giovedì 3 marzo 2022

IL TRENTINO VIETA I CANI ALLA CATENA

Secondo fonti ufficiali si apprende che lo scorso 28 febbraio la Giunta Provinciale del Trentino ha approvato all’unanimità il Disegno di Legge con il quale si prevede il divieto ad usare le catene per legare cani e altri animali d’affezione. Una misura atta ad arginare un fenomeno diffuso, in particolar modo, tra le zone rurali delle Alpi.

Una forma di maltrattamento a cui diverse Regioni e/o capoluoghi di Provincia si stanno opponendo con sanzioni precise. Anche il Trentino si prodiga per il rispetto dei diritti degli animali e la nuova Legge Provinciale prevedrà anche multe per i trasgressori che continueranno ad utilizzare le catene sui cani, dopo l’entrata in vigore del divieto.

L’approvazione del Disegno di Legge

Con grande gioia da parte degli animalisti e di tutti coloro che hanno a cuore il benessere degli animali, lo scorso lunedì 28 febbraio 2022 la Giunta Provinciale del Trentino ha approvato all’unanimità il Disegno di Legge presentato dall’Assessora alla SaluteStefania Segnana; tale Disegno aggiunge, difatti, alla Legge Provinciale il divieto di tenere i cani e gli altri animali d’affezione legati alla catena. Una decisione che nasce per arginare il fenomeno del maltrattamento e che si allinea alla normative già in atto in molte Regioni Italiane.

Secondo fonti ufficiali si apprende che lo scorso 28 febbraio la Giunta Provinciale del Trentino ha approvato all’unanimità il Disegno di Legge con il quale si prevede il divieto ad usare le catene per legare cani e altri animali d’affezione. Una misura atta ad arginare un fenomeno diffuso, in particolar modo, tra le zone rurali delle Alpi.

Una forma di maltrattamento a cui diverse Regioni e/o capoluoghi di Provincia si stanno opponendo con sanzioni precise. Anche il Trentino si prodiga per il rispetto dei diritti degli animali e la nuova Legge Provinciale prevedrà anche multe per i trasgressori che continueranno ad utilizzare le catene sui cani, dopo l’entrata in vigore del divieto.

L’approvazione del Disegno di Legge

Con grande gioia da parte degli animalisti e di tutti coloro che hanno a cuore il benessere degli animali, lo scorso lunedì 28 febbraio 2022 la Giunta Provinciale del Trentino ha approvato all’unanimità il Disegno di Legge presentato dall’Assessora alla SaluteStefania Segnana; tale Disegno aggiunge, difatti, alla Legge Provinciale il divieto di tenere i cani e gli altri animali d’affezione legati alla catena. Una decisione che nasce per arginare il fenomeno del maltrattamento e che si allinea alla normative già in atto in molte Regioni Italiane.

Un cambiamento importante che si pone a tutela maggiore dei cani e di ogni altro animale d’affezione costretto, fino a questo momento, a vivere legato ad una catena anche per tutto il giorno. Tale divieto prevede sanzioni importanti, qualora non venga rispettato; multe dai 400 agli 800 euro per i trasgressori e possibilità di raddoppio laddove l’infrazione risulti reiterata.



mercoledì 2 marzo 2022

IN ARRIVO IN ITALIA I LECCA LECCA CON DENTRO GLI SCORPIONI?

