sabato 3 giugno 2023

I FORASACCHI SONO TROPPO PERICOLOSI PER I CANI. IL COMUNE DI MILANO TAGLI L'ERBA

 Quello che ha capito è che il suo Labrador non ha recuperato completamente la vista. Perché ora la sera abbaia alle persone cosa che prima non faceva mai. Colpa di un «forasacco», una di quelle spighe che hanno invaso ogni angolo verde della città. Non per caso. Ma per volontà specifica del Comune, nella fattispecie dell'assessore all'Ambiente Elena Grandi convinta di «tutelare la biodiversità» cittadina lasciando crescere il verde fino a 30 centimetri. Di fatto riducendo gli «sfalci», il taglio dell'erba che si alza in modo inversamente proporzionale ai costi per le casse del Comune. Ma questo pare non essere la motivazione dietro la riduzione dei tagli. Anche se a qualcuno, come la signora Antonella, proprietaria del labrador, il dubbio è venuto dopo che, peraltro, si è trovata a dover sborsare un migliaio di euro dal veterinario. Ha dovuto far operare il suo cane per estrarre un forasacco che si era infilato dietro la terza palpebra dell'occhio. Un caso? Tutt'altro. Il 17 maggio è stata lanciata una petizione on line rivolta proprio all'assessore Grandi ed ha già raccolto oltre 600 firme. A Milano è un tam tam tra i proprietari di cani ma non solo. Perché l'erba alta, poi, oltre ad essere pericolosa per gli animali fa in fretta a diventare degrado. «Raccogliere le deiezioni canine nell'erba incolta diventerebbe molto problematico e accentuerebbe atteggiamenti sbagliati già molto diffusi come l'abbandono delle feci - si legge nella petizione - ma anche vedere una bottiglia rotta in mezzo a un prato incolto potrebbe ferire, anche gravemente, un bambino che, in quel prato, sta giocando». «Ho un'altra idea di biodiversità - spiega avvilita la signora Antonella - non l'erba incolta che nasconde una pattumiera». «L'assessora - si legge ancora nella petizione - ha dichiarato l'intenzione di ridurre il più possibile gli sfalci del verde in ambito urbano, al fine di tutelare la biodiversità, sul modello di Francoforte. Questa dichiarazione nasconde una totale indifferenza nei confronti delle migliaia di cani che abitano la nostra città e mette a rischio la loro salute». E «con l'arrivo del caldo, il manto erboso rischia di trasformarsi in un tappeto di lame». Spiegano che «la forma a freccia» di questa pianta infestante «può trovare facilmente una sede d'ingresso nel cane che passeggia o respira nell'erba alta: zampe, cute, mucose, naso, occhi, condotto uditivo». Cosa che regolarmente succede. Lo conferma Roberta Bonalumi, medico veterinario. «È un disastro. I padroni dei cani non se accorgono subito. E diventa un problema serio quando entrano nel naso o vengono deglutite e prendono la strada sbagliata, finendo nell'albero bronchiale». Con la petizione chiedono che «si faccia un passo indietro e che si trovino soluzioni eco sostenibili non solo per l'ambiente ma anche per chi questo ambiente lo abita». «Evidentemente all'Amministrazione comunale non interessa della salute e della sicurezza dei cittadini e delle decine di migliaia di cani che vivono nella nostra città - chiosa l'assessore al Territorio della Regione Gianluca Comazzi - Il Comune dovrebbe difendere le persone allergiche e chiunque abbia un cane. Sono forse cittadini di serie b?»

DI SERENA COPPETTI PER IL GIORNALE



https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/i-forasacchi-sono-troppo-pericolosi-per-i-cani-il-comune-tagli-l-erba/ar-AA1c3Wi5?ocid=msedgntp&cvid=9d02a18ed0804b8ea596fb05dc4e0b93&ei=9

venerdì 2 giugno 2023

TROVATA LA CARCASSA DI UN ORSO ADULTO SUL MONTE PELLIER. AIDAA:IPOTESI AVVELENAMENTO?

MONTE PELLIER (2 GIUGNO 2023) Il ritrovamento ieri sera di una carcassa di orso adulto sul Monte Pellier apre ancora una volta il dibattito sul futuro degli orsi trentini. Dibattito nel quale interviene l'AIDAA Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente con una nota nella quale scrivono gli animalisi. "Sicuramente il ritrovamento del secondo orso adulto morto in poche settimane apre diversi scenari tra cui non va sottovalutato il rischio avvelenamento o il bracconaggio. Noi chiediamo che si faccia un esame autoptico completo e che dia indicazioni certe compatibili con lo stato di decomposizione dell'orso trovato morto e che gli stessi siano diffusi in completa chiarezza e trasparenza e annunciamo l'accesso agli atti per la richiesta di tutta la documentazione relativa al ritrovamento ed agli esami autopstici dello stesso".


UBRIACAVA I CANI CON LA BIRRA. DENUNCIATO

 Teneva rinchiusi due cani in un piccolo appartamento di Nocera Inferiore. Prima li picchiava e poi li costringeva a bere birra. Provvidenziale l'intervento dei carabinieri forestali. L'uomo è stato incastrato dai vicini di casa che hanno inviato un video alle forze dell'ordine con le prove dell'inaudita violenza. 

