mercoledì 24 maggio 2023

LOMBARDORE. CANI AVVELENATI VICINO AL PARCO GIOCHI

 LOMBARDORE - Il suo padrone lo ha ritrovato a poca distanza dal parco giochi, la schiuma  che colava dalla bocca del cagnolone, disteso e sofferente, perché avvelenato con il lumachicida. E’ successo a Lombardore, dove a dare l’allarme dopo una serie di episodi incresciosi e inqualificabili a danno degli animali sono stati «Gli amici della Terra - club della Vauda».

Il vice presidente, Ezio Lorenzetti, ha preso carta e penna e scritto una lettera aperta al sindaco, Rocco Barbetta, per mettere in guarda la popolazione su queste, si legge nell’oggetto della missiva, «vili azioni criminali contro animali domestici e pericolose anche per la fauna selvatica». «In questi giorni si sono nuovamente verificati avvelenamenti di cani con l’utilizzo di una sostanza denominata “lumachina” – spiegano Gli amici della Terra – Questi avvelenamenti, come in passato, sono avvenuti su un prato comunale e quindi di libera fruizione da parte dei cittadini. E’ successo vicino al parco giochi di via Volpiano. Vicinanza che rende ancor più grave questa vile azione».

«Queste azioni – concludono dal club della Vauda, auspicando anche la posa di una panchina in zona per i padroni che portano i loro amici a 4 zampe a correre – sono passibili di una procedura penale oltre che essere vili e riprovevoli e lo sarebbero anche se avvenissero in una proprietà privata. Per questo chiediamo al sindaco che la video-sorveglianza venga estesa anche all’area “sgambamento cani” sempre nell’ottica di una necessaria prevenzione». Il primo cittadino di Lombardore ha già confermato il suo impegno per denunciare e contrastare l'ignobile gesto denunciato dagli Amici della Terra.



CHE FINE FARANNO GLI ANIMALI DEL CIMITERO DI SANTA MARINELLA?

SANTA MARINELLA  (24 MAGGIO) E' dei giorni scorsi la decisione del sindaco di emettere un'ordinanza per la cattura degli animali selvatici presenti nel cimitero della cittadina secondo il primo cittadino l'ordinaza sarebbe motivata da questioni igenico ambientali per la presenza delle deiezioni sulle lapidi. Sempre nell'ordinanza del sindaco si legge che ."Vista la disponibilità delle guardie zoofile, di intervenire alla cattura degli animali in questione e della prenotazione già effettuata presso la Asl Rm4, per le conseguenti e necessarie operazioni del caso". Ora proprio quest'ultima frase ha allarmato gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA i quali si pongono la qurstione del futuro di questi animali, ma anche di sapere quali sono gli animali per i quali sidispone la cattura. "Ci domaniamo intanto quale sia il fine di questa operazione, e in particolare che fine faranno gli animali catturati- scrivono gli animalisti- e quali sono le specie che si vogliono catturare e il numero di animali ed il costo dell'operazione, detto questo faremo nei prossimi giorni le verifiche di legittimità di tale ordinanza e siamo pronti ad agire nelle sedi competenti per contrastare la morte anche di uno solo degli animali presenti nel cimitero. Esistono anche altre soluzioni per esempio se si tratta di gatti vi sono esperienze di colonie feline che funzionano benissimo all'interno dei cimiteri cittadini una di queste è la colonia felina nel cimitero di Brindisi. Infine l'ultimo particolare che ci piacerebbe conoscere è a che gruppo appartengono le guardie zoofile che si sono prestati a questa operazione di cattura, chiediamo queste cose non per polemica ma per senso di trasparenza che qui appare tutt'altro che evidente".


il sinddaco di santa marinella


TORNA IN AZIONE A ROMA LA BANDA DEL FURGONE BIANCO CHE RAPISCE I CANI

 Una banda che gira su un furgone bianco e che agisce rapidamente per rubare cani. Sui social circola la paura dei residenti tra OstiaAcilia e l'Infernetto a Roma che scrivono annunci, fanno segnalazioni, ma scelgono di non denunciare alle forze dell'ordine, solo perché credono che serva a poco. Sul gruppo Facebook del quartiere Inferretto, una donna ha segnalato il tentativo di un furto inquietante.

