domenica 20 gennaio 2019

ANCHE I GRILLI INVECCHIANO


(ANSA) - ROMA, 16 GEN - La loro vita è brevissima. Eppure, proprio come gli uomini, i grilli vanno incontro a un processo di invecchiamento prima di morire. E invecchia prima chi impegna più energie nel riprodursi. A osservare gli insetti di campo uno studio pubblicato sulla rivista Evolution.

Pochi studi hanno esaminato se insetti di campo, la cui vita adulta dura poche settimane, sperimentino un "invecchiamento" nel senso di declino fisico. Per farlo, i ricercatori del Center for Ecology and Conservation dell'Università di Exeter, in Cornovaglia, hanno utilizzato una rete di oltre 130 videocamere per studiare ogni ora della vita di una popolazione di grilli selvatici in un prato. Ne hanno monitorato lo sforzo riproduttivo, l'invecchiamento e la sopravvivenza per un periodo di dieci anni, trovando una relazione tra lo sforzo riproduttivo e la sopravvivenza. Quelli che hanno investito più energia nella riproduzione nelle prime fasi della vita, mostravano segni di declino più veloce invecchiando: cantavano di meno degli altri ed erano più inclini a perdere nei combattimenti contro altri animali della stessa specie. "C'è una grande ricerca in biologia sul perché il fisico declina quando invecchiamo", ha detto Tom Tregenza, a capo del team di ricerca. Questi risultati, prosegue, indicano che "l'invecchiamento viene velocizzato dal passare i geni ai successori. In altre parole, si invecchia perché, invece di usare l'energia per mantenersi, la si investe in riproduzione".(ANSA).

sabato 19 gennaio 2019

LA POLSTRADA SALVA QUARZO BOXER DI 5 ANNI


(ANSA) - POGGIBONSI (SIENA), 18 GEN - Vagava sull'Autopalio, nei pressi di un'area di servizio all'altezza di Poggibonsi (Siena), quando è stato notato da una pattuglia della polizia stradale. Così è stato salvati ieri Quarzo, un boxer di 5 anni.
    Il cane, confuso e impaurito, è stato tranquillizzato dagli agenti, che poi sono riusciti a mettergli un collare per evitasse che potesse scappare verso i veicoli in transito. Dopo aver giocato con lui lo hanno affidato ai volontari dell'Anpana, incaricata dalla Asl di fornire all'animale le cure del caso e di riconsegnarlo al padrone.

BRACCONIERE SERIALE ARRESTATO DAI CARABINIERI A CALENZANO

Calenzano (Firenze), 17 gennaio 2019 - Stava raccogliendo un pettirosso appena catturato con una trappola. Una pratica crudele quanto illegale per la quale un bracconiere di 76 anni è stato denunciato dai carabinieri forestali della stazione di Ceppeto. L’uomo è stato fermato nei boschi di Calenzano; in casa gli uomini in divisa hanno trovato un vero e proprio arsenale: 70 tagliole per mammiferi e avifauna; lacci da fauna selvatica già confezionati; 2.200 cartucce detenute oltre il limite consentito (di 1500);17 uccelli all’interno del congelatore appartenenti a specie protette; munizioni da guerra e 60 animali tra mammiferi e uccelli imbalsamati, alcuni dei quali appartenenti a specie protette e particolarmente protette.
L’esito dell’operazione è stato presentato ieri dal comandante provinciale dei Carabinieri forestali, colonnello Luigi Bartolozzi, insieme al comandante della stazione di Ceppeto, maresciallo Emiliano Granatelli. Tutto è nato dalla segnalazione di un cittadino di Calenzano che ha ritrovato il proprio gattino ‘Mario’ morto dopo essere rimasto intrappolato in un laccio da bracconiere.
I militari della Stazione Cc forestale di Ceppeto hanno avviato le indagini condotte anche in collaborazione con il Wwf di zona. E proprio nei boschi di Calenzano, hanno trovato trappole a scatto armate e complete di esca (una camola della farina, verme per il quale gli uccellini selvatici come pettirossi e cinciallegre sono ghiotti).
Nel pomeriggio di mercoledì il bracconiere si è presentato a ritirare gli uccelli dalle trappole. Appunto i militari lo hanno visto avvicinarsi a una delle tagliole, prendere un pettirosso rimasto ucciso, riarmare la trappola e provare ad allontanarsi. A quel punto i carabinieri forestali lo hanno fermato e portato in caserma per gli accertamenti conseguenti. In casa e in un vecchio fenile di proprietà il 76enne teneva di tutto. Aveva 9 coltelli con lame di varie lunghezze; 7 tagliole a scatto per mammiferi; 2 contenitori contenenti esche vive (camole); 5 munizioni spezzate calibro 8; 12 tagliole a scatto per avifauna; 1 trappola del tipo donnoliera; lacci da fauna selvatica in cavetti di acciaio già confezionati; 2 cavi in acciaio utili al confezionamento di lacci; 1 gomitolo di spago in nylon bianco; 49 tagliole a scatto di piccole dimensioni; 2 trappole a scatto con rete; 10 esemplari di pettirosso privati del piumaggio e conservate all’interno di congelatore; 6 esemplari di pettirosso ancora piumati conservati all’interno del vano frigo; 1 un esemplare di cinciallegra ancora piumata, conservata all’interno del vano frigo; 2178 cartucce a munizionamento spezzato calibro 12 detenute oltre il limite consentito. In casa c’erano anche bossoli da cannone e mitragliatrice risalenti alla seconda guerra mondiale; una sciabola in acciaio e 60 animali tra uccelli e mammiferi imbalsamati alcuni dei quali appartenenti a specie protette e particolarmente protette. Gli accertamenti su tutto il materiale ritrovato sono ancora in corso. Per l’uomo oltre alla denuncia, una serie di sanzioni per migliaia di euro e la possibilità di perdere il porto d’armi, visto che i militari hanno presentato alla Questura competente proprio questa richiesta.


