domenica 19 agosto 2012

IL RITORNO DELL'ORSO NELLA BUCA DI SAN ROMEDIO

riceviamo dal movimento vegetariano no alla caccia e volentieri pubblichiamo e diffondiamo



COMUNICATO STAMPA riguardo al ritorno dell'orso nella "buca" di San Romedio



Apprendiamo dalla stampa che entro il mese di agosto dovrebbe tornare nuovamente l'orso a San Romedio.

Nonostante le serie motivazioni culturali, scientifiche, etiche, portate dal nostro movimento e da tutto il mondo animalista affinché non vengano più rinchiusi orsi in quel luogo, sembra che la tradizione e gli interessi economici abbiano avuto ancora una volta la meglio.



Uno degli esperti più rinomati, Rudigher Schmiedel, consultato a livello europeo per progettare ambienti dove accogliere orsi nati in cattività, dopo aver visitato San Romedio nel periodo in cui vi era rinchiusa Jurka, nella sua relazione ha affermato che il luogo non è assolutamente adatto ad ospitare un orso, nemmeno se nato in cattività; che non debbono essere lasciati animali da soli e che, per offrire un minimo di spazio vitale ad un animale di tale specie, è necessario ampliare il recinto fino ad almeno un ettaro. Questo per dare all'orso l'indispensabile possibilità di muoversi, di evitare seri problemi alle articolazioni a causa dell'elevata umidità e dell'insufficiente esposizione al sole del piccolo recinto e non per ultimo di nascondersi quando non desidera contatti con l'uomo.



Ci chiediamo poi come mai dei frati che si rifanno all'insegnamento di Francesco d'Assisi, noto per il suo amore incondizionato verso gli animali e ogni essere vivente, possano essere favorevoli al ritorno dell'orso per sfruttarlo come attrazione turistica.


Inoltre, un messaggio totalmente diseducativo verrà trasmesso ai bambini che visiteranno l'orso in gabbia.

Un'educazione che mirasse a formare un futuro cittadino consapevole dovrebbe trasmettere il rispetto per ogni essere vivente e non abituare i bambini a trattare gli animali come fossero oggetti ad uso e consumo dell'uomo.







Vi invitiamo a scrivere in tanti ai seguenti indirizzi:



presidente@provincia.tn.it ; lettere@ladige.it; redazionecles@ladige.it; trentino.cles@virgilio.it; valli@giornaletrentino.it; lettere@giornaletrentino.it; sindaco@comune.romeno.tn.it; comune@comune.sanzeno.tn.it;





Messaggio tipo:

Mi unisco alla protesta degli animalisti che chiedono di fermare il progetto che vuole un nuovo orso nella gabbia di San Romedio.

Se questo intento verrà realizzato non visiterò più questa struttura, non trascorrerò più le mie vacanze nel Trentino e inviterò tutti i miei conoscenti a fare altrettanto.

distinti saluti

nome e cognome





Per il Movimento Vegetariano No alla Caccia

il Presidente Marcello Dell'Eva

il Vice Presidente Anna Pilati



Mail: info@no-alla-caccia.org

www.no-alla-caccia.org

VIVISEZIONE: DA INIZIO ANNO USATI 430.000 ANIMALI

VIVISEZIONE: DA INIZIO ANNO 430.000 ANIMALI GIA SOTTOPOSTI A ESPERIMENTI IN ITALIA

Roma (19 agosto 2012) - Dall'inizio del 2012 ad oggi sono entrati nel laboratori di vivisezione e sperimentazione animale in Italia 430.584 animali compresi cani, gatti, ratti, scoiattoli, scimmie e anche pesci. Si tratta di un numero impressionante che dimostra come in Italia il problema della sperimentazione animale non riguarda solo il campo medico-farmaceutico o il campo dei farmaci veterinari. ma abbraccia un ampia gamma di esperimenti e di questi meno del 30% utilizza i cani mentre le altre sperimentazioni avvengono su altri animali la cui importazione in Italia non è vietata (come non è vietato ad oggi e non lo sarà domani importare i cani) anzi viene favorita dalla nuova legge europea in votazione al Senato. Legge che contiene come unico contentino la chiusura di Green Hill e di altri allevamenti per cani, scimmie e gatti usati per la vivisezione. Ma non contiene nessuna normativa che vieti l'utilizzo di migliaia di cani usati per gli esperimenti di tossicità o altri esperimenti.

