giovedì 22 aprile 2021

BAMBINI TAGLIANO ORECCHIE AL CANE RANDAGIO.

 gruppo di bambini tra i 9 e i 10 anni di Acate, in provincia di Ragusa. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, vi sarebbero alcuni messaggi postati sui social da parte della zia di uno dei ragazzini.

L’episodio ai danni del cane è avvenuto lo scorso 14 aprile. “Mio nipote non voleva uccidere il cane. Essendo un bambino, pensava di farlo più bello”. Una frase infelice che la donna avrebbe successivamente eliminato di fretta e furia. 



TAGLIA DI 5.000 EURO SULLA TESTA DELL'ASSASSINO DEL CIGNO ARTURO.

 VICENZA (22 Aprile 2021) - Nei giorni scorsi si è avuta notizia dell'uccisione quasi sicuramente a bastonate del cigno Arturo che viveva con la sua compagna nei laghetti del comune di Lago in provincia di Vicenza. Si tratta di un crimine vero e proprio pare compiuto da un bracconiere. Un criminale che probabilmente è abituato a uccidere senza troppo riguardo gli animali, per questo va assicurato alla giustizia quanto prima e quanto prima va quindi individuato. Per questo motivo l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA pagherà una taglia di 5.000 euro a chiunque con la sua testimonianza diretta davanti alle forze dell'ordine permetterà l'identificazione e la condanna definitiva del responsabile di questa barbara uccisione.




BRACCONIERE UCCISO SCHIACCIATO DAGLI ELEFANTI MENTRE CACCIAVA RINOCERONTI

 È successo nella giornata di ieri 19 aprile 2021 in Sud Africa, tre uomini sono stati attaccati da un branco di elefanti mentre stavano dando la caccia in maniera illegale ai rinoceronti. I fatti si sono svolti all’interno del parco nazionale Kruger. Un bracconiere è rimasto ucciso dopo essere stato calpestato dagli elefanti.

Uno dei tre è riuscito a darsi alla fuga in seguito alla tragica vicenda, un altro è stato invece bloccato e arrestato dalle guardie forestali. A rivelare la notizia della morte del bracconiere è stato un funzionario della riserva naturale. La terribile vicenda è avvenuta davanti agli occhi delle guardie, queste dopo aver avvistato i tre uomini li hanno visti che cercavano di fuggire dall’ira degli elefanti. Dopo essere intervenuti hanno trovato il corpo senza vita dell’uomo, dopo essere stato calpestato dagli animali non c’è stato nulla da fare per lui.

In seguito alle dovute indagini è emerso che i tre uomini non si trovavano lì per dare la caccia agli elefanti ma ai rinoceronti. I cacciatori vanno spesso a caccia del corno di rinoceronte con lo scopo di rivenderlo nei mercati asiatici, dove è molto richiesto. La pratica è illegale ma ciò non ferma molti di loro, uno dei bracconieri ieri ha perso la vita mentre dava la caccia ai rinoceronti.


UCCISO A BASTONATE IL CIGNO ARTURO. E' CACCIA AL BRACCONIERE

 Un ancora anonimo bracconiere ha ucciso Arturo, compagno di Principessa, i due bianchi cigni dei laghetti del Comune di Laghi. La morte del magnifico maschio è probabilmente avvenuta nella notte fra venerdì e sabato scorso. Al mattino il corpo di Arturo è stato trovato sulla riva di uno dei due specchi d’acqua, galleggiante, ma inerte, forse bastonato, anche se il giorno prima era stato visto nuotare, come sempre nella sua solita maestosità, e far la guardia al nido nel canneto, a difesa dell’ultima covata.

Essendo un animale protetto, il cigno è stato recuperato dalle guardie venatorie, per essere sottoposto ad un esame atto ad accertare le cause della sua morte. La gente, anche ieri presente nei pressi dei laghetti, avanza l’ipotesi che l’animale sia stato volutamente ucciso da chi voleva sottrarre le uova dal nido che difendeva. Il nome del bracconiere non lo fa nessuno, ma si percepisce che è persona conosciuta, non nuova a compiere tali gesti malsani. 



mercoledì 21 aprile 2021

LA D'URSO: "LANCIATA UNA TARTARUGA DA UN PALAZZO": ORA TESTIMONIERA'

 ROMA (21 aprile 2021) Ieri nella puntata della trasmissione Pomeriggio 5 la conduttrice Barbara d'Urso ha comunicato in diretta il compimento di un reato gravissimo, vale a dire il lancio di una tartaruga dal settimo piano senza specificare se la stessa sia morta o meno. Secondo il racconto della conduttrice poi confermato da uno dei suoi ospiti in collegamento la tartaruga sarebbe stata lanciata viva dalla signora che vive al settimo piano e cadendo avrebbe graffiato uno dei condomini. La conduttrice ultrasessantenne però non ha fornito ulteriori informazioni in merito a quanto accaduto poi alla povera tartaruga. Di fatto questo gesto corrisponde al reato di maltrattamento di animali ai sensi dell'articolo 544 del codice penale ed inoltre il reato potrebbe essere integrato dal possesso illegale della tartaruga che tutti sappiamo essere un animale protetto dalla convezione Cites. La questione non è sfuggita agli spettatori della trasmissione che hanno informato di quanto dichiarato dalla Barbara nazionale l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente - AIDAA che questa mattina ha inviato una denuncia penale al comando dei Carabinieri Forestali di Roma in cui si scrive testualmente che: "Nella puntata di ieri 20 aprile 2021 della trasmissione Pomeriggio 5 in onda su mediaset, e condotta da Barbara d’Urso la stessa annunciava all’interno di un servizio dove si parlava di una persona che crea problemi al condominio sito in una via non identificata di ROMA avrebbe “gettato dal settimo piano una tartaruga viva che cadendo avrebbe colpito uno dei condomini” Tale affermazione confermata in video da uno degli ospiti della trasmissione è andata in onda a partire dal minuto 23.30 dalla messa in onda dove si comunica che la signora autrice di tale fatto vive di fatto al settimo piano del citato palazzo menter dal minuto 24.12 al minuto 24.45 sempre all’interno dello stesso servizio si parla esplicitamente della tartaruga lanciata viva dal settimo piano": Non essendo a conoscenza delle generalità dell'autrice del gesto nella denuncia gli animalisti indicano la d'Urso come persona informata dei fatti e chiedono che sia sentita per fare luce su quanto da lei stessa dichiarato.




