Nell’ambito del fenomeno della repressione delle frodi in commercio e traffico di animali, la Polizia Stradale di Bergamo ha portato alla luce un traffico illecito che durava da diversi anni, scoperto nel 2020 e monitorato fino a oggi (20 ottobre), quando sono scattate le manette per un 65enne di Trescore Balneario con le pesanti accuse di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in commercio. Arresti domiciliari, invece, per la compagna dell'uomo, 60 anni, la figlia di 32 anni e il fidanzato di quest'ultima, di 33 anni. Stando alla ricostruzione effettuata dagli inquirenti, coordinati dal pm Silvia Marchina, la famiglia vendeva - in contanti - dai 1.500 ai 4.500 euro cani che comprava sul "mercato nero" tra i 50 e i 100 euro. I clienti veniva trovati online, dove i membri della famiglia usavano nomi inventati e non facevano alcun riferimento alla loro "reale" attività, l'azienda agricola Roccolino. Non è la prima volta che il 65enne finisce nei guai per storie simili: per le stesse accuse, è sotto processo a Udine e a Monza fu accusato - ma poi prosciolto - di maltrattamenti su animali.
TUTTE LE INIZIATIVE ED I COMMENTI RIGUARDANTI L'ASSOCIAZIONE AIDAA E LE SUE ATTIVITA'
sabato 22 ottobre 2022
MORTARA. SGOMBERATI I CANIDALLA VILLETTA DEGLI ORRORI
Vivevano in condizioni igienico sanitarie problematiche all’interno di un’abitazione privata di corso Torino, a Mortara. Gli esemplari di cani, una quarantina, sono stati sequestrati e trasferiti presso i canili giudiziari della provincia di Pavia. Nella giornata di oggi (venerdì) è scattato il provvedimento d’urgenza arrivato dalla Procura di Pavia, eseguito nelle scorse ore dalla polizia veterinaria di Ats Pavia e dal personale della polizia locale di Mortara. La segnalazione sarebbe scattata in seguito all’intervento di questa mattina (venerdì) all’interno della casa privata, dove il personale sanitario del 118 e i vigili del fuoco erano intervenuti per un soccorso. Le condizioni riscontrate nella casa hanno fatto scattare ulteriori verifiche e sul posto è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. All’interno sarebbero poi state trovate anche alcune carcasse di cani – al momento non si conosce il numero preciso, sembrerebbe tre o quattro – dentro buste di plastica; i vigili del fuoco hanno dovuto indossare gli autorespiratori per procedere con le operazioni, che sono ancora in corso. La vicenda, piuttosto intricata, si trascina da diversi mesi ed era già stata attenzionata dalle forze dell’ordine, dal personale veterinario di Ats e dal comune di Mortara. A maggio era stato effettuato un sopralluogo all’interno dell’abitazione, dove erano arrivate le guardie zoofile dell'Oipa di Pavia, i carabinieri forestali, la polizia locale e il personale di Ats Pavia. C’erano state querele e controquerele. Disturbo e possibili maltrattamenti degli animali erano state le accuse ipotizzate allora. Accuse respinte con forza dalla proprietaria, che aveva annunciato di voler costituire un’associazione con l’intenzione di spostare al più presto gli animali in una proprietà di campagna a Mede. Il sindaco di allora, Marco Facchinetti, aveva firmato un’ordinanza, imponendo la riduzione del numero degli animali ospitati (il limite fissato dalla Regione è di 10 esemplari), oltre a una serie di altre disposizioni, come la sterilizzazione dei cani e la riduzione dei fastidi per i residenti della zona.
CAVALLI DELL'AVETO. AIDAA DENUNCIA IL SINDACO DI BORZONASCA GIUSEPPINO MASCHIO
GENOVA (22 Ottobre 2022) "Oramai il piano diabolico del sindaco di Borzonasca è venuto a galla. La cattura dei sette cavalli selvaggi dell'Aveto e rinchiusi in un recinto non è dovuta al pericolo che secondo il sindaco provocavano agli automobilisti aggirandosi ai bordi di una strada, ma sono stati catturati per essere affidati a un allevatore della zona ed essendo nella maggior parte cavalle femmine in età riproduttiva lo scopo era ed è evidentemente quello di trasformarle in fattrici per produrre cavalli magari poi da destinare al macello. I cavalli sono stati catturati non tenendo conto degli aspetti etologici e del benessere degli stessi e la loro detenzione in un recinto rappresentano una violazione dell'articolo 544 del codice penale (maltrattamento di animali) e per questo il sindaco di Borzonasca è stato denunciato dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA che hanno inviato questa mattina una denuncia formale e che sono pronti ad un ulteriore denuncia per il reato di peculato se i cavalli saranno affidati all'allevatore e non rimessi in libertà. Quei cavalli vanno liberati subito senza se e senza ma". Questo il durissimo comunicato dell'AIDAA con il quale annuncia di aver denunciato stamattina il sindaco di Borzonasca Giuseppino Maschio nato a Borzonasca il 22 novembre del 1947. L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA ha poi annunciato che nei prossimi giorni intraprenderà iniziative nell'ambito nazionale ed europeo per garantire la tutela quale patrimonio nazionale ed europeo dei cavalli selvaggi dell'Aveto.
venerdì 21 ottobre 2022
AVEVA FERITE CURABILI IL CUCCIOLO DI CAPRIOLO SOPPRESSO AD ALA. AIDAA PRESENTA ESPOSTO.