 ROMA (2 Marzo 2022) - Di cose strane ne avevamo viste tante, di idee bizzarre che costano la vita agli animali altrettanto, ma di follie come questa davvero mai. Negli Stati Uniti (ma si vocifera che presto potrebbero arrivare in Italia) sta prendendo piede la moda dei lecca-lecca con inseriti dei corpicini di insetti o animali dichiarati commestibili che vengono poi mangiati una volta terminato di succhiare il lecca-lecca. In particolare questi lecca lecca che negli States sono in vendita in tutte le maggiori catene di dolciumi contengono  piccoli vermi e scorpioni ovviamente privati del pungiglione velenoso. Secondo alcune voci di mercato questi prodotti potrebbero presto sbarcare nel vecchio continente ed in particolare in Italia dove la cucina a base di insetti commestibili è già presente. Davanti a questa ipotesi insorgono gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che considerano inaccettabile l'idea di commercializzare questi prodotti dolciari a base di vermi e scorpioni. "Abbiamo già visto in passato delle follie simili, ma questa le batte tutte- scrivono gli animalisti- chiediamo da subito che qualsiasi ipotesi di importazione di questi prodotti venga bloccata sul nascere e per questo ci rivolgiamo al ministero della salute perchè vengano tenuti gli occhi bene aperti per evitare la commercializzazione di lecca lecca o altri prodotti con all'interno degli insetti morti ne oggi ne mai".



ANITA. PECORE SBRANATE. NON SAREBBERO STATI I LUPI

 Comacchio. Non tarda ad arrivare un’analisi del Parco del Delta del Po riguardo all’attacco alle pecore avvenuta qualche giorno fa ad Anita, nel comune di Argenta.

Un’analisi che lascia poco spazio all’ipotesi che i colpevoli possano essere i lupi. Il comportamento predatorio e il numero di capi uccisi farebbe piuttosto pensare che si sia trattato di un gruppo di cani randagi di grossa taglia.


QUARTUCCIU. PRESO BRACCONIERE

 QUARTUCCIU. Un bracconiere di 65 anni residente a Quartu Sant'Elena è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari.

L'uomo, già stato segnalato in passato all'A.G. per situazioni analoghe, è stato sorpreso ieri ore 16.30 circa, in località Sant'Isidoro, a Quartucciu mentre raccoglieva una gabbia da terra.

I carabinieri al lavoro sul posto, durante un servizio di controllo del territorio mirato alla prevenzione e repressione di reati venatori, hanno fermato il sessantacinquenne per controllare il contenuto della gabbia. All'interno c'erano 2 esemplari di cardellino.

I militari hanno poi accompagnato l'uomo a casa sua dove hanno effettuato una perquisizione. 

All'interno dell'abitazione sul terrazzo sono stati rinvenuti 12 esemplari di cardellini vivi, 1 esemplare di cardellino deceduto, 2 esemplari vivi di merlo, 1 esemplare vivo di fringuello, 1 di esemplare vivo di lucherino, 1 esemplare vivo di calandra. In un’area del terrazzo è stata inoltre trovata una gabbia/trappola il cui utilizzo è vietato per la cattura degli uccelli. 




martedì 1 marzo 2022

IN ITALIA OLTRE 100 RIFUGI PER CANI ABUSIVI. AIDAA CHIEDE CONTROLLI SEVERI

Roma (1 Marzo 2022) In Italia sono presenti oltre cento tra rifugi e canili di piccole e medie dimensioni completamente abusivi, dove oltre 4000 cani sono tenuti spesso (non sempre) in condizioni inaccettabili, in particolare in gabbie piccole ed in una situazione igienica e veterinaria insufficiente. Queste strutture sono sparse per tutta la penisola ma concentrate principalmente in Sicilia, Calabria, e regioni dell'Italia del sud e spesso pur senza averne le caratteristiche sono utilizzate dai comuni per ospitare i cani randagi accalappiati sul territorio. "La presenza di queste strutture illegali dove molto spesso i cani sono tenuti in condizioni estreme sono note a molti nel mondo del volontariato animalista e purtroppo spesso la nascita di queste strutture si rendono necessarie per la carenza di strutture nei territori dove la presenza dei randagi è notevole- scrive in una nota l'associazione  italiana difesa animali ed ambiente- ma vi sono casi anche di strutture lager non conosciute dove vengono ospitati cani destinati all'estero o ancora peggio cani destinati ad esempio ai combattimenti. Solo lo scorso anno sono stati sequestrati una trentina di canili e rifugi abusivi con prevalenza nelle regioni del sud, ma questo fenomeno è presente anche nelle regioni del nord Italia, per questo motivo chiediamo al ministero della salute un controllo a tappeto di queste strutture- conclude la nota AIDAA- e qualora ne esistano i supposti minimi che gli stessi vengano messi in regola attraverso una sanatoria,mentre si proceda con pugno di ferro verso le strutture lager che da quanto sappiamo sono la maggioranza ed ospitano almeno 3000 dei 4000 cani presenti nei canili abusivi italiani"

