giovedì 19 settembre 2019

MORIA DI NACCHERE DI MARE. INDAGINI ALLE TREMITI


(ANSA) - TERMOLI (CAMPOBASSO), 19 SET - Il "pinna nobilis", ossia la nacchera di mare è tra le specie protette dalle direttive dell'Unione europea ma, purtroppo, interessata negli ultimi tempi da morie anomale.

Gli ultimi studi hanno purtroppo confermato quanto già acquisito da ricerche avviate da diverso tempo: il responsabile della moria di "pinna nobilis" è una infezione causata da "haplosporidium", un nuovo protozoo parassita, particolarmente aggressivo, che distrugge la ghiandola digestiva delle nacchere.

Per questo una delegazione di spiaggia della Capitaneria di Porto di Termoli, in servizio nelle Isole Tremiti (Foggia) è impegnata con il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Taranto e l'Università degli Studi di Teramo a sostegno della tutela della pinna nobilis. I ricercatori tarantini e teramani hanno condotto un'attività di studio nelle acque dell'arcipelago delle Diomedee per salvare la specie, il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo che contribuisce a ripulire l'acqua filtrando le particelle organiche. Il personale del 1° Nucleo subacquei Guardia costiera di San Benedetto del Tronto (AP) si è immerso con i sommozzatori della Scuola Loto di Pescara raccogliendo informazioni scientifiche preziose per comprendere i motivi del grave fenomeno che rischia di estinguere la specie. (ANSA).


TAGLIA SULLA TESTA DEL CACCIATORE CHE ABBANDONA I CANI A PONTECORVO

PONTECORVO (19 SETTEMBRE 2019) - Sono tre anni che lo stesso cacciatore abbandona nello stesso punto di Pontecorvo i cagnetti che non servono per la caccia a spesso i cuccioli non riescono a sopravvivere come quella nella foto. Per questo motivo l'ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA propone una ricompensa di 2.000 euro che sarà pagata a chiunque con le proprie informazioni aiuterà ad individuare, denunciare e con la propria testimonianza condannare in via definitiva il cacciatore che da anni abbandona i propri cani a Pontecorvo in provincia di Frosinone, tutte le segnalazioni inviate all'AIDAA attraverso il telefono anticaccia 3479269949 saranno poi riportare alle forze dell'ordine. AIDAA inoltre invita coloro i quali sono in grado di fornire informazioni per fermare questo assassino di cani a comunicare alle forze dell'ordine le proprie informazioni. Non saranno prese in considerazione segnalazioni anonime.

I CANI ABBAIANO TROPPO E LI MINACCIANO DI AVVELENAMENTI

Non i bocconi avvelenati, ma è la minaccia stavolta a scatenare l’indignazione generale. Perché al Desenzanino qualcuno ha pensato di distribuire un volantino anonimo con un messaggio più che eloquente: «Se non trovate il modo di non fare abbaiare il vostro cane a tutte le ore del giorno e della notte vi avvisiamo che distribuiremo bocconi avvelenati».
Un reato, lo ricordiamo. Ma a parte le conseguenze legali in cui l’autore - o gli autori - del volantino si troverebbe a incappare qualora davvero dovesse mettere in atto quanto ha minacciato di fare, è bastato il ritrovamento del volantino per lasciare di stucco molti desenzanesi, e non solo quelli che il volantino se lo sono trovato nella cassetta della posta.
Ne è stato lasciato uno ad ogni proprietario. La zona è davvero densamente popolata: i cani sono numerosissimi e se qualcuno, pur ritenendo il volantino esagerato, riconosce che il continuo abbaiare possa portare all’esasperazione, altri suggeriscono al poco tollerante e anonimo mittente di procacciarsi dei tappi per le orecchie e un po’ di valeriana. O, quanto meno, di rivolgersi ai proprietari dei cani e parlare con franchezza, anziché minacciare. Il timore diffuso è che dalle parole l’anonimo possa passare ai fatti: al Desenzanino gli occhi e le orecchie sono aperti. E le forze dell’ordine allertate.

A GENOVA ALLARME BOCCONI AVVELENATI


Genova si rivela, sempre più, una città a “misura di cani”. Sono 76.360 gli esemplari registrati alla Asl 3, praticamente quasi uno ogni sette abitanti. E mentre le culle sono sempre più vuote, a riempirsi sotto la Lanterna sono le cucce degli amati quattro zampe. Solo negli ultimi otto mesi sono quasi 5 mila i cani registrati alla Asl3: dai 71.690 di fine 2018 ai 76.360 di fine estate. Undicimila in più rispetto al 2017.
Un trend che al momento non conosce crisi. Anzi, le questioni legate agli amici a quattro zampe dalle strade arrivano direttamente al consiglio comunale. Ieri tra le 17 interrogazioni a risposta immediata, ben due riguardavano la gestione degli animali: dalle “polpette avvelenate” alla mancanza di spazi per lasciarli scorrazzare liberi nei parchi.
«Nelle ultime due settimane sono tornate polpette e pastiglie avvelenate a villa Gambaro, nella zona di Albaro, e abbiamo ricevuto segnalazioni da parte dei cittadini anche nell’area del Righi — spiega il consigliere leghista Federico Fontana che ha presentato l’interrogazione in Sala Rosa di Tursi -. Sappiamo la difficoltà di cogliere in fragranza i responsabili ma chiediamo più controlli da parte degli agenti della polizia locale, di Amiu e delle guardie zoofile per bonificare e verificare le condizioni dei parchi e sanzionare i delinquenti. Perché così devono essere considerati i responsabili, mentre le multe per ora sono dirette solo ai proprietari che non usano il guinzaglio nelle aree dedicate».
Ad oggi il codice penale prevede la reclusione da 3 a 18 mesi per “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale” mentre per chi provoca una lesione, in alternativa al carcere è prevista una sanzione che varia da 3.000 a 15.000 euro.


