giovedì 21 aprile 2016

LAGHETTO DEI TIGLI. IL COMUNE "DEVE" SALVARLO


Milano (21 Aprile 2016) - Il comune è responsabile di quanto accaduto in questi anni presso il lago dei Tigli, in quanto con una scelta scellerata senza tener presente la situazione delle persone che gestivano il laghetto e dei suoi animali ha deciso la chiusura del lago per fare un favore ad Expo infischiandosene del fatto che Monica Fasano e i suoi animali da quel momento non avrebbero più avuto un reddito derivato dalla gestione del laghetto e dell'annesso bar per potersi sostentare, ed oggi a due anni di distanza si vuole buttare fuori la Fasano e portare via i suoi animali adducendo che lei non li tratta che dovrebbero essere trattati nel loro benessere. 
Questo è assolutamente inaccettabile in una città come Milano dove questa amministrazione tollera centinaia di famiglie (che forse portano voti ad una specifica parte politica) abusive che vivono nei condomini in gestione Comunale attraverso la controllata Metropolitana Milanese, tollerano Centri Sociali di varia natura che in nome della socialità specialmente di estrema sinistra aprono spazi pubblici, bar e altre strutture in maniera assolutamente abusiva ed illegale senza che il comune intervenga.
Questo comune che accetta che ci siano centinaia di irregolari che chiaramente sfruttare da diversi racket chiedono soldi ai lati delle strade e vendono abusivamente nel centro storico, e che molti di loro elemosinano con l'ausilio di cani tollerati se non protetti da questa amministrazione comunale.
E' intollerabile che questo comune non abbia il coraggio di ammettere di aver messo una persona e i suoi animali sul lastrico per favorire Expo e che ora con la scusa che ella non riesce a pagare l'affitto e che non sarebbe autorizzata a tenere cosi tanti animali la voglia sfrattare e voglia spostare gli animali che lei detiene con il cuore, tra mille difficoltà ma sicuramente con amore.
Il comune, la giunta Pisapia è responsabile di questa situazione vergognosa che vuole risolvere mandando gli ufficiali giudiziari e la polizia per risolvere una questione annosa di cui ha tutte le responsabilità politiche, umane ma sopratutto morali.
Se qualcuno deve essere denunciato per maltrattamento di animali è chi ha voluto e permesso questa situazione e non certo che l'ha subita ed in questi anni ha fatto tra mille difficoltà e sicuramente alcuni errori tenere con se i propri animali ai quali ripeto tra mille difficoltà ha dedicato la vita giorno dopo giorno.
Ora lo sgombero di questa mattina è stato rinviato, ma la soluzione a questo problema è solo di natura politica, in quanto solo dando la possibilità a questa signora di rimettere a reddito l'area e permettendogli di restare almeno per altri cinque anni, si potrà rimettere in piedi una situazione certamente difficile, ma non la peggiore che io conosca in questa città che si riempie la bocca di accoglienza e poi sbatte su una strada e chiude in un canile (seppure bello) cani sottratti alla padrona alla quale prima hanno sottratto il diritto al reddito e con questo hanno minato, ma per fortuna non distrutto la sua dignità di donna e di amante degli animali.
La soluzione si può e si deve trovare tenendo in stand-bye tutti gli arretrati, dando garanzia di gestione dell'area per almeno altri cinque anni e permettendo in via provvisoria la rimessa a reddito di questa area. 
Noi se saremo chiamati a dare la nostra opinione ed il nostro contributo siamo pronti, se no non importa non abbiamo manie di protagonismo, ma riteniamo vergognoso che il comune di Milano riduca alla fame una persona togliendole il solo reddito possibile chiudendo il laghetto e che poi la accusi di non poter mantenere i propri animali e pagare l'affitto di una struttura che loro stessi gli avevano dato in concessione. 
Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA