domenica 25 dicembre 2011

NATALE : RECORD DI ABBANDONI DEGLI ULTIMI CINQUE ANNI


NATALE : RECORD DI ABBANDONI DEGLI ULTIMI CINQUE ANNI

Roma (25 DICEMBRE 2011) E’ stato un natale record per quanto riguarda le segnalazioni di abbandoni di cani sulle strade ed autostrade Italiane pervenute al numero amico di AIDAA. Nella giornata di Natale le segnalazioni sono state 137 contro le 26 dello scorso anno. Si tratta del dato più alto di segnalazione di abbandoni degli ultimi cinque natali, il record precedente apparteneva al 2008 con 54 segnalazioni. A differenza del solito la maggior parte degli abbandoni sono stati segnalati in Lombardia (18)  in particolare Bergamo, Pavia e Milano. A seguire Emilia Romagna e Campania (15) e poi nell’ordine Sicilia, Lazio, Piemonte e Puglia. I volontari AIDAA sono intervenuti in diverse situazioni in particolare in serata nella zona di Vigevano dove sono stati recuperati due cani vaganti che sono stati poi consegnati al canile locale. 

sabato 24 dicembre 2011

ALLARME: LE RENNE CANADESI A RISCHIO DEFINITIVA ESTIZIONE (IN 10 ANNI -92%)


ALLARME: LE RENNE  CANADESI A RISCHIO DEFINITIVA ESTIZIONE (IN 10 ANNI -92%)



Roma (24 dicembre 2011) – Non sono buone le notizie per la popolazione delle renne canadesi (note come gli animali che trainano la slitta di babbo Natale) in questo Natale 2011. Infatti secondo gli indigeni della penisola del Labrador-Quebec  negli ultimi dieci anni (2002-2011) la popolazione delle renne è scesa da 800.000 capi a poco più di settantamila capi censiti quest’anno con un decremento del 92% denuncia rilanciata dall’associazione Survival International. Un dato che se confermato dalle autorità federali  canadesi metterebbe la renna (nota anche come Caribù nell’America del nord, tra le razze a forte rischio di estinzione. Secondo quanto denunciato dagli ambientalisti canadesi la causa di questo vero e proprio sterminio è da ricercare nello sviluppo industriale lungo il fiume Gorge dove impianti idroelettrici e molte aziende del ferro stanno di fatto portando via lo spazio vitale alle renne. Questi animali si muovono nella tundra del Labrador-Quebec regioni orientali del Canada e sono ancora considerati animali fondamentali per la sopravvivenza dei popoli Imu e Cree.

LA RISPOSTA DELL'ASSOCIAZIONE VITA ALLE ACCUSE SPAGNOLE

per diritto di replica pubblichiamo la risposta dell'ASSOCIAZIONE VITA ALLE ACCUSE SPAGNOLE. Nulla da eccepire, occorre capire però perchè i cani sono ancora sotto sequestro... non credo possano più reggere storielle del tipo il veterinario è in ferie ed il giudice è stato trasferito. Come gia detto in precedenza ci auguriamo per il bene dei cani che tutto possa chiarirsi al più presto. Ma le difese come le accuse si discutono in tribunale e non sui giornali. Chi deve difendersi lo faccia in maniera chiara. Perchè nonostante tutte le spiegazioni ci sono parecchi lati oscuri da entrambe le posizioni e quindi lasciamo che sia la magistratura a fare il suo corso. Fidando in essa.
ECCO IL TESTO DELLA REPLICA DELL'ASSOCIAZIONE VITA UNA ZAMPA PER LA SPAGNA

n data odierna è stata spedita al giornale Andalusiainformacion la nostra risposta all'articolo pubblicato il 18/12 per la pubblicazione, questo è il testo, lo troverete in italiano ed in spagnolo:

In data 18/12 sul sito ”Andaluciainformacion.es” è stato pubblicato un articolo che si riferisce alla zoomafia nell'ambito della provincia di Cadiz. Nell'articolo si muovono accuse gravi ed infondate, non comprovate da alcun elemento probatorio, contro l'associazione Vita,  accuse assolutamente false(tra cui la vendita di cani ad un'azienda farmaceutica o la gestione di canili italiani con lo scopo di usufruire di finanziamenti statali, ci chiediamo dove sono le prove, poichè si tratta di calunnie).

