sabato 21 aprile 2012

AGLI ISCRITTI AIDAA: PARTE CAMPAGNA ABBONAMENTI ALLA RIVISTA DIRITTI DEGLI ANIMALI

AGLI ISCRITTI AIDAA
AGLI AMICI AIDAA
LORO SEDI

Carissimi,
mi pregio comunicarvi che l’ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE ha stretto un accorso estremamente interessante con il periodico DIRITTI DEGLI ANIMALI, si tratta di una rivista che ricalca quello che è il nostro impegno a tutela degli animali, tutti gli animali, partendo dalla promozione dei loro diritti e dalla tutela dei medesimi. Da qui la volontà comune che nasce da AIDAA e dall’editore e dalla redazione della rivista di arrivare ad un progetto comune che permetterà all’associazione di avere spazio sui prossimi numeri della rivista in modo da poter diffondere in maniera certa quelle che sono le nostre iniziative  e le nostre idee in materia di tutela legale degli animali.
Proprio per favorire questo accordo la presidenza di AIDAA e l’editore hanno raggiunto un accordo che vi permetterà (se lo vorrete) di ricevere la rivista con un prezzo di abbonamento di fatto dimezzato, e allo stesso tempo di abbonarvi comodamente attraverso il sito internet della rivista www.dirittideglianimaliweb.com a condizioni particolari riservate ai nostri soci ed amici.
L’accordo oltre al forte sconto prevede anche che una quota dell’abbonamento pari a 5 euro per ciascun abbonamento, sarà devoluto all’acquisto (sotto supervisione AIDAA) di cibo che sarà poi donato ai gattili ed ai canili che saranno indicati dalla nostra associazione
Nei prossimi giorni riceverete una e-mail di natura commerciale proprio dall’editore della rivista che vi spiegherà in maniera semplice e chiara il contenuto dell’accordo sottoscritto tra AIDAA e DIRITTI DEGLI ANIMALI e vi fornirà le indicazioni commerciali ed i vantaggi che ogni abbonato attraverso il servizio web avrà (oltre a quelli già spiegati in questa lettera).
Vi invito gentilmente a non cestinare l’offerta degli amici perché con il contributo di tutti noi saremo in grado di aiutare questa nuova rivista ad espandersi e con lei avremo occasione di divulgare le nostre idee, inoltre ci saranno delle offerte vantaggiose per tutti noi e per i pelosi che soffrono nei canili e nei gattili.
Se qualcuno non desidera ricevere la comunicazione commerciale ce lo faccia sapere tramite stretto giro posta.
Spero in una vostra adesione numerosa al progetto.
Saluti animalisti

Lorenzo Croce
Presidente nazionale AIDAA

IL 3 GIUGNO SI VOTA IL REFERENDUM CONTRO LA CACCIA IN PIEMONTE

Come può divertire la morte di un animale?


Se sei d’accordo anche tu allora abbiamo un obiettivo in comune: l’approvazione delle limitazioni alla caccia in Piemonte, contenute nei quesiti referendari del 3 giugno.

Il silenzio però che accompagna questa campagna referendaria e la data stessa, a cavallo del ponte festivo del 2 giugno, tradiscono una netta avversione da parte della Regione e di alcune categorie.
Per questo è invece importante che tutto coloro che hanno a cuore questa battaglia uniscano le forze, per sensibilizzare e fare corretta informazione in merito ai quesiti referendari.

Con questo spirito ho aderito fin da subito al Comitato Promotore del referendum e ho lanciato una campagna informativa pro referendum con i manifesti che vedi in questa lettera. E ho messo in rete attraverso facebook, una pagina:  REFERENDUM CACCIA PIEMONTE che ha totalizzato in poche settimane più di quattromila contatti. Ma occorre che ognuno di noi faccia la sua parte. Ti invito quindi a visitare la pagina facebook Referendum Caccia Piemonte e a segnalarla ai tuoi amici di facebook con la seguente modalità: condividete un post della pagina facebook di referendum caccia Piemonte (cliccando su condividi) e invitate i vostri amici a visitare la pagina e a condividerla (nel riquadro che appare sopra l’immagine che viene visualizzata).
Cerca di intervenire quando puoi nel dibattito della pagina perché questo alimenta un meccanismo di informazione esponenziale importante per raggiungere nuove persone.
Sabato mattina ho lanciato la campagna dei manifesti e di facebook ufficialmente insieme con i promotori del referendum che, anche loro, si stanno dando molto da fare in tutto il Piemonte. Più siamo e più informiamo.

