giovedì 29 febbraio 2024

SOSPETTI BOCCONI AVVELENATI A FORLIMPOPOLI

Caso sospetto di boccone avvelenato nel centro storico di Forlimpopoli, nell'area vicino a via G.Artusi. L'amministrazione comunale informa che "sono in corso tutte le verifiche per accertare la natura dell’episodio". Nel frattempo il Comune ha provveduto a far affiggere cartelli nella zona interessata per avvertire i cittadini di prestare la massima attenzione. "In particolare, si consiglia l’utilizzo della museruola per i cani, e a tutti i proprietari di altri animali domestici si raccomanda di limitarne per quanto possibile i movimenti", l'informativa dell'amministrazione comunale. 



26 GATTI SPARITI NEL NULLA IN PROVINCIA DI ORISTANO. AIDAA: SI DEVE TROVARE IL FRETTA IL COLPEVOLE

RIOLA SARDO (29 FEBBRAIO 2024) A Riola Sardo in provincia si Oristano sono spariti nel nulla 26 gatti nel nulla un po come è successo nei mesi scorsi sull'appennino bolognese, l'ultima a sparire nell'ordine di tempo due giorni fa una  bellissima gattina bianca. Sulla vicenda interviene l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente da anni impegnata nel contrasto ai furti ed alle sparizione di gatti: "Intanto invitiamo subito tutti i proprietari dei gatti scomparsi a fare denuncia di smarrimento o di furto in base a quanto pensano possa essere successo ai loro gatti- scrivono gli animalisti di AIDAA- noi nei prossimi giorni seguiremo la vicenda da vicino ed invitiamo tutti coloro che hanno visto sparire i loro gatti a contattaci via mail al nostro indirizzo presidenza.aidaa@gmail.com o via watts app al numero 3479269949 per una prima raccolta di dati da sottoporre alle analisi degli esperti, nel frattempo soprgeremo anche noi una denuncia come associazione. Parlare di piste è troppo presto-scrivono gli animalisti-al momento quello che serve è capire l'esatta dinamica di queste sparizioni poi sapremo dove puntare il dito".



SPARITI NEL NULLA UNA VENTINA DI GATTI NELLA ZONA DI ORISTANO


Oltre 20 gatti sono spariti negli ultimi tempi a Riola  Sardo. L’ultimo episodio riguarda una gattina bianca di 9 mesi, che la famiglia spera ancora di poter rivedere.

La zona è quella nei pressi della scuola elementare.

“Le sparizioni stanno diventando numericamente importanti. Un nostro vicino ha quantificato in 26 i gatti spariti. Lui ha anche presentato denuncia ai carabinieri”, continuano dalla famiglia della gattina scomparsa.

“Tra i tanti uno è tornato con il collo lacerato, questo fa pensare che magari possano esserci trappole per catturarli e poi far loro del male”, continuano. “Non escludiamo che qualcuno possa anche averla vista e l’abbia caricata in macchina, anche perché è molto particolare: ha il manto bianco con gli occhi celesti”.



MANTOVA. GRIDANO AL LUPO MA E' SOLO UN CANE FUGGITO DI CASA

 Torna a casa il cane scambiato per un lupo. Mercoledì, dopo alcuni giorni di monitoraggio, il cane lupo cecoslovacco che si aggirava libero tra i territori dei comuni di Marcaria e San Martino dall’Argine, è stato catturato dagli agenti della Polizia Provinciale e riconsegnato al proprietario.

La fuga

L’animale era scappato da un’abitazione di Leno (Brescia) una decina di giorni fa e si era diretto verso il Mantovano: diversi e frequenti sono stati gli avvistamenti da parte di cittadini che puntualmente sui social network documentavano gli avvistamenti dell’esemplare. Il cane lupo cecoslovacco ha, infatti, una morfologia del tutto simile al lupo .

L’allarme

Negli ultimi giorni il timore di incontrare il lupo serpeggiava soprattutto nei dintorni di Macaria dove questo esemplare si era spesso fatto vedere, anche a ridosso del centro abitato di Campitello, suscitando legittima preoccupazione tra gli abitanti.

