Esche avvelenate nella campagna di Cherasco, in provincia di Cuneo, forse per "eliminare" i cani da tartufo dei concorrenti. Due i casi di avvelenamento registrati a pochi giorni di distanza nel mese di gennaio su cui indagano i carabinieri forestali, con i due cani ricoverati d'urgenza presso una clinica veterinaria per convulsioni e forti tremori. Il referto del veterinario ha confermato il sospetto di avvelenamento per ingestione di sostanze tossiche. "L'uso di esche avvelenate - ricordano i carabinieri forestali - è purtroppo molto ricorrente nelle aree vocate alla raccolta dei tartufi, dove soggetti senza scrupoli avvelenano i cani dei trifulau rivali per dispetto o per interessi economici legati alla raccolta del pregiato fungo ipogeo". Nel primo caso di avvelenamento il cane è venuto in contatto con le esche avvelenate durante la cerca dei tartufi, nel secondo caso l'animale era a passeggio con la proprietaria in un'area d'interesse per la raccolta. Le aree dove sono stati mangiati i bocconi avvelenati sono state bonificate grazie ai cani antiveleno dei carabinieri forestali, addestrati alla ricerca di esche e carcasse sospette.
TUTTE LE INIZIATIVE ED I COMMENTI RIGUARDANTI L'ASSOCIAZIONE AIDAA E LE SUE ATTIVITA'
giovedì 3 febbraio 2022
mercoledì 2 febbraio 2022
SANREMO. FIORELLO LASCI IN PACE I PITBULL
CASA IN FIAMME. CANE GUIDA SALVA ANZIANA IPOVEDENTE
Una donna di 72 anni, ipovedente, è stata salvata dal proprio cane guida in piazza Pistoni a Ivrea (Torino). Tutto ha avuto inizio quando la pensionata stava tornando da una passeggiata ed è rientrata nel proprio alloggio dove era appena divampato un incendio.
È in quel momento che il cane, un esemplare di Labrador di nome Emma, si è accorto del pericolo e si è bloccato: ha iniziato ad abbaiare e ha trascinato la donna verso la porta d'ingresso, fino al pianerottolo dove sono arrivati i vicini di casa. Sono stati loro a chiamare i vigili del fuoco.
Le fiamme hanno danneggiato l'abitazione che è stata dichiarata parzialmente inagibile. La donna, che vive da sola con Emma in quell'alloggio, è stata poi ospitata da alcuni parenti: «Se sono qui, se sono viva e posso raccontare ciò che mi è a capitato, mi creda, lo devo soltanto alla mia Emma. Lei ha intuito tutto e subito e mi ha protetta».
BOCCONI AVVELENATI A CROCETTA DEL MONTELLO
Un altro caso di bocconi avvelenati, questa volta a Crocetta del Montello. Nella mattina di oggi domenica, nell’area verde della “palestra in vigna”, molto gettonata per passeggiare e fare un po’ di attività fisica, sono state ritrovate delle polpette composte presumibilmente da carne e metaldeide, visti la forma e il colore.
Il metaldeide è solitamente usato come lumachicida, è fortemente tossico e risulta potenzialmente fatale quando ingerito: è quasi sempre di colore azzurro o verdastro.
Le esche avvelenate sono state rinvenute da una giovane coppia a passeggio con i propri cani, lungo il percorso di ghiaia, frequentato da famiglie e animali, soprattutto nei weekend in queste belle giornate invernali.
Del ritrovamento sono stati immediatamente avvisati i Carabinieri della locale stazione, che hanno provveduto ad effettuare un sopralluogo, e successivamente anche la sindaca Marianella Tormena che vuole sottolineare il proprio sdegno di fronte a gesti simili, ignobili e che mettono a rischio l’incolumità di animali e persone. Nel parcheggio dell’area verde si trovano delle videocamere e si spera di trovare elementi utili nei filmati.
