martedì 31 ottobre 2023

IL VICE DI FUGATTI: "GLI ULTIMI 3 ORSI UCCISI DAL VELENO. GLI ANIMALISTI: "VADA IN PROCURA A DIRE CIO' CHE SA"

TRENTO (31 OTTTOBRE 2023) A rivelare oggi a un quotidiano trentino che gli ultimi tre orsi sono stati uccisi dai bracconieri con il veleno non è uno quaunque ma il vice presidente uscente della giunta Fugatti Mario Tonina che sostiene senza mezza misure che gli ultimi tre orsi sono stati uccisi dai bracconieri con il veleno una notizia bomba che al momento però non trova conferme dirette dall'Istituto di Zooprofilassi che dovrebbe nel giro di quanche giorno trasmettere appunto gli esiti dell'autopsia  e che nonostante le smentite piuttosto imbarazzate della PAT sono in molti a scommettere che l'esito potrebbe essere proprio quello preannunciato da Tonina. Ora però che la bomba è scoppiata al di la di quelle che possono essere le motivazioni che hanno portato il vice uscente di Fugatti fare queste clamorose rivelazioni intervengono gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA che in una nota sostiene che :"Il dottor Luigi Tonina vice presidente uscente della giunta Fugatti ha fatto affermazioni importanti denunciando di fatto tre reati di bracconaggio che a suo dire avrebbero portato alla morte di 3 orsi, noi - scrivono quelli di AIDAA-non diamo giudizi diretti sulle dichiarazioni di Tonina anche se questa ipotesi l'avevamo caldeggiata in momenti non sospetti ma ci chiediamo se queste dichiarazioni fatte alla stampa siano state fatte dal dottor Tonina anche alla procura che su questa vicenda ha aperto un fascicolo di indagine e se nella peggiore delle ipotesi non lo ha ancora fatto lo invitiamo a recarsi in procura il primo possibile a raccontare quello che sa".



CADE DAL CAPANNO A 10 METRI DI ALTEZZA. GRAVE CACCIATORE 79ENNE

 (ANSA) - PESARO, 30 OTT - Durante una battuta di caccia cade da un capanno a dieci metri d'altezza. L'incidente è avvenuto in tarda mattinata in località Boncio di Pesaro. Un cacciatore 79enne è rimasto ferito gravemente. Soccorso dai sanitari del 118 e dai vigili del fuoco, è stato poi trasportato in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette ad Ancona. (ANSA).


2 GATTINI FANNO DUECENTO CHILOMETRI NEL MOTORE DI UN AUTO. SALVI.

 (ANSA) - FIRENZE, 30 OTT - Due cuccioli di gatto, di circa un mese e mezzo, rimasti incastrati nel vano motore di un'auto in zona Paperino a Prato, sono stati salvati dai volontari della Lav e dall'Oasi felina di Prato.

Il proprietario del mezzo si era accorto della presenza dei due felini una volta rientrato a casa da Piombino (Livorno) dove aveva trascorso qualche ora al mare. I cuccioli avevano percorso 200km nascosti nel vano motore della vettura. La richiesta di aiuto per il recupero dei gattini, spiegano dalla sede di Prato della Lav, è arrivata nella giornata di ieri e i volontari della sede Lega anti vivisezione insieme a quelli dell'associazione Oasi felina di Prato sono riusciti ad estrarli dal motore dell'auto mettendoli in sicurezza. Sono molto probabilmente due fratellini appartenenti alla stessa cucciolata, un maschietto ed una femminuccia. I gattini si trovano ospiti di una ragazza del posto che, per prima, aveva chiamato i soccorsi in attesa di adozione. Per l'adozione dei due cuccioli è possibile contattare la Lav di Prato al numero 0574/1747113 oppure l'Oasi felina di Prato al numero 351/7862930. "La collaborazione con l'associazione Oasi felina di Prato, attuale gestore della struttura comunale 'La Bogaia' che ospita gatti abbandonati e bisognosi di cure - evidenzia Cristiano Giannessi responsabile Lav Prato -, va avanti ormai da anni. Siamo molto soddisfatti di questa partnership che ci permette di aiutare tanti gatti sfortunati in tutta la provincia di Prato". (ANSA).



lunedì 30 ottobre 2023

HALLOWEEN. LA NOTTE PIU LUNGA PER I GATTI NERI

 

HALLOWEEN. LA NOTTE PIU LUNGA PER I GATTI NERI E TORNANO LE RONDE


Roma (30 ottobre 2023)  - Nella notte delle streghe, cosi viene chiamata la notte di Halloween che cade domanisera, fino a qualche anno fa gruppi esoterici e satanisti si ritrovavano nei boschi e nei cimiteri abbandonati per celebrare riti   che prevedevano anche torture ed uccisioni di gatti neri. Nei primi anni di questo secolo si stimava che erano molti i gatti uccisi in questi riti e negli anni  parecchi furono i ritrovamenti di resti di messe nere  in diverse parti  d'Italia. Questi crimini ( perchè di questo si tratta) sono andati  per fortuna sempre piu diminuendo anche grazie all'istituzionedella  giornata del gatto nero o Gatto nero Day che anche quest'anno si celebrerà il prossimo il 17 novembre e che ha scopo di spiegare le assurde superstizioni e le remore popolari che si hanno nei confronti dei gatti neri. Superstizioni e maledizioni che si perdono nei secoli dell'oscurantismo quando la chiesa cattolica mise i gatti neri al fianco delle streghe mandando entrambi al rogo. Milioni di gatti neri nel tempo hanno perso la vita, uccisi dall'ignoranza e dalla superstizione umana. "In questi giorni non si sono registrati aumenti particolari di furti o sparizione di gatti  neri- ribadisce in una nota l'AIDAA Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che da anni ha legato la sua attività alla lotta per la tutela del gatto nero- quindi pensiamo che domani notte passerà senza particolari preoccupazioni ma ciò detto invitiamo a proteggere i gatti e non solo quelli neromantati visto che i furti di gatti neri sono diminuiti ma sono aumentati quelli di gatti di altri colori, comunque in zone particolarmente a rischio anche qurest'anno ci saranno le ronde che poi sono delle semplici passeggiate di cittadini armati solo di telefonino che hanno la consegna di chiamare le forze dell'ordine se dovessero vedere strani accadimenti".