«Sappiamo che ci sono questioni ben più urgenti e importanti — aggiunge il consigliere Fontana — ma ormai anche i cani fanno parte a tutti gli effetti della nostra vita e la questione delle polpette avvelenate, se lasciate nei parchi, può rivelarsi pericolosa anche per i bambini che li frequentano».
Per capire che la questione interessa migliaia di genovesi e accende gli animi, basta spostarsi in rete. Su Facebook esiste una pagina “Segnalazioni bocconi avvelenati a Genova e Provincia” che conta più di 4 mila iscritti, con una decina di post al giorno a segnalare polpette e pastiglie avvelenate da corso Italia a villa Gavotti, a Sestri Ponente.
«Comportamenti da perseguire e condannare — ha risposto l’assessore all’Ambiente Matteo Campora -. Anzi, con l’assessore alla Legalità Stefano Garassino ci prenderemo l’impegno di monitorare questa zona e invitiamo i cittadini a portare alla Asl i bocconi avvelenati per farli analizzare».
E anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Campanella, già protagonista per il blitz notturno al canile perché “preoccupato per la salute degli animali”, ieri pomeriggio ha chiesto chiarimenti sugli spazi destinati agli animali. “Genova conta più di 76 mila cani, molti vivono a San Fruttuoso e non hanno area verde”, da qui la richiesta di trovare un’area dedicata a villa Imperiale. Altro che vita da cani.

CACCIA. I MORTI NON SONO TRE. MA QUATTRO.

Secondo i dati dell'associazione vittime della caccia i morti dalla preapertura non sono tre, ma bensi quattro, riportiamo qui sotto un estratto del comunicato apparso sul sito www.vittimedellacaccia.org di cui sotto riportiamo il link completo dell'articolo.
Due cacciatori morti per armi da caccia e altri due morti e un ferito per cadute, nel solo arco di tempo della preapertura, ovvero dal 1 settembre. Ma la stagione venatoria inizia ufficialmente oggi domenica 15 settembre.
Un altro cacciatore italiano muore per una caduta di 1000 metri a Vallemaggia, in Ticino, durante una battuta. La Svizzera, proprio sul confine con l'Italia, conta un altro morto e un ferito per armi da caccia durante l'attività venatoria.

Si preannuncia una stagione drammatica, vista la disinvoltura con cui si apprestano i legali detentori di armi da caccia ad organizzare le loro micidiali battute. Lo si legge anche dalla cronologia dei fatti accaduti nei quindici giorni di queste preaperture.
Fatti di cronaca che l'Associazione Vittime della caccia ha già iniziato a raccogliere, includendo come sempre tutte le notizie che ruotano attorno al mondo della caccia e delle armi, di abusi con esse commessi da chi, a vario titolo, le detiene.
PREAPERTURE STAGIONE VENATORIA 01.09.2020/15.09.2019

02.09.2019
MALE'. Tiro al bersaglio vicino a un sentiero, cacciatore denunciato in val di Sole. Sorpreso dai carabinieri a tarare l'ottica di mira della sua carabina, esplodendo colpi verso un bersaglio posto qualche decina di metri al di sotto di strade interpoderali di libero accesso..
https://www.altoadige.it/cronaca/tiro-al-bersaglio-vicino-a-un-sentiero-cacciatore-denunciato-in-val-di-sole-1.2110983


02.09.2019
TRENTO. I ‘cacciatori sele-controllori’ scambiano un cervo per un cinghiale e gli sparano, Degasperi: “Gestione disastrosa”. Due cacciatori teoricamente formati e in possesso di un’abilitazione speciale non riescono a distinguere i due animali che pure sono molto diversi, ma per l'assessora Zanotelli è tutto ok: “Il controllo straordinario è quello più efficace, la disciplina offre tutti gli strumenti per agire con efficacia e sicurezza”....
https://www.ildolomiti.it/politica/2019/i-%E2%80%98cacciatori-controllori-scambiano-un-cervo-per-un-cinghiale-e-gli-sparano-degasperi-gestione-disastrosa


03.09.2019
SANREMO -Santo Stefano al Mare, denunciato 88enne, legale detentore di armi che però nascondeva una Beretta carica sotto il cuscino. Tutte le armi e le munizioni sono state sequestrate in attesa delle disposizioni dell’Autorità Giudiziaria.
https://www.riviera24.it/2019/09/santo-stefano-al-mare-nascondeva-una-beretta-sotto-il-cuscino-denunciato-88enne-602305/


04.09.2019 -
Sansepolcro, Arezzo. A giudizio 40enne ubriaco sparò contro due amici sotto casa, convinto che fossero i carabinieri, e li tenne per un'ora col fucile puntato: tentato omicidio e sequestro. Uno dei due presi di mira con l'arma allo stomaco, riuscì a liberarsi solo quando il fuciliere andò in bagno.
https://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/arezzo-spari-enrico-guidi-1.4766133
fonte: http://www.vittimedellacaccia.org/

CACCIATORE ABBANDONA CANE NON IDONEO ALLA CACCIA (CHE MUORE)

Un infame, questo è il titolo che merita, il cacciatore di Pontecorvo, che per il terzo anno di fila abbandona cani che non considera adatti per la caccia sempre nello stesso luogo, anche quest'anno il cacciatore ha abbandonato una cagnolina a poche settimane dall'apertura della caccia, anche se la notizia è emersa solo nei giorni scorsi, la cagnolina purtroppo è deceduta. Del cacciatore per il momento nessuna traccia. Ma credetemi lo prendiamo questo bastardo. lo prediamo.