I cani sono stati trasferiti nel canile municipale di Nocera Inferiore e l'uomo è stato denunciato. Questa mattina è scattata l'operazione dei carabinieri del Corpo forestale del distaccamento di Cava de’ Tirreni in sinergia con gli agenti della polizia municipale e gli ispettori veterinari dell’Asl Salerno. Con loro anche Annalisa Carleo, garante degli animali del Comune e i volontari dell’associazione zoofila nocerina.



PAPPAGALLINI E TURISTI. DENUNCIATO UN GIOVANE PER MALTRATTAMENTO

 Un 18enne è stato denunciato dai Carabinieri di Ortigia per maltrattamento di animali. Il giovane è stato sorpreso dalla pattuglia in Piazza Duomo mentre cercava di vendere a dei turisti degli esemplari di pappagallini di razza “cocorito”.

A seguito degli opportuni controlli, svolti anche con l’ausilio dei veterinari dell’ASP, si è appurato che ai volatili erano state “tarpate” le ali per impedirgli di volare.
I due esemplari di animali sono stati sequestrati ed affidati ad un centro veterinario per le cure del caso, mentre il 18enne è stato denunciato per maltrattamento di animali.



giovedì 1 giugno 2023

TRA CALABRIA E SICILIA NEL MESE DI MAGGIO SONO MORTI 200 CANI RANDAGI PER AVVELENAMENTO

CALABRIA/SICILIA (1 GIUGN 2023) - E' stato un mese di maggio terribile per gli avvelenamenti di cani in Calabria e Sicilia, secondo i dati raccolti sia attraverso le segnalazioni dirette e gli articoli apparsi sui giornali cartacei ed online sono stati oltre 200 i cani randagi e alcuni di proprietà uccisi con il veleno nei 31 giorni del mese scorso. Come sempre in quasi tutti i casi i responsabili sono rimasti impuniti e molto probabilmente non saranno mai individuati. In particolare a uccidere i cani sarebbero stati i bocconi inbottiti di veleno e di topicida che sono stati sparsi per le campagne in particolare nelle province di Reggio, Cosenza, Messina, Palermo e Trapani. "Il problema dell'avvelenamento dei cani e dei gatti è un fenomeno nazionale e diffuso ovunque, abbiamo diffuso i dati di Sicilia e Calabria in quanto sono i primi disponibili in maniera completa nei prossimi giorni diffonderemo i dati nazionali- scrivono gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA- la questione è grave, l'avvelenamento spesso è usato come mezzo di uccisione di massa dei randagi. Due sono le soluzione, la prima riguarda la necessità di una campagna di sterilizzazione e la seconda invece è la necessità di un inasprimento delle pene".



I POMPIERI SALVANO UN GATTO RIMASTO INCASTRATO CON LA TESTA NEL RETRO DI UN WATER

 Un cane incastrato in un rio a Chieri, un gattino bloccato in via Gressoney, a Torino. I vigili del fuoco hanno salvato gli animali in difficoltà.

Il primo episodio è di ieri pomeriggio. La squadra 101 di Chieri è intervenuta insieme ai volontari Enpa e alla polizia municipale per liberare il cane di grossa taglia rimasto intrappolato tra due rocce di un canale che scorre in via Sona Canonico. Il  cane di un escursionista si è accorto dell'animale in difficoltà  richiamando l'attenzione del suo compano umano che ha lanciato l'allarme. 

I pompieri hanno attraversato la fitta vegetazione sul versante scosceso del rio,  sono riusciti a liberare le zampe del cane dalle pietre.

Dopo il salvataggio, il cane è stato trasportato al canile di Chieri per essere visitato. Il gattino, un cucciolo di tre mesi, invece, è stato soccorso nella notte in via Gressoney dalla squadra 61 dei vigili del fuoco. Era rimasto incastrato con la testa nel retro di un water




TORINO. AVEVANO ANIMALI ESOTICI IN CASA. DENUNCIATI

 Il Nucleo Carabinieri Cites di Torino,nelal giornata del 25 maggio, ha accerttato la presenza di due animali esotici all’interno di un’abitazione cittadina, privi di documentazione e marcaggio. Si tratta di un esemplare di Tegu gigante dell’argentina, una lucertola di grossa taglia che abita la savana, le foreste pluviali tropicali e gli ambienti semi-deserti del Sud America; e di un esemplare di Ara ararauna o ara gialla e blu, uno dei pappagalli più grandi in natura. I proprietari, due cittadini rumeni di 22 e 44 anni, sono stati denunciati perché indiziati di acquisto illegale, utilizzo a scopo di lucro, ricettazione e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura Gli animali sono stati trovati sofferenti al buio, in gabbie piccole e senza cibo e acqua. La Procura generale ha sottoposto a sequestro penale entrambi gli esemplari. Il procedimento penale è alle indagini preliminari, intatto i due animali sono stati affidati a un etologo e a un ornitologo.