giovedì 21 giugno 2018

MAFIA NEI CANILI IN CALABRIA. LA DENUNCIA AIDAA DEL 2007


questo era quanto scrivevamo nel 2007 la prima denuncia contro la mafia della locride dei cani. di acqua ne è passata sotto i ponti ma la situazione ora appare per fortuna piu chiara

COMUNICATO STAMPA 

NEL CANILE DELLA LOCRIDE I CUCCIOLI DI CANE VENGONO TRASFORMATI IN CIBO PER MAIALI. 

Milano (21 settembre 2007) Con un esposto inviato questa mattina alla procura della repubblica di Locri il presidente nazionale dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente Lorenzo Croce torna sulla vicenda delle cucciolate di cani presenti nel canile provinciale di Sant’Ilario nella Locride dove secondo ulteriori agghiaccianti testimonianze raccolte dai vertici dell’associazione aninalista i cani presenti non sono non sarebbero stati sterilizzati (nonostante i fondi ricevuti dagli oltre 50 comuni convenzionati con il canile) ma verrebbero fatti accoppiare e le cucciolate sarebbero svezzate e poi uccise per essere tritate con farine fino a diventare cibo destinato a maiali di allevamenti che si trovano nella zona del canile. 

Ma il fatto più grave contenuto nell’esposto presentato dal presidente dell’AIDAA riguarda la catena alimentare infatti i maiali una volta ingrassati a farine a base di carne trita di cuccioli di cane verrebbero poi macellati e rivenduti al pubblico sia in macelleria della zona che in strutture del nord Italia. 

Chiediamo che su questa vicenda che si trascina da oltre un’anno si faccia chiarezza una volta per tutte- ci dice Lorenzo Croce presidente AIDAA- abbiamo già presentato diverse testimonianze in merito alla vicenda ora crediamo sia venuto il momento di informare l’opinione pubblica di questi fatti anche alla luce di nuove testimonianze di cui siamo venuti a conoscenza, per questo chiediamo una verifica diretta e precisa da parte delle forze dell’ordine e io stesso ho chiesto di essere nuovamente sentito attraverso la polizia locale del comune di Pregnana Milanese dove ha la sua sede nazionale l’associazione che presiedo” 




per info 3926552051—3478883546 
di seguito l’esposto inviato oggi da AIDAA alla procura di Locri 
ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA 
www.aidaa.net 
direttivo.aidaa@libero.it – presidenza.aidaa@libero.it 
SEDE LEGALE VIA ROMA 62 20010 PREGNANA MILANESE (MI) 
Telefoni 3478883546-3926552051 





Alla procura della repubblica 
Presso il tribunale di Locri 
Piazza Nuovo Tribunale 
89044 LOCRI (RC) 
Indirizzo mail procura.locri@giustizia.it 



ESPOSTO RELATIVO AL CANILE DI SANT’ILARIO. 

Io sottoscritto Lorenzo Croce nato a rho il 23 aprile 1964 presidente pro-tempore dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente domiciliato presso la sede della medesima associazione situata in via Roma 62 a Pregnana Milanese mi rivolgo a codesta procura per segnalare che alla nostra associazione sono arrivate da tempo diverse segnalazioni in merito ad attività a sfondo criminale che si svolgerebbero nel canile provinciale di sant’ilario. 

In particolare queste attività sarebbero rivolte alla produzione di cucciolate canine attraverso l’accoppiamento di cani presenti nel sudetto canile che in realtà risulterebbero sterilizzati ( e per i quali i gestori del canile provinciale avrebbero ricevuto i fondi previsti per la sterilizzazione). 

Questi cuccioli di cane una volta svezzati sarebbero uccisi in maniera crudele e poi tritati in appositi macchinari e mischiati a farine per essere trasformati in cibo destinato ad alcuni allevamenti di maiali della zona, maiali poi ingrassati e macellati (in alcuni casi all’interno dello stesso perimetro del canile provinciale) per poi essere venduti in esercizi commerciali sia della zona che del nord Italia. 

In merito a questa vicenda chiedo di essere ulteriormente sentito dalla polizia municipale di Pregnana Milanese competente per territorio in merito alla sede nazionale dell’associazione che presiedo. 

Chiedo di essere informato qualora questa inchiesta venga archiviata. 

Cordiali saluti 


Lorenzo Croce 
Presidente nazionale 
AIDAA 
Sede Nazionale AIDAA 21 Settembre 2007

MAFIA NEI CANILI. 11 ARRESTI IN CALABRIA. AIDAA: GIUSTIZIA E' FATTA!!

