stata recepita ed accolta in tempi rapidissimi dall'assessore al verde del comune di Milano Pierfrancesco Maran che ha dato ordine di avviare i lavori di potatura e pulizia nello scorso fine settimana, lavori che sono iniziati lunedi 17 settembre e che stanno proseguendo. "Voglio ringraziare pubblicamente l'assessore Pierfrancesco Maran e lo staff del verde pubblico del comune di  Milano per aver accolto con prontezza le nostre richieste- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- e di aver avviato nel giro di pochi giorni le operazioni di pulizia e manutenzione del verde delle aiuole della piazza Firenze cosi come da tempo richiesto dai cittadini nei prossimi giorni incontreremo l'assessore per proporre una serie di idee per il miglioramento viario e delle stesse aiuole di questa piazza e per la messa in sicurezza dell'area cani. Voglio anche esprimere un sincero ringraziamento a Maria De Muzio consigliere di zona 8 di Forza Italia che da sempre ci supporta nelle attività di tutela ambientale e che anche in questo caso non ha fatto mancare i suoi preziosi consigli".

Le aiuole di piazza firenze rimesse in ordine dopo i lavori di potatura

META' DELLE TARTARUGHE MARINE MANGIA LA PLASTICA


(ANSA) - SYDNEY, 16 SET - Circa la metà delle tartarughe marine su scala mondiale hanno plastica nell'intestino e anche un solo pezzo può essere letale. Lo indica uno studio dell'ente nazionale australiano di ricerca Csiro, che ha comportato l'esame di circa 1000 tartarughe trovate morte sulle spiagge australiane e ha ricostruito il legame fra la quantità di plastica ingerita dalle tartarughe marine e il rischio di morte.


Secondo la ricerca, pubblicata su Scientific Reports, una volta che una tartaruga ha 14 pezzi di plastica nelle interiora, il rischio di morte è del 50%. "Abbiamo accertato che quando la tartaruga ingerisce plastica per la prima volta, ha un rischio di circa il 20% di morire a causa di quel solo pezzo, mentre man mano che ne ingerisce di più, il rischio aumenta", scrive il responsabile della ricerca Chris Wilcox del dipartimento Oceani e Atmosfera del Csiro. "In alcuni individui - afferma - abbiamo trovato anche centinaia di pezzi di plastica, dalla pellicola sottile a corde e lenze da pesca. Qualsiasi tipo di plastica che si vede nella vita quotidiana, l'abbiamo trovata in qualche tartaruga".



Vi è stata incertezza su quale impatto la plastica avesse sulle tartarughe marine, aggiunge Wilcox. "Sapevamo che le tartarughe consumavano molta plastica, ma non sapevamo per certo se la plastica effettivamente ne causasse la morte. Poteva anche essere che le tartarughe potessero vivere senza problemi con plastica nell'intestino, ma dalle nostre analisi è emerso invece che è relativamente letale". Di qui l'appello: "Tutta questa plastica prima era nelle nostre mani e ora è in mare. Occorre assolutamente cambiare i modi di agire in relazione ai nostri rifiuti".(ANSA).

MAENZA. ARRESTATI DUE ANZIANI BRACCONIERI


I CARABINIERI DELLA STAZIONE DI MAENZA HANNO TRATTO IN ARRESTO CON L’ACCUSA DI “PORTO ABUSIVO ARMI”, E “PORTO ABUSIVO FUCILE DA CACCIA” UN 64ENNE ED UN 70ENNE ENTRAMBI DI SEZZE.

I DUE SONO STATI SORPRESI PRIVI DI PORTO D’ARMI, POCO PRIMA DI INTRAPRENDERE UNA BATTUTA VENATORIA DI FRODO, ARMATI DI DUE FUCILI DA CACCIA, ENTRAMBI DI PROPRIETA’ DI UN 75ENNE, TITOLARE DI REGOLARE PORTO D’ARMI, CHE È STATO CONTESTUALMENTE DEFERITO IN STATO DI LIBERTA’, PER IL REATO DI “OMESSA CUSTODIA DI ARMI”, NON AVENDO CUSTODITO CON LA DOVUTA DILIGENZA DUE FUCILI E DIVERSE CARTUCCE, POSTE SOTTO SEQUESTRO.
I DUE FINITI IN MANETTE SI TROVANO AGLI ARRESTI DOMICILIARI, IN ATTESA DELLA CELEBRAZIONE DEL RITO DIRETTISSIMO.

