sabato 4 ottobre 2014

GATTO LEGATO ALLA MANIGLIA DELLA PORTA


Avviene in una frazione di Pietasanta qui una famiglia da mesi tiene il gatto di casa legato ad una maniglia, l'animale è costretto a vivere con una corda al collo. Nei giorni scorsi la segnalazione arrivata al sito segnalazionereati@libero.it e di conseguenza la denuncia e la richiesta di immediato sequestro del micio. Vi teniamo aggiornati. 

venerdì 3 ottobre 2014

PROTESTA AIDAA. DOMENICA CANI IN CHIESA E CIMITERI

AIDAA. DOMENICA PORTIAMO I CANI IN CHIESA E AL CIMITERO

Roma (3 ottobre 2014) – Siamo stanchi di non poter portare i nostri cani al cimitero o in altri luoghi di culto a partire dalle chiese cattoliche che vietano l'ingresso dei cani non solo durante le funzioni ma durante tutta la giornata. Diciamo basta e facciamolo con un gesto simbolico e preciso. Domenica 5 ottobre tutti i proprietari di cani che decidono di far visita ai loro morti portino fido con se, e lo stesso chiediamo a chi decide di andare a messa o semplicemente a fare una visita in chiesa,anche a loro AIDAA chiede di portare con se fido ovviamente al guinzaglio e se in chiesa in occasione di funzioni pubbliche come le messe con la museruola morbida in modo che non disturbi magari con qualche abbaio improvviso la celebrazione,ma lui, il nostro cane ha il diritto di stare con noi in chiesa e sopratutto al cimitero. Perchè questa vera e propria chiamata alla disobbedienza civile lanciata da AIDAA? Ce lo spiega il presidente nazionale Lorenzo Croce: “Ogni giorno appaiono sempre più cartelli che vietano l'ingresso di cani nelle chiese, negli oratori e nei cimiteri in particolare quelli cattolici- ci dice il presidente di AIDAA- Noi intendiamo protestare e per questo chiediamo a tutti i proprietari di cani di portali con loro sia in chiesa che al cimitero a trovare i nostri cari. Basta divieti e basta discriminazioni- conclude Croce- se pensiamo che il Duomo di Milano è diventato una specie di ipermercato della fede dove sono apparsi pure i registratori di cassa alla faccia della religione, ci pare giusto dire la nostra e chiedere che i fedeli che lo vogliono possono portare in chiesa con se fido e anche al cimitero a trovare i cari defunti e voglio proprio vedere chi ci caccia fuori o ci da la multa”.

CACCIA. OLBIA: 1 CACCIATORE MORTO, 1 DODICENNE FERITO



Nuovo incidente mortale in Sardegna dopo quello di domenica scorsa nel quale era deceduto un ragazzo di 12 anni nelle campagne di Irgoli. Questa mattina un capo battuta, Paolo Serra, di 66 anni, residente a Arzachena, mentre si trovava in posta, col fucile pronto a sparare, forse è scivolato, l'arma gli è caduta di mano e due colpi son partiti ferendolo dal basso verso l'alto, all'altezza del femore, portandolo in breve tempo alla morte nelle campagne di San Pantaleo.

La vittima è il capo squadra di Monticanaglia. Questa mattina Paolo Serra, di 66 anni, residente nella frazione di Arzachena, era impegnato in una battuta di caccia ma mentre era in posta si è ferito mortalmente col suo fucile che forse è scivolato. Sono stati inutili i tentativi di salvargli la vita da parte dei suoi compagni prima e poco dopo degli operatori del 118 arrivati nelle campagne di San Pantaleo, in località Monti di Li Scopi quando mancavano pochi minuti alle 9. Ai medici non è rimasto altro che constatare il decesso. E' il secondo morto in una settimana di caccia grossa, il quarto ferito in appena sette giorni.
 
L'altro ieri un uomo di Monserrato era rimasto ferito ad un piede; domenica scorsa un ragazzino di 12 anni, colpito per errore da un cacciatore nelle campagne di Irgoli, era morto dopo alcuni giorni di agonia; mentre giovedì un cacciatore di 62, era stato ferito al volto da un proiettile partito dall'arma di un compagno di battuta nelle campagne di Esporlatu. Sul luogo dell'incidente di oggi sono intervenuti i carabinieri del Reparto territoriale di Olbia, i Vigili del fuoco e agenti della Corpo Forestale. 