Nel nostro Paese, secondo le autorizzazioni concesse nel 2008 sono molte le aziende che usano i cani: Wyeth Lederle Spa di Catania per lo studio sulle tossicità a 1, 3, 6, 9 e 12 mesi, senza anestesia; la ditta Sigma Tau di Pomezia, Roma, sperimenta nuovi farmaci, via orale e parentale, sulle funzioni cardiovascolari, senza anestesia; Research Toxicology Center Spa, sempre di Pomezia, verifica l’innocuità di farmaci, prodotti chimici, biocidi, additivi alimentari e dispositivi medici, senza anestesia; Recordati Industria Chimica e Farmaceutica Spa di Latina sperimenta molecole farmacologicamente attive su disfunzioni dell’apparato urogenitale e cardiovascolare; l’Università degli studi di Milano usa cani per attività moxidectina iniettabile contro Dirofilaria repense senza anestesia; l’Università degli studi di Bari valuta innocuità ed efficacia stipite attenuato di canine coronavirus; la società Abiogen Pharma Spa di Pisa testa la tossicità tramite somministrazioni sui cani per la terapia dell’enfisema, antiossidante, ansiolitico, antidepressivo, sempre senza anestesia. Dopo le autorizzazione del 2009 si aggiungono l’Istituto Ricerche P. Angeletti Spa di Pomezia per i composti candidati preclinici senza anestesia; di nuovo l’Università di Bari per la prova clinica di campo efficacia dell’imidacloprid e permetrina relativa alla prevenzione di malattie da artropodi (zecche e flebotomi); ancora la ditta Wyeth Lederle Spa per l’ aumento di numero di animali da utilizzare per i propri fini aziendali.

"La sperimentazione animale in Italia è una realtà che riguarda migliaia di cani- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- Bene la chiusura di Green Hill ma occorre andare a fondo, il prossimo obbiettivo è quello di abolire la vivisezione dalle università pubbliche e private, sarebbe gia un importante passo avanti verso la civiltà di questo paese".

sabato 18 agosto 2012

ROBERTA GHEZZI CONDANNATA PER I CANI MALTENUTI

E' stata condannata Roberta Ghezzi la persona di Busto Arsizio a cui nel mese di febbraio le guardie ecozoofile di Oipa avevano sequestrato i cani che erano tenuti in condizioni pietose ed in stato di maltrattamento. (vedi link 1), subito dopo si era saputo che la Ghezzi era stata denunciata dalle stesse guardie per i reati di maltrattamento di animali e perchè gli animali erano tenuti in condizioni igienico sanitarie pessime (vedi link due) i cani furono sequestrati su ordine della procura della repubblica di Busto Arsizio in quanto alcuni di loro erano tenuti in condizioni pietose ed avevano la pelle piena di lividi ed escrementi. La stessa abitazione della Ghezzi da quanto scritto nel rapporto delle guadie OIPA e delle autorità sanitarie intervenute per l'occasione era stata trovata in condizioni igienico sanitarie precarie. Alla Ghezzi furono sequestrati cani, tartarughe ed altri animali (vedi link numero 3). 
Dopo questi fatti Roberta Ghezzi aveva tentato di riciclarsi come animalista trovando spazio in uno dei comitati per la chiusura di Green Hill e si era fatta fotografare in più di un occasione insieme all'ex ministro Vittoria Michela Brambilla (alla cui associazione di cui è presidente hanno sequestrato il canile di Lecco per i cani tenuti in condizioni pietose).
Ora giunge la notizia che Roberta Ghezzi nelle scorse settimane ha ricevuto un decreto di condanna penale per i reati di cui era stata accusata, provvedimento questo che non passa da un giudizio in aula ma viene emesso direttamente dal GIP. 
A questo decreto di condanna Penale Roberta Ghezzi ha fatto ricorso, quindi ci sarà un nuovo pronunciamento nelle prossime settimane.
Nel frattempo ci chiediamo come sia possibile che questa signora continui a far parte di gruppi dirigenti di associazioni che si occupano di lotta alla vivisezione e che si battono per la chiusura di Green Hill, appare evidente che la sua presenza in funzione di una decreto di condanna per maltrattamento di animali è quantomeno imbarazzante e toglie credibilità a tutto l'ambiente. 
NELLA FOTO QUI SOTTO ROBERTA GHEZZI E MICHELA BRAMBILLA
nei link successivi la storia del sequestro e della denuncia contro la signora Ghezzi tratta dagli articoli della Prealpina


