martedì 9 aprile 2019

SARDEGNA. SEQUESTRATO UN CANILE LAGER

 I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Olbia hanno perquisito e sottoposto a sequestro preventivo, su ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, un canile gestito da un’associazione di volontariato. L’associazione, incaricata della cura e della custodia di animali da affezione, sarebbe sospettata di detenere, fin dall’anno 2015, cani randagi in condizioni incompatibili con la natura di animali domestici producendo loro gravi disagi. L’istituto, a fronte di una capacità massima consentita di 300 animali, ne avrebbe ospitati oltre 500.
Le operazioni sono finalizzate a verificare le condizioni igienico-sanitarie nonché l’adeguatezza dei box per garantire e tutelare la salute degli animali. I reati per cui procede la Guardia di Finanza nei confronti dei due responsabili sono “falsità ideologica in certificati emessi da esercenti un servizio di pubblica necessità” e “abbandono di animali”, ma non si escludono ulteriori sviluppi delle indagini sulla scorta delle evidenze acquisite e delle valutazioni del magistrato inquirente.
Le Fiamme Gialle, attraverso l’analisi della documentazione acquisita, dovranno appurare anche l’eventuale sussistenza di altri reati connessi alla percezione di contributi pubblici. Alle operazioni del Nucleo Mobile del Gruppo Olbia hanno partecipato le componenti specialistiche della Squadra Cinofili ed i Baschi Verdi coadiuvate dalla Sezione Aerea Guardia di Finanza di Elmas che ha sorvolato la zona per documentare le condizioni dei box e di tutte le aree.

SI STA PROSCIUGANDO ANCHE IL LAGHETTO DEL PARCO DI CORBETTA


Continua il nostro monitoraggio dei fontanili, e dopo le poche piogge dei giorni scorsi abbiamo chiesto a Stefano Cattaneo di farci il punto della situazione sui fontanili ecco la sua puntuale relazione.

"Purtroppo nel Milanese a partire dalla fascia dei fontanili i terreni tendono a essere mediamente argillosi, per cui, a meno di piogge particolarmente abbondanti, l'acqua piovana, a differenza dell'acqua di irrigazione, non riesce a raggiungere la falda. 
Maggiore effetto ha la pioggia che cade nella zona a nord della fascia dei fontanili, essendo più sabbiosi quei terreni. Però ci vogliono diversi giorni prima che si veda un qualche effetto.
Mentre i secondari del Villoresi non sono stati aperti, e riguardo al Canale scolmatore, la grossa ferita che svuota la falda, al mio ultimo controllo non era stata immessa acqua dell'Olona, ne erano state sollevate le chiuse a vela.
Va però aggiunto che se non fosse piovuto, la fauna ittica sarebbe scomparsa in tutti i fontanili a Rischio. La pioggia ha alzato solo di pochi millimetri il livello, ma ha ossigenato l'acqua.
Allo stato attuale:
Battistino: Nessun segno di vita. Spero siano rimaste uova, o qualche piccolo pesce che mi sia sfuggito, dato che a detta dei pescatori locali, vi si trovava un pesce, da loro chiamato Rosellina, esistente solo in quel fontanile, e nel Magna e Trebbia completamente prosciugati.
Mentre nei Fontanili Grande, Prati Nuovi, Breuss, San Carlo la situazione è allo stremo, due-tre giorni di sole e la fauna si estingue per mancanza di ossigeno (oltre all'attività degli aironi, molto cresciuti in questi anni, tartarughe d'acqua (e ho notato anche un Ibis sacro del Nilo)

Diversi altri non controllati in questi giorni sono in grave situazione, e oltre ai fontanili, sta prosciugandosi anche il laghetto del parco pubblico di Corbetta.