BOCCONI AVVELENATI A VALLARSA IN TRENTINO

Bocconi avvelenati nella Vallarsa, in particolare in frazione Anghebeni, nella zona tra il parco giochi e la frazione Sottoriva. Il personale della Stazione Forestale insieme al Comune di Vallarsa, sta mettendo in atto le procedure di bonifica della zona, per la quale si richiede la collaborazione della popolazione.
Il Comune ha diramato un comunicato:
SI INVITA LA POPOLAZIONE A PRESTARE LA MASSIMA ATTENZIONE ED IN PARTICOLARE: AI PROPRIETARI DI CANI E’ RICHIESTO DI MANTENERLI AL GUINZAGLIO E CONTROLLARE CHE NON TROVINO ED INGERISCANO BOCCONI AVVELENATI, FERMO RESTANDO QUANTO PREVISTO DAL REGOLAMENTO COMUNALE RELATIVO ALLA QUALITA’ DELLA VITA IN MERITO AI CANI; ALLE FAMIGLIE E’ RICHIESTO DI SENSIBILIZZARE SOPRATTUTTO I BAMBINI A NON TOCCARE E RACCOGLIERE PEZZI DI CARNE O SOSPETTE ESCHE NEI DINTORNI DELLA FRAZIONE; A TUTTA LA POPOLAZIONE SI CHIEDE DI SEGNALARE ALLA STAZIONE FORESTALE O AL COMUNE DI VALLARSA L’EVENTUALE RITROVAMENTO DI SOSPETTI BOCCONI O ESCHE AVVELENATE. L’UTILIZZO DI ESCHE O BOCCONI NOCIVI COSTITUISCE REATO ED E’ QUINDI OBBLIGO DEL CITTADINO SEGNALARNE LA PRESENZA


venerdì 18 gennaio 2019

3 CACCIATORI IRREGOLARI (BRACCONIERI) BECCATINEL BRESCIANO

In questo colpo di coda della stagione venatoria, a pochi giorni dalla chiusura, l’area bresciana è finita di nuovo al centro di episodi di bracconaggio che sono venuti alla luce. Nelle ore precedenti a venerdì 18 gennaio, come dà notizia Bresciaoggi, a Calcinatole guardie ecologiche volontarie con la Polizia provinciale si sono imbattuti in tre cacciatori che operavano nei pressi del fiume ChieseDopo aver abbattuto un’anatra e un germano reale, si è scoperta la situazione delle tre doppiette. Uno di loro non aveva nemmeno la licenza di caccia, un altro l’aveva scaduta e il terzo aveva prestato il proprio fucile a uno degli altri due. Si sono visti sequestrare le armi e il bottino appena cacciato, oltre una denuncia a vario titolo per porto abusivo, omessa custodia e incauto affido d’arma e di furto ai danni dello Stato.

IL PARCO DI MONZA SI RIEMPIE DI PERROCCHIETTI ABBANDONATI

Si acquistano, si ammira per un po’ la loro bella livrea verde brillante, poi ci si stanca. Così, alcuni parrocchetti, scappati dalle gabbie o fatti volare via di proposito, hanno nidificato e a decine hanno preso dimora nel Parco di Monza e nei giardini della Villa Reale.
Benché originari di Paesi con un clima assai diverso dal nostro (il parrocchetto monaco, Myiopsitta monachus, è originario del Sud America mentre il parrocchetto dal collare, Psittacula krameri, proviene dall’Africa), si sono adattati alla grande alle rigide temperature tipiche delle nostre latitudini.
Nel Parco e nei Giardini della Villa Reale i parrocchetti non sono gli unici “stranieri”: il laghetto della Villa Reale è invaso da anni dalle Trachemys scripta elegans e dalle Trachemys scripta scripta (tartarughe dalle guance rosse e tartarughe dalle orecchie gialle) di origine americana, così come provengono da Oltreoceano gli scoiattoli grigi, che hanno colonizzato interi territori del nostro Paese.

BARI. SPARANO A CAGNOLINA CHE RIMANE CIECA

BARI - Una cagnolina di almeno sei anni è stata trovata ieri sera a Bari ferita al muso e accecata da numerosi pallini sparati da sconosciuti probabilmente con un'arma ad aria compressa. La randagia, del peso di circa 25 chili e senza microchip, è stata trovata in strada Pezze del Sole da un'attivista dell'Ufficio del Garante dei Diritti degli Animali, ed è poi stata presa in carico dal Canile Sanitario di Bari. L'hanno chiamata Carabina, per via dei numerosi pallini che l'hanno ferita provocandole anche una estesa infezione sul dorso. Gli operatori della struttura ritengono che abbia vagato ferita per alcuni giorni. "Ha superato la notte - si legge sulla pagina Facebook del canile - non è più febbrile ma ancora inappetente. Ovviamente è del tutto terrorizzata, e verrà sottoposta ad ulteriori accertamenti". L'attivista che l'ha trovata ha fatto una segnalazione alla Polizia locale

BECCATO BRACCONIERE DI LA SPEZIA. CHE MINACCIA LE GUARDIE VENATORIE


 Aveva un piccolo arsenale di armi, tutte non denunciate: per questo uno spezzino di 46 anni che, sorpreso a cacciare in una zona vietata, ha puntato il fucile verso le guardie venatorie e si è dato alla macchia, ma è stato rintracciato e denunciato dai carabinieri. L'episodio e' avvenuto a Vezzano Ligure, nell'entroterra spezzino: l'uomo, sorpreso da alcune guardie ecologiche provinciale mentre si addentrava a caccia nel parco di Montermarcello, non ha esitato a puntare il fucile contro le guardie per guadagnarsi la fuga. Riconosciuto, nelle ore successive e' stato raggiunto direttamente a casa dai carabinieri, che durante la perquisizione hanno scoperto un vero e proprio arsenale: tre fucili, uno dei quali peraltro munito di un silenziatore artigianale vietato dalla legge italiana, un puntatore laser, circa novecento cartucce, dodici armi bianche tra spade e sciabole e una balestra. Tutte le armi sono state sequestrate.
    L'uomo e' stato denunciato per detenzione illegale di armi, e minaccia aggravata. I carabinieri proseguono le indagini con l'obiettivo di accertare la provenienza delle armi non censite nelle banche dati. (ANSA).

CAMPOBASSO. CHIUSO LABORATORIO LAVORAZIONE CARNE


(ANSA) - CAMPOBASSO, 16 GEN - Gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali. È quanto emerso nel corso di una ispezione del Nas di Campobasso, coordinato dal Luogotenente Mario Di Vito, eseguita in un laboratorio di sezionamento e confezionamento di carni e salumi dell'area Trignina. Al termine dei controlli i militari hanno disposto la chiusura della struttura. Il provvedimento di sospensione dell'attività è stato adottato unitamente al personale medico veterinario dell'Azienda sanitaria regionale. Il titolare della ditta è stato denunciato per aver detenuto, per la successiva vendita, carni mal conservate, inidonee al consumo e totalmente prive di documentazione attestante la tracciabilità. I carabinieri hanno inoltre sequestrato circa 750 kg. di carne e insaccati per un valore complessivo di 15 mila euro e contestato violazioni amministrative per un importo di 3.500 euro. (ANSA).