L'Associazione in relazione a tali accuse, ritiene necessario e doveroso precisare quanto segue:

1) Si parla di falsificazione dei passaporti dei cani; in realtà si tratta di isolate inesattezze (5 passaporti nello specifico) riguardanti le date di effettuazione dei trattamenti veterinari, inesattezze comunque non imputabili all'Associazione stessa. 

2) Al momento del sequestro ciascun cane viaggiava comodamente e con spazio più che sufficiente in un proprio trasportino. Nel furgone c'erano acqua e cibo. All'interno del furgone c'era un sistema di ventilazione, ricambio e condizionamento dell'aria (testimoni lo possono confermare). L'associazione Vita si è comunque rivolta  al conducente in buona fede e non può essere responsabile del suo operato.

3) Si afferma che nella pagina web dell'associazione Vita si chiedeva denaro per il mantenimento dei cani anche dopo il sequestro. Questa affermazione è falsa. Nel nostro sito e nella nostra pagina di facebook non è mai comparsa alcuna richiesta di denaro per i cani suddetti (e in generale per nessun cane, potete vederli nella parte salviamoli urgenze, viene mai chiesto alcun soldo). Alcune famiglie dei cani sequestrati, col passare dei mesi hanno deciso di aiutare altri animali in difficoltà. L'associazione Vita, con la coscienza pulita, ha quindi deciso di rimetterli in adozione, MAI E RIPETIAMO MAI ABBIAMO RICHIESTO DENARO A TALE SCOPO. Ci sono annunci al di fuori dei nostri canali ufficiali sopra menzionati (per esempio e-bay)  non pubblicati dall’Associazione, ma da persone che in buona fede  sono pronte ad aiutarci nella diffusione dei nostri cani (vi invitiamo a segnalarcelo), annunci  che non sempre sono aggiornati sulle adozioni. Potete chiedere indagini alla polizia affinchè si risalga all'identità di chi carica tali annunci.

4) Sul furgone in cui viaggiavano i cani sequestrati è stata rilevata la presenza di un trasportino sul quale era attaccato un cartello contenente i dati di Marina G. (nell'articolo riconducibile ad un centro oncologico), il cartello risale ad un viaggio precedente effettuato da Gary A. per conto di persone assolutamente NON RICONDUCIBILI all'Associazione Vita, completamente ignara della cosa. NON CONOSCIAMO MARINA G., E L’ASSOCIAZIONE VITA NON HA NULLA A CHE VEDERE CON IL CARTELLO ESPOSTO SUL TRASPORTINO CONTENENTE IL NOSTRO CANE, DI CUI ABBIAMO PRESENTATO DATI ADOTTANTE E CON REGOLARE PASSAPORTO. Abbiamo prove e dichiarazione del conducente a riguardo e della stessa Marina G., peraltro accusata senza la minima prova di effettuare vivisezione. Siamo totalmente estranei a tale questione. I cani dell'Associazione vita sinora arrivati sono sempre arrivati in ottime condizioni di trasporto e massima pulizia. Fanno soste regolari prima di arrivare a noi, vi invitiamo a guardare i nostri video e l'archivio viaggi presente nel nostro sito. Siamo decine ad aspettarli ogni volta per abbracciarli. Centinaia le testimonianze.

