mercoledì 30 giugno 2021

SONO OSSA DI CANE QUELLI TROVATI NEL PISANO?

 SAN ROMANO (30 Giugno 2020) Un esposto alla procura della repubblica di Pisa è stato inviato questa mattina dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente in seguito al ritrovamento nella zona di Piazza Maffei a San Romano di sacchi contenenti resti che secondo quanto riportato dalle pagine locali del quotidiano La Nazione " molto probabilmente sono di animali - resti di pelo che potrebbero essere anche di cane – macellati e consumati." Sempre secondo la perfetta  ricostruzione  formulata dal giornalista Marcello Baggiani quei resti potrebbero appartenere ad animali, forse cani, uccisi e consumati. "Abbiamo deciso di presentare un esposto alla procura di Pisa proprio per fare chiarezza su questi ritrovamenti- scrive in una nota l'associazione animalista AIDAA- non lanciamo allarmi che potrebbero poi essere smentiti dai fatti, certo però che se si trattasse di carne o anche solo resti di pelo di cane si aprirebbero scenari veramente drammatici".




HANNO SPESO 50.000 EURO PER LA STATUA DEL MAIALE MORTO?

 Per il momento si tratta di voci che si rincorrono, ma in attesa che la corte dei conti chieda informazioni in merito ai costi della statua della morte, crediamo sia giusto pur con tutte le precauzioni del caso, rendere pubbliche alcune informazioni sui costi dell'operazione della realizzazione e posa della statua della morte, raffigurante un maiale morto trasformato in porchetta che nei giorni era stata posizionata in una piazza nella zona di Trastevere a Roma. Secondo le voci raccolte pare che la realizzazione e la posa di quella porcheria sia costata 50.000 all'erario pubblico. "una cifra che riteniamo vergognosa in una città con le difficoltà e la situazione debitoria come quella della capitale italiana- si legge in una nota dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- ora la statua è stata rimossa per essere ripulita dopo l'azione di protesta animalista e noi rinnoviamo la nostra richiesta affinchè quella orribile statua che inneggia alla morte non trovi piu collocazione a Roma ne altrove".



BRIGITTE BARDOT CONDANNATA PER AVER OFFESO I CACCIATORI



 Il tribunale di Arras, nel Nord della Francia ha condannato oggi Brigitte Bardot a pagare una multa di 5.000 euro per ingiurie nei confronti del capo della Federazione francese dei cacciatori, Willy Schraen. L'attrice di sconfinata bellezza ed icona del cinema anni Sessanta dovrà inoltre pagare 1.000 euro di danni e altri 1.000 euro per il rimborso delle spese legali sostenute da Schraen durante il processo.

Il tribunale ha inoltre chiesto alla Bardot di provvedere alla cancellazione, entro 15 giorni, di tutti i passaggi ingiuriosi nei confronti del capo dei cacciatori contenuti in un editoriale al vetriolo pubblicato sul sito internet della sua celebre Fondazione per la difesa degli animali. Per ogni giorno di ritardo BB dovrà sborsare 100 euro di multa.

Nell'editoriale dell'ottobre 2019, oggi ancora accessibile on-line, i cacciatori vengono definiti come «subumani di abietta viltà» ma anche «terroristi del mondo animale», di cui Willy Schraen sarebbe, sempre secondo il testo, un «esempio lampante».

Assente il giorno dell'udienza, l'attrice nata a Parigi il 28 settembre 1934 ha comunque riconosciuto, in una lettera inviata ai giudici, di essere l'autrice di quelle parole usate «forse in modo crudo» ma che rispondono a suo avviso a una «preoccupazione maggiore dei francesi». L'accusa aveva chiesto di condannarla ad una multa di 6.000 euro, mille euro in più rispetto a quanto deciso dai giudici.

L'avvocato dei cacciatori, Denis Delcourt-Poudenx, si è detto «molto sod

disfatto» per questa condanna che a suo avviso comporta anche «virtù pedagogiche», un «forte segnale affinché si smetta di insultare i cacciatori».

«Una condanna attesa - ha insistito il legale - dinanzi a parole particolarmente violente, dalla semantica nazista odiosa ed inquietante». Per il legale di Brigitte Bardot, François-Xavier Kelidjian, «in un'epoca non troppo lontana, si riusciva a dialogare con i cacciatori»: Oggi, invece, «non c'è più dibattito, ma soltanto scontro» ha deplorato.

