giovedì 26 ottobre 2023

MACERATA. GATTI TROVATI MORTI DOPO L'ABBANDONO

 Macerata, 25 ottobre 2023 – Gatti abbandonati, morti o in fin di vita, trovati vicino al cimitero di Macerata. Lo denuncia l’associazione animalista Argo, che è già all’opera per prendersene cura e chiede al Comune di installare delle telecamere per contrastare gli abbandoni di animali, che peraltro sono un reato penale. A segnalare gli episodi di abbandono è Tiziana Giannoni, presidente dell'associazione. “Le battute di ritrovamento sono state tre. La prima si è verificata per due giorni consecutivi, 18 e 19 ottobre, in cui sono stati rinvenuti in totale sei cuccioli di gatto in fin di vita, di cui due morti poco dopo essere stati trovati. L’ultimo ritrovamento c’è stato domenica 22. Cinque gattini sono stati visti all’interno della scatola-cibo per loro adibita. Uno di loro è morto poco dopo essere stato trovato e gli altri quattro sono invece ancora ricoverati all’ambulatorio veterinario”.

L’associazione Argo ricorda che abbandonare animali è un reato penale. Quando un animale viene trovato per strada, in fin di vita o anche vivo bisogna chiamare o un servizio veterinario oppure associazioni animaliste come Argo. “Abbiamo chiesto al Comune di Macerata – aggiunge Giannoni – di installare delle telecamere per trovare i responsabili di questo reato e per individuare i cittadini che distribuiscono cibo agli animali in quella zona senza alcuna autorizzazione”.



BOCCONI AVVELENATI PRESENTI ANCHE NELLE TERRE MARSICANE

 Pereto – Con un’ordinanza emanata in data odierna, il Sindaco di Pereto, Giacinto Sciò, ha disposto che i proprietari o i detentori di cani, o altre specie di animali, di attivarsi per mantenere la corretta custodia e vigilanza dei loro animali evitando che possano vagare liberamente ma che vengano condotti al guinzaglio.

Le decisione del Sindaco si è resa necessaria a seguito della segnalazione della presenza di una carcassa di un cane morto, presumibilmente, per avvelenamento in una località montana di Pereto denominata “Macchialunga / Coreara“. Il timore, come sempre accade in questi casi, è che siano stati abbandonati nell’ambiente dei bocconi o delle esche avvelenati.

Con l’ordinanza sindacale, inoltre, si chiede ai cittadini che dovessero rinvenire un animale morto o del materiale che si sospetti possa veicolare sostanze tossiche o nocive, di evitare il contatto diretto e di segnalare il materiale stesso agli organi di Polizia.


mercoledì 25 ottobre 2023

TERRE DI RENO. DUE INDAGATI PER LA MATTANZA DEI DAINI

 Le indagini sulla mattanza di daini in un agriturismo di Mirabello, vanno avanti spedite. Il pm Andrea Maggioni, che coordina l’attività dei carabinieri forestali, ha iscritto nel registro degli indagati il titolare dell’agriturismo dove sono stati uccisi quindici daini, di cui quattro cuccioli, con le accuse di maltrattamento e uccisione di animali. Mentre il cacciatore che è intervenuto in un secondo momento, il quale ha abbattuto a fucilate tre maschi adulti, è accusato di uccisione di animali. Nel frattempo si sta aspettando la consulenza veterinaria sulle tre carcasse che sono state sottoposte ad accertamenti. Mentre le altre dodici sono state smaltite fin da subito dopo la mattanza.Il reato di maltrattamento viene ipotizzato dal magistrato sulla base del fatto che il recinto dove i daini, maschi, femmine e cuccioli erano tenuti era diventato troppo stretto per poterli contenere tutti. All’inizio, infatti, pare fosse stato pensato per alcuni esemplari, cinque o sei al massimo. Poi la nascita di altri esemplari nel corso degli anni, avrebbe fatto sì che quel parco delimitato, pur con tutti i crismi quando il numero di daini era inferiore, fosse diventato una sorta di prigione per i capi più adulti. Ed è qui che per la procura si configurerebbe il reato di maltrattamenti: non aver garantito lo spazio vitale necessario per il numero di animali. Per quanto riguarda la contestazione di uccisione al cacciatore che è stato chiamato dal proprietario dell’agriturismo, per sopprimere il daino killer. Nel dubbio di chi potesse essere, l’uomo avrebbe ucciso i tre maschi adulti rimasti nel recinto.