5) Altra affermazione falsa e gravissima: si accusa l'Associazione Vita di aver portato dal 2007 migliaia di cani,molti con destinazione due canili di Vicenza, sovvenzionati da cospicui mantenimenti del comune. L'ASSOCIAZIONE VITA NON HA NESSUN RAPPORTO DI COLLABORAZIONE E GESTIONE CON ALCUN CANILE, NE' PRIVATO NE' SOVVENZIONATO DA AIUTI STATALI, NE' A VICENZA NE' IN NESSUNA PARTE D'ITALIA. I nostri cani vengono generalmente affidati a famiglie selezionate, qualora sorgano problemi e in attesa di altra sistemazione provvediamo a mantenere i cani A NOSTRE SPESE, in pensioni private che ognuno può verificare. Al momento i nostri cani presenti in pensione sono 3, per tutti stiamo provvedendo con la massima cura alla ricerca di una nuova famiglia.

6) Ulteriore affermazione falsa: si insinuano rapporti di collaborazione tra l'Associazione Vita e Alessia. d.b., riportiamo la dichiarazione della suddetta Alessia D.B. che MAI ha partecipato alle attività dell'Associazione ed è lei soltanto responsabile delle sue azioni.

7) I nostri cani non viaggiavano sterilizzati per il semplice motivo che non avendo  un ricovero sterile per poter garantire loro una degenza post-operatoria  adeguata. Nei moduli di adozione richiediamo sterilizzazione OBBLIGATORIA.

L'associazione Vita da anni si impegna per salvare cani e gatti dimenticati in perreras delle quali nessun volontario, o quasi, si occupa. Si tratta di cani e gatti che senza il nostro aiuto sarebbero morti senza che nessuno avesse nemmeno saputo che erano mai esistiti. L'ultimo caso, a titolo esemplificativo,  è Anita, una galga a cui hanno limato grossolonamente i denti, lasciando scoperti nervi e condannandola ad una vita di atroci sofferenze e torture. Anita ora dorme serena su un lettone (la trovate sul sito nel link dei “lieti fine”) con i suoi fratelli e la sua fantastica famiglia. Possiamo riportare testimonianze come questa a centinaia.

Comprendiamo la preoccupazione dei volontari e delle autorità spagnole, allarmati da una mole ingente di cani che senza alcun controllo vengono portati oltre i confini della penisola iberica. Tendiamo a precisare che non ci deve essere confusione: non rispondiamo dell'operato di quanti, italiani e non, fanno trasporti e adozioni in maniera sconsiderata e al limite della legalità. Sono molti i cani spagnoli portati in Italia ma di cui noi non conosciamo nulla: non sono riconducibili in nessun modo a noi. Gli unici cani che l'Associazione gestisce sono quelli che potete vedere sul sito www.unazampaperlaspagna.org, stiamo sollecitando tutti gli adottanti affinchè adempiano al loro obbligo di registrazione all'anagrafe canina italiana, ci scusiamo per eventuali ritardi ma stiamo provvedendo a portare prova delle avvenute registrazioni con rispettive destinazione dei nostri cani.

Molti dei volontari dell’Associazione Vita combattono in prima linea qui in Italia contro la sperimentazione animale, abbiamo fondato il CCSA (Comitato Contro la Sperimentazione Animale), in tutte le manifestazioni per la chiusura definitiva di Green Hill (unico allevamento per laboratorio di cani di razza beagle), sono state presentate 17.000 firme e consegnate al sindaco di Montichiari (città dove si trova  l’allevamento),  di cui 3.000 sono state raccolte da una nostra volontaria.

Concludiamo dicendo che provvederemo tramite il nostro legale spagnolo a querelare quanti abbiano attraverso illazioni e diffamazioni non sostenuti da prove certe infangato il nome dell'Associazione Vita e dei suoi volontari. Invitiamo i volontari spagnoli a presenziare ai nostri arrivi verificando con i loro occhi quanta passione, umanità e amore si respirano.