Ho allestito anche un sito www.referendumcacciapiemonte.it dove poter scaricare i materiali (aggiungere link) (volantini, manifesti, ecc). Sono disponibili anche manifesti e volantini gratuiti che puoi ritirare  presso l’Associazione Officina dei Diritti, in via Monte Novegno 10°. Puoi telefonare per informazioni allo 011.5757344. Sul sito potrai a breve trovare anche un calendario degli appuntamenti.

Ci sono voluti 25 anni e una sentenza del tribunale per avere il via libera alla consultazione referendaria nella nostra Regione in merito alla legislazione sulla caccia. Il Referendum costerà circa 20 milioni di euro ma è bene chiarire che le responsabilità di questa spesa stanno tutte in capo al Presidente Cota e al suo Assessore Sacchetto. Era sufficiente, per evitare il referendum, recepire in Commissione Agricoltura i quesiti referendari del Comitato Promotore cambiando la Legge attuale. Invece Pdl e Lega hanno addirittura peggiorato le co se con modifiche pro caccia (liberalizzando i giorni della settimana, togliendo alcune limitazioni e aumentando la capienza del carniere cacciabile). Così, paradosso, se l’esito sarà negativo, cioè prevarranno i no oppure non si raggiungerà il quorum, il Piemonte si troverà con una legge ancora più permissiva di quella attuale.

La scheda per votare domenica 3 giugno è una sola. Quindi un solo SI per: limitare la caccia dalle 26 specie ora cacciabili a 4 (rimangono solo il cinghiale, la lepre, la minilepre e il fagiano), per escludere la domenica e i periodi di neve, per tutelare le riserve.

Perché non abolire del tutto la caccia?  Perché Un referendum regionale non può abolire la caccia perché istituita con una legge nazionale ma può intervenire solo sulla legge regionale che la regolamenta. Per  normarla meglio, nell’ottica della tutela del patrimonio avifaunistico piemontese e di una libera fruizione per i piemontesi del patrimonio boschivo anche nel fine settimana.
Ringraziandoti fin da ora per il tuo impegno ti porgo i più cordiali saluti.     

andreastara -  Consigliere regionale


ULTIMA ORA


Il referendum si può ancora evitare e ci sono due sole modalità per poterlo ancora fare. Entrambe prevedono l’introduzione di un articolato nella legge finanziaria che si sta discutendo in Consiglio Regionale. La prima modalità, ventilata da Cota, rappresenterebbe un vero e proprio colpo di mano e consiste nell’abrogare  l’attuale legge regionale (oltre 70 articoli) in modo da fargli subentrare la legge nazionale molto più permissiva.

La seconda modalità è promossa da un mio odg  che verrà discusso e votato la prossima settimana in Consiglio: recepire i quesiti referendari  modificando l’attuale legge nel rispetto della volontà popolare espressa dai firmatari. Questo anche per fare chiarezza sulle vere responsabilità in relazione alla spesa di 22 milioni di euro per sostenere i costi del referendum.

