Un ragazzo non avrebbe pagato la droga, i presunti spacciatori gli avrebbero ucciso il cane. A Niscemi, in provincia di Caltanissetta, due fratelli – rispettivamente di 22 e 24 anni – con precedenti penali sono stati arrestati dai carabinieri. Le accuse sono: detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, tentata estorsione, minacce e violenze, uccisione di animali, rapina. Secondo chi indaga, per ottenere il pagamento di una dose di droga, da fine 2021 a oggi i due fratelli avrebbero minacciato con continui messaggi sul telefono un 22enne; in un caso dopo averlo percosso gli avrebbero anche rubato il cellulare. Nel marzo 2023 i due, secondo l’accusa per intimorire il ragazzo, avrebbero ucciso il cane di lui impiccandolo al ramo di un albero. I due sono stati arrestati e ora si trovano agli arresti domiciliari.
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venerdì 24 maggio 2024
REGGIO CALABRIA. GROSSO CANE RANDAGIO AGGREDISCE UN CUCCIOLO
Ormai non si può più stare tranquilli neanche a passeggio con il proprio cane di famiglia sul corso Garibaldi, il centralissimo “salotto buono” di Reggio Calabria, la via principale della città. Così tanto principale che dovrebbe essere presidiata, con la sicurezza garantita. E invece capita, è successo ieri pomeriggio nello specifico, che un grosso cane randagio si aggiri minaccioso al punto da aver aggredito un cucciolo al guinzaglio della propria padrona.Sono stati momenti di panico, con il randagio che si avvicina e trascina a morsi il piccolo animale domestico, poi salvato soltanto dal pronto intervento di alcuni passanti. Il cucciolo è stato immediatamente soccorso: non sono note le sue condizioni.
Visibilmente stravolta la padrona, che ha comprensibilmente iniziato a urlare con le mani ai capelli mentre alcuni passanti provavano a salvare il piccolo dalla stretta morsa dell’aggressore. Secondo alcune testimonianze sui social, seguite al video-denuncia pubblicato da Gabriele Parpiglia, il randagio si aggira da giorni nella zona del centro città, della Pineta Zerbi e di Tremulini. La lotta al randagismo dovrebbe rappresentare una priorità per l’Amministrazione comunale, a maggior ragione dopo un episodio così drammatico come quello di ieri.
ANCORA GATI AVVELENATI AI COMPARTI DI MANFREDONIA
“Vorrei segnalare (tanto per cambiare) la morte misteriosa e improvvisa di diversi gatti in zona comparti, nei pressi di via Tomasi di Lampedusa.
Fino ad ora ne sono morti due, con presenza di sanguinamento dalla bocca in entrambi.
Ci tengo a ricordare a tali belve che il maltrattamento e l’uccisione di cani e gatti è un reato, oltre al fatto che uccidere delle anime così buone e pure è qualcosa di veramente ignobile. Vorrei che questo messaggio venisse diffuso, grazie”.
giovedì 23 maggio 2024
TIR SI ROVESCIA ANIMALI IN FUGA IN AUTOSTRADA (ALCUNI MORTI)
Venezia, 23 maggio 2024 – Un camion carico di bestiame si è rovesciato sull’A4. Traffico in tilt: carcasse di animali morti sulla carreggiata, capi incastrati nel mezzo, mucche e vitelli in fuga sulla carreggiata. È successo intorno alle 6.30 di questa mattina nel Vicentino, tra tra i caselli di Montecchio Maggiore e Vicenza. Ferito anche l’autista del tir. L’inferno si è scatenato questa mattina sulle corsie dell’A4 in direzione di Venezia, per un tamponamento tra un tir e un’automobile. Auto bloccate non solo per la presenza di diverse carcasse di animali morti sulle carreggiate, ma anche di vitelli e mucche che sono rimasti incastrati nel rimorchio. Alcuni animali sono anche fuggiti lungo l'autostrada.
Il recupero degli animali
Sul posto è arrivata la polizia stradale, i vigili del fuoco e alcuni veterinari dell'Ulss 8 Berica che stanno cercando di recuperare gli animali impauriti e feriti, in fuga verso Vicenza ovest. Ferito il camionista e al momento, al momento sono stimati 5 chilometri di coda.
GATTO UCCISO CON PISTOLA AD ARIA COMPRESSA A FORLI'.