«Attenzione, 5 minuti fa al parco di via Stradella hanno provato a portare via il nostro cane da mio figlio», riporta il sito RomaToday, ed in tanti hanno commentato il timore di quella mamma, impaurita per il cane, ma anche e soprattutto per il bambino, suo figlio, che avrebbe subito un tentativo di sequestro dell'animale davanti ai suoi occhi.



martedì 23 maggio 2023

GABBIE TRAPPOLE VIETATE MA IN VENDITA LIBERA ONLINE E NEI NEGOZI. INSORGONO GLI ANIMALISTI

ROMA (23 MAGGIO 2023)  "L'uso delle gabbie, in quanto strumenti non selettivi di cattura, è vietato dalla normativa nazionale, solamente la provincia può utilizzare gabbie trappola adeguatamente autorizzate da specifica documentazione amministrativa. Lo dice chiaramente la Legge 157/92 art. 21, ( vieta a chiunque, quindi anche agl enti Parco, l’utilizzo, la costruzione e la detenzione delle trappole). Ci sono poi delle deroghe per quanto riguarda le province e le città Metropolitane che possono usare gabbie trappola per la cattura di animali, ma anche qui la normativa prevede delle limitazioni che sono elencate nelle leggi regionali di riferimento. Fin qui la normativa che appare chiara, allora ci domandiamo come sia possibile la vendita online ed anche in alcuni store e negozi di queste gabbie, che sono vendute senza alcuna remora a chiunque senza far differenza tra maggiorenni e minorenni e senza specificare al compratore che la legge ne vieta non solo l'abuso ma anche il semplice uso. Ce ne sono di ogni specie e misura, in vendita sono anche le mega trappole che vengono utilizzate dai bracconieri per la cattura di grossi animali come ad esempio i cinghiali.     Ci domandiamo come mai tutto ciò è permesso e se l'esercizio di vendita di queste gabbie trappola non sia di fatto una correità nel reato di bracconaggio oltre che di vendita di prodotti vietati. Mancano i controlli, ecco la verità, e se poi ci rivolgismo al mercato online qui le regole non solo non sono rispettate, ma violate alla luce del sole, basti pensare che uno dei più grandi colossi della vendita online nel suo catalogo generale dispone di oltre 120 diversi modelli di gabbie trappola di ogni misura ed ordine di grandezza liberamente acquistabili nonostante appunto il divieto. "La questione delle gabbie trappole è spesso collaterale al reato di bracconaggio- scrive in una nota l'Associazione Italiana Difes Animali ed Ambiente AIDAA- e noi denunciamo a gran voce questo fatto, ogni anno migliaia di animali selvatici muoiono all'interno delle gsbbie dove finiscono prigionieri specialmente dei bracconieri, occore il coraggio di invertire la rotta e vietare la vendita di questi oggetti di cattura e morte sul territorio nazionale e proprio per questo abbiamo scritto ai ministri di Ambiente ed Agricoltura per chiedere un intervento rapido in questa direzione anche se ne simo framcamente scettici".

UNO DEI TANTI MODELLI VIETATI MA TUTT'ORA IN VENDITA 


LUOI AVVELENATI IN ABRUZZO. TROVATE TRACCE DI ORSO ORA A RISCHIO...

 Nei giorni scorsi un esemplare adulto è stato avvistato lungo il percorso della strage, dove sono morti 16 animali protetti uccisi da bocconi avvelenati. Anche se l'ultimo "Rapporto orso marsicano" del Pnalm conferma che l'area Parco rimane quella meno interessata dal fenomeno degli avvelenamenti della fauna, che continuano a verificarsi, principalmente nelle zone confinanti. Come accaduto in località Olmo Di Bobbi, nel Comune di Cocullo, all'interno del corridoio naturale, tra il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e il Parco regionale del Sirente Velino. Nella località, nota per essere lo spartiacque tra la Valle del Giovenco, la Valle Subequana e la Valle Peligna. Area sensibile al fenomeno, dove sono stati uccisi 16 animali protetti: lupi, grifoni e corvi imperiali, una strage.

L'attenzione è alta, soprattutto per l'incolumità dell'orso bruno marsicano. Il personale di Rewilding Apennines, di Salviamo l'Orso e i volontari delle due associazioni, durante l'attività di monitoraggio dell'area, avevano rinvenuto, vicino alla carcassa di uno dei grifoni uccisi dal veleno, tracce di orso. Qualche giorno dopo, però, hanno osservato il passaggio di un orso bruno marsicano, adulto. Condizioni, queste, che confermano la presenza dei plantigradi nella zona contaminata.

