venerdì 22 febbraio 2019

SAVONA. VOLPE UCCISA E LEGATA AD UN ALBERO

Episodio di bracconaggio nei boschi di Stellanello. Ritrovata una volpe fissata sul ramo di un albero e circondata da numerosi bossoli ai piedi dell’albero. Tra le ipotesi più probabili che si tratti di un avvertimento lasciato da un gruppo di bracconieri ad un’altra fazione per segnare il possesso esclusivo del territorio. Sulla vicenda indagano i forestali.

POLPETTE AVVELENATATE ANCHE A CIVITANOVA


CIVITANOVA  - Blitz dei carabinieri nel parco Cecchetti e in tutti i luoghi nei quali nei giorni scorsi è stata segnalata la presenza di polpette avvelenate. Da quache tempo sul web non si parla d’altro, e anche i carabinieri della Compagnia di Civitanova, guidata dal maggiore Enzo Marinelli, hanno voluto vederci chiaro. 
Così nella tarda mattinata di ieri alcune pattuglie di militari dell’Arma, insieme con i colleghi carabinieri forestali del reparto del parco di Visso, hanno sguinzagliato i cani antiveleno. Dida e Malta, un pastore belga e un labrador, hanno pattugliato la zona, a partire proprio dall’area Cecchetti, una zona verde particolarmente frequentata dai padroni di cani e dai loro amici a quattro zampe.
Le segnalazioni di quelle strane polpette, infatti, erano cominciate proprio lì e nel giro di qualche giorno i social si erano riempiti di fotografie che ritraevano quel cibo abbandonato sui marciapiedi, in bella vista. E i carabinieri, in maniera autonoma, hanno avviato le indagini, anche sulla base di un’ordinanza ministeriale del 13 giugno 2016 che regola le norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati. Le ricerche ieri hanno dato esito negativo. I controlli continueranno fino a che non verrà fatta chiarezza sulla vicenda.

ENNESIMA STRAGE DI CANI AVVELENATI IN CALABRIA

Quattro cani avvelenati in appena cinque giorni. L’amaro bilancio è dell’amministrazione di Sant’Onofrioche denuncia come personale comunale abbia ritrovato per le vie del paese quattro bestiole morte quasi certamente per avvelenamento. In una nota stampa viene fatto riferimento ad «esche a forma di polpette e di altri impasti, letali per gli animali che ingerendo il mix mortale si vedono agonizzanti ai bordi delle strade rurali del paese». «Episodi gravi», riferisce il sindaco Onofrio Maragò che invita tutta la cittadinanza a prestare attenzione ed avvisare le autorità se si nota qualcosa di sospetto. «L’amministrazione tutta - prosegue la nota - condanna fermamente questi episodi, al quanto sgradevoli, crudeli e brutali. Non è così che si allontana il randagismo. A tal proposito, proprio giorni fa, è stata rimodulata la convenzione per il mantenimento dei cani abbandonati con il Mondo di Pluto». Il nuovo accordo, recentemente stipulato, aumenta da 10 a 25 cani, perciò l’amministrazione «rimane vicina al problema del randagismo, e si fa garante, per il mantenimento del servizio, aumentando l’impegno di 15 unità in più rispetto alla vecchia convenzione».

CANILE LAGER DI CORINALDO. IERI UDIENZA IN TRIBUNALE

Corinaldo (Ancona), 20 febbraio 2019 - Rinchiusi in box stretti, sporchi, pieni di feci, senza cibo, senza acqua, con le zecche sul corpo, lasciati con ferite infette e malattie non curate e senza la possibilità di correre. E’ stato descritto così ieri, dalle testimonianze dei volontari dell’associazione «Amici Animali», durante l’udienza in tribunale ad Ancona, un canile privato che ospitava 70 animali alla periferia del paese. La struttura, alla quale si rivolgevano anche diversi Comuni del circondario per far fronte al fenomeno dell’abbandono, è stata sequestrata ad ottobre 2012 dopo un controllo delle guardie zoofile di Ancona. Per i fatti sono imputati i due proprietari della struttura, moglie e marito, di 62 e 72 anni, e un veterinario dell’Asur di 63 anni che si sarebbe dovuto accorgere delle condizioni dei cani sottoponendoli a cure adeguate. Sono accusati di uccisione e abbandono di animale, tentata truffa e inadempimento di contratto.


