venerdì 22 giugno 2018

5 CANI MORTI AVVELENATI AD AGRIGENTO

RAFFADALI – Sarebbero ben cinque i cani randagi trovati morti a Raffadali, in provincia di Agrigento. Pare che i poveri randagi siano stati brutalmente avvelenati con dei bocconi: le loro condizioni di ritrovamento, infatti, sembrerebbero non lasciare spazio a dubbi. La bava bianca alla bocca, schiumosa, indica verosimilmente una strada soltanto.
L’allarme è stato lanciato il pomeriggio del 19 giugno scorso, alle 15 circa, dai volontari dell’associazione animalista “L’Itaca di Argo” che hanno fatto la macabra scoperta.
Su Facebook la reazione degli amanti dei cani non si è fatta attendere. Sono state tantissime le denunce e i messaggi di indignazione postate da semplici cittadini della zona che conoscevano bene il branco in questione e che, da un giorno all’altro, lo hanno trovato decimato. Oltre alle 5 ‘vittime’, infatti, pare che altri esemplari siano scomparsi nel nulla senza lasciare traccia.

MILANO : DOMANI FIRME PER RIQUALIFICARE PIAZZA FIRENZE

MILANO (22 giugno 2018) Domani sabato 23 giugno dalle ore 9 alle ore 21 si svolgerà in Piazza Firenze 2 NELLE ADIACENZE DEL BAR BLACK ONE la raccolta firme promossa dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA per chiedere la riqualificazione ambientale della zona e per chiedere interventi strutturali per l'abbellimento arboreo della piazza  e contro il degrado urbano. Per poter firmare è necessario portare il proprio documento di identità. Le firme saranno poi consegnate all'amministrazione comunale di Milano.

RAVENNA. MULTE CANI IN SPIAGGIA: PARTONO I RICORSI

Ravenna (22 giugno 2018) Dopo l'ondata di multe che ha colpito nei giorni scorsi i bagnanti che erano sulle spiagge libere dei lidi ravvenati con i loro cani sanzionati con multe fino a 200 euro, è arrivato ora il turno dei ricorsi, partiranno infatti nella giornata di lunedi i primi sette ricorsi contro le sanzioni, ricorsi patrocinati dal servizio legale dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- AIDAA che oltre a sostenere i ricorsi dei singoli cittadini sta pensando ad un ricorso collettivo con richiesta di danni al sindaco di Ravenna per la mancata presenza di segnaletica in molte delle spiagge libere dove sono state elevate le multe. "Stiamo patrocinando i primi sette ricorrenti- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- ma le segnalazioni di multe fatte nei lidi ravennati nello scorso fine settimana sono molte, e molto salate, per questo stiamo verificando insieme al nostro servizio legale l'opportunità di un ricorso collettivo con richiesta di risarcimento al comune di Ravenna". Chiunque volesse avere informazioni in merito alle iniziative Aidaa sulle multe per i cani in spiaggia può telefonare al 3479269949 tutti i giorni sabato e festivi compresi dalle 9 alle 20.

BOCCONI AVVELENATI ANCHE PER I CANI DA TARTUFO

Non c’è tregua per la guerra del tartufo, che dalle colline di Frisa, Crecchio, Poggiofiorito e Lanciano (Chieti) è dilagata fino a Pretoro e Rapino. E a farne le spese sono i cani da tartufo.
Dopo gli avvelenamenti con bocconi alla stricnina, come accertato dagli esami dell’istituto zooprofilattico di Teramo nella primavera dello scorso anno, in questi giorni personaggi senza scrupoli disseminano le tartufaie con wurstel avvelenati, infilzati con degli stuzzicadenti. Questi pezzetti di legno, spiegano gli esperti, una volta ingeriti, assieme ai bocconi avvelenati, non consentono agli animali di espellerli in alcun modo, neppure con il vomito forzato. Ed è così che i cani da tartufo muoiono, tra atroci dolori, e sotto lo sguardo impotente dei padroni. Sull’ultimo episodio indagano i carabinieri forestali.
Da questa strage annunciata, si salvano soltanto i cani che indossano il mozzo e che, quindi, non possono ingerire bocconi durante il lavoro nei terreni a caccia di tartufi. I controlli non ci sono, lamentano i tartufai. Un anno fa sulle colline frentane ignoti incendiarono il Pick up di un tartufaio della val di Sangro: il mezzo andò completamento distrutto.
Insomma la guerra del tartufo continua, tra bracconieri e non solo, a perdere la vita sono i cani mentre chi li avvelena rimane impunito.

giovedì 21 giugno 2018

MAFIA NEI CANILI IN CALABRIA. LA DENUNCIA AIDAA DEL 2007


questo era quanto scrivevamo nel 2007 la prima denuncia contro la mafia della locride dei cani. di acqua ne è passata sotto i ponti ma la situazione ora appare per fortuna piu chiara

COMUNICATO STAMPA 

NEL CANILE DELLA LOCRIDE I CUCCIOLI DI CANE VENGONO TRASFORMATI IN CIBO PER MAIALI. 

