venerdì 31 maggio 2024

1 CANE MORTO AVVELENATO E UNO SALVO PER MIRACOLO A BOSCO BURI

 Un cane morto per avvelenamento. Un altro salvato in extremis perchè il proprietario si è accorto che stava mangiando qualcosa raccolta a terra. Il posto è lo stesso, una stradina nei pressi di Bosco Buri, luogo in cui spesso i proprietari di cani portano i loro amici quattro zampe a fare una sgambata in libertà.«Mio marito era in giro con il nostro cane e si è accorto che stava masticando qualcosa, si è avvicinato e ha visto che a terra c’erano delle crocchette per cani mescolate ad una sostanza verde», dice una signora, «ha subito capito che poteva trattarsi di veleno e ha portato di corsa il cane dal veterinario. All’animale è stato somministrato un farmaco per farlo vomitare, ma non c’è stato verso, quindi gli hanno fatto la lavanda gastrica. Ci hanno detto che poteva non salvarsi, dopo una notte, per fortuna è stato dichiarato fuori pericolo».

Il marito della donna è tornato a Bosco Buri, a cercare crocchette. Ne ha raccolti un paio di sacchetti: crocchette per cani mescolati a veleno.Purtroppo invece ad un’altra signora è andata peggio. «Avevamo portato il nostro cane a fare una passeggiata. Lo abbiamo liberato per farlo correre un poco, ma lei che era molto golosa, non appena ha trovato le crocchette ne ha mangiate un bel po’. Poi l’abbiamo persa, non siamo più riusciti a trovarla e si è fatta sera. Il giorno dopo siamo tornate sul posto, abbiamo chiesto ai contadini della zona e ci hanno detto che c’era un cane morto in un fossato. Era il nostro, abbiamo chiamato il veterinario, aveva sangue dal tartufo, ci ha detto che probabilmente era stato avvelenato. Non aveva ferite», conclude la donna disperata.

Dal servizio veterinario, distretto di San Giovanni Lupatoto (competente per la zona di Bosco Buri) raccomandano, in questi casi, di prelevare i bocconi e portarli all’Istituto zooprofilattico di Bovolino.


giovedì 30 maggio 2024

ORSI VICINI ALLE CASE IN VALDISOLE? LA FORESTALE NON TROVA RISCONTRI

Torna la paura in Trentino. Si moltiplicano gli avvistamenti di orsi vicino alle case in Val di Sole, a più di un anno dalla morte di Andrea Papi. La Provincia autonoma promette interventi tempestivi.A più di un anno dalla morte di Andrea Papi, attaccato da un orso, tornano gli avvistamenti dei grandi mammiferi in Val di Sole, zona del Trentino nei pressi del parco nazionale dello Stelvio, non lontano dal confine con la Lombardia.

Cinque avvistamenti in cinque giorni, l’ultimo il 28 maggio, quando un ragazzo ha denunciato di aver avuto un incidente stradale sulla statale 42 dopo aver schivato un orso che aveva improvvisamente attraversato la strada.Immediatamente dopo la segnalazione, la Provincia automa ha mandato sul posto alcune squadre dotate di unità cinofile per verificare se un esemplare si fosse stabilito in quell’area. Non ci sarebbe stato però nessun riscontro.


PRETE VITERBESE ACCUMULATORE SERIALE DI CANI MA POI MUOIONO DI FAME

 Prete accumulatore seriale di cani, il veterinario: “Li prende, poi muoiono di fame”. Un prete viterbese – ebbene sì, un uomo di chiesa – sarebbe il protagonista di una brutta storia di maltrattamenti sui cani che capitano sotto le sue grinfie.

A raccontarla è Marco Cianchella, un veterinario che lavora a Civita Castellana e si è dovuto occupare di persona delle condizioni di alcuni degli animali detenuti dal sacerdote.

Il veterinario: “Li prende, poi muoiono di fame”

Detenuti, non posseduti: molti dei cani sono infatti intestati ad altre persone, anche se è lui ad averli. “E’ una situazione che va avanti da molto tempo, sento parlare di questo personaggio da anni”, afferma Cianchella. Cosa accade? “Non si tratta di vere e proprie violenze, non li picchia ma neanche se ne prende cura”. Col risultato che alcuni di questi cani arrivano da lui “in condizioni di salute disastrose, disperate; uno è morto dopo una settimana di terapie, altri sono riuscito a salvarli”.



DOPO ESSERE STATO CURATO LIBERATO IN TRENTINO L'ORSO M56

 Si guarda intorno circospetto per poi lanciarsi tra gli alberi di corsa: sono le prime immagini dell'orsetto M56 salvato dai Forestali in Trentino nel 2019 e reintrodotto con successo in natura dopo poco più di un mese di cure.




Il piccolo prima di uscire si guarda intorno circospetto e sembra che punti gli occhi direttamente sulla persona che riprende. Poi si dà lo slancio e corre a perdifiato nella sua casa, il bosco.



SERPENTELLI NELLE AREE VERDI DI BOLLATE

 Troppi serpenti, in particolare in una zona della città, nelle aree verdi pubbliche e nei giardini privati. Succede a Bollate (Milano), dove l'amministrazione comunale ha annunciato provvedimenti. Si tratta comunque di specie non velenosi, ha rassicurato il Comune. I serpenti avvistati sono 'biacchi' (bisce d'acqua). Si tratta di animali innocui che appartengono alle "specie protette" e non possono essere uccisi né avvelenati ma solo "contenuti nel loro ambiente".

"In seguito a segnalazioni arrivate al Comune in merito alla presenza di bisce, in particolare nelle villette di via Coppi, il Comune informa che la situazione è nota e che Gaia Servizi è già stata allertata sul problema, con la richiesta di un rapido intervento di taglio dell'erba", scrive l'amministrazione in una nota.

"Già da martedì - spiegano - la nostra partecipata ha iniziato l'attività e oggi sta completando il taglio nella zona. Intanto l'ufficio Ambiente si è attivato con la ditta incaricata del servizio di disinfestazione su aree comunali con l'obiettivo di mettere in atto le opportune contromisure di allontanamento per tutto il filare delle villette. L'intervento avverrà nei prossimi giorni".


mercoledì 29 maggio 2024

MASAGNE CANE CADUTO IN UN POZZO SALVATO DAI POMPIERI

 Operazione di recupero di un cane da parte dei vigili del fuoco di Brindisi che sono intervenuti a Mesagne in contrada Capitan Pietro per salvare un cagnolino che era caduto in un pozzo profondo 7 metri. L'operazione è andata a buon fine e il cane dopo aver scodinzolato intorno ai suoi salvatori si è fatto coccolare dal proprietario.


martedì 28 maggio 2024

ALBERI POTATI A BRINDISI. VIOLATA LA DIRETTIVA EUROPEA PROTEZIONE FAUNA SELVATICA. ANIMALISTI IN PROCURA.

BRINDISI (28 MAGGIO 2024)"La direttiva europea n. 2009/147/CE vieta assolutamente i tagli di rami e alberi nel periodo di nidificazione degli uccelli e la legge 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma, all'art. 21 lettera O e all'art.41 prevede importanti sanzioni per chi distrugge i nidi e uova.Il periodo di nidificazione dura da marzo ad agostoe in questo periodo è assolutamente vietato potare alberi che hanno o che potenzialmente potrebbero avere sui propri rami dei nidi o ancora peggio della covate in corso. Pertanto la potatura degli alberi in via Cappuccini a BRINDISI è assolutamente in violanzione della direttiva europea sulla protezione della fauna selvatica per questo motivo l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente ha deciso di inviare un esposto alla procura della repubblica di Brindisi ed una diffida al sindaco della città perchè vengano immediatamente sospese le potature in corso ed eventuali potature programmate. "C'è una violazione palese della direttiva europea sulla tutela della fauna selvatica- scrivono gli animalisti- e se noon verranno subito fermate le potature promuoveremo una azione legale più incisiva per fermare questo scempio".


