PERGINE VALSUGANA (TRENTO 2 NOVEMBRE 2022) - Una femmina di lupo di circa 6 mesi è rimasta impigliata nelle reti ed è morta, presumibilmente per soffocamento, pare che la lupa sia rimasta impigliata nella recinzione elettrica durante una escursione di lupi ad un allevamento di asini che comunque si sono salvati proprio grazie alla rete elettrica che a sua volta però è costata la vita alla giovane lupacchiotta. Annuncia un esposto alla procura di Trento l'AIDAA Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente per chiedere di verificare le cause in cui la lupa di soli sei mesi ha perso la vita. "Non contenstiamo il diritto di difendere le greggi e in questo caso il gruppo di asini della fattoria, ma - scrivono gli animalisti- questi incidenti capitano spesso, troppo spesso e chiediamo di vederci chiaro. Tutto qui."
TUTTE LE INIZIATIVE ED I COMMENTI RIGUARDANTI L'ASSOCIAZIONE AIDAA E LE SUE ATTIVITA'
mercoledì 2 novembre 2022
VALDOSSOLA. CAPRE IN QUOTA SALVATE DAL SOCCORSO ALPINO
Anche per gli addetti ai lavori si è trattato di un intervento piuttosto insolito, di quelli che non si pensa possano venir effettuati perché l’ultimo animale a cui va il pensiero quando si parla di pareti alpine “impossibili” da affrontare, è proprio la capra. Invece un gruppo di questi animali si era cacciato nei guai rimanendo bloccato in una zona particolarmente impervia.Così ieri, martedì primo di novembre, su richiesta del Comune di Pieve Vergonte, borgo montano nella provincia del Verbano Cusio Ossola, la stazione di Villadossola del Cnsas, il Soccorso alpino, è entrata in azione.
La richiesta proveniva dal proprietario delle capre che si era accorto del punto in cui gli animali si erano spostati, difficile da raggiungere.
È stata dunque chiamato il Soccorso alpino per una attività di Protezione civile.
Le capre erano rimaste bloccate in alcune cenge, cioè dei piccoli spazi vicini alla parete della montagna prima dello strapiombo, e non riuscivano più a muoversi: gli animali sono stati imbragati e portati in salvo.
se vuoi leggge l'articolo completo
https://www.varesenews.it/2022/11/capre-bloccate-parete-salvate-dal-soccorso-alpino-pieve-vergonte/1514729/
UN TASTO. E IL CANE VIENE TORTURATO
Proseguono, in Altopolesine ma non solo, i sequestri di collari elettrici da parte della polizia provinciale. Un settore di intervento di stringente attualità, tanto che, nei giorni scorsi, si è assistito al tentativo di “difendere” l’utilizzo di questo dispositivo da parte dei cacciatori. Incurante di queste polemiche, da parte sua il personale di Palazzo Celio continua con una costante opera di controllo del territorio che, appunto, sta dando frutti.
Anche nei giorni scorsi, infatti, sono stati sequestrati dispositivi ritenuti vietati dalla normativa. Si tratta di collari, appunto alimentati elettricamente, che vengono impiegati - per fortuna da una minoranza di cacciatori, giusto precisarlo - per l’addestramento degli animali. In particolare, possono comminare una “punizione” a questi quando adottano un comportamento che va stroncato.
Si va dalla possibilità di fare emettere al collare un suono, per passare a una vibrazione, per arrivare a una scossa elettrica vera e propria. Sul campo, poi, la polizia provinciale a volte sequestra anche collari privi dei terminali per infliggere la scossa; in questi casi, è verosimile che l’animale, a monte, abbia già subito un lungo addestramento, impiegando anche questo metodo barbaro, e quindi, ora, gli basti la vista del collare elettrico, con il timore che ne consegue, per adottare i comportamenti richiesti.
Dettagli, comunque, che nulla cambiano per la operatività della polizia provinciale che, pure in un contesto di penuria di uomini e mezzi, esercita una capillare attività di controllo, come dimostrato dalle numerose operazioni scattate dall’inizio della caccia.
Intanto, emergono ulteriori testimonianze dei trattamenti allucinanti ai quali vengono sottoposti alcuni cani da caccia. Alcuni perché, ovviamente, non è possibile, né giusto, condannare tutti i cacciatori per determinate pratiche aberranti che alcuni di loro, ovviamente una minoranza, possono porre in essere.
