venerdì 22 ottobre 2021

TENEVA IL CANE SEGREGATO SUL BALCONE. ASSOLTO PERCHE' LA CASA NON ERA SUA

 Presunto abbandono e maltrattamento di animali. Il giudice  di Lecco Giulia Barazzetta ha assolto G.Di M., 46 anni, per l’episodio del 17 maggio 2018: sul balcone del suo appartamento  nella cittadina lacuale un golden retriever di proprietà della sua ex compagna, abbaiava in continuazione e i vicini hanno chiamato i carabinieri e il 46enne denunciato. Il pm Mattia Mascaro ha chiesto la condanna a un’ammenda di mille euro, mentre il difensore del 46enne, l’avvocato Filippo Bignardi, ha dimostrato che l’appartamento non era in uso all’imputato, ma all’ex compagna.




CACCIATORE ENTRA IN GIARDINO E AMMAZZA IL CANE

 Quello che è accaduto in un giardino privato ha dell'incredibile. Sì perché a rimetterci la vita è stato un povero cane che se ne stava tranquillamente nel prato di casa sua. Ma cominciamo dall'inizio. Siamo a Cavarzere, località della città metropolitana di Venezia. Lì vive un cane, dal mantello pezzato, è stato adottato dalla sua padroncina che, dopo averlo preso al canile, lo ha ribattezzato Tyson. È un giorno come tanti quando, improvvisamente, nel giardino si presenta un intruso. È un cane da caccia che, chissà per quale motivo, si è intrufolato nella proprietà privata e adesso è a tu per tu con Tyson. La proprietaria, sorpresa, sembra preoccuparsi. I due cani iniziano a rincorrersi, forse stanno semplicemente giocando ma la donna decide di intervenire. Così richiama e cerca di prendere il suo cagnolone. L'uomo, entrato nel giardino, stando a a quanto denunciato dalla Gibin, non ci pensa due volte e, imbracciato il fucile, spara lasciando la signora sotto choc. Il primo colpo colpisce Tyson uccidendolo, l'altro colpisce il cartello che aveva affisso la proprietaria nel giardino e che, corredato da una fotografia del cane, recitava: "Io vivo qui, Tyson". Già, perché Tyson, dopo l'arrivo dei carabinieri, è stato prelevato per le analisi necessarie alla ricostruzione di fatti che, al momento, non trovano giustificazione alcuna.



ANCONA. ALLARME IN CITTA' CHIODI NEI WUSTERL SPARSI TRA LE SIEPI PER UCCIDERE I CANI

 ANCONA – È ancora allarme nella città di Ancona per il ritrovamento di bocconi avvelenati o wurstel con all’interno chiodi nascosti tra le siepi, con il chiaro obiettivo di uccidere i cani che passeggiano in città. Qualunque sia il motivo – odio, intolleranza, disagio mentale, ignoranza – l’Enpa invita le Autorità e il Comune ad adottare strategie di prevenzione e di controllo per risalire ai responsabili.


“Dal viale a Piazza Cavour, persino all’interno delle aree di sgambamento, i cani dei cittadini sono fortemente a rischio. E’ ora che si lavori sulla prevenzione – commenta Michela Severini, Enpa Ancona – da subito, chiediamo interventi di bonifica e pulizia straordinaria: ad esempio, nel viale, dove la sporcizia e i resti di cibo nascosti tra le siepi potrebbero celare ancor di più questi bocconi, difficilmente individuabili”.
Per l’Enpa, però la sola pulizia non è sufficiente. “Ci auguriamo, per la sicurezza di tutti, inclusi i bambini che potrebbero accidentalmente ingerire tali esche, che nei luoghi sensibili siano installati sistemi di videosorveglianza in modo da risalire ai colpevoli e sanzionarli duramente”.



giovedì 21 ottobre 2021

ORSO MARSICANO INVESTITO. AIDAA RILANCIA "FARE PONTI ERBOSI SU A25"

