giovedì 17 dicembre 2020

BRACCONIERI SPARANO NEL PARCO DEL BELCARO A POCHI METRI DALLE CASE

 Spari in un parco protetto, a pochi metri da una zona residenziale. Continua a tenere banco il problema del bracconaggio, in particolare nella zona di Terrensano – Belcaro dove sempre più spesso cacciatori, o meglio bracconieri visto che si tratta di un parco protetto, si avvicinano alle case. E’ di ieri l’ultimo episodio, che si è concluso per fortuna soltanto con un grosso spavento, come raccontato dalla testimonianza raccolta dai microfoni di SienaTv:

“Ieri mattina mia figlia, una donna giovane e incinta all’ottavo mese, stava portando fuori il cane intorno a casa e si è sentita arrivare uno sparo vicinissimo – racconta una residente della zona – Quando risentiremo spari così vicini chiameremo i Carabinieri e faremo le denunce, perché a questo punto temiamo per la nostra vita, oltre che quella di questi bellissimi animali che si trovano in un parco protetto”.




LA LIGURIA PRIMA REGIONE ITALIANA PER NUMERO DI CANI AVVELENATI

 GENOVA - La Liguria è maglia nera in Italia per i casi di avvelenamento di cani: i dati parlano di 4-5 episodi di cui un decesso al giorno. Il progetto Ireba-19 (Indifferenza e Rifiuti alle Esche e Bocconi Avvelenati) ha pertanto richiesto alla Regione Liguria l'istituzione di una task force per individuare i colpevoli degli avvelenamenti, che si ripetono tragicamente in varie zone del territorio. 

"Gli avvelenamenti di cane, come dimostrano le cifre, sono in drastico aumento. Nel 2016 sono stati 23.500, nel 2018 60.000 e nel 2019 quasi 80.000" spiega Ivan Schmidt, co-fondatore di Ireba-19. "L'attuale situazione è drammatica - prosegue - secondo informazioni raccolte da Ireba-19, la Liguria è in vetta alle classifiche degli avvelenamenti. Si parla infatti di 4-5 avvelenamenti di cui un decesso al giorno".

Le stime riferiscono anche che circa il 40% dei proprietari non raccoglie le deiezioni dei propri cani. "A nostro avviso, seppure assolutamente ingiustificabile sotto ogni punto di vista, una delle cause di molti avvelenamenti risiede nell’esasperazione sociale contro i proprietari dei cani, in particolare contro quelli che non raccolgono le deiezioni dei propri cani" aggiunge Schmidt. 

Per questo motivo Ireba-19 ha lanciato un appello alla Regione Liguria e al comune di Genova per fondare una task force con lo scopo di monitorare le zone “calde” per individuare proprietari incivili che non raccolgono le deiezioni e non utilizzano le bottigliette dell'acqua, così da rintracciare anche coloro che posizionano esche e bocconi avvelenati.

"Con gli introiti delle multe - proseguono dal gruppo - si potrebbe tranquillamente coprire i costi della Task Force, ma anche un eventuale aumento della videosorveglianza con fototrappole nonché i costi per l’Unità dedita al Dog Fecal DNA Analysis". 



mercoledì 16 dicembre 2020

ISCHIA. ARRESTATI 3 BRACCONIERI DICIOTTENNI

 I carabinieri della stazione di Casamicciola Terme e i militari della Stazione Forestale – nell’ambito dei servizi anti - bracconaggio disposti dal Comando Provinciale di Napoli – hanno arrestato per porto abusivo di arma da fuoco clandestina e ricettazione 3 ragazzi: due 19enni (incensurati) e un 18enne già noto alle forze dell’ordine. I 3, sono del luogo e sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. Questa mattina – in località Piano San Paolo – i Carabinieri setacciavano la zona collinare e hanno visto i 3 ragazzi intenti a cacciare. Alla vista dei militari, i giovani hanno gettato un fucile con canne sovrapposte calibro 12 e con matricola abrasa e hanno tentato di fuggire sperando di nascondersi all’interno della vegetazione. I Carabinieri li hanno inseguiti e, durante la fuga, uno dei due 19enni è caduto in un dirupo - fortunatamente ha riportato solo delle lesioni e se la caverà con 7 giorni di cure – ed è stato bloccato. Gli altri 2 sono stati arrestati poco dopo.