I Volontari di Vita

LE ACCUSE SPAGNOLE CONTRO L'ASSOCIAZIONE VITA DI CLAUDIA CONTE E CONTRO ENPA PARMA

Ci sono giunte parecchie richieste di traduzione di quanto contenuto nell'articolo apparso nei giorni scorsi sulla rivista online spagnola andalucianoticias.es, articolo nel quale si fanno accuse dure e pesanti di traffico internazionale di animali contro l'associazione vita-una zampa per la spagna di Claudia Conte e contro la signora Alessia De benedetto che ha portato e credo porti ancora cani dalla Spagna con i viaggi foraggiati dalla sezione di Parma di ENPA.
Siccome qualcuno pare voler tenere la notizia sotto silenzio, abbiamo deciso di pubblicarla in Italiano senza ovviamente entrare nel merito di quanto dichiarato e sostenuto nell'articolo. CI AUGURIAMO CHE LA GIUSTIZIA IN UN MODO O NELL'ALTRO FACCIA CHIAREZZA E SGOMBERI IL CAMPO DA QUESTE ACCUSE. CI AUGURIAMO ANCHE CHE CHI E' COINVOLTO USI IL SUO TEMPO PER DIFENDERSI FACENDOSI DA PARTE ALMENO FIN QUANDO NON SI E' ARRIVATI AD UN CHIARIMENTO. SE CI SONO COLPE CI SARANNO CONDANNE. ALTRIMENTI CHI E' INFAMATO AVRA' IL DIRITTO DI CHIEDERE GIUSTIZIA AGLI AUTORI DELL'ARTICOLO.
ECCO IL TESTO

Agisce la 'zoomafia' nella provincia da Cadice?
18/12 ·00:21 · Younes Nachett Un attestato lascia intravedere il trasloco di migliaia di cani abbandonati con destinazione l'Italia

Furgoncino intercettato. · Autor: Ceduta.
Il Seprona, il gruppo del Carabiniere creato per proteggere il compimento delle disposizioni che tendano alla conservazione della natura ed ecosistema, ha appena concluso un'investigazione che mette praticamente in evidenza l'esistenza di un'amplísima rete affezionata, tra altri bisogni, al traffico di animali per fini a volte illegali, altre sfiorando l'illegalità, ma in ogni caso, di etica friabile e nel che le vittime, cientos di cani, migliaia perfino, soffrono un continuo maltrattamento.

L'investigazione sta ora in mani del Tribunale di Istruzione numero 2 di Il Porto di Santa María, con l'appoggio della Procura di Ecosistema, e con tre accusati giudizialmente, mentre 11 persone sono in attesa che l'imputazione poliziesca, tale e come riflette l'ultimo ampliatoria dell'attestato presentato per il Seprona, diventi effettiva mediante ordine giudiziale.

Appena l'investigazione realizzata da membri del Seprona di Cadice lascia posto a dubbi e quello che cominciò con l'intercettazione di un furgoncino di affitto nel quale si esaltavano, in pessime condizioni e con manuali veterinari falsificati, una trentina di cani, si trasformò nella punta di un iceberg basso il quale si nasconde sempre presuntamente una complessa trama internazionale che raggiungerebbe, ad investigatori ed imprese farmaceutiche con sede in Italia.

Nove Luglio del presente anno che sta concludere a punto. I termometri segnano 42 gradi. Gli orologi dicono che sono le 11 della mattina. Come indica l'attestato, un furgoncino di affitto di Atesa arriva da C. (sigle), una residenza canina di Chiclana, e lì caricano più di una ventina di animali. Ai14.30 ore partono verso Il Porto di Santa María, una residenza canina chiamata, solo le sue sigle, L.L. Scaricano alcuni cani ed il furgoncino gira ad intraprendere viaggio ai16.30 ore. I termometri segnano 43 gradi. All'interno del veicolo si ammucchiano 26 cani, esattamente nella parte posteriore di carico, senza ventilazione.