CWNE PRECIPITA DA QUOTA 3.000 METRI LA PADRONA HA UN ATTACCO DI PANICO. SOCCORSI ANCHE 6 ALMìPINISTI

 La mattina del 26 maggio, è stata caratterizzata da una tragedia e allo stesso tempo da un eroico salvataggio sulle cime delle maestose Alpi Cozie in provincia di Cuneo. Sei alpinisti, determinati a conquistare la vetta del Monviso, hanno iniziato la loro scalata accompagnati dal fedele cane di una di loro. L'avventura si è però trasformata in un incubo quando, a 3.000 metri di altitudine, l'animale è scivolato in un canalone, trovando così la morte. Questo evento devastante ha gettato la padrona nel panico, bloccando i membri della cordata in una morsa di terrore e impotenza nei pressi di Punta Venezia. L'ambiente ostile e l'incapacità di proseguire hanno spinto gli alpinisti a fare l'unica cosa possibile: chiamare aiuto. Un elisoccorso con a bordo un medico e il personale del soccorso alpino è decollato immediatamente per prestare aiuto ai sei alpinisti. Tuttavia, già dai primi sorvoli, i soccorritori hanno riscontrato che il punto in cui gli alpinisti erano rimasti bloccati risultava particolarmente scomodo per le operazioni di recupero con l’elicottero. Fortunatamente, le condizioni meteorologiche favorevoli hanno permesso al pilota di individuare un punto dal quale fosse possibile scendere per recuperare gli alpinisti. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, sono stati necessari tre voli dell’elisoccorso, detti in gergo “rotazioni”, per riuscire a mettere in salvo l’intera comitiva. L’operatore del soccorso alpino è sceso tramite un verricello dall’elicottero, agganciando uno a uno i membri della cordata. Fortunatamente, nessuno degli alpinisti è rimasto ferito.


GARGNANO. GATTINA UCCISA A BASTONATE. SCATTA DENUNCIA E TAGLIA ANIMALISTA DI 1.000 EURO

GARGNANO (28 MAGGIO 2024) Una taglia di 1.000 euro e una denuncia alla procura della repubblica di Brescia  sono le iniziative dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente dopo l'uccisione a bastonate della gattina di dieci anni finita in una trappola per bracconieri. La gattina si chiamava Stella Aveva quasi 10 anni Stella, la gatta trovata morta, presa a bastonate o a sassate, nell’entroterra di Gargnano, sul Garda bresciano, qualche giorno fa.
𝗟𝗮 𝗺𝗶𝗰𝗶𝗮 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗮, 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮, 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝘃𝗼𝗹𝗽𝗶 𝗼 𝗰𝗶𝗻𝗴𝗵𝗶𝗮𝗹𝗶, 𝗽𝗶𝗮𝘇𝘇𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝗯𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗲 𝗽𝗼𝗶, 𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝘁𝗮, 𝘂𝗰𝗰𝗶𝘀𝗮 𝗮 𝘀𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗲. "la taglia sarà pagata- scrivono gli animalisti- a chi con la sua denuncia formale rilasciata nelle forme di legge alle forze dell'ordine permetterà di individuare e far condannare in via definitiva gli autori di questo crimine"
immagine di repertorio

lunedì 27 maggio 2024

INCENDIO NELL'ALLEVAMENTO DI BUFALE A CAPUA. ANIMALI SALVATI DAI POMPIERI

 Un grosso incendio è scoppiato questa mattina in un allevamento di bufale a Capua, in provincia di Caserta. Il rogo è partito da un fienile che era vicino alla stalla dove c'erano gli animali. Sul posto sono subito arrivati i vigili del fuoco, intervenuti con una squadra del Comando provinciale di Caserta, proveniente dalla sede centrale del Comando, che si sono messi subito all'opera per domare le fiamme. È stato necessario fare intervenire anche un'Autobotte in supporto, proveniente dalla sede centrale del Comando.L'incendio, secondo quanto ricostruito, è scoppiato attorno alle 6,30 di oggi, lunedì 27 maggio 2024, nel deposito di fieno in via Frascale nel comune di Capua. L'incendio ha interessato un capannone di circa 200 metri quadrati contenente 50 rotoballe di fieno, mezzi agricoli ed attrezzi da lavoro. Salvati gli animali in una stalla limitrofa al capannone. Per fortuna, nessuna persona è rimasta coinvolta nell'incendio.