lunedì 8 aprile 2019

VALTELLINA. FINALMENTE UN BRACCONIERE IN GALERA

Arresti domiciliari per un uomo di 57 anni di Piateda, ufficialmente allevatore ma nei fatti bracconiere. Giovedì sera è stato arrestato dai carabinieri di Ponte con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, porto d’armi e caccia di frodo. Essendo persona nota per le sue inclinazioni (in passato ha rimediato una condanna e diverse denunce) i carabinieri lo tenevano d’occhio e non vedendolo a casa, hanno atteso il suo ritorno.
Quando l’uomo si è reso conto della presenza dei militari nei pressi di casa sua anziché fermarsi al loro alt, si è dato alla fuga. Una volta fermato, i militari hanno perquisito l’interno del suo fuoristrada e hanno trovato un coltello e del munizionamento adatto per la caccia.
In un primo momento l’uomo ha negato di essere uscito per una delle sue “battute” di frodo e così i militari hanno chiamato sul posto i vigili del fuoco di Sondrio che con i fari delle loro camionette hanno illuminato il lato della strada che da Piateda sale in quota. Alla fine, però, il bracconiere si è deciso a parlare e ha indicato ai militari il luogo in cui dove - poco prima - aveva gettato il fucile che era riuscito a lanciare dal finestrino mentre cercava di sfuggire ai carabinieri.
Interrogato dal giudice, è stato messo ai domiciliari. L’uomo già l’anno scorso era incorso con il personale dei carabinieri di Ponte in Valtellina nei medesimi problemi, dopo che lo avevano trovato con la carcassa di un animale. In quel frangente fu arrestato non solo per porto d’armi e caccia di frodo ma anche per resistenza a pubblico ufficiale. Nel 2008 fu invece condannato a 18 mesi (con l’indulto) per resistenza e violenza. Sorpreso dagli agenti della polizia provinciale, si era scagliato contro di loro cercando di speronare la loro Panda con la sua Land Rover. Successivamente aveva convinto alcuni amici a giurare il falso per garantirgli un alibi e così a giudizio sono finiti in quattro.

I GATTI CAPISCONO QUANDO LI CHIAMI PER NOME


(ANSA) - MILANO, 5 APR - Se il vostro micio non risponde quando lo chiamate, probabilmente è perché non ne ha voglia: una ricerca giapponese ha infatti dimostrato che anche i gatti sanno riconoscere quando pronunciamo il loro nome, proprio come fanno i cani. Un nuovo punto a favore dell'intelligenza felina, segnato nero su bianco dai ricercatori dell'Università di Tokyo sulla rivista Scientific Reports.
Lo studio è stato condotto su 78 gatti domestici abituati a vivere in casa o nei cosiddetti 'cat cafè', caffetterie tematiche la cui principale attrazione è quella di permettere ai propri clienti di osservare e giocare con i gatti che vivono nel locale. Durante l'esperimento, uno dei ricercatori o lo stesso proprietario del felino doveva ripetere più volte quattro parole simili al nome del gatto, per abituarlo all'ascolto, e poi aggiungere il nome dell'animale, per vedere se e quando reagiva miagolando, drizzando le orecchie, muovendo la testa o la coda. I risultati dimostrano che anche i gatti riconoscono il proprio nome, distinguendolo da altre parole con lunghezza e accento simile, anche quando a pronunciarlo è una persona estranea. Tutti i felini hanno dimostrato di avere più o meno la stessa abilità, anche se quelli abituati a vivere nei 'cat cafè' faticano di più a distinguere il proprio nome da quello degli altri gatti che vivono nel locale, probabilmente perché li sentono pronunciare spesso insieme: questa mescolanza li porterebbe ad associare ricompensa e punizione non solo al proprio nome, ma anche a quello degli altri.(ANSA).