giovedì 21 febbraio 2019

AIDAA. CHIARA FERRAGNI HA LE MANI SPORCHE DEL SANGUE DI MIGLIAIA DI COCCODRILLINI

MILANO (21 FEBBRAIO 2019) Molto probabilmente la signora Chiara Ferragni non ignora quale massacro ci sia dietro la borsa di coccodrillo da lei presentata nei giorni scorsi, ma nonostante tutto la signora che vive felice nel cuore di City Life a Milano se ne frega, se ne frega che centinaia di cuccioli di coccodrillo vengono stipati in vasche di cemento e uccisi in maniera brutale, spesso sgozzati con coltelli o taglierini per far si che la loro pelle ancora giovane possa servire per produrre borse e cinturini di orologi, proprio come quelle borse che la signora Chiara Ferragni propone in cambio di soldi. Già il cambio è sempre lo stesso soldi per il sangue degli animali. e poi chi se ne frega se migliaia di cuccioli di coccodrillo vengono sgozzati atrocemente, già chi se ne frega l'odore del loro sangue in Texas non arriva fino agli attici della Milano della Ferragni e delle altre come lei che partendo dal privilegio della loro posizione di "influencer" fanno soldi sulla pelle degli animali (questo vale per i coccodrilli e per tutti gli altri animali sgozzati o gasati per le pellicce o per i giubbotti in pelle ovviamente con costi non inferiori a diverse centinaia di euro). Per questo motivo l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA invita gli amanti degli animali a non seguire più le performance e a scrivere alla signora ricordandole che i suoi soldi sono sporchi di sangue, del sangue di animali morti per accontentare persone che per il loro egoismo permettono il sacrificio di milioni di animali ogni giorno, persone delle quali la signora Chiara Ferragni è testimonial perfette con le mani sporche del sangue di milioni di innocenti.

TRE CANI AVVELENATI CON LUMACHICIDA A MOLTENO

MOLTENO – Tre cani avvelenati in un’unica sera, quella dello scorso venerdì, e in un’unica strada di Molteno, via XV Aprile, dove affacciano alcune villette con giardino: ce lo racconta Mirko, il proprietario di Ares, un bel esemplare di Amstaff maschio e uno dei tre cani vittime del grave episodio. 
“Venerdì in tarda serata, mia moglie ha portato Ares a fare una camminata appena fuori da casa. Ad un certo punto il cane ha mangiato qualcosa ma al momento non è stato possibile capire cosa, lo abbiamo purtroppo capito solo dopo”.
“Quando Ares è rientrato a casa ha iniziato a correre come impazzito, credevamo volesse uscire di nuovo, ho provato a fargli scendere le scale ma non riusciva a fare i gradini, era come disorientato e si piegava sulla pancia come se avesse mal di stomaco – ha proseguito il proprietario – lo abbiamo immediatamente portato al pronto soccorso veterinario a Lecco dove è stato subito preso in cura”.
Dagli esami sull’animale, i veterinari avrebbero riscontrato un avvelenamento da metaldeide, un potente lumachicida. “Ares non è ancora fuori pericolo – racconta Mirko – il suo corpo ha smaltito il veleno ma ha sofferto per due giorni le convulsioni, ancora non sappiamo se ha riportato dei danni a causa dell’intossicazione”.
Quello di Ares non è stato un caso isolato: altri due cani sempre sulla stessa via sono stati avvelenati la stessa sera. “Si tratta dei cani dei nostri vicini di casa, entrambi sono stati portati in cliniche veterinarie dopo aver accusati sintomi di avvelenamento – prosegue Mirko – anche nel loro caso gli esami hanno verificato che era stato ingerito del lumachicida”.
I due cani si sono ripresi e hanno già potuto fare ritorno a casa. Resta la preoccupazione dei padroni di Ares e l’allarme per quanto accaduto.
Il sospetto dei residenti è che la pericolosa sostanza possa essere stata gettata in zona, nei giardini delle ville da malviventi intenzionati a compiere furti; il veleno sarebbe servito quindi ad eliminare la presenza dei cani da guardia da quelle proprietà obiettivo dei ladri.

