martedì 3 novembre 2020

BRACCONAGGIO IN SARDEGNA. SCOPERTE GABBIE CATTURA CINGHIALI

 Nel corso di un servizio di contrasto del bracconaggio, la Stazione forestale e di vigilanza ambientale di Siniscola, supportata dal personale della Base logistico-operativa navale di La Caletta, ha rimosso una grossa gabbia in metallo per la cattura di cinghiali, posizionata da giorni nella cima di una collina in località "La Tanca di Santoru", nella frazione di Straulas del comune di San Teodoro.

Il gabbione, del peso di oltre 100 chili, dotato di un meccanismo di chiusura che avrebbe consentito la cattura degli animali, attratti all'interno da granaglie depositate sul fondo, è stato sottoposto a sequestro penale.

Le indagini proseguono per individuare i bracconieri, che saranno denunciati per esercizio di caccia in periodo di divieto e con l'uso di mezzi non consentiti.

fonte unione sarda



lunedì 2 novembre 2020

GIALLO DI CARONIA. CON LA MORTE DI GIOELE E VERONICA CANI E ANIMALI DEL BOSCO NON C'ENTRANO

 CARONIA (2 NOVEMBRE 2020) "Non possiamo che ricordare con rispetto e dolore specialmente in questa giornata dedicata proprio al ricordo dei defunti la morte di Veronica e del piccolo Gioele avvenute lo scorso agosto nei boschi di Caronia, e ci auguriamo che la verità sulle cause che hanno portato al compimento di questa immane tragedia siano scoperte il prima possibile ma non possiamo a oltre due mesi di distanza stare zitti davanti alle parole della stessa procura che sta indagando che finalmente sgombera il campo dalle ipotesi fantasiose relative alla responsabilità degli animali del bosco o dei cani della zona sulla morte atroce del piccolo Gioele e di sua mamma.- si legge in una nota a firma di Lorenzo Croce presidente dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- ora è ufficiale gli animali non hanno nessuna responsabilità nella morte di Viviana e Gioele, le ipotesi riportate in diverse occasioni che parlavano di una morte atroce riconducibile ad una responsabilità di cani o maiali selvatiche sono archiviate definitivamente. Noi non dimentichiamo chi ha usato questa occasione per parlare di sterminio necessario degli animali del bosco, ne chi ha accusato chi come noi avevano messo in dubbio le ricostruzioni degli ultimi giorni di agosto, qualcuno ci aveva tacciato di insensibilità mentre avevamo solo chiesto di non puntare il dito per partito preso contro gli animali. Lo ripetiamo- conclude la nota AIDAA. noi siamo vicini al dolore della famiglia di Veronica e Gioele, ma non possiamo tacere davanti alle vergognose dichiarazioni di chi strumentalizzando, loro si, questa tragica vicenda, volevano cogliere l'occasione per fare un massacro di animali. Avevano torti e oggi si vergognino e chiedano scusa per aver usato una tragedia come questa al solo scopo di creare confusione e gettare un'ombra velenosa sugli animali che con questa storia proprio non hanno nulla a che vedere".



AVERSA.DOPO LA MORTE DI BELLA SCATTA L'ESPOSTO

 Noi non abbiamo alcuna intenzione di sottacere la morte della cagnolona Bella morta ad Aversa dopo essere stata sottoposta a una sterilizzazione, potrebbe essere davvero stato un problema improvviso come qualcuno ha scritto nei post, ma francamente questa storia merita approfondimento, e per questo abbiamo deciso come associazione di presentare un esposto alla procura di Aversa presso il tribunale di Napoli Nord per chiedere verifiche su questa vicenda, e più in generale una ricognizione sullo stato di gestione della sanità veterinaria pubblica che da quelle parti e non solo spesso fa acqua. Ora andiamo fino in fondo,massimo rispetto per i volontari che hanno seguito la vicenda ,ma crediamo sia giusto appurare le cose fino in fondo. Vi teniamo aggiornati.



domenica 1 novembre 2020

GIALLO DI CARONIA. E' UFFICIALE NON SONO STATI I CANI A UCCIDERE GIOELE E VIVIANA

 “Ora possiamo escludere che Viviana e Gioele siano stati aggrediti da animali o da qualche persona. Per la signora la morte è compatibile con il volo dal traliccio. Quanto al bambino sarà più difficile arrivare a una conclusione, possiamo solo procedere scartando delle ipotesi, come quelle riconducibili a terze persone e a cani feroci“. Lo spiega il procuratore Angelo Cavallo, rompendo il silenzio e parlando delle ipotesi al vaglio degli investigatori con il Corriere della Sera.

Era il 3 agosto quando Viviana Parisi, dj 43enne di Venetico (Messina) e il figlio Gioele Mondello, di soli 4 anni, sparirono nei boschi di Caronia dopo un incidente stradale sulla Messina-Palermo. L’8 e il 19 agosto vennero trovati i loro cadaveri. Quello della mamma vicino a un traliccio dell’alta tensione, e quello del bimbo a circa 400 metri di distanza, in mezzo ai rovi, irroconoscibile.