INSEGUENDO I LUPI SULL'APPENNINO. UN'ESCURSIONE CON RISPETTO PARLANDO PER I LUPI

PARMA - L’inverno dell’Appennino tosco-emiliano è slow: regala un tuffo nella natura più selvaggia e bella in modo semplice e tranquillo con ciaspolate e passeggiate adatte a tutti, soprattutto a chi frequenta la montagna con la famiglia. E’ un inverno ricco di eventi e di manifestazioni, che a partire dal 20 gennaio fino al 7 aprile permettono di conoscere meglio questo bellissimo territorio lungo itinerari e percorsi che attraversano monti e parchi completamente ricoperti di neve.
Il 20 gennaio l’appuntamento è con un’escursione serale ad anello nella zona del Monte Caio, nel parco dei Cento Laghi, uno degli scenari naturali più belli per avventurarsi con le ciaspole. La passeggiata, “Tintarella di Luna, illuminati dal riflesso lunare”, segue l’ippovia o la vecchia pista da sci Capranera, partendo e arrivando a Schia di Tizzano Val Parma, in provincia di Parma. Il costo dell’evento è di 10 euro per gli adulti e di 8 euro per i bambini. Per prenotarsi, è bene scrivere a: info@rossigabriel.it
Domenica, 27 gennaio, si svolgerà l’evento “Bambini, mamma e papà sulla via del lupo”, un’occasione per scoprire la vita del più affascinante e misterioso predatore dei boschi: si parte da Pieve di Tizzano, in provincia di Parma, e ci si inoltra lungo magnifici sentieri che attraversano piccoli borghi di montagna. Il costo è di 10 euro per gli adulti, 5 euro per i bambini dai 6 ai 14 anni e gratis per un secondo bambino; le prenotazioni si fanno all’indirizzo: mokavalenti@libero.it
L’appuntamento del 3 febbraio è rigorosamente con le ciaspole: la passeggiata “Alle falde del monte Bragalata, tra i laghi ghiacciati del parco Cento Laghi” permette di avventurarsi tra panorami innevati e boschi di faggi ghiacciati, seguendo un itinerario panoramico che si spinge fino al punto più alto del crinale tra l’Emilia e la Lunigiana per poi toccare la conca glaciale del lago Verde e la sassaia del lago Ballano. Il rientro è a Prato Spilla, in provincia di Parma, e il costo dell’evento è di 13 euro per gli adulti e 7 euro per bambini fino a 15 anni.
Per prenotarsi, scrivere a: segreteria.emiliaromagna@fsnc.it
La “Grande ciaspolata del Monte Caio”, la più lunga nel suo genere, è prevista per il 10 febbraio e permette di scoprire una delle cime principali del parco dei Cento Laghi, da Pian della Giara fino al Grande Faggio e a San Matteo. Il costo della passeggiata è di 10 euro per gli adulti e 8 per i bambini fino a 12 anni. Le prenotazioni si fanno scrivendo a: info@rossigabriel.it 
Sempre Pian della Giara è il punto di partenza e di ritorno per l’escursione “Ciaspole freeride Monte Caio. Divertiamoci sulla neve”, in programma il 17 febbraio. Ai principianti verranno fornite le nozioni base per l’utilizzo di racchette e bastoncini; il prezzo è di 15 euro a persona. E’ necessario scrivere a: gemma.bonardi@terre-emerse.it per prenotarsi. La domenica successiva, il 24 febbraio, all’emozione delle ciaspole si aggiunge il gusto della polenta: “Ciaspolenta” è il nome della manifestazione che unisce l’escursione tra i sentieri del parco alla possibilità di degustare uno dei piatti simbolo dell’inverno presso il ristorante del Camping di Schia di Tizzano. Il costo è di 10 euro per gli adulti e 8 euro per i bambini fino a 12 anni. La mail per prenotarsi è: info@rossigabriel.it
“Monte Navert, alla ricerca delle tracce del lupo. Come riconoscere il passaggio del super predatore” è un’emozionante avventura sulla neve che si svolgerà il 3 marzo. Con un’esperta guida ambientale escursionistica si potranno seguire le tracce sul manto nevoso dei lupi che abitano l’Appennino tosco-emiliano. Le faggete e i panorami mozzafiato sulle vallate circostanti fanno da sfondo al percorso con partenza e ritorno a Casarola, in provincia di Parma. Il costo è di 15 euro per gli adulti e 7 per i ragazzi tra i 12 e i 16 anni. Prenotazioni alla mail: mokavalenti@libero.it 
La stagione delle ciaspole si conclude il 10 marzo con “Ciaspolando con Snupi”, un’escursione a scopo benefico: 10 euro per gli adulti e 8 per bambini fino a 12 anni, in parte devoluti all’associazione Snupi Onlus. Su un percorso ad anello con andata e ritorno a Schia si ciaspola attraverso la vecchia pista Capranera, l’ippovia e il Corno di Caneto. Scrivere a info@rossigabriel.it per prenotarsi.
Il 10 marzo si omaggiano le donne con la “Festa della donna a cavallo”, una passeggiata che parte dal Ranch Stella del Bosco di Corniglio e attraversa la foresta tra paesaggi incantevoli. Domenica, 31 marzo, viene riproposta una passeggiata equestre - “A Cavallo nel parco dei Cento Laghi” – per scoprire le tane degli animali selvatici e la natura che si risveglia. Il costo della passeggiata è di 30 euro con il noleggio del cavallo presso il ranch e la mail per prenotarsi è vassy.e@libero.it
Va ricordato anche che ogni sabato fino al 23 marzo è previsto l’evento “L'Appennino vien Ciaspolando” che organizza escursioni con le racchette da neve a contatto con la natura del parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, passando attraverso il Passo del Cerreto, tra la provincia di Reggio Emilia e quella di Massa Carrara. Le passeggiate vogliono anche essere un modo per rivivere il passato, quando le nevicate abbondanti obbligavano gli abitanti delle comunità montane a usare le ciaspole come unico mezzo di trasporto. Il costo delle ciaspolate, anche notturne, è di 7 euro per gli adulti ed è gratuito per i bambini.
Infine, il 7 aprile, nel parco dello Stirone e del Piacenziano, in provincia di Piacenza, è in programma l’escursione guidata su un percorso ad anello da Salsominore a Scipione e lungo lo Stirone alla pieve di san Nicomede. Durante la passeggiata si visitano anche il castello di Scipione e la pieve; il costo è di 12 euro per gli adulti e 8 per i bambini mentre la visita al castello di Scipione costa 9 euro; prenotazioni all’indirizzo: paolabondani@gmail.com
Per maggiori informazioni: www.visitemilia.com e www.parchidelducato.it