Del resto, è risaputo, che il luogo è frequentato da Gabbietta, la figlia di Amarena, sorella di Juan Carrito, l'orsacchiotto investito da un'auto e morto sulle strade dell'Alto Sangro, le cui ceneri sono conservate dal Comune di Castel di Sangro. Le operazioni di perlustrazione e controllo del territorio, da parte dei carabinieri forestali di Scanno, della stazione Parco di Villetta Barrea e di Pescasseroli, proseguono senza sosta. I militari, per le operazioni di bonifica, sono supportati dall'unità cinofila Antiveleno del Parco e di Assergi. In azione Kenia, India e Noche, i tre cani di razza pastore belga malinois. Noche, una femmina straordinariamente intelligente e capace nell'attività di campo, qualche tempo fa ha rischiato di perdere la vita proprio a causa dell'inalazione e ingestione di una piccola quantità di sostanza tossica. Era impegnata in una ispezione d'urgenza al confine del Parco, nel versante laziale. Sottoposta subito alle cure necessarie, si è ristabilita e dopo un periodo di riposo, è tornata al lavoro. I carabinieri forestali, secondo un protocollo simile a quello della polizia scientifica, hanno repertato in totale circa nove possibili esche killer e le ossa di un bovino giovane, che presentavano un forte odore chimico. Tutto materiale, utile alle indagini, avviate dalla procura di Avezzano, con delega ai carabinieri forestali della stazione di Scanno.

Le fonti di prova sono ricercate anche nei vari allevamenti abruzzesi, dove sono in corso sopralluoghi ed ispezioni. Così come nel commercio di fitofarmaci. Si attendono i risultati degli esami dell'istituto Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo e Molise, dove sono state condotte le carcasse degli animali avvelenati e i bocconi contenenti la presunta sostanza letale. Le associazioni ambientaliste sollecitano «una serie di azioni più tempestive e complete», nel rispetto delle normative vigenti, che servano, soprattutto, ad identificare e punire i colpevoli, ma anche a prevenire il ripetersi di eventi simili. Ritengono, inoltre, «irrinunciabile una immediata attività di sensibilizzazione delle comunità dove il fenomeno si è manifestato, e dove sono più alti, i rischi per le specie minacciate».



lunedì 22 maggio 2023

CHE FINE HA FATTO L'ORSETTO SALVATO DAI FORESTALI AD INIZIO APRILE IN VAL D'AGONE?

 TRENTO (22 MAGGIO 2023) - Era stata salvata pochi giorni prima della morte del Runner. Stiamo parlando del cucciolo di orso che abbiamo chiamato Giovannino che secondo i forestali era stato vittima di un incidente quando si trovava con la mamma orsa era scivolato in un canalone profondo in Val d’Algone, da dove non è più riuscito a riemergere e dove è stato poi trovato e recuperato ìnei primi di aprile di quest'anno dai forestali trentini. A raccontare la storia era stato proprio il comandante dei forestali della regione autonoma del Trentino , ovviamente subito i trentini dissero che l'orsetto non sarebbe potuto più essere rimesso in libertà ma che sarebbe stato cresciuto e poi trasferito in un centro faunistico. Fin qui le intenzioni iniziali ma poi dopo la morte di Andrea Papi e la vicenda dell'Orsa Gaia (JJ4) sul futuro di questo orsetto è calato un gelido silenzio. Ma ora a riaccendere un faro su questo orsetto sono proprio gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA che hanno ripreso in mano il dossier del piccolo orso e che chiedono ai forestali ed alla provincia di Trento informazioni certe sulla vita e le condizioni di salute del piccolo orso: "Sappiamo che anche lui dovrebbe essere rinchiuso a Le Casteller ma non è chiaro quali siano le sue condizioni di salute e di crescita e ancora peggio pare che questo cucciolo di orso sia destinato a restare in gabbia tutta la vita e non come sostenuto nel momento del suo ritrovamento ad essere traferito in un santuario protetto- scrivono gli animalistI di AIDAA- per questo chiediamo che l'orsoèetto Giovannino venga tolto da quel carcere con sbarre e filo spinato di Le casteller e trasferito subito in un santuario protetto dove possa crescere ed essere curato lontano da sbarre e filo spinato".




GIU' LE MANI DAL LUPO DI PALOMBARA

PALOMBARA (23 MAGGIO 2023) - "Tutta la nostra solidarietà, vicinanza e i migliori auguri per una pronta guarigione per la signora che si è fatta male cadendo durante l'aggresione del lupo che ha portato via il suo cagnolino mentre era a spasso per le strade di Palombarda in provincia di Chieti. Si tratta di una eserienza drammatica che è poi costata anche la vita al cagnolino di famiglia una vicenda sulla quale però è facile dare il fianco a richieste di soluzioni drastiche ed estreme. Sono diverse le voci che si sono levare per chiedere l'abbattimento del lupo in questione, Noi invece chiediamo che ovviamente non ci siano conseguenze per il lupo e crediamo giusta la decisione di monitorare con un collare questo animale per verificare il suo comportamento ed eventualmente corregere il comportamento ma riteniamo che sia da scartare a priori l'ipotesi abbattimento, il lupo fa il lupo e non per questo deve essere ucciso". Questo il comunicato dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA sulla vicenda del lupo di Palombara.