mercoledì 17 ottobre 2018

MESSO IN SICUREZZA IL GELSO DI MAGENTA GRAZIE ALL'INTERVENTO DI AIDAA

MAGENTA (17 ottobre 2017) - Questa volta il protagonista del salvataggio del grande Gelso che si trova nella piazza principale di Magenta non è il presidente di AIDAA ma bensi il fratello maggiore del presidente Roberto Croce, che nei giorni scorsi aveva notato le condizioni non ideali del gelso di piazza Liberazione a Magenta, infatti l'albero a causa del grosso carico di foglie e in assenza di potatura si stava divaricando in maniera pericolosa, e considerato che sotto l'albero era stata istallata una giostra per bambini c'erano grossi rischi sia per la vita dell'albero che doveva essere in qualche modo imbrigliato ma anche per l'incolumità dei bambini che sulla giostrina giocano. Da qui la decisione dell'uomo di recarsi in comune a Magenta facendo presente agli esperti del settore verde la problematica, dopo una serie di sollecitazioni il grande Gelso è stato potato e messo in sicurezza grazie all'imbrigliatura di due tiranti salvando cosi sia l'albero che l'incolumità dei bimbi.
ROBERTO CROCE FRATELLO DEL PRESIDENTE AIDAA

LE OPERAZIONI DI MESSA IN SICUREZZA DEL GELSO A MAGENTA

QUESTE MERAVIGLIE CERCANO CASA

AIUTATECI A TROVARNE UNA. LORO SONO A BERGAMO






NOVATE. INCENDIO VICINO AGLI ORTI IN BONIFICA. AIDAA IN PROCURA

NOVATE MILANESE (17 OTTOBRE 2018) - Sono iniziati i lavori di bonifica dalla presenza di amianto degli orti di Novate Milanese, ma proprio alla vigilia dell'inizio dei lavori di bonifica un incendio è scoppiato in un azienda che si trova a meno di cinque metri in linea d'aria dal cantiere di bonifica. Oggi come era stato preannunciato la scorsa settimana il presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce e la consigliera del municipio otto di Milano Maria Aurora De Muzio (interessata in quanto il cantiere e l'azienda incendiata si trovano di fatto sul confine tra Novate e il territorio del municipio 8 di Milano) si sono recati nella zona per verificare la situazione e capire quali sono le problematiche ambientali ancora aperte. "Appare strano che ogni volta che si parla di bonificare gli orti abusivi scoppia un incendio nella zona come gia avvenuto due anni orsono- ci dicono Lorenzo Croce e Maria Aurora De Muzio- ma sicuramente la questione merita approfondimento a vari livelli e per questo AIDAA ha inviato proprio martedi un esposto alla procura di Milano per accertare come si sono sviluppati i fatti e se tra le due vicende posssano in qualche modo esservi delle situazioni convergenti".


martedì 16 ottobre 2018

SI FERMA O NO IL TAP?

Contraddittoria posizione del M5S che rinuncia a bloccare il gasdotto TAP. Potì: ‘Bisogna far emergere le (decine) di violazioni di legge di tap. Tap si bloccherebbe da sola, per propria responsabilità, senza il terrore di penali o risarcimenti’. No TAP: ‘Traditi dal M5S, sospeso lo stato di diritto’.


Volontà politica o alti costi di abbandono? Qual è la reale motivazione per la quale il Movimento 5 Stelle ha gettato la spugna sul gasdotto TAP, accettando che i lavori si portino a compimento?
Ieri, in occasione dell’incontro istituzionale tra Governo e rappresentanti delle istituzioni pugliesiBarbara Lezzi ha dichiarato che questo Governo ha le mani legate per il ‘costo troppo alto che dovremmo far pagare al Paese per fermare l’opera, un costo che per senso di responsabilità non possiamo permetterci’.
Ma pochi giorni fa la Lezzi aveva dichiarato in un’intervista che la Lega vuole il gasdotto, altrimenti avrebbero già agito. Proprio ieri Salvini, ospite al convegno di Confimi Industria, aveva lanciato il suo diktat: ‘Il gasdotto TAP si deve fare’.
D’altro canto il calcolo dei costi presentato ieri dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Andrea Cioffi (M5S), non sembra supportato da alcun dato, dal momento che ben 5 Ministeri, tra cui il MISE, hanno dichiarato per iscritto di non avere informazioni in merito a costi di abbandono dell’opera e potenziali beneficiconnessi alla realizzazione del gasdotto TAP.
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CANI MORTI A TRANI. NON E' VELENO LA CAUSA