LOTTA AL BRACCONAGGIO. TRAPPOLE PER ANIMALI RINVENUTE AD AFRAGOLA

I militari del Nucleo Carabinieri CITES di Napoli (specializzati nella repressione dei reati connessi al commercio di specie esotiche e in via d’estinzione, al contrasto del fenomeno del bracconaggio e dei reati in danno degli animali) hanno effettuato una serie di controlli tra le province di Napoli e Caserta insieme alle Guardie Giurate Venatorie WWF Italia, nell’ambito delle attività previste dal  Coordinamento Operativo Locale Permanente Antibracconaggio. I controlli sono stati effettuati nelle 3 domeniche di preapertura della caccia ed hanno interessato in particolare Caivano e Afragola.3 persone sono state denunciate e sono stati sequestrati 3 fucili, 3 richiami acustici (riproducono suoni idonei ad attirare anatidi e quaglie), sagome galleggianti, cartucce per fucile, ed esemplari di Alzavola (Anas crecca) già abbattute.L’attività di caccia dell’avifauna migratoria, in particolare quella di anatidi, viene praticata oltre che con il supporto di richiami acustici anche con l’ausilio di postazioni fisse situate a margine di terreni appositamente allagati definiti “vasche”.Gli uccelli, che percorrono la direttrice migratoria tirrenica per tornare nei luoghi di riproduzione, vengono attratti nelle vasche proprio attraverso l’uso dei richiami, rinvenuti all’interno di terreni incolti ben occultati in strutture in cemento e ferro, che riproducono i versi tipici del corteggiamento.Sono stati proprio i richiami che hanno reso possibile, in alcuni casi, di scoprire i bracconieri ai quali sono stati contestati diversi reati previsti dalla Legge n. 157/92 che regola l’attività venatoria.Tale attività testimonia come l’Arma dei Carabinieri continua le attività di controllo tramite le sue specializzazioni e in sinergia con le associazioni ambientaliste.
trappole per animali rinvenute ad afragola

CACCIATORE SPARA E SFIORA UN NEONATO

Di nuovo un atto di imprudenza di un cacciatore, di nuovo una fucilata nelle vicinanze di un edificio con i pallini che sfiorano le persone. Il suono di uno sparo nei pressi di un ristorante, e subito dopo pallini da caccia vaganti che finiscono su uno dei tavoli, proprio dove stava pranzando una famiglia con un bimbo di pochi mesi. È accaduto ieri, intorno alle 15, nel locale La Bottega di Morello, sul Monte Morello nel comune di Sesto Fiorentino (Firenze). Nei pressi della struttura la polizia, che indaga sull'episodio, ha trovato un fagiano ferito. L'ipotesi degli investigatori è che a esplodere il colpo sia stato un cacciatore impegnato in una battuta, che si sarebbe avvicinato troppo all'abitato. I pallini finiti proverrebbero da un'unica cartuccia, che non è stata trovata, e sono passati da una finestra aperta finendo sul tavolo dopo stava pranzando una famiglia, con un bimbo piccolo, insieme ad alcuni parenti e amici, tutti rimasti illesi. Il padre del bambino, spaventato per quanto avvenuto, ha chiesto l'intervento della polizia. Accertamenti sono in corso per risalire al cacciatore responsabile di aver sparato, che rischia una denuncia per il reato di esplosioni pericolose e una multa per aver sparato nei pressi dell'abitato.

SIRACUSA. SOSPENDERE LA DERATTIZZAZIONE. METTE A RISCHIO I RANDAGI E I BIMBI

SIRACUSA (18 settembre 2018) - Centinaia di cani e gatti randagi ma anche di proprietà che però girano liberi per le strade sono a rischio nelle strade e in alcune aree verdi di Siracusa dove il comune ha visto bene di fare una derattizzazione con l'ausilio delle bustine contenenti veleno, derattizzazione tra l'altro pericolosa anche per i bambini. Per questo motivo l'AIDAA ha inviato una diffida al sindaco di Siracusa a continuare le derattizzazioni con questo sistema chiedendo la immediata sospensione della stessa. "Ci sono a rischio le vite dei randagi, ma sopratutto quelle dei bimbi che potrebbero in un attimo di disattenzione prendere una bustina aprirla ed ingerirne il veleno- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- speriamo di non dover arrivare a registrare nuovi casi di avvelenamento dei gatti o dei cani o ancora peggio di qualche bambino, il sindaco usi il buon senso e fermi questa derattizzazione".


