martedì 1 dicembre 2020

ARRIVA IL GRANDE FREDDO. APPELLO AIDAA AI SINDACI. "AIUTATE I CLOCHARD CON I CANI "

 Roma (1 dicembre 2020) Il grande freddo sta per arrivare, si prevede anche la neve sulle città del nord nel fine settimana, questo sarà un duro inverno per i clochard, ed in particolare per gli oltre 5.000 clochard con i cani di cui 800 donne che vivono per strada nelle città e nei paesi italiani. Infatti con la presenza della pandemia i comuni sono chiamati ad uno sforzo notevole per la gestione sia dei posti letto che dovranno essere distanziati in spazi appositi, e questo mette a rischio la possibilità di avere posti dedicati ai clochard con i cani che molto spesso non vengono nemmeno accettati nei dormitori pubblici proprio per la inseparabile compagnia di fido.. Per questo motivo l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente lancia un appello al comuni ed alle autorità religiose perchè mettano a disposizione posti letto nei dormitori destinati ai clochard con i cani, ma che in via alternativa vengano lasciate aperte le chiede e i mezzanini delle metropolitane in quanto si prevede che nelle prossime notti la temperatura scenderà abbondantemente sotto lo zero. "Facciamo appello ai sindaci- scrive in una nota l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente-affinchè donino anche dei sacchi a pelo per coloro che in queste fredde notti di coprifuoco causa covid sono costretti per mille motivi a dormire in strada, e per i clochard con i cani che sono conosciuti e stanziali si donino anche delle cucce smontabili per permettere ai quattro zampe di ripararsi a loro volta dal freddo".



ARTROSI. NE SOFFRE UN CANE SU CINQUE

 Pigrizia o stanchezza, difficoltà nel salire le scale, cambiamento di abitudini del sonno o alimentari. Sintomi che, per quanto riguarda l'amico a quattro zampe, devono far accendere un campanello d'allarme. Un cane su 5 soffre infatti di dolore articolare, tanto che l'artrosi (nota anche come osteoartrite) è tra le prime cinque cause di dolore cronico negli animali da compagnia. Ma adesso per intercettare i segnali nascosti e dare voce a cani e gatti, cuccioli, adulti o anziani, arriva un test gratuito che permette al proprietario di avere indicazioni in merito alla possibile presenza di dolore articolare. Il test online, disponibile alle pagine www.articolazioniprotette.it/test è promosso da ANMVI (Associazione Nazionale dei Veterinari) e FSA (Fondazione Salute Animale). L'artrosi colpisce il 35% dei cani adulti e l'80% dei cani anziani, rappresentando il problema di salute più costoso e motivo di eutanasia. Nel gatto i numeri sono ancora più alti: la patologia colpisce il 40% dei gatti adulti e il 90% dei gatti anziani. A fronte di queste elevate percentuali, però, solo il 13% ha una diagnosi certa e solo il 7% viene adeguatamente curato. "I cani e i gatti non parlano ma soffrono - spiega Aldo Vezzoni, presidente FSA - Quello che accompagna l'artrosi è un dolore persistente, cronico a cui finiscono per rassegnarsi. L'unico modo che hanno per manifestare la loro sofferenza è adottare atteggiamenti di compensazione che, riducendo l'uso delle articolazioni, facciano sentire meno il dolore. Per questo è importante riconoscere i primi campanelli d'allarme attraverso l'osservazione. Il test è dunque un aiuto valido per contattare il veterinario ai primi sospetti di dolore articolare, dandogli l'opportunità di effettuare un check-up di controllo delle articolazioni e alleviare la sofferenza il prima possibile". I test sviluppati sono due, uno per il cane e uno per il gatto, in grado di restituire un risultato indicativo della possibile presenza dei dolore articolare e della conseguente necessità, più o meno urgente, di un consulto con il proprio veterinario. "Saper riconoscere con tempestività il dolore articolare è essenziale per risparmiare ai cani e ai gatti inutili e prolungate sofferenze e per garantire loro benessere e buona qualità della vita - prosegue Vezzoni - Ma è altrettanto importante la prevenzione: si raccomandano i controlli ortopedici di routine, all'età di 5 mesi e poi di 1 anno, 1 anno e mezzo per valutare l'eventuale presenza di una patologia scheletrica, e poi ogni anno nel caso venga diagnosticata. L'artrosi è una malattia irreversibile che può colpire anche i cuccioli, peggiora con il tempo che passa e si aggrava ancor di più se l'animale ha un peso eccessivo o ha un'intensa attività fisica. Per questo è importante il consulto del medico anche sulla possibilità di fare attività sportiva o di concedersi solo brevi passeggiate".




