martedì 26 marzo 2019

GLI ANIMALI NELL'ARTE CINQUE MOSTRE DA VEDERE IN PRIMAVERA

Gli animali nell’arte religiosa hanno sempre avuto una grande portata simbolica: ad esempio, il serpente incarna il male e la tentazione, la civetta è sinonimo di conoscenza, razionalità e preveggenza, mentre il gallo è emblema di allegria e luce. Con il tempo, però, si è evoluto il rapporto tra uomo e animale nell’arte, arrivando a investire anche altri ambiti, dalla moda alla fotografia documentale. Sarà per questo che approfondire il tema è così interessante. A tal proposito, ecco cinque mostre da non perdere, dal Rinascimento all’Espressionismo di Antonio Ligabue.
Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti
Fino al 9 giugno, le sale di Palazzo Martinengo, a Brescia, ospitano una mostra che ripercorre in un centinaio di capolavori la rappresentazione degli animali nella pittura rinascimentale e barocca italiana. Da Raffaello a Caravaggio, da Guercino a Tiepolo, ne Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti gli animali appaiono a fianco dell’uomo talvolta come fedeli accompagnatori, ma anche come protagonisti assoluti. Religione e mitologia si intrecciano nell’esposizione, in un affascinante viaggio zoologico. Così, San Girolamo viene raffigurato con il leone che contribuì a salvare, San Giorgio con il drago sconfitto, San Giovanni Battista con l’agnello a simboleggiare Gesù Cristo, mentre Diana cacciatrice viene accompagnata dal cane fedele, Ganimede sta vicino all’aquila che lo rapì per portarlo a vivere tra gli dèi ed Europa (rapita anche lei) è in groppa ad un toro bianco.