venerdì 13 gennaio 2023

DA OTTOBRE 2022 AD OGGI AVVELENATI 400 CANI DA TARTUFO.

 Cani avvelenati a morte, minacce e danni al territorio. Sono le tecniche diguerra del tartufo” che si combatte in tutta la penisola tra i cavatori. In una stagione in cui la quantità è bassa, a causa del caldo e della siccità estrema, ma la qualità è alta, il prezzi del tartufo sono aumentati e con essi sono aumentati gli episodi di conflitto tra i raccoglitori. Ma a farne le spese sono soprattutto i loro cani. Secondo alcune stime, riportate da Il Corrierein tutta Italia, da ottobre, lo sono già 400 il animali uccisi dai bocconi avvelenati sparsi dai concorrenti.

Dalle Langhe alle Crete Senesi, da Acqualagna all’Umbria, passando per i Monti Simbruini: gli episodi sono stati registrati in tutte le principali aree di ricerca. Tanto che, dicono alcuni cavatori, è necessario attrezzare i propri cani – cuccioli molto costosi, addestrato fin dalla nascita alla ricerca del prezioso tubero – di un dispositivo speciale. Un tipo di morso, come quello utilizzato per le briglie dei cavalli, che blocca il tentativo dell’animale di inghiottire qualcosa senza che il proprietario lo controlli prima.

Il citazioni del tartufo in queste settimane sono molto alti. Superano anche i 3mila euro al chilo. Un valore che porta i cavatori, molto gelosi dei propri ambiti di ricerca soprattutto nei periodi di magra, ad utilizzare qualsiasi mezzo per scacciare la concorrenza. “I morsi sono solitamente preparati con snailkillers o anche stricnina e si fanno attraenti nascondendole nel cibo” – racconta a Il Messaggero Marco Menucci comandante del parco delle foreste casentinesi -. Potentissimi veleni si possono acquistare in un supermercato o presso il locale consorzio agrario, in taniche da un litro che bastano per ucciderne centinaia. Il nostro lavoro è proprio quello di battere certe zone per evitare che si verifichino episodi simili”.