“Ho immediato avvisato le autorità – spiega la giovane – perché si tratta di un atto ignobile. Questa mattina abbiamo evitato per poco la tragedia. Ho saputo che, giusto una mezz’ora prima, una donna aveva avvistato un ulteriore boccone ed è riuscita a strapparlo dalla bocca del proprio cane per un soffio. Mi chiedo come possano esserci persone simili in giro. E’ importante avvisare la popolazione, così che ponga ulteriore attenzione”.
martedì 1 febbraio 2022
IN ITALIA CI SONO 1.3 MILIONI DI CANI ALLA CATENA
REGGIO CALABRIA (1 Febbraio 2022) La maglia nera spetta alla Calabria con oltre 70.000 cani tenuti alla catena, ma seguono a ruota la Sicilia e la Puglia con entrambe oltre 50.000 cani alla catena, e poi regioni insospettabili alcune delle quali hanno delle leggi che vietano di tenere i cani alla catena e che considerano questo come una vera e propria tortura e quindi punibile ai sensi di legge come un maltrattamento ai sensi dell'articolo 544 del codice penale quali Lazio, Piermonte, Lombardia e Veneto. Infatti specialmente nelle zone rurali anche del nord Italia il fenomeno dei cani a catena pur se diminuito sensibilmente negli ultimi decenni è ancora diffuso e vi sono zone specialmente nelle alpi lombarde ed in Piemonte dove ancora oggi un cane su due è tenuto alla catena e per giunta a catena corta. Si calcola che possano essere ad oggi 1,5 milioni i cani tenuti totalmente o parzialmente a catena su una popolazione totale di oltre 7 milioni di cani presenti in Italia. "Si tratta di una pratica barbara che porta ad un inutile sofferenza per il cane che non può muoversi liberamente e che spesso viene lasciato vivere anche nei propri escrementi senza dimenticarci che negli incendi dei mesi scorsi sono morti moltissimi cani arsi vivi in Sardegna" scrivono gli animali dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA che annunciano a breve una serie di iniziativa per contrastare questo vergognoso fenomeno tenendo conto che allo stato attuale solo tre regioni italiane Campania, Marche ed Umbria vietano completamente la catena per i cani ma senza che questa legge trovi anche li totale applicazione.
INVESTITO UN LUPO NEL BASSO LODIGIANO
Lupo investito nella notte fra sabato e domenica lungo la strada provinciale fra Bertonico e Turano. L’esemplare è stato ritrovato in mezzo alla carreggiata da un cacciatore della zona. Immediata l’allerta alle guardie provinciali: la carcassa è stata rimossa nella primissima mattinata di ieri.
Poco meno di un anno fa, a pochi chilometri di distanza, lungo il tratto di provinciale fra Maleo e Castelnuovo, era stato investito un altro lupo: proprio quell’episodio rappresentò l’inizio di una lunga serie di avvistamenti nella Bassa.
FINANZIATI DUE PROGETTI PER LA RICERCA SENZA ANIMALI A PISA E GENOVA
(ANSA) - PISA, 31 GEN - Il Ministero della Salute ha finanziato le Università di Pisa e Genova per ricerche sui metodi sostitutivi alla sperimentazione animale con circa 106mila euro per ateneo.
"La scelta del Ministero - spiega Arti Ahluwalia dell'Università di Pisa - ha premiato due istituzioni che da anni hanno a cuore e si occupano di questi temi.
Proprio per questo nel 2017 abbiamo fondato il Centro 3R, di cui sono referente assieme alla collega Anna Maria Bassi di Genova, che sta per Reduction, Replacement, Refinement, ossia riduzione, raffinamento e sostituzione della sperimentazione animale". In particolare, il progetto di Pisa si focalizzerà sullo sviluppo di un "naso hi-tech", saranno quindi realizzati un modello in vitro avanzato di un polmone e un modello di nano-dosimetria in-silico. I due dispositivi potranno quindi sostituire una serie di test di inalazione forzata attualmente eseguiti su animali per valutare il rischio di nanomateriali industriali.
Il modello in vitro sarà costituito da un bioreattore capace di simulare l'ambiente dinamico dell'alveolo polmonare combinando diverse azioni, nello specifico inspirazione, espirazione, flusso sanguigno e deposizione di aerosol su una membrana biomimetica contenente cellule della parete alveolare umana.
Verrà, inoltre, sviluppata un'interfaccia grafica per nano-dosimetria in-silico, che consentirà di predire la dose effettiva percepita di nanomateriali industriali dalle cellule alveolari. Lavoreranno al progetto i ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione.
Il progetto di Genova ha invece l'obiettivo di ottimizzare l'attendibilità di una piattaforma in vitro multicellulare basata su cellule di origine umana, al fine di studiare, in modo sempre più veritiero, le basi molecolari del glaucoma primario ad angolo aperto (Ppag), una patologia a oggi incurabile e che porta alla cecità. La piattaforma millifluidica completerà un modello 3d dinamico di cellule di trabecolato umano attraverso l'inserimento di cellule retinali ganglionari (Rgc) di origine umana, ottenute da cellule staminali pluripotenti. (ANSA).