lunedì 3 ottobre 2022

DOMANI IL TAR DECIDE SULLA VITA DEGLI ANIMALI DELLA SFATTORIA DEGLI ULTIMI

ROMA - 3 ottobre 2022- E' prevista per domani 4 ottobre giornata di san Francesco patrono degli animali l'udienza davanti al TAR del Lazio per decidere della vita o della morte degli  oltre 140 cinghiali e maiali presenti alla Sfattoria degli Ultimi di Roma sulla testa dei quali pende una condanna a morte emessa con un ordinanza dall'ASL di Roma in relazione all'epidemia di peste suina. Il presidente dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente Lorenzo Croce in merito alla vicenda della Sfattoria ha diffuso la seguente dichiarazione: "Noi di AIDAA come tutti gli animalisti e gli amanti degli animali in Italia aspettiamo con ansia la decisione del TAR del Lazio sentenza che nelle nostre speranze salvi tutti gli animali della Sfattoria dalla condanna a morte che pende sulle loro teste. Questa sentenza è importante anche perchè crea un precedente giudiziario al quale si farà sicuramente riferimento in eventuali futuro sentenze. AIDAA è per la vita di ogni creatura sempre e per questo siamo al fianco della Sfattoria sempre e comunque". AIDAA invita anche tutti gli animalisti romani e non solo ad aderire ad ogni iniziativa presente e futura per la difesa degli animali e della stessa Sfattoria. 



NUOVA APP PER LOCALIZZARE BOCCONI AVVELENATI

 Spesso rimangono nell’ignoto. Ma questo non li rende meno colpevoli. Se non ci fossero le reali tracce di gatti e cani morti per la strada si direbbe che si tratta di figure immaginarie. Le persone che deliberatamente lasciano per la strada “esche” per gli animali domestici ed incauti. Solo che questi bocconi sono avvelenati, e l’animale fiducioso in breve tempo troverà la morte. Solo nel 2021 sono stati segnalati in Italia 4.434 nuovi casi di avvelenamento di animali causati da esche avvelenate. Si tratta di 12 animali uccisi mediamente ogni giorno. Un numero impressionante di veri e propri crimini deliberati. Oltretutto, per chi non lo sapesse, contrari alla legge.

Purtroppo è molto difficile, se non impossibile, risalire agli autori, ed allora la strategia che deve essere messa in atto è quella della prevenzione. E la tecnologia, con un po’ di buona volontà da parte dei cittadini, può venire in aiuto. Grazie a portali condivisi ed App destinate all’uso specifico.



domenica 2 ottobre 2022

SARDEGNA TRAFFICO DI CANI DA CACCIA RUBATI

 Nuova stagione vecchi problemi per i 36mila cacciatori sardi. Ormai è diventata una vera e propria piaga, soprattutto per i cinofili: il furto di cani governato da un vortice di denaro inimmaginabile. Una barbarie che non conosce tregua. I cani preferiti? Tutti, nessuno escluso: dai soggetti con pedigree ai meticci, l’importante è che abbiano buon fiuto.

La fetta di mercato più consistente è quella dei cani da caccia grossa: un campione di caccia al cinghiale raggiunge anche la quotazione di 5mila euro, con una media che si attesta intorno ai 1500.

Una piaga che colpisce la Sardegna dal Sulcis alla Gallura, dall’Ogliastra all’Iglesiente, dall’Arburese alla Nurra, dal Sarrabus alla Barbagia. I cacciatori sono disperati: si registrano furti su commissione con la precisa scelta dei cani buoni. Di recente in un canile con nove esemplari di segugio ne sono stati rubati 5, i migliori della muta, gli altri 4 sono stati lasciati nei loro stalli.

Ma dove vanno a finire questi cani? I canali di smistamento sarebbero almeno tre: il primo porta in Corsica, il secondo verso Toscana, Umbria e alto Lazio, il terzo è il mercato locale, quello più povero, sicuramente più rischioso, ma comunque remunerativo. Generalmente i furti avvengono, come detto su commissione.

Furti che spesso non vengono denunciati per timore, ma tanti invece denunciano e in alcuni casi si riesce a ritrovare gli animali.

In questi ultimi anni il mercato dei cani da ferma su cinghiale è letteralmente esploso. Le vittime sono i setter, i pointer, i breton, i bracchi, cani che riescono a scovare il selvatico e a tenere la ‘ferma’ consentendo così al cacciatore di avvicinarsi al cinghiale.

“Per stroncare questo traffico invito i cacciatori a verificare la provenienza degli ausiliari che si intende acquistare ed è bene – afferma Marco Efisio Pisanu, presidente regionale di Caccia, Pesca Tradizioni Sardegna - segnalare eventuali frodi alle autorità”.