STRAGE DI CUCCIOLI A FURNARI OCCORRE INTERVENIRE SUBITO

distanza di pochi mesi dalla strage di Sciacca, dove furono 40 i cani avvelenati, la Sicilia torna a fare i conti con il fenomeno delle uccisioni di cani randagi.
L’ultimo caso, in ordine di tempo, è quello avvenuto in zona San Filippo a Furnari, in provincia di Messina.
I corpi di 10 cuccioli sono stati rinvenuti senza vita e le analisi hanno confermato quanto si sospettava già: a ucciderli sono stati bocconi avvelenati, sparsi da qualcuno con l’intento di uccidere in maniera atroce i cagnolini.

Rischi non solo per gli animali

I bocconi avvelenati, oltre a costare la vita agli animali domestici o selvatici cui sono stati destinati, innescano una serie di morti a catena che vanno a colpire anche altri animali come, ad esempio, i rapaci che si nutrono delle loro carcasse.
Ma non solo: questa pratica – purtroppo ampiamente diffusa su tutto il territorio nazionale – rappresenta un serio pericolo per l’ambiente e per l’incolumità pubblica, soprattutto per i bambini che potrebbero venire a contatto con le esche avvelenate.

lunedì 17 settembre 2018

APERTURA CACCIA. 2 MORTI E 7 FERITI TRA CUI UN BIMBO DI OTTO ANNI

Roma (17 settembre 2018) - Ieri primo giorno di caccia o primo giorno di guerra? A guardare gli effetti di questa prima giornata ai quali aggiungiamo quelle dei giorni di preapertura possiamo parlare tranquillamente di primi giorni di guerra. Infatti come al solito alla sera del primo giorno si fa la conta dei morti e dei feriti di caccia e anche questo 2018 non è diverso dagli anni passati. Se nel precaccia i cacciatori morti sono stati 2 e quattro i feriti, il primo giorno di caccia ha registrato un cacciatore ferito perchè caduto in un dirupo e due feriti da arma da fuoco tra i non cacciatori entrambi in Emilia Romagna, dove a Rimini un cacciatore ha ferito con una fucilata un ciclista colpendolo in un occhio, ma molto peggio è andata ad un bambino di 8 anni in via  confine di san Giorgio a Cesena. Il piccolo secondo la ricostruzione della stampa locale stava giocando nel giardino di casa quando è stato colpito da una fucilata alla schiena, per fortuna nulla di grave ma il bimbo è stato comunque portato all'ospedale dove gli hanno riscontrato delle lievi ferite, mentre il resto dei pallini si è conficcato nei muri della casa della famiglia del bambino e ovviamente in questo caso i cacciatori hanno negato come spesso capita ogni addebito. "2 morti e sette feriti in pochi giorni in un paese civile sarebbero piuù che sufficienti a bloccare questa guerra in cui ci vanno di mezzo oltre agli stessi cacciatori, anche i bambini- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- siamo stanchi di lanciare appello riteniamo che i i responsabili di queste morti e di questi feriti non siano solo i cacciatori ma chi nonostante tutto continua a tenere gli occhi chiusi e le orecchie tappate e favorisce questa pratica criminale che si ostinano a chiamare caccia. Vorrei vedere cosa succederebbe se a essere colpiti dalle fucilate- conclude Croce- non fossero semplici cittadini o bambini ignari, ma i figli di quelli che oggi comandano, sono certo che in quel caso la caccia verrebbe fermata subito. Non è un augurio sia chiaro, ma un appello a mettersi nei panni di chi viene preso a fucilate o da chi vede i figli presi a fucilate dai praticanti di questa attività sempre più sanguinaria per uomini e animali".

TERRANOVA. CACCIATORI FERISCONO A FUCILATE FALCO PESCATORE


Un giovane Falco pescatore, alla sua prima migrazione, è stato colpito da una fucilata nel territorio di Torrenova e versa in gravi condizioni. Il rapace è in cura al Centro di recupero del dipartimento sviluppo rurale di Messina gestito dall’associazione Man.

Il Falco pescatore è una specie rara in grande difficoltà in tutto il Mediterraneo e che è stata riportata a nidificare in Italia solo nel 2011 grazie al progetto “Osprey”. Nello scorso maggio era arrivata dall’oasi Wwf di Orbetello la notizia di una nidificazione spontanea da parte di una coppia di falchi pescatori, conclusasi con la nascita di tre piccoli Ozzy, Olly e Olaf. Per quanto riguarda la Sicilia l’ultima nidificazione registrata risale addirittura al 1969.
Il Wwf chiede al presidente della Regione Nello Musumeci che venga sospesa l’attività venatoria e che sia costituita una task force contro i bracconieri.

