giovedì 19 settembre 2019

MORIA DI NACCHERE DI MARE. INDAGINI ALLE TREMITI


(ANSA) - TERMOLI (CAMPOBASSO), 19 SET - Il "pinna nobilis", ossia la nacchera di mare è tra le specie protette dalle direttive dell'Unione europea ma, purtroppo, interessata negli ultimi tempi da morie anomale.

Gli ultimi studi hanno purtroppo confermato quanto già acquisito da ricerche avviate da diverso tempo: il responsabile della moria di "pinna nobilis" è una infezione causata da "haplosporidium", un nuovo protozoo parassita, particolarmente aggressivo, che distrugge la ghiandola digestiva delle nacchere.

Per questo una delegazione di spiaggia della Capitaneria di Porto di Termoli, in servizio nelle Isole Tremiti (Foggia) è impegnata con il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Taranto e l'Università degli Studi di Teramo a sostegno della tutela della pinna nobilis. I ricercatori tarantini e teramani hanno condotto un'attività di studio nelle acque dell'arcipelago delle Diomedee per salvare la specie, il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo che contribuisce a ripulire l'acqua filtrando le particelle organiche. Il personale del 1° Nucleo subacquei Guardia costiera di San Benedetto del Tronto (AP) si è immerso con i sommozzatori della Scuola Loto di Pescara raccogliendo informazioni scientifiche preziose per comprendere i motivi del grave fenomeno che rischia di estinguere la specie. (ANSA).


TAGLIA SULLA TESTA DEL CACCIATORE CHE ABBANDONA I CANI A PONTECORVO

PONTECORVO (19 SETTEMBRE 2019) - Sono tre anni che lo stesso cacciatore abbandona nello stesso punto di Pontecorvo i cagnetti che non servono per la caccia a spesso i cuccioli non riescono a sopravvivere come quella nella foto. Per questo motivo l'ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA propone una ricompensa di 2.000 euro che sarà pagata a chiunque con le proprie informazioni aiuterà ad individuare, denunciare e con la propria testimonianza condannare in via definitiva il cacciatore che da anni abbandona i propri cani a Pontecorvo in provincia di Frosinone, tutte le segnalazioni inviate all'AIDAA attraverso il telefono anticaccia 3479269949 saranno poi riportare alle forze dell'ordine. AIDAA inoltre invita coloro i quali sono in grado di fornire informazioni per fermare questo assassino di cani a comunicare alle forze dell'ordine le proprie informazioni. Non saranno prese in considerazione segnalazioni anonime.

I CANI ABBAIANO TROPPO E LI MINACCIANO DI AVVELENAMENTI

Non i bocconi avvelenati, ma è la minaccia stavolta a scatenare l’indignazione generale. Perché al Desenzanino qualcuno ha pensato di distribuire un volantino anonimo con un messaggio più che eloquente: «Se non trovate il modo di non fare abbaiare il vostro cane a tutte le ore del giorno e della notte vi avvisiamo che distribuiremo bocconi avvelenati».
Un reato, lo ricordiamo. Ma a parte le conseguenze legali in cui l’autore - o gli autori - del volantino si troverebbe a incappare qualora davvero dovesse mettere in atto quanto ha minacciato di fare, è bastato il ritrovamento del volantino per lasciare di stucco molti desenzanesi, e non solo quelli che il volantino se lo sono trovato nella cassetta della posta.
Ne è stato lasciato uno ad ogni proprietario. La zona è davvero densamente popolata: i cani sono numerosissimi e se qualcuno, pur ritenendo il volantino esagerato, riconosce che il continuo abbaiare possa portare all’esasperazione, altri suggeriscono al poco tollerante e anonimo mittente di procacciarsi dei tappi per le orecchie e un po’ di valeriana. O, quanto meno, di rivolgersi ai proprietari dei cani e parlare con franchezza, anziché minacciare. Il timore diffuso è che dalle parole l’anonimo possa passare ai fatti: al Desenzanino gli occhi e le orecchie sono aperti. E le forze dell’ordine allertate.