TROPPI TURISTI. L'ANTARTIDE E' UN ECOSISTEMA A RISCHIO

 A causa dei cambiamenti climatici, il delicato ecosistema della penisola antartica è in pericolo. A lanciare un appello alla mobilitazione generale è un articolo pubblicato su Nature che sottolinea la necessità di adottare con urgenza misure preventive prima che la biodiversità marina e terrestre della zona venga del tutto compromessa

A fine ottobre, la Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources (CCAMLR) ha tenuto una conferenza in cui sono state discusse diverse questioni, tra le quali l'istituzione di un'area marina protetta e l'introduzione di limitazioni alla pesca del merluzzo nero antartico, osservando invece un significativo miglioramento nella gestione della pesca al krill. Un risultato importante quest'ultimo, dato che "il krill ricopre un ruolo chiave negli ecosistemi antartici, essendo la principale fonte di alimentazione di pinguini, foche e cetacei misticeti. Ovviamente non è l'unico importante organismo che popola i mari, ne esistono anche altri come gli organismi zooplanctonici e fitoplanctonici, ma, viste le piccole dimensioni e l'abbondanza, la presenza del krill è determinante". A parlare è il professor Stefano Schiaparelli, docente di analisi e conservazione della biodiversità marina all'università di Genova. "Il krill" prosegue Schiaparelli "ha attraversato varie fasi in termini di abbondanza. Dapprima, quando la pesca si concentrava sulla caccia alle balene, la sua presenza è aumentata notevolmente. Addirittura negli anni Sessanta si formulò la Krill Surplus Hypothesis secondo cui sembrava che ve ne fossero milioni di tonnellate a disposizione, quasi a giustificarne l'ingente prelievo da parte dell'uomo".

Dagli anni Settanta si è però assistito a una drastica riduzione del krill, tant'è che l'attenzione delle istituzioni internazionali al problema ha creato la nascita di commissioni per lo studio di questa specie e sono state create aree apposite per valutarne le dinamiche di crescita e sviluppo. "È stato osservato che la popolazione del krill di un dato anno dipende da quanto è durato il ghiaccio marino l'anno precedente" spiega Schiaparelli. "Trovando infatti rifugio e cibo nella parte inferiore dei ghiacciai marini, il piccolo crostaceo lega gran parte del suo ciclo biologico alla presenza di ghiaccio. Così i cambiamenti climatici, uniti al problema della pesca intensiva, stanno causando una rapida diminuzione del krill. Se la temperatura media continuerà ad aumentare, però, si potrebbe assistere a una diminuzione anche di animali, quali l'acciuga antartica, che rappresentano un'altra fonte di nutrimento per predatori di grande dimensione e importanza ecologica fondamentale".

A differenza del resto dell'Antartide, la penisola non presenta più grandi zone incontaminate. Le navi inquinano l'oceano con combustibili, rumori e microplastiche; il che favorisce l'introduzione di specie invasive come cozze, alghe e stelle marine che rischiano di soppiantare organismi autoctoni. Di recente è stato infatti ritrovato nelle acque antartiche il mitilo cileno, una specie di cozza che in futuro potrebbe diventare stabile in questo ambiente. "Tuttavia" rassicura Schiaparelli "bisogna tenere presente che le condizioni ambientali antartiche sono davvero estreme e pochi organismi sono in grado di adattarvisi nel breve periodo. Finora la barriera climatica ha limitato il fenomeno, ma si tratta di un'eventualità che non si può affatto escludere".

