giovedì 6 giugno 2024

DONNA DI 98 ANNI MORSICATA DAL SUO CANE. E' GRAVE IN OSPEDALE

 Donna di 98 anni sbranata dal proprio cane ad Alessano. La signora, gravemente ferita e in pericolo di vita, è stata soccorsa dai carabinieri e dai sanitari del 118 che ne hanno disposto il ricovero d'urgenza in ospedale a Tricase. A lavoro un'equipe medica con rianimatore per salvarle la vita. Secondo una prima ricostruzione dell'episodio, registrato attorno alle 10, la donna aggredita dall'animale domestico, un cane corso, ha riportato lesioni importanti al volto e su più parti del corpo.

Sulla dinamica dei fatti sono in corso le indagini dei carabinieri della compagnia di Tricase, che hanno anche attivato le procedure sanitarie di rito sul cane.


CUCCIOLO DI CAPRIOLO COLPITO CON IL DECESPUGLIATORE. E' GRAVE

Era nascosto tra l'erba alta, il piccolo di capriolo colpito accidentalmente con un decespugliatore sulle alture di Genova.

A chiamare i soccorsi, la stessa persona che era impegnata nelle operazioni di sfalcio di un prato e che si è subito resa conto di aver involontariamente ferito all'occhio un animale selvatico. Il piccolo è stato portato al Cras di Campomorone, dove è immediatamente parso traumatizzato e in fin di vita. "La presenza del segnalante sul terreno sin dalla mattina - spiegano i veterinari del centro - aveva purtroppo spaventato e tenuto lontana la madre, che non ha quindi potuto occuparsi e dare il latte al cucciolo per parecchio tempo".

Il capriolo è arrivato dunque a Campomorone molto disidratato e magro, ma non solo: "Purtroppo è molto probabile che dall'occhio in cui è stato ferito non riacquisterà mai più la vista".



ESTATE 2024. IL DECALOGO AIDAA: "COME COMPORTARSI C9N IL CANE IN SPIAGGIA"

 ROMA (6 GIUGNO 2024) Si apre ufficialmente in questo fine settimana la bella stagione, e con il ritorno del bel tempo anche la corsa ad occupare i posti in spiaggia libera o nei lidi privati sulla spiaggia. Come ogni anno l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente propone un decalogo di diritti e comportamenti e doveri per chi vuole andare in spiaggia insieme al propio amico a quattro zampe. "Il rispetto di queste poche e semplici regole - spiegano dall'associazione animalista AIDAA- aiuta la convivenza con gli altri fruitori della spiaggia con o senza i  loro quattrozampe".

Il decalogo AIDAA per chi pota il cane in una spiaggia libera.

  • Accesso alla spiaggia libera: per raggiungere la spiaggia libera con il cane è consentito il passaggio sia sulla battigia che attraverso gli stabilimenti balneari. Il cane deve comunque sempre essere al guinzaglio corto (1,5 metri), con museruola al seguito.
  • Segnaletica per spiagge dedicate: ogni Comune deve indicare con appositi cartelli la presenza di spazi di spiaggia libera destinati ai bagnanti accompagnati dai cani. In questo caso, è proibito portare il cane in spiagge non autorizzate, mentre si può portare il cane ovunque se non vi sono spiagge libere a loro dedicate.
  • Cartellonistica con riferimento di legge: i divieti e i relativi cartelli devono essere sempre segnalati con riferimento al decreto, alla legge regionale o alla ordinanza comunale o della guardia costiera. Qualora non sia presente tale indicazione, i cartelli sono da considerarsi illegali.
  • Tutele per la salute e il benessere dei cani: in spiaggia deve essere tenuto al guinzaglio corto, con museruola al seguito e comunque si deve garantire sempre l’acqua e l’ombra. E' assolutamente vietato tenerli al sole, specialmente nelle ore di maggior calore.
  • Obbligo di raccolta di deiezioni e rifiuti: portare sempre paletta e sacchettino per la raccolta delle deiezioni dei cani. E', inoltre, obbligatorio rimuovere questi rifiuti portandoli con sé se non vi sono appositi cestini di raccolta.
  • Bagno in mare: i cani possono entrare in mare sempre, tranne nei casi di esplicito divieto.
  • Rispetto per i bagnanti: è fondamentale avere sempre e comunque rispetto per il prossimo, compresi coloro che non amano i cani. Se si è in spiaggia mista occorre tenere sempre il proprio cane con sé.


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    mercoledì 5 giugno 2024

    ZUFFA TRA CANI. CI RIMETTE LA PADRONA.

     Tra i due litiganti, il terzo, anzi la terza, ci rimette. I due litiganti sono due cani, tra cui un pitbull; la terza a rimetterci è stata invece una 58enne di Sulbiate, la proprietaria proprio del molossoide, che le si è rivoltato contro e le ha morso il braccio, fratturandolo in più punti.Domenica sera la 58enne, era a spasso con il suo pitbull ed un’amica, anche lei con con un cane, ma di razza e taglia diversa, al guinzaglio. Stavano passeggiando tra i campi del Meratese. Non era certo la prima volta che amiche umane e amici quadrupedi zampettavano insieme, senza che si fossero mai verificati prima problemi di sorta. Qualcosa però deve aver infastidito i due cani, che hanno cominciato ad azzuffarsi e mordersi a vicenda. Per sedare la rissa animalesca e dividere i due litiganti, si è messa di mezzo la proprietaria del pitbull, che ha provato a strattonarlo per indurlo ad aprire la bocca e lasciare la presa. Per tutta risposta il pitbull, probabilmente d’istinto e senza comprendere chi lo stesso tirando, le si è aizzato contro e le ha azzannato il braccio con un unico morso secco, procurandole profonde ferite e rompendole l’arto superiore. La 58nne, una volta riuscita a calmare il suo molossoide, è stata poi soccorsa dai sanitari di Areu, che l’hanno accompagnata in ambulanza in ospedale, al Pronto soccorso del San Leopoldo Mandic. I medici di turno l’hanno sottoposto agli esami diagnostici, da cui è emersa appunto la rottura del braccio. Oltre a suturarle le ferite, hanno così mobilitato anche i colleghi ortopedici, che le hanno immobilizzato l’arto fratturato, prima di dimetterla con una prognosi di trenta giorni. Del caso potrebbero essere informati pure i veterinari di Ats Brianza per valutare l’eventuale pericolosità del pitbull.


