sabato 7 dicembre 2019

INCIDENTI DI CACCIA: MOLTI CAUSATI DA CACCIATORI UBRIACHI

Roma (7 dicembre 2019) -  Perchè ai cacciatori in Italia è permesso sparare anche se sono ubriachi? e infatti una buona aliquota degli incidenti di caccia avvenuto nel corso degli ultimi cinque anni è stato causato da cacciatori che prima del fucile avevano alzato il gomito fin dalle prime ore del mattino. In Italia inoltre vige il diritto di caccia anche nelle giornate di nebbia, seconda causa degli incidenti di caccia che spesso provocano morti e feriti anche tra i non cacciatori.L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente ha deciso di inviare al ministro Costa una lettera con due richieste specifiche. La prima riguarda il divieto di caci nelle giornate di nebbia con visibilità ridotta ed inoltre AIDAA chiede l'introduzione di test sul tasso alcolemico a campione ai cacciatori prima che gli stessi inizino la battuta di caccia. Da qui la proposta di AIDAA al governo di inserire l'obbligo di divieto di sparo nelle giornate di nebbia ma sopratutto di inserire l'lalcol test a campione sui cacciatori prima che dell'inizio di ogni singola battuta di caccia ritirando immediatamente la licenza di caccia e il porto d'armi se trovati positivi al test dell'abuso alcolico.. "E' risaputo che i cacciatori prima di andare a caccia si trovano spesso per bere un goccetto- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA - per questo chiediamo che si introducano come per gli automobilisti controlli a campione sul tasso alcolico e che si vieti di sparare nelle giornate di nebbia": Dall'inizio della stagione di caccia 2019-20 secondo le stime dell'Associazione Vittime della Caccia al 30 novembre 2019 i morti durante le battute di caccia sono stati 14 e 44 i feriti.

PERCHE' I BOTTI DI CAPODANNO FANNO MALE AI NOSTRI AMICI ANIMALI

Ecco di seguito il vademecum per salvaguardare fido e micio dai fuochi d'artificio, ogni anno sono almeno 25.000 gli animali che rimangono vittime diretti o indiretti della notte di San Silvestro.


Fido e i fuochi d’artificio

1.Non mostrarsi troppo protettivi, alimenta le loro paure
2.Tenerli in appartamento, meglio se in una stanza in penombra e lontana dai rumori
3.Minimizzare l´impatto dei botti accendendo la musica
4.Non tenerli legati alla catena potrebbero strozzarsi
5.Passeggiare con il cane saldamento al guinzaglio, facendo attenzione per i cani anziani e cardiopatici
6.Assicurarsi per tempo che siano facilmente identificabili con microchip, tatuaggio e medaglietta
7.Se l´animale vi sfugge di mano cercatelo nei canili e comunicate la scomparsa presentando denuncia di smarrimento ai vigili, carabinieri o polizia, avvisate le associazioni animaliste e i siti internet che si occupano di cani scomparsi PER AIDAA chiamare il 3479269949
8.Non rafforzare la loro paura dei botti agitandovi



Micio e i fuochi d’artificio
1. Non guardarli negli occhi, potrebbero diventare aggressivi
2. Manifestare indifferenza accendendo musica o tv
3. Non lasciarli soli in giardino ed in balcone in quanto potrebbero farsi male, scappare o buttarsi di sotto
4. Preparargli un rifugio alternativo già individuato magari sotto il letto
5. Anticipare l´orario dei bisogni e nei casi più gravi chiedere al veterinario di fiducia un blando sedativo per tranquillizzarli
6. Assicurarsi per tempo che siano identificabili per microchip o tatuaggio
7. Se il gatto scompare cercarlo subito in zona, potrebbe essersi nascosto poco distante da casa 8 preparare una locandina con foto e numeri telefonici, affiggerla vicino a casa e diffonderla via internet sui siti animalisti 

ANCHE AIDAA PRESENTE ALLA PROTESTA CONTRO TAGLI ALBERI AL POLITECNICO DI MILANO

C'era anche una delegazione di AIDAA ieri alla manifestazione davanti al palazzo marino in relazione al taglio degli oltre cento alberi previsti nel parco Bassini in zona Politecnico. Nessun albero deve essere tagliato. Nessuno.


C'E ANCHE UN VIGILE DI TAGGIA TRA GLI INDAGATI DI BRACCONAGGIO

Triora - C’è anche un agente della polizia municipale di Taggia tra le persone indagate per avere cacciato di frodo cinghiali, camosci e caprioli in balle Argentina, val Nervia e val Verbone, e nella foresta di Gerbonte.
L’inchiesta, che lunedì ha portato agli arresti domiciliari del sindaco di Triora Massimo Di Fazio, al momento coinvolge nove persone, anche se il numero potrebbe salire. E tra quelle già colpite dall’avviso di garanzia alcune ricoprivano perfino il ruolo di “selettore”, ossia di cacciatore autorizzato con una speciale licenza rilasciata dalla Provincia ad abbattere capi fuori dalla stagione venatoria (in caso di eccessiva proliferazione), sotto il controllo degli agenti provinciali.

