venerdì 23 novembre 2018

OGGI SCIOPERO DEI VETERINARI PUBBLICI E PRIVATI

I medici, i veterinari ed i dirigenti sanitari del SSN sono da tempo in stato di agitazione per il rilancio della sanità pubblica, per la valorizzazione del loro lavoro, per il futuro dei giovani laureati, per il rinnovo di un Contratto Nazionale di Lavoro il cui blocco decennale ha prodotto gravi danni economici e previdenziali, rifiutando il ruolo di semplici spettatori del declino annunciato della sanità pubblica (45.000 medici mancanti tra 2019 e 2023, 70.000 posti letto tagliati dal 2000, 15 milioni di straordinari non pagati ogni anno) e del ruolo e dello status delle sue categorie professionali.
Dopo una attesa lunga 10 anni, non è accettabile un Contratto Nazionale che non garantisca gli stessi incrementi economici riconosciuti al resto del pubblico impiego, ed alla medicina convenzionata, che aggiunga scarse risorse economiche, pretendendo di sottrarne molte attraverso il persistere dello scippo di risorse, o che abbia una decorrenza diversa da quella prevista dalla normativa vigente.
Per questi motivi tutte le sigle sindacali del settore (ANAAO ASSOMED – AAROI EMAC – CIMO FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM FEDERAZIONE VETERINARI E MEDICI – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA VETERINARIA SANITARIA UIL FPL) hanno indetto uno sciopero nazionale di 24 ore per venerdì 23 novembre 2018 per chiedere:
-        un rapido rinnovo del CCNL e l’incremento delle risorse economiche destinate alla retribuzione dei  dirigenti per portarle semplicemente allo stesso livello percentuale di quelle destinate a tutte le altre categorie del pubblico impiego che hanno già rinnovato il loro contratto: poiché sono le Regioni che devono farsi carico della retribuzione dei medici e veterinari, l’incremento economico dovrà per forza realizzarsi attraverso l’incremento del fondo sanitario nazionale destinato alle Regioni, che così non saranno costrette, per venire incontro alle sacrosante esigenze dei professionisti, a ridurre le risorse necessarie all’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini;
-        la riduzione del carico eccessivo di lavoro derivante dall’assottigliamento patologico degli organici, destinato ad essere aggravato dal prossimo pensionamento di molti dirigenti, obiettivo da raggiungere attraverso un piano di assunzioni di dimensioni adeguate;
il finanziamento di almeno 3.000 nuovi contratti di formazione specialistica, per garantire una programmazione dei fabbisogni formativi tale da combattere il sempre più frequente e disperante fenomeno dei concorsi di assunzione che vanno deserti per mancanza di specialisti, minaccia grave ed imminente per la sopravvivenza del Servizio Sanitario Nazionale.