mercoledì 16 ottobre 2019

MILANO. BLOCCO PARZIALE AL TAGLIO DEGLI ALBERI DI VIA FILARETE

E' stata una commissione ambiente molto interessante quella che si è svolta oggi pomeriggio a palazzo Marino e che ha visto la partecipazione del comitato dei cittadini di via Filarete, dei vertici delle ferrovie nord milano la cui delegazione era capeggiata nientemeno che dal presidente avvocato Nozza presenti la quasi totalità dei consiglieri componenti la comissione ed in veste di uditore il presidente di AIDAA Lorenzo Croce. Motivo della discussione i 24 alberi di via Filarete che le ferrovie vorrebbero tagliare in quanto in maniera molto discutibile sostengono che si tratti di un filare che mette a repentaglio la sicurezza dei passeggieri, posizione confutata sia dal presidente della commissione che dai cittadini che erano presenti insieme ad un agronomo. Dopo una lunga discussione si è alla fine deciso di non tagliare gli alberi ma di proseguire con un altro sopralluogo agronomico al fine di verificare le diverse posizioni sulla stabilità e la sicurezza del filare. Quindi per il momento alberi salvi, ma situazione ancora in divenire.

AIDAA. IL TOP DI INTIMISSIMI E' FATTO CON LA PELLE DI AGNELLI SGOZZATI O UCCISI CON LE SCARICHE ELETTRICHE

IL TOP DI PELLE DI AGNELLO MESSO IN VENDITA DA INTIMISSIMI

ROMA (16 ottobre 2019) “Sono anni che ci battiamo per la tutela degli agnelli, contro il loro massacro durante le festività pasquali e durante le varie feste religiose dove si celebrano sotto l’egida della religione o della tradizione dei veri e propri massacri di migliaia di agnelli, siano queste le festività delle pasque cristiane o del sacrificio islamico, o qualsiasi altra religione, e ci troviamo oggi con uno dei marchi maggiori della moda e vale a dire il gruppo Calzedonia con il suo marchio Intimissimi che invece propone un prodotto, per la precisione un top fatto con la pelle d’agnello. Ma lo sanno questi signori come si ammazzano gli agnelli? Tolti alle loro mamme in tenera età e se va bene ammazzati con una scarica elettrica o come spesso accade sgozzati ancora vivi? Lo sanno questo signori di CALZEDONIA ED INTIMISSIMI che i loro top sono macchiati di sangue, del sangue innocente degli agnelli ammazzati per soddisfare tra gli altri le richieste dei loro vergognosi top? Lo sanno? Se non lo sanno gle lo diciamo noi, e se lo sanno invece si vergognino. Prima di iniziare un vero e proprio boicottaggio, invitiamo questi signori a togliere subito, da adesso, ora, questo top dal mercato e ricordiamo a tutte coloro le quali lo indosseranno che questo top è macchiato del sangue degli agnelli tolti alle loro madri” QUESTO IL TESTO DELLA LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE AIDAA LORENZO CROCE AI VERTICI DI CALZEDONIA ED INTIMISSIMI per protestare e chiedere loro di togliere dal mercato il top realizzato con la pelle degli agnelli sgozzati o ammazzati con le scosse elettriche nei macelli.

GATTI UCCISI A MOLFETTA. TRA UNA SETTIMANA GLI ESITI AUTOPTICI

E' stata consegnata dalle volontarie dell'associazione Stregatto di Molfetta che da tempo si stanno occupando dei gatti randagi della zona, ai veterinari pubblici della ASL veterinaria di Molfetta nei giorni scorsi una delle carcasse dei gatti trovati morti nel quartiere Madonna della Rosa di Molfetta. Infatti dopo che nei primi giorni si parlò di avvelenamento come unica causa della strage che è costata la vita a oltre venti gatti, si è fatta poi strada anche l'ipotesi di una diffusione del parvo virus. AIDAA ha messo una taglia di 4000 euro per scoprire l'eventuale responsabile di quanto accaduto, al momento sono arrivate alcune segnalazioni ma nessuna di queste porta ad una pista certa. Tra una settimana saranno resi noti gli esiti dell'autopsia e potremo cosi avere chiaro quanto accaduto realmente e conoscere la causa, o piu probabilmente le cause della moria dei gatti.

LA STORIA


ZIBIDO SAN GIACOMO. CACCIATORI SPARANO VICINO ALLA STRADA

ZIBIDO SAN GIACOMO (16 ottobre 2019) La segnalazione  è arrivata al telefono anti caccia di AIDAA (3479269949) nella mattinata di domenica 13 ottobre quando alcuni cacciatori incuranti dei cartelli di divieto di caccia sparavano a ripetizione in un piccolo bosco adiacente o al km 6.2 direzione Trezzano>Zibido non lontano dal centro abitato, dalle risaie e da un distributore IP sulla SP 139 e nonostante diversi cartelli di divieto di caccia lungo tutta la suddetta SP 139. La questione pare si ripeta da alcune settimane, ed ha destato la preoccupazione della gente che si è rivolta oltre che a noi anche ai carabinieri forestali.

UN CACCIATORE HA UCCISO A FUCILATE IL CINGHIALE RINO.