Nella giornata di martedì, quindi, gli agenti della polizia provinciale, alla presenza del proprietario che da giorni cercava di recuperarlo e con il supporto di veterinari Ats e di un professionista dotato di drone, sono riusciti a catturare il cane, non senza qualche difficoltà vista la naturale diffidenza del cane che rischiava di inselvatichirsi ogni giorno in più che restava in libertà.

La Polizia provinciale

«Tutto questo è anche il risultato che ci aspettavamo con l’istituzione del corpo di Polizia provinciale, che in questo ambito dà supporto agli Atc (Ambiti territoriali di caccia) e alle associazioni venatorie – sottolinea il vice presidente della Provincia, Massimiliano Gazzani - Si raggiunge quello che avevamo preannunciato per la sicurezza pubblica». Il cane, in buone condizioni, è stato riconsegnato al proprietario.


DUE CANI ABBANDONATI E LEGATI NEL BOSCO. SALVI

 Capiago Intimiano (Como), – È stata fondamentale la segnalazione di un cittadino che nella notte di sabato ha avvertito l’Enpa l’Ats dopo essersi accorto che due cani erano stati abbandonati legati a una pianta: i cani sono stati trovati spaventati e e uno di loro aveva la bava alla bocca. Di taglia media, una incrocio border e una incrocio setter, erano state abbandonate sotto la pioggia, di notte, a Capiago, nel bosco verso località Campaccio.



mercoledì 28 febbraio 2024

PARMA. PRESO L'UMO CHE A PARMA HA SPARATO CON LA CARABINA A TRE CANI

TRAVERSETOLO (PARMA  28 FEBBRAIO 2024) E' stato rintracciato in poche ore il cinquantanovenne che domenica a Vignale  ha sparato con il fucile contro tre cani all'apparenza senza alcun motivo. Dopo la denuncia del proprietario dei cani tra cui due pastori belga che per fortuna hanno riportato solo ferite leggere e che quindi nel complesso stanno bene i carabinieri sono risaliti all'autore e hanno sequestrato la carabina ad aria compressa con cui aveva sparato ai cani, l'uomo è stato denunciato per il reato di maltrattamento di animali ai sensi dell'articolo 544 del codice penale. Sulla vicenda interviene con una breve nota l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA : "Siamo contenti che i cani siano ancora vivi e stiano bene ma questo non sminuisce la gravità del fatto e le responsabilità. Denunceremo anche noi l'uomo e ci costituiremo parte civile nel procedimento giudiziario perchè questi gravi atti devono essere punti severamente dalle autorità".



BATTIPAGLIA. GIOVANE PRENDE A CALCI GATTINO IN CERCA DI CIBO

 Ancora un episodio di violenza ai danni di animali:  Enrico Tucci, coordinatore di Noi Moderati per la città di Battipaglia ha denunciato il fatto. “Oggi presso la Villa Comunale di via Domodossola un ragazzo ha preso a calci un gattino in cerca di cibo, senza alcuna motivazione perché non può esserci giustificazione rispetto ad un episodio di violenza così brutale – dice Tucci – L’assoluta inosservanza delle leggi italiane e il malcostume che si cela ormai da tempo nella nostra città fanno dei nostri luoghi di aggregazione ambienti malsani e insicuri. Si chiede alla sindaca una maggior presenza e un pattugliamento costante da parte dei vigili urbani dell’unico posto in cui i nostri ragazzi possono trascorrere un pomeriggio all’aria aperta”, ha concluso.



REGGIO CALABRIA. MALTRATTA CANE SU CORSO GARIBALDI. INDIVIDUATO E DENUNCIATO

 Nei giorni scorsi la Polizia Locale di Reggio Calabria è intervenuta sul Corso Garibaldi ove un uomo di 45 anni senza fissa dimora stava maltrattando un cane di piccola taglia.

A seguito di segnalazione pervenuta in sala operativa, la pattuglia prontamente intervenuta ha potuto accertare come il possessore dell’animale, un clochard di nazionalità ceca, stesse percuotendo il cane con cui si accompagnava.Grazie alle testimonianze di alcuni astanti, corroborate da una telecamera di videosorveglianza che ha ripreso la scena, è stato possibile ricostruire la dinamica dei fatti. Prima di percuotere l’animale, l’uomo lo aveva più volte preso tra le braccia e scaraventato a terra.

