lunedì 23 maggio 2022

VILLANOVA DI CEPAGATTI. PRESI 4 BRACCONIERI DEL FIUME

 4 pescatori di frodo sono stati "beccati" al termine dei controlli eseguiti dagli uomini della guardia civile ambientale.

L'ultimo episodio risale alla serata-notte tra sabato 21 e domenica 22 maggio lungo la sponda del fiume Pescara a Villanova di Cepagatti nei pressi del centro commerciale.

Durante il giro di perlustrazione per il controllo nelle acque interne contro il bracconaggio notturno della fauna ittica, così come disposto dalla Regione Abruzzo, un'automobile parcheggiata in modo sospetto (un Fiat Doblò) è stata notata dalla squadra anti bracconaggio composta da Manuela Fedele, Fabio Ferri Masciulli e Alessandro Sonsini, e da un rapido accertamento sull’autovettura hanno notato alcune attrezzature da pesca. Poi un successivo accertamento tramite il servizio informatico pubblico sulla copertura della polizza di assicurazione ha portato a conoscenza che fosse stata stipulata nella provincia di Caserta. Considerato che la provincia di Pescara è una delle mete preferite dai bracconieri della fauna ittica, in particolare delle anguille e che i più assidui frequentatori di questo tipo di pesca illegale sono i residenti della regione Campania che giungono nella nostra zona nel fine settimana per dedicarsi alla pesca illecita della fauna ittica protetta della specie, e viste le recenti operazioni portate al termine con eccellenti risultati, la squadra senza perdersi d’animo e con dovuta pazienza si è appostata con il veicolo di servizio, mentre, la guardia Masciulli ha effettuato un immediato accertamento portandosi senza farsi notare all’interno della vasta vegetazione sul margine del fiume Pescara, dove individuava 4 persone distanti tra loro che sembravano in esercizio della pesca notturna con attrezzature non consentite che permettono la cattura delle anguille. Ha così comunicato alla restante squadra l’esito positivo, e la presenza di 4 persone probabilmente dedite al bracconaggio della fauna ittica protetta. Al fine di bloccare tutti i componenti del quartetto, vista la zona impervia e totalmente al buio si sono appostati in attesa che i 4 uscissero dal luogo individuato allertando nel contempo la centrale operativa del nucleo radio mobile dei carabinieri di Pescara per il loro supporto. Verso le ore 22 sono state intraviste 4 persone che con delle torce elettriche si facevano strada per far ritorno al Fiat Doblò individuato, ma saliti a bordo e avviata la marcia la vettura ha percorso il viale che portava all’uscita sulla strada principale dove la squadra anti bracconaggio aveva chiuso il punto di uscita. All’uscita l’automobile con le 4 persone è stata bloccata invitando tutte le persone a scendere e chiesto chiarimenti del cosa stessero facendo lungo il margine del fiume Pescara: hanno risposto come non stessero facendo nulla di male e che avevano praticato della pesca sportiva dopo essere arrivati a Pescara per una passeggiata. Identificato il conducente nonché proprietario dell’auto è stato invitato ad aprire il cofano posteriore dove sono state rinvenute canne da pesca particolari e ombrellini che solitamente i bracconieri più esperti utilizzano per la cattura della fauna protetta della specie anguilla. Scaricate tutte le attrezzature riposte in auto, sono state rinvenute ancora vive 6 anguille catturate che sono state immediatamente rimesse all’interno del fiume Pescara prima che potessero morire.

Sul posto sono intervenuti anche i militari dell'Arma e durante il controllo sono state rinvenute 4 roncole e una falce molto affilati. I 4 sono stati denunciati in stato di libertà sia per le violazioni dell’articolo 4 della legge 110/75 per il possesso di arnesi e oggetti atti a offendere. Multati anche amministrativamente per un totale di circa 9 mila euro. La squadra antibracconaggio ha interrotto un’attività illecita molto importante se si pensa che il pescato viene successivamente immesso sul mercato nero privo di qualsiasi controllo sanitario con il pericolo sulla salute pubblica. Al proprietario e conducente dell’autovettura Fiat Doblò è stata confiscata l’autovettura ai sensi dell’articolo 40 comma 6 della legge 28/07/2016 numero 154 dopo il rinvenimento degli esemplari di fauna ittica protetta a bordo. Del fatto sono stati avvisati i carabinieri del Cites i quali provvederanno a ulteriori accertamenti. 



