venerdì 23 febbraio 2018

GRANDE FREDDO. A RISCHIO ASSIDERAMENTO 5.000 CLOCHARD CON I CANI

GRANDE FREDDO. A RISCHIO ASSIDERAMENTO 5.000 CLOCHARD CON I CANI
ROMA (23 FEBBRAIO 2018) - Sono cinquemila i clochard  (di cui oltre ottocento donne) con i cani al seguito che vagano per le strade e le contrade dei comuni e delle città italiane. per domenica è previsto l'arrivo di un ondata di gelo con temperature che dovrebbero scendere fino a dieci gradi sottozero- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- epiu di altri sono a rischio di assideramento, sia loro che i loro cani, per questo lancio un appello ai sindaci delle grandi e piccole città di mettere a disposizione letti riservati per i clochard con i cani al seguito nei dormitori comunali e di aprire gli spazi come i mezzanini delle metropoliltane, ai preti chiedo di lasciare entrare anche i cani nelle chiese che riterrano di lasciare aperte come l'anno scorso ogni gesto potrebbe salvare la vita di un uomo, di una donna e del loro amico a quattro zampe"
FOTO DI REPERTORIO. AIDAA PORTA CIBO AI CANI CLOCHARD

GRANDE FREDDO. COME AIUTARE MICIO, FIDO E GLI UCCELLINI

Roma (23 FEBBRAIO 2018) – In questi giorni è previsto l’arrivo di un ondata di freddo polare, con temperature in picchiata fino a dieci gradi sottozero la notte e nelle prime ore del mattino. Freddo che porterà con se il gelo aumentando la difficoltà per gli uccellini ma anche per gli animali randagi di alimentarsi. Da qui la necessità di dare una mano ai nostri fratelli “piumosi e pelosi” in questi giorni difficili per loro. Ecco di seguito una serie di consigli semplici ed utili per aiutarli.
1 UCCELLINI
Per loro è davvero dura in questi giorni di freddo procurarsi il cibo, dunque invitiamo tutti ad esporre sui balconi delle piccole mangiatoie (ne esistono di gia pronte in legno o che possono essere realizzate in materiale di riciclo come ad esempio le bottiglie di plastica) contenenti piccoli pezzettini di grasso e carne avanzata (per chi la consuma), croste di formaggio, briciole di dolci, frutta fresca e secca e miscele di semi, le mangiatoie vanno rifornite regolarmente senza riempirle fino all’orlo in quanto a causa del freddo parte del cibo potrebbe deteriorarsi.
Le mangiatoie vanno messe in zona non raggiungibile dai gatti in quanto i felini dotati di un imponente scatto rischiano di catturare ed uccidere gli uccellini che vengono sul vostro balcone o nel vostro giardino per ristorarsi.
GATTI
Se sappiamo esserci una colonia felina, o semplicemente dei gatti randagi che sono in cerca di cibo e vivono nella nostra zona ricordiamoci di mettere loro le ciotole del cibo secco e umido in una zona riparata, infatti i croccantini con l’umidità rischiano di deteriorarsi, mentre la pappa umida potrebbe anche congelare, e i nostri amici felini affamati potrebbero mangiare del cibo che può fare loro male. Cambiare il cibo due volte al giorno e lasciare in luogo riparato anche la ciotola dell’acqua fresca (che di notte rischia regolarmente di gelare). Se vi va lasciate aperta qualche finestra delle cantine o di locali dove non ci siano pericoli per i nostri amici a quattro zampe in modo che possano ripararsi per la notte e combattere il freddo.
CANI
Anche per i cani randagi valgono le regole dei mici, mettete sempre una ciotola con cibo e una con acqua in ambiente riparato, rifornite le ciotole quotdianamente perché a causa del freddo il cibo lasciato troppo a lungo potrebbe deteriorarsi.
Anche per loro se qualcuno ha possibilità lasci aperta la porta di un sottoscala o di un locale dove non ci siano dei pericoli per i nostri amici e mettere a terra delle coperte in modo che cani e gatti possano trovare un po di riparo specialmente nelle zone più fredde.
ALTRI ANIMALI SELVATICI
SEGUIRE EVENTUALI CONSIGLI FORNITI DAL CORPO FORESTALE DELLO STATO. RIVOLGETEVI AL 1515 PRIMA DI PRENDERE QUALUNQUE INIZIATIVA PER FAVORIRE L’ALIMENTAZIONE SPECIALMENTE SE SI TRATTA DI ANIMALI DEL BOSCO O DI SELVATICI DI GROSSA MOLE.

SCIACCA. PER LA SINDACA AVVELENATI SOLO 27 CANI

Il sindaco di Sciacca ora minimizza, e con una serie di manovre che dovevano essere messe in campo nelle scorse settimane cerca di trovare una soluzione per i cani che si sono salvati. Ieri pomeriggio ha incontrato i vertici del WWF per organizzare la cattura dei rimanenti randagi, mentre sempre secondo la sindaca di Sciacca il numero reale dei cani avvelenati sarebbero 27 quindi molto meno rispetto ai numeri che giravano nei giorni scorsi,la stessa sindaca si è detta pronta a organizzare un tavolo di crisi per arrivare al superamento del fenomeno, cosi come ha detto che sono giunte richieste di adozione per i dieci cani che non sono morti e che ora si trovano in un rifugio. Tutto bene ma perchè non farle prima queste cose visto che la legge gle lo imponeva? Sindaca ipocrita e colpevole.