POMPIERI SALVANO CERBIATTO DALLE ACQUE DEL TICINO

Come spesso avviene con la primavera e le prime nascite dei tanti animali che popolano il parco del Ticino o le prealpi, capita che qualche cucciolo si perda o si allontani dalla propria mamma, finendo nei guai. Ma, oggi, un cerbiatto, è stato molto fortunato. Dopo esser caduto nelle acque del Ticino è stato notato da alcuni passanti, che hanno allertato i Vigili del Fuoco, che prontamente giunti con due mezzi, con una corda e tanta professionalità e forza, lo hanno fermato dalla corrente e lo hanno riportato sull’alzaia,  stremato, ma, salvo. Dopo averlo riscaldato e asciugato lo hanno consegnato ad un centro faunistico della zona, affinché possa recuperare il suo habitat.
Ma, oggi, un cerbiatto, è stato molto fortunato. Dopo esser caduto nelle acque del Ticino è stato notato da alcuni passanti, che hanno allertato i Vigili del Fuoco, che prontamente giunti con due mezzi, con una corda e tanta professionalità e forza, lo hanno fermato dalla corrente e lo hanno riportato sull’alzaia,  stremato, ma, salvo. Dopo averlo riscaldato e asciugato lo hanno consegnato ad un centro faunistico della zona, affinché possa recuperare il suo habitat.

la storia

domenica 7 aprile 2019

PASQUA. CALANO DEL 28% LE PRENOTAZIONI DI CARNE DI AGNELLO RISPETTO AL 2018

Lo scorso anno le macellerie ed i banconi carne dei supermercati e dei mercati furono invasi da oltre sette milioni di carne di agnello, dei quali ne furono consumati in occasione della pasqua circa 6,5 milioni di chili di carne di agnello. Lo scorso anno (2018) dopo una serie di anni in recessione, nelle cento macellerie monitorate da otto anni dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente si registrò a due settimane esatte dalla Pasqua un incremento del 40% delle prenotazioni rispetto al 2017, quest'anno invece a ieri sera le prenotazioni nelle macellerie sono scese del 28% un dato che se confermato porterà entro Pasqua ad un consumo complessivo di circa 5,3 milioni di chili di carne di agnello pari a circa 652.000 capi di agnello macellati. Ma nonostante questa decrescita dovuta sia al costo eccessivo della carne di agnello che in questi giorni aumenta fino al 30% rispetto al prezzo medio del resto dell'anno (escluso Natale) si prevede che comunque saranno macellati oltre 900.000 capi di agnello per permettere l'immissione sul mercato di quasi otto milioni di chili di carne di agnello, che dopo pasqua specialmente sui banconi dei supermercati sarà venduta con sconti fino al 50%. "Si tratta di un massacro assolutamente insensato- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- che non risponde nemmeno alle esigenze delle richieste di mercato, a questi numeri vanno inoltre aggiunti gli agnelli sgozzati e venduti abusivamente dagli stessi pastori il cui numero è imprecisato ma sicuramente superiore ai 100.000 capi con un evasione fiscale di almeno un milione e mezzo di euro, chiediamo che si fermi questa strage, chiediamo a tutti di celebrare la pasqua vegetariana senza consumare carne non solo di agnello ma di qualsiasi altra creatura vivente".
loro due moriranno

STA BENE ED E' SERENO IL CANE CORSO ACCUSATO (INGIUSTAMENTE) DI AVER SBRANATO IL PADRONE

Non è ancora chiaro effettivamente cosa sia successo quel giorno al parco della Borghesiana a Roma, ma da quanto abbiamo saputo dai volontari che operano all'interno della muratella il cane Corso accusato di aver ucciso il suo padrone a morsi, si mostra giorno dopo giorno tranquillo, molto distante dal cane cattivo descritto appena dopo i fatti avvenuti negli ultimi giorni di marzo che hanno portato purtroppo alla morte del suo padrone, morsicato durante una colluttazione forse da un cane pastore (nel parco c'era un gregge di pecore con i cani pastori a loro difesa). Intanto sono passate circa due settimane da quando è accaduta la tragedia e noi domani inizieremo le pratiche per l'affido e la rieducazione del cane chiedendone la custodia e specificando il percorso rieducativa al giudice che ne ha predisposto il sequestro.
SIAMO QUASI CERTI CHE NON SIA LUI