AIDAA: "ADOTTIAMO NOI IL CANE SOLDATO RUSSO ABBANDONATO"

ROMA (23 MAGGIO 2022) Dopo aver letto nei giorni scorsi la storia di Max il cane soldato russo, che abbandonato dall'esercito di Putin è stato ora consegnato all'esercito ucraino che intende però usarlo come cane da sminamento l'AIDAA Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente ha deciso di chiederne l'adozione per evitare che questo povero cane che ha vissuto come tanti altri animali l'orrore della guerra e quello dell'abbandono non sia usato per ulteriori azioni militari che possano mettere in pericolo la sua vita. "Ci rivolgiamo direttamente all'ambasciata Ucraina in Italia ed al ministro degli esteri del nostro paese  per chiedere di adottare il cane Max portandolo via dagli orrori della guerra, e in via alternativa chiediamo che lo stesso qualora non possa arrivare in Italia sia esonerato dalle attività di guerra- scrivono gli animalisti di AIDAA- e diventi un simbolo di pace. Certo sono migliaia gli animai che stanno patendo gli orrori di questa guerra ma salvando lui vogliamo dare un messaggio forte per dire che gli animali, nessun animale debba soffrire per causa di una guerra voluta dagli umani e di cui loro non hanno alcuna colpa".



BOSS. CANE IN PENSIONE SALE IN TRENO A VIGONZA E VIAGGIA FINO A MESTRE

  Si sa che chi è in pensione ha voglia di divertirsi e recuperare il tempo passato a lavorare duramente. E anche Boss deve aver fatto lo stesso ragionamento quando è uscito dal giardino di casa ed è salito sul primo treno diretto a Venezia. Lui è un pensionato speciale, un cane che per 8 dei suoi 9 anni di vita è stato al servizio di soccorso e ricerca delle persone disperse della Federazione nazionale dei vigili del fuoco volontari Nucleo cinofilo, con sede principale a Torino.

Boss vive a Busa di Vigonza con Diego, responsabile del Nucleo cinofili che allena i cani, con altri due animali: Ares, un pastore belga Malinois, e Lion, un meticcio. Mercoledì scorso l’uomo si è messo a sistemare il giardino e, quando doveva uscire, ha chiamato i tre cani, ma Boss non ha risposto. Poco dopo Diego riceve la telefonata della Clinica San Francesco di Mestre: Boss è stato trovato a Mestre e portato lì da loro.

Una fuga o un’escursione durata poco più di un’ora, ma che lo ha visto spuntare a circa 25 chilometri di distanza. Chilometri che il cane ha “percorso in treno”: «Un professionista di Torre che tutte le mattina va a lavorare a Mestre prendendo il treno a Busa se lo è trovato vicino sul binario e gli ha fatto una carezza».

E così, di fronte a quel gesto gentile, Boss ha deciso di salire in treno senza farsi notare. Quando il pendolare l’ha visto ha deciso che non poteva lasciarlo solo: scesi entrambi a Mestre, l’uomo l’ha portato alla Clinica San Francesco dove hanno rintracciato Diego. Ma la gita di Boss non è finita lì: visto che Diego non poteva andarlo a prendere per impegni di lavoro, il pendolare si è offerto di tenerlo tutto il giorno e di riportarglielo la sera. E così è stato: «Boss si è divertito ed è stato buonissimo tutto il tempo»



CANE DA GUERRA ABBANDONATO DAI RUSSI SI ARRUOLA CON LE TRUPPE UCRAINE

 Era un cane delle forze speciali russe prima di essere abbandonato sul campo di battaglia dai militari, ma ora Max, un Malinois belga, ha imparato i comandi ucraini ed è passato dall'altra parte dello schieramento, pronto a salvare le vite dei civili ucraini.  Max, il militare a 4 zampe di 3 anni, è stato trovato affamato e prossimo alla morte in un'area teatro di alcuni dei peggiori scontri da quando Vladimir Putin ha lanciato la sua invasione. Il Malinois belga è stato ricoverato e consegnato alle truppe ucraine che lo hanno addestrato a fiutare trappole e mine inesplose.