Il vigile indagato per porto illegale di armi da sparo in luogo pubblico e per avere cacciato in periodo vietato, ossia per bracconaggio, è Domenico Novella, 59 anni, attualmente al settore edilizia della polizia municipale. Come tutti gli altri indagati, è stato sottoposto a perquisizione, nel suo caso effettuata dai carabinieri forestali: gli sono stati sequestrati tredici fucili. Nei suoi confronti, al momento, il Comune di Taggia non ha preso provvedimenti. «Il suo percorso lavorativo è sempre stato caratterizzato da grande integrità - spiega il sindaco Mario Conio - e nell’attesa di conoscere i dettagli della vicenda, che è personale e non coinvolge il suo ruolo nella polizia municipale, riteniamo di non dover adottare misure nei suoi confronti». Non è escluso che la Prefettura, tuttavia, possa disporre che a Novella venga ritirata l’arma d’ordinanza. «In questo caso gli verranno assegnate mansioni che non prevedono il porto della pistola», conclude Conio.
Oltre al vigile di Taggia e al sindaco di Triora sono indagati i presunti compagni di caccia di quest’ultimo, Germano Anfosso, Andrea Lombardi e Alberto Basile; i fratelli Diego e Mauro Melighetti, e Walter Zandonella, tutti residenti in val Nervia; e un altro taggese, Lorenzo Brogna. Complessivamente, la polizia postale, che conduce l’inchiesta coordinata dal procuratore Alberto Lari e dal sostituto Luca Scorza Azzarà, e i carabinieri forestali, che hanno partecipato alle perquisizioni, hanno sequestrato una settantina di fucili. Non solo: sempre la Polposte ha acquisito una nutrita documentazione negli uffici di Pieve di Teco dell’Atc, l’Ambito territoriale di caccia, di cui è presidente il sindaco del paese della valle Arroscia Alessandro Alessandri. Il materiale servirà agli investigatori per avere una “fotografia” ancora più dettagliata dell’attività venatoria in provincia di Imperia e il ruolo degli indagati, in particolare di coloro che avevano ottenuto la qualifica di selettore. Un ruolo di fiducia che lasciava ampi margini di manovra: l’obiettivo è da una parte stabilire se qualcuno dei presunti bracconieri ne abbia effettivamente abusato, dall’altra verificare eventuali favoritismi o “coperture”. Anche politiche.

LICATA. LA STRAGE DI CANI AVVELENATI CONTINUA

Ancora 2 cani morti avvelenati nella zona della Molarella a Licata, i cani entrambi di grossa taglia sono stati rinvenuti nella giornata di ieri, nei giorni scorsi la zona era già stata oggetto di una mattanza di cani randagi avvelenati.

venerdì 6 dicembre 2019

ORRORE FROSINONE. NEGATA LA VENDITA DI UN GATTO PER LE INCLINAZIONI SESSUALI DELL'ACQUIRENTE

FROSINONE (6 DICEMBRE 2019) - Voleva comperare un gatto persiano ma un omofobo sui social lo ha freddato con una frase choc "Non vendiamo ai transessuali" e successivamente non ha nemmeno dato modo di rispondere bloccando Tiziano il suo interlocutore che dopo aver specificato di "non essere transessuale ma di avere una relazione affettiva gay con il suo compagno da oltre 20 anni" ha visto bene di rendere pubblico l'atto di omofobia rendendo pubblico il messaggio di un allevatore amatoriale di gatti persiani. Ma purtroppo non si tratta affatto di un caso isolato, infatti in questi mesi del 2019 sono stati diversi i casi segnalati di persone transessuali e omosessuali sottoposti a veri e propri "processi sommari" in merito alla vendita di animali e a molti di loro è stato rifiutato l'acquisto di un cane in alcuni casi con argomentazioni assurde.



BRACCONAGGIO. SEQUESTRATI 342 UCCELLI VIVI E 300 IMPAGLIATI

(ANSA) - UDINE, 5 DIC - Un totale di 342 uccelli vivi e circa 300 impagliati sequestrati e undici persone indagate. E' il bilancio dell'operazione condotta dal Corpo forestale regionale, coordinata dal Nucleo operativo per l'attività di vigilanza ambientale (Noava). Dopo 4 mesi di indagine, è stato sventato un traffico di uccellaggione abusiva condotta tra Attimis e Faedis (Udine) da un bracconiere dedito alla caccia di fauna selvatica, in particolare uccelli, a fini illeciti. Gli esiti dell'operazione sono stati presentati oggi a Udine dal responsabile del Noava, l'ispettore Claudio Freddi, e dal direttore regionale Risorse forestali, Adolfo Faidiga. L'operazione è stata conclusa all'alba del 29 novembre con la denuncia dell'uomo, un sessantenne friulano, e di altre dieci persone a cui erano destinati gli uccelli catturati. (ANSA).

