Finalmente siamo riusciti a convincere il clochard che teneva con se la piccola cagnolina di sette anni che è stata recuperata dai volontari settimana scorsa in stato di semiassideramento, la cagnolina è stata ricoverata in una clinica veterinaria. E ora abbiamo finalmente la possibilità di fare il passaggio di proprietà e di avviare i contatti per la sua adozione. La vicenda potrebbe chiudersi bene, ma la cosa che ci ha sconcertato di piu è stata la decisione di questo clochard di accettare la cessione del cane in cambio di tre bricchi di vino rosso. Sono sconvolto.
TUTTE LE INIZIATIVE ED I COMMENTI RIGUARDANTI L'ASSOCIAZIONE AIDAA E LE SUE ATTIVITA'
lunedì 27 gennaio 2020
DRAGO E' STATO ADOTTATO
Ricorderete Drago il cane ritrovato da una nostra amica a Mazzano Romano mentre vagava in cerca di una casa. Bene possiamo dare la notizia ufficiale Drago è stato adottato. Sabato si è svolto il primo incontro di inserimento, mentre nei prossimi giorni arriverà definitivamente nella sua nuova casa a Roma, dove come potete vedere dalla foto ha gia fatto amicizia con la sua nuova amichetta di giochi.
Grazie.
TRENTINO: LA FAMIGLIA DI BRACCONIERI HA DECAPITATO 5 CERVI MASCHI
TRENTO. A inizio mese la scritta ''Ritrovati 5 cervi maschi senza testa: sicuramente colpa del lupo che vuole appendere i trofei in soggiorno'' era apparsa sulla lavagna di un locale della Val di Fiemme e l'appassionato ed esperto di lupi della zona Paolo Scarian aveva pubblicato sul gruppo Facebook ''Fiemme e Fassa il ritorno del lupo'' le immagini delle carcasse ritrovate nella zona di Bellamonte ''lavorate'' grosso modo tutte alla stessa maniera (QUI ARTICOLO).
"Due esemplari sono stati trovati nel fondovalle - commentava Scarian - mentre altre due carcasse sono state individuate a circa 2 mila metri di quota. Abbiamo immediatamente avvisato il corpo forestale, che ora ha il compito di interessare il rettore della sezione, ma anche portare avanti alcune analisi".
Analisi e indagini accurate, ci si augura, visto che intanto dall'altra parte del Trentino solo pochi giorni fa sono stati individuati due bracconieri: padre cacciatore e figlio ancora senza patentino ma già indirizzato sulla (cattiva) strada. I forestali, infatti, in Val di Sole, a Caldes, hanno colto sul fatto i due. Prima è stata trovata la carcassa di un cervo con grande palco morto dopo ore di agonia stritolato nel basso ventre da una trappola con cavo d'acciaio. A quel punto hanno capito che i bracconieri sarebbero dovuti tornare e hanno deciso di posizionare delle fototrappole per incastrarli. E così è stato: pochi giorni dopo padre e figlio, sono tornati sul luogo per smontare il sistema di cattura, decapitare l'animale e portarsi a casa il palco come trofeo (QUI ARTICOLO).
E anche a Tremosine, pochi giorni fa, sopra il Lago di Garda padre di 58 anni con licenza di caccia scaduta e figlio di 28 erano stati fermati con tutto l'armamentario del ''perfetto bracconiere'': capienti zaini, ottiche, binocoli, telemetri, visori notturni, radio ricetrasmittenti, segacci, coltelli a pugnale, guanti e sacchi di plastica, tutto il necessario per individuare, abbattere e macellare sul posto quanto il parco dell'Alto Garda avrebbe offerto tra caprioli, cervi o cinghiali (QUI ARTICOLO).
Insomma la pratica è tristemente diffusa e anche il modus operandi è banalmente ripetitivo con il palco che rappresenta il macabro trofeo da esporre, magari, in qualche inquietante garage o salotto. Il bracconaggio è diffuso ovunque, anche nelle nostre vallate e, purtroppo, pare essere anche una tradizione di famiglia.