BRACCONIERI PRENDONO A FUCILATE DUE FALCHI PELLEGRINI

Bracconieri in azione, feriti a fucilate due falchi pellegrini, l'appello di WildUmbria

La caccia si è aperta domenica e già si registrano episodi di bracconaggio. La denuncia da WildUmbria, il centro di recupero di animali selvatici feriti.
"Ieri sera abbiamo recuperato un falco pellegrino con circa 30 pallini nel corpo, sparati dal fucile di un criminale.
A nemmeno 72 ore dall'apertura della stagione venatoria, il bollettino rosso degli episodi di bracconaggio è già troppo lungo" si legge in un post.

"I falchi pellegrini feriti in Umbria sono già due (il secondo recuperato da un altro CRAS regionale), a cui si aggiunge il falco pescatore colpito nelle vicine Marche" prosegue la nota sui social.
"Come centro di recupero della fauna selvatica dell'Umbria, ci appelliamo alle istituzioni, alle associazioni venatorie e alle ATC per fermare questa vergogna! - scrivono i responsabili - Nel caso in cui non suscitasse nessun interesse il rispetto della legge o dell'etica ambientale, ci appelliamo a tutti i cacciatori per un cambiamento che almeno eviti di svilire ulteriormente la categoria".
"Siete fra i principali fruitori dell'ambiente. Rispettate il piatto dove mangiate! - si conclude la nota - Faremo di tutto per salvare il falco".




mercoledì 18 settembre 2019

SETTIMANA DELLA MODA. C'E' ANCHE CHI DICE NO!

MILANO (18 settembre 2019) - In questi giorni  il clima a Milano sembra essere tornato a quello della  Milano da Bere degli anni ottanta,  tutto questo è reso possibile dalla settimana della moda, che tra mille luci e colori movimenta Milano con un altissimo giro di affari, che però ricorda il centro studi AIDAA-ITALIAMBIENTE in parte (per fortuna sempre più piccola) è fatto sulla pelle degli animali, milioni di animali uccisi in modo crudele, per non dire di peggio. Andiamo dai circa 200.000 visoni uccisi nelle camere a gas per permettere la realizzazione di pellicce ma anche di accessori, ultimo dei quali in ordine di tempo le ciglia estensibili di visone, fino alle migliaia di coccodrillini sgozzati vivi dopo poche settimane di vita per permettere la realizzazione diguanti, borsette,  cinture, portafogli e scarpe costosissime e che spesso vengono promosse anche dalle maggiori influencer italiane a partire dalla signora Chiara Ferragni o da altre come Giulia De Lellis, solo per citarne due delle più conosciute, ai quali dobbiamo aggiungere i capi e le borsette in pelle siano esse di vitello o di coccodrillo, quello che cambia è il prezzo ma non certo la sofferenza degli animali uccisi. Un giro di affari di molti milioni di euro fatti in parte sul sangue e sulla sofferenza di milioni di animali. Ma esiste anche un'altra moda che non si vede sulle passarelle, ma troviamo spesso sulle bancarelle dei mercati, che è quella degl iinserti fatti col pelo dei cani e dei gatti massacrati la cui pelle viene acconciata prevalentemente nei paesi dell'est Asia e che poi arriva in Italia sottoforma appunto di capi di abbigliamento ed accessori venduti a poco prezzo sui banconi dei mercati. Si calcola che questo sottomercato della moda sia composto ogni anno da oltre 5 milioni di capi e che complessivamente il suo valore si aggiri attorno ai 200 milioni di euro.
chiara ferragni e la borsa di coccodrillo


immagini degli orti d'autunno in piazza scala a milano per la settimana della moda

NATE DUE PANTERE NERE NEL PARCO DELLE CORNELLE A BERGAMO

(ANSA) - BERGAMO, 17 SET - Doppio fiocco, rosa e azzurro, al parco faunistico 'Le Cornelle' di Valbrembo, dove sono nati due cuccioli di pantera nera, appunto un maschio e una femmina. I nomi li sceglieranno i cittadini, tramite un contest organizzato da oggi a venerdì sulla pagina Facebook del parco. I due cuccioli sono figli della coppia di pantere nere Richard (8 anni) e Kala (6 anni): sono regolarmente visitati dai veterinari del parco e godono di buona salute. Vivono nel recinto con la sola madre, per motivi di sicurezza. La piccola pantera nera pesa 2,1 chili e il maschietto 2,4 chili. (ANSA).

I MORTI DI CACCIA SONO DUE. MA NON CAMBIA NIENTE

Ci scusiamo per il refuso del comunicato qui sotto riportato dove abbiamo erroneamente sostenuto che in Sardegna l'uomo colpito da un proiettile partito da una postazione dei bracconieri era morto, in realtà l'uomo è STATO GRAVEMENTE FERITO. Tutto questo non cambia la gravità di quanto accaduto e sopratutto non è assolutamente ammissibile che qualcuno ritenga questo come un fatto meno grave in quanto l'uomo non è morto ma solo gravemente ferito. Il bracconaggio è un reato e chi lo difende ne è complice.