martedì 29 giugno 2021

ANMALI FATTI A PEZZI RITROVATI A SAN ROMANO IN PROVINCIA DI PISA

 A distanza di diversi mesi torna a far parlar di sé Piazza Maffei a San Romano. Purtroppo anche questa volta per l’ennesimo ritrovamento di resti che molto probabilmente sono di animali - resti di pelo che potrebbero essere anche di cane – macellati e consumati. Impossibile sbirciare dentro i sacchi quasi certamente pieni di avanzi ossei e frattaglie. Aggravante l’ormai stato di decomposizione che con l’aiuto delle alte temperature hanno fatto si che vi trovassero dimora colonie di vermi al lavoro. Il tutto in bella vista nel prato confinante col l’area asfaltata. Un primo sacco lasciato sotto il sole sprigiona un odore nauseabondo; il secondo non è da meno nonostante sia stato lasciato sotto l’unico albero al riparo, e all’ombra. Ecco che la memoria torna subito a quando nello stesso luogo furono svolte indagini da parte della Polizia Municipale di Montopoli per fermare colui o coloro si macchiarono di questi gesti tanto ignobili quanto privi di senso. Esistono modi legali come la semplice raccolta dell’organico per liberarsene eppure c’è chi ancora si rifiuta di capirlo. Un mistero che periodicamente torna a macchiare una zona nata con ben altri scopi e che si è subito caratterizzato da un insieme di azioni sempre identico che probabilmente ha convinto curiosi e inquirenti a propendere sulla serialità del gesto. Forse un’unica mano che ignora lo scempio e le lacune igenico-sanitarie di comportamenti come questo. Lo scorso anno un primo ritrovamento di una carcassa di un maiale residuo di macellazione sommaria lasciò basiti alcuni residenti della zona che mai avrebbero immaginato il susseguirsi nel tempo di eventi simili.

Se nel primo macabro ritrovamento vi fu un costato in bella vista nel secondo fu la volta di moltissimi volatili fatti a pezzi. Quella di questi giorni la nuova puntata di una serie che ha indignato e stancato non poco. Gesti identici che lo convinsero anche l’assessora delegata alla Polizia Municipale Roberta Salvadori a concentrarsi sul modus operandi caratterizzato anche dalla scelta precisa del giorno e degli orari. Studi e conclusioni che partorirono la decisione di futuri monitoraggi, senza specificarne modi e tempi per non avvantaggiare il colpevole, da parte dell’Amministrazione comunale nonostante nel primo ritrovamento non furono rinvenuti riscontri né sulla carcassa priva di bollino identificativo né tantomeno negli allevamenti di zona ove nessuno lamentò perdite nei propri capi. Una situazione che necessita di essere risolta quanto prima poiché inizia a pesare parecchio a molti residenti.



CON IL CALDO A RISCHIO LA SALUTE DI 2 MILIONI DI CANI E GATTI

 

ROMA  (29 GIUGNO 2021) L’ondata di caldo anticipato che in questi giorni è arrivato sulla penisola italiana mette a rischio la salute delle persone anziane e fragili ma anche quella di oltre due milioni di animali in particolari cani e gatti per questo l’associazione italiana difesa animali ed ambiente ha messo a punto alcuni semplici consigli per tuelare i nostri amici pelosi dal caldo di questa che si preannuncia come una delle estati più calde degli ultimi anni

 Non possiamo dimenticare che ogni anno sono circa 2 milioni i cani ed i gatti che a causa del caldo  rischiano malattie sia per la loro particolare razza di appartenenza, ma anche perché anziani, cardiopatici o obesi“. AIDAA mette in guardia anche sui viaggi: “E’ imperativo il divieto di micio e fido chiusi in automobile con i finestrini serrati o lasciati sotto al sole privi di protezione (cani legati alla catena o su balconi assolati). Questi fatti rientrano nel reato di maltrattamento di animali punibili con un’ammenda o con il carcere fino a 18 mesi in base alla crudeltà e alle conseguenze sull’animale“.
Ecco i consigli per far convivere bene gli animali di casa con la calura estiva .

GATTI: Premesso che il gatto soffre molto meno del cane il caldo torrido, occorre comunque aver maggior riguardo per le razze a pelo lungo come ad esempio i persiani, i norvegesi delle foreste e i mainecoon. In particolare occorre controllare i persiani, in quanto oltre ad avere la folta pelliccia sono anche vittime di un problema congenito di respirazione a causa della particolare conformazione del loro naso. Oltre a ciò bastano semplici accorgimenti per aiutare i gatti a proteggersi dal caldo: 1) lasciare a disposizione sempre molta acqua fresca, ma non fredda per evitare eventuali congestioni; 2) dare da mangiare nelle ore più fresche. Nel caso di cibo umido, controllare che non rimanga nella ciotola troppo tempo specialmente se situata all’aperto in quanto potrebbe deteriorarsi; 3) mai tenere al massimo l’aria condizionata sia in casa che in auto, questa potrebbe essere utile nelle ore più calde della giornata ma se troppo alta potrebbe creare problemi di sbalzi improvvisi o raffreddature al gatto; 4) controllare spesso il proprio gatto e, nel caso di difficoltà respiratorie o respiro affannato, bagnare la testa con l’acqua avendo però l’accortezza di non far entrare l’acqua nelle orecchie per evitare al gatto fastidiose otiti.

CANI: Come regola generale anche fido può rischiare un colpo di calore che potrebbe portarlo fino al coma e alla morte, afferma l’associazione Aidaa. Per questo in casi particolari occorre intervenire subito applicando ghiaccio secco sotto ascelle e inguine, con doccia gelata e usando ventilatore o aria condizionata per raffreddare il cane. Questi interventi se fatti velocemente spesso salvano la vita. I più a rischio sono carlini, boxer e bulldog, razze che hanno le prime vie respiratorie piuttosto piccole rispetto alle dimensioni dell’ animale. Particolarmente a rischio i cani obesi, e quelli con il folto mantello. A parte questi casi ecco semplici da seguire in casa e all’aperto: 1) mantenere una dieta equilibrata e molta acqua fresca, ma non freddissima per evitare possibili congestioni; 2) tenere il cane in zone ombrose ed evitare di portarlo in spiaggia o a fare la passeggiata quotidiana, nelle ore più calde, e comunque munirsi sempre di una bottiglia di acqua; 3) attenzione ai colpi di freddo per l’aria condizionata.”



