sabato 19 gennaio 2019

LA POLSTRADA SALVA QUARZO BOXER DI 5 ANNI


(ANSA) - POGGIBONSI (SIENA), 18 GEN - Vagava sull'Autopalio, nei pressi di un'area di servizio all'altezza di Poggibonsi (Siena), quando è stato notato da una pattuglia della polizia stradale. Così è stato salvati ieri Quarzo, un boxer di 5 anni.
    Il cane, confuso e impaurito, è stato tranquillizzato dagli agenti, che poi sono riusciti a mettergli un collare per evitasse che potesse scappare verso i veicoli in transito. Dopo aver giocato con lui lo hanno affidato ai volontari dell'Anpana, incaricata dalla Asl di fornire all'animale le cure del caso e di riconsegnarlo al padrone.

BRACCONIERE SERIALE ARRESTATO DAI CARABINIERI A CALENZANO

Calenzano (Firenze), 17 gennaio 2019 - Stava raccogliendo un pettirosso appena catturato con una trappola. Una pratica crudele quanto illegale per la quale un bracconiere di 76 anni è stato denunciato dai carabinieri forestali della stazione di Ceppeto. L’uomo è stato fermato nei boschi di Calenzano; in casa gli uomini in divisa hanno trovato un vero e proprio arsenale: 70 tagliole per mammiferi e avifauna; lacci da fauna selvatica già confezionati; 2.200 cartucce detenute oltre il limite consentito (di 1500);17 uccelli all’interno del congelatore appartenenti a specie protette; munizioni da guerra e 60 animali tra mammiferi e uccelli imbalsamati, alcuni dei quali appartenenti a specie protette e particolarmente protette.
L’esito dell’operazione è stato presentato ieri dal comandante provinciale dei Carabinieri forestali, colonnello Luigi Bartolozzi, insieme al comandante della stazione di Ceppeto, maresciallo Emiliano Granatelli. Tutto è nato dalla segnalazione di un cittadino di Calenzano che ha ritrovato il proprio gattino ‘Mario’ morto dopo essere rimasto intrappolato in un laccio da bracconiere.
I militari della Stazione Cc forestale di Ceppeto hanno avviato le indagini condotte anche in collaborazione con il Wwf di zona. E proprio nei boschi di Calenzano, hanno trovato trappole a scatto armate e complete di esca (una camola della farina, verme per il quale gli uccellini selvatici come pettirossi e cinciallegre sono ghiotti).
Nel pomeriggio di mercoledì il bracconiere si è presentato a ritirare gli uccelli dalle trappole. Appunto i militari lo hanno visto avvicinarsi a una delle tagliole, prendere un pettirosso rimasto ucciso, riarmare la trappola e provare ad allontanarsi. A quel punto i carabinieri forestali lo hanno fermato e portato in caserma per gli accertamenti conseguenti. In casa e in un vecchio fenile di proprietà il 76enne teneva di tutto. Aveva 9 coltelli con lame di varie lunghezze; 7 tagliole a scatto per mammiferi; 2 contenitori contenenti esche vive (camole); 5 munizioni spezzate calibro 8; 12 tagliole a scatto per avifauna; 1 trappola del tipo donnoliera; lacci da fauna selvatica in cavetti di acciaio già confezionati; 2 cavi in acciaio utili al confezionamento di lacci; 1 gomitolo di spago in nylon bianco; 49 tagliole a scatto di piccole dimensioni; 2 trappole a scatto con rete; 10 esemplari di pettirosso privati del piumaggio e conservate all’interno di congelatore; 6 esemplari di pettirosso ancora piumati conservati all’interno del vano frigo; 1 un esemplare di cinciallegra ancora piumata, conservata all’interno del vano frigo; 2178 cartucce a munizionamento spezzato calibro 12 detenute oltre il limite consentito. In casa c’erano anche bossoli da cannone e mitragliatrice risalenti alla seconda guerra mondiale; una sciabola in acciaio e 60 animali tra uccelli e mammiferi imbalsamati alcuni dei quali appartenenti a specie protette e particolarmente protette. Gli accertamenti su tutto il materiale ritrovato sono ancora in corso. Per l’uomo oltre alla denuncia, una serie di sanzioni per migliaia di euro e la possibilità di perdere il porto d’armi, visto che i militari hanno presentato alla Questura competente proprio questa richiesta.


BOCCONI AVVELENATI A VALLARSA IN TRENTINO

Bocconi avvelenati nella Vallarsa, in particolare in frazione Anghebeni, nella zona tra il parco giochi e la frazione Sottoriva. Il personale della Stazione Forestale insieme al Comune di Vallarsa, sta mettendo in atto le procedure di bonifica della zona, per la quale si richiede la collaborazione della popolazione.
Il Comune ha diramato un comunicato:
SI INVITA LA POPOLAZIONE A PRESTARE LA MASSIMA ATTENZIONE ED IN PARTICOLARE: AI PROPRIETARI DI CANI E’ RICHIESTO DI MANTENERLI AL GUINZAGLIO E CONTROLLARE CHE NON TROVINO ED INGERISCANO BOCCONI AVVELENATI, FERMO RESTANDO QUANTO PREVISTO DAL REGOLAMENTO COMUNALE RELATIVO ALLA QUALITA’ DELLA VITA IN MERITO AI CANI; ALLE FAMIGLIE E’ RICHIESTO DI SENSIBILIZZARE SOPRATTUTTO I BAMBINI A NON TOCCARE E RACCOGLIERE PEZZI DI CARNE O SOSPETTE ESCHE NEI DINTORNI DELLA FRAZIONE; A TUTTA LA POPOLAZIONE SI CHIEDE DI SEGNALARE ALLA STAZIONE FORESTALE O AL COMUNE DI VALLARSA L’EVENTUALE RITROVAMENTO DI SOSPETTI BOCCONI O ESCHE AVVELENATE. L’UTILIZZO DI ESCHE O BOCCONI NOCIVI COSTITUISCE REATO ED E’ QUINDI OBBLIGO DEL CITTADINO SEGNALARNE LA PRESENZA


