martedì 27 agosto 2019

ESCHE AVVELENATE E AGGRESSIONI DEI CANI. IN GAZZETTA LA NUOVA ORDINANZA MINISTERIALE E UNA PROROGA

Esche avvelenate e aggressioni dei cani: pubblicate in Gazzetta Ufficiale la nuova Ordinanza ministeriale e una proroga 
Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale, serie generale n 196 del 22.08.2019, la nuova Ordinanza ministeriale relativa al divieto e detenzione di utilizzo di esche e bocconi avvelenati e la proroga dell’Ordinanza per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani.
La disseminazione incontrollata di esche e sostanze tossiche è un fenomeno pericoloso utilizzato, soprattutto in alcune aree del Paese, come strumento doloso per eliminare animali randagi. Un’abitudine che rappresenta un grave problema di sanità e incolumità pubblica in quanto, oltre ad essere un rischio per gli animali domestici, costituisce un serio pericolo per l’ambiente e soprattutto per gli esseri umani, in particolare per i bambini.
La rinnovata Ordinanza ministeriale recepisce le procedure informatizzate di comunicazione alle autorità competenti delle segnalazioni e dei dati necessari al monitoraggio del fenomeno offrendo anche ai cittadini e all’ autorità giudiziaria la possibilità di disporre di un quadro completo del fenomeno.
Inoltre, con la nuova Ordinanza il medico veterinario libero professionista potrà inviare direttamente all’Istituto Zooprofilattico territorialmente competente le carcasse di animali deceduti, campioni biologici ed esche o bocconi avvelenati.
Per quanto riguarda invece la tutela dall’aggressione dei cani, l’Ordinanza pubblicata proroga l’ordinanza 6 agosto 2013. Il Decreto 26 novembre 2009 e Ordinanze Ministeriali in materia hanno incrementato, nell’ultimo decennio, la diffusione della cultura del possesso responsabile, precisando obblighi, compiti e responsabilità sia verso il proprio animale che nei confronti della società.
Nelle more dell’emanazione di un dispositivo normativo definitivo, la proroga dell’Ordinanza punta a mantenere tutte le misure già in atto per prevenire episodi di aggressione ed evitare che i risultati positivi ottenuti nell’ambito dell’attività di prevenzione siano vanificati.