IL PESCE DI FIORELLO SOLO NELL'ACQUARIO SOFFRE DI SOLITUDINE

 Nello spot di Fiorello per una nota compagnia telefonica scompare la boccia ed il pesciolino viene trasferito in un acquario molto più capiente. La precedente versione dello spot vedeva un pesce rosso, solo in una boccia, pratica questa vietata per legge. Le diverse associazioni animaliste si sono mobilitate per denunciare quella situazione di maltrattamento per il pesce rosso. Ora in vista della calda estate il pesce rosso è stato trasferito per l'occasione in un acquario un po piu capiente ma rimane sempre solo, e per fare le cose bene, chiediamo che al pesce rosso vengano affiancati altri pesci della stessa specie in quanto quei pesci sono animali che vivono in compagnia e soffrono la solitudine.

la precedente versione dello spot con il pesce in una boccia


CONVENGNO SUL BRACCONAGGIO a OSTELLATO

 Fortemente voluto dall’Amministrazione comunale di Ostellato, il giorno 24 giugno, alla Oasi Vallette di Ostellato, si è tenuto un incontro con tema “ Il Bracconaggio”, moderatore della serata Andrea Zappaterra, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Ostellato. La serata è stata aperta dall’intervento del sindaco di Ostellato Elena Rossi, che ha voluto sottolineare l’importanza che la pesca sportiva ricopre nell’ambito del territorio di Ostellato con la piaga del bracconaggio ittico che crea gravi danni, non solo al patrimonio ittico, ma anche all’economia locale.

La parola è poi passata a Massimo Rossi, consigliere federale della Fipsas, che oltre a ringraziare il Comune di Ostellato per la collaborazione che sempre fornisce nell’organizzazione delle più importanti manifestazioni, ha voluto sottolineare l’impegno del volontari di Upe e Eurocarp nella difesa del territorio ferrarese dai continui attacchi dei bracconieri. Rossi ha anche voluto sottolineare l’impegno che tutta la Federazione sta mettendo per fare sì che il legislatore intervenga più direttamente con leggi che aiutino il lavoro delle forze dell’ordine e dei volontari. Ha poi preso la parola Paolo Gamberoni, presidente della sezione Fipsas di Ferrara, che auspica di poter fare diventare questa area del Basso Ferrarese un centro federale per la pesca sportiva, come Coverciano lo è per il calcio.

Decisamente interessante e precisa la relazione che Marco Falciano di Upe ha fatto sul lavoro delle forze dell’ordine e delle associazioni di volontariato da quasi ormai un decennio in funzione di bracconaggio e inquinamento sul territorio del ferrarese nella sua totalità. Ha poi preso la parola Daniele Panizza di Eurocarp che ha portato a conoscenza dei presenti i numeri delle raccolte di pesce fatte per metterlo in sicurezza in quei tratti di canali dove è garantito un sufficiente livello dell’acqua. Upe ed Eurocarp sono decisamente due realtà importanti del territorio ferrarese e ravennate per quel che concerne la difesa e la tutela del nostro patrimonio ittico, che però purtroppo ancora oggi non è patrimonio indisponibile dello Stato e quindi difendibile anche dal punto di vista penale. Il Ten. Col. Vincenzo Mondo dei Carabinieri Forestali ha tenuto a sottolineare l’importanza che ha la collaborazione tra le forze dell’ordine e le associazioni, soprattutto in momenti di difficoltà come sono quelli che stiamo attraversando anche a causa della pandemia. L’incontro è stato chiuso dall’intervento di Angela Bellini di Coop Atlantide che ha voluto sottolineare la bellezza e le tante peculiarità che ha il contesto delle Vallette di Ostellato, un patrimonio che va sicuramente salvaguardato per difendere una biodiversità molto ricca e forse unica nel suo genere. Tra il pubblico che ha preso parte a questa serata erano presenti anche il sindaco di Fiscaglia Fabio Tosi con l’assessore allo Sport Francesco Sovrani.




lunedì 28 giugno 2021

IN ITALIA SI ABBANDONA UN ANIMALE OGNI 4 MINUTI E MEZZO

 roma (28 giugno 2021)Si è svolta ieri la giornata internazionale contro gli abbandoni di cani e gatti. Secondo i dati riportati da diverse agenzie stampa e riconosciuti di fatto da tutte le associazioni animaliste in Italia ogni anno vengono abbandonati circa 130.000 animali domestici, e di questi 80.000 sono gatti e 50.000 sono cani. La media degli abbandoni estivi è in diminuzione rispetto agli anni scorsi, ma numeri alla mano in Italia vrngono abbandonati 9 gatti e 5 cani ogni ora, mantenendo una media impressionante di un abbandono ogni 4 minuti e mezzo. Da fonti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente inoltre si apprende che anche in questi primo mesi del 2021 la maglia nera degli abbandoni di cani spetta alla Sicilia, seguita da Campania, Calabria e Sardegna, mentre per quanto riguarda i gatti gli abbandoni avvengono maggiormente in Puglia, Piemonte e Lazio, seguite da Sicilia e Calabria.