SCARTI DI ANIMALI NEI MANGIMI - 68 INDAGATI IN PUGLIA TRA CUI 13 VETERINARI

Carcasse di animali morti, in decomposizione, uniti agli scarti di macelleria nel laboratorio degli orrori che da una parte produceva mangimi destinati agli allevamenti e alle industrie per la produzione di cibo per cani, dall'altra avrebbe dovuto smaltire i resti animali indattati alla trasformazione, come intestini e le parti che dopo l'allarme mucca pazza sono state sottoposte a rigide procedure di controllo. Tutte quelle che nello stabilimento, già sequestrato, venivano puntualmente disattese. Obiettivo: produrre e commercializzare il maggior quantitativo possibile di prodotto per mangime e feritlizzante, sfruttando la complicità dei veterinari, degli addetti ai macelli e di diverse ditte campane con cui l'organizzazione trafficava gli scarti animali.
E' uno spaccato agghiacciante quello descritto dalla Guradia forestale che ha svelato il meccanismo della frode da 3,3 milioni di euro per la quale sono indagate 68 persone, tra i quali figurano 13 medici veterinari e un biologo. Le indagini sono partite dalle emissioni maleodoranti provenienti dallo smaltimento di rifiuti pericolosi da parte della ditta Idrapo di Trani e dall'inchiesta è emerso che sottoprodotti e scarti di origine animale che dovevano essere smaltiti come rifiuti in realtà sarebbero finiti nella catena di trasformazione per produrre mangimi per animali e quindi nella catena alimentare.
Un provvedimento cautelare era già stato disposto dalla Procura di Trani nel 2010 nei confronti della Idrapo. Dai controlli, emerse che l'impianto di lavorazione di scarti animali lavorava in assenza di autorizzazioni, in particolare di quella ambientale. Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti finì il processo di trasformazione dei sottoprodotti di origine animale (Soa) per la produzione e il commercio di farine animali (i cosiddetti 'ciccioli') e dei grassi colati, impiegati per la formulazione di fertilizzanti. Si è scoperto così che le due linee di lavorazione - lo smaltimento delle carcasse e la produzione di farine animali - anziché restare distinte servivano invece ad alimentare la produzione destinata alla vendita.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al compimento di diversi reati quali il traffico illecito di rifiuti, falso ideologico, frode in commercio, truffa aggravata, emissione di fatture a fronte di operazioni inesistenti, sino alla dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture per operazioni inesistenti. A carico di alcuni veterinari in servizio nei macelli è ipotizzato il reato di omissione in atti d'ufficio, perché con il loro comportamento avrebbero innescato le condotte illecite.
Secondo gli inquirenti a tenere le fila della frode erano le ditte 'Idapro srl' e 'F.lli Cavaliere srl', entrambe aziende leader nel Sud Italia per la raccolta, la trasformazione dei sottoprodotti di origine animale e successiva commercializzazione delle materie prime derivanti. Tra gli indagati, accusati anche di aver fatto miscelare gli scarti, ci sono gli amministratori di quattro società che nel periodo sotto inchiesta hanno gestito gli impianti di transito, vale a dire Ecospano snc di Bovino (Foggia), Tsa Sud srl di Francavilla Fontana (Brindisi), F.lli De Carlo snc di San Pietro in Lama (Lecce), Adriagrass srl di Silvi Marina (Teramo); nonchè dei macelli 'Comunale' di Foggia, della ditta Mescia Rocco & F.lli srl di Foggia, di Noicattaro (Bari), Conversano (Bari) e Fasano (Brindisi).
Nel periodo di indagine la Idapro ha immesso sul mercato 3.200 tonnellate di grasso, diretto all'alimentazione dei polli allevati in rilevanti realtà economiche del centro-nord Italia, in Albania. Alcune partite erano dirette ad allevamenti spagnoli, gli unici ad accorgersi della pessima qualità della materia prima fornitagli. Inoltre, sono state vendute, come fertilizzante, 5.000 tonnellate di farine animali dirette a diverse aziende del sud Italia e, la stragrande maggioranza, esportate in Vietnam per usi alquanto dubbi. Gli investigatori hanno anche acclarato un ulteriore traffico intrattenuto con altri 'colatori' di aziende di trasformazione di 'Soa' campane. Il giro di fatture inesistenti ammonterebbe invece a circa 480.000 euro.
"Circa il profilo del pericolo per la salute umana e animale derivante dall’immissione di queste materie nel ciclo vitale - spiegano dalla forestale - si può affermare che una mediata pericolosità esisterebbe, secondo quanto riportato dalla letteratura scientifica fonte di ispirazione della normativa comunitaria, pur non essendo ancora circoscrivibile e definibile in quanto trattasi di matrici biologiche per le quali occorrono ulteriori approfondimenti". (Repubblica - 18 marzo 2012)

giovedì 19 aprile 2012

VIVISEZIONE: AIDAA CHIEDE CONTROLLI SU STATO SALUTE SCIMMIE HARLAN E LORO SEQUESTRO


VIVISEZIONE: ESPOSTO AIDAA AL CITES PER CONOSCERE STATO SALUTO SCIMMIE HARLAN

Milano (19 Aprile 2012) Con un esposto inviato questa mattina al Cites del corpo forestale dello stato di Milano ed alla procura della repubblica presso il tribunale di Milano l’AIDAA chiede che vengano attivati dei controlli sullo stato di salute e detenzione delle scimmie presenti nello stabilimento Harlan di Correzzana. AIDAA nel suo esposto ritiene che vi possano essere gli estremi per il maltrattamento a causa di un possibile precoce taglio delle corde vocali degli animali che in realtà non si è ancora capito se saranno trasferiti e quando lo saranno. AIDAA sostiene infatti che: “Tale richiesta è supportata da insistenti voci che danno per imminente la partenza delle scimmie per nuova destinazione e che a tali scimmie sarebbero state recise le corde vocali ancora prima dell’inizio delle sperimentazioni.” E per questo motivo l’associazione chiede anche il controllo di tutti gli altri animali ed il sequestro cautelativo dei macachi detenuti presso il centro di Correzzana.
Per info 3926552051-3478883546-0222228518


ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA
Iscritti al registro delle associazioni portatrici di interessi diffusi dell’Unione Europea

Telefoni 3926552051-3478883546-0222228518

AL CITES
CORPO FORESTALE DELLO STATO
VIA VITRUVIO
MILANO

ALLA CORTESE ATTENZIONE DOTTORESSA SAPIGNI

OGGETTO: ESPOSTO E RICHIESTA INTERVENTO PER LE SCIMMIE DETENUTE NELLO STABILIMENTO-STABULARIO HARLAN DI CORREZZANA (MB)

Io sottoscritto Lorenzo Croce nato a Rho (Milano) il 23 aprile 1964 nella mia qualità di presidente nazionale dell’associazione italiana difesa animali ed ambiente – AIDAA con sede in Pregnana Milanese (Milano) in via Roma 62 – 20010 dove eleggo domicilio.
Mi rivolgo a codesto CITES del CORPO FORESTALE DELLO STATO DI MILANO per chiedere una verifica sullo stato di salute e sulla tenuta dei macachi e degli altri animali detenuti presso lo stabulario Harlan di Correzzana in provincia di MonzaBrianza.
Tale richiesta è supportata da insistenti voci che danno per imminente la partenza delle scimmie per nuova destinazione e che a tali scimmie sarebbero state recise le corde vocali ancora prima dell’inizio delle sperimentazioni.
Si chiede altresì di verificare lo stato di tenuta degli altri animali presenti nello stabulario e di verificare in particolare per le scimmie la possibilità di un loro sequestro cautelativo in quanto sarebbero state sottoposte a maltrattamento aggravato (taglio delle corde vocali)
Copia del presente esposto viene inviata per conoscenza alla procura della repubblica di Milano.
Cordiali Saluti


Lorenzo Croce

Presidente nazionale AIDAA

Dalla sede nazionale AIDAA il 19 aprile 2012

mercoledì 18 aprile 2012

POSSIBILI ARRIVI DALLA CINA DI SNACK TOSSICI PER I CANI


POSSIBILI ARRIVI DALLA CINA DI SNACK TOSSICI PER I CANI

Roma (18 aprile 2012) – Riprendendo una nota emessa dalla food and Drug Administration statunitense (FDA), l'ente governativo che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. AIDAA sottolinea come dalla Cina potrebbero essere stati importati degli snack al pollo essiccato che contengono sostanze altamente nocive per i cani. Stando all’informativa diffusa dall’autorità americana molti cani che hanno assunto questi alimenti hanno manifestato gravi patologie dovute alla tossicità di questo prodotto, patologie che hanno le funzioni renali ed epatiche e che in alcuni casi hanno portato alla morte dei cani. I sintomi legati all’assunzione da parte del cane di questi snack tossici sono vomito, diarrea anche con presenza di sangue, apatia, frequente stimolo a bere e ad urinare, diminuzione dell’appetito. AIDAA cosi come altre associazioni animaliste italiane invita qualora dovessero verificarsi i primi sintomi di queste patologie a smettere immediatamente di somministrare (meglio evitare del tutto) questi snack al proprio cane e consiglia di rivolgersi immediatamente al proprio veterinario di fiducia. Per questo motivo AIDAA invita tutti i proprietari di cani a verificare attentamente il luogo di provenienza dei prodotti che vengono somministrati ai propri cani. “Chiediamo ai Nas- dice un portavoce dell’associazione animalista- delle verifiche approfondite su tutti i prodotti per animali provenienti dalla Cina e più in generale dai paesi del sud-est asiatico per evitare che anche in Italia possa succedere quanto accaduto nei giorni scorsi negli Stati Uniti”