STRAGE DI PICCIONI A LAVIANO

Di seguito la sconcertante testimonianza di un cittadini sulle possibili cause della moria di piccioli a Lavinio.
“E da un pò di tempo – ci scrive un cittadino – che notavo dei piccioni morti nei pressi del passaggio sotto il cavalcavia dello Zodiaco (si notavano all’interno della proprietà della supermercato di zona, del centro sportivo e lungo il tratto che i cittadini percorrono nell’andare dal centro Zodiaco verso la Nettunense ed il centro di Lavinio. Poi sono salito sul cavalcavia tramite le scalette e guardando attentamente ho notato altri piccioni distesi (morti) sotto i piloni che sorreggono lo stesso cavalcavia. La cosa più allarmante è scoprire che in questi ultimi giorni, si sta intensificando la moria ed il conseguente ritrovamento in terra di carcasse di inermi ed indifesi piccioni. Di questo ne avevo già parlato con un mio amico, il quale mi ha riferito, del continuo ritrovamento di riso poggiato sul muretto che regge la ringhiera che divide la Conad dal passaggio dei pedoni sotto il cavalcavia. Oggi ricordandomi ciò mentre facevo le foto e video del misfatto, ho notato su quel muretto dei mini impasti di riso ed altro secchi (che ho raccolto in pezzo di carta) e più avanti nei pressi del pilone con i due piccioni 
morti sul muretto ho trovato un bicchiere in plastica pieno di quel pastone (che avevo appena trovato e raccolto) umido e con un cucchiaino in plastica dentro. A quel punto avevo la certezza che qualche criminale che non ama gli animali, si stava preparando per disseminare altro cibo avvelenato, ma avendo notato qualche passante arrivare ha preferito desistere, lasciando sul posto quel bicchiere di veleno. La cosa più grave è che quel passaggio pedonale è molto frequentato da bambini (che potrebbero toccarli quei bocconi avvelenati, mentre cani e gatti, potrebbero mangiare sia i bocconi che le carcasse di piccioni. IL SOTTOPASSAGGIO DEL CAVALCAVIA, ORMAI E’ DIVENTATO UN PERICOLO MORTALE PER ANIMALI ED UOMINI. Prima di fare ritorno a casa, sono andato al supermercato a parlare con la direttrice, alla quale ho spiegato la situazione che indirettamente trova coinvolti anche loro, visto il tutto,(carcasse di piccioni, pastoni avvelenati e riso in chicchi sparso lungo il muro interno Conad nei pressi delle scale del cavalcavia) quindi l’ho esortata di avvisare l’Asl ed i Vigili Ubani e di effettuare un eventuale controllo del territorio, tramite le telecamere che hanno installate tutt’intorno al centro commerciale. La Direttrice è stata gentile, mi ha ringraziato e mi ha assicurato che avrebbe fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità. Comunque prima di andare via gli ho lasciato il bicchiere con il pastone umido avvelenato e quello secco per consegnarlo alle autorità affinché possano effettuare delle approfondite analisi (una parte di ciò me lo sono tenuto per me per consegnarlo alle autorità affinché possano effettuare delle analisi, nel caso che vada perso il materiale consegnato alla direttrice Conad). IL SOTTOPASSAGGIO DEL CAVALCAVIA,ORMAI E’ DIVENTATO UN PERICOLO MORTALE PER ANIMALI ED UOMINI, per cui vorrei lanciare un appello rivolto a tutti i pendolari che passano sotto al cavalcavia: PER IL BENE DI TUTTI OSSERVATE BENE SE VEDETE QUALCHE PERSONA CHE EVENTUALMENTE DISSEMINA NEI PRESSI DEL PASSAGGIO PEDONALE SOSTANZE ALIMENTARI SOTTO FORMA DI PASTONI UMIDI E RISO CERCARE DI FERMARLI ED EVENTUALMENTE SEGNALARLI ALLE AUTORITA’.

DUE CUCCIOLI DI CANI AVVELENATI A VILLA CASTELLI

Due cuccioli di cane avvelenati nelle campagne a Villa Castelli, secondo caso in un mese

VILLA CASTELLI – Due cuccioli di cane sono stati avvelenati nella mattinata di ieri, domenica 14 settembre, nelle campagne alle porte di Villa Castelli. Avevano sei mesi e facevano parte di una cucciolata composta da sette cani, di cui sei sono stati avvelenati, uno trasferito nel canile di Brindisi su interessamento del sindaco. L’ultimo episodio risale a un mese fa.
A fare il ritrovamento di ieri Flo Bellanova, una volontaria dell’associazione “Gli amici di Snoopy”, di Mesagne, che si prende cura dei cani randagi del paese. Va precisato che a Villa Castelli non c’è un canile comunale e che il fenomeno del randagismo è sempre più in espansione. Così come quello dell’abbandono nelle campagne. Il 9 settembre scorso la giunta comunale ha approvato una delibera che ha per oggetto “Atto di indirizzo per la realizzazione di un canile comunale” dando mandato all’Ufficio tecnico settore Sue Suap di espletare un’indagine conoscitiva più approfondita.
In attesa della realizzazione di un ricovero per cani, alcune volontarie si prendono cura dei randagi che vagano nel paese in cerca di cibo e affetto.
Flo Bellanova nella mattinata di ieri si è recata nelle campagne dove c’erano i due cuccioli trovandoli senza vita. Non vi sarebbero dubbi sull’avvelenamento, del fatto sono stati informati gli agenti della Polizia locale che si sono recati sul posto insieme al veterinario dell’Asl, seguirà regolae denuncia. Le carcasse sono state rimosse per essere sottoposte ad esame autoptico necessario a confermare la morte da avvelenamento.
“Non capisco perché tanta cattiveria nei confronti di questi animali indifesi – si sfoga la volontaria raggiunta telefonicamente da BrindisiReport – si tratta di cani che spesso vengono abbandonati e che noi sfamiamo in attesa di trovare loro una casa. Diversi cani sono stati avvelenati a Villa Castelli e nessuno ancora ha preso provvedimenti per evitare queste disgrazie”.




martedì 17 settembre 2019

LA RIVISTA BIG HUNTER NEGA I MORTI DI CACCIA?