L’intervento degli agenti del Comando di Viale Aldo Moro ha scongiurato il peggio. L’animale , in evidente stato di sofferenza, è stato sottratto al possessore, e dopo l’intervento del servizio veterinario dell’Asp, affidato alle cure di una volontaria.

L’uomo privo di documenti è stato fermato per l’identificazione ed il fotosegnalamento e successivamente denunciato all’autorità giudiziaria per maltrattamento di animali.

I fatti reato ipotizzati dalla polizia giudiziaria, essendo ancora il procedimento in fase di indagini preliminari, dovranno essere vagliati e confermati dall’autorità giudiziaria vigendo il principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato.Grazie alle testimonianze di alcuni astanti, corroborate da una telecamera di videosorveglianza che ha ripreso la scena, è stato possibile ricostruire la dinamica dei fatti. Prima di percuotere l’animale, l’uomo lo aveva più volte preso tra le braccia e scaraventato a terra.

L’intervento degli agenti del Comando di Viale Aldo Moro ha scongiurato il peggio. L’animale , in evidente stato di sofferenza, è stato sottratto al possessore, e dopo l’intervento del servizio veterinario dell’Asp, affidato alle cure di una volontaria.

L’uomo privo di documenti è stato fermato per l’identificazione ed il fotosegnalamento e successivamente denunciato all’autorità giudiziaria per maltrattamento di animali.

I fatti reato ipotizzati dalla polizia giudiziaria, essendo ancora il procedimento in fase di indagini preliminari, dovranno essere vagliati e confermati dall’autorità giudiziaria vigendo il principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato.


martedì 27 febbraio 2024

UOMO UCCIDE CANE A BADILATE. ANIMALISTI LO DENUNCIANO PER MICIDIO DI ANIMALE

SORESINA (27 FEBBRAIO 2024) Una vicenda ancora tutta da chiarire nella dinamica, nei fatti e nelle motivazioni quella accaduta nei giorni scorsi a Soresina in provincia di Cremona, dove un uomo ha ucciso a badilate un pastore tedesco che fuggito da casa a detta del suo uccisore si stava dirigendo verso di lui e la sua famiglia. Dice l'uomo di aver avuto paura che il cane potesse rivolgersi verso la piccolina facendogli del male, ma tra questa paura e finire un cane a badilate ce ne passa e per questo in attesa che vengsno concluse le indagini l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA presenterà un esposto contro l'uccisore del cane con l'ipotesi di reato di maltrattamento di animale. "Un cane si scaccia non si ammazza a badilate - scrivono gli animalisti- certo è che il cane è stato ammazzato a nostro avviso in maniera inutile e crudele che doveva ad ogni modo essere evitato".


SORESINA LA FIGLIA HA PAURA DEL CANE E LUI LO UCCIDE A BADILATE

 SORESINA - Un grave episodio ha scosso la cittadina. Un pastore tedesco si è allontanato da casa (nella zona industriale) per arrivare nei pressi di via D’Annunzio. Qui, forse già agitato per l’incontro con altri cani, si sarebbe diretto con una certa foga verso una famiglia di residenti con la bimba piccola al seguito di mamma e papà. Sempre stando alle testimonianze sommarie, che devono però essere accuratamente verificate, i genitori avrebbero reagito d’istinto per difendere la figlia, prendendo un badile e colpendolo. Non ha superato la notte, dopo essere stato ricoverato d’urgenza alla clinica veterinaria di Annicco.

Si tratta dello stesso cane che, a novembre, sempre dopo essere scappato, aveva sbranato un cucciolo di Maltese. L’animale era stato dapprima preso in consegna dall’Ats veterinaria e poi riconsegnato, con prescrizioni, al proprietario. La vicenda, su cui i carabinieri che sono stati informati dei fatti dovranno ora far luce, si è conclusa nel frattempo nel modo peggiore, cioè con un’altra morte che si sarebbe probabilmente potuta evitare. I suoi proprietari avrebbero già espresso chiara intenzione di sporgere denuncia.