IN AUTOMOBILE CON MICIO E FIDO - REGOLE ANCHE IN CASO DI ANIMALI FERITI


  Roma (18 Aprile 2012) – Si avvicinano i primi ponti di vacanza in vista dell’estate e con essi i primi viaggi con micio e fido al seguito, viaggi in cui si rischia anche di incontrare animali feriti per la strada o nel peggiore dei casi di essere noi stessi responsabili dell’investimento di un cane o di un gatto. L’associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente con la consulenza del suo servizio legale, veterinario ed organizzativo ha messo a punto un decalogo di semplici regole da seguire sia con micio o fido a bordo sia anche per quanto riguarda l’eventualità di incontrare animali feriti o di essere responsabili dell’investimento di un animale, in quanto ora per legge chi investe un animale o non soccorre un animale ferito è passibile di sanzioni. Ecco di seguito le poche e semplici regole da seguire:
CON FIDO IN AUTO
1-      tenere fido sempre nello spazio posteriore della macchina se si tratta di un cane di piccola taglia nell’apposito spazio diviso dai viaggiatori da una rete cosi come prescritto dal codice della strada
2-     In caso di viaggio lungo fermarsi ogni due ore per permettere a fido di sgranchirsi le gambe e fare i propri bisogni (portare sempre con se il sacchettino per la raccolta delle feci ed una bottiglietta d’acqua per sciacquare dove il cane urina). Tenere sempre fido al guinzaglio
3-     Non superare mai i limiti di velocità e possibilmente evitare frenate brusche, che mettono in agitazione fido.
4-     Portare sempre con se un po di crocchette e una bottiglia d’acqua per dissetare fido.

CON MICIO IN AUTO
1-      Il gatto deve essere sempre tenuto nel trasportino situato nell’apposito spazio dietro i sedili dei passeggeri o al massimo sul sedile posteriore se al fianco di micio siede una persona.
2-     Portare sempre con se una piccola lettiera per far fare i propri bisogni a micio se si tratta di un viaggio lungo.
3-     Nel caso di un viaggio lungo liberare fido in auto per qualche minuto solo ed esclusivamente quando si è fermi in un parcheggio e sempre con la presenza di qualcuno
4-     Portare sempre con se un po di crocchette e dell’acqua fresca per permettere a micio di dissetarsi
IN CASO DI INVESTIMENTO O RITROVAMENTO DI ANIMALE FERITO
1-      In caso in individuazione o di investimento di un animale fermarsi immediatamente per accertare le condizioni dell’animale.
2-      Chiamare immediatamente la polizia stradale (se si è in autostrada) o i carabinieri e la polizia locale se si è su una strada comunale o intercomunale ed il veterinario in turno alla ASL (chiamare il 118 e farselo passare). Qualora non vogliano intervenire, minacciare una denuncia per Omissione di atti d’ufficio.
3-      Se (come spesso capita) non interviene nessuno caricare l’animale in auto e recarsi dal più vicino veterinario e farsi fatturare le spese che dovranno poi essere presentate a comune o ASL per il rimborso, il tutto correlato da una lettera di accompagnamento in cui descrivere minuziosamente quanto accaduto.
4-      Non è assolutamente vero che chi trova l’animale ne diventa il custode. E’ solamente il custode temporaneo, in quanto per legge i responsabili degli animali vaganti sono i comuni e nel caso specifico i sindaci.
5-      La responsabilità della pubblica amministrazione si estende si ai danni causati dagli animali  ( a meno che il cane non sia scappato o abbandonato allora i responsabile è il proprietario) e per quelli causati agli animali stessi.

AIDAA TRA I FIRMATARI DELLA LETTERA AI COSTITUZIONALISTI: GLI ANIMALI NELLA COSTITUZIONE

ADERIAMO CON CONVINZIONE ALLA PROPOSTA DELLA LIDA DI SCRIVERE AI COSTITUZIONALISTI PER CHIEDERE CHE GLI ANIMALI ENTRINO CON DIRITTO NELLA COSTITUZIONE. 