Solo i cacciatori dell'autogestita Norghio di Irgoli, il paese dove la settimana scorsa un ragazzo di 12 anni è morto in un incidente di caccia, hanno accolto oggi l'invito a non sparare dei capo caccia locali, che intendevano così ricordare la giovane vittima. Nei paesi vicini, nelle compagnie della Baronia, l'invito dei capo caccia irgolesi non è stato accolto. "Quante vittime ci sono già state in questi anni - è stato il commento dei cacciatori - se dovessimo rinunciare a sparare ogni volta che c'é un incidente, ogni domenica dovremmo restare a casa". Ad Irgoli domenica scorsa è stato ferito accidentalmente alla testa Andrea Cadinu, di 12 anni, morto dopo 36 ore di agonia in ospedale. 

Con l'invito a non sparare questa domenica, i cacciatori di Irgoli hanno tentato di risvegliare la sensibilità davanti ad una tragedia che ha colpito l'intera comunità, e che ha posto molti interrogativi. Oggi, tuttavia, nelle campagne baroniesi e sarde hanno sibilato i colpi di fucile, e l'invito a lasciare per un giorno le doppiette appese é rimasto pressoché inascoltato. E questa mattina un nuovo cacciatore è morto a San Pantaleo.

PIOMBINO. FUCILATA AL VOLTO.MUORE CACCIATORE

(ANSA) - PIOMBINO (LIVORNO), 02 OTT - Incidente di caccia nel Livornese. Un cacciatore di 59 anni di Piombino è morto stamani verso le 9 dopo essere stato colpito al volto da una fucilata esplosa da un altro cacciatore, un 73enne anch'egli piombinese. L'incidente è accaduto in località Promontorio. A dare l'allarme è stato lo stesso 73enne che alla polizia, subito arrivata sul posto, ha raccontato di aver mirato ad una ghiandaia che si stava alzando in volo, colpendo invece inavvertitamente l'altro cacciatore.

PREMANA. CACCIATORE SPARA E FERISCE UN RAGAZZINO


Lecco. Cacciatore spara. Ferito un ragazzino

Premana - Esce di casa con il fratellino e gli sparano.
luridi bastardi assassini

Un caso che lo stesso sindaco, Nicola Fazzini, non esita a definire «gravissimo».

Nella mattina di domenica scorsa, i due minorenni si sono avventurati per una passeggiata nella parte alta del paese, dalle parti dell’Alpe di Mosnico - zona peraltro non disabitata e nemmeno tanto isolata e non molto distante dalla cooperativa -, quando il maggiore, 12 anni, è stato colpito di striscio da pallini di un fucile da caccia: il ragazzino ha riportato leggeri ferite alla gamba e alla schiena.

Immediato il ritorno a casa con il fratellino di due anni Poi, la corsa all’ospedale “Alessando Manzoni” di Lecco dove, per fortuna, i sanitari non hanno riscontrato lesioni tali da creare preoccupazione per la salute del ragazzino. La prognosi è stata di tre giorni. Dunque, è andata bene.

«E meno male è andata così - sbotta il sindaco Fazzini -. Pur nella coincidenza per cui il ragazzino non ha riportato lesioni preoccupanti, il fatto rimane comunque sempre grave, anzi, gravissimo. Non finisce qui. Non è possibile che, in stagione di caccia, dalle nostre parti si abbia paura ad uscire di casa temendo di essere impallinati».

CANE SPARA AL CACCIATORE. FERITO 82ENNE


Non è una “bufala” inventata ad arte o una trovata giornalistica sul modello di “uomo morde cane”.
E’ accaduto veramente ad un cacciatore di Zorlesco di Casalpusterlengo (Lo), che aveva inavvertitamente appoggiato la sua doppietta ad un palo.
Un brusco movimento del suo cane l’ha urtata facendola cadere, causando così l’esplosione di un colpo che ha raggiunto il suo padrone ad un piede.
L’82enne in questione, impegnato in una battuta di caccia, è stato portato immediatamente in ospedale dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico.
L’episodio ha fatto riesplodere l’annosa polemica sull’attività venatoria, e viene da chiedersi chi possa aver rinnovato la licenza di caccia ad una persona così avanti negli anni. Che per la sua sbadataggine rischia di rappresentare una mina vagante, un pericolo per se stesso e per quelli che gli stanno intorno.
La dinamica dell’incidente è tuttavia sospetta, e l’ipotesi che a far partire il colpo sia stato un compagno di battuta o lui stesso è tutt’altro che un’idea fantascientifica. Accollare la colpa al cane servirebbe così a sollevare chiunque da ogni tipo di responsabilità e a mettere al sicuro le licenze di caccia.
Non molto distante dal luogo dell’incidente, più precisamente a Premana, in provincia di Lecco, un ragazzino di 12 anni è stato raggiunto da due colpi di fucile alla gamba ed alla schiena. Ricoverato in ospedale è stato dimesso dopo la rimozione di diversi pallini da caccia. L’adolescente, fatto ancor più grave, era in compagnia del fratellino di appena 2 anni, rimasto illeso.
Dopo la denuncia spiccata contro ignoti, i carabinieri sono sulle tracce degli autori del folle gesto.
Dalle prime indiscrezioni sembra che sul luogo dell’incidente non ci fossero cani a cui accollare la colpa.