Reggio Calabria (21 giugno 2018) - "E' con viva soddisfazione che apprendiamo la notizia dell'arresto di 11 persone tra cui il direttore del servizio veterinario della ASP di Reggio Calabria Antonino Ammendola in relazione alle infiltrazioni della cosca Zagari-Fazzalari-Viola della N'drangheta nel business dei canili anche perchè primi tra tutti noi di AIDAA abbiamo consegnato nel 2010 un dossier sulla gestione di 84 canili e rifugi privati gestiti direttamente dalle organizzazioni malavistose attraverso prestanomi tra i quali i canili di cui si parla in questa inchiesta della direzione distrettuale antimafia calabrese" Questa la dichiarazione del presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce firmatario del primo dossier sulla gestione malavitosa di diversi canili del centro sud Italia inviata nel 2010 a diverse procure della repubblica del sud Italia. In quel dossier AIDAA metteva in evidenza sia i vari business legati alla gestione dei canili da parte della malavita organizzata e stimava in 22 milioni di euro l'anno il giro di affari che ruota intorno a queste attività malavitose sulle pelle dei cani. Ora dopo 8 anni arrivano i primi riscontri con l'arresto di undici persone tra cui il direttore dei veterinari pubblici di Reggio Calabria. 


IL COMUNICATO DEL 2010 PUBBLICATO DA DIVERSI GIORNALI 

Non solo traffici illeciti e pizzo, tra le forme di business della malavita organizzata adesso rientrano anche i canili. Lo rivela una ricerca di Aidaa, durata tre anni, che si è conclusa con una denuncia a diverse procure del sud Italia e delle Isole sugli 82 canili privati gestiti direttamente o attraverso fiduciari dalla malavita. 

I rifugi per i fedeli amici dell'uomo sono concentrati soprattutto in Campania, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia, ma non mancano casi nel centro-nord Italia.Spesso i caili in questione sono già stati riconosciuti come "lager" dove gli animali sono tenuti in condizioni pessime sotto il profilo igienico-sanitario. In questi contesti la popolazione canina è in forte sovrannumero e non è possibile a pubblico ed associazioni animaliste entrare per controllare lo stato di benessere degli animali né adottare i cani che rappresentano per i gestori una fonte di reddito non indifferente. 
egli 82 canili lager sono presenti 35.000 cani rispetto ad una capienza massima consentita di poco inferiore ai 20.000 animali. 

Fonti di guadagno - La malavita oltre a gestire il flusso di denaro pubblico per il mantenimento dei cani (molti dei quali morti ma presenti sui registri  che si aggira complessivamente sui 22 milioni di euro in entrata rispetto a meno di un terzo spesi per il reale mantenimento dei cani, gestisce anche altre attività illegali assolutamente redditizie quali la vendita dei cani a paesi esteri destinati alla vivisezione o in caso di cuccioli ad essere venduti in Germania (per ogni cucciolo si guadagnano fino a 200 euro) o in altri paesi del Nord Europa. Tra le altre attività criminose vi sono i combattimenti clandestini con giri di affari per decine di milioni di euro l’anno. 

Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa, ha spiegato che la malavita usa i canili come "centro di business clandestino, infatti oltre ad introitare soldi puliti dai comuni per il mantenimento dei cani, business che permette guadagni a sette cifre, il vero giro di affari loschi sta nella vendita dei cani verso i paesi del nord Europa e nei cani ospitati nei canili usati spesso anche nei combattimenti clandestini, fenomeni questi ultimi che fanno lievitare i guadagni della malavita organizzata a cifre superiori ai 100 milioni di euro l’anno”.

N'DRANGHETA E BUSINNES DEI CANILI. IN CALABRIA 11 IN MANETTE


   Una vasta operazione di polizia coordinata dalla Diresione Distrettuale Antimafia della procura di Reggio Calabria ha portato a 11 provvedimenti di custodia cautelare. L'inchiesta, denominata Happy Dog, ha consentito di accertare l'infiltrazione nel settore canino degli interessi di persone ritenute vicine alla cosca Zagari-Fazzalari-Viola della 'ndrangheta, con conseguente condizionamento degli appalti indetti dal Comune di Taurianova per l'assegnazione dei servizi di custodia e assistenza nei canili privati. Dall'inchiesta sono emerse anche le presunte condotte intimidatorie ed estorsive ai danni di un imprenditore del settore della custodia canina, vessato anche da persone vicine alle cosche di Platì e Sant'Ilario sullo Ionio.
    Tra le persone per le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari c'è il direttore del servizio veterinario dell'Asp di Reggio Calabria, Antonino Ammendola.