giovedì 5 dicembre 2019

LOMBARDIA. NEVICA A BASSA QUOTA I CERVI AFFAMATI PREDE DEI BRACCONIERI

Non è uno dei periodi migliori, questo, per i cervi e, più in generale, per gli ungulati: dopo aver incuriosito con il loro canto d’amore, il bramito, centinaia di escursionisti in Val Grande all’inizio dell’autunno, la neve caduta abbondante anche ad altitudini più basse li sta mettendo parecchio in difficoltà nella seconda parte della stagione.
Per cercare cibo sono costretti ad abbassarsi di quota e il timore è che, come successo due anni fa, ci possa essere una moria straordinaria: nell’inverno 2018 perirono almeno 120 esemplari.
La facilità di individuarli e, forse, la loro debolezza lascia terreno facile ai bracconieri. Per questo il corpo di Polizia Provinciale dell’alta Valcamonica ha intensificato i controlli e nei giorni scorsi ha intercettato quattro persone responsabili  di due azioni di bracconaggio. Gli agenti al comando del commissario Antonio Galli hanno effettuato due posti di blocco, fermando i bracconieri.
Nel primo caso gli uomini della venatoria sono intervenuti in Valsaviore, in località Corno Alto di Saviore, a seguito di una poderosa canizza di segugi. Gli agenti hanno allestito dei posti di controllo stradale, fermando nella zona del cimitero un’auto, a bordo del quale hanno ritrovato la carcassa di un capriolo già eviscerato e abbattuto poco prima. La seconda operazione si è svolta a Edolo in località Baldoni dove, all’interno dell’oasi di ripopolamento e cattura di Turicla, tre uomini che scendevano a valle a velocità sostenuta sono stati fermati e controllati.
A bordo del loro suv c’era la carcassa di un cervo ucciso con un fucile calibro 22 munito di ottica. Ad aggravare la situazione non solo il fatto che l’operazione di caccia era stata compiuta in una zona di divieto, ma pure utilizzando un’arma non consentita. I sequestri. Mentre gli animali abbattuti illegalmente sono stati posti sotto sequestro, così come armi e munizioni, i bracconieri, dopo l’identificazione, sono stati denunciati a piede libero per reati venatori.
Diversi ungulati muoiono in queste settimane anche investiti lungo la Statale 42 in alta Valle, soprattutto con il buio, mentre tentano d’attraversare la strada per trovare cibo e acqua. Il problema è annoso e già in passato sono state messe in atto misure per limitare i danni, come la creazione di piccoli corridoi di protezione. Nonostante tutto, nel mese di novembre alcuni animali sono purtroppo deceduti, molti altri sono stati intravisti camminare a bordo strada e alcune auto sono state danneggiate.

CLOCHARD DECEDUTO PER IL FREDDO. ECCO I VIDEO DENUNCIA DI AIDAA DI UN MESE FA


In relazione al clochard morto di freddo questa notte alla stazione di Molino Dorino a Milano ecco i due video risalenti a qualche settimana fa, dove il presidente di AIDAA aveva registrato un piccolo video di segnalazione relativo alla condizione disastrosa in cui viveva questo uomo. E nel secondo video si vedono i vigili che sono intervenuti in suo soccorso, non è chiaro però se l’uomo sia stato o meno portato in una struttura protetta,visto che poche ore dopo era tornato al suo posto seduto sulla sua carrozzina davanti all’entrata della metropolitana.
Prima della segnalazione
dopo la segnalazione


PIAZZA BAIAMONTI TAGLIATI ALBERI SANI

Erano sani, tranne uno,forse due, gli alberi abbattuti nelle prime ore del mattino a Milano in Piazza Baiamonti nei giorni scorsi, alberi abbattuti proprio davanti alla porzione di terreno che i cittadini vorrebbero trasformare in un piccolo parco cittadino, mentre il comune vorrebbe costruirci sopra una palazzina a forma di piramide. Non riusciamo a capire come mai questi alberi siano stati abbattuti, se si tratta di un intervento di manutenzione ordinaria non ne vediamo la ragione, se invece si tratta di altro chiediamo di capire le motivazioni di questa e di altre scelte simili fatte dall'assessore Maran.
ecco le foto che certificano lo stato di salute dei tronchi degli alberi tagliati in piazza baiamonti a milano









CLOCHARD RITROVATO MORTO (DI FREDDO) A MOLINO DORINO - IN PASSATO AVEVA UN CANE

il corpo del clochard ritrovato cadavere stamattina ricoperto da una coperta di lana
MILANO (5 DICEMBRE 2019) Viveva su una carrozzina fuori dalla stazione della metropolitana di Molino Dorino, lo conoscevamo perchè in passato aveva avuto un cagnolino che era stato poi affidato ad una famiglia milanese togliendolo dalla strada. Nei mesi scorsi lo avevamo rivisto a Molino Dorino era su una carrozzina e non si muoveva, ma viveva li... di fianco alla sua carrozzina aveva un giaciglio di fortuna all'aperto sotto il portico. Avevamo fatto un video dove denunciavamo la situazione, di un uomo, un disabile che non poteva certo vivere in quelle condizioni. Pare avessero cercato in molti di convincerlo ad andare in un dormitorio pubblico o in un ospedale, ma lui era rimasto li sulla sua carrozzina, fino a quando stamattina non è stato ritrovato morto. L'uomo era seduto sulla sua carrozzina privo di vita. Le cause della morte quasi sicuramente sono da far risalire al primo freddo che insieme alle condizioni di salute proibitive di questa persona fanno di lui il primo clochard morto di freddo a Milano a venti giorni dal Natale, e questo non è accettabile in una città che si definisce di avanguaria. No, non è accettabile.
il nonnino alcuni giorni fa sulla sedia davanti all'entrata di molino dorino