A Formicola appartamento in fiamme

Successivamente, verso le ore 07:00 una squadra proveniente dal distaccamento di Marcianise è intervenuta in via De Pisa, nel comune di Formicola, allertata dai residenti per un incendio appartamento. Immediatamente intervenuti i Vigili del fuoco subito hanno spento le fiamme che hanno interessato la camera da letto di un appartamento posto al primo piano di una piccola palazzina, impedendo che le fiamme si propagassero al resto dell'appartamento. Tuttavia rimaneva coinvolta anche una porzione di tetto, la cui struttura è costituita da travi in legno, caratterizzata da un crollo parziale. Sul posto, in supporto alla squadra, sono intervenute anche un'autobotte ed un'autoscala dal distaccamento di Aversa. Le operazioni di spegnimento sono ancora in atto in tutti e due gli interventi.

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TRENTO ESPOSTO AIDAA SULLA MORTE DELL'ORSETTO ALBINO

 TRENTO (28 MAGGIO 2024) Andando oltre i protocolli come è possibile che nessno abbia avuto in quattro giorni l'accortezza di chiamare un veterinario per assistere il povero orsetto albino morto nei giorni scorsi sul monte Bondone dove era stato visto da alcuni escursionisti che lo avevano subito segnalato ai forestali trentini che per loro stessa ammissione erano giuti sul posto ed avevano spostato l'orsacchiotto di una cinquantina di metri dentro la forsesta e che lo hanno monitorato per alcuni giorni fino a trovarlo poi morto'? Mai come in questa vicenda-scrivono nella loro nota gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- si nota un atteggiamento formalistico e negligente da parte dei forestali, atteggiamento dovuto a dei protocolli sbagliati che sono costati la vita ad piccolo orso albino, protocolli approvati dalla amministrazione provinciale di Trentoe per questo ieri abbiamo inviato un esposto per chiedere indagini approfondite sulle responsabilità della morte del piccolo orsetto"



ANDRIA. UOMO MORSICATO DA SUO PITBULL. LO PICCHIAVA?

Un uomo di 43 anni di Andria, nel nord Barese, è stato aggredito dal suo pitbull e ha riportato ferite giudicate guaribili in 30 giorni.

 

Il malcapitato era con il cane nel suo appartamento di via Caracciolo, a ridosso del centro cittadino. Non è chiaro cosa abbia scatenato la reazione del cane che si è avventato sul padrone mordendogli braccia e altre parti del corpo. Il 43enne, nonostante le ferite, è riuscito a raggiungere il balcone e a chiedere aiuto.

Per liberare l'uomo sul balcone assediato dal pitbull, assieme al personale del 118, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e gli agenti della polizia locale.

 

Il 43enne, calato dal balcone con una barella e l'aiuto di un mezzo dei pompieri, è stato portato in codice rosso prima al pronto soccorso dell'ospedale Bonomo di Andria. Poi è stato trasferito nel reparto di Chirurgia plastica del policlinico di Bari.


RECUPERATO MIRACOLOSAMENTE UN GATTO DAL FIUME SEVESO

 Nelle prime ore del mattino, un intervento dei Vigili del Fuoco ha portato al salvataggio di un gatto intrappolato in una fessura sull’argine del fiume Seveso. L’incidente è avvenuto intorno alle 5:30 di ieri in via Guglielmo Marconi, a Bovisio Masciago, quando la proprietaria del felino ha allertato i soccorsi.Una squadra del Comando di Monza e Brianza è accorsa sul posto con un’autopompa proveniente da Bovisio Masciago. I soccorritori hanno utilizzato una scala italiana per calarsi lungo l’argine e raggiungere il gatto, che si trovava in una posizione particolarmente difficile e pericolosa.