A GENOVA ALLARME BOCCONI AVVELENATI


Genova si rivela, sempre più, una città a “misura di cani”. Sono 76.360 gli esemplari registrati alla Asl 3, praticamente quasi uno ogni sette abitanti. E mentre le culle sono sempre più vuote, a riempirsi sotto la Lanterna sono le cucce degli amati quattro zampe. Solo negli ultimi otto mesi sono quasi 5 mila i cani registrati alla Asl3: dai 71.690 di fine 2018 ai 76.360 di fine estate. Undicimila in più rispetto al 2017.
Un trend che al momento non conosce crisi. Anzi, le questioni legate agli amici a quattro zampe dalle strade arrivano direttamente al consiglio comunale. Ieri tra le 17 interrogazioni a risposta immediata, ben due riguardavano la gestione degli animali: dalle “polpette avvelenate” alla mancanza di spazi per lasciarli scorrazzare liberi nei parchi.
«Nelle ultime due settimane sono tornate polpette e pastiglie avvelenate a villa Gambaro, nella zona di Albaro, e abbiamo ricevuto segnalazioni da parte dei cittadini anche nell’area del Righi — spiega il consigliere leghista Federico Fontana che ha presentato l’interrogazione in Sala Rosa di Tursi -. Sappiamo la difficoltà di cogliere in fragranza i responsabili ma chiediamo più controlli da parte degli agenti della polizia locale, di Amiu e delle guardie zoofile per bonificare e verificare le condizioni dei parchi e sanzionare i delinquenti. Perché così devono essere considerati i responsabili, mentre le multe per ora sono dirette solo ai proprietari che non usano il guinzaglio nelle aree dedicate».
Ad oggi il codice penale prevede la reclusione da 3 a 18 mesi per “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale” mentre per chi provoca una lesione, in alternativa al carcere è prevista una sanzione che varia da 3.000 a 15.000 euro.


«Sappiamo che ci sono questioni ben più urgenti e importanti — aggiunge il consigliere Fontana — ma ormai anche i cani fanno parte a tutti gli effetti della nostra vita e la questione delle polpette avvelenate, se lasciate nei parchi, può rivelarsi pericolosa anche per i bambini che li frequentano».
Per capire che la questione interessa migliaia di genovesi e accende gli animi, basta spostarsi in rete. Su Facebook esiste una pagina “Segnalazioni bocconi avvelenati a Genova e Provincia” che conta più di 4 mila iscritti, con una decina di post al giorno a segnalare polpette e pastiglie avvelenate da corso Italia a villa Gavotti, a Sestri Ponente.
«Comportamenti da perseguire e condannare — ha risposto l’assessore all’Ambiente Matteo Campora -. Anzi, con l’assessore alla Legalità Stefano Garassino ci prenderemo l’impegno di monitorare questa zona e invitiamo i cittadini a portare alla Asl i bocconi avvelenati per farli analizzare».
E anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Campanella, già protagonista per il blitz notturno al canile perché “preoccupato per la salute degli animali”, ieri pomeriggio ha chiesto chiarimenti sugli spazi destinati agli animali. “Genova conta più di 76 mila cani, molti vivono a San Fruttuoso e non hanno area verde”, da qui la richiesta di trovare un’area dedicata a villa Imperiale. Altro che vita da cani.

CACCIA. I MORTI NON SONO TRE. MA QUATTRO.

Secondo i dati dell'associazione vittime della caccia i morti dalla preapertura non sono tre, ma bensi quattro, riportiamo qui sotto un estratto del comunicato apparso sul sito www.vittimedellacaccia.org di cui sotto riportiamo il link completo dell'articolo.
Due cacciatori morti per armi da caccia e altri due morti e un ferito per cadute, nel solo arco di tempo della preapertura, ovvero dal 1 settembre. Ma la stagione venatoria inizia ufficialmente oggi domenica 15 settembre.
Un altro cacciatore italiano muore per una caduta di 1000 metri a Vallemaggia, in Ticino, durante una battuta. La Svizzera, proprio sul confine con l'Italia, conta un altro morto e un ferito per armi da caccia durante l'attività venatoria.