mercoledì 4 dicembre 2019

FESTA DEI POMPIERI - GALLERIA IMMAGINI SALVATAGGIO DI ANIMALI

OGGI SANTA BARBARA E' LA FESTA DEI POMPIERI, A LORO VA IL NOSTRO GRAZIE PER L'INTENSO LAVORO CHE OGNI GIORNO FANNO, E PER QUANTO CI RIGUARDA VOGLIAMO RINGRAZIARLI PER LE MIGLIAIA DI INTERVENTI CHE OGNI ANNO COMPIONO SALVANDO OGNI SPECIE DI ANIMALI, QUI DI SEGUITO UNA GALLERIA FOTOGRAFICA CHE VALE PIU' DI CENTOMILA PAROLE. GRAZIE. GRAZIE.GRAZIE.






TERMINATE CON SUCCESSO LE PUBBLICAZIONE DEI GATTI NERI SULL'APPOSITO ALBO

Si sono chiuse nei giorni scorsi le pubblicazioni dei mici neri per la giornata del gatto nero 2019, CIRCA 300 LE FOTO DEI GATTI PUBBLICATE E COMPLESSIVAMENTE LE VISITE AL BLOG SONO STATE  OLTRE 22.000  UN BUON SUCCESSO CHE OGNI ANNO SI RIPETE CON COSTANZA. GRAZIE A TUTTI COLORO I QUALI HANNO MANDATO LE LORO FOTOGRAFIE E CHE HANNO VISITATO E CONDIVISO IL BLOG. CHE COMUNQUE RIMANE VISITABILE TUTTO L'ANNO CLICCANDO SOPRA QUESTO INDIRIZZO.

FANO. DENUNCIATI 4 BRACCONIERI

Una vasta operazione di contrasto al bracconaggio alle specie acquatiche, effettuata nei giorni scorsi dai Carabinieri Forestali in comune di Fano, ha condotto alla denuncia di 4 bracconieri e al sequestro di armi, richiami elettronici e fauna protetta.

Le operazioni iniziate già dalle ore notturne presso un appostamento fisso di caccia agli uccelli acquatici hanno permesso di accertare l’utilizzo continuo di richiami elettronici vietati da parte di quattro bracconieri nascosti in due capanni dello stesso appostamento di caccia, con lo scopo di attirare ed abbattere specie selvatiche protette, in particolare pivieri dorati. Accertato l’utilizzo dei dispositivi illegali i militari sono intervenuti prontamente con perquisizioni locali e domiciliari, rinvenendo un richiamo elettronico perfettamente funzionante occultato in un vano nascosto di uno dei due capanni, e un sacchetto contenente tre pivieri appena abbattuti occultato sotto una tavola in legno nell’area dell’appostamento.

Altri 2 richiami elettronici e 11 altoparlanti sono stati rinvenuti nei veicoli in uso ai cacciatori e nelle abitazioni degli stessi, anch’esse sottoposte a perquisizione, inoltre a carico di uno di essi, residente a Fano, sono state rinvenute 728 munizioni abusivamente detenute. Ritrovate anche due allodole vive, imbracate e usate come richiamo, legate con una corda di soli 15 cm ad un dispositivo che azionato dai cacciatori le sollevava lasciandole poi ricadere ripetutamente provocandone lo svolazzamento. Anch’esse sequestrate in quanto la Corte di Cassazione ha già avuto modo di chiarire che detta pratica è considerata illegale.

VALLE DELL'ANIENE. AVVELENATI DUE CANI DA TARTUFO


Nella Valle dell’Aniene esplode la guerra dei tartufi: due cani pregiati da ricerca sono stati avvelenati e uccisi, un altro è rimasto gravemente ferito. La morte dei due animali è avvenuta nella giornata di domenica scorsa, nel territorio del Comune di Camerata Nuova, in pieno Parco Regionale dei Monti Simbruini. Molto probabilmente i due cani di razza, due Lagotto Romagnolo, tra i migliori utilizzati per la ricerca del tartufo, sono morti a causa di un boccone avvelenato trovato mentre cercavano i tartufi. Il veleno utilizzato, secondo una prima ipotesi, sarebbe la stricnina. I cercatori in questo modo si comabattono l’uomo con l’altro, uccidendo a vicenda gli animali.

Secondo il presidente regionale onorario dell’associazione “Asso Tartufai”, dietro questi avvelenamenti e alla guerra del tartufo, c’è un business che fa gola a molti. Il tubero della Valle dell’Aniene, dal bianco tipo d’Alba, al nero pregiato e all’uncinato, è molto ricercato e nei periodi di raccolta sono tanti gli appassionati che affollano i boschi e le radure del territorio e anche zone limitrofe, come Agosta e Mandela e gran parte della Valle dell’Aniene. Sull’uccisione dei due cani, naturalmente, sono partite le indagini dei carabinieri forestali, intervenuti sul posto.
I due “ Lagotto Romagnolo” hanno trovato la morte nella radura di Campo Secco e, precisamente, ha spiegato il sindaco di Camerata Nuova, Settimio Liberati, nella zona di Pozzo del Gelo. I proprietari dei cani sono due cittadini di Terni, che come tante altre domeniche avevano lasciato l’Umbria per andare a cercare i tartufi. Questa volta avevano scelto il Comune montano di Camerata Nuova. La giornata di domenica poteva far segnare una strage ancora maggiore se uno dei due cercatori di Terni non avesse dato l’allarme e avvertito gli altri che affollavano il territorio
fonte messaggero.it