mercoledì 20 giugno 2018

A GORIZIA SEQUESTRATI 34 CUCCIOLI DI CANE



GORIZIA e VILLESSE - Viaggiavano nei bagagliai di due utilitarie, dopo numerose ore di viaggio, ammassati in un cassone di legno e in scatole di cartone, in evidente stato di maltrattamento e paura, senza luce, aerazione, senza acqua né cibo; erano senza di microchip per l'identificazione, senza le certificazioni sanitarie e il passaporto individuale.

Al valico e al casello della A4
Sono stati trovati in queste condizioni i 34 cuccioli di cane, tutti di età inferiore alle otto settimane, che nelle scorse settimane, sono stati sequestrati dei militari della Compagnia della Guardia di finanza di Gorizia nel corso di due distinte operazioni di polizia giudiziaria che hanno permesso di individuare due autovetture sospette entrambe provenienti dall’Ungheria.


Li ha trovati una l'unità cinofila Caboto
Nel primo caso il veicolo, con a bordo un uomo di 38 anni e una donna di 52 anni, di nazionalità ungherese e domiciliati in provincia di Rovigo, è stato fermato vicino al casello autostradale di Villesse, dove l’unità cinofila Caboto, addestrata al rinvenimento di stupefacenti e di denaro contante, ha segnalato la presenza di cuccioli di cane: erano sette bouldogue francesi, tre maschi e quattro femmine, tutti dal mantello fulvo.

Nel secondo caso, invece, il fermo è avvenuto a Gorizia, nei pressi del valico confinario di Sant’Andrea, dove è stata controllaata una autovettura guidata da un uomo di 33 anni, trovato in compagnia di una donna di 42 anni, entrambi di nazionalità italiana, residenti a Napoli ma domiciliati in provincia di Frosinone, con al seguito ventisette cuccioli: anche in questo caso sette bouledogue francesi, tre jack russel terrier, tredici chihuahua e infine quattro pincher.

Quattro denunce
I veterinari dell’Azienda sanitaria 2 Bassa Friulana Isontina hanno accertato la tenera età degli animali. Le quattro persone coinvolte nel traffico internazionale di animali da compagnia sono state denunciate alla Procura di Gorizia per maltrattamenti e introduzione illegale nel territorio nazionale di cuccioli di cane. Pagati poche decine di euro sarebbero stati commercializzati a scopo di lucro a un prezzo di alcune centinaia di euro ciascuno, fino a cinquecento euro in alcuni casi.
 
Due sono morti 
Grazie alla tempestiva assistenza fornita dai medici veterinari del Polo Zooantropologico dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste, con sede a Prosecco, dove sono stati affidati i sette cuccioli sequestrati, e del personale del canile di Udine, cui sono stati invece consegnati i ventisette cuccioli, gli animali sono ora in buone condizioni, a eccezione di due chihuahua che non hanno resistito al precoce distacco dalla madre.


FIOCCANO LE MULTE PER CANI IN SPIAGGIA A RAVENNA

Ravenna (20 giugno 2018) - Sono oltre una decina le segnalazioni arrivate nella sola mattinata di oggi al telefono amico di AIDAA in relazione alle multe comminate domenica scorsa per i cani in spiagga nei lidi ravennati, multe salate mediamente di 200 euro  per aver portato il cane in una spiaggia libera dove non era segnalato il divieto di accesso coi cani, segnaletica obbligatoria e che deve obbligatoriamente richiamare i divieti previsti  dall'ordinanza regionale riportandone numero e data di emissione. Ma non solo infatti facendo una ricerca nell'albo pretorio del  sito internet del comune di Ravenna si scopre che l'ordinanza TL 665/2018 del 11 maggio 2018 NON E' RINTRACCIABILE SE RICERCATA CON IL NUMERO DI ORDINANZA MEDISIMO. (VEDI FOTO ALLEGATA) pertanto appare ancora più evidente che tale ordinanza che individua le due spiagge accessibili ai cani doveva essere espressamente pubblicizzata sia sull'albo pretorio che nelle spiagge dove invece è vietato, cosa che al momento non ci risulta. "C'è pressapochismo istituzionale in queste decisioni del comune di Ravenna- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- che da una parte non emette i cartelli di divieto di accesso ai bagnanti con i cani e con altri animali domestici cosi come imposto dall'ordinanza regionale, e dall'altra di fatto rende difficile il reperimento dell'ordinanza TL 665 dello scorso 11 maggio di cui non c'è traccia attraverso la ricerca diretta sull'albo pretorio del comune essendo di fatto tale ordinanza una modifica di precedenti atti amministrativi, resta infine da capire come sia possibile emettere un ordinanza a firma di un'assessore senza la controfirma obbligatoria del responsabile tecnico di settore".
LA RICERCA DELL'ORDINANZA SU ALBO PRETORIO COMUNE



