martedì 20 marzo 2018

UCCIDE IL CANE CON CINQUE COLPI DI PISTOLA. AIDAA: ARRESTATELO

CORNAREDO (20 Marzo 2018) Ha prima creato l'alibi raccontando ai carabinieri che quel cucciolo di diciotto mesi di rottweiler aveva tentato di aggredire il giorno prima la moglie e i figli, e poi ha chiamato il veterinario raccontando che il cane doveva avere seri problemi di comportamento ed aggressività. Lo ha poi portato in cantina con la scusa di farle una puntura di un prodotto suggeritole dal veterinario ma invece della puntura ha ammazzato il suo cane sparandogli cinque colpi di pistola in testa e raccontando ancora ai carabinieri che il cane lo stava ancora aggredendo. Questa la ricostruzione fatta dall'assassino del proprio cane, un uomo di 58 anni residente a Cornaredo in provincia di Milano, un cucciolo di 16 mesi di rottweiler ucciso nello scorso fine settimana con cinque colpi di pistola nella cantina di casa. Una ricostruzione che a detta di molti fa acqua da tutte le parti e che ha portato il presidente di AIDAA Lorenzo Croce a denunciare alla procura della repubblica di Milano il cinquantottenne cornaredese per i reati di cui agli articoli 544 bis e ter del codice penale (maltrattamento causante la morte di animali) e per il reato di animalicidio. "Non entro nel merito delle indagini che stanno svolgendo i carabinieri di Cornaredo- ci dice Lorenzo Croce- ma francamente la ricostruzione fatta da questa persona non ci convince per niente per questo abbiamo deciso comunque di denunciarlo, anche se il cane fosse stato aggressivo, lo stesso doveva essere affidato a un comportamentista e non certo finito a pistolettate. Quest'uomo ha comunque compiuto diversi reati anche se la ricostruzione per paradosso corrisponda al suo racconto - continua Croce- e per questo lo abbiamo denunciato, qualora invece risultasse come noi crediamo che la sua sia stata una ricostruzione di comodo al fine di crearsi un alibi per poter ammazzare liberamente il proprio cane chiediamo che questo soggetto venga arrestato, perchè chi spara cinque colpi di pistola a un cane con tanta facilità è un soggetto pericoloso che potrebbe domani usare gli stessi metodi contro altri obbiettivi a lui sgraditi, magari obbiettivi umani".
QUESTO è UN ROTT DI SEDICI MESI. COME SI FA A UCCIDERLO A COLPI DI PISTOLA? (foto di repertorio)

lunedì 19 marzo 2018

A OLTREMARE E' NATO UN AVVOLTOIO


(ANSA) - RICCIONE (RIMINI), 19 MAR - Al Mulino del gufo del parco Oltremare di Riccione, che ospita decine di specie di rapaci, è nato poche settimane fa un avvoltoio. Al momento della nascita pesava circa 78 grammi, ora ha raggiunto 1,8 kg e sta imparando a muovere i primi passi. I genitori del pulcino, Brutus e Viki, vivono al parco da ormai 12 anni nelle grandi voliere dell'area del Delta. La 'famiglia' di Oltremare è formata dalla specie 'Avvoltoi dal Berretto', i più piccoli presenti nel continente africano.
    Abilissimi camminatori, provengono da ambienti in cui non ci sono molti alberi o arbusti e sono perfettamente adattati a camminare a terra. Sono anche eccellenti corridori tanto da inseguire a piedi i falconieri nei loro spostamenti. Il nuovo piccolo non ha ancora un nome e lo staff di Oltremare lancia un sondaggio su Facebook: si potrà scegliere tra Paki, Paniz, Pumba e Pangi.

MARE CEDUTO ALLA FRANCIA. AIDAA DENUNCIA RENZI E GENTILONI



Roma (19 marzo 2018) - Il presidente di AIDAA Lorenzo Croce ha inviato questa mattina un esposto alla procura generale della repubblica di Roma in merito alla cessione a titolo gratuito da parte dell'Italia alla Francia di 300 km quadrati di mare alla Francia in base ad un accordo bilaterale del 2015 firmato dall'allora presidente del consiglio Matteo Renzi. L'accordo dovrebbe entrare in vigore il prossimo 25 marzo per questo motivo AIDAA (VEDI TESTO DENUNCIA) ha chiesto alla procura di Roma di verificare se : "Tali accordi rappresentano un attentato all'unità territoriale dello stato Italiano e di fatto sono una illegale manomissione dei confini territoriali nazionali e per questo motivo chiedo a codesta procura di verificare se nei comportamenti dell'allora premier Matteo Renzi e nell'attuale premier Paolo Gentiloni (ministro degli esteri e cofirmatario del provvedimento oggetto del presente esposto) non si ravveda un gravissimo danno ai nostri interessi nazionali ed internazionali e per questo motivo chiedo che si indaghi in questa direzione al fine di individuare e punire le eventuali responsabilità dei due esponenti di governo e di tutti coloro che hanno collaborato alla stesura e realizzazione di tale atto."