«Come da prassi – commenta la veterinaria che ha preso in cura l’animale in fin di vita dopo l’incresciosa vicenda – ho redatto un verbale medico in cui saranno presenti tutti i dettagli riguardo a quanto ho potuto appurare. Per ora quel che posso dire – afferma Federica Mainardi, professionista titolare dell’omonima clinica annicchese – è che quando il cane è stato recuperato si trovava già in condizioni estremamente critiche».

A uccidere Jack, questo il nome del cagnolone, è stato un colpo in testa. Secco, con un attrezzo da giardinaggio pesante. La botta sarebbe stata ben assestata, tanto da farlo stramazzare al suolo privo di sensi. «Senza scendere troppo nei dettagli, il cranio era fondamentalmente fracassato – precisa il medico veterinario –. Abbiamo fatto quanto possibile e fino all’ultimo abbiamo cercato di salvarlo ma, alla fine, ha smesso di respirare ed è morto poco dopo la mezzanotte, tra giovedì e venerdì. Un profondo dolore. Non spetta a me individuare eventuali responsabilità ma pare chiaro che la situazione non sia stata gestita nel modo opportuno».

Una belva feroce? Oppure solo un amico a quattro zampe poco sorvegliato e non adeguatamente educato, che si è trovato nel momento sbagliato e nel posto sbagliato per più di una volta? Questo dovranno essere le autorità ad appurarlo.
«Ma, a livello di esperienza personale, posso dire che l’ho caricato sulla mia auto in più di un’occasione. Non mi è mai parso aggressivo nei confronti degli esseri umani. Certo, ogni situazione dev’essere valutata nel suo contesto e con tutte le attenzioni del caso» conclude la veterinaria.

Che Jack potesse essere un pastore tedesco problematico, in realtà, è difficilmente discutibile. Come detto, fu proprio lui a sbranare a novembre il piccolo Barry, maltese indifeso, dopo essersi introdotto furtivamente nel giardino di un’abitazione. Mentre lo dilaniava ha attaccato anche gli inquilini, che si erano frapposti fra lui e il cucciolo, infettando con un morso la mano della donna (Melissa Tramontana) e fratturando quella del marito (Max Rossi), il tutto di fronte alla bimba di casa. Per sedare la sua furia, allora, dovettero accorrere una decina di vicini, poi l’accalappiacani.

Dopo il ricovero in canile, fu restituito ma, evidentemente, qualcosa è andato storto. La coppia soresinese, da allora, si impegna attivamente per sensibilizzare riguardo alla problematica della sorveglianza e dell’educazione degli animali da compagnia. E il messaggio che lasciano è dolce-amaro: «C’è chi mi ha detto – racconta Melissa – ‘giustizia per il tuo Barry è stata fatta’. Io ho risposto che questa è una tragedia, è il contrario della giustizia! Il cane non ha mai colpe. Parlerò con le istituzioni».


VìCASETTA DI UNA COLONIA FELINA DATA ALLE FIAMME A TORINO

 Devastata da un incendio la casa-rifugio per i gatti randagi in viale Suor Michelotti, tra corso Casale e il Po, nel quartiere di Madonna del Pilone a Torino. Una struttura metallica creata una ventina d'anni fa per una colonia felina, censita dal Comune. Ma dove trovavano rifugio anche dei senzatetto. Si tratta della seconda casetta-rifugio distrutta dalle fiamme negli ultimi cinque mesi in viale Suor Michelotti, area che in totale ne contava tre, dopo quella dietro l'ex bocciofila La Piemonte, anch'essa frequentata da clochard. Nessun animale, nei due casi, è rimasto ferito. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco. Ora resta una sola casetta, e i tanti volontari che si occupano di gatti chiedono più controllo del territorio da parte delle Forze dell'ordine. 