I FENICOTTERI TINGONO DI ROSA IL CIELO DI CAGLIARI

 Per chi abita in Sardegna sono "sa genti arrubia" -"la gente rossa", in lingua sarda - per i turisti un evento che però si ripete ogni sera, quando interi stormi di fenicotteri rosa transitano sul cielo di Cagliari per spostarsi tra le due grandi aree umide del capoluogo sardo, lo stagno di Molentargius e quello di Santa Gilla. Così al tramonto tutti con il naso all'insù a d ammirare questi esemplari che da tempo hanno scelto la Sardegna per abitare tutto l'anno e, soprattutto, per nidificare con la prima colonia insediatasi nel 1993 tra Cagliari, Quartu e Quartucciu.

I primi pulcini, i pulli, quest'anno sono nati ai primi di maggio a Molentargius.

Il "reparto nascite" è stato l'argine di basso fondo, l'anello centrale all'interno dello stagno del Bellarosa maggiore.

La colonia aveva iniziato ad insediarsi a metà marzo e le prime uova sono state deposte dopo qualche settimana. Un "miracolo" che si ripete ogni primavera.



GENOVA MARASSI CANE MUORE DOPO DUE SETTIMANE DI AGONIA

Genova. Dopo due settimane di agonia un altro cane è morto dopo aver ingerito alcuni bocconi avvelenati durante una passeggiata sotto casa. E’ successo a Marassi, dove torna l’incubo delle trappole abbandonate per strada per colpire gli animali domestici del quartiere, A lanciare l’allarme una residente del quartiere, che ha postato sui social tutte le informazioni riguardanti quanto accaduto: durante una passeggiata tra via Fereggiano e via Biga il quadrupede ha ingerito un boccone, iniziando il suo calvario terminato tragicamente ieri.


domenica 27 giugno 2021

AIDAA. CI PIACE IL NUOVO PGT DI PREGNANA

PREGNANA MILANESE (27 GIUGNO 2021) Nei giorni scorsi in consiglio comunale sono state presentate le linee guida del prossimo piano quinquennale di gestione del territorio di Pregnana Milanese che sarà approvato in via definitiva nel prossimo autunno. Secondo quanto mostrato ai consiglieri ed al pubblico (scarso) presente in consiglio comunale, il paese cammina verso una ottima prospettiva di consumo zero del suolo, in particolare sotto l'aspetto ambientale estremamente positive le indicazioni di vincolare alcune aree agricole al parco agricolo sud milano ed al parco dell'Olona mettendo in campo cosi azioni difensive del territorio comunale, cosi come associazione italiana difesa animali ed ambiente apprezziamo la decisione della giunta guidata dal sindaco Angelo Bosani in continuità con quelle precedenti a guida Sergio Maestroni ha deciso di mantenere il 50% dell'area ex Bull a verde, una questione questa che ci aveva visto come Aidaa presentare un osservazione apposita che andava proprio in questa direzione e che di fatto vede nella decisione della maggioranza il suo accoglimento. Ora Pregnana Milanese è un piccolo paese con una superficie di circa 4 km quadrati e noi reputiamo al di la delle colorazioni politiche delle singole amministrazioni che si succedono nel tempo la decisione di puntare al consumo zero del suolo per nuovi insediamenti un dato molto apprezzabile, anche se ovviamente seguiremo passo per passo l'evoluzione di questo fondamentale strumento amministrativo fino alla sua definitiva approvazione. 

Lorenzo Croce

presidente nazionale AIDAA



ALLARME CANI LASCIATI SOTTO IL SOLE SUI BALCONI E IN AUTO

  • ROMA (27 GIUGNO 2021) Arrivato il grande caldo e come ogni estate scattano gli allarmi e le segnalazioni dei cani lasciati senza riparo chiusi sul balcone o chiusi nell'auto lasciata per ore sotto in posteggio sotto il sole. Anche in questa fine di giugno le segnalazioni fioccano sia alle associazioni, che ai comandi di polizia locale e piu in generale alle forze dell'ordine di cani lasciati soli in auto al sole o sui balconi. Che fare se ci troviamo davanti a una delle due situazioni? L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente ha messo a punto un piccolo prontuario sul che fare in questi casi.

    CANE e GATTO LASCIATO SOLO SUL BALCONE AL SOLE

    Quando si avvista una cane lasciato solo sul balcone, senza riparo e senza copertura, la prima cosa da fare è accertarsi se abbia o meno la possibilità di accedere all'appartamento. 

    Qualora si sia appurato che il cane si trova in quella situazione da diverso tempo, e che la situazione possa mettere a rischio la sua salute, intervenire dapprima avvisando il portinaio dello stabile che può avvisare i proprietari,  e qualora questi non siano in casa avendo spesso le chiavi e può intervenire per mettere in sicurezza l'animale facendolo entrare in casa.

    Se lo stabile non ha portinaio o lo stesso è impossibilitato a intervenire chiedere subito l'aiuto delle forze dell'ordine o dei pompieri chiamando il numero di emergenza 112 o 115 e spiegando la situazione, e chiedendo alle forze dell'ordine di intervenire in quanto l'animale è in pericolo di vita.