Grazie alla prontezza e all’abilità della squadra, il felino è stato recuperato sano e salvo e immediatamente riconsegnato alla sua preoccupata proprietaria, che ha assistito con sollievo all’intera operazione.



domenica 26 maggio 2024

CARABINIERI SALVANO UN CANE DOPO UN NUBIFRAGIO NEL MODENESE

 Icarabinieri hanno salvato un cane a Savignano sul Panaro, nel Modenese, rimasto intrappolato in mezzo al fango.

Il fatto è avvenuto in un'abitazione invasa dall'acqua quando lunedì, a causa di un nubifragio, è esondato un vicino torrente.A seguito di una segnalazione, i militari si sono fatti strada con dei badili fino a raggiungere i box con i cani.

    Lì sono riusciti ad individuare un cane nero di razza meticcia di circa trenta chili, con il corpo completamente sommerso dal fango. Il carabiniere scelto Gabriele Fiori ha afferrato il cane per la collottola, riuscendo a estrarlo dal fango e a consegnarlo all'appuntato scelto Vittorio Colombini, che, facendosi strada tra il fiume, ha restituito l'animale alla proprietaria, la quale ha immediatamente prestato le prime cure.
    Nonostante gli ulteriori sforzi, il secondo cane non è stato ritrovato a causa del forte afflusso di acqua mista a fango e delle persistenti piogge.(ansa)A seguito di una segnalazione, i militari si sono fatti strada con dei badili fino a raggiungere i box con i cani.
   

sabato 25 maggio 2024

DOPO I BOCCONI AVVELENATI NEL CANAVESE LANCIANO I GRANCHI PER COLPIRE I CANI

 Non conosco le ragioni che ti hanno spinto a venire fino a casa mia, fermarti e buttare nel mio cortile i granchi interi con le chele che avrebbero potuto uccidere i miei cani".

Succede anche questo, in Canavese, e francamente non l'avevamo mai sentito. 

E' la notizia, o curiosità mettetela come volete, che arriva dal mondo dei social, dove la condivisione di ciò che ci accade è linfa per i commenti.

Una denuncia sul gruppo Facebook "Sei di Montanaro se..." da parte di una cittadina scuote la piccola comunità del Canavese.

Un post pubblicato nei giorni scorsi ha infatti rivelato un episodio inquietante, che richiama alla mente i tragici casi di bocconi avvelenati disseminati per colpire gli animali.Se non se ne fosse accorta, le chele dei granchi avrebbero potuto ferire gravemente o addirittura uccidere gli animali, in modo analogo a quanto accade con i bocconi avvelenati.

Il post ha suscitato una valanga di reazioni indignate e preoccupate da parte della comunità online. Molti utenti hanno espresso solidarietà con il proprietario degli animali e condannato fermamente il gesto. Alcuni hanno sottolineato l'importanza di segnalare questi episodi alle autorità competenti per prevenire futuri atti di questo genere. Altri hanno suggerito di installare telecamere di sorveglianza per identificare e scoraggiare i responsabili di tali azioni, come spesso si consiglia nei casi di bocconi avvelenati.

La gravità dell'episodio non può essere sottovalutata. Gli animali domestici, in particolare i cani, sono particolarmente vulnerabili a sostanze o oggetti pericolosi gettati nel loro ambiente. L'ingestione di granchi con chele potrebbe causare lesioni interne, soffocamento o avvelenamento, proprio come avviene con i bocconi avvelenati. In questo caso, la prontezza della proprietaria nel rimuovere i granchi ha evitato una possibile tragedia.

Chiunque sia responsabile di un atto del genere potrebbe affrontare serie conseguenze legali. Gettare oggetti pericolosi in una proprietà privata è un reato che può essere perseguito penalmente. Se un animale domestico subisse danni o perdesse la vita a causa di tali azioni, il responsabile potrebbe essere accusato di maltrattamento di animali, con pene che variano da multe salate fino alla reclusione, similmente a quanto accade nei casi di avvelenamento intenzionale.