MINTAURO. CACCIATORE SPARA AL CANE DEL VICINO PERCHE' LO INFASTIDIVA

 Ha sparato al cagnolino della vicina, probabilmente perché lo aveva infastidito. E' accaduto a Minturno, dove un uomo di 76 anni è stato denunciato dai carabinieri per aver ferito in modo grave l'animale alle zampe e al torace dovuta all'impatto di circa 30 pallini. Il cacciatore ha infatti sparato con un fucile monocanna 36. I carabinieri hanno sequestrato l'arma e altri due fucili oltre alle cartucce tutte detenute regolarmente dall'uomo. 


lunedì 26 febbraio 2024

IL MARE DI PALERMO RESTITUISCE IL CORPO DELL'ENNESIMO CANE ANNEGATO PER MANO UMANA

PALERMO (26 febbrai9 2024) Ancora un cane morto annegato restituito dal mare a Palermo. Il ritrovamento ieri mattina in via Messina Marine a Palermo. Quasi certamente si tratta di un cane gettato a mare co  lo scopo di annegarlo. Sul posto un gruppo di volontari che con la volontaria  Ornella Civiletti accorsa sul posto non hanno potuto far altro che costatare l'avvenuta morte del cane. Sull'accaduto l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente presenterà un formale denuncia nei prossimi giorni per chiedere di indagare a fondo su questo ennesimo atto di violenza sui cani avvenuto a Palermo, dove da inizio anno sono morti per mano violenta una decina tra cani e gatti a partire da Aron il cui proprietario tutt'ora a piede libero ha dato fuoco in piazza delle Croci lo scorso 8 gennaio.

TORNANO I LADRI DI CANI CON IL FURGONE BIANCO A ROMA

 I ladri di cani tornano ad agire a Roma. Dopo i precedenti dei mesi scorsi, i due segnalati alla guida di un furgone bianco hanno tentato di portare via alla sua padrona un dogo argentino nel parco della Cellulosa, a Casalotti. La storia la racconta oggi Il Messaggero, mentre la paura corre sui gruppi Facebook di quartiere: «Tra le 15,30 e le 16 due uomini hanno tentato di rapire la mia cagnolona». Soltanto l’intervento di un altro giovane ha salvato tutto. La proprietaria del cane stava entrando al parco con l’animale al guinzaglio. Alla vista dei due ha urlato. Un ragazzo ha messo in fuga i due aggressori. Che sono scappati su un furgone bianco senza targa dietro e un po’ arrugginito. Ora lei è alla ricerca di testimoni che possano aiutare a rintracciarli. Ha segnalato l’accaduto ai carabinieri. Ma c’è chi teme che i due possano avere altri obiettivi, come i bambini. Nei giorni scorsi tra Casalotti e Primavalle hanno tentato di portare via a un adolescente il suo pastore tedesco. Uno dei due è sceso e ha provato a prendere il cane, l’altro è rimasto a bordo del mezzo. Il ragazzo è scappato. Ma la paura è stata tanta.



domenica 25 febbraio 2024

BOCCONI AVVELENATI A GALLARATE. CACCIA AL RESPONSABILE

GALLARATE – Sono ancora in corso le indagini per risalire al responsabile che alcune settimane fa ha collocato bocconi avvelenati all’interno di Villa Delfina a Crenna. 

Le saponette blu

Le indagini della polizia locale di Gallarate sono partite a seguito della denuncia presentata dalla proprietaria di un cane di grosso taglia che, mentre sgambettava all’interno del giardino comunale, ha ingerito un boccone sospetto, simile ad una saponetta di colore blu, con un foro al centro.
La donna, percepito il pericolo, si è recata immediatamente in un centro veterinario della città dove, grazie alla tempestività dell’azione dei sanitari, si è riusciti a salvare la vita dell’animale che ha espulso la la sostanza velenosa. 

Le indagini 

Eseguita una ricognizione dell’area gli agenti sono riusciti a recuperare quattro saponette, lasciate con il chiaro obiettivo di colpire i cani condotti all’interno della giardino comunale e nelle immediate vicinanze. Due bocconi infatti sono trovati sul prato all’interno del parco, mentre altri due su un marciapiede che costeggia Villa Delfina. Acquisiti e analizzati i campioni di cibo, è stata confermata la velenosità del prodotto, composto da una sostanza utilizzata come topicida. «Il grave episodio, oggetto di una comunicazione di notizia di reato all’Autorità Giudiziaria, non ha visto al momento l’individuazione dei responsabili, anche se le testimonianze raccolte sono al vaglio degli inquirenti», spiega l’assessore alla Sicurezza, Germano Dall’Igna. Dal Comando di Via Ferraris viene rivolto un invito ai cittadini, che abbiano elementi utili per risalire agli autori del gesto, di rivolgersi alla polizia locale. “Ringrazio anticipatamente il senso civico dei cittadini per trovare al più presto chi si è macchiato di questo gesto pericoloso, anche per i bambini».