    CANE IN MACCHINA SOTTO IL SOLE

    Per prima cosa dobbiamo accertarci che ci sia effettivamente una situazione di pericolo per il cane. Se la temperatura esterna è molto elevata e l’auto è al sole, è probabile che ci sia un forno dentro l’abitacolo. Poco importa che ci siano 5 centimetri di finestrino aperto. La temperatura sarebbe comunque eccessiva

    Osserviamo anche il cane per vedere segni di disagio o sofferenza. Un cane che salta da una parte all’altra dell’abitacolo e vi abbaia quando vi avvicinate al finestrino può trarre in inganno. Ci sta chiedendo aiuto? Non proprio. Sta semplicemente difendendo il suo territorio (l’auto è anche sua). Se è molto attivo è probabile che la temperatura del suo corpo non abbia ancora raggiunto temperature elevate.

    In situazioni dubbie, un altro parametro da prendere in considerazione è il tempo. Aspettate 5-10 minuti di fianco all’auto, nel caso in cui il proprietario si facesse vivo. Se la situazione vi sembra troppo rischiosa non perdete tempo e telefonate immediatamente alla Polizia Municipale. Fate un giro nei negozi nelle vicinanze per trovare il proprietario e invitatelo a ritornare immediatamente in macchina.

    Se nessuna delle due alternative avesse successo (la Polizia municipale non interviene e il proprietario non si trova), filmate la scena con un cellulare e fatevi assistere da alcuni testimoni prima di rompere il vetro (credetemi, sarà utile). Procuratevi una guinzaglio, una corda, una cintura per evitare che il cane scappi e rinfrescate il cane in tutti i modi possibili. Il rischio di un colpo di calore è elevatissimo in questi casi e la morte sopraggiunge dopo poco tempo.

    Ci teniamo a sottolineare che rompere il finestrino deve essere un atto estremo, da compiere solo come ultima possibilità per scongiurare pericoli al cane. rompere un finestrino con leggerezza senza aver valutato la situazione può portare solo guai. Non bisogna dimenticare infatti che:

    • rompere il finestrino di un auto è reato 
    • il cane potrebbe spaventarsi e scappare una volta liberato (e anche essere investito)
    • se lo portate via lo state “rubando” a tutti gli effetti. Si tratta di furto aggravato.
    • ma siamo coperti da questo articolo del codice penale. 

      Art.54 c.p. Stato di necessità. Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sè od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, nè altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.



L'ASSOCIAZIONE DELFINI SMETISCE ENRICO RIZZI SU SUOI PRESUNTI INTERVENTI

 Abbiamo ricevuto questo documento dall'associazione Animalista Delfini la quale accusa Enrico RIZZI di sostenere una tesi menzognera in merito alla vicenda dei canili del sud che lui dice di aver fatto sequestrare. La pubblichiamo, invitando il signor Rizzi se lo desidera a replicare, garantiremo a lui il diritto di replica cosi come previsto dalle vigenti normative.






LATINA. SCONTRO LEGALE PER CANI ADOTTATI

 Hanno presentato una denuncia in Procura, hanno chiesto l'esercizio dell'azione penale e il sequestro dei cani che erano stati adottati e sono in una struttura della provincia di Latina. Ringo e Ottavio, sono i nomi di alcuni degli animali finiti al centro di una vicenda che si trascina dallo scorso marzo. L'ultimo step è arrivato nei giorni scorsi quando l'associazione onlus Chance for dogs di Sermoneta, assistita dagli avvocati Alessia e Simona Verdesca Zain, ha presentato una denuncia dopo che alcune persone avevano chiesto l'adozione di cinque cani.

Nonostante i solleciti per il rilascio degli animali, non è arrivata ancora alcuna risposta da parte della struttura. Alla luce di questo silenzio è stata presentata una denuncia ed è stato chiesto al magistrato inquirente oltre che il sequestro dei cinque cani anche un sopralluogo per valutare le loro condizioni: alcuni infatti sono avanti con l'età. La onlus Chance for dogs è in prima linea sul fronte del volontariato per gli animali e nell'aiutare chi vuole adottare un cane abbandonato e che è in difficoltà. L'associazione non prende soldi, si regge su un servizio di volontariato portato avanti da un gruppo di ragazzi molto motivati e che credono ciecamente in quello che fanno.


A PAULINA HANNO AVVELENATO DIECI CANI.

 Mafalda era la mia bambina. L’idea di non essere riuscita a salvarla mi sta uccidendo”. Comincia così il racconto di Paulina, una donna di mezza età che vive sola in zona fonte Ciane, in compagnia dei suoi sette cani, sopravvissuti a un avvelenamento che ne ha uccisi tre, tra cui la sua “piccolina”. Mafalda era l’unico cane che non aveva ereditato dalla mamma, ma che aveva adottato da un canile. “Trovarsi di colpo 10 cani da accudire è stato difficile, ma è stato anche un modo per non lasciarsi andare alla tristezza della morte della nonna” – racconta la figlia Emilia mal celando il dolore che lei, e la mamma, stanno vivendo dallo scorso 26 maggio quando qualcuno ha avvelenato i loro 10 cani, di cui 3 sono morti.