ASTI: OBBLIGATORIO LAVARE LA PIPI' DEL CANE


ASTI - Aumentano controlli e sanzioni ad Asti sui proprietari di cani che sporcano il suolo pubblico. Non solo paletta e sacchetto per la raccolta delle deiezioni, "da esibire alla polizia municipale", ma anche l'acqua per il lavaggio delle urine diventa obbligatoria, altrimenti scattano sanzioni da 25 a 500 euro. Lo prevede l'ordinanza firmata dal sindaco Maurizio Rasero "per preservare igiene e decoro dei luoghi".

"Tale provvedimento - spiega il primo cittadino - è stato adottato poiché la mancata rimozione delle deiezioni animali e la relativa pulizia del suolo pubblico, in particolare sui marciapiedi destinati ai pedoni, nelle aiuole e nei luoghi destinati alla ricreazione e allo svago dei cittadini, oltre a costituire un atto di maleducazione e di inciviltà, possono comportare rischi per la salute della popolazione, soprattutto per le fasce più esposte". In diverse zone della città sono stati collocati cestini appositi. 

BOCCONI AVVELENATI A LUGO DI ROMAGNA

l'Enpa (Ente nazionale protezione animali) di Lugo​ ha lanciato l'allarme: ci sono dei bocconi avvelenati indirizzati agli amici a quattro zampe nei pressi dell'area sgambamento apposita per cani. 
Ecco l'allarme: "Nei giorni scorsi sono stati trovati dei bocconi avvelenati a Lugo, in zona Lidl.
Da quelle parti c'è anche un'area sgambamento per cani".
La zona in cui sarebbero stati trovate le polpette velenose è quella compresa tra via Andrea Palladio, via Donato Bramante e via Quarantola, alle spalle del supermercato e a due passi dal Parco del Loto.
Si consiglia di prestare la massima attenzione"

LACCI PER CATTURARE CINGHIALI A SAN ROSSORE

Lacci metallici dei bracconieri trovati nel parco di San Rossore

Continua incessante l'azione di controllo e prevenzione contro i cacciatori di frodo, e non solo, nell'area del Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
I guardiaparco hanno sequestrato tre lacci in metallo predisposti per la cattura di cinghiali, in località Lecciona (che è anche riserva integrale) all'interno della macchia lucchese, nel comune di Viareggio.
L'operazione, alla quale hanno partecipato anche le Guardie ambientali volontarie del Parco, oltre al consueto contrasto contro la caccia illegale, si collega anche alle attività che vedono impegnato il personale di vigilanza al contenimento degli ungulati. In particolare il contenimento è strettamente connesso alle attività di repressione delle forme illecite di prelievo della fauna selvatica, specie quelle, come in questo caso, di particolare cruenza nei confronti degli animali, costretti alla morte dopo una lunga sofferenza.

"Si tratta - spiega il comandante Paolo Benedetti - di una forma puramente speculativa di bracconaggio, posto che l'unico fine è quello di lucrare sulla carne del selvatico catturato, senza alcun rispetto della salute del consumatore, al quale viene data carne non controllata e, in ogni caso, pregiudicata nella qualità proprio a causa della forma di uccisione. Ben diverso  è il contenimento selettivo posto in essere dal personale del Parco Regionale, teso a ridurre l'ampio numero di ungulati presente nel territorio del Parco e che causa sia danni alla flora che potenziali pericoli per attività umane. I nostri uomini hanno profuso un grande impegno sotto gli impulsi dati dagli organi direttivi che hanno posto precisi obiettivi per riportare gli animali specie daini e cinghiali, in equilibrio. La vigilanza del Parco ha provveduto ad informare con notizia di reato la competente Procura della Repubblica di Lucca".

"L'impegno profuso nel 2018 - ha aggiunto il presidente del Parco Giovanni Maffei Cardellini - ha consentito il prelievo di molti capi, anche se il lavoro talvolta è stato in parte pregiudicato dai sabotaggi agli impianti di cattura, appositamente costruiti dal Parco proprio in tale ambito territoriale. Il Parco prosegue nel controllo del territorio, anche attraverso nuove tecnologie di recente acquisizione, che consentiranno monitoraggi più ampi e 24 ore su 24 sia in zone interne che esterne. Pur non trattandosi di aree di proprietà del Parco, è infatti nostro obiettivo contrastare al meglio ogni forma di uso illecito del territorio come ad esempio anche in questo caso del comune di Viareggio, o nella zona di Coltano - Tombolo compreso quello dell'abbandono di rifiuti e della frequenza notturna delle aree boscate".




giovedì 17 gennaio 2019

IL GOVERNO DA IL VIA LIBERA AI "CACCIATORI DI CINGHIALI"

ROMA (17 gennaio 2019) Secondo le notizie riportate dalle agenzie stampa il governo, o meglio la componente leghista del governo ha presentato un emendamento al decreto legge semplificazione con il quale si chiede di dare alle Regioni la possibilità di: "individuare operatori qualificati ed abilitati per affiancare dopo un corso le guardie forestali, comunali ed i proprietari e gestori dei fondi ora coinvolti nei piani di abbattimenti e contenimenti dei cinghiali". In poche parole la Lega, partito legato a triplo filo ai cacciatori starebbe con la complicità del movimento cinque stelle altra componente di governo (che si vantava di tutelare gli animali) e forse anche di altre componenti politiche della minoranza sta nel silenzio generale degli astanti facendo passare la possibilità per i cacciatori dopo un breve corso di partecipare alle battute al cinghiale in base alle richieste delle regioni. "Si tratta di una scelta precisa che apre la strada alla liberalizzazione della caccia al cinghiale- ci dice Lorenzo Croce- e questo nel silenzio innanzitutto dei parlamentari che si definiscono animalisti, e della componente cinque stelle del parlamento che in nome della reciproca non interferenza di presta a questo orribile gioco di morte, che ovviamente noi condanniamo sia nella forma che nella sostanza dei fatti".