Se alcuni cani sono morti a fine agosto, con decessi a distanza ravvicinata l’uno dall’altro, le cause non sarebbero riconducibili alle polpette avvelenate poste sotto accusa da numerosi cittadini e, a detta di più di uno, disseminate qua e là, a mo’ di esche, da un presunto serial killer degli animali. Ad escluderlo sono i rapporti rilasciati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Puglia e Basilicata, di Foggia, sulla base di due polpette prelevate da suoli oggetto di interesse, nei pressi di luoghi in cui si sarebbero verificate decessi di animali. I campioni furono consegnati al laboratorio da agenti della Polizia locale. 
Il primo prelievo è del 2 settembre, il secondo del 13. Ebbene, in entrambi si rilevano assenze di metaldeide, diserbanti, pesticidi, arseniuri e fosfuri, mentre risultano non rilevabili le tracce di altri componenti chimici che avrebbero costituito una polpetta da definirsi «avvelenata». 
A firmare i rapporti il responsabile di laboratorio, Marilena Muscarella. I vigili, unitamente ai volontari appartenenti all’associazione Oipa (convenzionata con il Comune di Trani), avevano svolto una serie di attività di accertamento e controllo.
Durante tali controlli, avevano prelevato le presumibili “esche”, ritenute da molti denuncianti “bocconi avvelenati”, una in via delle Tufare, l’altra in piazza Cezza.
Proprio nella zona di quest’ultima si erano verificati episodi di ritrovamento di polpette e morti di cani che, peraltro, non sono state mai accertate con riferimento alla causa: infatti, nessuno dei proprietari ha mai sottoposto i propri animali ad autopsia.
Ma tanto era bastato per indignare un quartiere e sollevare un’autentica insurrezione popolare sui social network, contro un non meglio precisato serial killer degli animali. Si avviarono petizioni ed emersero figure carismatiche di veri e propri capipopolo, che all’occorrenza sarebbero entrati in azione. 
Detto, fatto, il 28 agosto, in tarda serata si scatenò un’autentica caccia all’uomo dopo che qualcuno aveva avvistato una sagoma, vestita di nero, lanciare delle polpette proprio nella già citata aiuola di piazza Cezza: da lì a poco molta gente scendeva in strada per un’autentica ronda improvvisata.
Così, dopo avere chiamato sul posto la Polizia, gli agenti del Commissariato fermarono, in piazza Martiri di via Fani, un uomo vestito sì di nero, ma indossava i pantaloni corti e portava con sé non polpette, ma una focaccia: fu immediatamente rilasciato, nonostante fosse stato oggetto di pesanti insulti da parte degli astanti. Da allora il caso s’era progressivamente ridimensionato e le luci dei riflettori dell’opinione pubblica attenuate. Ieri, però, appena la pagina Facebook Città di Trani ha rilasciato il rapporto per fare cessare ufficialmente l’allarme, gli animalisti si sono tutti riaffacciati sulla scena. E la domanda più frequente, adesso, è per cosa quei cani siano morti. Infatti, se è un dato di fatto che le polpette non contenessero veleno, appare altrettanto indiscutibile che alcuni cani, in quei giorni, abbiamo smesso di vivere. 
Potrebbe anche non essere stata una fortuita coincidenza, ma è pur vero che, se nessuno ha sottoposto ad autopsia il proprio animale - e nessuno lo ha fatto - si può affermare tutto e il contrario di tutto: fino a prova contraria, i rapporti dei medici esprimono dati ufficiali, il resto alimenta ben altro.

UCCELLO PROTETTO ABBATTUTO A LECCO.DENUNCIATO UN BRACCONIERE

Agenti della Polizia provinciale di Monza e carabinieri della Forestale di Carate Brianza hanno denunciato un bracconiere di 52 anni di Ello. Con lui è stato fermato anche un cacciatore di frodo di 32 anni di Terno d'Isola. Le due doppiette sono state sorprese all'interno di un capanno per l'attività venatoria in località Naresso di Besana Brianza, a poca distanza tra l'altro da un'oasi naturale protetta, mentre sparavano contro gli uccelli migratori. Dentro il capanno è stato trovato un esemplare di storno appena abbattuto, nonostante di questa specie non sia consentita la caccia, oltre a numerosi altri uccelli, soprattutto tordi bottacci, non registrati. L
a doppietta trovata in possesso della specie di cui è vietata la caccia è stata denunciato per violazione della legge sulla attività venatoria, ma a entrambi sono state sequestrate le armi, cioè Falco calibro 24 ed un Beretta calibro 12. Agenti e carabinieri hanno anche sequestrato tutti gli animali abbattuta irregolarmente. I due cacciatori dovranno poi pagare una multa di quasi 1.100 euro ciascuno. 

IL VERDE NEL MUNICIPIO 8. INCONTRO GIOVEDI 18 OTTOBRE

Ne parliamo in diretta facebook all'edicola 2.0 al centro CITY LIFE DI MILANO insieme a Maria De Muzio consigliera municipio otto di Forza Italia, Alberto Arosio capogruppo M5S Municipio otto e a Paolo Romano capogruppo PD al Municipio otto. Saremo anche in diretta facebook. INGRESSO LIBERO.