A fare la scoperta è stata mamma Paulina di rientro a casa dopo il lavoro. “Era poco prima di mezzanotte – racconta Paulina – ho messo piede nel mio appezzamento di terreno e ho provato a chiamare i cani per salutarli. Loro mi sono venuti incontro facendomi le feste, come sempre, tranne una. Era una cosa strana perché proprio lei era la più giocherellona e festaiola. Preoccupata, ho preso la torcia e sono andata a cercarla”. A quel punto la scoperta: la cagnolina era per terra con le convulsioni in corso. Paulina, allarmata, chiama il veterinario e corre da lui in piena notte per prestare soccorso all’animale. Comincia l’incubo. Paulina è spaventata, ha un nodo alla gola, ma riesce a caricare il cane (un meticcio di medie dimensioni) in macchina e accompagnarlo in clinica. Qui la causa del malessere del cane è stata evidente a prima vista, e poi confermata dalle analisi del caso: avvelenamento per metaldeide, una sostanza conosciuta tipicamente come veleno per lumache che non ha lasciato scampo alla cagnolina di Paulina.




sabato 26 giugno 2021

NICOSIA. DENUNCIATO PER MALTRATTAMENTO DI ANIMALI

 Agenti del Commissariato di P.S. di Nicosia hanno deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna A.R., sessantaquattrenne di

maltrattamento animali Nicosia, per maltrattamenti di animali. Nel corso dei servizi di vigilanza e prevenzione, sulla S.S. n. 117, in contrada Murata di Nicosia, il personale intervenuto, anche a seguito di alcune segnalazioni, ha notato a ridosso di un cancello di ingresso di un fondo un cane maremmano legato alla catena senza alcun riparo ed in evidente stato di denutrizione in una giornata in cui la temperatura toccava i 39 gradi. Nel medesimo fondo, l'equipaggio della Polizia di Stato effettuava un sopralluogo e verificava che erano presenti altri tre cani di razza meticcia, anch'essi legati alla catena, due dei quali ad un albero con rischio di autostrangolamento, senza alcun riparo ed in condizioni di salute precaria, mancando l'acqua e costretti a vivere sui loro escrementi e con dei parassiti attaccati al manto. Uno presentava evidenti segni di abrasione del manto intorno al collo procurati dal continuo e prolungato sfregamento della catena. Gli animali, inoltre, non erano dotati di chip e, quindi, non registrati nell'anagrafe canina.

Di quanto accertato veniva immediatamente notiziato il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Enna che disponeva il sequestro e l'affidamento in giudiziale custodia dei 4 cani ad una Associazione del posto. L'uomo, dopo le formalità di rito, è stato deferito per i reati di cui agli artt. 544 ter e 727 del codice penale (abbandono e maltrattamenti di animali).


venerdì 25 giugno 2021

VERNICE SULLA STATUA DELLA PORCHETTA? UNA FORTE AZIONE DI PROTESTA

 ROMA (25 GIUGNO 2021) "Gli atti vandalici sono sempre sbagliati e da condannare, anche se in questo caso più che di atto vandalico dobbiamo parlare di forte azione di protesta contro lo sfruttamento e l'olocausto di animali, non dimentichiamoci che in Italia da inizio 2021 sono stati macellati in Italia oltre 3.700.000 maiali e che a Cremona un titolare di macello è stato rinviato a  giudizio per i maltrattamenti sui piccoli maialini prima della loro uccisione e macellazione- scrive in una nota L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA commentando quanto successo alla statua della porchetta in Trastevere imbrattata di vernice- ripetiamo che tutti gli atti vandalici sono da condannare, ma quella statua orrenda e provocatoria ha scatenato una reazione di protesta comprensibile. Ribadiamo- conclude la nota AIDAA- la richiesta di rimozione di quell'orrore dalla piazza romana".




FINTO SANGUE SULLA STATUA DELLA PORCHETTA A TRASTEVERE

 E' durata poco. Non perché qualcuno l'abbia mangiata - difficile, per altro, digerire il materiale utilizzato per scolpirla - ma perché qualcuno l'ha presa di mira, macchiandola con spruzzi di vernice rossa, forse a richiamare il sangue.

E' stata vandalizzata nella notte la statua dedicata alla porchetta allestita da qualche giorno in Piazza San Giovanni della Malva, nella zona di Trastevere a Roma. Sulla statua realizzata da Amedeo Longo, nell'ambito di un progetto artistico temporaneo nelle piazze romane, intitolata "Dal panino si va in piazza", si erano accese numerose polemiche. Da chi la giudicava di cattivo gusto (forse perché non commestibile) a chi la reputava fuori luogo, in una città e in una zona densa di testimonianze artistiche di diverso tenore.



FONDI . SEI CANI ABBANDONATI IN UNA GABBIA. INDIVUDUATO IL RESPONSABILE

 Aveva abbandonato sei cani di pochi mesi, chiusi all’interno di una “gabbia” fatta da due cassette in plastica legate. Ma a stretto giro è stato rintracciato, finendo nei guai: sulla scorta degli accertamenti avviati dalle guardie zoofile dell’Associazione difesa animali di Gaeta, gli agenti del Commissariato di Fondi stanno formalizzando nei suoi confronti una denuncia per i reati di abbandono e maltrattamento di animaliDestinatario del deferimento è un anziano del posto, che si era disfatto dei cuccioli nella prima mattinata di martedì, lasciandoli all’esterno di un’azienda di viale Piemonte. Dove si era recato a bordo di un’apecar immortalata dal sistema di videosorveglianza di un’attività nei paraggi. Salvati i cani, i volontari dell’Ada e le autorità preposte hanno dato dato luogo a una serie di verifiche partite proprio dal mezzo utilizzato per l’abbandono. Riuscendo ad isolare il numero di targa, e quindi a rintracciare l’autore del gesto sconsiderato. “I sei cuccioli erano in condizioni disumane, sono stati trasferiti immediatamente in clinica per le cure, dopodiché saranno disponibili per l’adozione”, sottolinea Giulio Bianchi, guardia zoofila e ispettore ambientale Ada, oltre che titolare del centro cinofilo fondano Alphadog. “Ricordiamo che abbandonare cani è un reato penale, e che esistono enti competenti ed enti volontari che si adoperano per farsi carico di randagi e cucciolate accidentali”.