PANE E ANTIGELO. COSI UCCIDONO I CANI A CHIVASSO
Pane e liquido antigelo. Questa l’arma utilizzata dal killer dei cani che da qualche settimana sta terrorizzando i residenti di frazione Rolandini di Verolengo, dove sarebbero già morti (avvelenati) almeno due cani.
Vogliono uccidere i vostri cani cani
Pane e antigelo, è questo il boccone killer trovato a Chivasso, Caluso e Verolengo e precisamente in frazione Rolandini dove due cani sono morti. Altri, invece, si sarebbero salvati solo grazie all’immediato intervento di un veterinario.
I casi precedenti
Pochi mesi fa, altri cani erano stati uccisi con polpette avvelenate lasciate nell’area gioco di via Giuseppe Di Vittorio e lungo la strada che conduce verso il Po.
Poco prima, un altro cane era morto perché qualcuno aveva buttato, nel cortile della casa dove viveva, una polpetta con dei chiodi.
L’avvelenamento
I sintomi di avvelenamento possono insorgere anche dopo 24-48 ore dall’ingestione ed è indispensabile l’intervento immediato del veterinario appena si hanno i primi sospetti
domenica 26 gennaio 2020
CERVO MORTO DOPO LUNGA AGONIA. PRESI I BRACCONIERI
CALDES. E' morto dopo una lunga agonia, tentando di liberarsi, un cervo maschio adulto rimasto vittima di un cavo d'acciaio, posizionato dai bracconieri, che lo ha intrappolato al basso ventre. Dopo i gravi episodi di Bellamonte, dove qualche settimana fa erano stati trovati alcuni cervi decapitati, un altro cervo è stato trovato senza vita dai forestali, vittima anch'esso del bracconaggio.
L'ungulato (dotato di un grande palco) è stato trovato, la scorsa settimana, dal personale forestale nei boschi di Caldes. I forestali si sono quindi subito attivati per individuare i colpevoli installando alcune fototrappole per sorvegliare il sito. Pochi giorni dopo, infatti, il sistema ha permesso di incastrare due persone del luogo, padre e figlio, tornate sul luogo per smontare il sistema di cattura, decapitare l'animale e portarsene a casa il palco come trofeo. I due si sono anche accorti di una delle fototrappole installate dai forestali e l'hanno portata via, pensando così di essersela cavata.
Per i bracconieri è scattato un decreto di perquisizione e di sequestro emesso a loro carico dall'autorità giudiziaria. Il 22 gennaio, quindi, il personale del corpo forestale trentino, coadiuvato dai carabinieri, ha quindi perquisito le abitazioni dei due responsabili, trovandovi lacci, il palco del cervo separato dal cranio, la roncola utilizzata per la decapitazione e la fototrappola. Sono stati rinvenuti e sequestrati anche altri palchi e altre mandibole di cervo, privi dei certificati di origine. Durante la perquisizione sono state rinvenute anchemunizioni irregolari e armi modificate.
I CANI RANDAGI CAPISCONO LA NOSTRA GESTUALITA'
Sappiamo che i cani ci capiscono molto bene: riconoscono persone, espressioni facciali e parole, rispondono a un incitamento e, se indichiamo loro qualcosa, sanno seguire la nostra indicazione. Ma c’è da dire una cosa: gli esperimenti condotti per evidenziare tutte queste capacità sono normalmente condotti con cani di famiglia, abituati a vivere e interagire quotidianamente con noi. Cosa sappiamo, invece, dei cani randagi? È ciò che è andato a indagare uno studio recentemente pubblicato su Frontiers in Psychology, nel quale gli autori hanno valutato quanto questi cani comprendano, e come si rapportino, al gesto di pointing eseguito in diverse modalità.