Il post si conclude con un appello alla comunità affinché si comporti in maniera più civile e responsabile. Il proprietario dei cani suggerisce che, in caso di avanzi di cibo, sarebbe più opportuno donarli ai canili locali piuttosto che lanciarli nei cortili altrui. Questo non solo per evitare rischi per gli animali domestici, ma anche per contribuire in modo positivo al benessere degli animali meno fortunati, evitando pratiche pericolose come l'uso di bocconi avvelenati.


venerdì 24 maggio 2024

ORRORE A PORTO TORRES. UN RAGAZZO STACCA LA TESTA DI UN UCCELLO PER DIVERTIMENTO

 Un gesto orribile, commesso in pieno giorno e sotto gli occhi di tutti, in un'area verde riservata ai bambini. Nel pomeriggio di mercoledì 22 maggio, un giovane ha afferrato un uccello con le sue mani, per poi decapitarlo con un colpo secco, senza alcuna pietà. La terribile vicenda arriva dal parco San Gavino, situato nel centro di Porto Torres, in provincia di Sassari: il ragazzo ha ucciso il volatile mentre si trovava all'interno dell'area giochi del parco, a pochi passi dal bar che solitamente serve bibite e panini alle famiglie che decidono di trascorrere il pomeriggio all'aria aperta.

L'episodio è avvenuto sotto gli occhi di alcuni presenti e, come riporta l'Unione Sarda, un filmato girato da un testimone con il cellulare ha iniziato a circolare nelle chat, scatenando un'ondata di indignazione tra gli utenti, per una crudeltà gratuita e immotivata, una barbarie commessa per un "gioco" sadico, un divertimento difficile da comprendere. Tra i testimoni c'è chi urla inorridito e incredulo, ma c'è anche chi ride.Immagini forti che hanno scatenato anche la reazione delle associazioni animaliste, pronte a sporgere denuncia nei confronti del colpevole. Ricordiamo che chi commette maltrattamenti e crudeltà nei confronti degli animali, in caso di condanna, può essere punito con la reclusione da tre a 18 mesi, e con una sanzione pecuniaria tra i 5mila e i 30mila euro.



ORRORE A NISCEMIL GIOVANE NON PAGA LA DROGA E GLI IMPICCANO IL CANE

 Un ragazzo non avrebbe pagato la droga, i presunti spacciatori gli avrebbero ucciso il cane. A Niscemi, in provincia di Caltanissettadue fratelli – rispettivamente di 22 e 24 anni – con precedenti penali sono stati arrestati dai carabinieri. Le accuse sono: detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, tentata estorsioneminacce e violenze, uccisione di animali, rapina. Secondo chi indaga, per ottenere il pagamento di una dose di droga, da fine 2021 a oggi i due fratelli avrebbero minacciato con continui messaggi sul telefono un 22enne; in un caso dopo averlo percosso gli avrebbero anche rubato il cellulare. Nel marzo 2023 i due, secondo l’accusa per intimorire il ragazzo, avrebbero ucciso il cane di lui impiccandolo al ramo di un albero. I due sono stati arrestati e ora si trovano agli arresti domiciliari.



REGGIO CALABRIA. GROSSO CANE RANDAGIO AGGREDISCE UN CUCCIOLO

 Ormai non si può più stare tranquilli neanche a passeggio con il proprio cane di famiglia sul corso Garibaldi, il centralissimo “salotto buono” di Reggio Calabria, la via principale della città. Così tanto principale che dovrebbe essere presidiata, con la sicurezza garantita. E invece capita, è successo ieri pomeriggio nello specifico, che un grosso cane randagio si aggiri minaccioso al punto da aver aggredito un cucciolo al guinzaglio della propria padrona.Sono stati momenti di panico, con il randagio che si avvicina e trascina a morsi il piccolo animale domestico, poi salvato soltanto dal pronto intervento di alcuni passanti. Il cucciolo è stato immediatamente soccorso: non sono note le sue condizioni.