EGREGIE PROFESSORESSE,  
EGREGI PROFESSORI ,
AINIS MICHELE, ALESSANDRO PACE, STEFANO RODOTA', REMO CAPONI,  ALEGRETTI UMBERTO, AMATO GIULIANO, AZON ADELE, AZZARITI GAETANO, BALDUZZI RENATO, BERTONE SERGIO, BASSANINI FRANCO, BIFULCO RAFFAELE,BILANCIA FRANCESCO, BORELLO ROBERTO, BRUNO FERNANDA, CABIDDU AGOSTINA, CALAMOSPECCHIA MARINA, CARLASSE LORENZA, CARTABIA MARTA, CASETTI LUISA, CATELANI ELISABETTA, CHELI ENZO, CHIELLI LORENZO, CHIEFFI LORENZO, CHIMENTI ANNA,  D'AMICO MARIA LUISA, D'ANDREA ANTONIO, D'ONOFRIO FRANCESCO, DEMURO GIANMARIO, DI GIOVINE ALFONSO, DOGLIANI MARIO, FERRARA GIOVANNI, GARDINO ADRIANA , GIORGIS ANDREA, GRISOLIA MARIA CRISTINA, GROPPI TANIA, MANETTI MICHELA MANGIAMELI STELIO, MANZELLA ANDREA, MARZANATI ANNA, MODUNGNO FRANCO, MONTANARI LAURA, MORBIDELLI GIUSEPPE, MOSCARINI ANNA, MUSUMECI ANGELA, NICOLAI SILVIA, NICOTRA IDA, ONIDA VALERIO, PEZZINI BARBARA,  PIERGIGLI VELERIA , PINELLI CESARE, PIZZORUSSO ALESSANDRO, POGGI ANNA MARIA, RAVERAINA MARGHERITA, RESCIGNO GIUSEPPE UGO, ROMBOLI ROBERTO, RUOTOLO MARCO, SALAZAR CARMELA. SCIORTINO ANTONELLA, SICARDI STEFANO, SICLARI MASSIMO, SORRENTINO FEDERICO, STAINO SANDRO, TONDI DELLA MURA VINCENZO, TOSI ROSANNA, VIVIANI SCHLEIN MARIA PAOLA, VOLPI MAURO, VOLTERRA SARA, ZAGREBELSKY GUSTAVO  

LETTERA  APERTA  A  COSTITUZIONALISTI  E DOCENTI DI DIRITTO 
GLI ANIMALI NELLA COSTITUZIONE 

Gli “animali nella costituzione”: è per noi animalisti / antispecisti un obiettivo imprescindibile, ma che ha delle forti sollecitazioni dovute sia all'evoluzione culturale e scientifica di questi ultimi 30 anni, che alle sempre più radicali lotte del movimento animalista /antispecista. 

Per questo vogliamo, con questa nostra lettera aperta, invitarvi a prendere posizione in merito.
Se vogliamo anche prendere in considerazione le sollecitazioni che provengono dall'Unione Europea, bisogna evidenziare le aperture nei confronti degli animali contenute nel nuovo Trattato europeo sottoscritto a Lisbona nel dicembre 2007, già ratificato dall'Italia, legge n.130 del 2 agosto 2008, il quale prevede all'articolo 2, titolo II Disposizioni di applicazione generale, articolo 5ter divenuto articolo 13 della versione consolidata dal Trattato:

“Nella formulazione e nell'attuazione delle politiche dell'Unione nei settori dell'agricoltura, della pesca, dei trasporti, del mercato interno, della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dello spazio, l'Unione e glia Stati Membri 
tengano pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, rispettando al contempo le disposizioni legislative amministrative e le consuetudini degli Stati Membri per quanto riguarda in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali, e il patrimonio regionale.”