Ad aumentare le possibilità che ciò avvenga è il turismo, in continua crescita. Attualmente sono valutati circa 60 mila visitatori l'anno, ma alcuni siti particolarmente famosi quali il porto di Neko e Port Lockroy ne contano 20 mila a stagione. "Quando così tanti visitatori accedono ogni anno a zone che dovrebbero essere mantenute integre, il rischio di contaminazione aumenta. Dall'altra parte, però, le persone in visita fungono da osservatori e contribuiscono al censimento di cetacei perché li fotografano e ne diffondono le immagini".



lunedì 30 novembre 2020

POLPETTE AVVELENATE A TAVIANO

 TAVIANO- A Taviano, qualcuno lascia per strada delle esche mortali per gli animali: polpette di crane che nascondono all’interno degli spilli! L’avviso è stato diramato dal Comune: “IL SINDACO, Giuseppe Tanisi, Informa la cittadinanza che a seguito di nota del Comando di Polizia Locale, l’Amministrazione Comunale è venuta a conoscenza che sono state rinvenute sul territorio di Taviano, in particolare in C.da Rine ed in C.da Pigna, ESCHE MORTALI destinate ad animali della zona.

Si tratta, in particolare, di agglomerati di carne al cui interno sono presenti spilli da sarta. Tali esche sono state sparse su suolo pubblico ed anche in spazi privati. Pertanto si invitano i Cittadini a prestare molta attenzione e DENUNCIARE tali ATTI ILLECITI. Condotte di tal genere, oltre ad essere inqualificabili da un punto di vista etico e pericolose per lo stesso genere umano, sono penalmente rilevanti e perseguibili ai sensi degli artt. 544- bis e seguenti del Codice Penale. I competenti organi di polizia si sono già attivati per l’individuazione dei responsabili.
Dell’accaduto è stata data comunicazione all’A.G. competente ed al Servizio Veterinario AUSL”.



25 ANNI DI CARCERE AI BRACCONIERI DI RINOCERONTI IN SUDAFRICA

 Duro colpo al bracconaggio in Sudafrica, dove i membri di una famigerata gang riconosciuta colpevole di aver sterminato quasi 100 rinoceronti in aree protette, sono stati condannati a 25 anni di carcere: sentenza confermata dalla corte d'appello di Makhanda, l'ex Grahamstown.

    Una duplice sentenza esemplare, quella emessa contro la gang Ndvolu, considerata dai protezionisti una pietra miliare nella lotta al traffico clandestino di corni di rinoceronte e, in generale, contro la piaga del bracconaggio.
Nella sentenza di primo grado del novembre 2019, confermata, la banda Ndvolu è stata riconosciuta colpevole di 55 capi d'accusa relative all'uccisione di almeno 13 esemplari di rinoceronte, anche se le stime attribuiscono alla banda almeno 100 uccisioni illegali. I media sudafricani raccontano che la gang (due fratelli di cognome Ndvolu e un ranger complice con lo stesso cognome ma descritto come 'omonimo' ma non imparentato) normalmente immobilizzavano con freccette paralizzanti sparate da un fucile i pachidermi , i quali poi subivano da vivi l'amputazione del loro corno con una sega e venivano lasciati a morire agonizzanti. Almeno 99 sono le uccisioni attribuite a loro, che non si sono più ripetute da quando i Ndvolu furono arrestati in flagrante nel giugno 2016 nell'area protetta Makana Resort, nello stato di East Cape, con con oltre 10 chili di corni di rinoceronte e una sega insanguinata.


domenica 29 novembre 2020

LE REGOLE PER PASSEGGIARE CON IL CANE IN VIGORE DA OGGI

 Roma (20/11/2020) - Con l'aggiornamento delle fasce di colore in cui sono inserite da oggi alcune regioni italiane cambiano anche le norme e le regole per portare a spasso il cane, in ambito comunale e sovracomunale. Da oggi domenica 29 novembre entra infatti in vigore il riposizionamento di alcune regione che cambiano fascia di colore in base alla gravità della diffusione dei contagi da Covid secondo i 21 parametri presi in considerazione dal Comitato TECNICO SCIENTIFICO e inseriti nella nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute  Roberto Speranza. Ecco di seguito le norme ed i consigli degli esperti AIDAA per rispettare le regole ma non privarsi del diritto di passeggiare e divertirsi con i propri cani.