Secondo alcune testimonianze raccolte, infatti, ci sarebbero anche veterinari che si sono sentiti rivolgere una richiesta allucinante, ossia quella di “rendere sordo” l’animale, in maniera che non venga disturbato o impaurito dagli spari. Richieste che, doverosamente, sono state rispedite al mittente.
MILANO. AREE CANI NUOVO RIFUGIO PER NASCONDERE LA DROGA.
Attenzione se liberate il vostro cane in una qualsiasi area cani di Milano, specialmente se nella zona sapete che operano spacciatori di droga. Osservate bene il vostro cane, perchè dopo quello accaduto nei giorni scorsi nel parco Sempione dove alcuni cani sono stati male e trovati positivi alla cannabis che avevano mangiato proprio nelle aree cani del grande polmone verde milanese. Infatti per gli spacciatori le aree cani e i parchi giochi per bambini sono i posti piu sicuri dove nascondere la droga, ecco perchè chiediamo di prestare attenzione a tutti coloro che portano i cani nelle apposite aree di sgambamento e chiediamo che li tengano costantemente controllati perchè il rischio di trovarsi un cane avvelenato per droga purtroppo è piuttosto reale.
martedì 1 novembre 2022
AIDAA. PRONTO UN INVESTIGATORE PRIVATO PER STANARE I KILLER DEL GATTO DI LATINA
LATINA (1 NOVEMBRE 2022) E' caccia al killer della gattina uccisa e ritrovata appesa a testa in giù, con le zampe anteriori mozzate con appesa ai piedi una pallina di quelle usate per addobbare l'albero di Natale. Il ritrovamento nella giornata di ieri a Latina in zona Tor Tre Ponti. Almeno tre le ipotesi che sono state fatte attorno a questo vergognoso crimine. Innanzitutto si è pensato a un rito satanico visto che il gatto è stato ritrovato il 31 ottobre data nota per la notte delle streghe. Si è anche ipotizzato che dietro questo assurdo gesto vi sia una specie di avvertimento mandato ad alcuni noti malavitosi che vivrebbero in zona, ed infine il gatto potrebbe essere stato ucciso come ritorsione da qualcuno che non lo voleva tra i piedi e da qui il segnale attraverso lo sfregio del taglio delle zampe. Ora sulla vicenda interviene l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA che annuncia per domani l'invio di una denuncia alla procura di Latina. "Sulle motivazioni tutte le ipotesi rimangono per noi aperte, anche se non dimentichiamo che lo scorso anno a fine novembre un altro gatto fu ucciso e sfregiato a Latina in via dei Volsini il che fa pensare anche ad una pratica sadica da parte di qualcuno che odia i gatti- scrivono gli animalisti di AIDAA- ora confidiamo che in tempi brevi venga trovato il colpevole e punito, comunque stiamo valutando- conclude AIDAA- di ricorrere per la prima volta ad un esperto investigatore privato per scovare questi criminali".
PARTE UN COLPO. CACCIATORE VARESINO PERDE IL BRACCIO DESTRO
Un colpo di fucile poteva costare la vita al cacciatore di 74 anni che trasportato all'ospedale di Varese ieri mattina dopo un intervento chirurgico gli è stato amputato un braccio. Secondo una prima ricostruzione l'uomo era di ritorno da una battuta di caccia insieme ad un amico quando dal fucile calibro 12 con il colpo ancora in canna è partita una rosa di pallini in piombo che ha raggiunto l'uomo al braccio destro (quello che si usa per premere il grilletto). L'altro cacciatore ha chiamato i soccorsi. La fucilata non ha colpito organi vitali ma è costata al cacciatore l'amputazione del braccio destro.
CERCASI VOLONTARI PER SALVARE LA FAUNA DEL CANALE MARTESANA
Emergenza fauna lungo il canale Martesana per l'asciutta totale iniziata ad inizio ottobre per poter eseguire i lavori programmati dal consorzio che lo gestisce. Conseguenza dell'abbassamento delle acque è innanzitutto la sopravvivenza delle specie di animali che vivono nel canale. Problematica questa che si ripete ogni anno e che necessita di interventi per salvare gli inquilini della Martesana (erroneamente definito naviglio). Per questo cittadini e volontari hanno creato un gruppo whatsapp per intervenire cosi da salvare animali e pesci altrimenti destinati in buona parte alla morte. Chi desidera partecipare può contatare il numero 3337543611.
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