CACCIATORE CADE IN DIRUPO. FERITO


Un cacciatore di 75 anni è caduto in un dirupo per circa 8/10 m. È successo oggi, domenica 16 settembre, nel primo giorno di apertura della stagione venatoria. Personale dei vigili del fuoco del distaccamento di Saline di Volterra è intervenuto in alle ore 12.45 circa in località Buriano  nel comune di Montecatini Val di Cecina per un soccorrere l'uomo. Il personale del 118 ha provveduto a stabilizzarlo e in seguito i vigili del fuoco con toboga e tecniche Speleo alpinistico fluviali (SAF) sono riusciti a recuperarlo. Il pegaso intervenuto sul posto ha trasportato l'infortunato all'ospedale di Siena per gli accertamenti del caso.



RIMINI. CACCIATORI SPARANO IN FACCIA AD UN CICLISTA

Ad allertare il 112, ieri mattina, è stata la chiamata di un ciclista. Il quale raccontava di come un amico fosse rimasto ferito da quello che sembrava essere la fucilata di un cacciatore. Secondo la sua versione, stavano percorrendo la ciclabile lungo la pista del fiume Marecchia, all’altezza del tiro a volo, tra Rimini e Santarcangelo, quando è arrivato il colpo. L’amico che era con lui è rimasto ferito vicino all’occhio ed era corso subito al pronto soccorso. Una pattuglia dei carabinieri della Forestale si è recata sul posto per i primi accertamenti, i militari hanno controllato la zona, identificando alcuni cacciatori che stavano battendo a ridosso della pista ciclabile. Fino a ieri sera, gli investigatori non erano ancora riusciti a parlare con il ciclista ferito, e l’unico testimone dell’«incidente» è l’amico che si presenterà in caserma questa mattina. Trovare il cacciatore che ha esploso il colpo, sarà però come cercare un ago in un pagliaio. Quella è da sempre una zona piuttosto ‘calda’ e negli anni ci sono state parecchie lamentele da parte dei residenti sul fatto che i confini di caccia si trovano un po’ troppo vicino alle abitazioni e alla pista ciclabile.
Ma ieri non è stata soltanto la giornata dei cacciatori, ma anche dei carabinieri della Forestale che hanno messo in campo sei reparti che hanno battuto il territorio, sorvegliando che tutto si svolgesse secondo le regole. E soprattutto che i cacciatori rispettassero le distanze di sicurezza imposte dalla legge ( 100 metri dalle case e 50 dalle strade), massima attenzione verso le specie protette presenti sul territorio, con particolare riferimeno ai rapaci e al lupo, e il divieto assoluto di utilzzare dei richiami elettro-acustici. I militari della Forestale hanno fatto oltre cinquanta controlli, ma la giornata, a parte il caso del ciclista impallinato, si è chiusa senza altri incidenti o sanzioni, nei confronti di cacciatori indisciplinati. La stagione però è appena inziata.