INCENDIO MANEGGIO GROSSETO. AIDAA IN PROCURA

DAL CORRIERE.IT

GROSSETO – Non hanno avuto scampo: intrappolati nei box sono stati prima soffocati dal fumo e poi divorati dalle fiamme di un incendio che potrebbe essere di origine dolosa. Sono morti così, nella notte tra venerdì e sabato, 19 cavalli (tra i quali un pony) bellissimi, di razza olandese e maremmana utilizzati per il turismo equestre nei luoghi magici del Parco naturale della Maremma e nelle pinete davanti al mare. È accaduto nel maneggio «Cavallo Natura», alle porte di Marina di Grosseto, conosciutissimo perché tra i primi in Italia a utilizzare i cavalli nel turismo.


FIAMME IN PIENA NOTTE - L’incendio è scoppiato in piena notte, all’improvviso ed è durato pochissimo. I titolari del maneggio hanno spiegato a carabinieri e vigili del fuoco di essersi accorti quasi subito del rogo, ma le fiamme erano così alte che non è stato possibile salvare gli animali. «Poveretti, non hanno avuto il tempo neppure di abbattere le catenelle che delimitavano i box – racconta un testimone -. Non ci sono porte e non sarebbe stato difficile per i cavalli uscire se avessero avuto qualche attimo in più. La stalla è grande una cinquantina di metri ed è realizzata in materiale non infiammabile».

ORIGINE DOLOSA - Ed è proprio questa testimonianza, confermata dai titolari del maneggio, a far sospettare che il rogo possa avere un origine dolosa anche se i titolari di «Cavallo Natura» non hanno mai ricevuto minacce. Quando sono arrivati i vigili del fuoco di Grosseto e hanno spento le fiamme, si sono trovati di fronte a una scena terribile: 18 cavalli e un pony carbonizzati, accanto a un cane, Rocky, che stava sempre con loro come un caro vecchio amico. Distrutta anche la selleria, mentre siepi e vegetazione intorno non sono stati raggiunti dalle fiamme. «Ed è stato un miracolo – spiega un vigile del fuoco – perché con questa siccità e il caldo l’incendio poteva espandersi e provocare danni ancora peggiori». Sono in corso indagini per stabilire l’esatta dinamica del rogo. E soprattutto si stanno cercando eventuali inneschi.

Marco Gasperetti
mgasperetti@rcs.it

aidaa ha presentato un esposto alla procura di Grosseto ed annuncia la propria costituzione di parte civile in sede di processo.

MORTE GATTI NERI: DENUNCIATI 12 GRUPPI SATANICI

DENUNCIATI DODICI GRUPPI SATANISTI PER UCCISIONE DI 300 GATTI NERI


Roma (18 AGOSTO 2012) - 12 gruppi esoterico-satanisti operanti nelle regioni del centro nord Italia con allegati i nomi di 34 adepti sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per il reato di maltrattamento e uccisione di animali ai sensi dell'articolo 544 ter del codice penale in quanto accusati di essere responsabili della sparizione nel periodo compreso tra il 2007 ed il 2012 di oltre 300 gatti neri, rapiti ed uccisi nel corso di riti e sacrifici a satana, inoltre la denuncia parla anche del reato di furto e macellazione clandestina di altri animali usati sempre negli stessi riti.