Quiliano - Rino si fidava dell'essere umano perché, quando ancora era un piccolissimo cucciolo, due persone si erano prese cura di lui, crescendolo come uno di famiglia. Purtroppo per il giovane esemplare incrociato tra un cinghiale e una scrofa la mano dell'uomo ha anche messo fine alla sua vita con un colpo di fucile nei boschi di Quiliano. E, come se non bastasse il dolore per la perdita dell'amico, i proprietari hanno fatto la terribile scoperta della morte del loro animale attraverso i social, quando uno dei cacciatori ha postato la foto di Rino, abbattuto, commentando l'aspetto culinario della propria preda.



«Purtroppo lo abbiamo riconosciuto subito - raccontano i proprietari che, per paura di ritorsioni preferiscono rimanere anonimi – Rino era un incrocio e non aveva le zanne sviluppate come i suoi simili. È doloroso immaginare la fine che ha fatto e se poi ci aggiungiamo che ci denigrano per questo con tanto di offese si può immaginare cosa stiamo passando». Il cucciolo di cinghiale ha trascorso i primi mesi della sua vita in casa fino a che, diventato adulto, aveva a disposizione un terreno recintato dove poteva girare libero con altri animali. «Rino arrivò da noi così piccolo che i primi tempi dormiva in una scarpa da ginnastica. - raccontano i proprietari - Abbiamo dei video dove gioca a palla e ci segue comportandosi come un grosso cucciolo di cane e quando è diventato troppo grande quasi si risentiva di non poter più essere preso in braccio».

Raggiunta la maturità Rino un giorno scappa per ricomparire ogni sera e, dopo poco tempo, con una compagna. «Da allora ha trascorso il suo tempo nella zona intorno al recinto con altri suoi simili, ma ogni sera rientrava per mangiare con la sua compagna e poi con i suoi cuccioli». Rino era domestico a tutti gli effetti, con tanto di microchip e registrazione all’Asl, a norma di legge, ma non era stato possibile castralo perché l'operazione poteva essere svolta solo fuori regione. Un viaggio che metteva a rischio la salute dell'animale. «Tutti nella zona sapevano di Rino e lo conoscevano - spiega la coppia – Mercoledì sera non è tornato e abbiamo iniziato a preoccuparci poi è comparsa la foto postata da un cacciatore della zona. È stato orribile scoprire cosa fosse successo così ed ancora più terribile subire i commenti a difesa dell'operato della squadra di cacciatori. Per questo eravamo titubanti nel raccontare quanto accaduto, abbiamo altri animali. In una regione tra le più permissive per la caccia speriamo che la sua morte possa servire a smuovere qualcosa».

La storia di Rino in poco tempo è rimbalzata sui social scatenando diverse reazioni. C'è chi ha difeso l'operato dei cacciatori, facendo notare che il cinghiale andava tenuto nel recinto e chi, invece, ha duramente condannato l'episodio. A detta di molti, Rino era facilmente riconoscibile. E’ stata anche sollevata la questione del pericolo di transitare nei boschi per una passeggiata o per funghi.

OPERATO E NON ANCORA FUORI PERICOLO IL CACCIATORE PRESO A FUCILATE AD ARIANO

E’ stato operato E.P., il 55enne di Montecalvo Irpino rimasto gravemente ferito domenica scorsa, durante una battuta di caccia.
Un intervento lungo e delicato effettuato al “Frangipane” di Ariano Irpino.
Attualmente l’uomo è ricoverato in chirurgia d’urgenza. La prognosi resta riservata e i medici del nosocomio del Tricolle non si sbilanciano.
Nelle prossime ore si spera in un bollettino medico più confortante.
Intanto i Carabinieri della stazione di Montecalvo, stanno cercando di far luce su quanto accaduto.

CACCIA E TIENE CATTURATI CARDELLINI. BRACCONIERE DENUNCIATO

Cattura cardellini e li tiene imprigionati: denunciato bracconiere per i reati di caccia con mezzi non consentiti, maltrattamento di fauna e ricettazione.
Al lavoro i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Foce Sele che, durante una serie di servizi di controllo caccia e tutela della fauna selvatica, hanno scoperto ed interrotto alla località “Fasanara” in un terreno del comune di Battipaglia, un' attività illecita di cattura di cardellini esercitata con reti da uccellagione.
Sul posto sono stati trovati 9 cardellini (Cardelius carduelis) di cui 5 appena catturati e immediatamente rimessi in libertà; gli altri 4, utilizzati come richiamo, avevano i tipici segni della detenzione in cattività e sono stati sequestrati per il successivo affido ad un centro di recupero. Sequestrati anche gli strumenti e le reti utilizzate per la cattura.
Individuato l’autore le attività d’indagine sono proseguite nel suo domicilio dove si sono recati i militari dei nuclei specializzati CITES e N.I.P.A.A.F di Salerno. Giunti sul posto i militari hanno rinvenuto altri 19 cardellini illecitamente detenuti e quindi sequestrati. Anche questi ultimi esemplari sono stati portati nel presidio ospedaliero “Frullone” di Napoli per il successivo reinserimento in natura.