Milano (21 settembre 2007) Con un esposto inviato questa mattina alla procura della repubblica di Locri il presidente nazionale dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente Lorenzo Croce torna sulla vicenda delle cucciolate di cani presenti nel canile provinciale di Sant’Ilario nella Locride dove secondo ulteriori agghiaccianti testimonianze raccolte dai vertici dell’associazione aninalista i cani presenti non sono non sarebbero stati sterilizzati (nonostante i fondi ricevuti dagli oltre 50 comuni convenzionati con il canile) ma verrebbero fatti accoppiare e le cucciolate sarebbero svezzate e poi uccise per essere tritate con farine fino a diventare cibo destinato a maiali di allevamenti che si trovano nella zona del canile. 

Ma il fatto più grave contenuto nell’esposto presentato dal presidente dell’AIDAA riguarda la catena alimentare infatti i maiali una volta ingrassati a farine a base di carne trita di cuccioli di cane verrebbero poi macellati e rivenduti al pubblico sia in macelleria della zona che in strutture del nord Italia. 

Chiediamo che su questa vicenda che si trascina da oltre un’anno si faccia chiarezza una volta per tutte- ci dice Lorenzo Croce presidente AIDAA- abbiamo già presentato diverse testimonianze in merito alla vicenda ora crediamo sia venuto il momento di informare l’opinione pubblica di questi fatti anche alla luce di nuove testimonianze di cui siamo venuti a conoscenza, per questo chiediamo una verifica diretta e precisa da parte delle forze dell’ordine e io stesso ho chiesto di essere nuovamente sentito attraverso la polizia locale del comune di Pregnana Milanese dove ha la sua sede nazionale l’associazione che presiedo” 




per info 3926552051—3478883546 
di seguito l’esposto inviato oggi da AIDAA alla procura di Locri 
ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA 
www.aidaa.net 
direttivo.aidaa@libero.it – presidenza.aidaa@libero.it 
SEDE LEGALE VIA ROMA 62 20010 PREGNANA MILANESE (MI) 
Telefoni 3478883546-3926552051 





Alla procura della repubblica 
Presso il tribunale di Locri 
Piazza Nuovo Tribunale 
89044 LOCRI (RC) 
Indirizzo mail procura.locri@giustizia.it 



ESPOSTO RELATIVO AL CANILE DI SANT’ILARIO. 

Io sottoscritto Lorenzo Croce nato a rho il 23 aprile 1964 presidente pro-tempore dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente domiciliato presso la sede della medesima associazione situata in via Roma 62 a Pregnana Milanese mi rivolgo a codesta procura per segnalare che alla nostra associazione sono arrivate da tempo diverse segnalazioni in merito ad attività a sfondo criminale che si svolgerebbero nel canile provinciale di sant’ilario. 

In particolare queste attività sarebbero rivolte alla produzione di cucciolate canine attraverso l’accoppiamento di cani presenti nel sudetto canile che in realtà risulterebbero sterilizzati ( e per i quali i gestori del canile provinciale avrebbero ricevuto i fondi previsti per la sterilizzazione). 

Questi cuccioli di cane una volta svezzati sarebbero uccisi in maniera crudele e poi tritati in appositi macchinari e mischiati a farine per essere trasformati in cibo destinato ad alcuni allevamenti di maiali della zona, maiali poi ingrassati e macellati (in alcuni casi all’interno dello stesso perimetro del canile provinciale) per poi essere venduti in esercizi commerciali sia della zona che del nord Italia. 

In merito a questa vicenda chiedo di essere ulteriormente sentito dalla polizia municipale di Pregnana Milanese competente per territorio in merito alla sede nazionale dell’associazione che presiedo. 

Chiedo di essere informato qualora questa inchiesta venga archiviata. 

Cordiali saluti 


Lorenzo Croce 
Presidente nazionale 
AIDAA 
Sede Nazionale AIDAA 21 Settembre 2007

MAFIA NEI CANILI. 11 ARRESTI IN CALABRIA. AIDAA: GIUSTIZIA E' FATTA!!