GATTI AVVELENATI A CELLE LIGURE

 Celle Ligure. È caccia al “killer” dei gatti nella zona industriale Terrenin, strada che porta a Sanda, frazione sulle alture del paese. È qui che, da qualche tempo, si trovano gatti morti o in fin di vita. Allarme, ma soprattutto sdegno da parte dei residenti che vogliono organizzare ronde per “beccare” l’avvelenatore. “Siamo in forte apprensione per i nostri animali – raccontano – non solo gatti ma anche cani che possono sfuggire al nostro controllo e inghiottire esche avvelenate. L’ultimo episodio di ieri riguarda un micio ritrovato in fin di vita. Ora lo stanno curando: speriamo che ce la faccia”.



martedì 15 dicembre 2020

COVID. 3000 CANI RIMASTI "ORFANI" MA POCHISSIMI FINITI IN CANILE

 Milano (13 dicembre 2020) Sono oltre 3.000 i cani e circa 1.400 i gatti rimasti orfani dei loro umani deceduti a causa del Covid da inizio anno al 10 dicembre. Una notizia che poteva avere contorni terribili per il futuro di questi animali, ma per fortuna cosi non è stato. Infatti oltre la metà dei cani e gatti rimasti orfani del loro amico umano sono rimasti nelle famiglie di origine dove vivono i congiunti degli umani periti dopo aver contratto il covid, un buon 30% sono stati presi in carico da parenti dei defunti, e del rimanente 20% molti sono stati adottati o stallati dai singoli volontari e dalle associazioni che li avevano presi in consegna durante la malattia dei loro padroni. Sono  invece per fortuna pochi rispetto al numero complessivo di cui si è a conoscenza gli animali che dopo la morte dei loro padroni che sono finiti in gattile o canile.




GF. LA LORENZINI ANNUNCIA DI AVER MANGIATO CARNE DI ZEBRA

 CINECITTA' (15 dicembre 2020) Sonia Lorenzini è entrata nella casa del grande fratello vip venerdi 11 dicembre, ma gia il giorno dopo ha iniziato a far infuriare gli animalisti, quando nella casa ha dichiarato di aver mangiato carne di zebra, animale protetto in via di estinzione. La dichiarazione  è andata in onda  sabato 12 dicembre  attorno alle ore 20.45 durante la diretta h24 sul canale Mediaset Extra e la cosa non è sfuggita al presidente dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente Lorenzo Croce che ha cosi commentato: "Forsaela cosa è sfuggita a molti ma non a noi. Oltre alla Lorenzini che ammette candidamente di aver mangiato carne di zebra erano della partita anche Maria Teresa Ruta che ha dichiarato di aver mangiato un pippistrello ed il concorrente Giacomo Urtis ha dichiarato di aver mangiato un armadillo. Chiedo che Signorini prenda atto della gravità di queste dichiarazioni e prenda gli opportuni provvedimenti".



lunedì 14 dicembre 2020

PESARO. POLPETTE AVVELENATE PER I CANI DA TARTUFO

 È stato necessario l’intervento dell’Unità Cinofila Antiveleno del Reparto Carabinieri Forestale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini per bonificare dai bocconi avvelenati la zona del torrente Apsa di San Donato e i fossi laterali, al confine tra i comuni di Peglio e Urbino. All’imbocco di diversi stradini di quell’area erano state infatti notate nei giorni scorsi polpette di carne macinata confezionate con l’aggiunta di granuli di colore blu, presumibilmente veleno anti lumaca, destinate con ogni probabilità a cani.

Ad accorgersi e a sporgere denuncia sono stati dei tartufai che in questo periodo quotidianamente battono quei percorsi alla ricerca del pregiato tartufo bianco. Sull’episodio indagano i Carabinieri Forestale di Mercatello sul Metauro e di Urbino: "La forte rivalità che storicamente caratterizza i cercatori di tartufo sembra essere alla base dell’azione criminale – hanno scritto in una nota – soprattutto quando la stagione non risulta molto favorevole per la crescita del prezioso tubero; l’obiettivo era quello di creare una generale situazione di pericolo per i cani addestrati alla ricerca dei tartufi, tanto da limitare al minimo l’afflusso nella zona dei cercatori". Nel caso avvenuto lungo l’Apsa non si hanno notizie di cani che abbiano mostrato sintomi di avvelenamento a seguito di ingestione di questi bocconi; i cercatori sono riusciti a rimuovere in tempo le polpette trovate dai cani durante la cerca "ma una condotta criminale di questo tipo – continuano i Carabinieri Forestale – mette in serio pericolo non solo gli animali domestici ma anche gli animali selvatici presenti nella zona. L’utilizzo di esche e bocconi avvelenati, da cui dovesse derivare la morte di un animale sia esso domestico che selvatico, è una condotta punita come "uccisione di animale" del Codice Penale che prevede la pena della reclusione da tre a diciotto mesi".