venerdì 26 settembre 2025

DUE CANI UCCISI , FORSE LAPIDATI A SCIACCA. ANIMALISTI PRESENTANO DENUNCIA

SCIACCA (26 settembre 2025) Due cani sono stati trovati morti forse uccisi a colpi di pietra (lapidati) a Sciacca in contrada Muciare tristemente nota per essere stati rinvenuti nel 2018 trenta cani morti avvelenati in occasione del transito del giro d'Italia di quell'anno. I corpi dei 2 cani sono stati portati all'istituto zooprofilattico di Palermo per eseguire gli accertamenti necroscopici. Non è ancora chiaro se si tratti di due cani di proprietà o randagi e se gli stessi siano stati uccisi in zona oppure altrove e poi trasportati in contrada Muciare. Sulla vicenda interviene l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che con una nota denuncia il clima di odio che si sta sviluppando contro gli animali un pò in tutta Italia ed annuncia la presentazione di una denuncia contro ignoti per queste barbare uccisioni.

UCCISE I CANI CON IL VELENO. LA PROCURA CHIEDE DIECI MESI DI CARCERE

 Cani uccisi con un veleno per topi, la Procura ha chiesto 10 mesi di condanna per Marco Battellini, 65 anni, l’avvocato di Macerata proprietario di tre setter irlandesi trovati morti nel cortile di casa, a Sirolo. I tre animali furono rinvenuti il 6 febbraio del 2021 e il proprietario ne aveva dato notizia su Facebook pubblicando anche le loro foto. Max, Hermes e Diva avevano mangiato delle pastiglie di un rodenticida, un potente veleno per topi, mischiato a del pollo. Una morte dolorosa stando al veterinario che ne aveva poi analizzato le carcasse. La stessa tipologia di veleno, stando alla Procura, era stata acquistata in una ferramenta vicino casa dall’imputato, finito a processo davanti alla giudice Paola Moscaroli per uccisione di animali. Ieri, dopo che la giudice ha dichiarato chiusa l’istruttoria, Battellini ha voluto rilasciare dichiarazioni spontanee in merito alle accuse contestate. "Mi proclamo innocente – ha detto l’imputato, difeso dagli avvocati Marco Manfredi e Giovanni Bora – questa vicenda ha danneggiato le mie figlie che appresero della notizia dai giornali. Hanno sofferto. Io amavo i miei cani come un padrone vuole bene ai propri animali.


VIADANA,. NEL CAMION 350 KG DI PESCE SCILURO ILLEGALMENTE PESCATO. DENUNCIATI DUE BRACCONIERI

 VIADANA – Doveva essere un normale controllo stradale, ma si è trasformato in una vera e propria operazione contro il bracconaggio ittico. L’altra notte, lungo le strade di Viadana, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia hanno intimato l’alt a un furgone Iveco Daily. Nulla lasciava presagire quanto sarebbe emerso pochi minuti dopo: all’interno del mezzo, infatti, non si trovavano solo gli occupanti e i loro documenti, ma un carico sorprendente e del tutto irregolare.

I militari, insospettiti dall’atteggiamento dei tre uomini a bordo, hanno deciso di ispezionare anche il cassone del veicolo. Qui hanno rinvenuto un’ingente quantità di pesce, trasportato senza alcun sistema di refrigerazione come invece previsto dalle norme sanitarie. Il sospetto si è trasformato rapidamente in certezza quando, grazie anche alla collaborazione dei Carabinieri Forestali di Mantova, giunti in supporto, è stato accertato che si trattava di pesce siluro, pescato illegalmente nel fiume Po.

Il bilancio del sequestro è stato notevole: ben 350 chilogrammi di pesce siluro, catturato con l’ausilio di uno storditore elettrico, strumento proibito dalla legge in quanto causa gravi sofferenze agli animali e devastazioni per l’ecosistema fluviale. Oltre allo storditore, i militari hanno posto sotto sequestro il veicolo e tutte le reti utilizzate per la pesca illegale.

Il pescato, non idoneo al consumo perché privo di tracciabilità e trasportato senza alcuna garanzia igienico-sanitaria, è stato distrutto dal personale della Provincia di Mantova. I tre uomini fermati – un 30enne, un 33enne e un 43enne, tutti cittadini rumeni domiciliati a Codigoro, in provincia di Ferrara – sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di bracconaggio ittico e crudeltà e lesioni verso animali.


giovedì 25 settembre 2025

PELLE DI GIOVANE ORSO TROVATA NEL PARCO GIOCHI IN TRENTINO. ANIMALISTI IN PROCURA

 TRENTO (25 settembre 2025) La pelle di un giovane orso probabilmente ucciso e scoiato è stata ritrovata stamattina nel parco giochi di Fondi vicino al cimitero di Borgo D'Anaunia in provincia di Trento. La pelle ed i campioni biologici necessari per l'analisi genetica sono stati raccolti dalla Forestale ed inviati all'Istituto di Zooprofilassi delle Venezie per i necessari approfondimenti. Il corpo forestale Trentino ha ovviamente aperto un indagine. Sulla vicenda interviene con un breve comunicato l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che scrive: "Presentiamo nei prossimi giorni un esposto alla procura di Trento perchè questo ritrovamento potrebbe essere un macabro avvetimento, infatti la scelta di far ritrovare la pelle in quel luogo preciso a pochi passi dal cimitero tinge di cupo tutta la vicenda. Quello che ci auguriamo- concludono gli animalisti- che i responsabili di questo scempio vengano individuati e puniti ma sopratutto ci auguriamo che questa pelle non appartenga a un orso ucciso per essere mangiato in un banchetto clandestino di bracconieri e non solo".


