giovedì 26 settembre 2019

CACCIATORE OTTANTENNE FERITO A RIETI

RIETI - Un cacciatore di Salisano l’80enne M.C.  è stato vittima questa mattina di un incidente di caccia. Il fatto è avvenuto questa mattina nei pressi di via Campore. Da una prima ricostruzione dei fatti pare che l’uomo è rimasto ferito dopo che è partito accidentalmente un colpo dal fucile di un altro cacciatore che si trovava nei paraggi. Sul posto l’ambulanza della Croce Blu Sabina e poi l’elicottero del 118. Il ferito (il colpo di fucile lo ha raggiunto alle gambe) da quanto si è appreso si trova al Gemelli e non è in pericolo di vita. Indagano sull’accaduto i carabinieri forestali di Poggio Mirteto.


RECUPERATO FAGIANO CHE SI ERA RIFUGIATO IN CHIESA

Non bastando i numerosi recuperi di fauna selvatica in difficoltà, in questi giorni i volontari della Protezione Animali sono chiamati a soccorrere fagiani e pernici d’allevamento liberati dagli Ambiti di Caccia e dalla Regione Liguria per l’apertura della stagione venatoria.
Animali incapaci di trovare cibo, che muoiono di fame e sete o uccisi da predatori in boschi a loro sconosciuti; o che volano in città nel disperato tentativo di sfamarsi; come accaduto ad un fagiano che, forse per chiedere la grazia, è entrato nella chiesa di Santa Caterina a Varazze senza più riuscire ad uscirne e sfinendosi in inutili voli tra colonne e rosoni: Fagiano SCaterina0919VIDEO
Fallito ogni tentativo di farlo andar via, sono intervenuti i volontari dell’Enpa con un dispositivo speciale contenente cibo ed il giorno dopo il volatile affamato vi è rimasto imprigionato ed incolume; è ora ospitato, assieme agli altri fagiani recuperati dall’Enpa, in un recinto in campagna, per imparare a conoscere l’ambiente e a cercare cibo, per poter tornare libero ed autosufficiente a caccia chiusa.
Sono 9.644 gli animali d’allevamento “pronta caccia” (fagiani, pernici, starne e lepri) liberati prima e dopo l’apertura della stagione venatoria dai tre Ambiti di caccia della provincia di Savona.

mercoledì 25 settembre 2019

ARMI E MUNIZIONI ILLEGALI A CASA DEL PRESUNTO BRACCONIERE

Dongo (Como), 24 settembre 2019  –Un fucile da caccia con matricola abrasa, un altro con puntatore ottico da utilizzare in notturna, e una quantità di munizioni illegali. Sono stati trovati dai carabinieri di Dongo e dalla polizia provincialenell’abitazione di un uomo di origine sudamericana, residente in alto lago. E’ stato messo tutto sotto sequestro, in attesa di svolgere i rilievi sulle armi e cercare di verificarne la provenienza. Anche il puntatore ottico dovrà essere oggetto di verifiche, per capire se si tratta di un accessorio riconducibile ad armi da guerra.
Al momento l’uomo è stato denunciato a piede libero per possesso illegale di armi e per bracconaggio. Infatti gli investigatori hanno trovato e messo sotto sequestro anche il suo telefono cellulare, al cui interno c’erano diversi video con scene di bracconaggio e di cattura di animali con metodi non consentiti, o in violazione delle normative. Carabinieri e polizia provinciale hanno svolto la perquisizione a casa dell’uomo, sul quale c’erano sospetti di attività illegale, e sono così arrivati a trovare le armi e le munizioni, ma anche i video che ora dovranno essere analizzati per meglio comprendere se sono stati realizzati dall’indagato, o se acquisti da terze persone. Le indagini sono ancora in corso per meglio delineare l’attività illegale di cui l’uomo è sospettato.  

STRAGE A LICATA. MORTI AVVELENATI DIECI CANI

Dopo Agrigento, e Sciacca, ancora una strage di cani nella nostra provincia. Questa volta nell’abitato di Licata. Ed è stata una vera e propria mattanza di randagi. Il fatto si è verificato nei pressi della località balneare di “Mollarella”.
Trovati morti dieci cani con palesi segni di avvelenamento. Uccisi dalla mano di una o più persone, senza scrupoli, che probabilmente hanno disseminato di esche, contenenti veleno, la zona in questione.