Comunicazione del presidente AIDAA Lorenzo Croce in merito all'articolo della rivista dei cacciatori Big Hunter dove ci accusa di sensazionalismo per aver elencato i tre morti del primo giorno di caccia:" Big Hunter nel suo articolo dove parla di inizio della stagione della caccia ci accusa di aver pubblicato dati sensazionalistici sulla morte dei due cacciatori durante i primi giorni di caccia, purtroppo i morti ci sono e non li abbiamo fatti certo noi, ma le fucilate dei loro compagni cacciatori o la brama di raccogliere il bottino della propria battuta di caccia. La cosa grave è che la rivista di questi signori accusa il mondo animalista di aver pubblicato dati non solo veri ma verificati e verificabili, purtroppo la caccia spesso oltre ai milioni di morti tra gli animali è fonte di omicidi tra gli umani, ai signori di Big Hunter e delle altre riviste dico solo che i morti si seppelliscono e non si nascondono, ed ogni anno la caccia fa piu morti del terrorismo degli anni settanta, e possono anche chiamarli incidenti, ma il risultato non cambia. Ogni anno nuove e fresche bare di cacciatori finiscono nei cimiteri e non è accusando noi che caleranno".

CACCIA. RAVENNA CACCIATORI SPARANO VERSO UNA STRADA ED ABITAZIONI

Il fatto è accaduto nella giornata di domenica ed è stato segnalato al telefono anticaccia di AIDAA nella mattinata di ieri, quando a Pingitone in provincia di Ravenna. Questa una parte del testo della segnalazione inviata dopo la telefonata :" Intorno alle 09.45 nelle immediate vicinanze della via un cacciatore, appostato tra i filari delle piante da frutto (quindi con anche a disposizione poca visuale), sparava
ad una lepre colpendola ed uccidendola proprio accanto alla via stessa, dunque con una traiettoria di tiro che andava dai campi in direzione della strada e che avrebbe
potuto  colpire anche persone e veicoli  usi a percorrere la via (girano spesso anche bambini in bicicletta)
Tale episodio avveniva in palese violazione della legge in materia di caccia che proibisce di sparare a meno di 50 metri da una strada , anche non asfaltata".
Come al solito i cacciatori non rispettano la regole, e noi di conseguenza non rispettiamo loro.

TELEFONO ANTI CACCIA/1. CACCIATORE VUOL DENUNCIARE ALTRI CACCIATORI

Già da ieri sono iniziate le chiamate al telefono anti caccia di AIDAA una di loro è arrivata da un cacciatore di Brescia che ci ha chiesto se in caso di reati commessi da altri cacciatori può rivolgersi a noi per segnalarli. La risposta è stata positiva anche se abbiamo chiesto al cacciatore di rivolgersi ai carabinieri, in caso di reati reali.

lunedì 16 settembre 2019

SONDAGGIO. IL CANE? L'ANIMALE PIU' AMATO DAI TRANS

Roma (17 SETTEMBRE 2019) – Un transessuale su due possiede un cane quasi tutti di piccola taglia e lo ama alla follia. Questo il risultato di un sondaggio della presidenza nazionale dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che ha intervistato 300 transessuali italiani e stranieri residenti nei capoluoghi delle regioni italiane. Su 300 ben 147 hanno dichiarato di possedere un cane, 130 di non possederlo mentre gli altri 23 non hanno risposto. Per quanto riguarda I tipi di cane sui 147 che hanno risposto 132 hanno dichiarato di possedere cani di piccola taglia in particolare chiwuawua e yorkie. Gli altri 15 hanno dichiarato di aver cani di media taglia. Unico dato negativo, solo 13 I trans che hanno dichiarato di aver cani meticci e presi dal canile di questi ben 8 risiedono nella capitale.


DIVIETO DI CACCIA NELLA ZONA DEL CANILE DI BOLOGNA

Calderara, divieto di caccia nella zona del canile: 'Pericolo per animali e operatori'

Nelle vicinanze del canile di via Persicetana a Calderara non si caccia. E' quanto dispone un'ordinanza urgente firmata dal sindaco Giampiero Falzone il quale "dopo aver analizzato attentamente la situazione e verificato la potenziale pericolosità - per i cani, i volontari e gli utenti che gravitano nella struttura - della caccia nell'area adiacente", si legge nella nota.
Il divieto ha effetto immediato el'attività venatoria è vietata "sia in forma vagante che con appostamenti temporanei" in una fascia di 150 metri dal perimetro del canile, dove è tra l'altro obbligatorio tenere il fucile scarico. Nelle zone adiacenti, inoltre, "è vietato sparare in modo che la traiettoria di tiro attraversi l’area stessa".
Il provvedimento è seguito alle segnalazioni dell'associazione "Fuori le zampe" che opera nel canile, segnalazioni legate agli spari che con l'inizio della stagione venatoria hanno cominciato a udirsi nell'area: la presenza dei cacciatori può creare situazioni di pericolo e paura per gli animali che vivono nel canile, i volontari che lavorano nella struttura e gli utenti che la visitano per richiedere l'adozione dei cani, e si è reso pertanto necessario mettere l'area intorno a via Persicetana 23 in condizioni di totale sicurezza. Il provvedimento è stato preso in ottemperanza alla legge 157 del '92, recepito dalla legge regionale 8 del '94.
"A fronte delle numerose segnalazioni - dichiara il sindaco Giampiero Falzone - ho immediatamente assunto questa decisione a tutela dei volontari che vivono il luogo, ai quali va il mio ringraziamento, e per il benessere degli animali, verso i quali è doveroso garantire sicurezza e protezione"