Si preannuncia una stagione drammatica, vista la disinvoltura con cui si apprestano i legali detentori di armi da caccia ad organizzare le loro micidiali battute. Lo si legge anche dalla cronologia dei fatti accaduti nei quindici giorni di queste preaperture.
Fatti di cronaca che l'Associazione Vittime della caccia ha già iniziato a raccogliere, includendo come sempre tutte le notizie che ruotano attorno al mondo della caccia e delle armi, di abusi con esse commessi da chi, a vario titolo, le detiene.
PREAPERTURE STAGIONE VENATORIA 01.09.2020/15.09.2019

02.09.2019
MALE'. Tiro al bersaglio vicino a un sentiero, cacciatore denunciato in val di Sole. Sorpreso dai carabinieri a tarare l'ottica di mira della sua carabina, esplodendo colpi verso un bersaglio posto qualche decina di metri al di sotto di strade interpoderali di libero accesso..
https://www.altoadige.it/cronaca/tiro-al-bersaglio-vicino-a-un-sentiero-cacciatore-denunciato-in-val-di-sole-1.2110983


02.09.2019
TRENTO. I ‘cacciatori sele-controllori’ scambiano un cervo per un cinghiale e gli sparano, Degasperi: “Gestione disastrosa”. Due cacciatori teoricamente formati e in possesso di un’abilitazione speciale non riescono a distinguere i due animali che pure sono molto diversi, ma per l'assessora Zanotelli è tutto ok: “Il controllo straordinario è quello più efficace, la disciplina offre tutti gli strumenti per agire con efficacia e sicurezza”....
https://www.ildolomiti.it/politica/2019/i-%E2%80%98cacciatori-controllori-scambiano-un-cervo-per-un-cinghiale-e-gli-sparano-degasperi-gestione-disastrosa


03.09.2019
SANREMO -Santo Stefano al Mare, denunciato 88enne, legale detentore di armi che però nascondeva una Beretta carica sotto il cuscino. Tutte le armi e le munizioni sono state sequestrate in attesa delle disposizioni dell’Autorità Giudiziaria.
https://www.riviera24.it/2019/09/santo-stefano-al-mare-nascondeva-una-beretta-sotto-il-cuscino-denunciato-88enne-602305/


04.09.2019 -
Sansepolcro, Arezzo. A giudizio 40enne ubriaco sparò contro due amici sotto casa, convinto che fossero i carabinieri, e li tenne per un'ora col fucile puntato: tentato omicidio e sequestro. Uno dei due presi di mira con l'arma allo stomaco, riuscì a liberarsi solo quando il fuciliere andò in bagno.
https://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/arezzo-spari-enrico-guidi-1.4766133
fonte: http://www.vittimedellacaccia.org/

CACCIATORE ABBANDONA CANE NON IDONEO ALLA CACCIA (CHE MUORE)

Un infame, questo è il titolo che merita, il cacciatore di Pontecorvo, che per il terzo anno di fila abbandona cani che non considera adatti per la caccia sempre nello stesso luogo, anche quest'anno il cacciatore ha abbandonato una cagnolina a poche settimane dall'apertura della caccia, anche se la notizia è emersa solo nei giorni scorsi, la cagnolina purtroppo è deceduta. Del cacciatore per il momento nessuna traccia. Ma credetemi lo prendiamo questo bastardo. lo prediamo.

BRACCONIERI PRENDONO A FUCILATE DUE FALCHI PELLEGRINI

Bracconieri in azione, feriti a fucilate due falchi pellegrini, l'appello di WildUmbria

La caccia si è aperta domenica e già si registrano episodi di bracconaggio. La denuncia da WildUmbria, il centro di recupero di animali selvatici feriti.
"Ieri sera abbiamo recuperato un falco pellegrino con circa 30 pallini nel corpo, sparati dal fucile di un criminale.
A nemmeno 72 ore dall'apertura della stagione venatoria, il bollettino rosso degli episodi di bracconaggio è già troppo lungo" si legge in un post.

"I falchi pellegrini feriti in Umbria sono già due (il secondo recuperato da un altro CRAS regionale), a cui si aggiunge il falco pescatore colpito nelle vicine Marche" prosegue la nota sui social.
"Come centro di recupero della fauna selvatica dell'Umbria, ci appelliamo alle istituzioni, alle associazioni venatorie e alle ATC per fermare questa vergogna! - scrivono i responsabili - Nel caso in cui non suscitasse nessun interesse il rispetto della legge o dell'etica ambientale, ci appelliamo a tutti i cacciatori per un cambiamento che almeno eviti di svilire ulteriormente la categoria".
"Siete fra i principali fruitori dell'ambiente. Rispettate il piatto dove mangiate! - si conclude la nota - Faremo di tutto per salvare il falco".