CACCIA. POCHE REGOLE PER EVITARE GLI INCIDENTI E RIDURRE I CACCIATORI

ROMA (25 settembre 2019) Siamo purtroppo consapevoli che parlare oggi di abolizione totale della caccia è un progetto irrealizzabile ma crediamo che un poco di buon senso possa aiutare a ridurre al minimo gli incidenti di caccia, ma sopratutto possa evitare che persone di ottantanni vadano in giro con in spalla il fucile con i rischi che ne derivano prima di tutto per loro stessi basterebbe seguire l'esempio del canton Ticino dove dopo il primo morto di caccia si stanno studiando poche regole che potrebbero risolvere molte problematiche e che l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA da anni propone ai cacciatori ed alle amministrazioni regionali. Eccole elencate di seguito:
1- ALCOL TEST per ogni cacciatore a sopresa
2 - ESAMI DELLA VISTA obbligatori ogni sei mesi per i cacciatori sopra i sessantanni come si fa per i conducenti di automobili. 
3 - DIVIETO DI CACCIA ASSOLUTO dopo gli ottant'anni
4 - DIVIETO DI SPARARE A MENO DI 200 METRI DALLE ABITAZIONI CIVILI
5- DIVIETO DI INGRESSO NEI FONDI NON AUTORIZZATI
6 - DIVIETO DI CACCIA NEGLI ORARI DEL CREPUSCOLO O COMUNQUE AL BUIO.

A MILANO TORNA L'INVASIONE DEI CANI CLOCHARD (IRREGOLARI).


MILANO INVASA ANCORA DAI CANI CLOCHARD – SERVE UN CENSIMENTO SUBITO.
Milano (25 settembre 2019) Sono almeno una sessantina i nuovi cani clochard arrivati in città in queste ultime due settimane, di questi molti sono cagnolini giovani che si trovano nelle mani di tossicodipendenti o di persone che difficilmente saranno in grado di poterli gestire, trattandosi di cuccioli molto facilmente saranno ceduti a qualche persona di buon cuore per pochi euro, in altri casi si tratta di cani che provengono da alcuni paesi dell’est in particolare Bulgaria e Romania, qui esiste un vero e proprio mercato di questi cani gestito da alcuni zingari e clochard che si ritrovano nelle zone adiacenti il centro città e che bivaccano con i loro animali nella zona della chiesa delle Ossa di Corso Europa e nelle adiacenze della Chiesa di Largo Corsia dei Servi.  A questi vanno aggiunti i cani spesso rubati che provengono dai campi rom e che vengono utilizzati in giro per la città al solo scopo di impietosire. La situazione è sotto controllo nel centro storico di Milano dove i volontari di diverse associazioni si prodigano per portare cibo ed aiutare i cani dei clochard, ma in già oltre la prima cerchia della periferia il problema è ben visibile, con la presenza di decine di zingari, e clochard spesso in cattive condizioni accompagnati dai loro cani per raccogliere l’elemosina. Ma spesso questi cani abbisognano di aiuto e cibo, e in molti atri casi anche di visite veterinarie, di anti parassitari e di molto altro. Ad oggi l’ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA che dal novembre 2016 si occupa di portare cibo ai cani clochard calcola che in città vi siano oltre 300 mendicanti con i cani al seguito, di questi quasi cento sono zingari, 70 i clochard con i cani che sono sottoposti ai controlli e che aderiscono ai vari programmi di ricezione del cibo e di cure,mentre gli altri sono di fatto dei fantasmi i cui cani sono spesso i loro soli compagni di vita. A questi vanno aggiunti i cani presenti nei campi rom e non microchippati, quelli usati per i combattimenti e quelli usati (sono oltre un centinaio) a cura dei fortini della droga nel capoluogo meneghino. Per questo occorre un serio piano di controllo a partire da un censimento dei cani clochard presenti in città.

martedì 24 settembre 2019

INCIDENTI, NON E' COLPA DEI CINGHIALI, MA DELLE AUTOMOBILI

Tutto ci si sarebbe aspettati nel contrasto “sul campo” alla proliferazione - con annessi danni a Comuni, agricoltori e privati - dei cinghiali tranne che contromisure da “Codice della strada”.
Proprio così. L’Ispra - l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale -, in un documento di tre pagine, ha formulato una serie di metodologie e iniziative da utilizzare nelle aree “con forte presenza di cinghiali”.
Si va dall’apposizione «di limiti di velocità lungo i rettilinei e nei tratti con limitata visibilità» all’installazione di «dossi e recinzioni» e, non da ultimo, «all’installazione di autovelox».
Le indicazioni di Ispra passano anche attraverso “l’installazione di apposita cartellonistica «animali selvatici vaganti» nonché attraverso l’obbligo di «mantenere puliti e sgomberi i terreni e le aree private da vegetazione infestante».
Il concetto (secondo Ispra) è semplice: riducendo la velocità, si limita il numero di impatti con i cinghiali. Concetto da applicare anche agli altri ungulati e alla fauna selvatica. «Le indicazioni di Ispra lasciano sconcertati e seriamente preoccupati per le difficoltà oggettive in cui si potrebbero trovare in primis i nostri agricoltori. Nelle prossime settimane andremo ad adottare nuovi provvedimenti per semplificare le modalità di svolgimento delle attività di contrasto ed a snellire le pratiche per ottenere l’abilitazione di caccia al cinghiale. Certo è che se venissero adottate le indicazioni di Ispra si creerebbe una situazione quantomeno problematica» sottolinea il sottosegretario regionale Fabrizio Turba, ex sindaco di Canzo.