martedì 3 dicembre 2019

GIORNATA DEI DIRITTI DEI DISABILI. GRAZIE AI 200.000 ANIMALI CHE LAVORANO CON LORO

Oggi è la giornata dei diritti dei disabili, una giornata importante che anche noi vogliamo ricordare, nel modo che maggiormente ci sovviene, ricordando gli oltre 200.000 tra cani, gatti, conigli, cavalli, asinelli e molte altre specie che quotidianamente affiancano negli ospedali, nella pet teratpy e nelle altre iniziative che vedono insieme animali e disabili. a loro il nostro grazie di cuore per il loro impegno e per le vite umane che si sono ritrovate anche grazie a loro.

SINDACO CACCIATORE ARRESTATO PER BRACCONAGGIO

Con le accuse di avere partecipato a battute di caccia al cinghiale non consentite, e senza avere il porto d'armi, che gli era stato revocato, è stato arrestato stamani Massimo Di Fazio, sindaco di Triora, paese ligure noto per le storie legate alla persecuzione delle 'streghe'. Gli agenti della polizia postale di Imperia gli hanno mostrato un ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip del tribunale di Imperia, con l'accusa di bracconaggio e utilizzo di armi da sparo. L'inchiesta non riguarda la figura istituzionale di sindaco, ma l'attività di Di Fazio cacciatore e, in particolare, il fatto di aver partecipato, secondo quanto contestato dalla Procura, a battute clandestine di caccia al cinghiale. Essendogli stato revocato il porto d'armi una decina di anni fa, il sindaco deve rispondere anche dell'utilizzo del fucile. Gli investigatori hanno perquisito la sua casa senza trovare al momento armi.

UBOLDO. CANE UCCISO DA MIX VELENO

Ladri che hanno tentato di mettere ko il cane per agire indisturbati oppure persone a cui danno fastidio i quattrozampe: questi i possibili moventi dell’ennesimo avvelenamento di un cane, in questo caso Asia, una cagnetta di razza boxer, morta a soli due anni e mezzo.
La padrona è sconvolta e non riesce a capacitarsi di come sia possibile arrivare a tanto. A rendere la morte del povero quattrozampe ancora più insopportabile è l’incertezza: non si sa con esattezza perché sia stata commessa un’azione tanto riprovevole. «In ogni caso è una dimostrazione d’inciviltà assoluta, che non si può assolutamente tollerare», sbotta l’uboldese.
Asia ha cominciato a stare male verso mezzogiorno, nel giardino della casa di via Lazzaretto. Sulle prime i padroni credevano che fosse una colica, cosicché l’hanno portata dal veterinario, che le ha iniettato un antispastico contro le convulsioni e ha praticato una flebo di valium.
Fino a quando la cagnetta ha vomitato una sostanza composta da pallini blu, che fa pensare a qualche lumachicida. Ricoverata per una terapia, è stata restituita in convalescenza alla famiglia, ma poi – trascorsi tre giorni – ha ripreso a stare male a tal punto che, con grande sofferenza, è stato deciso di sopprimerla.
Intanto dal Centro Antiveleni di Milano, cui il veterinario ha mandato un campione di sostanza vomitata per l’analisi chimica, è arrivato il responso: Asia è morta a causa di un cocktail di veleni.

lunedì 2 dicembre 2019

AIDAA RICORRE CONTRO IL PIANO DI CONTENIMENTO DEI PICCIONI DELLA REGIONE MARCHE


Ancona (2 dicembre 2019) - L'Associazione difesa animali ed ambiente ha deciso di ricorrere contro la delibera 1598 della giunta regionale delle Marche avente come oggetto il recepimento del piano di contenimento dei colombi domestici, vale a dire l'abbattimento selettivo degli stessi. Il metodo scelto è quello del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e sarà inviato e notificato alla regione nei prossimi giorni. Il ricorso ha lo scopo di mettere in evidenza l'incongruenza di una serie di punti del medesimo piano, a partire dalla violazione di tutela della fauna selvatica di cui i piccioni fanno parte, e le modalità con le quali si intende attuare il piano di contenimento. Il ricorso è firmato oltre che dai vertici dell'associazione animalista anche da alcuni cittadini marchigiani che ritengono doveroso mettere in atto una politica di tutela dei colombi trovando forme alternative dei contenimento nelle zone a maggiore diffusione senza che si proceda a dei veri e propri massacri. Si sta valutando anche il ricorso alla magistratura ordinaria per il reato di uccisione di animali selvatici.