nella foto il sequestro del canile abusivo di Boscoreale


NERINA AVVELENATI CON ALTRI CANI A CAMPOBELLO DI MAZARA

 Non dava fastidio a nessuno, era molto docile e faceva puntualmente festa a chi villeggiava nella struttura. Qualcuno, invece, chissà per quale barbaro motivo, ha deciso di avvelenarla e Nerina è morta senza potere essere aiutata. La carcassa della bestiola, regolarmente sterilizzata e microchippata dal comune di Campobello di Mazara, è stata rinvenuta dagli agenti della Polizia Municipale a seguito di una segnalazione da parte dei volontari dell’associazione “A… Fido”, a cui Nerina era stata affidata.

La cagnolina, era accudita con grande amore e dedizione da un ospite del villaggio turistico Kartibubbo. E’ morta per avvelenamento assieme ad altri tre cani randagi, due dei quali al momento risultano dispersi. Il sindaco campobellese Giuseppe Castiglione ha espresso indignazione per l’episodio di avvelenamento di cani avvenuto nel villaggio che sorge nella frazione balneare di Torretta Granitola. La polizia municipale, oltre ad aver immediatamente avviato le indagini, sta eseguendo un’attività di bonifica del territorio, nel tentativo di individuare eventuali altre esche abbandonate di bocconcini avvelenati. La carcassa di Nerina è stata sequestrata per essere trasferita all’istituto zooprofilattico di Palermo per gli accertamenti del caso. Insomma per appurare se effettivamente, come sembra, sia stata uccisa dal veleno e da quale tipo.



PROFUGHI UCRAINI CON CANI, GATTI ED ALTRI ANIMALI ACCETTATI ANCHE IN ITALIA

profughi in fuga dall’Ucraina potranno entrare in Italia anche con i loro cani, gatti o altri animali da compagnia. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha infatti autorizzato il loro accesso nel nostro Paese in deroga all’attuale normativa per la movimentazione degli animali domestici nell’Unione Europea. L’Italia si allinea così alla stessa decisione presa da Polonia, Ungheria, Romania e Slovacchia. Una decisione importante per venire incontro a chi, scappando dal conflitto e dall’invasione della Russia, ha scelto di non abbandonare il proprio animale domestico a un triste destino. Una scelta che però rischiava di essere resa vana dalle regole dell’Unione Europea che normano la movimentazione degli animali domestici. 

La Commissione dell'Unione europea, considerati i preoccupanti sviluppi della situazione in Ucraina e per evitare possibili difficoltà ai rifugiati provenienti dall'Ucraina con i loro cani, gatti o altri animali da compagnia al seguito, ha evidenziato che gli Stati membri, conformemente all'articolo 32 del regolamento Ue 576/2013 e in deroga alle condizioni previste per i movimenti non commerciali di animali da compagnia, possono, in presenza di situazioni eccezionali, autorizzare preventivamente, su richiesta dei proprietari, i movimenti non commerciali nel loro territorio di animali da compagnia non conformi purché il proprietario abbia presentato una preventiva richiesta di autorizzazione e lo Stato membro di destinazione abbia rilasciato tale autorizzazione e gli animali da compagnia siano isolati sotto controllo ufficiale per il tempo necessario a soddisfare le condizioni prescritte dal citato regolamento e comunque per un periodo non superiore a sei mesi in un luogo approvato dall'autorità competente e secondo le modalità previste dall'autorizzazione.