Il suo destino: L'Associazione V., sigla, dell'Italia. Benché il carico non arrivasse mai al suo destino perché un gruppo del Seprona fermò il furgoncino nient'altro uscire da L. L. Gli agenti imputarono all'autista del veicolo, una volta trasportato al Comando, per un delitto di maltrattamento animale e giorni più tardi, dietro alcune prime indagini, a due veterinari per falsità documentale, dato che i manuali erano falsificati con alcuni dei chips dati di ribasso.
I cani furono trasportati fino al rifugio canino Kimba, nel Pagamento del Fumo, in Chiclana. Ancora stanno lì.

In realtà, secondo fonti di totale fiducia, il Seprona si mise in contatto con l'Associazione V, dove andavano destinati i cani, per comunicargli che questi erano mantenuti e domandargli il motivo del trasloco. V. indicò che erano per darli in adozione e che era una semplice questione di pratica. Dall'Associazione si rimise i dati di 26 persone che apparentemente andavano ad adottare gli animali. Ma gli agenti, dopo un tempo, videro che nella web dell'Associazione italiana si annunciavano ancora quelli cani in adozione e si chiedeva denaro per il suo mantenimento ma gli animali stavano e sono confiscati in Chiclana.

Ma ritornando all'operativo, ai membri del Seprona li sorprese un dettaglio. Uno dei cani, con un pronunciato tumore, portava appeso nella sua gabbia un piccolo cartello con una direzione, un telefono ed un nome: Marino G. sono le sue sigle, benché il nome apparisse completo. Secondo fonti vicine all'investigazione, quello cartello tentò di farlo sparire, presuntamente, l'autista, quello che fece a sua volta che gli fossi concesso ancora più importanza.

Realizzate alcune consultazioni, Marina G, derivò il nome da una donna italiana direttrice di un centro di investigazione oncologica nella zona del Veneto. Un cane col manuale veterinario falso e con un tumore ed un centro di investigazione oncologico? Il Seprona cominciò ad incastrare pezzi di un puzzle che eccedeva il delitto di traffico di animali ed il maltrattamento degli stessi. Secondo una relazione, aggiunto alle diligenze presentate nei tribunali e realizzato per confutati criminologi italiani, la 'zoomafia' muove più di 500 milioni di euro all'anno nel paese trasalpino.

Trama internazionale?
Ma ritorniamo ai fatti. Gli agenti incaricati dell'investigazione scoprirono un'infinità di prove ed indizi che mirano ad una trama internazionale e che, secondo alcuni primi calcoli, potrebbe essere dall'anno 2007 tirando fuori circa mille cani al mese, solo dei canili spagnoli. Agiscono mediante la supposta falsa intenzione di darli in adozione in Italia attraverso l'organizzazione V che regge due canili a Vicenza.

Gli investigatori osservarono che, alla provincia di Cadice, arrivava ogni quindici giorni un furgoncino di affitto. Raccoglieva cani in distinti municipi, cani arrivati da Rotta, Sherry, Chiclana, Porto Reale, Il Porto di Santa María, lavoro del quale si occupano le residenze canino C., Chiclana, e per L.L. (Il Porto.

Da Cadice, il furgoncino realizzava un viaggio di giro, con soggiorno a Barcellona, nel quale gli animali lo soffrivano con transumanti di più di 22 ore, senza acqua, senza luce, senza appena ventilazione ma li aspettava ancora la cosa peggiore.

Benché ci siano sospetti di pagamenti, fonti vicine all'investigazione segnalano che si realizzano in mano, per non lasciare costanza.
Anche il Seprona fermò in 2010 un camion strapieno di cani, circa 60, che andava destinato a Claudia C., dell'Associazione V.. D'altra parte, anche il Seprona ebbe costanza che una donna, Alexia D. B., che lavora per un importante gruppo farmaceutico italiano, uno dei che più fatturano in Europa, era presuntamente responsabile di quello trasportato per lo stesso sistema di circa cento cani. Più tardi scoprirono che anche Alexia mantiene relazione con Claudia C., dell'Associazione V..

