sabato 26 ottobre 2019

VALTROMPIA: BRACCONIERE UCCIDE E MACELLA UN CERVO. PRESO

Gardone Valtrompia: uccide un cervo e lo macella, denunciato bracconiere bresciano

n cervo maschio di oltre 120 chili di peso è stato brutalmente ucciso da un bracconiere: ne dà notizia Bresciaoggi, che riferisce del ritrovamento dell'animale da parte della Polizia Provinciale. L'uomo che l'ha ucciso è stato individuato poche ore più tardi: si tratta di un pensionato di 65 anni, ovviamente denunciato.
L'animale è stato ritrovato in località Domaro a Gardone Valtrompia: sull'erba una lunga e inequivocabile scia di sangue, fino al casolare dopo appunto era stato “deposto” il cervo ammazzato. Il grosso ungulato, inoltre, era già stato macellato.

Armi e proiettili senza nemmeno la licenza

Il bracconiere è stato individuato dopo qualche ora di appostamento. Dagli accertamenti è risultato che il 65enne non detenesse nemmeno una regolare licenza di caccia, ma solo un porto d'armi per il tiro a volo.
Per questo gli agenti hanno sequestrato anche il suo fucile, oltre ai proiettili (in tutto 16 Winchester calibro 45/70), pallettoni di piombo e polvere da sparo. L'uomo risulta ora indagato in stato di libertà per furto ai danni dello Stato, detenzione illecita di munizioni e materiale esplodente, omessa custodia di armi.



CANI AVVELENATI.LA QUESTIONE ARRIVA IN CONSIGLIO REGIONALE VENETO

“Anche la Giunta Zaia faccia la propria parte per far rispettare la legge e metter fine alla strage di cani e altri animali lungo il greto del Piave, uccisi con esche e bocconi avvelenati”. La richiesta è dei consiglieri dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione della natura e degli animali Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon (PD), Patrizia Bartelle (IiC) e Cristina Guarda (CpV) che hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata.

“Caccia e fauna selvatica rientrano tra le funzioni della Regione, che ha il dovere di intervenire per fermare non solo lungo il Piave, ma in tutto il territorio veneto, questi atti criminali; ogni anno se ne contano a centinaia. In passato le esche avvelenate erano consentite dalla legge sulla caccia per uccidere volpi, lupi e tassi, considerati animali nocivi. Evidentemente c’è chi non ha perso la cattiva abitudine, nonostante sia sanzionata penalmente”, aggiungono i quattro consiglieri dell’Intergruppo.

venerdì 25 ottobre 2019

STRAGE DI ANIMALI NEL RIFUGIO DI ORNELLA DORIGATTI A MATTARELLO IN TRENTINO


«Basta ...rdi...vigliacchi.. Non salverò più un solo animale». Poche parole, postate su Facebook, per esprimere tutta la propria rabbia. Poi le immagini, tristissime, in un breve video: è terribile la denuncia di Ornella Dorigatti, presidente Oipa del Trentino, che a Mattarello ospita degli animali domestici, salvati da un triste destino.

Nella notte, a quanto pare, qualcuno ha messo a segno un raid vergognoso, ammazzando tutti gli animali, in particolare oche e conigli, lasciando i cadaveri sparsi per il recinto dove erano ospitati.

Un’azione vigliacca e ingiustificabile, che ha scatenato la reazione social di animalisti e sostenitori dell’Oipa. Come quella di Paolo Scarian, che sul gruppo Facebook dedicato al lupo nelle valli di Fiemme e Fassa ha espresso parole di solidarietà per Ornella e di durissima condanna per gli autori del blitz:
«Solidarietà ad Ornella Dorigatti presidente Oipa del Trentino e nostra cara AMICA.
Lei si è sempre battuta per salvare animali in difficoltà raccogliendoli e accogliendoli in casa sua.

Ecco cosa può succedere a chi si prodiga a fare INFORMAZIONE e a chi difende i DIRITTI DEGLI ANIMALI ( tutti ).
Qui non vi è stata la bocca del lupo, ma la mano dell ' uomo sicuramente si.

Queste azioni vanno condannate
anche da coloro che degli animali ci hanno fatto la loro fonte di reddito.

Un abbraccio forte da me e da Cristina Canal e da TUTTO questo gruppo che ti deve molto.
Oggi sarà un giorno triste e rispetteremo il silenzio..questo dovra farci RIFLETTERE, sulla cattiveria del genere umano».

IN LOMBARDIA ENTRO MARZO SARANNO ABBATTUTI QUASI 1000 CORMORANI


(ANSA) - ROMA, 24 OTT - Entro il marzo 2020 in Lombardia verranno abbattuti 993 cormorani, il 10% della popolazione regionale, per difendere la pesca sportiva e professionale nella regione. Lo ha deciso la giunta nel settembre scorso: i cormorani secondo l'ente locale riducono drasticamente il numero di pesci e li fanno allontanare dagli habitat abituali.

L'abbattimento selettivo sarà affidato alla polizia provinciale: ma poiché questa è insufficiente, verranno autorizzati anche alcuni cacciatori, selezionati da una apposita commissione.

"La presenza eccessiva di cormorani sta danneggiando la pesca sportiva e professionale in Lombardia - ha detto in un comunicato Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura -. Anche quest'anno abbiamo autorizzato il prelievo di 993 esemplari nei territori delle province di Varese, Como, Lecco, Bergamo e Brescia. Il prelievo attualmente può essere effettuato solo dagli agenti delle polizie provinciali, ormai in numero esiguo a causa della legge Delrio. Per questo abbiamo deciso di istituire una Commissione regionale che abbia il compito di esaminare le richieste dei cacciatori che si candidano per il rilascio della abilitazione al controllo selettivo del cormorano".