BRUGHERIO. CANI AVVELENATI NEL GIARDINO DI CASA

 e qualcuno ha visto qualcosa o ha informazioni si rivolga ai Carabinieri della caserma di Brugherio. Questo l’appello lanciato sui social da una famiglia di Brugherio e che ben presto ha fatto il giro della rete. Una richiesta di aiuto per identificare colui (o colei) che ha gettato veleno per topi nel giardino della loro abitazione in via Benedetto Croce avvelenando i cani.

Il fatto, come si legge nell’appello, è accaduto domenica 20 giugno quando i proprietari hanno trovato nel giardino della loro abitazione un'ingente quantità di veleno per topi. Quadretti dal coloro azzurro che i cani hanno ingerito. Immediata la corsa dal veterinario nel disperato tentativo di salvare i loro adorati amici a quattro zampe.

Un gesto che, come spiegano le vittime nella loro lettera, avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi. Quei quadretti di veleno sarebbero potuti finire nella mani o nella bocca di qualche bambino che abitualmente frequenta l’abitazione.

La famiglia si è immediatamente recata dai Carabinieri di Brugherio, consegnando anche le immagini del sistema di videosorveglianza dell’abitazione. La famiglia ha sporto denuncia e ha consegnato anche il veleno trovato.

Nella speranza di risalire ben presto all'autore di un gesto inqualificabile: una cattiveria senza giustificazioni verso animali indifesi. 



giovedì 24 giugno 2021

STATUA DELLA PORCHETTA: ANIMALISTI PRESENTANO ESPOSTO A CORTE CONTI

 roma (24 giugno 2021) L' Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA non molla la presa sulla vicenda della statua raffigurante una porchetta posizionata nei giorni scorsi in una piazza in zona Trastevere a Roma. "Questa mattina- si legge in una nota dell'associazione animalista AIDAA- abbiamo inviato una segnalazione alla Corte dei Conti della regione Lazio per chiedere di verificare se questa storia della statua sia costata soldini pubblici e se gli stessi e se eventuale tale spesa è da considerare indispensabile in un momento simile e con la situazione debitoria in cui versa la città di Roma. Ci chiediamo se in una città dove non si coprono le buche, dove i bus prendono fuoco e dove  rifiuti invadono le strade, siano stati speri dei danari pubblici per pubblicizzare la triste e macabra statua del maiale morto, della quale chiediamo la immediata rimozione".




CONDANNA DEFINITIVA A 20 MESI DI CARCERE PER IL KILLER DEI GATTI DI BRESCIA

 ROMA (24 GIUGNO 2021) La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno ed otto mesi di carcere  inflitta sia in primo che in secondo grado a Luigi Baselli rendendola cosi esecutiva, il Baselli, un agricoltore della provincia di Brescia era accusato di aver istruito il suo doberman alla cattura dei gatti del cognato e poi nel caso specifico il gatto era stato dapprima catturato dal cane del Baselli e successivamente lo stesso lo aveva ucciso schiacciandolo con diversi passaggi con il trattore sul corpo del gatto martoriato. Inoltre l'agricoltore è stato riconosciuto colpevole di stalcking nei confronti della vecchia madre. "Siamo contenti dopo diversi anni che la giustizia ha fatto il suo corso e che questo killer dei gatti sia finalmente stato condannato in via definitiva- scrive in una nota l'ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE AIDAA- quello che ancora non riusciamo a capire è come all'epoca dei fatti un importante giornalista televisivo come Edoardo Stoppa si sia invece schierato con tanto di servizio nella trasmissione satirica di cui allora era inviato dalla parte del killer dei gatti, ci piacerebbe sapere cosa ne pensa ora che la sentenza è diventata definitiva riconoscendo questa persona dei reati di cui noi lo accusavamo e dai quali invece il giornalista lo difese".


Edoardo Stoppa nella foto con il killer dei gatti ora definitivamente condannato.


la vicenda passo per passo
qui sotto di seguito tutti i link della vicenda passo per passo se avete un attimo di tempo datele un occhiata


MONREALE: AIDAA SCRIVE AL SINDACO "DISPONIBILI A RIEDUCARE IL CANE MORSICATORE"

  MONREALE (24 GIUGNO 2021) Ricorderete tutti la vicenda del piccolo di sette anni che la scorsa settimana è stato morsicato sul braccio da un cane randagio a Monreale in provincia di Palermo, per fortuna riportando ferite leggere. L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente aveva da subito dato la propria disponibilità alla presa in carico e rieducazione di quel cane. Questa mattina l'associazione animalista ha inviato una missiva via email all'ufficio di gabinetto del sindaco di Monreale per ribadire la propria disponibilità a prendere in carico il cane. Mentre come annunciato nei prossimi giorni verrà inviata alla regione Sicilia, uno studio contenente anche una proposta per contrastare il randagismo nell'isola attraverso un operazione capillare che potrebbe portare ad una riduzione del 30% del fenomeno senza spostare i cani dal territorio e senza rinciuderli in canili lager. 