VERTICE AD AGRIGENTO SUI CANI DI SCIACCA

SCIACCA. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della provincia di Agrigento, presieduto dal prefetto, Dario Caputo, si è occupato della strage di cani avvenuta a Sciacca con 27 randagi avvelenati in contrada Muciare. Il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, ha illustrato la situazione nel corso di una riunione, in Prefettura. Ha parlato di quello che è accaduto, del fenomeno del randagismo, della bonifica del territorio e del salvataggio di dieci cani trasferiti all’Oasi di Santa Margherita Belice. Altri dieci sono stati, invece, prelevati dall’area privata infestata da esche velenose e trasferiti in un canile convenzionato.

giovedì 22 febbraio 2018

LA CACCIA AMMAZZA ANCHE I BAMBINI

ROMA (22 febbraio 2018) - Quando la finiranno i cacciatori di tirarsi dietro i ragazzini con la speranza che imparino ad imbracciare il fucile per sparare agli animali? Se lo chiedono gli animalisti dell'AIDAA che hanno fatto la conta dei minorenni vittime della caccia nel periodo compreso tra le stagioni 2007/08 e la stagione 2017/18 appena terminata. I dati che emergono sono spaventosi, infatti in dieci anni sono morti 14 ragazzini, mentre sono venticinque i minorenni, compresi ragazzini di dodici o tredici anni rimasti feriti. 39 giovanissimi rimasti sotto le fucilate dei cacciatori in dieci anni di questi uno è morto e due sono rimasti feriti quest'anno. "Non sono dati nostri- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA ma quelli raccolti in questi anni dagli articoli sui giornali, e quindi tra l'altro passivi di qualche dimenticanza, ma quello che emerge da questa situazione è che ogni anno la situazione peggiora, tenendo anche conto del fatto che i cacciatori sono sempre piu anziani con una media superiore ai 60 anni e che quindi facilmente scambiano un bambino che gioca per una lepre e a volte questi errori sono fatali. La caccia non è uno sport- conclude Croce- ma una guerra con tanto di morti e feriti tra gli umani oltre che tra gli animali, morti che non risparmiano nemmeno i bambini, orrore allo stato puro".

CANE SU VETTA INNEVATA. SALVATO DAI CARABINIERI

(ANSA) - ROMA, 21 FEB - La sua foto era quasi surreale, ed aveva fatto il giro dei social. Un cane solitario e sperduto su una vetta innevata, ad oltre 2400 metri d'altezza. L'immagine, scattata da un escursionista e postata sui social, era diventata virale, tanto che i carabinieri del paese sotto la montagna sono partiti a cercare l'animale. Il cane è stato ritrovato e portato nel canile successivo ricovero presso il canile di Castelbasso di Castellalto (Teramo), e ora, attende qualcuno che lo adotti. La storia viene dall'Abruzzo, dai Monti della Laga, ed è stata resa nota con un comunicato dall'Ente Parco nazionale del Gran Sasso. Un escursionista il 4 febbraio scorso stava salendo al Pizzo di Moscio, 2411 metri di altezza, nel comune di Valle Castellana (Teramo). Sulla vetta innevata, vicino alla croce di ferro incrostata di ghiaccio, ha visto da lontano un cagnolino solo, senza collare. L'escursionista lo ha fotografato e ha postato la foto sulla pagina Facebook del Parco nazionale.

mercoledì 21 febbraio 2018

APPELLO AIDAA ALLA CIPRIANI. TORNA IL TUO CANE SOFFRE

Milano (21 febbraio 2018) Un vero e proprio appello quello che sembra lanciare la piccola Barbie ogni volta che vede la sua "sorellona umana" Francesca Cipriani dal video collegata dall'isola dei Famosi implorandola di tornare a casa. Barbie è la piccola chihuahua della supermaggiorata concorrente dell'isola dei Famosi che spesso viene portata in studio per essere fatta vedere alla sua "sorellona" e che appare evidentemente stressata sia dalla lontananza di Francesca che dalle bardature a cui è costretta sottoporsi quasi fosse un "cane da circo". Il presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce lancia un appello alla Cipriani perchè lasci l'isola e torni dalla sua Barbie che sta subendo un forte stress dovuto alla sua assenza, stress che potrebbe trasformarsi in sofferenza e quindi maltrattamento. "Quello di lasciare i propri animali per settimane in mano ad altre persone è un pessimo esempio specialmente per chi come Francesca Cipriani sostiene di amare la sua cagnolina Barbie per la quale ricordiamo è arrivata a fare una vera e propria festa di compleanno- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- che il cane è stressato si vede lontano un miglio, e comunque la lontananza dai propri affetti è deleteria per questo piccolo animale, quindi invito Francesca se ama davvero il suo cane a tornare a casa e a smettere di usare il cane come un giocattolo altrimenti saremo costretti a provvedere altrimenti non escludendo- conclude Croce- la richiesta di sequestro per maltrattamento".
il cane della Cipriani visto da una televisione di casa mentre ospite all'isola dei famosi.