giovedì 21 luglio 2022

CAVALLINO TRAINATO DA SCOOTER A CATANIA. SCATTA LA DENUNCIA

CATANIA (21 LUGLIO 2022) Hanno trainato sotto il sole cocente con lo scooter un cavallino al trotto legato ad una corda per le strade di Catania ora saranno denunciati dall'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente per il reato di maltrattamento di animali i due giovani colpevoli di questo crimine che sono stati ripresi da diverse telecamere. "Tra le giornate di oggi e domani sarà presentata denuncia contro i responsabili del trascinamento del cavallo per le vie del capoluogo etneo, già nei giorni scorsi si erano verificati episodi simile violenza con il trascinamento di cani costretti a correre sotto il sole legati ad una corda e trascinati da una motoretta. Questo è intollerabile specialmente in queste giornate di sole cocente- scrivono in una nota gli animalisti di AIDAA- dove gli animali trascinati in questo modo ed in queste condizioni rischiano la loro stessa vita".



BOGLIASCO ANCORA NESSUNA TRACCIA DEI RAGAZZI CHE HAN TENTATO DI AFFOGARE IL CUCCIOLO

BOGLIASCO  (21 luglio 2022) - Proseguono le indagini dei carabinieri di Pieve Ligure per trovare i due ragazzini che nei giorni scorsi hanno tentato di annegare un cucciolo di cane nelle acque del mare di fronte alla spiaggia di Bogliasco. Il cucciolo è stato salvato grazie all'intervento dei bagnanti presenti in spiaggia che accortisi di quanto stava succedendo sono intervenuti chiamando le forze dell'ordine i due ragazzi di origine nord africana sono riusciti a fuggire e per il momento a far perdere le loro tracce. Notizie positive invece per quanto riguarda il cucciolo le cui condizioni di salute dopo lo scampato pericolo sono considerate soddisfacenti.


CATANIA CAVALLINO TRAINATO DALLO SCOOTER

 Catania – Un cavallino trascinato al trotto con una corda da due ragazzi a bordo di un motorino, rigorosamente senza casco: un altro filmato che sta lasciando sbigottiti gli animalisti e i residenti di una città ormai terra di nessuno, senza legge né controlli, risultata la quinta più pericolosa di tutta Europa. Appena una settimana fa, sempre nel capoluogo etneo, avevamo visto dei cani trattati alla stessa maniera in strada, sotto il sole cocente.


SALVATA DUCHESSA LA GATTA RIMASTA INTRAPPOLATA NELLA CASA DELL'OMICIDIO A SAN BENEDETTO

 duchessa", la gatta che era rimasta chiusa nell’appartamento al piano terra della palazzina di via della Pace 25, a San Benedetto, teatro dell’omicidio di Maria Tersa Maurella, 80 enne, per mano della figlia Daniela Multari, è libera. Ieri mattina, in collaborazione con esponenti dell’Enpa (Associazione Nazionale Protezione Animali) di Ascoli e l’assenso dei parenti della Multari, che si occupava di più felini, la micia è stata messa in un trasportino e portata fuori dell’abitazione. Ora è stata affidata, in stallo temporaneo, ad una volontaria dell’associazione "L’Amico Fedele" di San Benedetto. E’ una storia finita bene per "Duchessa" che dal 7 di giugno, giorno in cui l’appartamento fu messo sotto sequestro per l’omicidio della donna, ha resistito fino a domenica 17, nascosta sotto un divano, mentre il suo compagno fu trovato morto durante il primo sopralluogo eseguito con la polizia il 13 luglio. In quell’occasione era sembrato che in casa non vi fossero più animali, invece i residenti hanno continuato a sentire miagolare e movimenti durante la notte. A quel punto nella giornata di domenica scorsa vi è stata un’azione decisiva da parte dei membri dell’Enpa di Ascoli, che prima sono riusciti a convincere la polizia ad accogliere la denuncia e poi, a suo volta, la stessa polizia ha convinto la Procura a togliere i sigilli per fare una nuova ispezione. "Duchessa", era nascosta sotto il divano nel salotto ed ha perfino dato un morso alla mano al poliziotto che aveva cercato di afferrarla. I volontari dell’Enpa hanno lasciato cibo ed acqua sufficiente per resistere altri giorni fino a ieri, quando sono stati tolti i sigilli all’appartamento e la gatta è stata definitivamente portata fuori. Ora si gode le coccole e le attenzioni di chi sa come trattare con i felini, anche quelli particolarmente spaventati.