MOLISE. PONTI ERBOSI PER RIDURRE INCIDENTI STRADALI CAUSATI DAI CINGHIALI

CAMPOBASSO (2 DICEMBRE 2019) Ancora un incidente stradale sulla statale a Campobasso, verso mezzanotte un cinghiale ha attraversato la strada statale mentre sopraggiungevano delle auto, ne è derivato un tamponamento a catena che ha coinvolto quattro auto per fortuna senza gravi conseguenze per i passeggeri, mentre purtroppo il cinghiale ha perso la vita. Sulla vicenda interviene l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente ricordando come purtroppo l'abbattimento selettivo dei cinghiali non diminuisce il problema degli attraversamenti stradali. L'Associazione invierà nei prossimi giorni alla giunta regionale del Molise una proposta relativa allo studio per la realizzazione dei ponti erbosi, che cosi come in molte altre parti di Europa hanno ridotto di almeno la metà gli incidenti stradali. "Sono belli, costano poco, sono facilmente realizzabili e in una regione come il Molise possono anche servire per il passaggio delle greggi in transumanza" si legge in una nota dell'Associazione AIDAA.

IN 300 GIORNI AVVELENATI 80.000 CANI E GATTI

ROMA (2 dicembre 2019) - Quella dell'avvelenamento di cani e gatti randagi, rappresenta oramai chiaramente una scelta impunita usata come mezzo di contenimento dei randagi in particolare in alcuni territori delle regioni del sud Italia. Nei primi 300 giorni del 2019 (gennaio-ottobre) sono stati avvelenati oltre 80.000 cani e gatti randagi e di questi oltre la metà ha perso la vita tra atroci sofferenze. Nessuna delle inchieste aperte dalle varie procure italiane dalla strage di Sciacca in poi ha portato all'individuazione ed alla condanna dei responsabili degli avvelenamenti di massa, se non in casi specifici e che spesso hanno riguardato l'avvelenamento che ha coinvolto anche cani da caccia o padronali. In Italia ci sono oltre un milione e mezzo di cani randagi liberi e vaganti sul territorio, nessuna azione seria di prevenzione e sterilizzazione di massa al momento ha seria possibilità di essere messa in campo, in quanto molti di questi cani specialmente al sud vivono nelle zone montane e non raggiungibili se non attraverso l'utilizzo delle strutture mobili che appartengono solo alla veterinaria militare e che nonostante le decine di appelli non è mai stata messa in condizioni di partecipare a serie campagne di sterilizzazione di massa, appare quindi evidente che l'avvelenamento viene utilizzato come mezzo di contenimento del proliferare dei randagi. Li uccidono in  maniera orribile, una morte con spasmi e dolori lancinanti che ha interessato quasi 20.000 cani nella sola Sicilia, 8.000 randagi avvelenati in Sardegna. Oltre 5.000 casi in Puglia, Calabria, Abruzzo e Campania. I numeri sono sotto gli occhi di tutti, chiunque si occupi di gestire i randagi sa che questi numeri sono spesso in difetto rispetto alla realtà. Ora ci chiediamo come AIDAA se questa strage dovrà continuare impunemente, oppure se qualcuno avrà finalmente il coraggio di porvi fine in maniera seria, magari senza aspettare che a morire non siano i cani ma magari qualche bambino.

domenica 1 dicembre 2019

PRESO BRACCONIERE CHE SPARA A UN CERVO

OULX – Spara a un cervo invece che a un cinghiale, ma le guardie sono lì. Mercoledì 27 novembre il servizio di vigilanza dei guarda parco delle Aree Protette delle Alpi Cozie è intervenuto. Si trattava di un abbattimento illegale di fauna selvatica nel Comune di Oulx, in Alta Valle Susa. In prossimità del confine del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand, in un’area della frazione Gad. Questa è prossima a strade, vicoli e attività produttive. E’ stato ucciso illegalmente, con carabina, un piccolo di cervo. In questo periodo, l’attività venatoria alla specie cervo è consentita nell’ambito della caccia di selezione, nei soli giorni di lunedì, giovedì, sabato e domenica.  Il mercoledì è aperta la sola caccia alla specie cinghiale. Il presidio del territorio da parte dei guarda parco e la sinergia con i guardia caccia del Comprensorio Alpino e della Città Metropolitana di Torino hanno permesso di individuare e sanzionare il responsabile. Questa in applicazione della legge regionale di “Tutela della fauna e gestione faunistico–venatoria”. Senza il tempestivo intervento delle guardie e la collaborazione tra enti e cittadini l’animale abbattuto sarebbe stato portato via illegalmente oppure abbandonato.
Le tracce dell’accaduto sul terreno si sarebbero presto dissolte con la pioggia caduta e il cervo, consumato da volpi, cinghiali, corvi o lupi. Magari catalogato come ennesima “predazione da lupo” vicino alle case. Sul territorio è rimasta ferita anche una femmina adulta di cervo, non più recuperata, nonostante la ricerca effettuata con l’ausilio del cane da traccia. Il presidente e le guardie del Parco Alpi Cozie si rifiutano di accettare qualsiasi tipo scusa da parte di chiunque abbia commesso un gesto così brutale, sbagliando anche la mira. I bracconieri sono avvisati, spara re al cervo è vietato.


