domenica 4 dicembre 2016

CANE CIECO LASCIATO IN AUTO: DENUNCIATO


(ANSA) - LIDO DI CAMAIORE (LUCCA), 3 DIC - Una coppia di Prato è stata denunciata dalla polizia a Viareggio per maltrattamento di animali, commesso ai danni di un barboncino cieco, abbandonato in auto senza cibo e acqua all'interno. A segnalare la presenza dell'animale è stato un cittadino, attratto dal continuo abbaiare dell'animale: i poliziotti sono intervenuti verso la mezzanotte in una strada di Lido di Camaiore. Gli agenti si sono immediatamente attivati per la ricerca dei proprietari dell'animale che era in difficoltà respiratoria per il continuo abbaiare e per la mancanza di aria.
    I proprietari sono arrivati poco dopo: erano in una casa nei pressi, dove si trovavano dalle 19 a cena da amici che non gradivano la presenza del cane. I due hanno cercato di giustificarsi dicendo che l'animale era da tempo malato di diabete e ormai cieco ed hanno rimproverato il cittadino che aveva richiesto l'intervento della polizia.

CANI BANZI. SCATTANO LE DENUNCE

Sono state inviate alla procura della repubblica di Potenza le denunce firmate dal presidente di AIDAA Lorenzo Croce  in relazione alla morte di diverse cani e gatti avvenute negli ultimi mesi nel comune di Banzi. AIDAA nei mesi scorsi aveva messo una taglia sui responsabili del presunto avvelenamento, della vicenda si erano interessate anche le televisioni e i media. Ora dopo una accellerata delle indagini anche grazie ad interventi di "autorità superiori" sono scattate le denunce contro i presunti responsabili sia degli avvelenamenti, sia della situazione di omertà che si era creata nel piccolo paese lucano. Nei prossimi giorni nuovi aggiornamenti. 


sabato 3 dicembre 2016

BRINDISI. NON CE L'HA FATTA IL MICIO SOCCORSO AL CIMITERO

Brindisi (3 dicembre 2016) - Questa mattina i volontari della sezione AIDAA - MICETTI DI BRINDISI  guidati dalla presidente vicaria nazionale di AIDAA Antonella Brunetti nel giro consueto di ricognizione cibo , pulizia postazioni e coccole per i mici della colonia cimitero di Brindisi , ci siamo imbattuti verso le 10.15 in uno dei gatti della suddetta colonia, maschio, bianco e nero di circa 9 mesi riverso nel terreno, disidratato inerme, tanto da farsi prendere in braccio per essere condotto d'urgenza presso un VETERINARIO. Il riscontro da primi accertamenti riconduce a grave anemia, enterite e letargia. A nulla é valso l'immediato soccorso , terapia in vena e fluido , il micio è deceduto. Il sospetto ricade su una intossicazione alimentare o un parvovirus. Si attendono altri riscontri post mortem.

In tale frangente abbiamo salvato un altro gatto dalle fauci di un cane di proprietà lasciato incustodito, Individuati, i proprietari sono stati duramente redarguiti dai volontari, che hanno riscontrato in loro una certa propensione al malgoverno generale del cane di razza chow chow lasciato libero all'interno del cimitero come fosse in una qualsiasi area cani. Chiamata sul posto, la polizia municipale non è intervenuta mentre invece sono intervenuti i responsabili della direzione cimiteriale.




ELEMOSINE PER PAGARE I FUCILI DEI PRETI CACCIATORI?

PRETI CACCIATORI: ELEMOSINE PER PAGARE LICENZA, FUCILI E PROIETTILI?

Roma (3 DICEMBRE 2016) . Quello dei preti cacciatori è una affare di cui si parla poco. In Italia sono circa 230 i preti che praticano la caccia, tra cui qualche vescovo e monsignore (molti di più sono queLli che invece a tavola si radunano per banchettare mangiandosi i cadaveri ammazzati dai loro confratelli assassini di animali). In realtà la gestione della caccia costa mediamente 2.000 euro l'anno sommando i costi della licenza annuale, a quelli del vestiario, dei fucili e della loro manutenzione e dei proiettili usati per ammazzare gli animali. Ora sorge una domanda spontanea con quali soldi vengono pagati questi vizi assassini dai signori prete? Molti ci dicono con la loro pensione, altri ci dicono con il loro stipendio di professore di religione (SIGH) altri ancora dicono senza alcun problema che si usano i soldi che la chiesa passa loro per vivere. Tutto questo ci pare quantomeno contradditorio rispetto all'amore e alla vita che i preti dovrebbero insegnare, cacciatori o meno che siano. "Ci domandiamo se davvero i fedeli sono cosi contenti da avere dei parroci o dei preti cacciatori che dopo che celebrano l'eucarestia con le mani sporche di sangue innocente- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- è uno scandalo al quale il papa dovrebbe mettere fine una volta per tutte e scomunicare i suoi pastore che anzichè pascere le pecore uccidono i cinghiali".

BLITZ ANIMALISTA CONTRO IL PRETE CACCIATORE

MARANELLO. Torre Maina è deserta. All’indomani del blitz notturno del movimento “100% animalisti” il paese è impegnato nelle normali attività di un giorno feriale e non c’è nessuno per la strada. Tanti non si sono nemmeno accorti di quello che è avvenuto poche ore prima.
Nel buio, un gruppo di animalisti ha tappezzato la zona della chiesa con una decina di volantini, su cui era stampato il volto di don Pierino Sacella,sacerdote di Torre Maina da vent’anni.