LA NOTIZIA ANSA

SAN PIETRO. VERGOGNOSA PARATA DEGLI AGUZZINI CON GLI ANIMALI CONDANNATI A MORTE

ROMA (17 gennaio 2019) "Una vergognosa parata di animali che domani saranno in buona parte destinati alla morte quella organizzata questa mattina in Piazza San Pietro a Roma dal Coldiretti, che ha portato davanti al Papa a fare benedire gli animali che questi signori allevatori sfruttano ogni giorno per i loro interessi e che per loro non sono altro che una fonte di reddito, una indegna parata, quella in corso stamattina  di animali destinati a morire, da parte di chi ora parla di animali domestici, ma ogni ora del giorno sfrutta quelli che sono definiti animali da reddito al solo scopo economico e per giunta questo orrore avviene davanti ad un Papa che si chiama Francesco e che dovrebbe amare gli animali,mentre non ha avuto remore a dichiarare che il suo sogno da giovane era quello di fare il macellaio". Questo il parere del presidente di AIDAA Lorenzo Croce in merito alla benedizione degli animali in corso questa mattina in piazza San Pietro a Roma in occasione della festa di Sant'Antonio degli animali.
un immagine dell'indegna parata in corso.

CANILI. PER UN TERZO DEI CANI: FINE PENA MAI

Milano (17 gennaio 2019) - Nei canili italiani sono presenti migliaia di cani anziani, su un totale di circa 150.000 cani presenti un terzo superano i sette anni di vita, e per almeno la metà di loro non ci sono praticamente speranza di uscire per questo motivo nei prossimi giorni come AIDAA lanceremo una campagna nazionale allo scopo di incentivare gia dal mese di febbraio l'uscita dai canili dei cani piu anziani che possano almeno trascorrere la fine della loro vita in una casa accogliente piuttosto che morire in un freddo ed anonimo box del canile. Circa 40.000 di questi cani anziani sono concentrati nei canili del sud Italia e per loro le speranze di trovare famiglia sono veramente spesso vicino a zero, come gli ergastolani anche per loro: fine pena Mai.

BRACCONIERI ABBATTONO IBIS EREMITA (UCCELLO RARO)


Si chiamava “Dusti” ed è l'ultima vittima del bracconaggio: era un ibis eremita (specie rara e particolarmente protetta) che è stato ucciso in Toscana nei giorni scorsi. Dusti faceva parte del progetto internazionale Valdrappteam che prevede la migrazione controllata di questi rari uccelli per re-insegnare loro la rotta migratoria dopo che la specie era ad un passo dall’estinzione. Progetto al quale collabora da anni il WWF, che “ospita” gli animali nei mesi invernali nell’Oasi della laguna di Orbetello. Purtroppo non si tratta del primo individuo che viene ucciso dai bracconieri: prima di lui a dicembre sempre in Toscana sono stati impallinati mentre volavano assieme Theo e Frieda. Altri due ibis, Flaps e Don Muggele (il primo in Toscana, il secondo nel Lazio) sono scomparsi in circostanze sospette. Le indagini sono attualmente in corso. Il bracconaggio continua ad essere una vera e propria piaga per le specie protette ed in particolare per l’ibis eremita visto che gli sforzi del progetto per salvarlo rischiano di essere vanificati dai bracconieri.



STRAGE DI CANI E GATTI AVVELENATI A SANT'AGATA DEI GOTI

Una mattanza crudele. E’ quella che si è consumata a Sant’Agata de’ Goti, nella contrada di Cantinelle, area limitrofa al territorio di Dugenta: sono stati avvelenati otto tra cani e gatti, contaminati con agenti al veleno probabilmente miscelati all’interno di cibo. Una vera e propria mattanza, che potrebbe non essersi ancora conclusa. Nella speranza di risalire agli autori di questa barbarie, sarebbe già stato decifrato il killer ‘chimico’: si tratterebbe di stricnina, potentissimo veleno spesso utilizzato per la lotta ai ratti.
IMMAGINE DI REPERTORIO

SONDRIO. BOCCONI AVVELENATI. CANE SALVATO IN EXTREMIS

Il cane è stato salvato, grazie alla prontezza dei proprietari che lo hanno subito portato dal veterinario, ma restano la rabbia e la preoccupazione per un gesto tanto cattivo quanto pericoloso.
Qualcuno venerdì pomeriggio ha buttato un boccone avvelenato nel giardino di un’abitazione di via Brigata Orobica, un pezzo di wurstel coperto di veleno per topi, attirando l’attenzione del cane di famiglia, un animale sostanzialmente innocuo nei confronti del quale non risulterebbe alcun tipo di segnalazione.
In casa però qualcuno ha notato subito qualcosa di strano, intervenendo immediatamente ed evitando che l’animale inghiottisse il boccone. In quel caso, molto probabilmente, non avrebbe avuto scampo. Il pezzo di wurstel avvelenato invece è stato recuperato e, molto probabilmente, sarà consegnato alle forze dell’ordine.
La famiglia, infatti, sembra intenzionata a presentare una querela formale contro ignoti per poter risalire all’autore del gesto. Sembra oltretutto che non sia la prima volta che nel quartiere vengano trovati bocconi avvelenati per cani. Probabile quindi che chi ha buttato il veleno sia una persona della zona.