SETTEMBRE. E' ALLARME NAZIONALE SULL'ABBANDONO DEI GATTINI

E' stato un settembre nero su scala nazionale quello appena trascorso per quanto riguarda l'abbandono delle cucciolate di gattini. Non si possono fare calcoli esatti sul numero degli abbandoni ma sicuramente si tratta di parecchie migliaia di cuccioli. "Purtroppo- scrive in una nota l'associazione animalista AIDAA- mentre si presta giustamente sempre molta attenzione al fenomeno dell'abbandono dei cani, sono sempre sottostimati invece i dati sullo stesso fenomeno riguardante i gatti. Purtroppo il fenomeno a detta di tutti i responsabili di rifugi e delle decine di volontarie che seguono le colonie feline con cui siamo in contatto è in costate aumento, ma nel mese di settembre appena trascorso il fenomeno è esploso su tutto il territorio nazionale. Solo una piccola parte di questi gatti abbandonati sopravvive e si tratta di quelli recuperati dalle volontarie, o che vengono lasciati fuori dai rifugi, alcuni si uniscono alle colonie, ma sono moltissimi invece quelli che muoiono di stenti, se non in maniera atroce magari abbandonati nei cassonetti dei rifiuti o gettati nei corsi d'acqua. La soluzione- concludono gli animalisti di AIDAA- è una sola: sterilizzare e poi sterilizzare".



sabato 1 ottobre 2022

CASERTA. GLI HA UCCISO I CANI PER ESTORCERE DENARO.

 Bombe molotov contro la porta di casa, cani uccisi, minacce di morte. Con questa strategia un 52enne avrebbe tentato di convincere un 65enne a consegnargli 15mila euro per "stare tranquillo". L'uomo è stato arrestato dai carabinieri a Sessa Aurunca, nel Casertano. L'indagato ha precedenti ed è ritenuto legato al clan dei Muzzoni, ora deve rispondere di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. 

Le indagini sono state avviate nel mese di ottobre dello scorso anno e si sono basate su intercettazioni telefoniche, telematiche e videoriprese. L'arrestato è accusato di avere contattato la vittima con telefonate e messaggi WhatsApp per minacciarla di morte. Avrebbe poi danneggiato la sua abitazione e ucciso i suoi cani, collocando inoltre bottiglie incendiarie all'esterno dell'immobile. 



FALCO PELLEGRINO IMPALLINATO IN VOLO

 «Una mattanza. Falco pellegrino ritrovato a Leverano, impallinato e ucciso subito dopo aver predato. Lui è morto con la sua ambita preda tra le zampe. Era un esemplare davvero notevole, sia per la forma fisica sia per le dimensioni». Così la pagina Sos Fauna Calimera sui suoi canali social. «I comuni pagano per tenere sotto controllo il numero di colombi e piccioni in città. I Pellegrini predano questi animali e hanno un ruolo molto importante in natura, ma qualcuno ha pensato bene di arrogarsi il diritto di troncare la sua vita con una fucilata. Ben quattordici pallini lo hanno trafitto e stroncato. Chissà se ha capito cosa stava succedendo mentre precipitava al suolo. Per quel che conta, la sua vita per noi vale, e varrà sempre, mille volte di più di quella del vile omuncolo che ha premuto il grilletto».



CACCIATORI SPRADONEGGIANO A QUARTU IN ZONA DI DIVIETO DI CACCIA

 I cacciatori spadroneggiano nella zona di Terra Mala, a Quartu, e dopo le segnalazioni dei cittadini impauriti, che si sono ritrovati anche pallini nei cortili delle loro villette, il sindaco Graziano Milia corre ai ripari e, confermando un’ordinanza di dicembre 2021, ha fatto piazzare trentacinque cartelli dove c’è scritto “divieto di caccia” in tutta la zona costiera, anche a Salmagi. Sono stati individuati i punti maggiormente esposti nel territorio al rischio di incidenti e posizionati 35 cartelli di divieto assoluto di caccia, “a tutela della cittadinanza e delle abitazioni”. In seguito alle ripetute segnalazioni di pericolo, è stato infatti verificato dalle planimetrie delle zone interessate che in nessun punto è possibile esercitare la caccia rispettando le distanze di sicurezza previste dalla normativa vigente e che le distanze in linea d’aria si riducono notevolmente, visto che si tratta di una zona di colline.

Inoltre, nelle strade primarie e secondarie della zona passano anche ciclisti e pedoni per escursioni e passeggiate, oltre a non residenti che vogliono visitare le bellezze naturali della zona. Divieto assoluto di imbracciare doppiette e sparare, quindi, anche “nelle aie e nelle corti, o in altre pertinenze di fabbricati rurali, nelle zone comprese nel raggio di cento metri da immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro e a distanza inferiore a cinquanta metri da vie di comunicazione ferroviaria e da strade, a parte le strade poderali ed interpoderali”. Vietato, inoltre, “sparare da distanza inferiore a centocinquanta metri con uso di fucile da caccia con canna ad anima liscia, o da distanza corrispondente a meno di una volta e mezza la gittata massima in caso di uso di altre armi verso immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro”.