Reggio Calabria (21 giugno 2018) - "E' con viva soddisfazione che apprendiamo la notizia dell'arresto di 11 persone tra cui il direttore del servizio veterinario della ASP di Reggio Calabria Antonino Ammendola in relazione alle infiltrazioni della cosca Zagari-Fazzalari-Viola della N'drangheta nel business dei canili anche perchè primi tra tutti noi di AIDAA abbiamo consegnato nel 2010 un dossier sulla gestione di 84 canili e rifugi privati gestiti direttamente dalle organizzazioni malavistose attraverso prestanomi tra i quali i canili di cui si parla in questa inchiesta della direzione distrettuale antimafia calabrese" Questa la dichiarazione del presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce firmatario del primo dossier sulla gestione malavitosa di diversi canili del centro sud Italia inviata nel 2010 a diverse procure della repubblica del sud Italia. In quel dossier AIDAA metteva in evidenza sia i vari business legati alla gestione dei canili da parte della malavita organizzata e stimava in 22 milioni di euro l'anno il giro di affari che ruota intorno a queste attività malavitose sulle pelle dei cani. Ora dopo 8 anni arrivano i primi riscontri con l'arresto di undici persone tra cui il direttore dei veterinari pubblici di Reggio Calabria. 


IL COMUNICATO DEL 2010 PUBBLICATO DA DIVERSI GIORNALI 

Non solo traffici illeciti e pizzo, tra le forme di business della malavita organizzata adesso rientrano anche i canili. Lo rivela una ricerca di Aidaa, durata tre anni, che si è conclusa con una denuncia a diverse procure del sud Italia e delle Isole sugli 82 canili privati gestiti direttamente o attraverso fiduciari dalla malavita. 

I rifugi per i fedeli amici dell'uomo sono concentrati soprattutto in Campania, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia, ma non mancano casi nel centro-nord Italia.Spesso i caili in questione sono già stati riconosciuti come "lager" dove gli animali sono tenuti in condizioni pessime sotto il profilo igienico-sanitario. In questi contesti la popolazione canina è in forte sovrannumero e non è possibile a pubblico ed associazioni animaliste entrare per controllare lo stato di benessere degli animali né adottare i cani che rappresentano per i gestori una fonte di reddito non indifferente. 
egli 82 canili lager sono presenti 35.000 cani rispetto ad una capienza massima consentita di poco inferiore ai 20.000 animali. 

Fonti di guadagno - La malavita oltre a gestire il flusso di denaro pubblico per il mantenimento dei cani (molti dei quali morti ma presenti sui registri  che si aggira complessivamente sui 22 milioni di euro in entrata rispetto a meno di un terzo spesi per il reale mantenimento dei cani, gestisce anche altre attività illegali assolutamente redditizie quali la vendita dei cani a paesi esteri destinati alla vivisezione o in caso di cuccioli ad essere venduti in Germania (per ogni cucciolo si guadagnano fino a 200 euro) o in altri paesi del Nord Europa. Tra le altre attività criminose vi sono i combattimenti clandestini con giri di affari per decine di milioni di euro l’anno. 

Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa, ha spiegato che la malavita usa i canili come "centro di business clandestino, infatti oltre ad introitare soldi puliti dai comuni per il mantenimento dei cani, business che permette guadagni a sette cifre, il vero giro di affari loschi sta nella vendita dei cani verso i paesi del nord Europa e nei cani ospitati nei canili usati spesso anche nei combattimenti clandestini, fenomeni questi ultimi che fanno lievitare i guadagni della malavita organizzata a cifre superiori ai 100 milioni di euro l’anno”.

N'DRANGHETA E BUSINNES DEI CANILI. IN CALABRIA 11 IN MANETTE


   Una vasta operazione di polizia coordinata dalla Diresione Distrettuale Antimafia della procura di Reggio Calabria ha portato a 11 provvedimenti di custodia cautelare. L'inchiesta, denominata Happy Dog, ha consentito di accertare l'infiltrazione nel settore canino degli interessi di persone ritenute vicine alla cosca Zagari-Fazzalari-Viola della 'ndrangheta, con conseguente condizionamento degli appalti indetti dal Comune di Taurianova per l'assegnazione dei servizi di custodia e assistenza nei canili privati. Dall'inchiesta sono emerse anche le presunte condotte intimidatorie ed estorsive ai danni di un imprenditore del settore della custodia canina, vessato anche da persone vicine alle cosche di Platì e Sant'Ilario sullo Ionio.
    Tra le persone per le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari c'è il direttore del servizio veterinario dell'Asp di Reggio Calabria, Antonino Ammendola.