Potrebbe interessarti: https://www.bolognatoday.it/cronaca/calderara-canile-caccia-spari-divieto.html
Seguici su Facebook: https://www.facebook.com/pages/BolognaToday/163655073691021

CONTINUA L'AZIONE DI CONTRASTO AI BRACCONIERI IN SICILIA

PALERMO - Gli uomini della Forestale, nelle aree protette (Sic e Zps) tra Carini e Cinisi, nel Palermitano, hanno denunciato nove cacciatori e sequestrato loro armi e munizioni. "Nonostante il numero dei cacciatori si sia ridotto - dicono i forestali - rispetto agli anni passati, sono ancora numerosi gli episodi di bracconaggio nelle tante aree protette del territorio siciliano". I controlli sono scattati nel Parco delle Madonie, nel complesso dei Monti Sicani e nelle riserve e aree protette del palermitano. Complessivamente sono stati effettuati settanta controlli. (ANSA).

domenica 15 settembre 2019

CACCIA. INIZIO CON IL BOTTO: CACCIATORI E BRACCONIERI FANNO 3 MORTI E UN FERITO GRAVE

I SOCCORRITORI RECUPERANO IL CORPO DEL CACCIATORE MORTO A SORICO PER RECUPERARE UN CERVO

 Inizio della stagione di caccia subito tragica oltre che per gli animali anche per gli umani. Alle 15 di oggi domenica 15 settembre  si contano già 3 morti e un ferito grave. Il primo incidente a Pedrinate a pochi passi dal confine varesino con la Svizzera, qui un  50 enne svizzero ucciso da un colpo di fucile sparato da un suo compagno di caccia, Il secondo morto nei boschi  di Sorico  a cavallo tra le provincie di Sondrio e Como, qui nel, un cinquantatrenne  valetellinese dopo averlo abbattuto si è calato  in un dirupo per recuperare la carcasse del cervo e cadendo è stato schiacciato dallo stesso  cervo contro la roccia e qui ha perso la vita, un suo amico che era a caccia con lui, di sessantun anni è rimasto ferito in modo grave. Mentre nei giorni scorsi in Sardegna in una località della Gallura un uomo che passeggiava nei boschi è stato ucciso da un colpo partito dal fucile di un bracconieri che stava appostato per sparare ai cinghiali. “Iniziamo bene- sottolinea Lorenzo Croce presidente di AIDAA-ITALIAMBIENTE- si tratta di situazioni tra loro diverse, ma alla fine il conto è salato tre persone hanno perso la vita ed uno è stato ferito gravemente, e siamo solo alla fine del primo giorno”.

AIDAA-ITALIAMBIENTE: VADEMECUM E TELEFONO ANTICACCIA ATTIVI DA OGGI

ROMA (15 SETTEMBRE 2019)Riapre oggi la stagione della caccia e anche quest’anno l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente apre il suo telefono anti caccia che sarà attivo al numero 3479269949 a partire dal 15 settembre e fino alla chiusura della caccia prevista  il 31 gennaio 2020. Ma quest’anno AIDAA in collaborazione con il centro studi ITALIAMBIENTE mette a disposizione un vademecum delle regole per contrastare la presenza dei cacciatori, convinti nella loro arroganza di poter invadere i fondi e i terreni altrui e di sparare a pochi metri dalle case. Noi in maniera legale li contrastiamo e li contrasteremo fino a quando questa pratica non sarà vietata. Ecco di seguito il vademecum anti caccia.
1) La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro, è inoltre vietato sparare in direzione delle stessi da una sdistanza inferiore di 150 metri.  La caccia è anche vietata per una distanza di 50 metri dalle strade (comprese quelle comunali non asfaltate) e dalle ferrovie e anche in questo caso è vietato sparare a una distanza inferiore a 150 metri.
2) La caccia nei fondi dove c’è la presenza di bestiame o di macchine agricole in funzione è consentita solo a una distanza superiore ai cento metri dalla madria o dal gregge o dal branco.
3) I cacciatori hanno divieto di trasportare armi da caccia che non siano scariche e in custodia all’ingresso dei centri abitati o dalle zone dove è vietata l’attività venatoria a bordo di veicoli di qualunque tipo e nei giorni in cui la caccia è vietata.
4) E’ vietato cacciare con reti, trappole, tagliole, vischio, esche e bocconi avvelenati, lacci, archetti, balestre, gabbietrappola. Inoltre martedi e venerdi sono giorni di assoluto silenzio venatorio. La caccia infine è consentita da un’ora prima del sorgere del sole, fino al tramonto. Con il buio è assolutamente vietato cacciare.
5) E’ vietato cacciare nei terreni di pianura innevati, stagni e laghi ghiacciati, terreni allagati, giardini privati, parchi pubblici, centri abitati, aree adibite a sport, parchi e riserve naturali, oasi, zone di ripopolamento, foreste demaniali.
6) Vi è divieto di ingresso dei cani da caccia nei terreni coltivati a riso, soia, tabacco ed ortaggi. L’uso dei cani è consentito in numero massimo di due per cacciatore. L’esercizio venatorio è vietato in forma vagante sui frutteti, vigneti fino alla data del raccolto, coltivazioni di riso, soia e mais da seme. Inoltre l’articolo 672 del codice penale “Omessa custodia e mal governo di animali” punisce chi lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti.
7) L’introduzione di cacciatori in giardini e pertinenze delle abitazioni civili anche se non recintate son considerate per il condice penale VIOLAZIONE DI DOMICILIO quindi i cacciatori che oltrepassano questo limite sono puniti ai sensi dell’articolo 614 del codice penale.
8) Se un cacciatore, come spesso capita uccide o ferisce animali domestici o animali da cortile è punito ai sensi dell’articolo 630 del codice penale. Mentre è punito ai sensi dell’articolo 727 del codice penale chi distribuisce bocconi avvelenati, provocando morte o intossicazione di animali da compagnia  e da cortile.
9)  L’art. 703 del codice penale “Accensioni ed esplosioni pericolose” punisce penalmente chi in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una pubblica via o in direzione di essa spara con armi da fuoco.
10) La vigilanza sull’applicazione delle leggi sulla caccia (art.27 L.157/92) è affidata a: guardie venatorie della Provincia, Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia municipale, Guardie volontarie venatorie delle associazioni ambientaliste e venatorie. e in caso di violazione di  una delle regole qui sopra esposte è possibile presentare denuncia penale sia alle forze dell’ordine che alla procura della repubblica di riferimento.