GATTINO UCCISO A COLPI DI SCOPA. AIDAA PRESENTA ESPOSTO DENUNCIA ALLA PROCURA DI MACERATA

MACERATA (30 Ottobre 2023) Un gattino è stato ucciso a colpi di scopa da un cuoco di un agriturismo im provincia di Macerata, la gravissima notizia è stata resa nota da sei clienti dell'agriturismo. Secondo la loro testimonianza nei giorni scorsi due gattini di poche settimane erano presenti davanti alla porta di ingresso della struttura e li uno di loro si sarebbe avvicinato alla persona  che i testimoni hanno definito essere il cuoco era presente il cuoc intento a ripuire il pianerottolo con la scopa forse in cerca di una carezza ed invece l'energumeno lo ha colpito forte con diversi colpi di scopa fino a provocarne la morte. Sulla vicenda è intervenuta l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA che ha deciso di vederci chiaro e per questo ha deciso la presentazione di un esposto alla procura della rerepubblica di Macerata con l'indicazione del maltrattamento di animale causante la morte ai sensi dell'articolo 544 del codice penale. "E' un fatto inaudito ed inconcepibile- scrivono gli animalisti- un gatto carcava coccole ed è stato preso a scopate fino ad ucciderlo, no, non è assolutamente accettabile , si tratta di un crimine pee il quale l'autore deve pagare, invitiamo anche i testimoni- conclude la associazione animalista- ad andare dai carabinieri ad esporre nei dettagli il crimine di cui sono stati testimoni".


MORTO IL GATTO FULVIO. IL PIU' AMATO DA REGISTI E ATTORI

 Era un vero dandy Fulvio, il gatto morto a 18 anni per un carcinoma. Era un’istituzione per il quartiere Santa Croce a Padova, ma non solo. Lo trovavi assieme ai tanti che giocano alle corse in via Cavallotti, questi stressati con la sigaretta in bocca, pronti a festeggiare il cavallo vincente. Lui imperturbabile, quasi perplesso. Se andavi al salone Abra, lo trovavi acciambellato in una poltrona davanti allo specchio. A nessuno veniva in mente di farlo spostare. Ronfava tra le nuvole del phon, i profumi degli shampoo e della lacca. Ascoltava i tanti discorsi quindi usciva, col pelo vaporoso e profumato. Era irresistibile. Passeggiava indisturbato per la città e la maggior parte delle persone lo salutava per nome: Ciao Fulvio, come va? Lui, la coda dritta, lo sguardo attento a schivare i pericoli della strada, si dirigeva verso il luogo d’elezione, in uno scambio reciproco di notorietà. Il cinema Lux, pietra miliare del cinema d’essai. Del resto, Fulvio era un dandy aristocratico, mica da cinepanettoni. Lo trovavi nel suo divanetto, oppure in cassa: studiava le persone mentre si sceglievano la poltrona. 

Il gatto e il cinema

Mario Cavallaro, il proprietario del cinema Lux lo amava di amour fou. Creature magiche, i felini. Ti rapiscono il cuore. Era capitato che qualcuno, avendolo visto per strada così bello e coccolone, nonostante il collarino e la segnaletica con cui Mario aveva tappezzato il cinema, se l’era portato a casa. Subito Mario aveva ingaggiato ricerche investigative mobilitando tutti i suoi fedelissimi «gattari» delle zona. Come Anna Silvestri, da sempre paladina dei gatti diseredati. Lei e tanti altri si sostengono a vicenda nella cura dei gatti delle colonie in quartiere. Ma Fulvio era speciale. Davvero. Era. Perché Fulvio non c’è più. Se l’è portato via a 18 anni e mezzo un carcinoma e adesso riposa nel prato privato di una nipote di Anna Silvestri, a Limena. L’hanno salutato solo i suoi parenti. Mario si è chiuso in un rigoroso silenzio, dopo averlo sepolto è andato a letto e ha più risposto al telefono. «Era distrutto – racconta Anna Silvestri – ha assistito Fulvio giorno e notte in questi ultimi giorni, era in simbiosi con lui, la perdita del suo grande amico, del suo grande amore, l’ha lasciato senza fiato». 