PARMA. OBBLIGO DI GUINZAGLIO E MUSERUOLA PER SALVARE I CANI DAI BOCCONI AVVELENATI

 Portare a passeggio il cane è un’azione quotidiana necessaria per il benessere del proprio animale a quattro zampe. Ogni proprietario porta a passeggio il proprio cane nel proprio quartiere quando è ora di fare i bisogni oppure fargli sgranchire le zampe. Essendo un’azione che si compie tutti i giorni, si pensa sia sicura, anzi, si vorrebbe fosse sicura. Tuttavia non è sempre così, alcune persone lasciano per strada dei bocconcini avvelenati di proposito.

bocconcini killer sono la maggiore preoccupazione per un proprietario di un quattro zampe. Una passeggiata che dovrebbe essere rilassante, si rivela quindi momento di stress. A seguito di un drammatico incidente, il Comune ha disposto una severa ordinanza che dovrebbe fare in modo di salvaguardare la salute dei propri amici a quattro zampe.

L’ordinanza del Comune è realtà: obbligo di museruola e guinzaglio

Lunedì 16 ottobre un cane ha perso la vita dopo aver ingerito uno di quei bocconcini avvelenati che tanto spaventano i proprietari di animali. L’accaduto è avvenuto a Parma, nella zona di via Traversetolo. Mentre l’Ausl conclude gli esami del sangue, il Comune emette un’ordinanza per salvaguardare la salute dei propri cani.



MALATI E DENUTRITI SALVATI DUE CANI HE ERANO ABBANDONATI IN GABBIA

 Malati, abbandonati in gabbie denutriti, escoriati, senza cibo nè acqua e tra le feci. Queste le terribili condizioni in cui sono stati trovati, a Medicina, in via Fiorentina, due cani, un dogo argentino e un molosso. Ad intervenire, a seguito delle telefonate di alcuni vicini, i carabinieri di Medicina insieme alle guardie zoofile. Denunciato per maltrattamento di animali un 50enne, italiano e della zona, con precedenti di polizia e già noto alle forze dell’ordine come ‘soggetto violento’. Dopo le telefonate di alcuni vicini di casa che avevano segnalato le condizioni in cui l’uomo teneva questi due cani è scattata una perquisizione domiciliare delegata dalla Procura della Repubblica di Bologna che i carabinieri hanno eseguito unitamente al Nucleo di Guardie Eco Zoofile di Bologna e a un veterinario del Canile Intercomunale di Budrio. Durante la perquisizione domiciliare sono state riscontrate le pessime condizioni di salute degli animali detenuti dall’uomo. Al momento del controllo, avvenuto nell’area cortiliva dell’abitazione, i militari della Tenenza hanno trovato i due cani abbandonati nelle gabbie: il Dogo è anche gravemente malato di tumore e l’altro, il meticcio, era tutto escoriato e ridotto a ’pelle e ossa’. Le forze dell’ordine hanno, dunque, appurato che i due animali vivevano in condizioni igieniche pessime: evidente la presenza di feci nelle gabbie metalliche e l’acqua da bere era carente e sporca. I due cani, sottoposti a sequestro penale da parte dei carabinieri, sono stati trasportati in una struttura idonea, al canile di Budrio, dove saranno medicati e potranno continuare a vivere in maniera dignitosa. Il 50enne, invece, è stato denunciato e deve rispondere del reato di maltrattamento di animali.




