martedì 26 aprile 2022

PIGNORATO IL CIMITERO DEGLI ANIMALI DI VIGEVANO.

 i nomi sulle lapidi sono Lucky, Lilly o Minù, perché questo non è un cimitero come gli altri. Dal 1976 il centro Caronte a Vigevano è un luogo per la sepoltura degli animali di affezione. Si tratta del più antico d’Italia, costituito con atto notarile. Tanti, passando sulla provinciale 494, che in questo tratto si chiama viale Agricoltura, notano quelle piccole tombe e le tante persone che, anche dopo anni, piangono i loro cani e gatti (ma anche conigli e perfino un porcellino d’india) e portano fiori. Adesso il rischio è che tutto venga perso per sempre. Che le salme delle bestiole, circa 500, siano spazzate via. Il terreno, concesso da sempre in comodato d’uso gratuito all’associazione Caronte, è stato infatti pignorato al proprietario dalle banche, che hanno provato a metterlo sul mercato. Una raccolta fondi tra soci e simpatizzanti dell’associazione ha reperito il denaro necessario, oltre 26 mila euro, per acquistare l’area dopo che l’asta dello scorso 25 marzo è andata deserta.

L’associazione Caronte

«Una situazione — spiegano Fulvio Polaroli e Marco Benetti, presidente e amministratore delegato dell’associazione Caronte — che ci ha permesso di guadagnare tempo e capire come muoverci. Siamo certi di una cosa: vogliamo continuare a garantire questo servizio unico nel suo genere». Nella vicenda non mancano gli intoppi burocratici. Dopo oltre 45 anni è stato scoperto, studiando le carte del bando d’asta, che il terreno sul quale sorge il cimitero ha destinazione agricola e non commerciale. Quindi, l’area è incompatibile con i servizi cimiteriali. Nessuno prima se ne era accorto, né ci sono mai stati esposti o lamentele. Così da fine marzo l’attività è sospesa, e non vengono accettate nuove sepolture. «I tecnici comunali — spiega il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa — stanno cercando in archivio qualche vecchio atto che dava l’autorizzazione, per poter sanare la situazione. Finora non è stato trovato».

L’ipotesi trasloco

Negli anni ’70 nessun legislatore ipotizzava un luogo simile e quindi non esistevano procedure specifiche. Le ipotesi vagliate in queste settimane sono varie: il Comune può agevolare un trasloco, ma non può adoperarsi per cambiare la destinazione d’uso, da agricola a commerciale. «Quest’ultima soluzione — proseguono da Caronte — per noi sarebbe stata la migliore. Il trasferimento invece è una procedura più delicata. Molti soci non sarebbero contenti, soprattutto se le tempistiche fossero serrate. Se però il Comune ci mettesse a disposizione una superficie, consentendoci procedure lunghe almeno una decina d’anni (il tempo di mineralizzazione dei corpi degli animali), allora sarà possibile abbandonare questa sede senza traumi. Anzi, potremmo valutare di ampliare il servizio con un sito per la cremazione. Di fatto, tutto dipende dal Comune. Non ci siamo presentati all’asta, nonostante la fatica per trovare i soldi, perché un’eventuale ordinanza di bonifica farebbe schizzare i costi a centinaia di migliaia di euro. Per questo, per noi, non ha senso che i creditori insistano nel voler vendere il cimitero degli animali».

Il Piano delle sepolture

«Vigevano — conclude il sindaco — rivedrà a breve il vetusto piano cimiteriale cittadino. Nel camposanto “degli umani” potremo ricavare un’area idonea per ospitare il nuovo Caronte. Riteniamo che sia un servizio fondamentale e prestigioso per la nostra città, e sentito da tanti. Ma, o troviamo negli archivi gli atti che concedevano i permessi per stare dov’è adesso, o non vedo alternative allo spostamento». Sempre che qualche privato non decida di acquistare l’area prima e usarla per altri scopi, quando (e se) verrà bandita la seconda asta.