l'orsa amarena era passata coi suoi cuccioli attraversando la A25

AVEZZANO (21 OTTOBRE 2021) "Nei giorni scorsi sulla A25 un orso marsicano è stato ucciso molto probabilmente da un mezzo pesante, che poi si è dato alla fuga e ci auguriamo che questo criminale venga preso e punito come deve, ma la nostra attenzione dopo le dichiarazioni ufficiale del parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise che ha dichiarato che da anni chiede alla concessionaria dell'autostrada, la società Strada dei Parchi, non ha mai dato seguito alle richieste di messa in sicurezza avanzate. Il Parco era tornato nella primavera scorsa a sollecitare Strada dei Parchi sull'opportunità di adottare misure adeguate a ridurre il rischio di incidenti, dopo aver ricevuto la segnalazione che l'orsa Amarena e i suoi quattro cuccioli avevano nuovamente attraversato l'autostrada fra Pescina e Carrito, frazione di Ortona dei Marsi. Un'area in cui, nel 2017, era stato accertato il passaggio di almeno un orso grazie ai dati del collare . La società concessionaria ha ammesso nel suo comunicato che occorre costruire 83 km di barriere di sicurezza, indicando quelle che sono le difficoltà legate alle attese di alcuni piani operativi.  L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente rilancia proponendo in attesa che si costruiscano queste barriere di sicurezza i cui tempi non sono ancora chiari, la realizzazione dei ponti erbosi. Si tratta di strutture in legno con base in acciaio smontabili che possono tranquillamente permettere da una parte all'altra dell'autostrada dei selvatici del parco, orsi in testa, senza mettere in pericolo la vita di nessuno cosi come già avviene in molte altre nazioni del mondo".  Questo il comunicato ufficiale dell'AIDAA dopo le precisazioni della società Strade dei Parchi in merito alla uccisione dell'orso marsicano investito nella notte tra lunedi e martedi scorso sulla A25  in direzione Pescara, al Km 94 tra Avezzano e Celano.

MORTE ORSO MARSICANO. STRADE DEI PARCHI RICONOSCE RITARDI

 Dopo l'annuncio dell'esposto inviato dalla nostra associazione ieri per chiedere indagini approfondite sui motivi per cui tali interventi, più volte richiesti e sollecitati, non siano mai stati messi in essere e di individuare e punire i responsabili di tali negligenze che hanno portato alla morte dell'orso. Strada dei parchi ha risposto con un comunicato riportato dall'Agenzia ANSA DOVE DI FATTO RICONOSCE I RITARDI NELLA REALIZZAZIONE DELLE BARRIERE CHE POTEVANO SALVARE LA VITA A QUESTO E AGLI ALTRI DUE ORSI MORTI NEGLI ANNI SCORSI.  

riportiamo qui di seguito per correttezza la risposta della concessionaria dell'autostrada A25 pubblicato nel comunicato Ansa di Ieri.

Strada dei Parchi, concessionario delle autostrade laziali e abruzzesi A24 e A25, parlando in una nota del piano della sicurezza, ricorda che è in essere un accordo con il Pnalm per l'installazione di 83 km di nuove recinzioni, appositamente disegnate per impedire l'attraversamento della fauna delle locali riserve naturali, di ogni taglia. «L'intesa con il Pnalm - spiega SdP - non è la sola misura prevista, ma è tra gli interventi programmati nel Piano Economico Finanziario. Un Pef che SdP ha presentato innumerevoli volte, in diverse versioni secondo le indicazioni ricevute dal Governo, ma che è continuamente rinviato da circa nove anni (L. 220/2012). Una programmazione che darebbe certezze agli utenti delle nostre autostrade, perché fa della sicurezza degli utenti stradali e della salvaguardia del territorio i suoi assi portanti». 


di fatto ammettendo che mancano ben 83 chilometri di protezione attorno a quell'autostrada.



GATTI NERI. EVITARE ADOZIONI NELLA VICINANZA DI HALLOWEEN

Sono oramai tre anni, complice probabilmente anche il covid ed il maltempo, che non si sente parlare di riti sacrificali nella notte a cavallo tra il 31 ottobre e il primo novembre. Questo non vuole dire che i riti sacrificali di animali ed in particolare dei gatti neri siano del tutto scomparsi, ma potrebbero essere solamente meglio nascosti. Certo al momento non ci sono segnali che indicano ipotesi di questi riti nella notte delle streghe di questo 2021, ma ciò non toglie che occorre prudenza e comunque l'invito dell'associazione italiana difesa animali ed ambiente è quello di evitare le adozioni di gatti neri senza che siano stati fatti i controlli ed i preaffidi. Non costa nulla aspettare qualche giorno per evitare che qualche malintenzionato o qualche emulatore possa fare del male ai mici nero mantati. Lo stesso consiglio per i gatti di casa evitate se potete di farli uscire di casa per qualche giorno. Prevenire, come dice un vecchio adagio, è sempre meglio che curare. 



DENUNCIATI DUE CACCIATORI PER ABBATTIMENTO DI FAUNA SELVATICA

 


Denunciati per aver abbattuto fauna protetta con richiami acustici vietati. È accaduto a due  cacciatori fermati a Castano Primo, hinterland nord ovest di Milano, ai quali i carabinieri della forestale di Magenta hanno anche sequestrato le armi.

Nei giorni scorsi le guardie venatorie Wwf Lombardia hanno scoperto decine di cacciatori intenti ad abbattere, con mezzi vietati, praticamente qualsiasi tipo di volatile. In particolare nei comuni di Gambara e Gottolengo, nel Bresciano, nell’arco di due ore sono stati denunciati 9 cacciatori e un uomo addirittura privo di licenza di caccia (denunciato quindi per porto abusivo d’arma).