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«Un servo di dio cacciatore? Come se il demonio celebrasse la messa... 5º comandamento “non uccidere”. Don Pierino Confessati!”. E la parola “don” cancellata con una X, quasi a voler scomunicare la figura del sacerdote.
Del raid non resta nulla, se non un volantino strappato nei pressi della chiesa. Già nelle prime ore del mattino erano stati rimossi dai cartelli stradali, dai bidoni dei rifiuti e dal presepe che si trova sul sagrato. Poi don Pierino ha provveduto a chiamare la polizia municipale per denunciare l’accaduto.
Anche la parrocchia, come il paese, è deserta. Il cortile interno, ben curato, ospita i due cani da caccia che sornioni riposano, ma don Pierino non c’è. Raggiunto al telefono sceglie il silenzio:«Non fatemi dire nulla, per favore».
Di quanto avvenuto preferisce non parlare, è ovviamente deluso e scosso; ma non intende alimentare l’odio, sia per evitare di aizzare ulteriormente il caso mediatico sia per proteggere la comunità di Torre Maina, timoroso che si possano verificare nuove incursioni, magari durante le celebrazioni in chiesa.
Non ha mai nascosto la sua passione, che da anni convive con la sua vita di sacerdote, durante la quale è stato anche cappellano dell’Accademia Militare. Un hobby che gli aveva provocato qualche guaio per una battuta di caccia fuori dai periodi stabiliti, come ammesso durante una testimonianza al processo sull’omicidio di Franco Gatti. La caccia, secondo don Pierino, è un’attività lecita se svolta nel totale rispetto delle leggi dello Stato e non è sicuramente l’unico sacerdote cacciatore in Italia.
Ma perché il movimento animalista ha colpito proprio lui?
La motivazione va trovata in un’intervista rilasciata dal sacerdote pochi giorni fa incentrata sulla sua passione per l’attività venatoria: «Non uccidere? Le bestie sono escluse. I fedeli dicano quel che vogliono, il mio è un hobby. Se caccio un capriolo organizzo un bel pranzo con tutti i parrocchiani. E dovete vedere che festa ogni volta».
Parole che alle orecchie degli animalisti sono suonate come una provocazione e che vanno ad incastrarsi in un periodo delicato, in cui proprio i sacerdoti con l’hobby della caccia sono al centro di furiose polemiche. Pochi giorni fa, il presidente di Aidaa (Associazione Italiana difesa animali e ambiente) Lorenzo Croce scriveva una lettera aperta a Papa Francesco chiedendo la scomunica per tutti «i preti che praticano la caccia, pratica vergognosa che si basa sulla violenza e sulla morte, quindi in netto contrasto con i principi di amore dettati dal cristianesimo».
Da qui il blitz del movimento “100% animalisti” molto attivo nel nord est e che nel proprio sito si definisce come «associazione no profit nata nell’aprile del 2003». I suoi fondatori sono «tre amici, Paolo, Jasmine e Federico» e «solo chi è vegano o al massimo vegetariano» può entrarvi. Nel loro sito, oltre alle diverse azioni simili a quella di Torre Maina compiute nel corso del tempo, vi è anche una raccolta stampa in cui si esulta per le morti dei cacciatori, siano esse dovute ad incidenti di caccia o a malattie.

ANCORA TRAFFICI DI CANI DAL SUD AL NORD

Sette segnalazioni alla guardia di Finanza sono in partenza in relazione a gruppi (in alcuni casi affiliati ad associazioni nazionali riconosciute) che praticano il trasferimento illegittimo e con mezzi di fortuna di cani dal sud al Nord italia e poi li vendono o li offrono attraverso i siti di acquisto e vendite.  La segnalazione è scattata in seguito ad un controllo a tappeto dei siti di vendita e offerta di cuccioli non solo di razza. Vi tengo informati sugli sviluppi.

venerdì 2 dicembre 2016

E' MORTO IL CANE CHE SOCCORREVA I DISPERSI

(ANSA) - AVEZZANO (L'AQUILA), 1 DIC - "Berhault è stato per molti una mascotte, per Antonello un amico fedele, ma per noi innanzitutto un ottimo soccorritore". Nel Cnsas Abruzzo lo ricordano così il "tecnico a quattro zampe in pensione" Berhault, dal 2006 al 2015 a lavoro al fianco del suo conduttore, Antonello Iacobucci, che ieri è morto. Ha partecipato a tante operazioni: dal terremoto di L'Aquila alle innumerevoli ricerche di persone disperse, fino in ultimo, a Venarotta, per la tragedia dei due caccia dell'Aeronautica Militare. Il suo è stato un curriculum che per molti suoi "colleghi" resta ancora ambiziosissimo. Ultimo allievo di Filippo Fazi, il coordinatore nazionale che negli anni '90 ha introdotto l'unità cinofila nel Soccorso Alpino Abruzzese, Berhault si è prima abilitato per la ricerca in superficie e poi per quella in valanga, turnando così, in compagnia del suo conduttore e durante la stagione invernale, all'elisoccorso del 118.