REGIONE E CONSIGLI GENERALI  IN TEMPO DI COVID

1- E  possibile portare il cane fuori nelle ore del coprifuoco notturno per i propri bisogni?

In teoria no, ma il buon senso impone di poter uscire per alcuni minuti con il cane se lo stesso ha delle necessità corporali urgenti senza allontanarsi per oltre dieci metri da casa, in questo caso portare comunque sempre una giustificazione e ovviamente raccogliere gli escrementi del cane e poi rientrare in casa. Evitare assolutamente passeggiate notturne quelle sono vietate e sancite in tutte e tre le fasce in cui sono suddivise le regioni

2 - E' possibile portare il cane in Auto se si attraversano le zone rosse, gialle e arancioni, o se si esce di paese. 

Si, non ci sono problemi per l'attraversamento, ed anche se si esce dal paese in zona rossa, ma non per portare a spasso il cane, la presenza di Fido deve essere comunque segnalata nell'autocertificazione che attesta che il cane è con voi in quanto non potete lasciarlo a casa, e che voi siete in movimento per uno dei motivi previsti dal dpcm.

3 - Se ho il veterinario fuori paese posso portare il cane  o il gatto o un altro animale domestico senza incorrere in sanzioni?

Si, nelle zone gialle non vi sono problemi in quanto gli spostamenti sono liberi, in quelle arancioni e rosse portare il cane o il gatto o un altro animale domestico dal proprio veterinario di fiducia in caso di necessità è possibile con una semplice autocertificazione.

4- Posso portare a spasso il cane del vicino?

Se una persona ha degli impedimenti fisici o non può portare il cane a spasso, è possibile farlo in sua vece, autocertificando il motivo e comunque per passeggiate non lontane da casa cosi come previsto nel DPCM con le limitazioni previste per le zone rosse ed arancioni, in caso di dichiarazione mendace si è passibili di sanzione.

5 - Se sono una volontaria posso accudire i cani randagi anche se fuori dal paese di residenza?

Si è possibile in quanto il DPCM fa rientrare questa tra le attività necessarie, serve l'autocertificazione nelle zone arancioni e rosse, in caso di dichiarazione mendace si è passibili di  sanzione.

6- Posso portare il mio cane a spasso o in area cani?

In zona rossa valgono le regole della passeggiata nelle vicinanze di casa negli orari consentiti, si possono comunque portare i cani per lo sgambamento nelle aree cani purchè vicino a casa e non vi siano assembramenti umani. Nelle regioni in fascia arancione non ci sono limitazioni di spostamento e passeggiate all'interno del perimetro comunale, se non i divieti imposti nelle ore del coprifuoco. Ci si può muovere invece senza alcun problema anche tra i diversi comuni nelle regioni in fascia gialla.




I DIVIETI DI CACCIA REGIONE PER REGIONE

 Milano (29  novembre 2020) Facciamo il punto della situazione aui divieti  di cacciare nelle diverse regioni in questo periodo di Covid in base ai colori nei quali sono inserite le singole regioni.

REGIONI IN FASCIA GIALLA

Per le regioni in fascia Gialla la caccia è consentita entro gli ambiti di caccia regionali, non è ammesso la trasmigrazione di caciatori dalle altre regioni nemmeno per le pratiche di caccia in deroga.


REGIONI IN FASCIA ARANCIONE

Non è consentito nessun tipo di caccia di gruppo e singoli fuori dal comune di residenza, i cacciatori che invadono il territorio comunale di residenza, o chi caccia in gruppo è passibile di sanzioni amministrativer

REGIONI IN FASCIA ROSSA

Non è possibile cacciare in alcun modo.

COSA FARE SE VEDETE CACCIATORI IN AZIONE FUORI ZONA ON IN GRUPPO?

Fotografate il numero di targa dell'auto dei cacciatori e comunicatelo telefonicamente al telefono anticaccia dell'AIDAA al 34792969949 attivo tutti i giorni dalle 8 alle 12