il testo della mail

Presidenza Aidaa presidenza.aidaa@gmail.com

09:30 (8 minuti fa)
gabinetto.sindaco, Ccn: stampa.aidaa
Gentile signor Sindaco,
sono lorenzo croce presidente nazionale dell'associazione italiana difesa animali ed ambiente - aidaa la presente per confermarle la nostra dispobilità a prendere in carico per la rieducazione e la ricollocazione il randagio che nei giorni scorsi si è reso protagonista della morsicatura al bambino di sette anni, per poter attivare le pratiche sono a chiederle informazioni certe sulla attuale collocazione del cane in questione
in attesa di un suo contatto la saluto cordialmente

lorenzo croce




DOPO 40 GIORNI TORNATA A CASA LA CAGNOLINA AMIE

 Torino ha vissuto una storia a lieto fine, con la Cagnolina Amie che è stata ritrovata dopo 40 giorni di ricerche.

Una sparizione che ha mobilitato il web, che ha prontamente reagito per far ricongiungere la cagnolina alla sua padrona. Il popolo di Facebook ha creato anche un gruppo per condividere segnalazioni e notizie.

Una notizia a lieto fine, soprattutto dopo alcune segnalazioni di cani avvelenati nel torinese nei mesi scorsi.La storia comincia il 9 maggio, quando la signora Antonella era in giro con la sua cagnolina Amie, ma l’animale è scappato senza apparenti motivi dalla sua padrona.

Il fatto è accaduto nei pressi delle lame d’acqua della passeggiata in Corso Sebastopoli.

Lo smarrimento ha scosso la signora Antonella, che ha subito utilizzato tutti i mezzi a sua disposizione per ritrovare la sua amata compagna. Tra sopralluoghi e volantini nei posti strategici, la donna non ha mai smesso di cercare Amie.  Il giorno dopo l’accaduto, la padrona del cane ha creato un gruppo Facebook (che dopo il ritrovamento di Amie ha cambiato nome per aiutare nelle ricerche di un altro cane smarrito) che ha subito raggiunto le 1500 adesioni.

Le segnalazioni sono state molteplici, e in un primo momento il cane era stato avvistato a Borgaretto, tuttavia era scappato ancora, facendo perdere le proprie tracce.

Quando dopo quaranta giorni di ricerche le speranze sembravano diminuite, la chiamata tanto attesa è arrivata: Amie è stata trovata.



La cagnolina è arrivata a Chieri, a circa trenta chilometri dal punto di smarrimento. L’animale aveva trovato rifugio in una azienda agricola, attirata probabilmente dai cani presenti nella struttura.

Il padrone dell’azienda ha subito accudito il cane, segnalando sul web il ritrovamento. Antonella ha così potuto riabbracciare la sua compagna, che è apparsa deperita per via dei tanti chilometri percorsi.

Dopo una visita dal veterinario, Amie è tornata a casa dopo 40 giorni.

mercoledì 23 giugno 2021

AIDAA SCRIVE ALL'EUROPA. MAGGIOR TUTELA PER I GHIRI DEI NEBRODI E LE LUCERTOLE DI STROMBOLICCHIO

MESSINA (23 GIUGNO 2021) Una lettera a firma dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA è stata inviata questa mattina alla Commissione Europea per annunciare l'arrivo a Bruxelles nei prossimi giorni di una proposta della stessa associazione per chiedere maggiori protezioni per i ghiri dei Nebrodi e per le lucertole di Strombolicchio. Secondo quanto sostenuto nella lettera degli animalisti - ambientalisti : "Serve un intervento omogeneo, che per quanto riguarda i ghiri vieti qualsiasi iniziativa che ne preveda l'abbattimento selettivo o anche solo il trasferimento sia attraverso una concreta politica di controllo della popolazione dei ghiri con la realizzazione di un osservatorio, e allo stesso tempo con l'introduzione di specifici fondo economici per rifondere i danni subiti dagli agricoltori che- continua la missiva AIDAA- allo stesso tempo vanno verificati in maniera puntigliosa e rigorosa per evitare di distribuire fondi a pioggia non dovuti": Per quanto riguarda le lucertole di Strombolicchio AIDAA chiede all'Unione Europea una nuova politica di protezione per questi animali rafforzando le loro tutele sulle poche isole dove sono presenti con "Interventi concreti a sostegno delle attività di studio e controllo di questa specie protetta".


AIDAA PER L'AGRICOLTURA BIOLOGICA

 Nelle scorse settimane vi avevamo parlato del nostro amico ALDO CHE PRODUCE VERDURE E ORTAGGI BIOLOGICI IN QUEL DI QUINZANO SULL'OGLIO IN PROVINCIA DI BRESCIA. ECCOLI I FRUTTI DELLA TERRA PER CHIUNQUE VOLESSE ACQUISTARLI PUO' RIVOLGERSI DIRETTAMENTE AD ALDO AL 3313615360 ANCHE VIA WHATS APP.