No, Veronica e Goele, madre e figlio vittime della tragedia di Caronia, non sono stati uccisi dai cani, oramai tutte le informazioni diffuse via stampa, via televisione o internet convergono su un fatto: non sono stati i cani a uccidere la povera Veronica ed il figlio scomparsi il 3 ottobre e ritrovati a distanza di due settimane l'uno dall'altra morti nei boschi di Caronia. Secondo le diverse ricostruzioni effettivamente sul gomito e sulla caviglia della donna ritrovata morta ci sarebbero segni di morsi di cani, i quali però molto probabilmente hanno agito post mortem, e conoscendo il modo di agire di quegli animali sono intervenuti molto probabilmente per cercare di portare al sicuro la povera Veronica magari trascinandola nel bosco, ma non certo per ucciderla.Lo avevamo scritto da subito che era il caso di non adossare subito la colpa sui cani o sugli altri animali del bosco, qualcuno ci aveva riso su, altri ci avevano accusato di sciacallaggio, ma ora che abbiamo ragione tacciono. Gli sciacalli erano altri, non noi che avevamo solamente chiesto di aspettare prima di chiedere la morte di decine di animali del bosco e dei cani randagi o di proprietà che siano come aveva fatto piu di uno che nei suoi post aveva dichiarato che era ora di farla finita con gli animali assassini. Ma non voglio qui fare polemica, troppo forte è ancora il dolore per quelle due vite spezzate per le quali non sono ancora stati individuati i motivi. Rispetto per loro e per i loro cari, rispetto per gli inquirenti,ma come ho detto e torno a ripetere prima di sputare sentenze sui poveri cani be, pensateci su e contate almeno fino a dieci.
TUTTE LE INIZIATIVE ED I COMMENTI RIGUARDANTI L'ASSOCIAZIONE AIDAA E LE SUE ATTIVITA'
martedì 13 ottobre 2020
BOCCONI AVVELENATI NEL PIACENTINO
Bocconi avvelenati nei boschi di Mareto di Farini
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lunedì 12 ottobre 2020
QUINZANO DICE NO AL TEMPIO CREMATORIO PER SALVAGUARDARE L'AMBIENTE E L'AGRICOLTURA BIOLOGICA (VIDEO)
BRACCONIERE PRESO DAI FORESTALI NEL PARCO DEL VESUVIO
Cominciata la stagione della caccia, riecco spuntare i bracconieri anche nel parco Nazionale del Vesuvio. I carabinieri forestali della stazione “Parco” di Ottaviano, coordinati dal colonello Antonio Lamberti, insieme alle Guardie della Lipu, guidate dal coordinatore regionale Giuseppe Salzano, durante un pattugliamento della zona ricadente nel territorio del comune di Somma Vesuviana sono stati attratti dal suono metallico che riproduceva il verso dei tordi: un richiamo elettromagnetico vietato. Gli investigatori si sono fatti guidare dal suono e si sono ritrovati davanti un quarantunenne armato di tutto punto al quale immediatamente è stato intimato l'Alt. Il bracconiere è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Nola: gli sono anche stati sequestrati il fucile, le munizioni ed il richiamo elettromagnetico. All'uomo, residente a Somma Vesuviana, sono state comminate sanzioni amministrative per 550 euro per aver esercitato l’attività venatoria in un fondo chiuso, violando il rispetto della distanze dai fabbricati e non avendo marcato il tesserino venatorio. "Un ringraziamento ai militari che operano instancabilmente sul territorio con il loro amore per la natura con grande senso civico" afferma Fabio Procaccini, delegato Lipu di Napoli.
DOPO LA MORTE DI KIRA (AVVELENATA) PAURA A SAN MARCO
Si chiamava Kira, aveva 8 anni, era una bellissima cagnolina incrociata con un border collie. E' morta dopo otto giorni di agonia dopo aver sofferto per aver probabilmente ingerito un boccone avvelenato. E' accaduto qualche giorno fa e la veterinaria Anna Liboni , che l'ha presa in cura e ha cercato di salvarla, ha poi confermato la morte per avvelenamento Probabilmente del topicida, molto potente. «Decesso riconducibile ad assunzione di rodenticidi» scrive la veterinaria.
A denunciare questa triste storia è la padrona di Kira, Veronica Di Piramo di San Mauro: «Quando sono rientrata dalla passeggiata al parco Pragranda, Kira ha iniziato a stare male. Aveva le gengive bianche. Poi la corsa dalla veterinaria. Le cure sono durate 8 giorni, ma purtroppo non c'è stato nulla da fare».
Ora Veronica cerca giustizia. Nelle prossime ore presenterà la denuncia, ma intanto attraverso il suo profilo Facebook sfoga tutta la sua comprensibile rabbia: «Mi hanno ammazzato la cagnolina mettendo bocconi avvelenati nel parco di via Borsellino. A chiunque sia stato auguro la stessa sorte». E al messaggio seguono un centinaio di commenti e like.
domenica 11 ottobre 2020
UNA DONNA NEL MILANESE CONFESSA: MI SONO MANGIATA I MIEI 3 GATTI
Una donna ultraottantenne residente in un piccolo paese alle porte di Milano ha dichiarato candidamente di essersi mangiata i suoi tre gatti di cui i vicini non avevano piu avuto notizie da diverse settimane. Secondo quanto raccontato dalla nonna ad uno dei suoi tre nipoti che lo ha poi rilevato al presidente AIDAA la donna appena concluso il periodo di Lockdown aveva invitato alcuni amici per un pranzo a sorpresa ed aveva poi confidato loro di aver preparato uno stufato di gatto. Ora sono in corso alcune verifiche per accertare la veridicità del racconto che se confermato vedrà scattare una segnalazione di quanto accaduto alle forze dell'ordine competenti per territorio. Non è la prima volta che purtroppo nella cintura milanese si hanno notizie di nonnine mangia gatti, ma spesso si è trattato di leggende metropolitane tranne nel caso della signora di Vanzago che verso la fine degli anni novanta aveva complessivamente allevato, ucciso e mangiato oltre una trentina di gatti.
CARABINIERI CITES SEQUESTRANO OLTRE 100 ESEMPLARI SPECIE RARE
Sequestrati dai carabinieri oltre 100 esemplari di rettili appartenenti a specie particolarmente protette nonché a specie esotiche invasive. Tra luglio e settembre 2020, i militari dei Nuclei Carabinieri CITES hanno svolto un’importante serie di controlli su allevatori, privati, fiere, mostre e manifestazioni al fine di contrastare il traffico di specie di rettili protette dalla Convenzione CITES nonché per monitorare la presenza di quelle rientranti nell’elenco delle 'specie esotiche invasive'. L’attività operativa si è svolta su tutto il territorio nazionale, 500 sono stati i controlli effettuati nei confronti di allevatori e commercianti, 18 le sanzioni amministrative elevate per circa 600.000 euro