CANI AVVELENATI ANCHE NEL CAGLIARITANO

Nue (“nuvola” in sardo) gioca tranquilla nell’area cani del parco di Monte Claro. La sua padrona, Francesca, 37enne cagliaritana, non la perde di vista un attimo: “L’ho salvata perché gironzolava in strada nella zona di Villacidro. Ero lì per fare una gita e mi si è posizionata davanti all’automobile”. Così ha deciso di “adottarla” e di regalarle una vita più serena. Spesso, però, i cani sono anche vittime dell’odio dell’uomo. La Sardegna, nel 2018, è stata la quarta regione italiana per numero di uccisioni di quattrozampe che hanno mangiato cibo avvelenato: “Nue è a rischio perché è una trovatella, dunque è abituata a mangiare tutto quello che trova. Bisogna trovare e punire sempre i colpevoli di simili e orribili gesti”.
Già, ma come? “È difficile far rispettare le leggi perché spesso queste persone non vengono individuate. Bisogna educare molto e bene, le istituzioni devono darsi da fare con le associazioni, per far capire che un cane è come un compagno di vita e va rispettato”.
Cani avvelenati anche nel cagliaritano - immagine di repertorio

TREVISO. CANI AVVELENATI SUL MONTELLO

È diventato il quadrilatero dei furti: sei messi a segno da ottobre a dicembre in un raggio di mezzo chilometro. Siamo sul Montello, tra le prese 15, 16 e 17, ossia tra la parte est di Montebelluna e la parte ovest di Volpago, dove ci sono case isolate, niente luce, boschi attorno. Così i residenti si sono organizzati in un loro controllo di vicinato, con un gruppo WhatsApp finora di 33 aderenti, pronti a segnalare e ad accorrere appena viene notato qualcosa di sospetto.
immagine di repertorio


I blitz dal bosco

I ladri sono sempre arrivati dal bosco a piedi, gente quindi che conosce i posti, hanno forzato porte o finestre, hanno prelevato oro e soldi e se ne sono andati per la stessa via. In un’abitazione hanno pure segato con il flessibile l’armadio blindato, ma dentro c’erano fucili e li hanno lasciati lì, però hanno fatto un bottino di trentamila euro, in un’altra hanno quasi divelto il portoncino blindato ma poi sono scappati per l’arrivo dei proprietari.

Incontri ravvicinati

C’è stato anche chi li ha mancati per un soffio. «Avevo fatto un salto all’agriturismo – racconta Denis Michielin – ero tornato poco dopo e mentre io entravo dall’ingresso principale i ladri scappavano dalla porta secondaria, portandosi via contanti, ori e orologi. Per entrare avevano tolto la cornice del vetro antisfondamento».

Cani e inseguimenti

E avvelenano anche i cani: in una casa hanno prima avvelenato un cane, poi hanno bastonato i due che erano all’interno e hanno fatto razzia. «Da me sono venuti a novembre, il cane era morto avvelenato da un paio di giorni – dice Daniele Berra – hanno tagliato i fili del telefono e hanno rubato ori e contanti mentre eravamo tutti via. Girando poi in macchina per vedere se li intercettavo ho visto a Venegazzù una macchina sospetta, l’ho seguita pian piano, si è fermata, sono scesi in quattro, a quel punto io li ho superati e loro si sono messi a inseguirmi e a cercare di speronarmi, sono riuscito ad arrivare davanti alla caserma dei carabinieri di Volpago del Montello che poi li hanno inseguiti e raggiunti ma non ne è venuto fuori nulla».

mercoledì 16 gennaio 2019

CURIOSITA'. A BOLZANO ARRIVA IL WURSTEL GURMET PER FIDO


BOLZANO - A Merano un chiosco di würstel non pensa solo ai piaceri del palato degli umani, ma anche dei loro amici a quattro zampe. "Gourmetwürstel" si legge su un cartello della bancarella "Würstl Willi" in piazza del Grano.

"Abbiamo voluto ampliare la nostra offerta, visto che in città ci sono davvero tanti cani, tra quelli dei meranesi e quelli dei turisti", spiega Christoph Moosmair. L'amore per i cani ha tradizione nella città del Passirio. Nel 2014 il padre dei gelatai meranesi, Antonio Munaretto, creò infatti un gelato al prosciutto per cani, il dog ice. Ora è la volta della salsiccia che è stata sviluppata da un macellaio appositamente per Fido: solo manzo e soprattutto niente sale, pepe oppure aromi. Il würstel è già cotto e viene servito in una scodella d'acciaio a temperatura ambiente. In questo modo tutti sono contenti, il cane e il padrone che non deve più dividere la sua salsiccia con il suo amico peloso.

STA SEMPRE MEGLIO IL CANE PEPPE A CUI HAN RICOSTRUITO IL NASO

Ricordate vero il cane Peppe? Quello a cui dei ragazzini avevano infilato e fatto scoppiare un petardo nel naso? Peppe era stato operato da un equipe medico veterinaria in Molise che era riuscita a ricostruirle il naso. Ora siccome ne avevamo parlato allora, vi proponiamo una foto in cui si notano i miglioramenti del cane, e cogliamo l'occasione per ringraziare pubblicamente i volontari dell'associazione protezione animali di campobasso che hanno preso a cuore le sorti di questo cane, e se ne avete possibilità aiutateli. lo meritano davvero.
nella foto peppe con marialaura ricciardi dell' APAC di Campobasso.

CANILI AL COLLASSO. RISCHIO EUTANASIA PER I RANDAGI?

Roma (16 gennaio 2019) - In Italia ci sono sette milioni di famiglie che possiedono almeno un cane, compresi i cani da caccia, circa 1000 canili pubblici e consortili e altrettanti rifugi privati o gestiti direttamente dalle associazioni locali e nazionali che detengono complessivamente circa 150.000 cani, per ogni cane detenuto il comune di riferimento spende circa 1.000 (*) euro all'anno che moltiplicato per sette anni in cui in media un cane sta in canile fa settemila euro a cane il che equivale a un giro di affari di 150 milioni di euro ogni anno.  Inoltre ogni anno entrano in canile per abbandono circa 23.000 cani e ne escono altrettanti, a fronte di una popolazione di  circa 700.000 randagi sparsi sul territorio del centro e sud Italia.Il problema però e che almeno 3.400 comuni specialmente nelle regioni del sud non pagano da anni per le decine di cani ospiti nei canili e che questo ha creato un buco di oltre 300 milioni di euro il che sta portando di fatto al collasso il sistema dei canili cosi come oggi viene inteso, e basta leggere le pagine dei giornali o gli appelli social per scoprire che ogni settimana almeno un canile pubblico e un paio di rifugi privati sono a rischio chiusura. "Siamo davvero di fronte ad un emergenza vera la quale è destinata a peggiorare a causa delle ristrettezze di bilancio dei singoli comuni anche grazie ai continui tagli- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- e governo e regioni non battono ciglio, non mi meraviglio se tra un anno o due si tornerà a parlare di eutanasia per i randagi, spero non succeda mai, ma sono davvero preoccupato".
immagine di repertorio

martedì 15 gennaio 2019

AIDAA REPLICA AL SINDACO. "NON ESTERNALIZZI IL SERVIZIO DEL CANILE"

il Presidente AIDAA Lorenzo Croce dopo aver letto le dichiarazioni del sindaco di Quartu ha a sua volta replicato: " Prendiamo atto della risposta del sindaco, ovviamente vigileremo per verificare che i cani non finiscano in giro per il mondo, ma sopratutto valuteremo una volta presa visione del bando quanto del milione e mezzo stanziato per i tre anni venturi sarà effettivamente usato per i cani e quanto per coprire le spese di gestione della struttura appaltante. Sarebbe buona cosa- conclude CROCE- che il sindaco si impegni da subito a vincolare chiunque vinca la gara a gestire i cani in loco e non a trasferirli altrove in quanto esternalizzare i servizi non è mai buona cosa specialmente per i cani ospiti, ma prima di dare giudizi definitivi approfondiremo il bando".