Visibilmente stravolta la padrona, che ha comprensibilmente iniziato a urlare con le mani ai capelli mentre alcuni passanti provavano a salvare il piccolo dalla stretta morsa dell’aggressore. Secondo alcune testimonianze sui social, seguite al video-denuncia pubblicato da Gabriele Parpiglia, il randagio si aggira da giorni nella zona del centro città, della Pineta Zerbi e di Tremulini. La lotta al randagismo dovrebbe rappresentare una priorità per l’Amministrazione comunale, a maggior ragione dopo un episodio così drammatico come quello di ieri.



ANCORA GATI AVVELENATI AI COMPARTI DI MANFREDONIA

“Vorrei segnalare (tanto per cambiare) la morte misteriosa e improvvisa di diversi gatti in zona comparti, nei pressi di via Tomasi di Lampedusa.

Fino ad ora ne sono morti due, con presenza di sanguinamento dalla bocca in entrambi.

Ci tengo a ricordare a tali belve che il maltrattamento e l’uccisione di cani e gatti è un reato, oltre al fatto che uccidere delle anime così buone e pure è qualcosa di veramente ignobile. Vorrei che questo messaggio venisse diffuso, grazie”.


giovedì 23 maggio 2024

TIR SI ROVESCIA ANIMALI IN FUGA IN AUTOSTRADA (ALCUNI MORTI)

 Venezia, 23 maggio 2024 – Un camion carico di bestiame si è rovesciato sull’A4. Traffico in tilt: carcasse di animali morti sulla carreggiata, capi incastrati nel mezzo, mucche e vitelli in fuga sulla carreggiata. È successo intorno alle 6.30 di questa mattina nel Vicentino, tra tra i caselli di Montecchio Maggiore e Vicenza. Ferito anche l’autista del tir. L’inferno si è scatenato questa mattina sulle corsie dell’A4 in direzione di Venezia, per un tamponamento tra un tir e un’automobile. Auto bloccate non solo per la presenza di diverse carcasse di animali morti sulle carreggiate, ma anche di vitelli e mucche che sono rimasti incastrati nel rimorchio. Alcuni animali sono anche fuggiti lungo l'autostrada.

Il recupero degli animali

Sul posto è arrivata la polizia stradale, i vigili del fuoco e alcuni veterinari dell'Ulss 8 Berica che stanno cercando di recuperare gli animali impauriti e feriti, in fuga verso Vicenza ovest. Ferito il camionista e al momento, al momento sono stimati 5 chilometri di coda.



GATTO UCCISO CON PISTOLA AD ARIA COMPRESSA A FORLI'.

 Un episodio di violenza gratuita che colpisce chiunque abbia un casa un animale domestico. Spesso ci si domanda del perché di gesti insensati quanto crudeli, una domanda che è destinata a rimanere senza risposta anche nell'ultimo caso, avvenuto ai Romiti. A raccontarlo, uno dei tanti che spesso passano sottotraccia, è un parente di un residente. “Hanno ucciso il gatto dei miei genitori sparandogli allo stomaco”. La denuncia arriva da Eugenio Genesi, titolare della farmacia di San Martino in Strada, e riguarda un episodio accaduto lunedì pomeriggio nel quartiere Romiti, nel centro abitato tra la chiesa e il palazzetto dello sport. “Umberto, il gatto dei miei genitori che aveva due anni, usciva sempre durante il giorno e poi rientrava la sera – spiega Genesi –. Lunedì mio padre lo ha visto rientrare in tarda serata in gravi condizioni dopo che era stato lontano da casa per molte ore. Probabilmente si era riparato da qualche parte, dato che pioveva. Lo abbiamo subito portato dal veterinario pensando che fosse stato morso da un cane visti anche i segni che aveva sul corpo e invece dopo un’operazione chirurgica gli è stato estratto dal basso ventre un proiettile sparato da una pistola o da fucile ad aria compressa. Purtroppo è morto la mattina successiva al ricovero”.