A sette euro per cane e giorno Parte del commercio si basa in che in Italia, paese nel quale il sacrificio di cani è proibito, i canili ricevono una sovvenzione di 7 euro giornalieri per animale facciano conti e vedano le immagini di alcune di questi canili della zona del Veneto, ma l'apparizione di imprese farmaceutiche e di istituti di investigazione, fanno sospettare che il destino di questi cani nonostante procuri più spiacevoli sorprese.

Tra gli accusati poliziescamente che giudizialmente, ci sono 14 persone, tra esse membri dell'Associazione V. e della residenza di Il Porto L. L, come entrambi i collettivi come enti giuridici. All'opinione il tribunale di questo municipio ebbe il gesto di chiudere l'attestato ma vista la documentazione presentata, soprattutto nell'ultimo ampliatoria dell'attestato del Seprona, ora si sta nell'attesa di che si informi delle imputazioni, tre di esse già ufficiali, come un'ampliazione delle diligenze presentate per il Seprona di Cadice affinché l'investigazione sia di ambito nazionale, poiché esistono molti indizi che lasciano intravedere la presenza di un'organizzazione criminale di origine italiana con tentacoli in vari paesi.

Evidentemente, all'autista. il cui nome risponde alle siglasG. A., oltre all'imputazione per maltrattamento, lo fu imposto varie sanzioni amministrative per infrazioni alla normativa su sanità animale ed epizoopias, perché i cani non andavano né sterilizzati, né castrati, né l'accusato aveva realizzato un corso obbligatorio per potere trasportare animali, come altre questioni di indole amministrativo µB

... Ma fonti vicine all'investigazione insistono in che ci sono indizi per pensare in che la 'zoomafia' agisce nella provincia e da molti anni, per quel motivo chiedono un'investigazione di maggiore apertura alare e che superi i limiti della provincia.
Un esempio. La relazione di dicembre di 2010 della Società Protettiva di Animali e Piante di Álava 'Vicky Moore' su Traffico Massiccio di Cani e Gatti allertava nelle sue conclusioni che "le proprie protettrici denunciano l'esistenza di organizzazioni che agiscono da forma fraudolenta, emettendo documenti falsi ed occultando dati importanti (età) malattie grave, vera provenienza degli animali.. Da anni, veterinari tedeschi, svedesi vengono allertando dell'esistenza di associazioni protettive di animali di carattere molto dubbioso, per le quali il commercio di cani vagabondi spagnoli è molto vantaggioso, e la supposta "salvazione" degli animali offerta è più che discutibile."

Aggiunge la relazione che "la questione è scoprire queste pratiche oscure che si nascondono sotto il travestimento dalla protezione. Il problema si aggrava perché quello che esportano sono animali abbandonati che nessuno interessa per la sua fortuna e, generalmente neanche esiste costanza ufficiale della sua esistenza nel paese ricevente."

E è che "le esportazioni di cani e gatti di nostre 17 comunità autonome ad altri paesi europei sono massicce, in quantità industriali."

Laboratori, concerie e mattatoi alla fine della strada Sono innumerabili le relazioni e gli articoli che parlano della zoomafia nel mondo, e specialmente in Italia. Tra tutte queste relazioni emerge per esempio, quello che ogni anno presenta la Lega Protettiva di Animali dell'Italia su Zoomafia. In www.guiadog.com racconta come "in Italia, le cassapanche della mafia entrano ogni anno, solo nel capitolo di liti di cani, circa 750 milioni di euro; cioè, quasi125.000 milioni di pesetas." Sono cifre di quello citate informe Zoomafia2001.