ALA (21 Ottobre 2022) - "Quanto accaduto nei giorni scorsi deve essere oggetto di indagine specifica per questo abbiamo inviato oggi un'esposto alla procura della repubblica di Trento come non solo non sia stato possibile curare il cucciolo di capriolo ritrovato ferito nelle strade di campagna di Ala dove era stato investito con la mamma da un pirata della strada, ma sia stato soppresso nonostante le sue ferito fossero guaribili cosi almeno abbiamo appreso da quanto dichiarato dai testimoni presenti sul posto che avrebbero chiesto insieme alla guardia forestale ed al veterinario il trasporto nel centro di recupero della fauna selvatica più vicino, trasporto negato che avrebbe obbligato alla soppressione anche del cucciolo, insieme alla mamma che pur sopravvissuta allo schianto aveva riportato ferite gravissime che non ne garantivano la sopravvivenza". Questo il comunicato con cui l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA ha annunciato la presentazione di un esposto sulla vicenda.
LA STRANA SPARIZIONE DELLE MAMME CINGHIALE DI LA SPEZIA
La Spezia (21 ottobre 2022) Nei giorni scorsi la LAV ha emesso un comunicato dove annuncia che non vi sono segni di presenza delle mamme cinghiale Perla ed Amara che erano state trasportate con i loro cuccioli dal parco di La Spezia dove erano state catturate (con la morte di un giovane cinghiale durante la cattura) e appunto trasportate in quest'area boschiva di 28.000 metri quadrati. Da quanto è dato sapere l'ultima ripresa delle foto trappole delle due mamme cinghiale risale allo scorso 6 ottobre da allora il silenzio. Secondo i comunicati emessi dalla Lega Antivisezione il controllo dei recinti ha dimostrato che gli stessi sono intatti e questo fatto escluderebbe la fuga provocata, sempre la Lav annuncia nuovi interventi per potenziare le strutture di recinzione della zona boschiva e mettere nuove fototrappole, e comunica che avrebbe chiesto al proprietario di avere in gestione diretta il terreno dove sono custoditi i cinghiali. "Queste affermazioni sono la conferma che questa operazione è stata fatta in maniera frettolosa al solo scopo di rislovere una questione alla vigilia delle elezioni e questi purtroppo sono i risultati".
GRAZZANISE. VITELLI DI BUFALO ANNEGATI NEL CANALE. AIDAA PRESENTA DENUNCIA
Grazzanise ( 21 ottobre 2022) Ennesimo ritrovamento di vitelli di bufali maschi annegati nell'agro di Grazzanise in provincia di Caserta, si tratta di una questione che ciclicamente purtoppo si ripete, altri ritrovamenti di carcasse di bufalini erano avvenuti negli scorsi anni. Per questo motivo l'AIDAA ha deciso di inviare questa mattina una denuncia penale contro ignoti alla procura della repubblica di Caserta. "L'orribile prassi di gettare le carcasse dei bufalini nei canali e nei fossi si ripete oramai da tempo- scrivono in una nota gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- per questo motivo abbiamo presentato un esposto per chiedere un indagine allargata che faccia luce sulla reale diffusione di tale fenomeno, che purtroppo sappiamo essere molto più ampia di quanto emerge con questi sporadici ritrovamenti".
BOSCOREALE. PRESI TRE BRACCONIERI
BOSCOREALE – I militari della Stazione dei Carabinieri Forestali DEL Parco Nazionale del Vesuvio con le Guardie Venatorie e Zoofile della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), coordinate dal Cav. Giuseppe Salzano, durante un servizio di controllo del territorio per prevenire il reato di bracconaggio, hanno sorpreso tre bracconieri in attività: uno del gruppo, sprovvisto di porto d’armi, sparava con il fucile del compagno e tutti e tre adoperavano un richiamo elettromagnetico, vietato dalla legge. I tre bracconieri sono finiti in Caserma e sono stati denunciati alla Procura della Repubblica, due fucili, munizioni e richiamo elettromagnetico sono caduti sotto sequestro. Comminate anche sanzioni per irregolarità amministrative.
“L’ennesima giornata da dimenticare per i cacciatori, dopo che il TAR Campania ha ridotto in modo consistente il calendario venatorio, continuano a tappeto i controlli verso il popolo delle doppiette – dichiara l’Avv. Fabio Procaccini, Delegato della LIPU di Napoli – uccidere è già una di per se una cosa brutta poi adoperare richiami vietati e violare le leggi per il gusto di ammazzare diventa davvero una cosa deplorevole – conclude Procaccini – ricordo ai cacciatori di non sottovalutare la legge sulle armi la cui violazione è punita in maniera estremamente pesante”.




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