«Era un'istituzione»

Non possiamo sapere adesso se Mario farà qualcosa per ricordare Fulvio, certo il Lux non sarà più lo stesso. «Era davvero un istituzione. Ogni volta che andavo al cinema aspettavo di vedere il gatto Fulvio- racconta lo scrittore Matteo Righetto- faceva parte del prologo del film, rendeva leggera l’attesa, una presenza bellissima, carismatica. In Italia raramente si incontrano situazioni di questo tipo con un animale integrato in un contesto di grande socialità aperta, rendeva famigliare l’ingresso al cinema, era sempre disponibile per farsi accarezzare. Un perfetto gatto cinematografico, anche le mie figlie lo adoravano. Uno degli ultimi film che visto al Lux è «La pantera delle nevi» e all’ingresso c’era un’altra pantera lì appollaiato sulla cassa, lui, Fulvio. Mi dispiace tantissimo che sia morto». Fulvio era l’icona del quartiere, «adottato» da tutti, una vera e propria istituzione a Padova, tanto che è stato inserito in tutte le guide turistiche su Padova come simbolo della città. Moltissimi gli attori e i registi che si sono fatti immortalare al Lux con il gatto Fulvio, da Andrea Pennacchi a Giuseppe Battiston ad Andrea Segre.Era un vero dandy Fulvio, il gatto morto a 18 anni per un carcinoma. Era un’istituzione per il quartiere Santa Croce a Padova, ma non solo. Lo trovavi assieme ai tanti che giocano alle corse in via Cavallotti, questi stressati con la sigaretta in bocca, pronti a festeggiare il cavallo vincente. Lui imperturbabile, quasi perplesso. Se andavi al salone Abra, lo trovavi acciambellato in una poltrona davanti allo specchio. A nessuno veniva in mente di farlo spostare. Ronfava tra le nuvole del phon, i profumi degli shampoo e della lacca. Ascoltava i tanti discorsi quindi usciva, col pelo vaporoso e profumato. Era irresistibile. Passeggiava indisturbato per la città e la maggior parte delle persone lo salutava per nome: Ciao Fulvio, come va? Lui, la coda dritta, lo sguardo attento a schivare i pericoli della strada, si dirigeva verso il luogo d’elezione, in uno scambio reciproco di notorietà. Il cinema Lux, pietra miliare del cinema d’essai. Del resto, Fulvio era un dandy aristocratico, mica da cinepanettoni. Lo trovavi nel suo divanetto, oppure in cassa: studiava le persone mentre si sceglievano la poltrona. 

Il gatto e il cinema

Mario Cavallaro, il proprietario del cinema Lux lo amava di amour fou. Creature magiche, i felini. Ti rapiscono il cuore. Era capitato che qualcuno, avendolo visto per strada così bello e coccolone, nonostante il collarino e la segnaletica con cui Mario aveva tappezzato il cinema, se l’era portato a casa. Subito Mario aveva ingaggiato ricerche investigative mobilitando tutti i suoi fedelissimi «gattari» delle zona. Come Anna Silvestri, da sempre paladina dei gatti diseredati. Lei e tanti altri si sostengono a vicenda nella cura dei gatti delle colonie in quartiere. Ma Fulvio era speciale. Davvero. Era. Perché Fulvio non c’è più. Se l’è portato via a 18 anni e mezzo un carcinoma e adesso riposa nel prato privato di una nipote di Anna Silvestri, a Limena. L’hanno salutato solo i suoi parenti. Mario si è chiuso in un rigoroso silenzio, dopo averlo sepolto è andato a letto e ha più risposto al telefono. «Era distrutto – racconta Anna Silvestri – ha assistito Fulvio giorno e notte in questi ultimi giorni, era in simbiosi con lui, la perdita del suo grande amico, del suo grande amore, l’ha lasciato senza fiato». 

«Era un'istituzione»

Non possiamo sapere adesso se Mario farà qualcosa per ricordare Fulvio, certo il Lux non sarà più lo stesso. «Era davvero un istituzione. Ogni volta che andavo al cinema aspettavo di vedere il gatto Fulvio- racconta lo scrittore Matteo Righetto- faceva parte del prologo del film, rendeva leggera l’attesa, una presenza bellissima, carismatica. In Italia raramente si incontrano situazioni di questo tipo con un animale integrato in un contesto di grande socialità aperta, rendeva famigliare l’ingresso al cinema, era sempre disponibile per farsi accarezzare. Un perfetto gatto cinematografico, anche le mie figlie lo adoravano. Uno degli ultimi film che visto al Lux è «La pantera delle nevi» e all’ingresso c’era un’altra pantera lì appollaiato sulla cassa, lui, Fulvio. Mi dispiace tantissimo che sia morto». Fulvio era l’icona del quartiere, «adottato» da tutti, una vera e propria istituzione a Padova, tanto che è stato inserito in tutte le guide turistiche su Padova come simbolo della città. Moltissimi gli attori e i registi che si sono fatti immortalare al Lux con il gatto Fulvio, da Andrea Pennacchi a Giuseppe Battiston ad Andrea Segre.


PAURA PER UNA POSSIBILE STRAGE DI CANI AVVELENATI A POLIGNANO A MARE

 Monta la paura tra i possessori di cani Polignano a Mare per quello che sta accadendo da giorni. Qualche “stupida” mano sta lasciando per strada bocconi avvelenati

Sono diverse le segnalazioni pervenute anche alle guardie zoofile volontarie del Nogez Bari: «In via Palmiro Togliatti e nei pressi del lungomare Peppino Impastato a Polignano a Mare è stato trovato cibo avvelenato, fusi di pollo – informano dal Nogez -. Purtroppo molti cani sono rimasti intossicati e un cane purtroppo è morto. Il veterinario ha parlato di sospetto avvelenamento. Pertanto consigliamo a tutti i possessori di cani di tenerli a guinzaglio e a prestare molta attenzione a ciò che i cani annusano o mangiano lungo il cammino in passeggiata. In caso di sospetto avvelenamento del proprio o di un animale contattare subito un veterinario. Stiamo indagando in merito. E’ bene ricordare che il codice penale stabilisce la pena con la reclusione da quattro mesi a due anni per chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale. La stupidità e la cattiveria umana purtroppo non hanno limiti».