VICENZA. TIENE UCCELLI RARI IN GABBIA. BRACCONIERE DENUNCIATO

Durante delle indagini per la sparizione di alcuni gatti nel Vicentino, a Lumignano di Longare, le Guardie Zoofile dell'Ente Nazionale Protezione Animali hanno intercettato un bracconiere che deteneva illegalmente in casa un numero considerevole di uccelli appartenenti a specie particolarmente protette. Il soggetto non ha saputo dare spiegazioni plausibili in merito al fatto né tantomeno alle condizioni totalmente inadeguate in cui venivano detenuti i poveri animali. È quindi scattata la chiamata ai Guardiacaccia della Provincia, che in mezz'ora sono giunti sul posto per compiere le indagini e il sequestro penale, convalidato dalla Dottoressa Serena Chimichi.
I fatti risalgono a domenica 27 gennaio, quando una pattuglia di tre Guardie Zoofile sta indagando per dare risposte ad alcuni residenti di Lumignano ai quali in meno di due settimane erano spariti ben quattro gatti, animali d'affezione che vivevano in casa. Sentite le testimonianze dei proprietari, le Guardie hanno iniziato le indagini ed è in questo frangente che sono giunti a casa del sessantenne, dove hanno trovato nel garage ben quattordici uccelli vivi di provenienza illecita. Gli animali erano infatti privi di documenti, senza anello (la targa degli uccelli che ne certifica la provenienza) e buona parte di essi appartenevano a specie minacciate e particolarmente protette.
Tra gli uccelli trovati, le Guardie hanno catalogato quattro Lucherini (spinus spinus), un pettirosso ( erithacus rubercula), una cincia mora ( periparus ater ), due passere scopaiole ( prunella modularis), quattro fringuelli ( fringilla coelebs), un merlo ( turdus merola) e un tordo bottaccio (turdus philomelos), specie che se inserite nel mercato nero valgono una piccola fortuna. Gli animali erano detenuti nelle gabbiette utilizzate dai cacciatori per portare gli uccelli da richiamo nei luoghi di caccia, e si trovavano quindi spazi talmente angusti da non riuscire nemmeno ad aprire le ali. Le gabbiette erano sistemate in un armadio a parete con le antine chiuse, che permettevano solo il passaggio dell'aria e di un minimo di luce.
All'interno dell'armadio le gabbie erano inoltre disposte in doppia fila, in quella interna che si trovava quasi completamente al al buio è stata rinvenuta una passera scopaiola in pessime condizioni, in quanto mutilata ad entrambe le zampe e praticamente incapace di alzarsi in piedi. L'animale aveva inoltre il becco cresciuto a dismisura ed aveva quindi estrema difficoltà nell'alimentarsi.
Il bracconiere, oltre a rispondere per i reati penali previsti dalla legge 157/92 volgarmente detta "legge sulla caccia", dovrà difendersi dai più gravi reati previsti dal codice penale segnalati alla Procura della Repubblica dalle Guardie Zoofile, 727cpp "detenzione in condizioni incompatibili con la propria natura" come ha sentenziato un Giudice di Cassazione, "niente è incompatibile con la propria natura come rendere impossibile il volo a un uccello" e 544 TER maltrattamento di animali.