Un episodio di violenza gratuita che colpisce chiunque abbia un casa un animale domestico. Spesso ci si domanda del perché di gesti insensati quanto crudeli, una domanda che è destinata a rimanere senza risposta anche nell'ultimo caso, avvenuto ai Romiti. A raccontarlo, uno dei tanti che spesso passano sottotraccia, è un parente di un residente. “Hanno ucciso il gatto dei miei genitori sparandogli allo stomaco”. La denuncia arriva da Eugenio Genesi, titolare della farmacia di San Martino in Strada, e riguarda un episodio accaduto lunedì pomeriggio nel quartiere Romiti, nel centro abitato tra la chiesa e il palazzetto dello sport. “Umberto, il gatto dei miei genitori che aveva due anni, usciva sempre durante il giorno e poi rientrava la sera – spiega Genesi –. Lunedì mio padre lo ha visto rientrare in tarda serata in gravi condizioni dopo che era stato lontano da casa per molte ore. Probabilmente si era riparato da qualche parte, dato che pioveva. Lo abbiamo subito portato dal veterinario pensando che fosse stato morso da un cane visti anche i segni che aveva sul corpo e invece dopo un’operazione chirurgica gli è stato estratto dal basso ventre un proiettile sparato da una pistola o da fucile ad aria compressa. Purtroppo è morto la mattina successiva al ricovero”.
Un episodio grave che purtroppo è soltanto l’ultimo di una lunga serie di situazioni simili verificatesi a Forlì. “Sulla mia pagina personale di Instagram ho voluto segnalare l’accaduto, perché ritengo inammissibile che in un quartiere nel centro della città ci possano essere persone che sparino agli animali. In poco tempo ho ricevuto tanti attestati di solidarietà da persone che hanno vissuto situazioni simili. Mi hanno scritto infatti di fatti analoghi o di polpette avvelenate messe apposta negli sgambatoi: ritengo che tutto questo debba finire perché anche gli animali devono vivere in sicurezza”.Genesi ha denunciato l’accaduto alla Polizia e ora spera di trovare il colpevole. “Mi rendo conto che sarà molto difficile risalire a coloro che hanno sparato al gatto dei miei genitori, ma abbiamo comunque deciso di seguire tutte le strade possibile per capire chi ha compiuto questo folle gesto. Mi dispiace che simili persone restino quasi sempre impunite”.
mercoledì 22 maggio 2024
MAMMA ANATRA E I SUOI ANATROCCOLI UCCISI A BOTTE NEL BRESCIANO
Marone (Brescia) – C’è qualcuno che si divertire a uccidere in modo brutale anatre e cigni selvatici. L'ultima segnalazione arriva da Vello, frazione di Marone, dove un residente ha rinvenuto i corpi senza vita di una famiglia di germani.
Taddeo Rinaldi, durante una sua consueta uscita in kayak, ha trovato galleggianti sull'acqua i cadaveri di una madre anatra e dei suoi quattro piccoli anatroccoli. Secondo le prime indagini, gli animali non sarebbero stati predati da altri animali né tanto meno colpiti dai proiettili di bracconieri. I corpi presentano invece chiari segni di percosse, quasi a lasciar intendere un crudele divertimento o un gesto di puro fastidio nei confronti di questi innocui volatili. Purtroppo, non si tratta del primo episodio del genere. Rinaldi aveva già in passato rinvenuto le carcasse di due cigni, le cui indagini avevano accertato una morte per rottura del collo, probabilmente causata dall'azione di qualche balordo.
ARRIVA IN TOSCANA IL PROGETTO PER TROVARE FAMIGLIA AI CANI DEI DEFUNTI
FIRENZE (22 MAGGIO 2024) Prima o poi tutti dovremo passare a migliore vita lasciando su questa terra i nostri cari ed i nostri bene, ma anche i nostri amici a quattrozampe ed in molti casi questi rimangono soli dopo la morte dell'umano di riferimento o perchè nessuno può prendersene cura o perchè gli eredi a loro volta non hanno interesse ad occuparsi dei quattro zampe, e quindi si aprono per loro le porte dei canili e siccome spesso si tratta di cani anziani quelle porte per la maggioranza di loro non si riapriranno più, Da qui l'arrivo in Toscana del progetto dell'Associazione Italiana Difes Animali ed Ambiente AIDAA detinato proprio a trovare una famiglia ai cani rimasti soli per la morte del loro umano. "Con questo progetto ci rivolgiamo direttamente alle Onoranze Funebri toscane proponendo loro di occuparsi per alcuni giorni dei cani dei defunti fino a quando non si trovi una nuova famiglia che lo possa prendere in adozione o in stallo- scrivoono gli animalisti di AIDAA- e noi dal canto nostro ci impegnamo alla costruzione di una rete di persone e famiglie pronte a dare una mano per trovare una nuova famiglia ai cani rimasti soli, chiediamo quindi alle onoranze funebri che possono essere interessate a questo progetto che nei prossimi mesi partirà in via sperimentale in diverse regioni del sud Italia a contattarci via email all'indirizzo direttivo.aidaa@libero.it per conoscere i dettagli. In Italia sono centinaia i cani che in ogni anno per questo motivo finiscono in canile".