domenica 29 ottobre 2023

ORIA STRAGE DI GATTI IN CITTA' PRESO UNO DEI CANI RESPONSABILI

 ORIA - La macabra conta dei gatti, sia di proprietà che randagi, uccisi a Oria potrebbe essersi fermata. Questa mattina (sabato 28 ottobre) è stata messa in piedi una vera e propria task force per catturare gli autori della strage: tre cani neri di grossa taglia. Uno è stato preso, intanto. Questo potrebbe "indebolire" gli altri due. I numeri oscillano: sarebbero almeno dieci i felini uccisi in meno di una settimana. Ma qualcuno sussurra che siano anche venti, visto che alcuni che erano normalmente in giro ora sono spariti. Il cane è stato catturato nei pressi di viale Regina Margherita, in un terreno aperto. Per addormentarlo è stato necessario ricorrere all'utilizzo della teleanestesia, grazie al fondamentale apporto del veterinario tecnico abilitato Giulio Pignatelli. Sul posto, anche il nucleo Pro-Civ Oria, la polizia locale e il dottor Paolo Gentile, dirigente veterinario dell'Asl di Brindisi. A seguire le operazioni, anche il sindaco Cosimo Ferretti e l'assessore Alfredo Proto. Quest'ultimo ha partecipato attivamente ai tentativi di cattura.I cani sono stati avvistati nella Città Federiciana per la prima volta una settimana fa, dopo i giorni di pioggia scrosciante. In molti hanno riconosciuto in questo branco uno che stazionava stabilmente a Francavilla Fontana. Le congetture, almeno per quanto riguarda l'esemplare catturato, come si vedrà in seguito si sono rivelate esatte. Dei tre cani, uno portava il collare, gli altri tre no. Dalla loro apparizione, è cominciata la triste moria dei felini in città. I tre cani sono stati visti nei pressi della villa comunale, del Municipio e della stazione. Potrebbero aver fatto due vittime anche nel centro storico. Nei pressi della Cattedrale, infatti, c'è una nutrita colonia felina: i gatti sono parte integrante della zona e si muovono amichevolmente tra le scale e le strade strette. Il problema più grosso è stato dei felini di altre zone, come già visto.

Dal Comune di Oria si è cercato di contattare per via informale quello di Francavilla. Dopotutto, c'era un'altissima probabilità che fossero gli stessi cani, di proprietà dell'ente francavillese. Ma il contatto si è risolto con un nulla di fatto. Nella notte tra ieri e oggi la situazione è precipitata: carabinieri e agenti della polizia locale sono dovuti intervenire, sempre nei pressi della stazione, dato che il branco ha sbranato "in diretta" alcuni gatti. I tentativi di avvicinarli sono andati a vuoto, poiché risultano "fobici", dunque restii a entrare in contatto con l'uomo. Questa mattina, come detto, si è passati alle vie di fatto. Il dottor Pignatelli è riuscito a narcotizzare due cani, ma prima che il farmaco faccia effetto, passa un po' di tempo. Insomma, vanno guardati a vista, per poterli poi prendere una volta addormentati. Una cattura è andata a buon fine: l'esemplare è stato trasportato in auto e sarà affidato per sicurezza, per un periodo di tempo limitato, al canile sanitario di Francavilla Fontana.Il cane in questione è dotato di microchip. E' stato catturato il 19 dicembre 2022 a Francavilla Fontana e, in primavera, è stato reimmesso sul territorio. C'è dunque un'alta probabilità che anche gli altri due siano del Comune di Francavilla Fontana. I tre vivono insieme, infatti, e insieme sono stati dotati di chip, sottoposti ai Lea (livelli essenziali di assistenza), sterilizzati e vaccinati. Qualcuno dei presenti si è posto un interrogativo: "I cani sono per natura territoriali. D'accordo gli acquazzoni, ma siamo sicuri che siano arrivati qui da soli?". Intanto sul posto sono stati portati anche due droni, per proseguire con le ricerche. Il secondo cane narcotizzato è stato rincorso, ma alla fine è riuscito a far perdere le proprie tracce. Mentre assisteva alle scene, il dottor Paolo Gentile ha catechizzato i presenti, spiegando come comportarsi in questo e in altri casi: "Il suggerimento è di non avvicinarsi e di chiamare subito i vigili urbani o i carabinieri. Va allertato il nostro servizio (quello veterinario dell'Asl di Brindisi, ndr). E non va dato loro da mangiare, in quanto poi dovranno essere sedati". 



IN LIGURIA AMMAZZATI IN 10 MESI 2.332 CINGHIALI DI QUESTI BEN 514 NELLA SOLA GENOVA

 Un’invasione. Nei primi dieci mesi del 2023, la Vigilanza faunistica regionale nel solo territorio del Comune di Genova ha abbattuto 514 cinghiali, quasi un quarto di tutti quelli uccisi in Liguria, che sono stati 2332 (dati al 27 ottobre). Ma c’è un altro numero, ancora più preoccupante, che fotografa la situazione: di questi 2332, più della metà, 1229, sono stati eliminati nella provincia di Genova. «Stiamo contenendo il problema grazie al super lavoro delle squadre di vigilanza _ interviene l’assessore regionale a Caccia e Agricoltura, Alessandro Piana _, ma è davanti agli occhi di tutti che nonostante si sia parzialmente ridotta la presenza degli ungulati, con questi numeri bisogna agire non solo con azioni mirate, ma anche con un lavoro di prevenzione, multando chi lascia loro il cibo”.L’operazione di “depopolamento” dei cinghiali nelle zone rosse infettata dalla Psa (Peste suina africana, non pericolosa per gli esseri umani) e nei Comuni al confine, sembra non finire mai. Genova è nell’occhio del ciclone, lo dicono chiaramente i dati della Regione. Ed ecco che Tursi scende in campo per ricacciare i cinghiali metropolitani nei boschi: «E’ stato firmato un ordine di servizio da parte del comandante dei vigili _ spiega Sergio Gambino, assessore alla Sicurezza e Polizia Locale _ in cui si chiede agli agenti di prestare la massima attenzione al fenomeno». Il problema è cogliere la gente sul fatto. «I vigili e le guardie venatorie non possono di certo “militarizzare” ogni portone o cassonetto dell’immondizia _ prosegue Gambino _. Nessuno va a caccia in città di cinghiali, ma si interviene grazie alle segnalazioni e alla presenza sul territorio».



