martedì 4 giugno 2024

TRE CANI AVVELENATI NELLA VILLETTA. E' STATO IL PADRONE. AVVOCATO SOTTO PROCESSO

 Si chiamavano Max, Hermes e Diva. Tre cani Setter irlandesi, il padre di sei anni e i due figli di due anni. La mattina del 6 febbraio del 2021 il suo proprietario, l’avvocato maceratese Marco Battellini, 64 anni, li aveva trovati morti sul vialetto del suo giardino, nell’abitazione di Sirolo. In un post Facebook si era sfogato pubblicando la foto dei tre animali ormai deceduti, stesi a terra, ipotizzando che era stato qualcuno ad ucciderli. Chiuse le indagini: per la Procura di Ancona sarebbe proprio Battellini il responsabile di quelle tre morti.

Il legale è finito a processo per uccisione di animali ed è accusato di averli avvelenati con un veleno per topi acquistato in una ferramenta di Numana. Accuse che l’imputato respinge fermamente tramite il suo difensore. "Il mio assistito non ha ucciso nessun cane – chiarisce l’avvocato Giovanni Bora – e siamo felici che ora ci sia il vaglio di un terzo giudice per stabilire la verità. Sono cani di un certo valore economico e se voleva sbarazzarsene li avrebbe venduti, anche perché c’era stata una donna che gli aveva fatto anche una offerta. Sospettiamo che sia vittima di qualcuno". Battellini è finito a processo con una citazione diretta a giudizio e ieri mattina al tribunale di Ancona si è incardinato il procedimento davanti al giudice Lamberto Giusti. Una prima udienza che è servita a due associazioni animaliste, la Lav e l’Enpa, di costituirsi parte civile e a formalizzare la lista dei testimoni che verranno sentiti a partire dall’udienza che si terrà il prossimo 21 ottobre. Il ritrovamento dei cani morti aveva colpito molto all’epoca. Dopo il loro ritrovamento, Battellini aveva pubblicato su Facebook un video con gli animali ancora in vita che giocavano scrivendo: "Il cerchio si sta stringendo, hai lasciato delle tracce, mi fai ribrezzo". Poi nel post l’avvocato aveva messo in allerta i possessori di altri animali dicendo: "Suggerisco massima attenzione". Inizialmente era stato aperto un fascicolo contro ignoti dal pm Daniele Paci, passato poi con il suo trasferimento ad altra sede lavorativa alla pm Valeria Cigliola. Le indagini, condotte dai carabinieri forestali che hanno rintracciato il ferramenta e il prodotto acquistato pochi giorni prima dal 64enne, hanno indirizzato alla responsabilità del proprietario dei cani che avrebbe messo il veleno poco alla volta nel cibo dato loro da mangiare e provocando lenti emorragie. Tracce di topicida erano emerse anche dall’autopsia dei cani.


lunedì 3 giugno 2024

RIEMPIONO DI VELENO LA CARCASSA DI UN CERVO MORTO PER UCCIDERE ALTRI ANIMALI.

 La carcassa di un cervo pieno di veleno è stata trovata a Vestone, in provincia di Brescia, ieri 2 giugno. Stando ai primi accertamenti sarebbe emerso che l'animale, un maschio, era probabilmente morto a seguito dell'attacco di un animale predatore. Quando gli agenti della polizia del nucleo Venatorio sono intervenuti a rimuovere la carcassa hanno scoperto che all'interno del corpo del cervo erano contenuti diversi granuli di sostanza bluastra, risultata poi essere "lumachicida". Si tratta di un veleno presente in grandi quantità all'interno dell'addome dell'animale. Ma perché la presenza del questo tipo di sostanza? Stando a quanto riporta anche Brescia Oggi, l'obiettivo sarebbe quello di avvelenare gli animali predatori che si sarebbero alimentati nei giorni a seguire della carcassa. Resta però ancora da capire chi ha inserito il veleno nell'addome del cervo. Tutte le analisi del caso sono state affidate all'Istituto zooprofilattico di Brescia. Intanto si procede anche con la bonifica della zona in cui è stato trovato l'animale.


Si tratta in qualsiasi caso di un episodio d'allarme perché gesti simili potrebbero mettere a rischio la flora e fauna del territorio. Come precisa il commissario del distaccamento di Vestone: "Episodi come questo sono allarmanti e pericolosi perché mettono in serio pericolo la fauna selvatica che ha il compito di eliminare le carcasse degli animali deceduti svolgendo un ruolo fondamentale. Mi complimento ancora una volta con i miei agenti della provinciale per la tempestività dell’intervento".







GATTI ABBANDONATI IN UNA GABBIA A NICHELINO

 "Una cosa mai vista prima in quindici anni di tutela animali". Fiodor Verzola, assessore con delega specifica del Comune di Nichelino, si dimostra quasi incredulo nel raccontare, su Facebook, quanto scoperto ieri, domenica 2 giugno 2024, sulle rive del fiume Sangone. Una gabbia contenente 15 gatti neri, di età compresa fra pochi mesi e un anno, è stata ritrovata da alcuni passanti che hanno immediatamente dato l'allarme. "Una vergognosa azione frutto della peggiore rappresentazione dell’umanità", commenta ancora Verzola.

Verzola ha immediatamente contattato l'Enpa che ha trasportato gli animali, quasi tutti con segni di malattie, in una struttura specifica per poterli curare. "Ora che li abbiamo messi in salvo - conclude l'assessore - verranno curati e cercheremo di darli in adozione, ma in questo momento serve un grande sforzo di solidarietà per aiutare l’Enpa a prendersene cura. A breve darò tutte le informazioni precise in merito alle modalità di supporto che potranno essere messe in campo". Naturalmente, si cercherà anche di individuare chi possa averl iabbandonati.