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA
Via Roma 6220010 PREGNANA MILANESE
Iscritti nel registro dei portatori di interessi diffusi dell´Unione Europea dal 2011
Censiti nelle Istituzioni no profit da Istat con il numero 0000000379982
AIDAA nel web:
http://aidaa-animaliambiente.blogspot.it/
Mail: 
stampa.aidaa@libero.itdirettivo.aidaa@libero.it


ALLA PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA
PIAZZA CAVOUR 1
00193 ROMA

Oggetto: Esposto in relazione alla cessione di porzioni di mare ITALIANO alla Francia in base all'accordo bilaterale Franco-Italiano del 21 marzo 2015 pari a 300 kilometri quadrati.


Io sottoscritto Lorenzo Croce nato a Rho il 23 aprile 1964 (CARTA DI IDENTITA' NUMERO AX 6646624 rilasciata dal comune di Pregnana Milanese in data 10 gennaio 2017) nella mia funzione di Presidente nazionale dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – AIDAA con sede legale in Pregnana Milanese via Roma 62 dove eleggo domicilio mi rivolgo a codesta Procura Generale della Repubblica presso il tribunale di Roma per esporre quanto segue:

Il 21 marzo del 2015 un accordo internazionale Franco-Italiano firmato dall'allora presidente del consiglio Matteo Renzi avrebbe regalato alla Francia decine di miglia di acque territoriali al largo delle coste della Liguria e della Sardegna, torna prepotentemente in cima alla cronaca politica ed economica. L’accordo, prevedente la cessione a titolo gratuito da parte dell’Italia verso la Francia di acque territoriali, era stato giustificato da Gentiloni – allora ministro degli Esteri – come “un atto necessario per aggiornare i confini alla luce della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos) del 1982”, ed è pronto ad entrare in vigore il prossimo 25 marzo.

Tale accordo prevederebbe da parte della Francia la possibilità di ampliare le proprie acque territoriali ed in particolare l’atto prevede altresì che le acque territoriali francesi in prossimità della Corsica passino da 12 a 40 miglia, mentre il confine al largo della parte nord occidentale della Sardegna si allarghi fino alle 200 miglia. Le navi dei Paesi dell’Unione potranno transitarvi, ma all’Italia non sarà più consentito farvi attività economica (pesca, sfruttamento dei giacimenti naturali, ecc), che rimane appunto esclusivamente in mano alla Francia ma con la protezione ecologia che resta a carico dell’Italia.

Tali accordi rappresentano un attentato all'unità territoriale dello stato Italiano e di fatto sono una illegale manomissione dei confini territoriali nazionali e per questo motivo chiedo a codesta procura di verificare se nei comportamenti dell'allora premier Matteo Renzi e nell'attuale premier Paolo Gentiloni (ministro degli esteri e cofirmatario del provvedimento oggetto del presente esposto) non si ravveda un gravissimo danno ai nostri interessi nazionali ed internazionali e per questo motivo chiedo che si indaghi in questa direzione al fine di individuare e punire le eventuali responsabilità dei due esponenti di governo e di tutti coloro che hanno collaborato alla stesura e realizzazione di tale atto.

In fede

Lorenzo Croce

CANE UCCISO A FUCILATE NEL GROSSETANO


(ANSA) - GROSSETO, 18 MAR - Un cane è stato ucciso a fucilate nelle campagne di Roccastrada (Grosseto). Il proprietario ha sentito dei colpi di fucile e poi ha visto un gruppo di persone che cercavano di disfarsi della carcassa dell'animale tra la vegetazione vicino a un fosso. Quando è arrivato sul posto ha chiesto chiarimenti ma i cinque uomini che si trovavano lì hanno risposto di non sapere nulla di ciò che era successo, e che quella era proprietà privata e quindi lui non poteva starci.
    L'uomo si è quindi rivolto ai carabinieri di Roccastrada che hanno provveduto a recuperare l'animale, ora all'istituto zooprofilattico di Grosseto per l'autopsia, e avviato le indagini per risalire a chi ha sparato.

sabato 17 marzo 2018

ETTORE. CANE MORTO AVVELENATO DOPO UNA LUNGA AGONIA


LIVORNO. Era un cane birbante e amico di tutti, giocherellone e tutt’altro che diffidente. Proprio quest’ultima peculiarità probabilmente gli è stata fatale: il suo fiuto canino non aveva messo nel conto di incrociare la mano di qualcuno che aveva nascosto bocconi avvelenati nel giardino fra via Terreni e via Emilio Zola, alle spalle dell’ex Pascoli e del liceo Cecioni. Adesso il dolore e la rabbia per la tragica fine di Ettore – un cane meticcio di taglia media – rimbalzano sui social, a cominciare dalla pagina di “Sei livornese se...” gestita da un gruppo di giornalisti del Tirreno. Anche se fino alla mattina di giovedì 15 marzo non risultavano segnalazioni all’ufficio municipale che si occupa di diritti degli animali.