D'altra parte, al Parlamento Europeo è arrivato già questa problematica. Cristiano Muscardini, PPE, realizzò un domanda alla Commissione sul traffico clandestino di cani italiani. Nella sua argomentazione dice che "stime approssimate parlano di un commercio di 200 milioni di euro, ma l'ultima relazione di Zoomafia lo stima in almeno500. È l'enorme volume di commerci che si muove intorno alla tratta di cani vagabondi o provenienti dai canili mascherato per numerose false adozioni.... migliaia di cani e gatti partono per il nord dall'Europa dall'Italia... gestito per la delinquenza organizzata, ma anche da Spagna, Grecia e Turchia. Il destino preferito è apparentemente Germania, paese al che arrivano, di250.000 a400.000 cani all'anno per essere distribuiti, attraverso 32 punti di raccolta, per il resto dell'Europa. La collocazione in un canile municipale è, dunque, il punto di partenza per la deviazione degli animali a laboratori di sperimentazione, concerie che approfittano della sua pelle o, nel peggiore dei casi, mattatoi che li trasformano in cibo per suoi congenere. E se le condizioni di vita dei canili non sono delle migliori, quelle di viaggio sono ancora peggiori, dato che gli animali sono stipati in scatole denutriti e spesso drogati (impasticcati)

UNA CIOTOLA NATALIZIA PER MICIO E FIDO


UNA CIOTOLA PER MICIO E FIDO MENO FORTUNATI
In questi giorni natalizi invitiamo tutti ad aderire all’operazione Ciotola Natalizia per micio e fido, rivolta specialmente a chi vive in zone in cui non mancano cani e gatti randagi, vi invitiamo a mettere fuori casa una ciotola (rigorosamente con crocchette per cani o gatti evitando avanzi e tutto il resto) con le crocchette o con del cibo umido e una ciotola d’acqua in modo che almeno a Natale anche i randagioni abbiano l’opportunità di un pasto decente in questi giorni come si fa anche con gli umani poveri. 

venerdì 23 dicembre 2011

ALCUNI CONSIGLI PER EVITARE CHE MICIO E FIDO FINISCANO SOVRAPPESO DOPO I PRANZI FESTIVI


ALCUNI CONSIGLI PER EVITARE CHE MICIO E FIDO FINISCANO SOVRAPPESO DOPO I PRANZI FESTIVI

Roma (23 dicembre 2011) – Sono circa 3 milioni i cani ed 2 milioni i gatti che dopo le abbuffate natalizie e delle feste di fine anno vanno in soprappeso e di questi almeno la metà è a rischio obesità. Ecco qui di seguito alcune regole basilari del servizio nutrizionista di AIDAA per evitare che micio e fido vadano soprappeso con tutto quello che questo può comportare per la loro salute. Ovviamente come avviene in questi casi qualora i vostri amici a quattrozampe hanno dei problemi particolari di salute o per avere informazioni “personalizzate” per il vostro micio e fido prima delle grandi abbuffate natalizie e soprattutto dell’ultimo dell’anno consultate sempre il vostro veterinario, e qualora lo avete anche il nutrizionista di fiducia. Noi ci limitamo a sottolineare che è buona cosa che Micio e Fido anche in questi giorni di festa continuino con la loro alimentazione solita, ma se proprio volete fare qualche strappo alla regola è fondamentale seguire queste regole per evitare oltre che di far ingrassare micio e fido anche di procurare loro delle indigestioni o delle intossicazioni alimentare.
COSA NON FARE ASSOLUTAMENTE
-          Non mettere mai in nessun caso gli avanzi del cibo nella ciotola di micio e fido.
-          Evitare accuratamente di dare a micio e fido le ossa in particolare se si tratta di ossa sottili che possono essere ingoiate da micio e fido e creare diversi problemi all’animale in caso le ossa si conficchino in gola o nello stomaco
-          Mai dare a micio e fido cibo fritto o che contenga sughi o salse
-          Mai dare a micio e fido cibo contenenti cipolla: è letale per loro.
-          Non aumentare troppo la dose delle calorie quotidiane rispetto agli altri giorni dell’anno, specialmente se fido e micio fanno vita sedentaria
-  Evitare assolutamente di dare la cioccolata o dolci contententi cioccolato a fido e micio in quanto sono per loro velenosi
COSA E’ PERMESSO
-          Se proprio micio e fido non ce la fanno a stare a guardarvi mentre vi abbuffate provate a dar loro della frutta che non fa male e che spesso contrariamente a quanto si pensa è molto gradita dai nostri amici a quattro zampe
-          Tenere con se a disposizione qualche biscotto per cani o gatti ipocalorici o naturali e qualche crocchetta da dare extra al nostro amico a quattro zamper
-          Se qualcuno di voi volesse cucinare del cibo per il proprio animale, in particolare carne, si consiglia di usare assolutamente carne di alta qualità, magra e da cuocere assolutamente al vapore.
UNA CIOTOLA PER MICIO E FIDO MENO FORTUNATI
In questi giorni natalizi invitiamo tutti ad aderire all’operazione Ciotola Natalizia per micio e fido, rivolta specialmente a chi vive in zone in cui non mancano cani e gatti randagi, vi invitiamo a mettere fuori casa una ciotola (rigorosamente con crocchette per cani o gatti evitando avanzi e tutto il resto) con le crocchette o con del cibo umido e una ciotola d’acqua in modo che almeno a Natale anche i randagioni abbiano l’opportunità di un pasto decente in questi giorni come si fa anche con gli umani poveri. 

