lunedì 10 febbraio 2014

FORMAGGI. METTERE IN ETICHETTA L'ORIGINE DEL CAGLIO

FONDAMENTALE SAPERE DI QUALE ORIGINE E' IL CAGLIO

Mai come oggi sono in aumento coloro che rifutandosi di mangiare cadaveri si avvicinano o si "convertono" alla cucina vegetariana, ed al crudismo vegetariano. Ovviamente oltre ai vegetariani ci sono i vegan ai quali va tutta la nostra stima, ma nel post di questa mattina vogliamo parlare di formaggi. Il problema che attanaglia molti vegetariari e crudisti vegetariani nell'utilizzo del formaggio nelle proprie diete (i vegani hanno risolto il problema non mangiandoli proprio i formaggi come tutti i derivati da animali, ma questa è un'altra storia) è legato alla presenza del caglio nei formaggi. Si tratta di un dilemma non da poco in quanto la presenza del caglio di origine animale di fatto rende inutile ogni sforzo vegetariano in partenza in quanto si tratta di un estratto di cadavere di animale. Negli ultimi tempo comunque sono molte le aziende produttrici di formaggi che stanno venendo incontro al mondo vegetariano, sia per motivi etici, che per motivi di mercato (inutile nascondercelo) producendo dei formaggi con il caglio sitentico. Per questo AIDAA pur rispettando le idee di ciascuno (ma aborrendo quelle dei mangiacadaveri) ha chiesto con una lettera al ministero della Salute di rendere obbligatoria sull'etichetta dei formaggi la provenienza del caglio: se di origine sintetica o animale. Lo so forse è poco ma sarebbe un piccolo passo avanti per tutti noi. 

PER SAPERNE DI PIU' SUL CAGLIO