«Sono distrutto, si soffre troppo quando il tuo cane muore così». Sono le parole di Giampietro Federici, classe 1951, esponente noto del mondo della politica e del sindacato: ex operaio della cooperativa del Cantiere Fratelli Orlando, casa in via Garibaldi, per tre mandati ha dato battaglia a sinistra in consiglio comunale (era stato eletto nel ’90 con il Pci-Pds, nel ’95 era tornato a far sentire la sua voce fra i banchi di Rifondazione Comunista e poi, dal ’99, nel gruppo consiliare dei Comunisti italiani).

«Il cane – racconta – lo portavo il pomeriggio all’Arci Camper in zona Limoncino dove poteva correre in pace mentre la mattina, in genere presto, andavo con lui nell’area verde di via Terreni. L’ho fatto anche l’altro giorno. Poi l’ho portato a casa e sono partito per andare a trovare i miei familiari verso Prato. Ero sulla strada del ritorno quando mi ha chiamato mia figlia: il cane stava male, l’ha visto vomitare». Federici si precipita a casa: trova il cane in cattive condizioni e decide di portarlo dal veterinario di fiducia in via Provinciale Pisana: «Hanno fatto il possibile e l’impossibile, le hanno tentate di tutte: evidentemente il veleno era così potente da stroncare ogni possibilità di resistenza».

Una agonia durata 24 ore per Ettore, che – spiega Federici – «aveva appena compiuto dieci anni: era un cane che faceva compagnia con quel suo modo di fare. Gioviale con tutti: salvo quando c’era in giro qualche cagnolina, allora sì che non aveva paura nemmeno dei pitbull». Se Federici ha accetatto di raccontare la sua storia è anche per «mettere

in guardia altri proprietari di cani»: bisogna far sapere – aggiunge – che c’è il rischio di trovare bocconi avvelenati. L’ex “tuta blu” del consiglio comunale conferma che «nella mia zona già girava voce che qualcuno avesse messo bocconi avvelenati in piazza Due Giugno e dintorni».
DA IL TIRRENO.IT

INQUINATO PESANTEMENTE IL FIUME TREJA

ANCORA INQUINATO IL FIUME TREJA
dal sito
http://www.parcotreja.it/public/it/news/2018/archivio_180316.asp

Ancora una volta, nella giornata di mercoledì 14 marzo, il fiume Treja è stato interessato da un pesante inquinamento. L’evento si è rivelato in tutta la sua gravità in serata, quando lo specchio d’acqua al di sotto delle cascate di Monte Gelato è stato coperto da una spessa schiuma e un forte odore acre ha saturato l’aria. I guardiaparco si sono subito attivati risalendo il corso del fiume per individuare l’origine dell’inquinamento e richiedendo l’intervento dell’ARPA Lazio per effettuare i campionamenti e le analisi necessarie alle indagini. La causa è stata rapidamente individuata nello sversamento di una considerevole quantità di liquami di presumibile origine zootecnica ai margini di un terreno agricolo, in una azienda in località Pian delle Rose. La grande quantità di materiale sversato, non trattenuta dal suolo, già saturo d’acqua per le abbondanti piogge dei giorni scorsi, ha raggiunto un piccolo affluente del Fosso del Pavone e da lì è arrivata nel Treja. Trovandosi al di fuori dei confini del Parco, è stata richiesta la collaborazione dei Carabinieri forestali e sono in corso di accertamento eventuali responsabilità penali. A meno di una settimana dalla Giornata mondiale dell’acqua, non è possibile però non stigmatizzare comportamenti che, nella migliore delle ipotesi per superficialità e negligenza, mettono a rischio il fragile ecosistema fluviale. Speriamo davvero che questa sia l’ultima volta.

PER PASQUA MASSACRATI UN MILIONE DI AGNELLI

Roma, 17 marzo 2018- Mancano due settimane alla Pasqua 2018, ma già si fanno le prime stime relative al consumo di carne di agnello per il pranzo pasquale. Consumo che purtroppo almeno nelle previsioni degli allevatori e dei macellai è destinato a salire notevolmente rispetto allo scorso anno. Si presume infatti che  finiranno sulle tavole italiane circa un milione di agnellini pari a circa 8 tonnellate di carne di giovane agnello. Un dato che va in direzione opposta rispetto a quello degli ultimi anni quando si era registrato almeno nelle previsioni una diminuzione della richiesta.  In discesa invece il dato complessivo annuale di cane di agnello,secondo i dati della macellazione sono 4 milioni gli agnelli macellati nel 2016 rispetto ai 5 milioni degli anni precedenti. "Il dato  orribile riguarda il sistema di macellazione di queste dolci e piccole creature che molto spesso vengono uccise senza le regole di stordimento ma ammazzate non meno crudelmente di quanto fanno i musulmani durante la festa del sacrificio, vale a dire uccise con un coltello, in molti casi scannate dagli stessi pastori che fino al giorno prima le avevano accudite. L'appello a tutti per tutte le Pasque che si celebrano in Italia, è quello di non consumare carne, nè di agnello nè di altri animali. Una pasqua vegetariana è non solo augurabile ma profondamente auspicabile per tutti" cosi commenta il presidente di AIDAA Lorenzo Croce.