LACCIO ILLEGALE PER CATTURARE CINGHIALI. BECCATO IL BRACCONIERE

 CINTO EUGANEO.  I carabinieri forestali  alle prime luci dell’alba di domenica 18 aprile hanno colto in flagranza il responsabile del laccio scoperto da un escursionista nella zona di Pedevenda, sul versante sud del Monte Venda.

Il fatto era stato denunciato la mattina di sabato19 alla stazione carabinieri forestale di Montegrotto e subito, in collaborazione con i colleghi di Monselice, sono partiti gli appostamenti che all’indomani mattina hanno documentato l’azione di un uomo del posto, classe ’46, nel mentre sistemava e rinforzava un laccio metallico posizionato in corrispondenza di un ulivo.

L’uomo, sorpreso dai militari, non ha potuto che ammettere le proprie responsabilità. Nelle vicinanze c’era ancora un volpe morta in avanzato stato di decomposizione che, in accordo con il dirigente del Servizio di igiene urbana veterinaria dell’Usl 6 Euganea, dopo essere stata minuziosamente fotografata, è stata sotterrata sul posto.

Ora le immagini saranno valutate da veterinari esperti in necroscopia al fine di poterne determinare se la morte sia sopraggiunta per soffocamento.

Per ora le contestazioni sono quelle di utilizzo di mezzi di caccia non consentiti all’interno dell’area protetta del Parco Regionale dei Colli Euganei, nonché il tentativo di uccisione di animale (artt. 56 e 544-bis C.P.), ma la sua posizione potrebbe aggravarsi proprio se verrà dimostrato il collegamento diretto tra la morte della volve rinvenuta nelle immediate vicinanze e il laccio metallico ora sottoposto a sequestro.

I carabinieri forestali comunque escluderebbero che l’intento dell’uomo fosse quello di catturare la lupa Cecilia, avvistata nel parco,  probabilmente voleva solamente tutelare il proprio orto poco distante.

Da quando è stata accertata la presenza del lupo sui Colli Euganei i servizi di perlustrazione, anche notturni, si sono intensificati poiché l’obiettivo è quello di garantire la massima azione di salvaguardia e tutela a quest’esemplare particolarmente protetto che, stando alle fonti a disposizione, non si è ancora potuto appurare con certezza se presenti altri esemplari.



RINVENUTE CARCASSE DI ANIMALI SELVATICI IN ABRUZZO.

 Abruzzo – Come comunicato dal PNALM il 15 aprile scorso l’area tra Cocullo e Goriano Sicoli, che l’orsa Amarena e i suoi quattro cuccioli stanno frequentando da diversi giorni, è stata recentemente interessata da avvelenamenti di fauna selvatica.

Si tratta di una zona al confine del Parco Regionale Sirente Velino, di cui faceva parte fino ai tagli del 1998-2000.

Il mattino del 26 marzo, alcuni volontari di Salviamo l’Orso e il personale di Rewilding Apennines hanno rinvenuto le carcasse di un lupo e di un corvo imperiale in una vallecola non lontana dalla SP 60. Allertati immediatamente i Carabinieri Forestali, hanno continuato a perlustrare la zona nel pomeriggio del 26 e la mattina del 27 con il ritrovamento di altri quattro corvi imperiali e due grifoni morti.

Nei giorni successivi i Carabinieri Forestali hanno battuto la zona con diverse unità cinofile, rinvenendo altri animali morti e alcuni bocconi avvelenati, aggravando il bilancio della strage.

Grazie alla fruttuosa sinergia tra le associazioni, i Carabinieri Forestali e le ASL di Sulmona e Avezzano, è stato possibile rimuovere immediatamente le carcasse e conferirle al personale dell’Istituto Zooprofilattico Abruzzo e Molise per le analisi tossicologiche, interrompendo così la catena di morte che avevano innescato. Sebbene i risultati delle necroscopie non siano ancora pervenuti, è evidente che si sia trattato di avvelenamenti, perpetrati da qualche scellerato con bocconi avvelenati, che hanno ucciso il lupo e, a cascata, gli uccelli necrofagi che si sono alimentati della carcassa. L’intervento è stato provvidenziale perché è avvenuto pochi giorni prima che la famiglia di orsi iniziasse a frequentare la zona, ma alimenta gravi preoccupazioni nel dubbio che l’area sia stata completamente bonificata dal veleno o che qualcuno possa reiterare il reato.