lunedì 4 marzo 2024

MORTO IL GATTO CAROTA CHE ERA STATO RINVENUTO IN GRAVISSIME CONDIZIONI A SAN GIUSEPPE JATO

PALERMO (4 MARZO 2024) Purtroppo non ce l'ha fatta Carota il gatto ritrovato nei giorni scorsi a San Giuseppe Jato in condizioni gravissine il quale era stato picchiato ed al quale da una lastra eran stati rintracciati delle tracce di proiettili. Carota, questo il nome che le volontarie avevano dato a questo micio non ce l'ha fatta ed è morto presso la clinica Primavera di Palermo dove era ricoverato questa mattina. L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA ha inviato questa mattina alla procura di Palermo un esposto per chiedere di individuare il colpevole di questi maltrattamenti e per chiedere di verificare le inadempienze rispetto agli obbligi previsti dalla legge 281791 del sindaco di San Giuseppe Jato responsabile anche in solido dei randagi circolanti nel suo territorio proprio in base a quella legge.


CANTELLO. PRESO L'AVVELENATORE DI GATTI

 ndividuato il presunto responsabile di un tentativo di uccisione di gatti con veleno per topi. È accaduto a Cantello, con l’intervento dei carabinieri forestali del Nucleo di Arcisate, impegnati quotidianamente a tutela del benessere degli animali. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo all’interno di due ciotole contenenti del cibo avrebbe inserito veleno per topi con l’intento di farlo ingerire ai felini che si aggirano nei pressi della sua abitazione. Grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, oltre all’individuazione del presunto responsabile, il pronto intervento dei militari con il sequestro dell’esca e la rimozione del pericolo ha impedito l’uccisione dei gatti. Salvi dunque i felini mentre la posizione dell’uomo è al vaglio degli inquirenti. Il maltrattamento e l’uccisione di animali comportano pene fino a due anni di reclusione.

A Gallarate invece proseguono da parte della Polizia locale le indagini per individuare chi ha gettato bocconi avvelenati nel parco di Villa Delfina. Salvato in extremis un cane che aveva inghiottito il boccone avvelenato.


NEL SANNIO CANE METTE IN FUGA I LADRI

 L’ostinazione dei ladri che perseverano nei loro blitz, nella loro delinquenziale azione nonostante il plus di rinforzi che è stato ordinato dalle forze dell’ordine. Proprio al fine di contrastare i fenomeni predatori. È stato un sabato sera particolarmente agitato in quel di Airola, realtà che già da un paio di mesi è investita da una ondata massiccia di furti nelle abitazioni. Ladri in azione con un flex, pronti ad avere la meglio anche sulle inferriate poste a protezione di balconi e finestre. È accaduto in una villetta sita a pochi passi dal centro abitato di Airola.



A FIRENZE TROVATE SPUGNE FRITTE. "QUALCUNO VUOLE UCCIDERE I CANI".

 Firenze, 4 marzo 2024 – C’è timore tra i padroni dei cani in città dopo il moltiplicarsi di segnalazioni di spugne fritte degli ultimi giorni. Giovedì ne è stato trovata una in via Mariti nella zona di Ponte di Mezzo, e quindi con tutta probabilità abbandonata con l’intento di uccidere qualche cane. La maggior parte delle segnalazioni tuttavia arrivano dalla periferia opposta della città, da Ponte a Ema. Mercoledì sera un altro pezzo è stato prontamente levato a pelo dalle fauci di una bestiola ai giardini tra via Ugo la Malfa e via Luigi Longo. Lo stesso giorno un’altra padrona ha avuto un’analoga esperienza nella medesima area verde. Dopo la segnalazione sui social, sempre nei pressi del parco un cittadino ha rinvenuto altri tre frammenti. "Ero a giardini pubblici negli interni di Ponte a Ema e il mio cane ha preso in bocca un pezzo di spugna di circa tre centimetri – racconta Matteo, il padrone del cane che ha scampato il pericolo per un soffio mercoledì – Per fortuna l’ha subito risputata al mio ‘no’. Poi l’ho annusata per sincerarmi che fosse stata proprio una spugna fritta (e quindi non caduta accidentalmente, ndr ) e non ho dubbi perché odorava fortemente di olio". Sempre nella zona di Firenze Sud, circa un mese e mezzo fa un cane mangiò un boccone avvelenato, probabilmente trovato a Gavinana, ma fu fortunatamente salvato dai veterinari della clinica AniCura di via Svezia. Talvolta, spiegano gli specialisti della clinica, purtroppo le spugne non vengono solamente fritte ma anche avvelenate oppure vengono fatti bocconi con lamette o vetri con crudele intento di far danni agli animali. Tuttavia in tutti i casi di questi giorni non risultano segnalazioni ufficiali né alla Direzione ambiente né all’Enpa, perché purtroppo le spugne ritrovate sono state buttate via e non consegnate alle autorità preposte a indagare. Per questo spiegano dall’Ente protezione animali, è prematuro dare i casi per accertati finché le spugne ritrovate non vengono analizzate, ma è fondamentale chiamare subito i vigili o le guardie zoofile per consegnargliele. Successivamente alla consegna alla polizia municipale, spiega il Comune, le spugne sono analizzate dall’Istituto zooprofilattico e nel caso venissero verificate viene informata la Direzione ambiente. Le spugne fritte rappresentano un potenziale pericolo per i cani, ma anche per i gatti e la fauna selvatica.