La denuncia firmata dal presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce fa riferimento ad oltre 300 segnalazioni giunte al servizio online di tutela degli animali dell'associazione italiana difesa animali ed ambiente nel corso degli ultimi sei anni e che facevano riferimento a sparizioni di gatti neri in diverse zone del Piemonte, Lombardia, Liguria Emilia Romagna, Veneto e Lazio (sparizioni per le quali AIDAA ha sempre chiesto ai proprietari di fare denuncia) ed all'attività rilevata di gruppi esoterici che effettuano sacrifici di animali a Satana. La denuncia riguarda in particolare le sette operanti nella zona di Cairo Montenotte in Liguria. Alba, Val Pellice e valli del Cuneese e alto Verbano in Piemonte; in Valtellina (Zona Morbegno e Val chiavenna), Basso Varesotto (Zona diga del Panperduto nota anche come zona operativa delle Bestie di Satana) e nella zona dei boschi del parco delle Groane in Lombardia; Per quanto riguarda il Veneto la segnalazione riguarda un gruppo esoterico che in un paio di occasioni avrebbe operato con i propri riti nella zona del cimitero di Lazise (fatti questi risalenti al 2007 e 2008), In Emilia il gruppo esoterico è operativo nella zona del Modenese ed in particolare nelle vicinanze del comune di Mirandola ed infine per quanto riguarda il Lazio i gruppi segnalati sono due uno operante nella zona del cimitero del Verano a Roma e uno operante nella zona di Montefiascone sul lago di Bolsena in provincia di Viterbo.
Questi gruppi nel corso del tempo avrebbero rapito oltre 300 gatti neri che venivano poi uccisi nel corso dei riti sacrificali. 

SIENA: CAVALLO INFORTUNATO PROGNOSI SI SCOGLIE LUNEDI

Tra due giorni e precisamente lunedi si conoscerà il futuro che attende Moedi il cavallo della Civetta ricoverato nella clinica veterinaria Il ceppo. Il cavallo è inciampato durante la caduta di Guess, il cavallo del Drago che alla prima curva di San Martino ha sfiorato il colonnino ed è crollato sul tufo determinando la caduta degli altri cinque animali. L'infortunio è alla falange dell'arto inferiore sinistro: verrà operato. Gli esami radiologici hanno confermato per l'animale una frattura alla prima falange dell'arto anteriore sinistro. L'intervento servirà a stabilizzare la frattura. La prognosi sul cavallo sarà sciolta lunedì prossimo. Per quanto riguarda gli altri cavalli non sono segnalate conseguenze. Sull'articolo apparso sul corriere fiorentino (dorso toscano del corriere della sera) di cui sotto riportiamo il link si da ampio spazio anche alle posizioni di AIDAA

link articolo corriere fiorentino

venerdì 17 agosto 2012

PROPOSTA AIDAA. CAVALLI MENO VELOCI AL PALIO DI SIENA

IL PALIO DI SIENA SI CORRA CON I CAVALLI MENO VELOCI

SIENA (17 AGOSTO 2012) - Maggiore sicurezza sulla curva di san Martino e cavalli più robusti e meno veloci per correre il palio di Siena queste le due proposte avanzate dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente per garantire maggiore sicurezza ai cavalli in pista durante la manifestazione Senese. AIDAA propone due suggerimenti che se messi in atto possono ridurre notevolmente il problema degli incidenti che vedono protagonisti i cavalli al palio di Siena innanzitutto secondo l'associazione di tutela degli animali è fondamentale la correzione della curva di San Martino con la realizzazione di una nuova angolatura che permette ai cavalli una maggiore stabilità in corsa. AIDAA Inoltre raccogliendo il parere ed il suggerimento di illustri veterinari ippici propone la sostituzione degli attuali cavallo mezzosangue con cavalli più robusti, quali potrebbero essere i cavalli maremmani di origine assolutamente toscana, che ridurrebbero la velocità della corsa ma allo stesso tempo annullerebbero quasi tutti i rischi per gli equini impegnati nella manifestazione, che nonostante le proteste che si elevano da diverse parti è bel lungi dal chiudere i battenti. Il presidente AIDAA Lorenzo Croce ed il direttore del settore cavalli dell'associazione Catia Brozzi si rendono da subito disponibili ad un confronto costruttivo con chiunque allo scopo di trovare soluzioni che possano realmente aumentare la tutela e la sicurezza dei cavalli in gara.