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mercoledì 3 marzo 2021
SPUGNE FRITTE A CAMPO LIGURE. PERICOLOSE PER CANI E GATTI
Spugne fritte a Campo Ligure pericolose per cani e gatti
„pugne fritte a Campo Ligure. Il Comune ha segnalato attraverso i propri canali social due casi sul proprio territorio negli ultimi mesi e ha ricordato a tutti i cittadini quali sono i passi da fare in caso di ritrovamenti di esche o bocconi avvelenati pericolosi per cani e gatti.
«L'Amministrazione - si legge in una nota - si indigna e si unisce al senso di disgusto suscitato dal ritrovamento: chi compie atti premeditati a danni di vittime innocenti come gli animali va fermato assolutamente, senza dimenitcare che a essere in pericolo sono anche i bambini. L’inciviltà e la cattiva coscienza, unite allo spregio per creature che non possono difendersi dalle crudeltà gratuite, sono sintomo di un disagio e di una frustrazione notevole. In attesa che i colpevoli vengano individuati e puniti come si deve, e soprattutto che tali reati finiscano una volta per tutte, è importante sapere almeno come tutelarsi»
fonte https://www.genovatoday.it/cronaca/campo-ligure-spugne-fritte.html
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martedì 2 marzo 2021
BOCCONI AVVELENATI NELLA ZONA DEL PONTE COPERTO A PAVIA
Scatta l'allarme bocconi avvelenati nella città di Pavia, per la precisione nella zona del ponte coperto.
Tenere i cani al guinzaglio
Sono già stati avviati controlli nelle aree dove si sono registrati questi episodi incresciosi. Si consiglia di tenere al guinzaglio i propri cani e di prestare la massima attenzione.
Alcuni consigli
Purtroppo capita ancora che persone poco tolleranti verso gli animali, decidano di mettersi a giocare al “Piccolo chimico”, realizzando in casa delle esche avvelenate da posizionare negli angoli delle strade e per le campagne. In qualunque modo queste si presentino – polpette, bocconcini, uova, fette di prosciutto arrotolate, carcasse di piccoli animali – nel giro di pochi minuti o di qualche giorno possono mettere in serio pericolo la vita dei nostri animali.
I cani, infatti, tendono ad ingurgitare con avidità tutto quello che trovano interessante. Queste esche a base di carne nascondono il veleno al loro interno, per cui per i nostri amici a quattro zampe può essere molto difficile distinguere la sua presenza.
Le conseguenze dipendono da una serie di fattori, tra cui il tipo di veleno utilizzato, il dosaggio, il peso e la taglia dell’animale e il tempo trascorso dall’ingestione. Ogni veleno agisce in modo diverso sull’organismo e con tempistiche differenti.
Sono molti gli errori che i proprietari possono fare in questi casi. Uno tra questi è quello di somministrare del latte al cane. Niente di più sbagliato. Il latte è efficace solo per alcune sostanze tossiche, mentre in altri casi può addirittura velocizzare l’azione del veleno.
LODI. BRACCONIERI BRACCATI DALLA POLIZIA LOCALE
"Aiuto tre persone sono sull’argine del fiume Po con un faro e un fucile". E’ stata questa segnalazione, di comuni cittadini, a far scattare l’operazione anti bracconaggio conclusa alle 21.45 di mercoledì e condotta, nelle campagne tra Orio Litta e Senna, dal Comando di Polizia Provinciale e Locale di Lodi, guidato dal Comandante Fabio Germanà. Ci sono volute quattro ore di inseguimento, anche a piedi, prima di rintracciare e mettere di fronte alle proprie responsabilità un pavese e due lodigiani, residenti a Chignolo Po, Massalengo e Orio. L’allarme è scattato alle 18 quando gli interessati sono stati visti camminare vicino al fiume con un faro alogeno di cui è vietato l’utilizzo, e un fucile Redmington 700, calibro 270. Strumentazioni che, secondo gli inquirenti, erano destinate all’abbattimento di cinghiali, caprioli o altri animali selvatici di grossa taglia. Le tre persone sono state quindi denunciate a piede libero e in concorso per la violazione della legge sulla protezione della fauna selvatica e per aver trasgredito il termine della stagione di caccia del 31 gennaio.
LA LETTERA DI BEETHOVEN CANE UCCISO AL PARCO DAL VELENO. "IO UCCISO DA CHI NON AMA"
«Sono stato avvelenato da qualcuno che non sa amare. Ora corro felice. Perché so che un giorno rivedrò il mio papà e nessuno più ci dividerà... Il mio nome era Beethoven, avevo solo sette anni. Sono stato avvelenato da qualcuno che non sa amare, ma solo odiare noi cani». Max Piro, cantautore di Fagnano (Varese), ha scritto a nome del suo cane questa lettera, immaginando le parole che avrebbe potuto dire l’animale, morto avvelenato (martedì 23 febbraio, dopo una settimana di agonia) in una delle tante passeggiate al parco con il suo padrone.La lettera è stata affissa da Piro sulla porta di casa. «Amavo sempre stare vicino a lui – dice Beethoven per mano di Max Piro -, anche quando viaggiava. Mi accucciavo sul sedile posteriore dell’auto e mi rilassavo, perché con papà mi sentivo sempre al sicuro. Qui a Fagnano avevo conosciuto tante persone. E tutte mi salutavano e mi regalavano carezze. E io ero felice», spiega ancora «in prima persona» Beethoven. . Fino a quando, non ha iniziato a sentirsi male: «Sono stato avvelenato da qualcuno che non sa amare, ma solo odiare noi cani. Ho sentito il mio papà piangere e disperarsi, ma ormai era troppo tardi. Ora corro felice. Perché so che un giorno rivedrò il mio papà e nessuno più ci dividerà».
OCA REGINALDO. PARTITO L'ESPOSTO PER CHIEDERE CONTO DELLA SUA MACELLAZIONE
Villasanta (MB 2 Marzo 2021) Come annunciato nei giorni scorsi è stato spedito questa mattina l'esposto alla procura della repubblica di Monza per chiedere che la stessa indaghi sulla vicenda della uccisione e macellazione dell'oca Reginaldo. L'oca secondo la ricostruzione fornita dallo stesso sacerdote di Villasanta Don Simone sarebbe stata ricevuta da lui da un contadino che a quanto pare se ne voleva disfare in quanto a suo dire si trattava di un'animale aggressivo, ma la povera oca dopo aver scorazzato per due giorni all'oratorio sarebbe stata consegnata dallo stesso prete ad un macellaio che avrebbe provveduto alla sua uccisione e macellazione. Ma questo è bastato agli animalisti di AIDAA che hanno cosi deciso di inviare un esposto alla procura di Monza per chiedere di fare chiarezza su come sono andate realmente le cose sentendo il contadino, il prete e infine il macellaio. "Una vicenda che si commenta da sola- scrive in una nota il presidente di AIDAA Lorenzo Croce- si assoluto disprezzo verso la vita di un animale che in fondo chiedeva solo di vivere in pace e non certo di finire quasi certamente nella pancia del prete goloso".