“La donna non presenta segni di morsi di animali di alcun tipo, né lesioni attribuibili a colpi inferti da terzi“, ha spiegato Angelo Cavallo. “In questo momento sembra prevalere l’ipotesi del suicidio“, ha aggiunto il medico legale Elvira Ventura, che ha seguito l’autopsia insieme alla collega Daniela Sapienza. Si attendono ancora gli esami tossicologici, per capie se Viviana Parisi avesse assunto dei farmaci e in che quantità.

“Nelle foto però si vede qualche ramoscello sopra il corpo, che sembra smentire una precipitazione“, ha fatto notare Pietro Venuti, legale di Daniele Mondello, marito della donna, al Corriere della Sera. Ma per gli inquirenti non ci sarebbero dubbi sulla caduta dall’alto della dj, e spiegano che i ramoscelli potrebbero essere stati spostati durante le ricerche.

Più difficile invece stabilire la causa della morte di Gioele: dalla Tac non sono emersi traumi rilevanti. “Possiamo solo procedere per esclusione e cercare di arrivare a un’ipotesi prevalente sulle altre, magari con l’aiuto di chi deve studiare la dinamica dell’incidente nella galleria, che ci può dire cos’è successo in quell’abitacolo, se per esempio il bambino ha battuto la testa”, ha spiegato Elvira Ventura.

“I vestiti di Giole sono puliti e in macchina non c’è alcuna traccia di sangue. Difficile pensare che fosse moribondo” dopo il sinistro. I testimoni oculari avrebbero visto la madre entrare nel bosco con il bimbo in braccio, sveglio.

“Non si può prescindere dal grave quadro psicologico in cui versava la donna. Come d’altra parte hanno riconosciuto subito i parenti stessi, a verbale, salvo poi cercare di ridimensionare la cosa a un leggero esaurimento da lockdown. A noi risulta che stesse male“, ha sottolineato Angelo Cavallo.

Il procuratore ha ammesso che Viviana potrebbe aver soffocato il piccolo Gioele. “Ci sta, ma non lo sapremo mai con certezza”, ha sottolineato al Corriere della Sera.



COVID. IL GOVERNO FERMI ANCHE LA CACCIA

 Roma (1 Novembre 2020) Domani il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte si presenterà in Parlamento per illustrare i contenuti del nuovo Decreto che dovrebbe prevedere nuove restrizioni sulla vita dei cittadini italiani per lottare contro il COVID. L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente in una nota chiede al primo ministro ancora una volta di sospendere, anzi di chiudere la stagione venatoria. "Non è ammissibile che mentre si impedisce ai ragazzi di andare a scuola, agli sportivi di allenarsi e si chiudono gli esercizi pubblici alle 18 si permette di continuare a tenere aperta la stagione della caccia. I cacciatori, escono in gruppi quasi sempre senza mascherina- si legge nella nota AIDAA- e rappresentano di fatto un particolare pericolo di contagio e di trasmissione del COVID non solo tra loro ma anche per le loro famiglie, senza contare che questi gruppi girano indisturbati tra regione e regione senza alcun controllo sulle disposizioni anticovid. Questo non è accettabile e per questo- conclude la nota AIDAA- chiediamo che nel DPCM che verrà quasi certamente approvato domani oltre ai nuovi sacrifici per la gente comune venga inserita la norma di sospensione della caccia sia in gruppo che singola perchp questi signori con i loro comportamenti non rispettosi delle regole sono come molti altri possibile fonte di contagio da Covid".



LATINA. OPERAZIONE CONTRO IL BRACCONAGGIO DELLA FORESTALE

 Blitz del Nipaf contro il bracconaggio: tre le persone denunciate a piede libero a seguito di un'attività investigativa condotta in queste settimane nelle campagne di Pontinia.

I carabinieri forestali del nucleo investigativo hanno sorpreso i bracconieri lungo le Migliare. Usavano, visto il periodo di migrazione, dei mezzi vietati per abbattere anatidi, tordi, quaglie e anche delle specie particolarmente tutelate. In particolare, utilizzavano dei richiami elettromagnetici per attirare gli uccelli migratori. I dispositivi erano dotati di timer e telecomandi a distanza.



CANI AVVELENATI SUL MONTELLO IN VENETO

 L’ennesima denuncia lanciata sui social è da parte di una montebellunese: “Volevo avvisare - scrive nel suo appello - che questo pomeriggio sul Montello tra presa 16 e presa 17, nella zona di via Colognese, è stata avvelenato l’ennesimo cane. Ancora bocconi avvelenati sul Montello, state attenti se andate a passeggiare sul bosco. Talmente letale questo boccone che la cagnolina di mio papà non ha fatto a tempo ad arrivare dal veterinario che era già morta. Ovviamente verrà sporta denuncia, nulla ci restituirà la nostra amata Ambra come nulla è quello che c’è al posto del cuore di queste persone piccole che compiono questi gesti ignobili”.


Resta oscuro il motivo di tali azioni, intanto alcuni veterinari suggeriscono ai possessori di animali di portarsi con sé una siringa contenente acqua ossigenata da “sparare nella bocca dell’animale”, azione che potrebbe salvargli la vita.