ITALIANO IN SUDAFRICA FA LA GUERRA AI BRACCONIERI

In Sudafrica, a difendere rinoceronti e ippopotami dai bracconieri, senza prendere un soldo. David Marmonti è un architetto fucecchiese di 38 anni, trasferitosi a Recco per lavoro. In queste ore si trova nella terra di "Madiba" Mandela, dove pattuglia una riserva per evitare che i bracconieri uccidano e mutilino i rinoceronti per poi accaparrarsi il tanto ambito corno, che viene utilizzato nella medicina tradizionale cinese per curare le malattie più disparate. David non è un militare, è un istruttore della Poaching Prevention Academy (Accademia per la protezione dal bracconaggio) che adesso è in Sudafrica; non può rivelare in quale riserva, perché farlo equivarrebbe a “spifferare” ai bracconieri che lì ci sono ancora dei rinoceronti da mutilare. Ma cosa ci fa un architetto in Africa a salvare i rinoceronti? «Sono stato molti anni negli scout – racconta in una pausa tra un pattugliamento e un altro – e mi hanno insegnato a lasciare il mondo meglio di come l’ho trovato. Fra pochi anni queste specie saranno estinte e i miei figli non potranno più vedere questi “bestioni”, a causa della stupidità e dell’ingordigia dell’uomo. Io non ci sto e coi miei compagni faccio qualcosa di concreto». Ma come si arriva a fare il ranger in Africa? «Ho fatto un addestramento di 2 anni, seguendo corsi di addestramento con fucile, di occultamento con mimetizzazione (per appostarci senza farci vedere e informare le altre squadre) e procedure di movimento tattico, per operare in squadre di 2-4 uomini. Come tutti sono armato ma le armi le usiamo solo per difesa: operiamo in ambienti difficili e i bracconieri sono disposti a tutto». Questo perché un chilo di corno vale fino a 100mila dollari e il rinoceronte adulto ne ha uno di circa 3 chili. I bracconieri di solito agiscono con la luna piena, che loro chiamano “poacher moon”, cioè la luna del bracconiere. Agiscono a gruppi di tre: uno col machete, uno con la motosega e un altro col fucile da caccia grossa. Si intrufolano nella riserva e poi colpiscono il rinoceronte:«Lo abbattono, ma spesso è ancora vivo quando con motosega e machete gli sfigurano il muso per estrarre il corno». David dipinge un quadro a 360 gradi del bracconiere: «C’è chi lo fa di mestiere e chi “arrotonda” nei weekend, perché magari ha un salario basso. Il nostro è comunque un lavoro che ci tiene a stretto contatto con la gente del luogo e non ci alimenta la sete di vendetta; il nostro compito è solo di proteggere gli animali (anche ippopotami e grandi primati) e di consegnare queste persone alla legge». I rangers della Ppa prima addestrano i colleghi africani, poi vanno in pattugliamento con loro:«Lunghe ore a camminare nella savana creano legami: noi lavoriamo con loro, dormiamo e mangiamo con loro, diveniamo alla fine fratelli della grande famiglia dei rangers». Marmonti è dotato di binocolo, radio, kit di sopravvivenza e un’arma. E poi c’è Scud, un cane col nome di un missile. Alla fine, però, il bracconiere te lo trovi davanti:«Noi possiamo fermarli, identificarli, immobilizzarli e chiamare la polizia. Siamo autorizzati ad usare le armi solo per difesa». Il che vuol dire se ti sparano addosso. Ma le insidie non finiscono qui:« Anche serpenti, scorpioni e ragni sono pericoli. Pochi giorni fa con un compagno siamo dovuti scappare da alcuni elefanti che stava provando a caricarci». Pericoli su pericoli:

ma vuoi mettere difendere animali che sono comparsi sulla terra 55 milioni di anni fa? E che – se vincono i bracconieri– potremo vedere solo a Super Quark. Intanto la battaglia dei “jedi della savana” va avanti, pattugliamento dopo pattugliamento. 

domenica 16 settembre 2018

PULIVA IL FUCILE. PARTE IL COLPO. CACCIATORE MORTO

Roncoferraro Un botto. Un inequivocabile sparo che rompe la quiete di una normalissima giornata di fine estate. Udendolo, la figlia accorre nella villetta accanto alla sua, dove abita il padre, ex cacciatore, e lo spettacolo che le si presenta è raccapricciante: l’anziano genitore è riverso a terra con i segni dello sparo che lo hanno raggiunto al petto. La tragedia si è consumata ieri pomeriggio poco dopo le 13, a Roncoferraro, quando ancora per molti è l’ora del pranzo. L’uomo,  Tonino Benazzi, un 92enne ex agricoltore con una passione per la caccia che durava da una vita, era alle prese col proprio fucile per una normalissima azione di pulitura. Nessuna testimonianza – dato che lo stesso viveva da solo, essendo rimasto vedovo – ma nulla lascia ipotizzare che le cose siano andate diversamente e che a porre fine alla sua vita possa essere stato altro che una tragica fatalità.

TELEFONO ANTICACCIA. 12 SEGNALAZIONI DI ABUSI IL PRIMO GIORNO DI CACCIA

Roma (16 settembre 2018) - Sono gia una dozzina le telefonate- segnalazioni arrivate da questa mattina al telefono anti-caccia di AIDAA che risponde al numero 3479269949 (vodafone) dove da ieri è possibile segnalare gli abusi compiuti dai cacciatori nei giorni di caccia e gli atti di intimidazione e invasione della proprietà privata di questi signori armati di fucile, ma anche i maltrattamenti che gli stessi cacciatori compiono nei confronti dei loro cani- Le segnalazioni provengono quasi tutte dalle regioni del nord Italia in particolare dalla Lombardia dove si segnalano specialmente nelle zone di caccia delle provincie di Bergamo,Cremona e Pavia alcuni sconfinamenti in terreni privati in cui vige il divieto di accesso ai cacciatori e cacciatori che sparano vicino alle case. Altre segnalazioni da Emilia Romagna e Piemonte. Il telefono anticaccia risponde tutti i giorni dalle 10 alle 15 da ieri fino al termine della caccia.