IN SINDACO RISPONDE AD AIDAA: "NON ABBANDONIAMO I CANI"

Ma l'amministrazione ha ribattuto che non è prevista una chiusura e che sta già lavorando all'avvio dell’iter per la pubblicazione del nuovo bando: "Non c’è alcun ridimensionamento del servizio - la risposta - né ci sarà alcuna emergenza adozioni. L’efficienza, l’igiene e i risultati dovranno infatti essere gli elementi base anche per l’azienda che vincerà l’appalto e gestirà quindi il servizio nei prossimi tre anni".
"Per l’affidamento del servizio di custodia, ricovero e mantenimento dei cani abbandonati nel Comune di Quartu a un soggetto esterno all’Ente, dotato di struttura propria, sarà pubblicato un unico bando, dell’importo stimato di circa un milione e mezzo di euro, relativamente ai prossimi tre anni, con possibile rinnovo per altri 6 mesi".
"L'indizione di un bando è l'unica procedura possibile per l'assegnazione di un servizio pubblico. Nel rispetto della normativa si rende necessaria l'unificazione del servizio attualmente gestito da due operatori, con l'obiettivo di garantire pari condizioni cercando di economizzare il più possibile".
"La destinazione dei cani non si conosce perché ovviamente non si conosce il nome del vincitore del prossimo appalto e di conseguenza la sua struttura. Quel che è certo è che il servizio proseguirà e che i cani continueranno ad avere le opportune attenzioni anche in futuro, così come è stato in questi ultimi 3 anni".
il Presidente AIDAA Lorenzo Croce dopo aver letto le dichiarazioni del sindaco di Quartu ha a sua volta replicato: " Prendiamo atto della risposta del sindaco, ovviamente vigileremo per verificare che i cani non finiscano in giro per il mondo, ma sopratutto valuteremo una volta presa visione del bando quanto del milione e mezzo stanziato per i tre anni venturi sarà effettivamente usato per i cani e quanto per coprire le spese di gestione della struttura appaltante. Sarebbe buona cosa- conclude CROCE- che il sindaco si impegni da subito a vincolare chiunque vinca la gara a gestire i cani in loco e non a trasferirli altrove in quanto esternalizzare i servizi non è mai buona cosa specialmente per i cani ospiti, ma prima di dare giudizi definitivi approfondiremo il bando".
L'articolo con la risposta del indaco di QUARTU ALL'APPELLO DI AIDAA

LUPO AVVISTATO IN VALDICHIANA

Lupi in Valdichiana, un avvistamento a Civitella

Girovagava da solo in mezzo ai campi nei pressi di Albergo, piccola frazione del comune di Civitella in Val di Chiana. E' stato avvistato da un uomo che stava lavorando i campi. A bordo del proprio trattore si è accorto del lupo che è passato davanti al mezzo attraversando il campo, come si può vedere dal video.
Da alcune settimane nella zona si parlava di un esemplare di lupo avvistato nei pressi di Civitella e che quindi sarebbe sceso a valle. Tra l'altro a poca distanza dal luogo dell'avvistamento è stata ritrovata la carcassa di un capriolo. L'animale potrebbe essere morto per cause non riconducibili all'attacco del lupo. In quel tratto di strada spesso  e volentieri cinghiali e caprioli costituiscono un vero e proprio pericolo per gli automobilisti.
Potrebbe essere stato l'impatto con un veicolo a uccidere il capriolo con il lupo - secondo i cacciatori della zona - che si sarebbe poi cibato dell'animale.


CINGHIALI ABBIATEGRASSO. AIDAA:STERILIZZIAMOLI

Abbiategrasso (15 gennaio 2019) - "Quella dell'abbattimento selettivo dei cinghiali del parco del Ticino è una proposta  insensata- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- infatti non è con i fucili che si risolve la questione, ma trattandosi di un parco e di una zona abbastanza controllata, con una popolazione tutto sommata circoscritta dei cinghiali e di maiali selvatici, la nostra proposta è quella di procedere ad un piano di sterilizzazione dei cinghiali e di un trasferimento in zona sicura delle scrofe di maiale selvatico in modo da procedere alla loro sterilizzazione. Una sperimentazione innovativa- conclude Croce- che potrebbe aprire la porta a nuove soluzioni che non prevedano abbattimenti cruenti, come sempre prevenire è sempre meglio che curare". La proposta del presidente di Aidaa nasce dopo che nei giorni scorsi si erano segnalati cinghiali vaganti sulla strada che collega Abbiategrasso a Vigevano, e dopo che gli stessi animali sono stati visti attraversare a nuoto il Ticino, nel primo caso fu proprio AIDAA a raccogliere la segnalazione e girarla al parco che a sua volta ha fatto intervenire la polizia provinciale per mettere in sicurezza gli animali, ora proprio AIDAA lancia questa nuova sfida: No agli abbattimenti, si alla sterlizzazione.