venerdì 18 gennaio 2019

3 CACCIATORI IRREGOLARI (BRACCONIERI) BECCATINEL BRESCIANO

In questo colpo di coda della stagione venatoria, a pochi giorni dalla chiusura, l’area bresciana è finita di nuovo al centro di episodi di bracconaggio che sono venuti alla luce. Nelle ore precedenti a venerdì 18 gennaio, come dà notizia Bresciaoggi, a Calcinatole guardie ecologiche volontarie con la Polizia provinciale si sono imbattuti in tre cacciatori che operavano nei pressi del fiume ChieseDopo aver abbattuto un’anatra e un germano reale, si è scoperta la situazione delle tre doppiette. Uno di loro non aveva nemmeno la licenza di caccia, un altro l’aveva scaduta e il terzo aveva prestato il proprio fucile a uno degli altri due. Si sono visti sequestrare le armi e il bottino appena cacciato, oltre una denuncia a vario titolo per porto abusivo, omessa custodia e incauto affido d’arma e di furto ai danni dello Stato.

IL PARCO DI MONZA SI RIEMPIE DI PERROCCHIETTI ABBANDONATI

Si acquistano, si ammira per un po’ la loro bella livrea verde brillante, poi ci si stanca. Così, alcuni parrocchetti, scappati dalle gabbie o fatti volare via di proposito, hanno nidificato e a decine hanno preso dimora nel Parco di Monza e nei giardini della Villa Reale.
Benché originari di Paesi con un clima assai diverso dal nostro (il parrocchetto monaco, Myiopsitta monachus, è originario del Sud America mentre il parrocchetto dal collare, Psittacula krameri, proviene dall’Africa), si sono adattati alla grande alle rigide temperature tipiche delle nostre latitudini.
Nel Parco e nei Giardini della Villa Reale i parrocchetti non sono gli unici “stranieri”: il laghetto della Villa Reale è invaso da anni dalle Trachemys scripta elegans e dalle Trachemys scripta scripta (tartarughe dalle guance rosse e tartarughe dalle orecchie gialle) di origine americana, così come provengono da Oltreoceano gli scoiattoli grigi, che hanno colonizzato interi territori del nostro Paese.

BARI. SPARANO A CAGNOLINA CHE RIMANE CIECA

BARI - Una cagnolina di almeno sei anni è stata trovata ieri sera a Bari ferita al muso e accecata da numerosi pallini sparati da sconosciuti probabilmente con un'arma ad aria compressa. La randagia, del peso di circa 25 chili e senza microchip, è stata trovata in strada Pezze del Sole da un'attivista dell'Ufficio del Garante dei Diritti degli Animali, ed è poi stata presa in carico dal Canile Sanitario di Bari. L'hanno chiamata Carabina, per via dei numerosi pallini che l'hanno ferita provocandole anche una estesa infezione sul dorso. Gli operatori della struttura ritengono che abbia vagato ferita per alcuni giorni. "Ha superato la notte - si legge sulla pagina Facebook del canile - non è più febbrile ma ancora inappetente. Ovviamente è del tutto terrorizzata, e verrà sottoposta ad ulteriori accertamenti". L'attivista che l'ha trovata ha fatto una segnalazione alla Polizia locale

BECCATO BRACCONIERE DI LA SPEZIA. CHE MINACCIA LE GUARDIE VENATORIE


 Aveva un piccolo arsenale di armi, tutte non denunciate: per questo uno spezzino di 46 anni che, sorpreso a cacciare in una zona vietata, ha puntato il fucile verso le guardie venatorie e si è dato alla macchia, ma è stato rintracciato e denunciato dai carabinieri. L'episodio e' avvenuto a Vezzano Ligure, nell'entroterra spezzino: l'uomo, sorpreso da alcune guardie ecologiche provinciale mentre si addentrava a caccia nel parco di Montermarcello, non ha esitato a puntare il fucile contro le guardie per guadagnarsi la fuga. Riconosciuto, nelle ore successive e' stato raggiunto direttamente a casa dai carabinieri, che durante la perquisizione hanno scoperto un vero e proprio arsenale: tre fucili, uno dei quali peraltro munito di un silenziatore artigianale vietato dalla legge italiana, un puntatore laser, circa novecento cartucce, dodici armi bianche tra spade e sciabole e una balestra. Tutte le armi sono state sequestrate.
    L'uomo e' stato denunciato per detenzione illegale di armi, e minaccia aggravata. I carabinieri proseguono le indagini con l'obiettivo di accertare la provenienza delle armi non censite nelle banche dati. (ANSA).