Il piano di controllo attualmente attivo nella regione prevede dal 1 ottobre 2019 al 15 marzo 2020 l'abbattimento di 993 esemplari, pari al 10% degli esemplari conteggiati in Lombardia. "È necessario difendere l'ecosistema dall'effetto devastante delle specie alloctone in sovrannumero - ha aggiunto l'assessore Rolfi -. Il cormorano non solo contribuisce in maniera drastica alla diminuzione dello stock ittico, ma è causa anche di ferimento dei pesci, il che li rende suscettibili alle malattie, e spesso li induce ad abbandonare settori di habitat occupati, anche in momenti strategici quali la riproduzione o il periodo di rifugio invernale". (ANSA).

giovedì 24 ottobre 2019

BRACCONIERE CONDANNATO A UN ANNO DI GALERA PER DIRETTISSIMA

Da Carpenedolo erano arrivate parecchie segnalazioni nei giorni scorsi, non direttamente ai carabinieri, ma su alcune piattaforme social. I residenti lamentavano la presenza di cacciatori nelle campagne e modalità di caccia non legale. I carabinieri hanno voluto vederci chiaro. Il sopralluogo, con la collaborazione anche delle guardie venatorie, si è concluso con l’arresto di un 53enne di Nave per detenzione e porto abusivo di armi, furto aggravato per l’abbattimento di alcuni uccelli protetti e quindi patrimonio indisponibile dello Stato e la denuncia di un 61enne di Bedizzole e del figlio di 19 anni per concorso nel furto. I tre sono stati sorpresi in un capanno mobile: usando richiami acustici sparavano agli uccelli che si avvicinavano. Nel capanno c’erano 5 uccelli protetti (3 “Anthus pratensis” cosidetta “pispola” e 2 “Lullula Arborea” noti come “tottaville”); la perquisizione è stata estesa alle abitazioni dei cacciatori dove è stata rinvenuta ulteriore cacciagione protetta. Dagli accertamenti è emerso inoltre che il 53nne era in possesso del fucile non denunciato e sprovvisto di licenza. Tutte le armi e la cacciagione sono state sequestrate. tutte le armi e la cacciagione rinvenuta. Sottoposto a rito direttissimo il giudice ha convalidato l’arresto e ha condannato l’uomo ad 1 anno di reclusione e 2000 euro di multa.

MILANO. INIZIATO ITER NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE TUTELA ANIMALI

Il regolamento di tutela e diritti degli animali del comune di Milano dopo essere stato approvato in giunta nei mesi scorsi ha iniziato ieri il suo iter che dovrebbe portarlo entro la fine dell'anno all'approvazione in consiglio comunale. Ieri pomeriggio si è svolta la prima riunione della commissione consigliare allargata agli esponenti delle associazioni animaliste che operano sul territorio lombardo. Il confronto si annuncia intenso e serio e la seduta di ieri di fatto è servita ai due garanti degli animali del comune di Milano per spiegare le linee guida e le criticità da affrontare in sede di approvazione del regolamento. Sono intervenuti anche i primi esponenti delle associazioni animaliste e l'ex garante degli animali del comune di Milano Gianluca Comazzi che nella sua veste di consigliere comunale ha criticato parte del regolamento ed alcuni esponenti del mondo animalista e dei veterinari. La prossima seduta con l'inizio della vera e propria discussione è stata fissata per il prossimo 8 novembre. Alla riunione di ieri era presente anche il presidente AIDAA Lorenzo Croce.


CANE AVVELENATO A CIVITAVECCHIA

CIVITAVECCHIA – Ennesimo episodio di avvelenamento di cane nella notte tra domenica e lunedì nella zona di San Gordiano a Civitavecchia. I proprietari di una abitazione sono stati svegliati in piena notte dal loro cane che abbaiava in continuazione e in stato di agitazione.
Quando alle prime ore del mattino hanno controllato fuori nel giardino hanno rinvenuto numerosi bocconi di carne avvelenata, e grandi quantità di due diversi tipi di veleno. Sia i bocconi che il veleno sono stati rinvenuti nella proprietà privata, la cosa quindi suscita estrema preoccupazione soprattutto per l’enorme quantità. I proprietari hanno già subito l’avvelenamento di altri 3 cani nell’ultimo anno e mezzo sempre all’interno della loro proprietà.
Stanchi e impauriti per le modalità dell’ennesimo evento, come se la sofferenza della perdita dei propri cani non sia già abbastanza, hanno deciso di allertare le forze dell’ordine  consegnando agli stessi i bocconi avvelenati. Fortunatamente questa volta non c’è stata alcuna conseguenza negativa: il cane un lupo, probabilmente percepito il pericolo non ha ingerito il veleno.
“Raccomandiamo quindi, soprattutto ai residenti in zona, a prestare la massima attenzione – affermano i proprietari dell’animale – Riteniamo che l’autore di tale gesto sia non solo una persona misera piccola piccola, ma un vero e proprio criminale al quale ricordiamo che l’uccisione di animali è reato e spargere polpette avvelenate o direttamente il veleno rientra tra le fattispecie penalmente rilevanti. Il veleno versato a terra era talmente tanto che è stato rimosso con delle buste. Considerano l’età delle persone presenti in casa la cosa poteva avere conseguenze ben più gravi. In attesa che venga rintracciato l’autore, chiediamo ai residenti in zona nel caso abbiano qualche informazione di rivolgersi alla nostra redazione contattandoci su Facebook e di fare passaparola affinché altri possano essere informati”.