RICCI, GHIRI E VOLATILI IN DIFFICOLTA' DOPO QUESTA LUNGA ESTATE

 Un’estate lunga, caldissima e di intenso lavoro, che ha richiesto un grandissimo impegno ai dipendenti del Centro di Scienze Naturali e ai tanti volontari dell’associazione Habitus, senza i quali non sarebbe stato possibile occuparsi dei 677 animali arrivati nei mesi estivi alla struttura. L’impegno per la salvaguardia e la cura degli animali non è mai stato così forte da quando, nel 2010, l’attività venne sospesa. Lo dimostrano i numeri, 350 animali curati e liberati, che testimoniano come il centro sia struttura di riferimento per Prato, Pistoia e Firenze insieme ad altre due in Mugello e Casentino. Riuscire a salvare animali come i pipistrelli, delicatissimi e difficili da gestire soprattutto se piccoli perché si nutrono senza sosta, significa riequilibrare le perdite dovute alle attività umane. Questa estate sono stati svezzati e poi liberati 50 esemplari, che, per inciso, si cibano di zanzare e di molti altri insetti. Sono arrivati anche volpi, daini, cervi, ghiri, ricci e una varietà di uccelli impressionante, fra cui per la prima volta un falco pellegrino e un cuculo, che sono già stati reintrodotti in natura. Non compreso in questi numeri c’è il gruppo inviato dalle Forze dell’ordine, animali sequestrati o confiscati in quanto specie detenute illegalmente o di cui i proprietari si sono disfatti in modo non corretto. Complessivamente, si diceva, 677 animali di cui circa 350 liberati (gli ultimi 40 nel mese di ottobre) di solito nelle aree da cui provengono secondo le schede di registrazione. Altri 143 sono ancora in carico al centro - o perché ancora non in grado di tornare nel loro habitat o perché possono ormai condurre una vita dignitosa solo nella struttura – e, infine, 181 che purtroppo non ce l’hanno fatta nonostante le cure.

Tutti i Comuni, per legge, hanno l’obbligo di contribuire al recupero di nidiacei e pulli, ma nel caso del Csn l’attività è attualmente finanziata per la massima parte dal Comune di Prato e, in misura minore ma sostanziale, dal Comune di Pistoia con il quale la Fondazione Parsec ha una convenzione finalizzata per lo più al recupero di nidiacei, pulcini.



sabato 28 ottobre 2023

IN PUGLIA CI SONO BRACCONIERI CHE UCCIDONO LE TAETARUGHE MARINE


In Puglia c’è chi salva le tartarughe marine ma anche chi, in maniera del tutto illegale oltre che vergognosa ed inutile, toglie loro la vita. Non tutte le tartarughe spiaggiate, dunque, muoiono per cause naturali. L’ultimo di una serie di gravi episodi si segnala nel Mar Piccolo di TarantoStando a quanto si apprende, infatti, nei giorni scorsi, alcuni ambientalisti locali hanno segnalato il ritrovamento di un esemplare di caretta caretta che, evidentemente, era stato intrappolato dalla rete di un bracconiere prima di essere uccisa. Tale episodio non sarebbe isolato ma l’ultimo di una serie segnalate nella stessa zona. In passato, altri episodi di uccisioni erano stati segnalati Barletta dove i volontari erano a caccia del “serial killer” di tartarughe marine. Situazioni che dovrebbero far riflettere su come questi poveri rettili marini siano anche bersaglio di chi, forse anche a causa di un’ignoranza diffusa, vuole procurare loro del male. L’auspicio, dunque, è che alle denunce e segnalazioni di animalisti ed ambientalisti, possano anche aggiungersi le attive collaborazioni dei cittadini al fine da contrastare le attività orribili ed illegali legate al dannoso fenomeno del bracconaggio.

ROTTWEILLER CADUTO DAL QUARTO PIANO A ROMA. AIDAA IN PROCURA "TROPPI PUNTI OSCURI NELLA VICENDA""