    martedì 4 giugno 2024

    CERVO MORTO E RIEMPITO DI VELENO A BAGOLINO. AIDAA PRESENTA DENUNCIA

    BRESCIA (4 GIUGNO 2024) Un cervo morto e smembrato dallo stesso animale che lo ha ucciso e poi riempito di veleno da chi ha l'intenzione di far fuori altri animali selvatici che morirebbero cibandosi proprio dei resti di quel grande cervo. L'ungulato è stato ritrovato dalla polizia provinciale a Bagolino in provincia di Brescia  lungo la mulattiera che porta dalla Piana del Gaver al Monte Bruffione. La carcassa del cervo è stata riempita di lumachicida. "Per fortuna è stata ritrovata e rimossa in tempo, altrimenti sarebbe potuta diventqre una trappola mortale per altri animai selvatici in particolare i lupi - scrivono gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- Abbiamo deciso di presentare nei prossimi giorni un esposto con il quale chiediamo di far luce non solo sulla vicenda ed ovviamente acchiappare i responsabili, ma dimostremo che questo clima di odio verso i selvatici in particolare lupi ed orsi ha una regia comune fatta di persone e gruppi che spargono odio ed inneggiano all'uccisione di animali protetti dalla legge. Persone- concludono gli animalisti- di cui conosciamo nomi e cognomi e che fanno un chiaro riferimento a gruppi organizzati che hanno la loro base operativa sia in Lombardia che in Trentino".

    SCOPERTO IL MACELLO DEGLI ORRORI A PAVIA

     Pavia, 3 giugno 2024 – Mucche scaricate dai camion come oggetti, sottoposte a inaccettabili scariche elettriche e appese a testa in giù per essere sgozzate.

    Utilizzando telecamere nascoste, Essere Animali ha denunciato alla procura della Repubblica di Pavia quanto accadeva in un macello della provincia. I video risalgono al 2021 e nel marzo scorso è iniziato il processo che vede sul banco degli imputati cinque persone chiamate a rispondere del reato di maltrattamento e uccisione di animali, un reato riservato a chiunque provochi la morte di un animale per crudeltà o senza necessità. L’associazione ha raccolto prove che mostrano lo scarico di almeno 144 mucche “a terra” provenienti da diversi allevamenti per la produzione di latte situati nel Nord Italia. Questi animali sono incapaci di reggersi sulle zampe a causa dei ritmi di produzione a cui sono stati soggetti durante l’allevamento, ma, secondo la legge, nessuno è autorizzato a trasportare o a far trasportare animali in condizioni tali da esporli a lesioni e/o a sofferenze inutili.I video, invece, mostrano animali trascinati a forza, tirati con un cavo d’acciaio legato alle zampe o a parti ancora più sensibili come corna o collo, spinti con una forca o ancora pungolati con scariche elettriche ripetute. In un caso una mucca con un’evidente malformazione alla zampa viene trascinata con una corda attaccata alle corna e un cavo legato al muso, un’operazione molto violenta e dolorosa, anche a causa delle ripetute cadute dell’animale che sbatte più volte il muso sulla rampa del camion.

    “Già in passato in questo stabilimento erano state documentate gravi condotte nei confronti degli animali, a seguito delle quali era scaturita un’indagine – ha detto Simone Montuschi, presidente di Essere Animali - Inoltre, questa investigazione si aggiunge alle già numerose inchieste che evidenziano problematiche sistemiche anche in altri macelli e allevamenti intensivi del nostro paese. Possiamo anche capire la difesa dell’industria e della politica nei confronti del Made in Italy, ma è urgente che i decisori affrontino la questione della riforma della zootecnia italiana e delle leggi di protezione degli animali, anche alla luce della promessa di un cambiamento del sistema normativo europeo che invece non c’è stato. Non esageriamo quando affermiamo che immagini come queste, che documentano violenze inferte agli animali da lavoratori impreparati, macellazioni inadeguate e trasporti crudeli, non costituiscono più il caso isolato, la mela marcia, ma sono proprio il risultato di leggi inesistenti o inefficienti”.


    CANI AVVELENATINEL PARCO DI VILLA BLU DI VERONA

     Nel parco di Villa Buri (VR) sono stati trovati bocconi avvelenati; un cane è già morto e un altro è stato salvato in extremis dal padrone. VeronAzione avvisa gli avventori del parco con dei cartelli e invita a fare attenzione.

    “Appena abbiamo saputo che nel parco di Villa Buri erano stati trovati dei bocconi avvelenati ci siamo mossi – dichiara Matteo De Fusto, portavoce dell’associazione, in una nota – per evitare che altri cani facessero la fine del primo sfortunato animale che è deceduto. 
    Purtroppo il mondo è pieno di gente che non si fa problemi ad utilizzare metodi criminali, senza badare all’incolumità degli avventori del parco e degli animali, domestici e non. 
    Come VeronAzione denunciamo fortemente queste folli pratiche e invitiamo tutti i cittadini a fare attenzione, affinchè non si verifichino altre morti spiacevoli e inutili nel nostro territorio.”