ALLARME BOCCONI AVVELENATI A MANTOVA

 MANTOVA – Allarme a Lunetta e Frassine tra i possessori di cani e gatti. Sui social sono stati segnalati in questi ultimi giorni casi di avvelenamento con dei bocconi di carne gettati nei prati adiacenti alle abitazioni dei due quartieri.


domenica 2 giugno 2024

RITROVATO UNDICI. IL GATTO SCOMPARSO A NAPOLI DA DUE MESI

 Dimagrito di quattro chili, con la febbre e tanto stress, ma felice nei suoi posticini, la cuccia, le coperte, la sua casa: al setttimo cielo per averli ritrovati. Undici, il gatto che dal centro storico di Napoli era finito chissà come a Casavatore, diversi chilometri oltre la periferia della città perché un portinaio, non avendolo riconosciuto, l'aveva sbattuto fuori dal cancello del parco dove i suoi proprietari abitavano, dopo tante ricerche, è stato finalmente ritrovato.Ogni tanto, dicono gli animalisti sui social, oltre a orsetti morti, animali sfruttati e la violenza dei macelli, anche una buona notizia. Undici, il gatto giovane bianco e nero a pelo lungo che abitava con la sua proprietaria e la famiglia di lei nel centro di Napoli, un brutto giorno di due mesi fa era scomparso. Scappato da una porta di casa aperta - come può capitare a chiunque - si aggirava nel cortile del palazzo e un factotum del condominio, senza debitamente domandare se il gatto fosse fuggito per caso da qualche appartamento, ha pensato bene di prenderlo per la collottola e metterlo fuori da un cancello dal quale non avrebbe potuto rientrare.La scena si è vista chiaramente dalle telecamere che ogni condominio dovrebbe avere funzionanti. E così il primo responsabile dell'allontanamento di Undici è stato individuato. Dopodiché è partita la caccia sui social, con manifesti, volantini, il suo visetto bellissimo ovunque, in modo che se qualcuno lo avesse visto, avrebbe potuto prenderlo ovunque fosse per restituirlo. Ma niente. Forse qualcun altro si sarebbe arreso, ma la proprietaria del gatto non si è data pace. Oltre a tutto questo - appelli, annunci disperati - ha addirittura affittato un van con la gigantografia di Undici sul lato, facendolo girare a Napoli e dintorni per allertare tutti


sabato 1 giugno 2024

OLTRE VENTI GATTI RANDAGI TROVATI MORTI AVVELENATI A PALO DEL COLLE

 

A Palo del Colle è caccia all'avvelenatore seriale che sta facendo strage di cani e, soprattutto, gatti randagi. Almeno una ventina - secondo la Gazzetta del Mezzogiorno, che riporta la notizia - i cadaveri ritrovati per strada negli ultimi giorni. Gli animali colpiti abitano, per la maggior parte, nelle colonie feline istituite in una zona del paese. Vengono avvelenati con cibo avvelenato o con un potente pesticida sparso sui marciapiedi. L'ultimo episodio è quello di un gatto che i residenti avevano chiamato Medaglino e che da sempre circolava fuori da alcuni negozi.


SI ALLENANO CON LA BICI DA CORSA MA INVESTONO UN CANE

 Pesaro, 16enni si allenano con bici da corsa: colpito un cane. Praticare gli allenamenti in bici serve sicuramente per migliorare la forma fisica. Ma non solo, anche per generare un equilibrio psico-fisico. Nel tempo si raggiunge una certa resistenza e si affinano le abilità necessarie per poter affrontare determinati tipi di percorsi. Molti giovani sono appassionati a questo sport. Vediamo qualche informazioni in più a riguardo:Facendo riferimento alle prime informazioni rinvenute, pare che il fatto sia avvenuto ieri, giovedì 30 maggio 2024, intorno alle ore 19. Sembra che due ragazzini di circa 16 anni, uno di Pesaro e l’altro di Fano, si stessero allenando. L’allenamento sarebbe stato eseguito assieme a tutta la squadra. Pare si trovassero con le loro bici da corsa lungo la Strada Provinciale 45, fra le località Maggiotti e Fenile. In particolare, pare che stessero percorrendo la strada in direzione del mare, ed il fanese sembra si trovasse davanti all’altro ragazzo.

Stando alle prime ricostruzioni, il ragazzo di Fano avrebbe colpito un cane di taglia media. Il cane sembra fosse nel bel mezzo di una passeggiata, regolarmente portato al guinzaglio. Sembrerebbe che il cane fosse in strada accompagnato dalla sua padrona, una ragazza di circa 20 anni. Insieme a loro ci sarebbe stato anche un altro cane. Tutt’e tre si sarebbero ritrovati in un tratto di strada privo di marciapiede. Purtroppo, in base alle informazioni ricevute, per l’animale colpito pare non sia stata possibile fare nulla.

In base alle ricostruzioni dei passanti, il cane si sarebbe dovuto trovare più al margine della strada. Per quanto riguarda il ragazzo di Fano, sarebbe stato necessario l’intervento da parte dell’eliambulanza. Questo per effettuare il trasporto all’ospedale Torrette di Ancona. Non si troverebbe in prognosi riservata. Pare sia stato ferito anche l’amico di Pesaro, ma in maniera più lieve. Sul posto pare ci fosse anche la polizia locale di Fano per tutti gli accertamenti del caso.