sabato 30 novembre 2019

CAVALLO DI 27 ANNI MORTO DI STENTI AD ARDEA


Ardea, 30 novembre 2019 – E’ stato denunciato dalla polizia locale un uomo di Ardea con l’accusa di maltrattamento di animali a seguito della morte di un cavallo denutrito. L’animale si trovava in un terreno di proprietà privata il cui proprietario, a quanto pare, non se ne occupava. Acqua e cibo venivano forniti da un collaboratore della famiglia. Il cavallo, un maschio non castrato di 27 anni, presentava segni di grave denutrimento tanto da far supporre una grave patologia in atto, presumibilmente dovuta ad un blocco renale in corso. Nonostante i primi soccorsi prestati dai veterinari ed i vani tentativi di rimetterlo in piedi, alla fine, stante la grave condizione dell’animale che in alcun modo reagiva, veniva scelta l’eutanasia come unica strada per mettere fine alla profonda sofferenza del cavallo.
La puntura veniva effettuata dal veterinario incaricato dalla famiglia del proprietario, per tramite del loro avvocato. La morte avveniva alle ore 17 di giovedì. Presenti sul posto gli agenti di Polizia Locale, guidatati dal comandante Sergio Ierace, l’avvocato del proprietario, il veterinario che ha eseguito l’eutanasia, ed i veterinari della Asl, dott.ri Cerini, De Rosa e Frati.
FONTE MERDIANANEWS

TIVOLI. GATTO AL FREDDO SUL BALCONE

Una segnalazione è arrivata oggi all'Associazione Italiana difesa Animali ed Ambiente - AIDAA in relazione ad un gatto abbandonato sul balcone in una strada principale di Tivoli. Il gatto secondo la segnalazione vive in condizioni precarie sul balcone di casa da diverse settimane. Segnalazione inoltrata alle forse dell'ordine in loco per i controlli del caso.
immagine di repertorio

PRIOLO. ANCORA CANI AVVELENATI IN SICILIA

L’Asp presenterà denuncia alla Procura contro ignoti, per risalire al responsabile dell’ennesimo episodio di avvelenamento ai danni di cani, avvenuto martedì sera nei pressi della stazione di Priolo. Lo ha annunciato il Sindaco, Pippo Gianni, che esprime dura condanna per quando accaduto. L’avvelenamento ha coinvolto un branco composto da 11 animali, di cui uno deceduto e uno tutt’ora ricoverato, 4 cuccioli di cui 2 ritrovati stamattina e altrettanti ancora dispersi.
La cattiveria e la malvagità perpetrate ai danni di animali innocenti, che non sanno difendersi, lasciano turbati e sgomenti. Un gesto disumano, che desta grande preoccupazione e disagio. E’ nostra intenzione – ha continuato il primo cittadino – esperire tutti gli accertamenti necessari ad individuare il responsabile di tale ignobile azione. Invitiamo pertanto – ha concluso il sindaco Gianni – a segnalare immediatamente alla Polizia Municipale e alle Forze dell’Ordine qualsiasi informazione utile all’individuazione del responsabile”.


venerdì 29 novembre 2019

MILANO SEQUESTRATI 2 QUINTALI DI GRANCHI CINESI

Milano, 28 novembre 2019 -  Oltre due quintali di granchi cinesi vivi sono stati sequestrati in 4 negozi dai carabinieri forestali di Milano. Si tratta di crostacei di cui sono vietate la detenzione e la commercializzazione in quanto sono considerate una specie invasiva poiché potenzialmente nocive per gli ecosistemi con cui vengono a contatto e per le specie autoctone già presenti. I titolari dei 4 negozi sono stati denunciati. Grazie ai controlli, effettuati anche con i veterinari di Ats Milano, sono stati scoperti 230 chili di granchi cinesi vivi e sono state riscontrate violazioni delle normative di igiene e sicurezza alimentare con il sequestro del pescato surgelato in cattivo stato di conservazione. Una pescheria è stata chiusa per le gravi violazioni riscontrate dai veterinari.


giovedì 28 novembre 2019

CANE UCCISO A CALCI A TREVISO DA UN CACCIATORE. AIDAA PARTE CIVILE

Rocky, un piccolo cane dal pelo color miele del Trevigiano, è stato ucciso da un cacciatore che lo ha preso a calci. Il piccolo cane non avrebbe mai potuto immaginare che la sua vita sarebbe finita quel giorno. Maria e Massimo, i proprietari, aprono il cancello per far entrare degli amici, ma dopo pochi minuti sentono i guaiti del loro piccolo quattro zampe.
La scena che Maria si trova di fronte è delle più terribili: un signore sulla settantina, un cacciatore, stava prendendo a calci il piccolo Rocky. La donna si è precipitata a fermare l’uomo, ma lui l’ha minacciata con il fucile ordinandole di entrare in casa.
Maria allora chiama i carabinieri e fotografa il cacciatore. L’uomo poi si allontana. Rocky è stato portato immediatamente all’ospedale, ma il cane purtroppo non ce la fa e smette di lottare il pomeriggio successivo.
L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente si costituirà parte civile nel provvedimento.

