venerdì 10 gennaio 2020

ALBERI BASSINI. LETTERA APERTA AGLI AMBIENTALISTI MILANESI

Cari tutti,
Ho letto questa mattina qua e la reazioni entusiastiche e numeri irreali in merito alla manifestazione di ieri sulla vicenda degli alberi del Bassini.
La verità purtroppo l'ha detta senza alcun rispetto e con l'arroganza che gli appartiene il sindaco di Milano nel suo intervento in consiglio comunale oltre agli sproloqui sui suoi meriti che non esistono ha però detto una cosa vera: Siamo pochi, contiamo ancora meno e ha fatto capire che al prossimo giro o i Verdi (i cinque stelle per il momento sono fuori dalla maggioranza) o quel che rimane di quell'arcipelago cambiano il loro atteggiamento verso di lui e le sue scelte o potrà farne a meno visto che non contano un beato cavolo di niente.
Espressioni dure quelle di Sala, irritanti se vogliamo, ma che purtroppo a mio avviso rispecchiano la realtà dei fatti, ieri in piazza c'erano si e no 300 persone in rappresentanza di 44 organizzazioni ambientaliste e un paio di partiti politici. Io (a dire il vero che sono arrivato un po tardi essendo in aula a seguire la vicenda del regolamento sugli animali), compresi i poliziotti ne ho contati nemmeno 200 di persone presenti e questo la dice lunga su come la gente oggi fatichi a scendere in piazza se non per le questioni che li riguardano direttamente a meno che si tratti di giovani o giovanissimi.
Il problema verso a mio avviso è un altro, cioè quello della frammentazione della rappresentanza. Sinistra, Verdi, Cinque stelle e comitati vari, ma anche frange ecologiste dei partiti di centro e destra non sono mai riusciti a trovare una sintesi unica sulle tematiche ambientali.
E se da una parte ( a destra) da sempre le frange ambientaliste sono minoritarie nei singoli movimenti e partiti (diverso il discorso per l'animalismo ma non è questo che sto parlando) a Sinistra pur avendo quasi tutti le medesime idee si scannano per divisioni ideologiche e di micro potere di visibilità.
Ci sono persone che lottano da anni per l'ambiente in maniera sincera da decenni ma sono minoranza della minoranza nei loro partiti (Vedi Carlo Monguzzi ee Emilia Bossi Moratti nel Pd) dove sono confluite diverse realtà che tra loro hanno sensibilità molto diverse sui temi ambientali. 
Vi sono i Verdi che condannano l'operato della giunta con la loro portavoce nazionale che però siede in consiglio di municipio tra i banchi della stessa maggioranza che ha portato Sala al Governo.
Lunedi entrerà in consiglio comunale Enrico Fedrighini verde storico milanese, che però è stato eletto in comune con un'altra lista e quindi dovrà comunque seguire le indicazioni di Sinistra per Milano dove mi pare che in sede di approvazione del PGT gli interventi e il voto finale non era certo a favore delle rimostranze di chi lottava per Bassini o per Baiamonti.
Un discorso a parte va fatto per i cinquestelle che da sempre e con coerenza (almeno in questa vicenda) a Milano si sono sempre schierati a favore dell'ambientalismo e su questo non mi pare possano esserci dubbi.
E infine anche Basilio Rizzo e il gruppo di Milano Bene Comune, da sempre attenti da una posizione di sinistra alle tematiche ambientali, sostenute con coerenza e mai cavalcate pretestuosamente.
Questo è il quadro, siamo pochi e divisi tra noi. Spesso in contrasto tra noi e a volte con i componenti degli stessi comitati.
Personalmente non mi permetto di giudicare e questa mia lettera vuole esprimere solo una considerazione generale. 
Io ricordo per esperienza diretta battaglie vinte come quella di Mac Mahon e battaglie perse come quelle degli alberi di via Ojetti, e chi scrive è stato denunciato con altri ambientalisti per aver criticato il taglio di alcuni alberi. 
Il problema non è questo, il problema a mio avviso è un altro, credo sia arrivato il momento di un salto di qualità e di un cambio generazionale. 
I vecchi (non per età anagrafica ma per militanza) presenti nelle istituzioni a tutti i livelli dovrebbero avere il coraggio di un passo indietro, di una rottura politica con questa maggioranza e lasciare che siano i nuovi, i giovani quelli che hanno le idee e la fantasia per sognare e realizzare una Milano diversa, a loro occorre lasciare lo spazio operativo e nelle istituzioni, favorire il ricambio è importante. 
Le esperienze di ciascuno possono servire ad aiutare i giovani,ma non è correttone giusto  che i giovani debbano avere sempre i soliti referenti.
Serve slancio, cambio della guardia, come si dice,rinnovamento, serve che i trentenni, i ventenni si mettano alla stanga e diano il loro contributo non solo nell'organizzare le manifestazioni, ma nell'essere protagonisti della vita quotidiana e politica della nostra città.
Troppi di noi stanno sulle sedie da decenni, sedie piccole o grandi che siano, di potere o di controllo. E' il momento di cambiare di lasciare spazio alla nuova generazione.
Possibile che nessuno di chi naviga nel mare dell'ambientalismo ha capito che la gente ha seguito una sedicenne con le sue idee fresche, magari un po utopiche, ma che ha comunque se non cambiato il mondo almeno messo l'ambiente al centro delle tematiche politiche e sociali?
Una sedicenne, non i politici di vecchio corso, che hanno avuto ed hanno ancora molti meriti, ma hanno il demerito che è proprio di una generazione, quello dell'attaccamento alla poltrona.
Sia chiaro l'esperienza non va buttata via, ma incanalata altrove. 
Oggi è il momento del passo indietro di molti, forse di una generazione, e se questo non lo capiremo, be allora vorrà dire che resteremo un arcipelago di isolotti ideologici che insieme contano sempre meno... fino alla inevitabile estinzione.
Con affetto.
Lorenzo Croce
presidente nazionale ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA
3479269949