Segui il dito
I ricercatori hanno lavorato su due diversi tipi di pointing: il primo è definito “indizio dinamico”, nel quale il gesto è fatto in piena vista del cane e il braccio rimane teso finché questi non sceglie; il secondo è l'”indizio momentaneo”, per cui la ciotola veniva indicata solo per pochi secondi. Entrambi i gesti venivano effettuati dallo sperimentatore stando alla stessa distanza dal cane e dalla ciotola, ma con il dito ad almeno 50 centimetri dalla ciotola (la definizione dei criteri di pointing viene da una review pubblicata dall’etologo ungherese Ádam Miklósi).
Dei 160 cani con cui è stato tentato l’esperimento, circa la metà non ha voluto nemmeno avvicinarsi, un comportamento che i ricercatori attribuiscono a stati d’ansia. Tuttavia, la metà che ha partecipato effettivamente all’esperimento ha dimostrato di non avere grossi problemi a comprendere il gesto di puntatura: l’80 per cento circa sceglieva la ciotola indicata dallo sperimentatore. Ma non si lasciava ingannare nuovamente se la trovava vuota: ripetendo il test, chi non aveva trovato il boccone era meno prono a seguire di nuovo l’indizio visivo umano.
Conoscere i randagi
Cosa significa, esattamente, il risultato ottenuto da questo lavoro? In pratica, ci dice che anche i cani che non condividono la vita con, e non dipendono del tutto da, gli esseri umani sono comunque in grado di capire la nostra comunicazione. Come afferma Brian Hare, direttore del Duke Dog Canine Cognition Center, in quest’articolo di National Geographic, “È una prova in più che i cani vaganti siano bravi quanto qualsiasi altro cane nel capire la gestualità di base umana”.
Ad esempio, Anindita Bhadra, dell’Indian Institute of Science Education and Research Bhopal e una delle autrici dell’articolo, aveva già guidato uno studio nel quale dimostrava come i cani randagi siano in grado di comprendere indizi che suggerivano se le intenzioni dell’essere umane fossero minacciose o amichevoli, e che reagivano di conseguenza. Aveva anche già lavorato sulla loro capacità di questi cani d’impiegare indizi visivi dati dall’essere umano, ma utilizzando con un test in cui il dito dello sperimentatore restava più vicino al cibo: in quel caso, solo i cuccioli tendevano ad avvicinarsi.
Come ci ricordava Marc Bekoff in quest’intervista per OggiScienza, tendiamo a dimenticare che i cani che vivono per conto loro sono la stragrande maggioranza. Purtroppo, soprattutto dove il randagismo è molto diffuso, la presenza di cani vaganti può avere un impatto socio-economico, dagli incidenti alla predazione del bestiame, nonché la diffusione di malattie, un problema molto presente in India, dove è endemica la rabbia. Il risultato è un conflitto tra i cani e gli esseri umani: forse, concludono gli autori dello studio, capire le dinamiche della relazione tra le due specie in ambiente urbano può aiutarne la gestione.
PER LEGGERE TUTTO LO STUDIO https://oggiscienza.it/2020/01/24/cani-randagi-comunicazione/
sabato 25 gennaio 2020
I CITTADINI AIUTANO A FAR ARRESTARE UN BRACCONIERE
I cittadini aiutano i carabinieri a stanare bracconiere a caccia di notte: uccisi due uccelli, sequestrate armi
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I cittadini hanno contribuito a fermare un bracconiere avvertendo degli strani movimenti e spari che risuonavano nello spoletino a tarda serata e anche di notte. Ed è così che i Carabinieri Forestati, ispezionando le località di Uncinano, San Severo e Ocenelli del Comune di Spoleto, con mezzi e uomini in borghese, sono riusciti a cogliere in flagranza di reato un uomo a cui non era stata gia rinnovata sia la licenza da caccia che il porto d'armi.
Ma nonostante l'assenza delle autorizzazioni necessarie, C.F. (le iniziali) aveva continuato ad esercitare l'attività venatoria in orari notturni. Al momento del fermo è stato trovato in possesso di un fucile semiautomatico, 102 cartucce e due esemplari di tordi uccisi. Nella perquisizione a casa sua l’abitazione sono state ritrovate altre armi e cartucce che non poteva detenere. Tutto materiale sequestrato.
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