l'ordinanza che istituisce le aree cani in spiagga a ravenna 

SALVATA CICOGNA FINITA IN UN CANALE

(ANSA) - SIBARI (COSENZA), 18 GIU - Una cicogna investita da un'automobile a Sibari, ferita ad un'ala e finita in un canale, è stata recuperata e messa in salvo dai vigili del fuoco del distaccamento di Trebisacce. La strada in cui l'animale é stato investito è quella che costeggia il villaggio turistico della frazione Marina.
    L'allarme é stato lanciato da alcuni testimoni. Sul posto, in breve tempo, sono arrivati i vigili del fuoco insieme ad alcune guardie zoofile. Con loro anche il referente della Lipu per la zona della Sibaritide, Salvatore Golia, ed un veterinario. I vigili del fuoco hanno provveduto a recuperare la cicogna, che è stata recuperata e portata nello studio del veterinario, dove le è stata riscontrata la lesione di un tendine dell'ala destra.
    Secondo quanto é stato stabilito, prima di essere affidata al centro Cras di Rende, la cicogna sarà sottoposta ad intervento chirurgico.

martedì 19 giugno 2018

PREGNANA UN PAESE A MISURA DI UOMO E CANE

Pregnana Milanese (19 giugno 2018) Tra i comuni analizzati in queste settimane in merito al rapporto uomo/cane Pregnana Milanese è sicuramente uno dei migliori a livello lombardo, sicuramente il migliore sia per quanto riguarda il numero di aree cani, per la correttezza dei proprietari dei cani (tranne i soliti idioti che non raccolgono la cacca, ma sono diminuiti) nella gestione, compresa quella condominiale dei propri cani, sia per il numero rapportato di cani rispetto ai residenti umani, e infine per il rapporto dei metri quadrati a disposizione per il movimento di ciascun cane a livello privato. Insomma un mix che fa ben sperare per ulteriori miglioramenti, ma andiamo con ordine innanzitutto le liti condominiali per i cani, si certo ci sono stati degli screzi, alcuni dei quali riportati anche all'associazione AIDAA ma in line a di massima la convivenza è generalmente tranquilla grazie sia alla intelligenza dei padroni che spesso portano fuori i cani a fare il giretto e a sgambare nelle molte aree cani presenti sul territorio comunale, sia per la tolleranza dei vicini che non sbraitano al primo abbaio del cane ma cercano di trovare il giusto modo di rapportarsi con i proprietari a volte un po troppo esuberanti come i loro amici a quattro zampe. Pochissime anzi quasi nulle le segnalazioni la scorsa estate di cani abbandonati sui balconi, sono state infatti solamente 3 nel corso di 4 mesi, poche anche le diatribe legate alle presenze di tanti cani in appartamento, dal monitoraggio di questi mesi sono cinque le situazioni che riteniamo debbano essere migliorate ma dai proprietari dei cani all'interno dei condomini e di queste tre riguardano l'accesso e l'uso di spazi condominiali. Moltissimi in realtà sono i cani anche di media e grossa taglia che vivono all'interno dei giardini privati, creando di fatto una situazione di generale tranquillità. L'ultimo dato riguarda le aree cani, a Pregnana ce ne sono diverse e tutte ben frequentate, cosi come tra in un paio di casi nel corso dell'anno non risultano segnalazioni in merito alla presenza di bocconi avvelenati. "Certo non siamo alla situazione idilliaca- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- specialmente per la presenza degli escrementi sulle strade e sui marciapiedi che non vengono raccolte, ma dobbiamo dare atto, specialmente negli anni delle amministrazioni Mauri e delle due ultime amministrazioni guidate da Sergio Maestroni che particolare attenzione è stata data alla realizzazione ed al mantenimento in ottimo stato delle aree cani che sorgono nei parchi cittadini, ora ci auguriamo che anche questa amministrazione presti la giusta attenzione anche ai nostri amici a quattro zampe".