AVVELENATO IL CANE DI SUSANNA TAMARO, MA IN ITALIA SONO 58.000 QUELLI AVVELENATI NEL 2018

ROMA (15 GENNAIO 2019) E' di ieri la notizia che purtroppo anche PImpi il cane della scrittrice Susanna Tamaro è rimasto vittima dei bocconi avvelenati, ma purtroppo la cagnolina è solo una dei  57.852 cani avvelenati con i bocconi  nel 2018  di questi circa 4.000 di proprietà mentre gli altri sono cani randagi, i cani di cui si ha la certezza della morte sono stati circa 18.000 di cui oltre 500 padronali, mentre di molti cani randagi non si conosce la sorte finale. La regione in cui si è consumata la tragedia maggiore è la Sicilia dove nel 2018 si sono contati 302 casi di avvelenamenti collettivi con circa 11.000 cani coinvolti di cui molti morti. Seguono da vicino le altre regioni del sud Italia, mentre negli avvelenamenti dei cani padronali le regioni con il peggiore dato sono a sorpresa Veneto ed Emilia Romagna, oltre alle solite Sicilia e Sardegna. Nel corso del 2018 inoltre sono state presentate solo 40 denunce per avvelenamento contro persone specifiche, mentre per i casi degli anni precedenti i condannati a pene detentive sono stati tre.

lunedì 14 gennaio 2019

UCCISA DAI BOCCONI PIMPI LA CAGNETTA DI SUSANNA TAMARO


"Pimpi è morta ieri, uccisa da un boccone avvelenato. Era con me da appena sei mesi. Addio, piccolo raggio di luce, meraviglioso arcobaleno che hai allietato un tempo purtroppo così breve". Così la scrittrice Susanna Tamaro ha annunciato su Facebook la morte della sua cagnetta.

"Ti ho cercata a lungo e, alla fine, ti ho trovata dietro le sbarre di un canile - ha raccontato la scrittrice sul social network -. Per un mese, come la Volpe con il Piccolo Principe, sono venuta a trovarti con regolarità perché volevo essere certa che la gioia che provavo io nel vederti la provassi anche tu. E alla fine, quando ti ho portato a casa, è stato subito un grandissimo amore. Eri intrepida, ma mai fanatica, allegra e ubbidiente, amavi i cani, i gatti, i bambini. Amavi il mondo intero e i tuoi occhi osservavano il mondo con inesausta curiosità".

"Avresti dovuto essere il cane della mia vecchiaia - ha concluso Tamaro -, piano piano, con gli anni, avremmo rallentato il passo insieme e poi, un giorno ci saremmo seduti sulla panca davanti casa e avremmo visto il sole tramontare, consapevoli che, oltre il tramonto del giorno, quello sarebbe stato anche il tramonto della nostra vita. Nei lunghi anni di compagnia, con la tua gioiosa felicità saresti stata l'antidoto naturale all'inevitabile malinconia del passare degli anni. Ma purtroppo non è stato così".


CANI AVVELENATI AD ACATE

La notizia arriva da una segnalazione di un gruppo di cittadini: ad Acate, purtroppo, da qualche tempo il problema del randagismo ha superato i livelli di guardia e ora i cani vengono anche avvelenati da qualche sciagurato che pensa che così possa risolversi un problema. La foto risale a pochi giorni fa: questo cane faceva parte di un gruppo di randagi composto da altri 5 cani che si aggirano nella zona delle case popolari. Era il più piccolo.
Purtroppo, è stato ritrovato così, morto avvelenato. Un altro cane del gruppo, ci segnalano, è stato invece sbranato da altri branchi che si aggirano. I cittadini fanno sapere di aver segnalato più volte all’amministrazione il problema. 

REDDITO DI CITTADINANZA. AIDAA: DENTRO ANCHE LE SPESE PER ANIMALI.

ROMA (14 GENNAIO 2019) “Nei prossimi giorni dovrebbe vedere la luce il decreto relativo al reddito di cittadinanza, per questo rinnovo l'appello in questi giorni cruciali  perchè tra le spese possibili vengano inserite anche l’acquisto del cibo e dei prodotti per i pet e anche le visite veterinarie e le vaccinazioni obbligatorie per gli animali di affezione in quanto questo sarebbe un aiuto importante alle famiglie più povere la cui presenza degli amici pelosi in casa è a rischio ogni giorno proprio per la difficoltà di poterli cibare e curare”. Questo l’appello del presidente di AIDAA Lorenzo Croce al Governo perchè nel paniere delle spese ammissibili con il reddito di cittadinanza che dovrebbe interessare fino a 6 milioni e mezzo di italiani ci siano anche le spese per l’acquisto del cibo, ma anche quelle per le vaccinazioni e le spese veterinarie per micio, fido ma anche gli altri animali di affezione (dai conigli ai furetti) che vivono nelle case di oltre 15 milioni di famiglie di italiani. Purtroppo secondo i dati riportati dai cento canili monitorati da AIDAA in questi ultimi anni sono aumentati del 17% gli ingressi in canile di cani che non possono essere più gestiti dalle famiglie ed in particolare dagli anziani in difficoltà economica, certo sono numeri esigui rispetto al fenomeno generale degli abbandoni di animali domestici che riguarda complessivamente 120.000 tra cani e gatti ogni anno, ma è un fenomeno anche quello del ritorno in canile di cani anziani che non possono piu essere sfamati dai loro proprietari. “Un fenomeno che potrebbe essere azzerato- conclude Croce- se le spese per l’acquisto dei loro beni e per le spese veterinarie e di vaccinazioni obbligatorie rientreranno nelle spese ammissibili del reddito di cittadinanza che questo governo del cambiamento si appresta a varare”.

AIDAA AL SINDACO DI QUARTU': NON CHIUDERE IL CANILE

Cagliari (14 gennaio 2019) - Il comune di Quartu Sant'Elena con una propria determina ha deciso la chiusura del canile sanitario la Tana di Bau, gestito dalla locale cooperativa nel quale ci sono oltre 150 cani. Si tratta dell'ennesima decisione scellerata ma non inattesa legata ai bilanci comunali sempre più ristretti nelle more dei quali i primi a rimetterci sono gli animali ed i servizi a loro dedicati. Da qui l'appello del presidente AIDAA Lorenzo Croce al sindaco di Quartù perchè ritorni sui propri passi e tenga aperta la struttura almeno fino a quando i pelosi saranno tutti adottati e comunque per almeno altri due anni in attesa di trovare soluzioni generali di rifinanziamento pubblico dei canili. "I cani non sono oggetti ma esseri senzienti e mettere a gara il loro destino è crudele - ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- da qui il mio appello al sindaco ma anche alla regione perchè tengano aperto il canile, almeno per altri due anni ed in attesa si trovi casa ai pelosi, ma anche la soluzione di finanziamento per una struttura considerata di prim'ordine in tutta la Sardegna e presa da esempio anche fuori dall'isola".