ANIMALI DOMESTICI. SEMPRE PIU CONIGLI NELLE CSE DEGLI ITALIANI

 Milano, 25 set. (askanews) – Non più solo cani e gatti, ormai i conigli entrano da tempo nella classifica degli animali domestici più amati e sempre più inclini a stare al fianco dell’uomo. Il 27 settembre è la ricorrenza che gli viene dedicata a livello internazionale, si celebra infatti la Giornata mondiale del coniglio. I conigli domestici risultano meno nervosi, meno inclini alla fuga, più docili e più predisposti a interagire positivamente con gli esseri umani. Uno studio pubblicato sulla rivista PNAS ha infatti mostrato che la domesticazione, il processo per cui una specie animale viene resa dipendente dalla convivenza con l’uomo, ha causato modifiche nel cervello dei conigli, in particolare un aumento dell’11% della corteccia prefrontale – coinvolta nella regolazione delle emozioni – e una diminuzione del 10% dell’amigdala, l’area associata alla paura. Diventa pertanto importante sapere quali sono le razze più indicate alla socializzazione e quali sono le tipologie più consigliate per un’adozione.


IL GATTO KIKO E' STATO PESTATO A SANGUE

  Casina Un gattino di appena sei mesi, Kiko, è stato ritrovato in fin di vita, riverso in una pozza di sangue, sabato scorso fuori da un’abitazione in via della Fabbrica a Casina. Sulla base degli elementi rivelati dalle radiografie, sembrerebbe essere stato picchiato. Un fatto drammatico che, se confermato, riaccenderebbe i riflettori sull’ennesimo caso di violenza nei confronti degli animali, fenomeno purtroppo in crescita in tutta Italia e che continua a destare forte preoccupazione.

Al rientro dal turno di lavoro la padrona del cucciolo non avrebbe mai immaginato di trovarsi di fronte a una scena simile: davanti alla porta di casa, Kiko giaceva agonizzante. In un primo momento, colta dal panico e dal dolore, ha pensato a un tragico incidente stradale, a un’auto che lo aveva investito e non si era fermata a prestare soccorso. Senza perdere tempo, lo ha avvolto in una coperta e si è precipitata presso l’ambulatorio veterinario del paese. La diagnosi ha purtroppo confermato i peggiori timori: le radiografie hanno mostrato due costole rotte, un apparato urinario gravemente danneggiato e segni compatibili con un pestaggio.

Non si tratterebbe dunque di un investimento, ma di un atto deliberato di violenza. «Non abbiamo parole per esprimere il nostro dolore», commenta la figlia della donna, la 18enne Pamela Degermeni. «Siamo distrutti, la paura di perderlo è stata tanta. Non ci aspettavamo certo una violenza del genere contro un animale educato come il nostro, che non ha mai infastidito nessuno nel vicinato». Kiko, adottato solo pochi mesi prima, aveva già alle spalle una storia difficile. Era stato infatti salvato da condizioni di maltrattamento e abbandono: era malnutrito, con un evidente blocco della crescita e un carattere compromesso da esperienze traumatiche. Terrorizzato da ogni minimo rumore, diffidente verso le persone, faticava ad adattarsi alla nuova vita, nonostante l’affetto e le cure della sua nuova famiglia. Fortunatamente, dopo giorni di cure e preoccupazioni, il gattino è stato dichiarato fuori pericolo. Ritornato a casa, sta affrontando un difficile percorso di riabilitazione, poiché le lesioni subite lo hanno reso temporaneamente incapace di muoversi autonomamente. La famiglia, pur tra le difficoltà, non smette di stargli accanto, con la speranza che con il tempo e la fisioterapia possa recuperare almeno in parte le sue capacità motorie.


4 CANI AVVELENATI DI CUI 3 MORTI A MONTEROSSO

 Tre cani avvelenati e uno in fin di vita. Tutti di Mario Durbano, pastore di borgata Menardi, a Monterosso Grana che ha denunciato il caso ai carabinieri di Pradleves (uno è morto fra le sue braccia). Domenica scorsa, verso le 7,30 del mattino, l’uomo era in casa quando ha sentito i cani abbaiare in modo insistente: è uscito ma non ha notato persone in strada. Ha chiamato i cani che lo hanno raggiunto per poi ripartire subito, abbaiando. In un riparo, nelle vicinanze dell’abitazione, Mario ha notato un altro cane lamentarsi e raspare la terra, dopo dopo è morto tra le sue braccia. Così come gli altri due. Il quarto, una femmina, ha iniziato a star male al ritorno dal pascolo, il pastore è riuscito a farla rimettere e portarla dal veterinario, dove è in osservazione. Le sue condizioni sono gravi.

Domani interverranno i cinofili del Parco con i cani antiveleno per capire chi abbia potuto commettere un gesto così vile, usando peraltro un veleno potente vista la rapidità con il quale ha fatto effetto sulle povere bestie. Durbano ha anche avvertito il veterinario dell’Asl di Caraglio, competente sul territorio. Quei cani, oltre ad avere un valore affettivo, per Mario erano anche i suoi aiutanti: cinque da lavoro e due da guardiania per 100 capi (tra ovini e caprini).