5 MILIONI DI CAPPONI, OCHE, ANATRE E TACCHINI UCCISI PER NATALE. LA STRAGE DIMENTICATA (ANCHE DAGLI ANIMALISTI)


5 MILIONI DI CAPPONI, OCHE, ANATRE E TACCHINI UCCISI PER NATALE. LA STRAGE DIMENTICATA (ANCHE DAGLI ANIMALISTI)

Diciamoci la verità, molto spesso quando si parla di polli, tacchini, anatre, oche e di altri animali uccisi per Natale anche l’attenzione degli animalisti, ed in particolare delle grandi associazioni sono davvero ridotte al minimo, in passato si è parlato con grande enfasi delle oche ingozzate per fare il patè e delle galline in batteria. Battaglie sacrosante per le quali in un modo o nell’altro tutti ci siamo battuti anche solo semplicemente firmando una petizione on line o fermandoci a uno dei banchetti delle associazioni. Anche noi di AIDAA in questo periodo ci stiamo battendo duramente contro i botti di capodanno ed i morti che provocano, contro le pellicce con l’azione simbolica di chiedere al Papa di smettere per sempre l’ermellino su mozzetta e camauro. Ma di tacchini, capponi (galletti particolarmente sfigati in quanto castrati da giovani proprio per essere ingrassati e destinati alle tavole natalizie)polli, conigli, anatre, oche e tutti gli altri animali  e dei pesci (come dimenticare bovini e suini) che vengono sacrificati per imbandire con le loro carni le tavole degli umani nei giorni di festa (particolarmente nei giorni di festa) quasi nessuno si occupa. Non è semplice fare una battaglia per chiedere che non si sacrifico tra oggi e domani almeno 5 milioni di animali, ma si può sempre denunciare questo massacro con la stessa forza con il quale denunciamo il massacro dei cani di green hill, i delfini o le balene e gli animali usati per le pellicce  e dare una testimonianza diretta non portando sulle nostre tavole (e non accettando di mangiare) pezzi di cadavere di quegli animali che vale la pena ricordare essere pure loro esseri senzienti che soffrono per il dolore ed hanno il terrore negli occhi mentre vedono i loro simili morire ammazzati. Il prossimo anno lavoreremo di più anche noi di AIDAA sulle campagne contro gli allevamenti intensivi e per promuovere una cultura dei diritti degli animali a tutto tondo. Ora quello che possiamo fare è un gesto di testimonianza diretta, non mangiamo ne comperiamo carne o salumi in queste feste, mangiamo altro, ma soprattutto facciamo girare questa nota perché ogni persona che riusciremo a convincere alle nostre tesi rappresenta la salvezza per almeno un paio di animali nei prossimi quindici giorni. Forse ne salveremo pochi, ma anche uno solo è meglio di niente.
Lorenzo Croce