Gli animali sono dunque definiti quali esseri senzienti e questa è un'affermazione di grande importanza. Ma nonostante che il prof Luigi Vallauri Lombardi, autore con altri del V Tomo del Trattato di Biodiritto, diretto dal prof. Stefano Rodotà, di prossima uscita, definisca questo articolo di rango paracostituzionale e che impone al giurista europeo, e dunque italiano, un'interpretazione “
costituzionalmente orientata” di tutte le norme sugli animali alla luce dell'inserto in “quanto esseri senzienti”, e che in mancanza di norme costituzionali nazionali, diventa “principio fondante in materia di rapporti giuridici uomo-animale", gli animali continuano ad essere allevati per essere mangiati, usati nei laboratori per la vivisezione, usati negli zoo, nei circhi, uccisi per sport come la caccia e la pesca. 
L'articolo 13 dimostra certamente un'evoluzione normativa, europea ed italiana, tuttavia la sua formulazione lo rende difficilmente applicabile, lasciando così il quadro normativo inadeguato nel fornire una posizione giuridica agli esseri senzienti.
E' tempo allora che il dibattito sulla difesa giuridica degli animali si concentri essenzialmente sulla nozione di soggettività. Per modificare realmente le condizioni degli animali bisogna agire sul loro status, riconoscendo finalmente loro soggettività giuridica e relativi diritti.
Finora il patrimonio dei diritti è stato considerato esclusivamente al servizio del genere umano, ma "tale concezione non rappresenta un dato di fatto immodificabile in quanto proprio l'incessante evoluzione che ha contraddistinto i diritti, i quali nel tempo si sono progressivamente distaccati dalla volontà divina, positivizzati, generalizzati, internazionalizzati e specificati, ha condotto alla nascita del c.d. “età dei diritti” (Bobbio, L'eta' dei diritti), un'epoca in cui si moltiplicano i soggetti e gli oggetti di diritto.” (Prof.ssa Francesca Rescigno, docente di Diritto Pubblico all'Università di Bologna, autrice del libro “I Diritti degli Animali, da res a soggetti”. 
L'età dei diritti appare dunque in continua definizione e anche se fino ad ora sono stati esclusi gli animali, è giunto il tempo di un’inversione di tendenza. L'impegno del giurista moderno è dunque quello di estendere la categoria dei diritti oltre la specie, “verificando se esistono condizioni che ostino effettivamente a tale espansione o se la mancata soggettività animale  sia solo frutto di un atteggiamento antropocentrico (e specista) degli ordinamenti giuridici e quindi, incostituzionale”. Va anche sottolineato che la mancata soggettività animale non può imputarsi all'assenza di capacità di linguaggio, anche se gli animali sappiamo bene che hanno il loro linguaggio, o all'inabilità di percepire ed utilizzare i propri diritti, se così fosse dovremmo escludere dal novero dei soggetti di diritto tutti gli esseri umani non propriamente “paradigmatici” come i bambini o i disabili. Se gli umani non paradigmatici sono considerati comunque dotati di capacità giuridica, titolari di veri e propri diritti pur coadiuvati da apposite figure di tutori e curatori, “se gli ordinamenti giuridici si riferiscono al concetto di persona, per indicare enti e associazioni che persone fisiche non solo ma alle quale si riconosce ugualmente la realtà fenomenologica di autonomi centri di imputazione di interessi, proprio la positiva estensione di tale figura ad entità di per se prive di fisicità e della soggettività naturale (le persone giuridiche) induce ad ammettere una costruzione giuridica analoga per quegli esseri viventi che, pur non essendo umani, sono comunque dotati di entrambe le dimensioni. Per cui in ossequio allo spirito dell'articolo 3 della Carta Costituzionale , che pone a fondamento del nostro ordinamento il principio di eguaglianza, è congruente e necessario riconoscere capacità giuridica e status giuridico agli animali” . (F. Rescigno) 
E' dunque nei confronti di questa disuguaglianza che deve indirizzarsi l'azione del giurista il quale ha il compito di costruire un sistema in cui alla giuridicità umana  si affianchi quella animale. Tale obiettivo può realizzarsi modificando lo status giuridico degli animali, inserendo il benessere e la dignità animale tra le nostre previsioni costituzionali. Dunque per elevare gli animali da res a soggetti, il centro della costruzione giuridica non può che partire dal assumere gli esseri animali nella Costituzione.
Noi dunque crediamo che sia invocabile un riconoscimento costituzionale della dignità animale, per costruire una vera e propria soggettività giuridica degli animali, per elevarli dal rango di cose a quello di soggetti. C'è da far notare che l'idea di inserire la dignità animale in Costituzione ha già trovato la sua realizzazione in alcuni ordinamenti come quello svizzero e quello tedesco. Recentemente anche in Cile e in Brasile. Anche se, come nel caso della Germania, nel  2002, l'articolo 20 ponendo solo limiti alla discrezionalità del legislatore e indirizzando solo le pronunce dei giudici, non ha dato vita a situazioni giuridiche di vantaggi immediatamente azionabili, certamente potrebbe essere materia di studio e di superamento di certi limiti. 
Non possiamo dimenticare che sono passati ben dieci anni, da quando quest'articolo è stato scritto! 
In Italia nel 2004, vi e' stato un primo tentativo a sostegno della causa della dignità animale, ma miseramente fallito.  Sono passati molti anni, l'evoluzione culturale la politica, la normativa europea hanno determinato un nuovo clima pertanto pensiamo sia auspicabile  un  superamento del carattere strettamente antropocentrico e specista delle norme per accogliere invece il principio della dignità animale nella Costituzione, elevando gli
animali dalla condizione di oggetti da tutelare a soggetti titolari di diritti.
Del resto se la giurisprudenza costituzionale è stata in grado di far assurgere, nel silenzio della costituzione, l'ambiente a valore costituzionale, non possiamo che aspettarci un'improcrastinabile introduzione del concetto di soggettività animale nella costituzione in mancanza del quale gli animali sono destinati a rimanere cose.
Proprio in questi giorni leggiamo notizie dall'Università Sant'Anna di Pisa, dove ingegneri, giuristi e filosofi stanno scrivendo un libro bianco: “Robot Low,” per regolare la convivenza dell'uomo con gli automi: un progetto di ricerca da un milione e 500 mila euro, pronto fra due anni.
Sembra che bisogna trovare ai robot uno status legale:  “bisognerà  riconoscerli come soggetti giuridici”?
Sarebbe davvero importante se ciò accadesse, e chiediamo al Prof Stefano Rodotà che fa parte del comitato internazionale di esperti impegnati da tempo nello studio  delle implicazioni giuridiche dello sviluppo di tecnologie robotiche se non sia inquietante che scienziati e giuristi si pongano questi quesiti per la robotica e non siano ancora posti simili quesiti rispetto agli animali, quelli di esseri senzienti, capaci di intendere e di volere, capaci di dolore di piacere come ogni essere umano.
Siamo certe che molti costituzionalisti siano consapevoli dell'urgenza che la questione animale richiede, in questi tempi ancor più urgente, alla luce del recepimento del Governo italiano della Direttiva Europea 2010/63, nel totale silenzio dei partiti .
Una direttiva che dovrebbe tutelare il benessere, si fa per dire, degli animali per la sperimentazione, ma che al contrario, scritta e blindata dalle lobbies farmaceutiche ed imposta alle istituzioni europee, autorizza la tortura e la morte di 12 milioni di animali l'anno in Europa di cui circa 2000 (duemila) in Italia, in totale contraddizione con l'articolo 13 del Trattato di Lisbona, e illegittima in relazione al Trattato di Funzionamento Europeo. 
Cosa dunque vi chiediamo?
La condivisione delle nostre lotte, ma soprattutto suggerimenti sia teorici che pratici per intraprendere quel cambiamento del sistema giuridico oggi caratterizzato da uno spiccato antropocentrismo, che si traduca nell'attribuzione di uno status giuridico agli animali.
GRAZIE PER LA VOSTRA COLLABORAZIONE 
CORDIALI SALUTI


Serena Ruffilli - presidente L.I.D.A. Onlus Firenze
Stefania Sarsini  - consigliere  L.I.D.A. Onlus Firenze 
L.I.D.A. FIRENZE ONLUSLEGA ITALIANA DEI DIRITTI DELL'ANIMALE
www.lidafirenze.it 

CON L’ADESIONE DI :

CARLO CONSIGLIO, PRESIDENTE LAC
LEGA PER L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA ONLUS.
FRANCO LIBERO MANCO, PRESIDENTE AVA ASSOCIAZIONE VEGETARIANA ANIMALISTA

EDGAR MEYER PRESIDENTE GAIA
GAIA ANIMALI & AMBIENTE ONLUS

FABRIZIA PRATESI, PRESIDENTE 
COMITATO SCIENTIFICO EQUIVITA
LAURA MASUTTI, COORDINATORE REGIONALE  L.I.D.A.  SEZ. CIRIE’ VALLI DI LANZOLEGA ITALIANA DEI DIRITTI DELL'ANIMALE
DOMENICO MARITATO, PRESIDENTE L.I.D.A. CROTONE
LEGA ITALIANA PER I DIRITTI DELL’ANIMALE

EMILIO MAURO MEROLA, PRESIDENTE L.I.D.A. AVELLINO
LEGA ITALIANA DEI DIRITTI DELL'ANIMALE

LORENZO CROCE, PRESIDENTE AIDAA
ASSOCIAZIONE DIFESA ANIMALI E AMBIENTE
PAOLA SUA’, PRESIDENTE UGDAUFFICIO GARANTE DIRITTI ANIMALI

PAMELA MAZZA , PRESIDENTE ASSOCIAZIONE X4ZAMPE

DOTT.SSA SUSANNA CHIESA , PRESIDENTE FRECCIA 45
ASSOCIAZIONE PER LA PROTEZIONE E LA DIFESA ANIMALE
CRISTINA BRUSCHI  VICEPRESIDENTE ANTA  ONLUSASSOCIAZIONE  NAZIONALE TUTELA ANIMALI
  DR. MASSIMO TERRILE , RAPPRESENTANTE MOVIMENTO ANTISPECISTA

ASSOCIAZIONE AYUSYA,  ASSOCIAZIONE PROTEZIONE DELLA VITA AYUSYA ONLUS
ASSOCIAZIONE UNA CREMONA, UOMO NATURA ANIMALI