venerdì 25 maggio 2018

LETTERA APERTA ALLA MAMMA DI FILIPPO: "LEI DIFENDE L'INDIFENDIBILE".

LETTERA APERTA ALLA MAMMA DI FILIPPO CONTRI: "LEI DIFENDE L'INDIFENDIBILE"
Roma (25 maggio 2018) - UNA DURA VIDEO LETTERA  DEL PRESIDENTE DI AIDAA LORENZO CROCE IN RISPOSTA AI COMMENTI DELLA MAMMA DI FILIPPO CONTRI CHE DIFENDEVA IL FIGLIO DALLA NOSTRA DENUNCIA E DALLA RICHIESTA DI SEQUESTRO DEL CANE AL QUALE IL SIGNOR CONTRI FILIPPO HA TAGLIATO LE ORECCHIE E LA CODA MUTILANDOLO E COSI VIOLANDO LA LEGGE.


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Gentile signora,

Sono Lorenzo Croce presidente AIDAA, si sono quello che ha denunciato quell'incosciente di suo figlio Filippo che in televisione è andato di fatto ad autodenunciarsi annunciando che picchia il cane doberman di famiglia, e che ha provveduto al taglio della coda e delle orecchie, motivo questo per il quale è finito nei guai oltre che Filippo anche il veterinario che ha tagliato orecchie e coda nonostante esista una legge che lo proibisce dal 2010.
Tagliare la coda e le orecchie al cane è un reato penale, picchiare il cane, e istigare la gente a fare altrettanto è anche questo un reato penale. E noi per questo non potevamo fare altro che denunciare Filippo alla magistratura E CHIEDERE IL SEQUESTRO CAUTELATIVO DEL SUO CANE.

Non entro nel merito delle sue parole a difesa di Filippo, non è difendibile e la sua posizione sarà esaminata in tribunale.
Mentre spendo due parole per il suo cane che poverino si trova in mezzo a questa situazione.
Noi non vogliamo a tutti i costi portare via il cane dalla sua famiglia o almeno non in maniera sconsiderata e l'ultima cosa che vogliamo fare è farlo finire in canile, anche se penso che almeno li non prenderà le botte come invece ha fatto fino ad oggi almeno stando a quanto ha dichiarato suo figlio.

Per il cane noi proponiamo questo: una serie di valutazioni in stato di ricovero presso una struttura veterinaria che sia indipendente, e poi un piano di recupero non tanto per il cane, ma per suo figlio che deve imparare a gestire un animale se lo vuole tenere e questo si fa con l'ausilio di un veterinario comportamentista e di uno psicologo.

Se accetta e invita suo figlio a fare questo percorso noi siamo pronti una volta concluso il percorso a evitare di far sequestrare il cane se i veterinari comportamentisti e gli psicologi riterranno suo figlio in grado di gestire il cane, ovviamente nessun ritiro della denuncia, perchè chi commette reati deve essere sottoposto al giudizio della magistratura.

Aspetto una sua risposta scritta.

Lorenzo Croce
presidente nazionale AIDAA


Dalla sede nazionale il 25 maggio 2018