 ROMA (28 OTTOBRE 2023) "Sulla vicenda del rottweiler caduto dal quarto piano nel centro di Roma e che ha colpito la donna incinta procurandole un trauma alla testa ci sono diverse cose che non tornano per questo motivo abbiamo inviato questa mattina u esposto alla procura della repubblica di Roma per chiedere indagini approfondite in merito alla ricostruzione della vicenda".  Cosi inizia il comunicato dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente  AIDAA che in merito alla caduta del cane dal quarto piano in via Frattina nel centro della capitale. Secono di animalisti sono due i punti sui quali occorre indagare, il primo riguarda il motivo della caduta del cane dalla finestra del palazzo. La proprietaria si è giustificata dicendo che il cane ha perso l'equilibrio rincorrendo i gatti di casa su questo gli animalisti esprimono forti perplessità ed annunciano ulteriori azioni legali proprio nei confronti della padrona del rottweiler: "Esiste un ragionevole dubbio che le cose siano andate in maniera diversa e non escludiamo nemmeno l'ipotesi che il cane sia stato defenestrato durante un litigio domestico- scrivono gli animalisti- e comunque gli animali vanno accuditi e tenuti al sicuro, quindi quasi certamente lunedi denunceremo la signora per il reato di maltrattamento di animali e custodia incauta di animali". Ma non è il solo punto sul quale gli animalisti non ci vedono chiaro, infatti secondo alcune ricostruzioni il cane sarebbe morto sul colpo con l'impatto con la strada, secondo altre ricostruzioni sarebbe stato soccorso in ritardo. Gli animalisti di AIDAA nell'esposto sottolineano come "sia passata un ora tra la caduta e l'accertamento della morte del cane e questo potrebbe lasciare intendere che il cane non sia stato soccorso in tempo e la ricostruzione dei fatti che chiediamo serve per verificare se il cane dopo la caduta era ancora vivo e se un intervento di soccorso tempestivo avrebbe o meno potuto salvare la sua vita".



STRAGE DI CANI NEL CATANZARESE. ESPOSTO AIDAA

 GIZZERIA (28 OTTOBRE 2023) - Un esposto alla procura della repubblica di Catanzaro è stata inviata dall'Associazione Italiana Difesa Animaòi ed Ambiente AIDAA in merito al ritrovamento di alcuni cani morti avvelenati nel paese del Catanzarese ed in particolare nelle vie Giotto, Albania e Principe Umberto dove tra l'altro è iniziata la bonifica anche per verificare anche la eventuale presenza di bocconi avvelenati. "Purtroppo l'uso sistematico del veleno per eliminare i cani randagi e non solo si sta espandendo anche nel catanzarese, dove già in passato vi erano state delle vere e proprie stragi con centinaia di cani morti, da qui la nostra decisione di vederci chiaro chiedendo alla Procura indagini accurate".


CENTO ANIMALI DA CORTILE IN 7 RIFUGI ABUSIVI. DENUNCIATO LLEVATORE DI AMEGLIA

 Ameglia, 28 ottobre 2023 – I carabinieri forestali, congiuntamente a veterinari Asl e al personale dell'ufficio tecnico del Comune di Ameglia, dopo un controllo presso un’area agricola in località Cafaggio, hanno scoperto circa cento metri cubi di rifiuti che, chi aveva accumulato, non ha saputo giustificarne la provenienza: apparecchiature elettriche ed elettroniche quali parti di ripetitori per telecomunicazioni e batterie, macchine agricole vetuste, persiane, mobili di vario genere, materiale edile, detriti, vernici, motori di barca.Inoltre era presente un allevamento abusivo con circa cento esemplari di animali da cortile come galline, anatre e tacchini e una capra nana, per i quali i veterinari Asl hanno riscontrato l’assenza di documentazione, anche se gli animali erano in buono stato di salute, con presenza di acqua, mangime e diversi ripari dagli agenti atmosferici.

Infine sono stati riscontrati diversi abusi edilizi, in particolare sette strutture ad uso ricovero attrezzi o riparo per gli animali, costituite da due roulotte e diverse baracche in lamiera e legno di varie dimensioni per i quali sono in corso accertamenti sulla regolarità da parte dell’ufficio tecnico del Comune di Ameglia.

Per l’attività di gestione di rifiuti non autorizzata e le eventuali violazioni edilizie, il responsabile sarà segnalato all’autorità giudiziaria mentre per le violazioni relative alla detenzione degli animali procederà la Asl.


FRASSICA DICE DI SAPERE DOVE SI TROVA IL SUO GATTO , MA TORNA A ROMA

 Non c’è pace per Nino Frassica. Dopo aver tolto la ricompensa da 5 mila euro per chi gli avesse riportato il suo amato gatto Hiro, ora il 72enne attore siciliano si trova costretto a raddoppiare la cifra pur di poter riabbracciare il micio. Sul proprio profilo Instagram ha infatti annunciato che lui e la moglie sono disposti ad aumentare l’importo, toccando quota 1o mila euro.

“Domani 28 Ottobre partiamo per Roma. Hiro è trattenuto in una casa di Piazza Campello a Spoleto. Abbiamo fatto di tutto per cercarlo, cani molecolari, farcelo ridare, ma a questo punto confidiamo nel fatto che una volta tornati a Roma possano rilasciarlo”, è il messaggio social dell’attore. Il gatto di razza Birmania, smarritosi a Spoleto, in Umbria, non si trovava da un mese. Gli aiuti della polizia cinofila sembravano essere vani, ma poi le ricerche di Frassica e la moglie Barbara Exignotis sono giunte ad una svolta.


venerdì 27 ottobre 2023

IN CALABRIA E0 STRAGE DI CANI

 Aperta una indagine dalla polizia locale a Gizzeria, nel Catanzarese, a seguito del ritrovamento di carcasse di cani, morti, secondo quanto emerso, per avvelenamento. La segnalazione, per come riporta “Gazzetta del Sud”, è arrivata da parte del Comune, che nelle aree dei ritrovamenti ha avviato un’attività di ispezione e bonifica, oltre ad aver sollecitato l’apposito ufficio al fine di segnalare con cartelli il rischio: quello che ci possano essere sul territorio sostanze nocive, come esche o bocconcini avvelenati utilizzate per uccidere gli animali randagi, e che sono altamente pericolosi anche per le persone e per l’ambiente. La bonifica è già iniziata nelle vie Giotto, Principe Umberto e Albania.


SARNO. STRAGE GATTI AVVELENATI E' STRAGE DI CUCIOLI

 Ancora gatti avvelenati nella periferia di Episcopio a Sarno. Sono sei  i cuccioli ritrovati negli ultimi tre giorni morti in strada, nei cortili. La denuncia già nei giorni scorsi e  riguardava la zona di via Curti e aree limitrofe.

Contestualmente era stato aperto anche un fascicolo presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore al fine di fare chiarezza sulla triste vicenda. La strage di gatti, però, non si arresta. Una mattanza stavolta denunciata dai residenti di un’area residenziale di Viale Margherita che negli ultimi tre giorni hanno  ritrovato i felini  morti lungo le aiuole.Sono diverse le segnalazioni e le denunce, con tanto di foto e video dei gattini, anche cuccioli,  senza vita. Alcune persone, da quanto raccontano, avrebbero anche  accertato l’avvelenamento tramite veterinario. Sono i cittadini a chiedere ulteriori verifiche per individuare il responsabile, chiesto anche il controllo delle telecamere di videosorveglianza. 


CACCIATORI SPARANO VICINO ALLE CASE ED UCCIDONO DUE GATTI IN PROVINCIA DI ENNA

 VALGUARNERA CAROPEPE (ENNA 27 OTTOBRE 20223) Una denuncia alla procura di Enna a carico di alcuni cacciatori che nei giorni hanno sparato a conigli e gatti uccidendo una gatta mamma ed un altro gatto.  Da qui la denuncia dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente contro alcuni cacciatori la cui identità è in fase di accertamento sia per il reato di maltrattamento di animali causa della morte e della cudeltà inutile, ma anche per aver sparato a pochi metri dalle case. Gli animalisti di AIDAA in una nota denunciano il comportamento strafottente ed illegale dei cacciatori che sparano nelle vicinanze della case di Valguarnera mettendo cosi a repentaglio non solo gli animali ma gli stessi abitanti del paese.



3 ALLEVATORI ROMAGNOLI HANNO VENDUTO IN NERO CANI DI RAZZA PER MEZZO MILIONE DI EURO.

 MONTEFIORE CONCA - Avevano allevamenti di cani di razza ma si presentava come allevatore amatoriale per non avere obblighi fiscali: il titolare, infatti, non presentava la dichiarazione dei redditi da oltre cinque anni. E' quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Cattolica nei giorni scorsi.Nell’ambito del piano volto alla tutela degli operatori corretti dalla concorrenza sleale esercitata dalle imprese che non rispettano le regole, disposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rimini, infatti, le Fiamme Gialle hanno individuato 3 allevamenti di cani di razza (tibetan terrier, buldog francese, golden retriever e akita shiba), che svolgevano l’attività nei comuni di Misano Adriatico e di Montefiore Conca, risultati poi essere evasori totali. Nello specifico l’attività condotta dai Finanzieri, con l’ausilio dei rilievi aerofotografici dei colleghi della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Rimini, ha fatto emergere che gli allevatori controllati avevano provveduto ad iscrivere presso l’anagrafe canina dei comuni interessati circa 500 cani che avevano venduto senza rilasciare alcun documento fiscale operando completamente "in nero". Sono quindi scattati i controlli che hanno portato alla constatazione di ricavi non dichiarati al Fisco per circa mezzo milione di euro. Gli allevatori sono stati segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero dei ricavi a tassazione e l’irrogazione delle relative sanzioni amministrative. Sono in corso ulteriori approfondimenti nei confronti di altri soggetti che potrebbero aver svolto la medesima attività in totale evasione d’imposta. L’attività svolta dal Corpo della Guardia di Finanza conferma il costante impegno nel contrasto all’evasione fiscale per contribuire alle prospettive di ripresa e di rilancio dell’economia del Paese e favorire una più equa ripartizione del prelievo impositivo tra i cittadini (“pagare tutti per pagare meno”).



CAGNOLINA MUORE DOPO UNA PASSEGGIATA NELLA SPIAGGIA DI MAORI. COLPA DEI RIFIUTI PRESENTI IN SPIAGGIA

 Dopo una notte di sofferenza, la vita di una cagnolina è stata spezzata, probabilmente a causa dall'ingestione di qualcosa di tossico sulla spiaggia.

Il terribile fatto è accaduto martedì 24 ottobre a Maiori, in provincia di Salerno.

L'ultima passeggiata di Sheena

Secondo maiorinews.it, nel pomeriggio del 24 ottobre, Sheena è uscita con la proprietaria per l'abituale passeggiata giornaliera. Ma una volta arrivate sull'arenile accanto al fiume, ha mangiato qualcosa che l'ha fatta stare male.

Tornata a casa, infatti, ha iniziato a vomitare di continuo. La sfortunata cagnetta è stata portata in una clinica veterinaria a Salerno, dove sono emersi danni al pancreas. Sheena sarebbe stata quindi avvelenata da qualcosa di tossico che avrebbe ingoiato.

Purtroppo, nonostante le cure, la quattrozampe se ne è andata per sempre la mattina del 25 ottobre.

Rifiuti che avvelenano gli animali, e non solo

Addolorati, i proprietari del cane hanno lanciato un appello ai cittadini dicendo di prestare attenzione se si portano i propri cani in spiaggia.

In effetti, gli atti di inciviltà e l'abbandono dei rifiuti sul territorio continuano a verificarsi, e causano rischi per l'ambiente, oltre che per l'uomo e gli animali selvatici e domestici.