domenica 3 marzo 2024

AIDAA DENUNCIA IL PASTORE DI RIPI CHE HA QUASI AMMAZZATO UN CUCCIOLO DI SETTER A BASTONATE

 RIPI (FROSINONE 3 MARZO 2024)l'Associazine Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA presenterà una denuncia contro il pastore che sabato pomeriggio prendendolo a bastonate ha ridotto in fin di vita il cucciolo di setter in località Colle Alto nel comune di Ripi in provincia di Frosinone.  "Nn sono chiare le motivazioni di tanta violenza da parte dell'uomo nei confronti del povero cucciolo che appartiene ad una sua vicina- scrivono gli animalisti di AIDAA- ma noi riteniamo che qualunque sia la mtivazione non giustifichi nessuna violenza contro un essere vivente nel caso specificico non ci si può limitare a parlare di violenza ma possiamo tranquillamente parlare di furia omicida perchè appare chiaro che ogni volta che quell'uomo ha brandito il suo bastone colpendo quel povero cucciolo inerme avesse intenzione di ammazzarlo e per questo se ci fossero leggi adeguate in questo paese non dovrebbe trovarsi a piede libero ma nelle patrie galere, ma da noi purtroppo non è cosi".



GATTO SPARATO E PICCHIATO TROVATO IN FIN DI VITA A SAN GIUSEPPE JATO

SAN GIUSEPPE JATO (PALERMO 3 MARZO 2024) Ancora violenze gravi su un gatto. Il fatto è accaduto a San Giuseppe Jato in provincia di Palermo, dove un gatto in pessime condizioni è stato salvato da un gruppo di volontari e portato in una clinica del capoluuogo dove lotta tra la vita e la morte. Non è chiara la dinamica del fatti. Secondo alcune ricostruzioni il gatto sarebbe stato bastonato, secondo altre testimonianze investito da un'auto forse dopo il pestaggio. Rsta il fatto che una volta portato in clinica e sotoposto a radiografie il gatto che viene chiamato Carota sono stati trovati anche dei palllini nel corpo probebilmente sparati contro di lui da mano ignota con una una pistola. L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA ha deciso di vederci chiaro e presenterà nei prossimi giorni un esposto alla procura di Palermo chiedendo di ricostruire quanto accaduto al povero gatto che nel frattempo è ricoverato e lotta tra la vita e la morte. e che comunque ha perso un occhio.







CUCCIOLO DI SETTER PRESO A BASTONATE DA UN PASTORE E RIDOTTO IN FIN DI VITA

 Prende a bastonate un cane fino a ridurlo in fin di vita. Orrore sabato 2 marzo a Ripi, in località Colle Alto dove un pastore si è reso protagonista di un episodio orribile di inaudita violenza nei confronti di un animale. Per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri Forestali, sopraggiunti dopo la richiesta di aiuto da parte di alcuni testimoni, l'uomo ha iniziato a colpire con violenza un cagnolino di razza Setter di proprietà di una persona del posto lasciandolo agonizzante sull'asfalto.L'animale è stato soccorso e attualmente si trova presso lo studio di un veterinario ma sarebbe in condizioni disperate. Non si esclude che nei confronti dell'autore del maltrattamento siano adottati i dovuti provvedimenti. I carabinieri stanno ricostruendo l'episodio anche attraverso la testimonianza dei numerosi presenti.