GHIRI DEI NEBRODI. PRESENTATO RICORSO STRAORDINARIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

SAN PIERO PATTI (Messina - 15 settembre 2019) - E' stato trasmesso alle autorità competenti nei giorni scorsi il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica promosso dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente e da alcuni residenti in alcuni dei comuni direttamente interessati avverso le deliberazioni regionali e locali che prevedono il trasferimento dei Ghiri dei Nebrodi  dalla zona di popolamento verso una nuova destinazione ed avverso tutte le determinazioni conseguenti di quegli atti di cui il ricorso contiene la richiesta di sospensiva di ogni attività preventiva di preparazione alla stessa cattura dei Ghiri. Per il rispetto dovuto al Presidente della Repubblica a cui è indirizzato il ricorso, ogni altra comunicazione successiva verrà data solo in presenza di atti formali ed ufficiali sullo stato di avanzamento del ricorso e delle decisioni che ne potranno eventualmente derivare.

SESTO CANE FERITO DAL LACCIO DEI BRACCONIERI

Un cane rimasto bloccato nella trappola metallica del bracconiere nei pressi di Canelli. Stante quanto riportato in merito all'intervento dei Carabinieri Forestali allertati da una denuncia, si tratterebbe di una treccia metallica lunga ben un metro e mezzo ed attrezzata per causare strangolamento e soffocamento. La preda ambita sarebbe stata il cinghiale ma a finire nella pericolosa trappola si è invece ritrovato un cane poi liberato dai Carabinieri.
La notizia inerente il cane rimasto ferito da una trappola posta da bracconieri nel canellese (CLICCA QUI per rileggere la notizia completa) ha destato anche l’attenzione del CABS (associazione di volontari, con sede principale in Germania, specializzata nell’antibracconaggio) che, in una nota stampa, sottolinea come “Tali strumenti di morte sono purtroppo molto diffusi in Italia. A finire bloccati in una lunga e dolorosa agonia non è solo la fauna selvatica ma anche quella domestica, come nel caso dei cani". Tanto che il cane liberato nel canellese sarebbe la sesta vittima degli ultimi mesi in Italia.
Appena pochi giorni addietro, infatti, un cane, poi salvato dai Vigili del Fuoco, era rimasto bloccato in un cappio per bracconaggio nei pressi di Pratella (CE) mentre, sul finire dello scorso mese di aprile un altro cane veniva salvato, sempre dai Vigili del Fuoco, vicino Lamezia Terme (CZ). In quest'ultimo caso un cappio metallico per cinghiali lo aveva cinto al collo.
Ai primi di maggio giungeva ai Carabinieri di Chiavari (GE) una dettagliata segnalazione di un cane bloccato da una trappola sebbene, una volta giunti sul posto, i militari rintracciavano il cavo metallico senza più il cane. Il 24 dello stesso mese era la volta di un altro grosso cane gravemente ferito da un profondo taglio circolare all'addome causato dal solito cappio a nodo scorsoio per cinghiali piazzato nei pressi di Olbia (OT). Quattro giorni dopo la Polizia Municipale di Sommariva del Bosco (CN) provvedeva a salvare un cane bloccato alla zampa da una tagliola.
Secondo il CABS tali trappole sono causa di gravi e prolungate sofferenze. Sono anche noti casi di autoamputazione della zampa bloccata dal nodo scorsoio, mentre se il laccio arriva a cingere l'addome la morte sopraggiunge per rottura del diaframma. Infine il soffocamento che pone fine all'atroce agonia dei poveri animali rimasti bloccati per il collo.
Il CABS torna pertanto a chiedere l'inasprimento delle sanzioni che dovrebbero reprimere il diffuso bracconaggio in Italia. I reati previsti dalla legge venatoria sono oggi tutti di natura contravvenzionale mentre, al pari degli animali d'affezione, occorrono reati-delitti.

SARDEGNA. DALLA TRAPPOLA PER CINGHIALI PARTE UN COLPO. FERITO UN 54ENNE

Interviene anche il Cabs, associazione di anti-bracconaggio, sull’episodio avvenuto due giorni fa a Calanginus, in Gallura, dove un cercatore di funghi è stato colpito da uno sparo partito da una trappola per cianghiali. La pallottola è piombata come un missile sulla caviglia di un 54enne, Silvio Pruneddu, che stava cercando funghi in compagnia di alcuni amici.
Quello trovato dai carabinieri è un vero e proprio marchingegno, composto da un tubo di ferro modificato e caricato appunto con pallettoni. Gli animali di grossa taglia vengono attrattati dalla presenza di cibo, ma appena toccano la pastura scatta la trappola. “È assurdo che ancora oggi – protestano dal Cabs – vengano utilizzati sistemi di frodo così pericolosi e potenzialmente mortali. Noi crediamo, una volta di più, che nella legge sulla caccia vadano introdotte norme più servere, oltre quelle punite con la semplice contravvenzione”.