martedì 24 ottobre 2023

FALSI ABBANDONI DI CUCCIOLI. IN DIECI A PROCESSO


L’intenzione, probabilmente, era quella di sottrarre i cagnolini al triste destino di una vita randagia, ma il risultato fu una pioggia di reati: dal maltrattamento nei confronti di quegli stessi animali al falso, alla truffa aggravata, all’induzione alla formazione di atti pubblici ideologicamente falsi. Così dieci persone, otto della Valdinievole (quasi tutte difese dall’avvocato Massimo Melecchi) e due provenienti dalla Sicilia, sono finite sotto processo. Ieri la discussione davanti al gup. Alcuni hanno già patteggiato, altri hanno scelto il rito abbreviato sul quale il giudice il giudice si pronuncerà, dopo le richieste del pm, a metà dicembre. L’indagine fu condotta dalla Polizia Municipale di Montecatini, sotto la direzione del sostituto procuratore Giuseppe Grieco. Un’indagine corposa che richiese molto tempo e una innumerevole mole di accertamenti e di incroci di dati che consentirono di comprendere che dietro le telefonate con cui si segnalava la presenza di un cagnolino abbandonato per strada c’era ben altro, e che quel cucciolino era in realtà arrivato da molto lontano e aveva fatto un lungo viaggio in brutte condizioni. I fatti si svolsero tra il 2020 e il 2022. E proprio dalle indagini emersero le modalità con cui il gruppo si era, per così dire, organizzato. Un cinquantenne originario di Ragusa trasportava dalla Sicilia i cuccioli: e qui la Procura ha posto il primo accento nel richiedere il rinvio a giudizio delle persone coinvolte perchè i cuccioli (8 nel primo caso) erano stati trasportati a Montecatini con un mezzo non idoneo (una Multipla). I cagnolini erano senza microchip e stipati in tre gabbie-trasportini, in condizioni igieniche precarie. Nel secondo viaggio dalla Sicilia i cuccioli arrivarono a bordo di un furgone adibito al solo trasporto di persone: finestrini chiusi, niente ciotole e a bordo 33 cagnolini di varie taglie ed età custoditi in 8 trasportini. Nessuno aveva il microchip.



NATI 4 LUPACCHIOTTI DALLA COPPIA DI LUPI "BERGAMASCHI"

 Bergamo, 23 ottobre 2023 – Si è allargata la famiglia di lupi che da quasi un anno vive sulle montagne bergamasche. Le fototrappole posizionate in Val di Scalve hanno permesso alla Polizia provinciale di scoprire che sono nati 4 lupacchiotti, già di alcuni mesi di vita, portando a 6 il numero di esemplari presenti. Si tratta del primo branco di lupi accertato in provincia di Bergamo. Viene così confermato il sospetto che i due lupi adulti avvistati lo scorso dicembre in Alta Valle Seriana (di cui uno senza una zampa), fossero una coppia, maschio e femmina. La Polizia provinciale ha effettuato dei tamponi per effettuare le analisi genetiche e scoprire da dove siano arrivati.

I lupi “bergamaschi” si spostano su un’area vastissima che comprende l’alta Valle Seriana e la Val di Scalve, compreso il Pizzo della Presolana. Ma non c’è da temere un’esplosione demografica, un branco di lupi ha un’area di riferimento che può arrivare a 500 chilometri quadrati, e la sua presenza preclude l’arrivo di altri lupi. “L’arrivo del lupo sulle Orobie è per certi versi fisiologico, ce lo aspettavamo, perché gli Appennini sono saturi e sull’Arco alpino sia orientale che occidentale c’erano già da tempo popolazioni stabili – spiega il comandante della Polizia provinciale Matteo Copia – ma è bene ricordare che il ritorno dei grandi predatori quali lupo e orso sono comunque un indicatore biologico sinonimo di un territorio ben conservato, sotto l’aspetto naturalistico e della biodiversità”.