ROMA. CUCCIOLO ABBANDONATO LEGATO A UN ALBERO SENZA CIBO NE ACQUA. SALVATO

 Un gesto di una malvagità inaudita, oltre ad essere punibile con l'arresto fino a un anno. Abbandonare il proprio cane legandolo stretto a un palo è malvagio, così come il proprietario del cucciolo che è stato ritrovato al freddo, senza acqua e cibo, a Cinecittà, zona est di Roma«Avrei voluto farlo prima, ma presa dalla rabbia avrei scritto sicuramente delle cattiverie», tenta così di mantenere il sangue freddo Domitilla. Con un post su Facebook nel gruppo del quartiere, la passante che ha trovato il cane abbandonato ha denunciato l'accaduto.

Il racconto

«Intorno alle 20:30 (di giovedì 22 febbraio, ndr) stavo portando come al solito i miei cani al parco di villa Flaviana e mi sono ritrovata davanti una scena che penso non scorderò per molto tempo: un cane, penso fosse un Amstaff, legato con una corda stretta ad un albero», racconta Domitilla. 

All'inizio ha anche avuto paura per la mole dell'amico a 4 zampe, ma poi ha chiamato la madre «che mi ha portato croccantini e acqua. Piano piano, il cane si è fatto avvicinare. Era di una dolcezza infinita, mi saltava addosso come se mi conoscesse da tempo», si legge nel post. Di lui non si hanno molte notizie, scrive il Messaggero: ha sette mesi e nei suoi occhi c’è l’immenso dispiacere di essere stato abbandonato in strada senza acqua né cibo. 

A quel punto, la passante e la mamma hanno chiamato la polizia. Il cane è stato poi portato al sicuro dove ha ricevuto acqua e cibo, ma ora cerca un nuovo proprietario.


sabato 24 febbraio 2024

I MORSI SUL CONTADINO MORTO PER IPOTERMIA NON ERANO DI CANE NE DI LUPO MA DI VOLPE E POST MORTEM

 Non è stato sbranato da un lupo o da un cane: Albert Stocker, il 73enne di Velturno trovato lunedì mattina morto in un prato vicino a Bressanone con varie ferite sul corpo è stato morso da una volpe. L'uomo è morto per ipotermia. Lo ha stabilito l'esame del dna, effettuato nei laboratori della Fondazione Mach su incarico della Procura di Bolzano.Le ferite causate sul suo corpo - era stato evidenziato durante l'autopsia - sono piuttosto superficiali e, pur avendo causato una certa perdita ematica per lesione di vasi periferici, non appaiono compatibili con la produzione di uno choc emorragico. Le lesioni non interessavano strutture vascolari/nervose di significativa importanza vitale. Secondo il medico legale, il decesso è riconducibile a uno stato di ipotermia, vista anche temperatura corporea rilevata dai soccorritori al momento del rinvenimento di appena 22 gradi.



CAVALLO MORTO ALL'ACCADEMIA DI MODENA . AIDAA DENUNCIA ALLA PROCURA MILITARE: "iE' MALTRATTAMENTO"

MODENA (24 FEBBRAIO 2024) Emergono nuovi raccapricianti particolari nell'inchiesta a carico dell'ufficiale che era a capo del Centro Ippico dell'Accademia Militare di Modena già accusato di stalking ai danni dei suoi sottoposti da quattro donne e sette uomini secondo cui il colonnello puniva ripetutamente i suoi sottoposti obbligandoli a lavare i genitali dei cavalli- Ora gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA presenteranno nei prossimi giorni un nuovo esposto alla procura militare di Verona a carico del tenente colonnello chiedendo indagini serie ed approfondite in merito alla morte di un cavallo deceduto e poi smaltito di cui sono state rese pubbliche alcune fotografie che erano state scattate dagli stessi soldati nella loro denuncia gli animalisti chiedono di verificare come sia morto quel cavallo in base anche alle dichiarazioni del veterinario del Centro Ippico che pare avesse lamentato le pprocedure usate in caso che uno o più cavalli avessero dei problemi. "E' una vicenda molto complessa sulla quale non vogliamo entrare se non nella parte in cui c'entrano i cavalli- scrivono in una nota gli animalisti- ed è una parte che merita un importante approfondimento da parte della giustizia molitare per capire fino a che punto questa vicenda pr cui è sotto inchiesta un ufficiale già reponsabile del Centro Ippico abbia influito sul benessere e sulla vita stessa dei cavalli dell'Accademia Militare di Modena".