Al fine di evitare conseguenze anche gravi ad ambiente ed esseri viventi, non biosgna dimenticare di gettare i rifiuti negli appositi contenitori.




L'AMORE PER I CANI E IL DOLORE DELLA VIOLENZA SUBITA DELLA RAGAZZA MORTE A LECCE

 Julie e il suo amore infinito per i cani. Il cucciolone che aveva lasciato in Francia e le sue foto che riempivano il profilo facebook e il cellulare della studentessa 21enne, che il 22 ottobre si sarebbe suicidata nell’appartamento in cui viveva temporaneamente a Lecce, forse dopo aver subito una violenza sessuale. Il cane era la sua ragione di vita e non è un caso che la mamma Nathalie abbia voluto ricordare sua figlia pubblicandone una fotografia mentre lo abbracciava.


giovedì 26 ottobre 2023

ANCORA UN ORSO INVESTITO NELLA NOTTE IN TRENTINO. AIDAA: SERVONO I PONTI DI ATTRAVERSA,MENTO

 TRENTO (26 OTTOBRE 2023) Ancora un orso investito nella nottre sulle strade trentine, l'investimento è avvenuto Covelo questa notte. Al momento non è stata comunicata l'identificazione del plantigrado che si sarebbe allontanato dal luogo dell'incidente. Da quanto è dato a sapere l'auto ha subito dei danni mentre se l'è cavata solo un grosso spavento l'automobilista alla guida della vettura. Sulla vicenda interviene con una nota ed una proposta operativa l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA che comunque annuncia anche un esposto per chiedere indagini per verificare eventuali irregolarità e responsabilità dell'automobilista. "Siamo a quota 53 orsi investiti dal 2007 ad oggi- scrivono gli animalisti dell'AIDAA- serve una soluzione per evitare questi incidenti che oltre a mettere a rischio la vita degli orsi coinvolti rischia anche di avereconseguenze gravi sull'automobilista e su eventuali passeggeri presenti. Noi da tempo- continua il comunicato degli animalisti- sosteniamo la necesssità di creare non solo dei corridoi  di passaggio per orsi ed altri selvatici, ma la vera e propria realizzazione di ponti verdi che permetterebbero di evitare almeno il 90% di quest incidenti come già è domostrato in più parti del mondo dove esistono appunto i ponti verdi. Siamo pronti se del caso. concludono gli animalisti-a pagare le spese di progettazione dell'opera".


SANREMO. "MORIRETE" SCRITTE INQUIETANTI E VELENO PER TOPI IN VIA CANDELIERI. NEL MIRINO I GATTI DELLA COLONIA?

 SANREMO (26 Ottobre 2023) C'è paura tra i residenti di via Porte Candelieri, piccola strada a ridosso di via San Francesco a Sanremo dopo che nei giorni scorsi sono comparse alcune scritte ed è stato trovato del veleno per topi. Secondo molti la scritta "morirete" ed il veleno per topi sono un segno chiaro che qualcuno ce l'ha con i gatti della vicina colonia felina tesi suffragata dal fatto che in passato qualcuno aveva espresso disagio per la presenza dei gatti. Sulla intera vicenda interviene l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA che parla di gesto vigliacco ed annuncia nei prossimi giorni un esposto alla procura perchè questa vicenda venga approfondita. "Intanto invitiamo tutti i proprietari di cani e gatti a porre attenzione, perchè nell'immediato il pericolo è costituito dalla presenza di veleno per topi, la scritta è chiaramente un intimidazione da non prendere sotto gamba, noi in casi come questo consigliamo prudenza e non escludiamo a priori alcuna pista. In attesa delle immagini delle telecamere- concludono gli animalisti di AIDAA- invitiamo chi ha visto qualcosa a recarsi a darne testimonianza alla polizia locale ed alle forze dell'ordine".


ANCORA POLPETTE AVVELENATE A BOLLATE

 Bollate, ancora polpette avvelenate per i cani.

Due settimane fa scrivevamo di una segnalazione in merito al ritrovamento di cibo avvelenato lungo la via Gramsci e, da quello che siamo riusciti a ricostruire, una cagnolina è morta dopo aver ingerito un boccone contaminato.

Bollate, polpette avvelenate per i cani, la testimonianza

Una nuova preoccupante segnalazione arriva questa settimana dalla zona della stazione di Bollate Nord, con tanto di fotografia e testimonianza.

“Domenica mattina abbiamo trovato dei cumuli di carne con all’interno dei sassi e una polverina di colore blu – ci racconta una donna – erano vicino al marciapiede del parcheggio in fondo a via Vittorio Veneto, a ridosso della stazione dei treni di Bollate Nord. Abbiamo subito avvisato gli abitanti della zona di prestare attenzione, ma purtroppo lunedì mattina un cane si è sentito male dopo aver ingerito un pezzo di carne trovato lungo la via Boito, che è lì vicino. Per fortuna però adesso sta bene”.

Quindi per ben due giorni qualcuno ha appositamente posizionato del veleno all’interno di alcuni bocconi di carne con uno scopo ben preciso: uccidere i cani. O più probabilmente lo scopo è spaventare i proprietari perché non passino più da quelle parti con i loro amici a 4 zampe.

Ora gli abitanti della zona sono molto preoccupati, soprattutto diventa pericoloso portare a spasso il cane la mattina presto o la sera, il buio rischia di celare questi pezzi di carne avvelenati alla vista degli umani, ma non all’olfatto dei cani. Al momento non ci risultano altre segnalazioni, ma l’allerta resta molto alta. Chi sta cercando di avvelenare gli amici a quattro zampe dei bollatesi?