TRE CANI AVVELENATI A RIESE IN PROVINCIA DI TREVISO


RIESE PIO X – Un’ora fa l’Amministrazione comunale di Riese Pio X ha diramato uno nota per mettere in guardia i cittadini, dopo che si sono verificati diversi casi, negli ultimi giorni di cani avvelanti. Da quanto è dato sapere pare che le bestiole, talune sono decedute, abbiano ingerito dei bocconi avvelenati. La zona dove sono stati maggiori i casi d’intossicazione è via Castellana ma vista la gravità dell’accaduto è consigliabile la prudenza in tutto il territorio comunale.

“Nei giorni scorsi si sono verificati episodi di avvelenamento di cani nel territorio comunale, che hanno portato in alcuni casi al decesso dell'animale – si legge nell’avviso del Comune alla cittadinanza -. Gli avvelenamenti si sono verificati, in particolare, nell'area adiacente a Via Castellana, ma invitiamo tutti i proprietari di cani a porre attenzione a bocconi sospetti in tutto il territorio comunale. Siamo allibiti di fronte a tanta vergognosa barbarie: pertanto chiediamo a chiunque abbia informazioni o abbia notato qualcosa di anomalo di rivolgersi ai Carabinieri di Riese Pio X, che stanno indagando sulla vicenda”.

sabato 14 settembre 2019

DENUNCIATO SITO INTERNET DI SESSO CON ANIMALI ACCESSIBILE AI BAMBINI

Roma (14 settembre 2019) Un sito con video di sesso con animali (donne e uomini con grossi cani, cavalli, asini e altre specie animali) accessibile dalla rete con un solo clic anche ai bambini è stato scoperto da AIDAA che ha provveduto ad inviare una segnalazione alle autorità competenti chiedendone l'immediata soppressione. Il sito oltre a migliaia di video gratuiti con scene disgustose di sesso con animali con protagonisti uomini, e donne di varia età non escluse forse alcune minorenni, presenta anche video espliciti accessibili ai ragazzini a pagamento anche con le carte prepagate. Ma sopratutto è dotato di una chat interna che potrebbe nascondere un vero e proprio sito di adescamento di giovani e persone da avviare all'attività del sesso con animali. L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente da anni chiede che si proceda alla eliminazione totale di questi siti pornografici dalla rete e che gli stessi non vengano pubblicizzati sui motori di ricerca.

GALLIPOLI. QUESTA NOTTE SONO NATE 29 TARTARUGHINE

Sorpresa nella notte in spiaggia: intorno alle 2, 29 tartarughine sono nate presso il lido di Padula Bianca a Gallipoli. 
Dopo le misurazioni di rito si sono dirette rapidamente verso il mare, agitato, che hanno sfidato vittoriose. A dare il lieto annuncio gli operatori del Museo di Calimera Naturalia.

RUBA IL CANE ALL'AMICO STILISTA. RITROVATO A MILANO E DENUNCIATO.

La Polizia ha identificato e denunciato l’uomo che ha rubato il cane ad un amico stilista di Torino e lo ha portato con sé a Milano.
Gli agenti del Commissariato Villa San Giovanni della Questura di Milano hanno denunciato a piede libero per appropriazione indebita, minacce e diffamazione un trentenne italiano che aveva sottratto il cane di proprietà ad un giovane stilista di origini ivoriane.
Lo stilista aveva conosciuto il trentenne lo scorso anno nella propria boutique torinese, dove confeziona e vende abiti propri.
L’italiano aveva mostrato fin da subito unparticolare interesse per il cane “Wisi”: un “weimaraner” di 10 anni, regolarmente iscritto all’anagrafe canina e dotato di microchip.
In quell’occasione il 30enne, con precedenti penali e di polizia, dopo aver condiviso alcune foto del cane sui propri profili social, si era offerto di portarlo in giro nelle immediate vicinanze del negozio.
Lo stilista, vedendolo particolarmente amichevole ed educato, ha acconsentito.
In seguito i rapporti tra i due uomini si sono momentaneamente interrotti, fino al 10 settembre scorso, quando il 30enne italiano si è ripresentato nel negozio accompagnato da un amico con il pretesto di voler effettuare dei colloqui di lavoro.
Anche questa volta ha riservato attenzioni particolari nei confronti del cane e si è offerto di portarlo a spasso.

PAPILLON IN FUGA DA 2 MESI. AVVISTATO IN LAGORAI

TRENTO. L'orso più ricercato del Trentino sarebbe arrivato in Lagorai, tra le aree più incontaminate della provincia. Insomma, Papillon avrebbe completato la sua fuga dopo aver messo sotto scacco la giunta leghista, eletta a suon di slogan anche contro i grandi carnivori e che, fino ad oggi, è riuscita solo nell'impresa di farsi scappare l'unico plantigrado giunto sulla parte est del territorio.
Sono esattamente due mesi oggi (sessanta giorni) che l'orso è in fuga e noi gli auguriamo di vivere e correre felice nei boschi per i prossimi anni.

Nel frattempo oltre all'ordinanza della provincia di Trento, c'è sul tavolo anche quella di Bolzano. E se Filippo Degasperi chiede il ritiro dei provvedimenti (Qui articolo), le associazioni animaliste e ambientaliste hanno, fin da subito, criticato le decisioni di piazza Dante prima e piazza Walther poi. M49 avvistato in Lagorai: il video di un cacciatore postato su facebook