ANCORA CANI UCCISI NEL COSENTINO

 COSENZA – Animali seviziati e uccisi brutalmente, senza alcuna pietà. Sono tante le segnalazioni che arrivano dal Cosentino e che destano preoccupazione. Dopo i recenti gravi episodi verificatisi a Fuscaldo (Simba, cane di proprietà, e un cane randagio avvelenato e investito sempre nella stessa zona) fino ai gatti sparati e uccisi a Mendicino, e la cagnolina presa a pietrate a Corigliano cresce l’allarme per un fenomeno, probabilmente da sempre esistito in Calabria, e che ora merita di essere portato alla luce.Cani impalati o impiccati con un cappio e lasciati morire tra agonie indicibili, cucciolate seppellite vive nelle campagne perché “finché hanno gli occhi chiusi si possono ammazzare”. E ancora, cani di proprietà legati e ristretti in spazi angusti e bui senza poter mai vedere la luce del sole, cani consumati da leishmaniosi, cani torturati, uccisi e trascinati per chilometri con un catena come trofei: sono molteplici le testimonianze che arrivano dal Cosentino, dal Basso Tirreno all’entroterra montano, dove la mano dell’essere umano arriva a perpetrare le atrocità più efferate e indicibili contro gli animali. Un maltrattamento che spesso può essere un sintomo di pericolosità e che può culminare anche con l’arrecare violenza alle persone.

Le denunce a vigili urbani e forze dell’ordine, molto spesso, rimangono affossate nei meandri giuridici senza andare avanti a causa di chi non si vuole esporre o ancora accantonate per questioni ‘più urgenti’ che metteno in secondo piano il maltrattamento contro gli animali. “Le leggi ci sono ma il problema è che non vengono rispettate. Molto spesso facciamo segnalazioni alle guardie zoofile che cadono nel vuoto perché vige l’omertà: ‘amici degli amici’, paura del delinquente, paura di avere ritorsioni”, ci racconta una volontaria del territorio.

La mancanza di sensibità verso il tema coinvolge più livelli, dai cittadini, alle istituzioni, ed è uno dei più grandi problemi della Calabria. Diverse sono le associazioni animaliste che ribadiscono come un cambiamento di mentalità parta dalle scuole o sull’investire in maniera massima nella microchippatura degli animali e nella promozione delle adozioni nei canili, dove sono tanti gli animali rinchiusi che muoiono di vecchiaia senza vedere la libertà.

In Calabria manca la cultura del benessere verso gli animali

“In Calabria abbiamo una cultura antiquata nei confronti degli animali che sfocia nell’odio e e nella repulsione ed è questa la cosa più preoccupante – ci spiega Sara Graziano, volontaria di un’associazione a tutela degli animali a Fuscaldo. Se una persona gira armata e spara ad un cane, a parte compiere un reato contro l’animale, è pericoloso per la società e per i suoi stessi simili. Dal Comune di Fuscaldo però, “c’è un filo diretto rispetto alle amministrazioni passate, abbiamo ricevuto diversi finanziamenti ma ci vorrebbero davvero tanti altri soldi. Purtroppo il tema del randagismo è un fenomeno davvero complesso”.