DUE CANI AVVELENATI A LIPARI


Accade di nuovo! La mano umana ha colpito nuovamente e stavolta bruscamente. A farne le spese sono stati un cane di quartiere di nome Billy, accudito da tempo dalle persone del posto e dalle volontarie dell’Enpa e Teddy un piccolo cane di proprietà dolce e socievole. Giorni prima è scomparsa un’altra cucciola di nome Stellina sempre della zona (sterilizzata e microchippata) e un altro cane di proprietà ha rischiato l’avvelenamento ma per fortuna si è salvato. Torniamo a ripeterci !!! Tenete a casa i vostri cani, custoditeli con cura perché purtroppo ci sono mille pericoli per strada. Veleno!!! Ancora una volta veleno.

Stavolta il colpo è stato molto duro. Due ritrovamenti dolorosi. Un gesto vile barbaro e vigliacco. Sono intervenute sul posto le autorità competenti. Vi chiediamo di denunciare, se sapete, se vedete… i nostri cani sono costantemente in pericolo. Anche se al guinzaglio non sono al sicuro in quella frazione. Potrebbero mangiare qualcosa da terra. La zona andrebbe bonificata. È giunta l’ora che qualcuno faccia qualcosa, più controlli e più tutela. Questo è il momento giusto per cambiare qualcosa. Adesso basta!!!!


domenica 22 maggio 2022

AVVELENATI I CANI NEL GIARDINO

 L'allarme arriva dal Trevigiano, per la precisione dal Comune di San Zenone. Qui, un residente segnala come entrambi i suoi cani, un pastore tedesco e una meticcia, siano stati avvelenati. Il primo ce l'ha fatta, forse aiutato dalla stazza, mentre la seconda, decisamente più minuta, nonostante tutto il prodigarsi del personale medico è morta. I due cani hanno cominciato assieme a non mangiare più, ad avere diarrea e a perdere sangue dalla bocca. Sono i sintomi tipici dell'avvelenamento, come, del resto, ha confermato il veterinario dopo la visita. Qualcuno, quindi, ha cercato di uccidere consapevolmente i due animali. E, nel padrone, alla luce anche di quanto sta avvenendo in questo periodo, si fa strada un sospetto tremendo.

Ossia che i due animali siano stati avvelenati dai ladri nel corso di un sopralluogo in una abitazione che erano intenzionati a prendere di mira in seguito e nella quale, quindi, non volevano "sentinelle":




sabato 21 maggio 2022

HANNO BRUCIATO VIVA LA CAGNOLONA ZICKA. SCATTA LA TAGLIA DI 5.000 EURO

 MESSINA (21 maggio 2022) Ancora un atto di violenza inaudita nei confronti di una povera cagnolona, parliamo di Zicka la cagnolona bruciata viva a Naso in provincia di Messina nella notte del 18 maggio e morta a causa delle bruciature che le avevano ustionato tutto il corpo. La storia di Zicka è come quella di tanti altri cani di quartiere della Sicilia, una cagnolona che aveva dei punti di riferimento ma che abituata alla vita libera non accettava di essere rinchiusa o di vivere la sua vita in un giardino ed in una casa. E proprio la sua voglia di libertà deve aver dato fastidio a qualcuno che ha compiuto contro di lei uno dei crimini peggiori possibili. L'ha bruciata viva, avvolta nelle fiamme. Grazie all'intervento delle persone che la amavano la piccola era stata ricoverata quella notte stessa in una clinica ma purtroppo non ce l'ha fatta e ieri è morta. "Solo una mente sadica può avere ordito e compiuto un crimine simile- si legge in una nota dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA- noi ringraziamo innanzitutto i volontari dell'associazione Musetti Randagi che hanno seguono con fatiche inenarrabili decine di cani di strada nella zona e che si sono presi a cuore la vicenda di Zicka, noi come Associazione abbiamo deciso di presentare una denuncia alla procura di Messina e di mettere una taglia di 5.000 euro sulla testa di questo criminale, taglia che pagheremo a chi con le sue informazioni rese sotto forma di denuncia scritta alle autorità che stanno seguendo questo caso aiuteranno a individuare ed assicurare alla giustizia dopo sentenza definitiva il responsabile o i responsabili di tale atto criminale. Non possiamo infine fare altro che ringraziare- conclude la nota stampa degli animalisti- tutte le volontarie ed i volontari che operano al sud con immenso impegno in situazioni a volte veramente difficili per la tutela dei nostri amici a quattro zampe".