PRESO BRACCONIERE IN LOMELLINA

Il bracconiere è stato sorpreso con ancora le esche in mano, uccelli vivi che usava per attirare le sue prede.  L’appostamento delle guardie del Wwf di Milano mercoledì scorso, nelle campagne tra Robbio e Confienza, è durato più di un’ora, nascosti dietro i cespugli. Stavano sorvegliando un uomo di 60 anni, bresciano, che dopo aver sparato a pispole, peppole e spioncelli, specie protette, nascondeva i cadaveri tra le frasche. Sul suo telefono cellulare aveva registrato i canti di queste specie. Aveva inoltre una dozzina di gabbiette piene di allodole. 
Si era sistemato su una stradina poderale e sparava un colpo ogni mezz’ora circa. 
Dopo aver visto dove occultava gli animali abbattuti le guardie, dopo aver chiamato una pattuglia della polizia provinciale, sono uscite allo scoperto. L’uomo, pur sapendo di aver violato spudoratamente più di una norma, ha negato ogni addebito ma è rimasto a bocca aperta quando dalle stoppie sono state estratte dai volontari 2 pispole, 2 spioncelli e 2 peppole uccise. Il suo ritorno a Brescia è avvenuto senza il fucile né il cellulare, che sono stati sequestrati. Proprio il bresciano è una delle zone in cui è più diffusa la caccia ad uccellini protetti, messi poi in pentola per la “polenta e osei”, e sempre dal bresciano arriva la maggior parte dei cacciatori di frodo che si spingono fino in Lomellina.

mercoledì 27 novembre 2019

SONDAGGIO CHOC: PER IL 56% DEGLI ITALIANI E' GIUSTO PICCHIARE IL CANE

ROMA (28 Novembre 2019) Il centro studi Italiambiente ha elaborato i dati di un sondaggio realizzato per conto di AIDAA intervistando sui social 400 persone iscritti a gruppi di tutela dei cani. Due le domande poste: nella prima si è chiesto se è lecito picchiare un cane come metodo educativo, o quando abbaia. La seconda domanda ha riguardato l'uso dei collari di contenimento e della museruola come metodo di coercizione. Ecco a voi le risposte
E' giusto picchiare il proprio cane come metodo educativo o quando abbaia?
SI 168 PARI AL 42%
NO 154 PARI AL 38.5%
NON SO 22 PARI AL 5,5%
SI MA AL MIO CANE NON LO FAREI MAI 56 PARI AL 14%
Lei approva l'uso del collare di contenzione e della museruola come metodo educatico
SI 123 PARI AL 38,7%
NO 209 PARI AL 52,3%
NO SO 32 PARI AL 8%
SI MA NON LO FACCIO MAI 36 PARI AL 9%
In poche parole il 56 per cento degli intervistati ritiene giusto picchiare il cane anche si di questi il 14% non lo farebbe mai al proprio cane, mentre situazione diversa per i collari di contenzione e museruola, qui i contrari sono la maggioranza assoluta con il 52,3%.




RESTITUITO ALLA PADRONA IL PROCIONE LUCIO

Il procione Lucio torna a casa, infatti a circa un mese dal suo sequestro, la vicenda del procione approda in tribunale a Milano, e con una sentenza che lascia pochi spazi a ripensamenti il Gip nonostante il parere contrario della procura ha deciso di restituite Lucio alla sua proprietaria che potrà detenerlo in casa e secondo alcune specifiche prescrizioni per il resto della sua vita. La vicenda del procione era salita alle ribalte dei giornali nelle scorse settimane quando Lucio fu sequestrato dalla forestale dopo che la sua padrona, una donna ucraina che aveva acquistato regolarmente Lucio in Ucraina e lo aveva portato con se in un ristorante milanese tenendolo al guinzaglio. Dopo un mese di lontananza ora Lucio potrà vivere con la sua padrona senza problemi, ma questo apre un importante vuoto nelle normative sulla gestione degli animali selvatici in città. Lucio è il secondo caso di animale sequestrato e poi restituito negli ultimi anni a Milano, la prima vicenda fu quella del karakat Grum scambiato per una lince e posto per diverso tempo agli arresti domiciliari.

BRACCONIERI HORROR. UCCIDONO E DECAPITANO UN CERVO NEL PARCO DI APPIANO GENTILE

Gli hanno sparato alla testa e poi lo hanno decapitato presumibilmente per vendere il palco di corna. Un barbaro episodio di bracconaggio è stato scoperto dagli agenti della polizia provinciale ieri pomeriggio in un’area boschiva di Appiano Gentile, all’interno del Parco Pineta.
L’intervento è stato sollecitato da una donna residente nella zona che si è imbattuta nella carcassa del cervo mentre stava passeggiando nel terreno, non recintato, di sua proprietà (l’area è in ogni caso lontana dalle abitazioni).
Si trattava di un maschio adulto in buona salute, circa 150 chili di peso, non presentava ferite, né fratture. Un esemplare cosiddetto dominante, caratterizzato da alta capacità riproduttiva. In una sola espressione uno scempio orribile: «Presumibilmente – dice Marco Testa, comandante della polizia provinciale – il colpo è stato esploso alla testa ed il fatto deve essere avvenuto la notte precedente».
Il cervo non è stato ancora rimosso, se ne farà carico l’ente parco già informato di quanto accaduto. È stato aperto un fascicolo a carico di ignoti, saranno avviate indagini per risalire ai responsabili.