INCENDI IN TOSCANA CATENA UMANA PER SALVARE GLI ANIMALI

 Tra le fiamme che hanno messo a rischio la prima linea del paese di Filettole nel comune di Vecchiano sono stati evacuati non solo persone ma anche animali. La macchina operativa si è attivata con qualche ritardo, a causa dei tanti fronti aperti in tutta la regione. Per questo è stato fondamentale in un primo momento lo sforzo di solidarietà di tutto il paese.

Nelle case a 80 metri dal fuoco, tanti gli animali che con l’aiuto dei vecchianesi sono stati evacuati e messi in sicurezza, ospitati nei giardini e nei garage. Galline, polli, persino un cavallo e un asino. Spaventati anche loro dal gracchio del legno che arde. Un sottofondo spettrale che ha caratterizzato la giornata di tutto il paese. "C’è stata una catena di aiuti per mettere in sicurezza gli animali – racconta Leonardo Berchielli,– il cavallo è stato portato in un posto sicuro, mentre l’asino prima era in un giardino, poi visto che anche quella casa era a rischio evacuazione lo hanno portato qua dietro la chiesa, da qui – continua Berchielli – stanno cercando un posto vicino per farlo stare tranquillo". Anche a Calci dove l’incendio è stato domato in tempo, tanti gli animali, tra cui asini, impauriti dalle fiamme che ormai da tempo non lasciano in pace questi monti martoriati.




mercoledì 20 luglio 2022

L'ASINO ROMAGNOLO NON E' PIU A RISCHIO ESTINZIONE

 L’asino romagnolo è finalmente lontano dallo spettro dell’estinzione. Negli anni Settanta si pensava che questo animale sarebbe scomparso. Infatti, per molti secoli in questa zona era considerato bestia da soma e la fatica ne aveva ridotto drasticamente il numero di esemplari. Solo agli inizi del Novecento, gli esemplari erano oltre 5mila, ma purtroppo in settant’anni questa era la situazione. Per fortuna, l’Uomo è intervenuto, questa volta per correre ai ripari e ora, nel 2022, questi animali sono finalmente salvi!


IL DISASTRO DELL'INCEDIO DELLA PINETA DI BIBIONE.

 Incendio di Bibione, dopo le fiamme, parte la conta dei danni. Ambientali, prima di tutto. L’incendio che durante lo scorso weekend ha distrutto almeno 40 ettari di pineta secondo una prima sommaria stima avrebbe causato la morte di migliaia di animali, almeno cinquemila, tra tutti quelli che abitano il sottobosco. Gli alberi andati in cenere sono 25mila, tra pini e pini marittimi, una devastazione stimata dall’Associazione riserva naturale Foce del Tagliamento. Ma i danni sono andati anche oltre la pineta di Bibione, fino ad arrivare a intaccare il pontile della motonave che collega la località veneta con Lignano Sabbiadoro, tanto da costringere alla sospensione per qualche giorno del servizio.

Rimangono da stabilire le cause dell’incendio. La procura di Pordenone, come atto dovuto, ha aperto un fascicolo contro ignoti per incendio doloso, e l’inchiesta è nelle mani della compagnia carabinieri di Portogruaro. Le fiamme, secondo una prima ricostruzione, sarebbero partite dalle sterpaglie nei campi, ma rimangono ancora molti dettagli da chiarire nella vicenda.