Un episodio grave che purtroppo è soltanto l’ultimo di una lunga serie di situazioni simili verificatesi a Forlì. “Sulla mia pagina personale di Instagram ho voluto segnalare l’accaduto, perché ritengo inammissibile che in un quartiere nel centro della città ci possano essere persone che sparino agli animali. In poco tempo ho ricevuto tanti attestati di solidarietà da persone che hanno vissuto situazioni simili. Mi hanno scritto infatti di fatti analoghi o di polpette avvelenate messe apposta negli sgambatoi: ritengo che tutto questo debba finire perché anche gli animali devono vivere in sicurezza”.Genesi ha denunciato l’accaduto alla Polizia e ora spera di trovare il colpevole. “Mi rendo conto che sarà molto difficile risalire a coloro che hanno sparato al gatto dei miei genitori, ma abbiamo comunque deciso di seguire tutte le strade possibile per capire chi ha compiuto questo folle gesto. Mi dispiace che simili persone restino quasi sempre impunite”.



mercoledì 22 maggio 2024

MAMMA ANATRA E I SUOI ANATROCCOLI UCCISI A BOTTE NEL BRESCIANO

 Marone (Brescia) – C’è qualcuno che si divertire a uccidere in modo brutale anatre e cigni selvatici. L'ultima segnalazione arriva da Vello, frazione di Marone, dove un residente ha rinvenuto i corpi senza vita di una famiglia di germani.

Taddeo Rinaldi, durante una sua consueta uscita in kayak, ha trovato galleggianti sull'acqua i cadaveri di una madre anatra e dei suoi quattro piccoli anatroccoli. Secondo le prime indagini, gli animali non sarebbero stati predati da altri animali né tanto meno colpiti dai proiettili di bracconieri. I corpi presentano invece chiari segni di percosse, quasi a lasciar intendere un crudele divertimento o un gesto di puro fastidio nei confronti di questi innocui volatili. Purtroppo, non si tratta del primo episodio del genere. Rinaldi aveva già in passato rinvenuto le carcasse di due cigni, le cui indagini avevano accertato una morte per rottura del collo, probabilmente causata dall'azione di qualche balordo.



ARRIVA IN TOSCANA IL PROGETTO PER TROVARE FAMIGLIA AI CANI DEI DEFUNTI

FIRENZE (22 MAGGIO 2024) Prima o poi tutti dovremo passare a migliore vita lasciando su questa terra i nostri cari ed i nostri bene, ma anche i nostri amici a quattrozampe ed in molti casi questi rimangono soli dopo la morte dell'umano di riferimento o perchè nessuno può prendersene cura o perchè gli eredi a loro volta non hanno interesse ad occuparsi dei quattro zampe, e quindi si aprono per loro le porte dei canili e siccome spesso si tratta di cani anziani quelle porte per la maggioranza di loro non si riapriranno più, Da qui l'arrivo in Toscana del progetto dell'Associazione Italiana Difes Animali ed Ambiente AIDAA detinato proprio a trovare una famiglia ai cani rimasti soli per la morte del loro umano. "Con questo progetto ci rivolgiamo direttamente alle Onoranze Funebri toscane proponendo loro di occuparsi per alcuni giorni dei cani dei defunti fino a quando non si trovi una nuova famiglia che lo possa prendere in adozione o in stallo- scrivoono gli animalisti di AIDAA- e noi dal canto nostro ci impegnamo alla costruzione di una rete di persone e famiglie pronte a dare una mano per trovare una nuova famiglia ai cani rimasti soli, chiediamo quindi alle onoranze funebri che possono essere interessate a questo progetto che nei prossimi mesi partirà in via sperimentale in diverse regioni del sud Italia a contattarci via email all'indirizzo direttivo.aidaa@libero.it per conoscere i dettagli. In Italia sono centinaia i cani che in ogni anno per questo motivo finiscono in canile".