fonte http://www.lultimaribattuta.it/9420_cane-spara-ad-cacciatore-ferito-82enne

DOMANI PEDALIAMO IN TUTTO IL MONDO PER SALVARE L'ARTICO

RICEVIAMO DA GREEN PEACE LOCALE E VOLENTIERI DIFFONDIAMO
PEDALATA POLARE



IL 4 OTTOBRE PEDALIAMO IN TUTTO IL MONDO PER SALVARE L’ARTICO



L’Artico, dimora degli orsi polari, è sotto assedio.
Il cambiamento climatico, le attività di estrazione di idrocarburi e la pesca industriale stanno minacciando il fragile equilibrio di questo vulnerabile territorio.
Questa regione in cima al mondo, per quanto remota, svolge una importante funzione di regolazione della temperatura globale del nostro pianeta.
Negli ultimi 30 anni l’Artico ha perso il 75% del suo volume e lo scorso settembre l’estensione del ghiaccio ha toccato il minimo storico.
Lo scioglimento di ghiaccio ha aperto nuove vie di transito e l’Artico, un tempo irraggiungibile, è ora
diventato la meta privilegiata di giganti petroliferi senza scrupoli.
Quest’anno, dall’Alaska, alla Norvegia, alla Russia, molte compagnie sono già pronte a dare inizio alle attività estrattive a danno dell’Artico. Una nuova corsa al petrolio sta per cominciare e noi vogliamo fermarla!
Paradossalmente, questa folle corsa al petrolio è guidata da Shell. Dopo aver tentato di trivellare l’Alaska, fallendo miserabilmente,  il gigante del petrolio però non si è arreso e questa volta è pronto a tornare!
Insieme a Shell, altri giganti petroliferi sono pronti a rischiare una devastante marea nera di petrolio nelle acque dell’Artico.
I rischi connessi alla fame di oro nero continuano a minacciare anche il nostro territorio. Shell ha progetti di trivellazione dal Canale di Sicilia al Mar Ionio al Golfo di Taranto ed Eni continua a minacciare il nostro Mediterraneo.
Non è tardi per mettere fine a questa corsa all’oro nero. Per questo motivo abbiamo bisogno del vostro aiuto per una pedalata globale per salvare l’Artico!



IL 4 OTTOBRE, IN TUTTO IL MONDO, MIGLIAIA DI PERSONE SI RIUNIRANNO PER SALVARE L’ARTICO E DIRE NO AI GIGANTI DEL PETROLIO CHE LO MINACCIANO.
Questo che vi rivolgiamo è un appello alla mobilitazione.
Cosa: una giornata di mobilitazione internazionale che consisterà in una biciclettata in tutto il mondo per lanciare un messaggio importante: Salviamo l’Artico!
In questa giornata vogliamo chiedere alla gente di unirsi a noi. Portate la vostra bicicletta e pedalate con noi. Se non avete la bicicletta, portate i vostri bambini e amici e venite a trovarci per una giornata polare in onore dell’Artico
Quando: Il 4 OTTOBRE si svolgerà una pedalata internazionale. In Italia contiamo di organizzare questa mobilitazione in diverse città. Alla logistica ci pensiamo noi!
Come: Greenpeace cerca la collaborazione di altre associazioni, gruppi, comitati, cooperative, consorzi, singoli cittadini… di tutti! Vogliamo stare insieme, dare vita a una giornata globale ovviamente pacifica, colorata, significativa. Per dire che abbiamo a cuore l’Artico, il nostro pianeta, gli animali che ci vivono e tutti noi.
Cosa abbiamo  pensato di fare: Un percorso in bicicletta/roller/ monopattino etc.
  • Partenza dai giardini di porta Venezia (Giardini pubblici Indro Montanelli)
  • Ritrovo alle ore 10.30, partenza alle 11
  • Ci saranno giochi per bambini, face painting e molto altro.
Se intendi darci una mano raggiungici: ogliamo essere tanti, uniti, forti.
Gruppo Locale Greenpeace Milano