FONTE

www.quicosenza.it


venerdì 23 febbraio 2024

CATANIA. BLITZ DELLA POLIZIA SEQUESTRATI STALLE E CAVALLI USATE PER LE CORSE CLANDESTINE

 Un controllo straordinario del territorio, è stato compiuto nelle scorse giornate dalla Polizia di Stato nel quartiere San Cristoforo.  Ad operare sono stati gli agenti della Questura di Catania, in particolare dei Commissariati di Pubblica Sicurezza “Centrale” e “San Cristoforo”, dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, della Squadra Mobile, della Squadra a Cavallo, della Squadra Cinofili, della Polizia Scientifica, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, che hanno eseguito mirati controlli volti ad accertare e verificare la presenza di animali abusivamente allevati nella cerchia urbana.

In particolare, in osservanza delle direttive del Questore di Catania Giuseppe Bellassai, gli agenti hanno concentrato la loro azione in un dedalo di vie del quartiere dove, giunti alle prime ore dell’alba, hanno dapprima cinturato la zona in cui si riteneva potessero svolgersi attività illecite e, successivamente, hanno dato il via a diverse perquisizioni, con il supporto di personale veterinario dell’A.S.P, allo scopo di accertare la presenza di stalle abusive .

Le perquisizioni hanno interessato in particole 5 stalle, che si è accertato essere completamente abusive all’ interno delle quali c’erano anche dei carretti normalmente utilizzati per corse clandestine, e hanno portato al sequestro di ben 5 cavalli tenuti in pessime condizioni igieniche sanitarie e senza microchip. Gli animali sono stati pertanto sottoposti a sequestro dalla Squadra a Cavallo e dalla Squadra Mobile in quanto ritenuti, a seguito di visita da parte del veterinario ASP oggetto di maltrattamenti posti in essere dai rispettivi proprietari, e quindi sono stati   affidati ad una struttura apposita.

Nelle stalle ove le condizioni igieniche erano pessime sono stati rinvenuti e sequestrati diversi farmaci dopanti che verosimilmente venivano utilizzati sui cavalli per effettuare le corse clandestine. Ne è derivata la denuncia per maltrattamenti di animali oltre alla previsione di diverse ulteriori contestazioni di illeciti amministrativi, anche a cura del personale ASP, a carico tre soggetti.

Si è altresì accertato che alcune vie adiacenti alle stalle erano state chiuse con cumuli di spazzatura e immondizia varia, messi anche allo scopo di inibire l’accesso ad altri e ad eventuali controlli. Grazie all’ intervento degli agenti della polizia di Stato e al Comune i cumuli sono stati portarti via e la viabilità delle strade restituita agli abitanti del quartiere.

L’ attività degli agenti della polizia con l’ausilio di tecnici di e-Distribuzione ha poi consentito di individuare tre allacci abusivi alla rete elettrica da parte degli utilizzatori di due stalle oggetto del controllo, nonché, del proprietario di un’abitazione adiacente le stesse. Gli autori sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato di energia elettrica.   

Le accurate perquisizione effettuate nel corso del servizio hanno permesso inoltre di rinvenire e sequestrare, con l’ausilio degli agenti del Nucleo artificieri della Questura, 29 manufatti esplosivi illegali, di fattura artigianale, comunemente denominati bombe carta. Per tale rinvenimento è stato tratto in arresto, un quarantaduenne catanese, con svariati precedenti di polizia anche per maltrattamenti di animali, poiché colto nella flagranza del reato di detenzione illegale di materiale esplosivo.

Durante il controllo è stato scoperto e sequestrato un laboratorio abusivo adibito alla preparazione di prodotti alimentari destinati alla vendita ambulante, anch’ esso in pessime condizioni igieniche e senza alcuna autorizzazione.

Il blitz compiuto ha pertanto consentito di far acquisire agli investigatori della Polizia di Stato importanti elementi di indagine volti all’individuazione dei responsabili della corsa clandestina oggetto di un video che è stato diffuso nei giorni scorsi sui social e da organi di stampa.

Gli accertamenti compiuti hanno inoltre consentito di escludere che quella corsa ripresa nel video sia stata effettuata nel centro cittadino, ma piuttosto in area extraurbana. L’ operazione della Questura si inquadra in un più ampio e costante monitoraggio del fenomeno che ha consentito nello scorso anno per le stesse motivazioni, il sequestro di 12 cavalli e nel gennaio del 2024 il sequestro di altri 4 equini.